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Marco Pannella, anche ieri sera nell'intervento al Congresso di Radicali Italiani, ha ripetuto che governare significa prevedere. E ha parlato della Rosa nel Pugno. Ho pianto.
tutte centrali nucleari .. eccetto il sole che si spenge ..
tutte produzioni industriali ... eccetto le discariche sub falde acquifere ..
tutti lavoratori impiegati ... eccetto dignitosi salari se non per i polllitici ..
.. certo i radicali ci saranno ancora e ... tutti puliti .. loro con lo sfascismo
non c'entrano ... eccetto coloro che l'aiutano .. dal palazzo ..
le "legittime decisioni" di napolitano ...
stoccare la monnezza delle industrie a chiaiano e non fare della
piazza del duomo a milano la vera unica discarica di sessantanni
di falso istituzionalismo repubblicano ............ altro che ribellismo
altro che casalesi ... altro che malaffari ............................. ha
dato il potere ai sagrestani ........................ altro che bandiera,
repubblicana !!!
Il 17 gennaio 2008 è la data in cui era già scritto il finale del governo Prodi. Lo avevo previsto. E' successo. Il 17 gennaio 2008, Clemente Mastella si è dimesso da ministro della Giustizia aprendo, di fatto, la crisi del governo e provocando lo smottamento che ha portato alla caduta di Prodi. Nello stesso giorno, al Senato, Marco Pannella ha dato il segnale che tutto sarebbe imploso a causa dell'illegalità di Stato e partitocratica che aveva sempre negato l'ingresso dei senatori regolarmente eletti, preferendo lasciare immutata una situazione di ingiustizia. Ma l'immobilismo del Potere e il mancato riconoscimento dei seggi ha condotto a questo finale.
Il grido di Pannella con la rivendicazione del proprio seggio è stato il segnale che, a causa di quell'illegalità, il governo non avrebbe più avuto i numeri per andare avanti.
Governo, Bernardini e Cappato: Il Senato regolarmente costituito avrebbe dato la fiducia a Prodi
Roma, 24 gennaio 2008
• Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani e Marco Cappato, Segretario dell’Ass.ne Coscioni ed Europarlamentare radicale.
ll Senato illegalmente costituito ha negato il voto di fiducia al Governo Prodi. Tre NO sono oggi venuti da Gennaro Coronella, Cosimo Izzo e Franco Turigliatto, che abusivamente sono stati nominati senatori. La patente violazione del diritto e della legge elettorale ha provocato oggi un esito opposto a quello che in una situazione di legalità si sarebbe verificato. Con una pubblica dichiarazione, infatti, ieri i Senatori regolarmente eletti avevano annunciato che il loro voto sarebbe stato di fiducia al Governo.
Segneri, suvvia non farmi perdere tempo, a leggere le tue auto-citazioni: LETTA LA PRIMA, ho già capito tutto quello che ne consegue.
Il fatto è che tu non sei un soggetto politico radicale, che possiede particolari doti per la divinazione, ma sei un oggetto strumentale, di cui i radicali, si avvalgono per trasmettere, in forme divinatorie, i loro messaggi, destinati alla publica opinione.
Tutto ciò constatato, ti prego di appartarti in separata sede, e fare qualcosa che giovi, soprattutto a te stesso. Levati di torno, e vai a farti una grossa sega, che almeno ti toglierà dalla testa i pensieri relativi alla Rosa nel Pugno.
Il 17 gennaio 2008, alle ore 12:00, in una conferenza stampa indetta a Benevento, si è dimesso ufficialmente il ministro della Giustizia, Clemente Mastella e si è aperta, di fatto, una crisi all'interno del governo Prodi.
Il 17 gennaio 2008, alle ore 14:30, il presidente del Consiglio, Romano Prodi, accompagnato dal ministro della Difesa, Arturo Parisi, ha lasciato palazzo Chigi e ha fatto il suo ingresso alla Camera dei Deputati per riferire in merito alle dimissioni del ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Il premier ha aperto il suo intervento dichiarando solidarietà all'amico Mastella.
"Ho assunto l'interim della Giustizia. E poco fa il presidente Napolitano ha firmato l'interim" ha detto ancora Prodi. "La scelta dell'interim limitato nel tempo vuole essere il segnale dell'attesa che dalla magistratura arrivi la risposta" sulla vicenda in cui è indagato Mastella così che "possa riprendere il suo posto di ministro della Giustizia"
Il 17 gennaio 2008, alle ore 17:30, il presidente del Consiglio, Romano Prodi, come annunciato prima del suo ingresso nell'Aula di Palazzo Madama, è intervenuto ripetendo lo stesso testo letto alla Camera. Subito dopo, e' iniziata la discussione. Ciascun gruppo parlamentare ha a disposizione dieci minuti. Il dibattito e' stato interrotto per alcuni secondi dal grido di legalita' lanciato dal leader radicale, Marco Pannella, che assiste alla seduta seduto in tribuna, piu' volte richiamato dal presidente Franco Marini.
:twisted: L'intervento di Pannella al Senato, per rivendicare i seggi ottenuti dalla Rosa nel Pugno e poi negati dalla partitocrazia, e' stato un segnale. Un segnale imprtante. Bisognerebbe saperlo leggere!
Il 17 gennaio 2008 è stato l'inizio del crollo. Previsto e prevedibile. Un crollo che andrà avanti per tutto l'anno in corso. E' crollata la Sinistra l'Arcobaleno, è crollata la Costituente Socialista e, quello che è ancor peggio, è crollato inesorabilmente lo "stato di diritto".
Il 17 gennaio 2008 non soltanto è la data che segna l'irreparabile caduta del governo Prodi, che avverrà istituzionalmente qualche giorno dopo, ma è anche la data (annunciata da me il 22 dicembre 2007, come si può verificare guardando questo thread) in cui la commissione elettorale del Parlamento rese noto che avrebbe respinto la richiesta dei Radicali e della Rosa nel Pugno per riammettere i nostri senatori eletti e lasciati fuori da Palazzo Madama.
Il 17 gennaio 2008 Pannella tentò con il suo grido in Senato di salvare almeno la legislatura (Prodi era ormai spacciato!). Troppo tardi: "Tutto è inutile, quando non si vuole aprire la porta" (Aldo Moro).
Eppure i Radicali e la Rosa nel Pugno ci sono ancora.
Il 17 gennaio 2008 Berlusconi e Casini si sono incontrati dopo mesi di silenzi reciproci. E Berlusconi ha dichiarato: "Non ammazzerò il vitello grasso, casomai un cappone!".
Il 17 gennaio 2008 è la data in cui era già scritto il finale del governo Prodi. Lo avevo previsto. E' successo. Il 17 gennaio 2008, Clemente Mastella si è dimesso da ministro della Giustizia aprendo, di fatto, la crisi del governo e provocando lo smottamento che ha portato alla caduta di Prodi. Nello stesso giorno, al Senato, Marco Pannella ha dato il segnale che tutto sarebbe imploso a causa dell'illegalità di Stato e partitocratica che aveva sempre negato l'ingresso dei senatori regolarmente eletti, preferendo lasciare immutata una situazione di ingiustizia. Ma l'immobilismo del Potere e il mancato riconoscimento dei seggi ha condotto a questo finale.
Il grido di Pannella con la rivendicazione del proprio seggio è stato il segnale che, a causa di quell'illegalità, il governo non avrebbe più avuto i numeri per andare avanti.
E tuttosommato è meglio così! Ora si va avanti veros l'alternativa!
Governo, Bernardini e Cappato: Il Senato regolarmente costituito avrebbe dato la fiducia a Prodi
Roma, 24 gennaio 2008
• Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani e Marco Cappato, Segretario dell’Ass.ne Coscioni ed Europarlamentare radicale.
ll Senato illegalmente costituito ha negato il voto di fiducia al Governo Prodi. Tre NO sono oggi venuti da Gennaro Coronella, Cosimo Izzo e Franco Turigliatto, che abusivamente sono stati nominati senatori. La patente violazione del diritto e della legge elettorale ha provocato oggi un esito opposto a quello che in una situazione di legalità si sarebbe verificato. Con una pubblica dichiarazione, infatti, ieri i Senatori regolarmente eletti avevano annunciato che il loro voto sarebbe stato di fiducia al Governo.
Come volevasi dimostrare, questo thread indicava una data precisa e in questa data Mastella ha aperto di fatto la crisi del governo Prodi dimettendosi da ministro della Giustizia e, nella stessa giornata, Marco Pannella si è recato in Senato per chiedere il seggio di cui è stato e siamo stati defraudati.
Ora che alla maggioranza mancano i voti per sostenere il governo, si scopre che i Senatori eletti legalmente e che sono rimasti fuori dall'Aula di Palazzo Madama avrebbero garantito la tenuta politica, oltre che numerica, dell'Unione.
Senatori esclusi esprimono voto di fiducia al Governo Prodi
Roma, 22 gennaio 2008
Noi sottoscritti, Senatori della Repubblica, dichiariamo che, qualora avessimo potuto esercitare i nostri diritti di eletti in occasione del dibattito sulla fiducia al Governo Prodi, avremmo partecipato al voto esprimendo il nostro sì.
Rita Bernardini, Carmelo Conte, Gerardo Labellarte, Maria Rosaria Manieri, Dante Merlonghi, Marco Pannella, Giovanni Valente.
Dichiarazione di Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani
C’è un senatore degno di rappresentare il popolo italiano. E’ il senatore Roberto Manzione che ha smascherato l’accordo maggioranza/opposizione che con il voto di oggi ha negato quanto inequivocabilmente scritto nella legge elettorale. C’è un senatore che il regime teme e che non può tollerare: è Marco Pannella. 8 senatori potranno continuare ad usurpare il posto di chi è stato regolarmente eletto, da oggi con il sigillo della partitocrazia sfascista che fa dell’illegalità la bandiera con la quale rischia di portare definitivamente a picco l’Italia.
Il 17 gennaio 2008, alle ore 12:00, in una conferenza stampa indetta a Benevento, si è dimesso ufficialmente il ministro della Giustizia, Clemente Mastella e si è aperta, di fatto, una crisi all'interno del governo Prodi.
La data del 17 gennaio era stata da me segnalata il 22 dicembre 2007 con l'apertura di questo thread. Ora tutti vedono quello che avevo previsto.
non cambia proprio nulla proprio per tutti questi cambiamenti ...
annunciati e non ...
Carissima Rita,
il problema mi pare che resta ...
si continua a parlare ancora di "comparse" e di "partecipanti" ...
quanto meno cerchiamo di ricordarcelo ... tra noi ... abbiamo tutti
diritto di "partecipazione" ... non credi ?
quanto poi al convegno del 19 e 20 settembre u.s. mi pare che
ci siano stati una serie di "assolo" dei "protagonisti" e l'unico
vero intervento progettuale è stato quello di Giorgianni
dell'ENEL ... gli altri come al solito "parlavano con
le lavagnette" dai loro appannaggi milionari
in testa l'autority per l'energia che
di energia ne capiva solo
qualche megalomania
e non certo megatoni freddi.
io sono disposto a venire a "perdere tempo" ad una sola condizione
che ci sia uno "spazio" ed un "tempo" che posso occupare ... non
penso che nessuno altrimenti noterà se ci sono due mani
in più o in meno ad applaudire la sagra delle
mediocrità tautologiche accademiche
ti pare ?
Antonio Corapi
Master Tecnologia per la Comunicazione Istituzionale
laureando in psico-economia ed energo-ingegneria
Dirigente per l'ingegnerizzazione degli Enti Locali
----- Messaggio originale -----
Da: Rita Bernardini
A: aristotile_01@yahoo.it
Inviato: Lunedì 21 gennaio 2008, 21:41:32
Oggetto: SEMINARIO DI LAVORO SU ENERGIA E AMBIENTE
Sabato 26 gennaio 2008, dalle ore 10.00 alle ore 18.00 si terrà a Roma presso la sede del Partito Radicale (via di Torre Argentina, 76) un seminario di lavoro, per preparare il 2° Convegno su “Energia e ambiente” che Radicali Italiani ha in programma di organizzare entro la prossima primavera.
Il 1° Convegno, intitolato “Energia e ambiente, scenari e prospettive per l’Europa e per l’Italia” si è tenuto il 19 e 20 settembre 2007 e ha visto la partecipazione del Ministro Emma Bonino; dell’ecologista francese Bernard Laponche; di responsabili del settore energetico come il Presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, Alessando Ortis e Francesco Giorgianni del Dipartimento affari istituzionali dell’ENEL; del Presidente della Provincia di Benevento Carmine Nardone e del Prof. Aldo Loris Rossi. Oltre che, naturalmente, dei nostri amici di Rientrodolce e di molti esponenti radicali, fra i quali i deputati Maurizio Turco e Marco Beltrandi.
Proprio negli interventi di Loris Rossi e Nardone Marco Pannella, tirando le somme del Convegno, ha ravvisato quel di più, in termini di prefigurazione del nuovo possibile, necessario a tradurre la creatività in creazione. Sarebbe infatti sbagliato derubricare l’analisi di Loris Rossi e Nardone – che anche in occasione dell’ultimo Comitato Nazionale di Radicali Italiani hanno illustrato il quadro della difficile situazione ambientale del sud Italia a punto di vista localistico, in quanto gli scenari da loro profilati aprono la strada a soluzioni applicabili su larga scala.
Tutte le informazioni insieme alla registrazione integrale del 1° convegno le si trova a questo link
Ma ora dobbiamo pensare al secondo appuntamento di cui il seminario del 26 gennaio intende essere il cantiere principale. Nel 1° Convegno, su suggerimento di Emma Bonino, abbiamo analizzato la situazione energetica e ambientale, muovendoci sui tre obiettivi assegnati dall’Europa agli stati membri entro il 2020 e cioè 20% di riduzione delle emissioni di CO2, 20% di energie rinnovabili e 20% di efficienza del mercato energetico. Pur condividendo le richieste europee, gli intervenuti al convegno sono stati unanimi nel criticare il fatto che solo le prime due siano vincolanti per gli Stati europei, mentre la terza, quella dell’efficienza della domanda che è necessaria al raggiungimento dei primi due, è derogabile!
Dal nostro seminario dovranno scaturire le proposte politico/parlamentari concrete da presentare al Convegno di primavera; proposte che partano dall’improrogabile necessità di adottare finalmente! un “Piano nazionale integrato dell’Energia e dei trasporti”.
Non voglio qui addentrarmi nelle differenze che pure ci sono al nostro interno perché scopo del seminario è proprio quello di trovare, attraverso il dibattito e il confronto, la sintonia che ci deve portare a scegliere importanti obiettivi comuni di azione politica, da portare avanti con il metodo radicale.
Senza dubbio il convegno di settembre e i contributi che sono via via andati maturando all’interno dell’area radicale hanno permesso di mettere a fuoco una serie di tematiche come il fatto che l’abbandono dei combustibili fossili debba costituire un orizzonte prospettico non più eludibile, la crescita demografica, la necessità di promuovere le fonti di energia veramente rinnovabili e non marginali, un sistema dei trasporti più incentrato su quello collettivo, che punti sui motori elettrici piuttosto che su quelli che utilizzano combustibili; la necessità della riduzione dei consumi.
Su grandi infrastrutture, TAV, rigassificatori e termovalorizzatori, mi pare che il dibattito sia ancora aperto. Lo faremo.
Più avanti trovate l’elenco dei componenti/costituenti il Seminario. Nel caso in cui siate interessati a partecipare, vi preghiamo di farcelo sapere scrivendo a info@radicali.it
Un caro saluto
Rita Bernardini
Elenco dei partecipanti al dibattito del seminario del 26 gennaio 2008
Valentina Ascione, ufficio stampa di Radicali italiani
Antonio Bacchi, Associazione radicale di Firenze, già relatore al primo convegno sull'energia
Marco Beltrandi, deputato RNP
Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani
Stefano Bilotti, Rientrodolce
Igor Boni, Associazione Adelaide Aglietta di Torino, agronomo
Emma Bonino, Ministro per il Commercio con l’Estero e le Politiche Comunitarie
Due dimissioni, quelle di Bordon e Franca Rame, e nove ricorsi. Sono undici in tutto i seggi del Senato che, nelle prossime settimane, potrebbero cambiare titolare. Oggi si riunisce intanto la Giunta per le elezioni che affronterà la questione dei ricorsi di Rosa nel pugno, Italia dei valori, Verdi, Nuovo Psi e Udc relativi alle regioni Piemonte, Lazio, Campania, Puglia e Liguria. I ricorsi riguardano un'interpretazione della norma sullo sbarramento regionale del 3% al Senato.
:twisted: [b]Il grido di Pannella del 17 gennaio 2008 è stato un segnale al Senato.[/b]
(ansa.it) A breve, la maggioranza al Senato potrebbe cambiare volto ed equilibri. Il 21 gennaio infatti la Giunta per le elezioni di Palazzo Madama è chiamata a prendere una decisione sui ricorsi presentati da Rnp, Idv, Verdi, Nuovo Psi e Udc: che significherebbe la riassegnazione di ben nove seggi, decisione che potrebbe assicurare al centrosinistra quattro voti in più. "Siamo stati convocati alle 16 del 21 gennaio - spiega il senatore del Pd Felice Casson - ed è probabile che si andrà avanti tutta la notte, fino a quando non si sarà deciso".
La maggioranza infatti sembra determinata a uscire dall'impasse in cui versa la Giunta da circa 20 mesi. Da tanto infatti l'organismo parlamentare presieduto da Domenico Nania (An) non riesce a pronunciarsi sui ricorsi presentati per lo più da esponenti della Rosa nel Pugno, come Ugo Intini e Marco Pannella, che non sono riusciti ad avere neanche un rappresentante a Palazzo Madama. "Quelli che aspettano di subentrare - spiega il leader del Pdci Oliviero Diliberto - sono stati regolarmente eletti. E rafforzerebbero la maggioranza rendendo ininfluenti i ricatti di quei senatori che ogni giorno minacciano e pongono ultimatum". Era una cosa che si sarebbe dovuta fare "il primo giorno di legislatura", precisa Diliberto, e che ora "potrebbe rafforzare il governo". Pannella, che sino ad ora ha sollecitato la decisione della Giunta chiedendo il rispetto della legge elettorale, critica ora il centrosinistra che sembra voler sbloccare la situazione solo per un proprio "tornaconto personale", viste le difficoltà numeriche in cui versa al Senato. Così, tra il serio e faceto e servendosi di una nota ufficiale, rivolge agli alleati un romanissimo "Ma andatevene tutti a morire ammazzati...". Poi afferma di attendere le decisioni della Giunta e dà atto a Diliberto della sua presa di posizione a favore del 'si' ai ricorsi. Se la Giunta li accogliesse, l'ex Prc Franco Turigliatto dovrebbe lasciare il posto a Ugo Intini che, essendo già viceministro degli Esteri, potrebbe rinunciare a favore di Pannella. Gennaro Coronella di An dovrebbe passare la mano a Carmelo Conte del Nuovo Psi, ora nei Socialisti, e Cosimo Izzo di FI a Nino Marotta, Udc ora amico di Marco Follini. Ma è proprio Izzo a far scandalo in Giunta perché, spiega l'ex presidente Giovanni Crema, "lui dovrà decidere su un ricorso che lo riguarda direttamente".
L'unico che potrebbe rimuovere il "conflitto di interessi" é il presidente del Senato Franco Marini che sino ad ora però non ha preso posizione ufficiale. In Giunta tutto è rimasto fermo per mesi, spiega un senatore della maggioranza che vuole l'anonimato, per un'intesa bipartisan: Prc non voleva 'mollare' Turigliatto, An Coronella, FI Izzo e il Pd Zanda. Giàperché anche il vicepresidente del gruppo Luigi Zanda sarebbe stato a 'rischio'. Ma ora si sarebbe deciso di farlo 'rioptare'. Se la Giunta cioé dovesse dare ragione al 'rivale' che vuole subentrare, lui potrebbe scegliere di nuovo la circoscrizione dove considerarsi eletto. "E' la prima volta che il Senato viene eletto con le circoscrizioni anziché con i collegi - spiega il senatore dell'Unione - e così la procedura può essere 'ridefinita'. Offrendo a Zanda appunto una nuova chance". "Ma nulla di quanto potrebbe accadere in Giunta - precisa invece il capogruppo dell'Udc Francesco D'Onofrio - potrebbe far cambiare i rapporti di forza tra Unione e centrodestra. Perché é tutta una cosa interna alla maggioranza...".
Il 17 gennaio 2008, alle ore 12:00, in una conferenza stampa indetta a Benevento, si è dimesso ufficialmente il ministro della Giustizia, Clemente Mastella e si è aperta, di fatto, una crisi all'interno del governo Prodi.
Il 17 gennaio 2008, alle ore 14:30, il presidente del Consiglio, Romano Prodi, accompagnato dal ministro della Difesa, Arturo Parisi, ha lasciato palazzo Chigi e ha fatto il suo ingresso alla Camera dei Deputati per riferire in merito alle dimissioni del ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Il premier ha aperto il suo intervento dichiarando solidarietà all'amico Mastella.
"Ho assunto l'interim della Giustizia. E poco fa il presidente Napolitano ha firmato l'interim" ha detto ancora Prodi. "La scelta dell'interim limitato nel tempo vuole essere il segnale dell'attesa che dalla magistratura arrivi la risposta" sulla vicenda in cui è indagato Mastella così che "possa riprendere il suo posto di ministro della Giustizia"
Il 17 gennaio 2008, alle ore 17:30, il presidente del Consiglio, Romano Prodi, come annunciato prima del suo ingresso nell'Aula di Palazzo Madama, è intervenuto ripetendo lo stesso testo letto alla Camera. Subito dopo, e' iniziata la discussione. Ciascun gruppo parlamentare ha a disposizione dieci minuti. Il dibattito e' stato interrotto per alcuni secondi dal grido di legalita' lanciato dal leader radicale, Marco Pannella, che assiste alla seduta seduto in tribuna, piu' volte richiamato dal presidente Franco Marini.
:twisted: L'intervento di Pannella al Senato, per rivendicare i seggi ottenuti dalla Rosa nel Pugno e poi negati dalla partitocrazia, e' stato un segnale. Un segnale imprtante. Bisognerebbe saperlo leggere!
non ho bisogno di dilungarmi ancora. una legislatura che supera 1/3 della sua fisiologica durata senza sciogliere le questioni preliminari elettorali si rende artefice di un vero e proprio vulnus costituzionale.
:twisted: Simbolicamente si può riconoscere in questa espressione grafica il volto di Marco Pannella al Senato! Il grido che rivendica il seggio
da Il Manifesto del 18 gennaio 2008, pag. 5
Il leader radicale Marco Pannella non è tipo da star seduto buono e zitto, quando il Senato sembra essersi accordato per tener fuori i senatori «senza seggio» su cui sta per decidere la giunta per le autorizzazioni. Ieri, dai posti riservati agli ospiti in tribuna, è a gran voce intervenuto per rivendicare i seggi contestati dai radicali durante l'intervento del premier Romano Prodi sulle dimissioni del Guardasigilli Clemente Mastella. Seduto non lontano dal premio Nobel Dario Fo, appena Prodi ha iniziato il suo intervento s'è messo a urlare: «Chiedo di prendere la parola dal mio seggio di senatore eletto. Sono un senatore, lo sono un senatore». Il presidente Franco Marini ha pregato più volte Pannella di terminare la sua protesta, facendo appello anche alla «antica amicizia», Pannella non s'è dato per vinto. E uscendo ha spiegato a Radioradicale: «Questa mattina i vertici del Partito Democratico hanno preso in considerazione quanto si dovrebbe fare nella riunione in cui la giunta delle Autorizzazioni dovrà decidere sulla questione dei seggi. Un gruppo di dirigenti autorevolissimi ha stabilito che questi senatori eletti non devono entrare al Senato».
da L'Unità del 18 gennaio 2008, pag. 6
Pannella show ieri al Senato. Appena Prodi inizia a parlare, il leader radicale urla dalle tribune: «Sono senatore, voglio parlare da senatore...» alludendo ai seggi contestati e rivendicati dai radicali. Immediato l'intervento dei commessi d'aula, ma il leader radicale si calma e resta al suo posto. Poi, da Radio radicale denuncia l'intenzione dei «vertici del Pd» che avrebbero deciso che «non vale la pena» insistere, lunedì in Giunta per le elezioni. «Questa mattina - dice il leader radicale - un gruppo di dirigenti autorevolissimi ha stabilito, con una motivazione quasi divertente, che questi senatori eletti non devono entrare al Senato. La motivazione sarebbe questa: anche se in commissione si riuscisse a far passare il rispetto delle norme, e quindi poi si proponesse all'aula di proclamare l'elezione dei senatori eletti piuttosto che di quelli nominati, in aula comunque non ci sarebbe la maggioranza e si uscirebbe battuti. Quindi non ne vale la pena, e di conseguenza non verranno date indicazioni formali come Pd, ma ciascuno verrà lasciato libero di comportarsi come crede...». «Mi auguro - conclude Pannella - che qualcuno dal vertice del Pd si preoccupi di smentire questa decisione...».
da Il Sole 24 Ore del 18 gennaio 2008, pag. 15
Dura protesta del leader dei Radicali al Senato durante il discorso del premier, Romano Prodi, sulle dimissioni del Guardasigilli Clemente Mastella. Marco Pannella seduto tra i banchi riservati agli ospiti in tribuna, è intervenuto ieri per rivendicare i seggi contestati dai Radicali. «Chiedo di poter parlare dal mio seggio di senatore e non da qui» ha esordito Pannella. «Sono iscritto anche io a parlare, sono anche io un senatore, dov'è il mio seggio?» Il presidente del Senato, Franco Marini, ha pregato più volte il leader dei Radicali di terminare la sua protesta, facendo appello anche all'«antica amicizia».
Pannella, però, ha risposto: «Anche per lei devono valere le regole», ed è stato allontanato dall'aula dai commessi parlamentari. La protesta del leader Radicale nasce dalla lunga questione sorta a inizio legislatura, quando la Rosa nel Pugno presentò il suo ricorso per l'assegnazione di alcuni seggi, tema su cui la Giunta per le elezioni dovrebbe decidere, dopo una lunga serie di rinvii, il prossimo lunedì.
da Il Giornale del 18 gennaio 2008, pag. 4
Show di Marco Pannella ieri al Senato, durante l'intervento del presidente del Consiglio, Romano Prodi, sulle dimissioni di Mastella, per protestare sulla vicenda dei seggi contestati che gli hanno impedito di diventare senatore. «Chiedo di poter parlare dal mio seggio di senatore e non da qui», ha esordito con la sua voce possente il leader radicale dall'alto della tribuna degli ospiti, cogliendo di sorpresa il presidente Marini, che lo ha invitato a non interrompere la seduta. Finito l'intervento del presidente del Consiglio, il leader radicale è tornato alla carica: «Sono iscritto anch'io a parlare, sono anch'io senatore, dov'è il mio seggio?». A questo punto dai banchi del centrodestra alcuni senatori presenti hanno gridato: «Marco salta, vieni qui!», invitandolo, con un gesto della mano, afare un improbabile salto dalla tribuna ai banchi sottostanti. Marini è intervenuto di nuovo ricordando «l'antica amicizia» con Pannella e pregandolo di non costringerlo a farlo allontanare. «Anche per lei - replica Pannella - devono valere le regole». A questo punto Marini ha chiamato i commessi e Pannella è stato invitato ad abbandonare la tribuna.
:twisted: Il 17 gennaio 2008 c'è stata la sortita di quel "diavolo" di Marco Pannella al Senato della Repubblica.
Ecco la storia di quel memorabile gesto di legalità, di libertà e contro tutte le ingiustizie:
Chiedo di poter parlare dal mio seggio di senatore e non da qui", esordisce con la sua voce possente Pannella dall'alto della tribuna degli ospiti, cogliendo di sorpresa il presidente Marini, che lo invita a non interrompere la seduta. Finito l'intervento del presidente del Consiglio, il leader radicale torna alla carica: "Sono iscritto anch'io a parlare, sono anch'io senatore, dov'è il mio seggio?".
A questo punto dai banchi del centrodestra alcuni senatori presenti gridano: "Marco salta, vieni qui!", invitandolo, con un gesto della mano, a fare un improbabile salto dalla tribuna ai banchi sottostanti.
Marini interviene di nuovo ricordando "l'antica amicizia" con Pannella e pregandolo di non costringerlo a farlo allontanare. "Anche per lei - replica Pannella - devono valere le regole". A questo punto Marini chiama i commessi e Pannella viene invitato ad abbandonare la tribuna.
Dai banchi del Governo, Prodi, il vicepremier Francesco Rutelli, il ministro per i Rapporti col Parlamento Vannino Chiti e il sottosegretario alla Giustizia Vannino Scotti, seguono in silenzio il botta e risposta tra il presidente del Senato e il leader radicale.
__________
"In fondo, Presidente, anche io sono senatore e sono iscritto a parlare". Ma è l'unica cosa che il leader radicale Marco Pannella riesce a dire nell'Aula del Senato, interrompendo dalla tribuna il dibattito che segue l'informativa di Romano Prodi sulle dimissioni di Clemente Mastella. Uno show che nasce dall'annosa questione del ricorso presentato dai Radicali per l'assegnazione di alcuni seggi, tema su cui la Giunta per le elezioni dovrebbe decidere lunedì.
Dai banchi veri dell'Aula rispondono, a Pannella, i senatori della Cdl, che lo invitano scherzosamente a "saltare giù" ma per unirsi a loro, e non all'Unione. Lui intanto continua, nonostante i richiami del Presidente Franco Marini - "non può fare così!", che alla fine chiama i commessi. Pannella viene accompagnato fuori dalla tribuna, per continuare a dare battaglia in Transatlantico.
ROOTS – RANKS – RULES – RRR: UNIVERSAL UNTOUCHABLE HUMAN RIGHTS
RADICI – RANGHI – ROMITI – RRR: PERSONA UMANA RAZIONALI ALTI DIRITTI FUORI CASTA INVIOLABILI UNIVERSALI
Sant’Antonio, mistico anacoreta, Egitto 252 d.C.
… dal Grande Faraone Tutankamen, 1352 a.C.
… ad Antonio Corapi, 1952 d.C.
oltre 3333 anni di Razionalismo Storico
Tutankamen (1352) Talete (952) Confucio (352) Agostino (552) Leonardo (1452) Don Antonio Tarzia Prolusore Dogma Immacolata Concezione (1852) Don Antonio Corapi (1952)
TAIN = foglia dello specchio essenza dei saperi = intelligenza paradigma genetico attitudine immodificabile = to a T
non è bianco o nero e neppure a colori il futuro è di nuovi valori che trovano in communication il loro territorio
not any and many words coloured magazine papers or black and white structures engineering
futures stars dust builds intelligence powers works communication seas on stocks
Carissimi,
Comprendo il Vostro rammarico e condivido le Vostre perplessità.
In Italia c’è un sistema che produce solo problemi senza da questi escludere il signoraggio delle professioni libere.
Basta guardare il “problema” dei “rifiuti” a Napoli!
Attualmente devo con soddisfazione informarVi che due istituti universitari italiani stanno contribuendo a rendere al meglio la mia configurazione professionale, rispettivamente in economia ed in ingegneria.
Resta “puntum dolens” che il “diritto allo studio” e soprattutto il diritto pieno, al “dottorato” e quindi alla “ricerca”, è legato alle solite botteghe dove si fa tutto ad orecchio, da musica a filosofia!
È di questi giorni – nel ricordare la Prolusione di Don Antonio Tarzia del 1852 che prelude al Dogma dell’Immacolata Concezione sotto Papa Pio IX – la mia introduzione al Razionalismo Storico
dove il pane e il vino rappresentano in modo solenne, nel rito cristiano, rispettivamente lo spazio ed il tempo.
Gesù infatti viene accolto in Egitto dove non ci sono orologi Rolex e tuttavia vede il periodico sommergersi delle piramidi nella piana di Gizah quindi viene educato negli anni ad una cifra dalla sobria razionalità nella misura dello spazio e del tempo proprio da scribi egiziani e pur cresce come attento principe andando altresì incontro ad una barbarie vergognosa qual è la condanna a morte.
Consapevole profondamente dell’importanza della “gestione sapiente” e con “buona volontà” dello “spazio” e del “tempo” Gesù ben si rende conto che deve effonder su tutti questa sociale universale armonia per cui enuncia un rito semplice sobrio esauriente basato sui ritmi: quotidiano, stagionale: il pane con le macine per la farina e il vino col mosto e le lune per travasarlo.
Come è fondamentale quindi l’Art.7 della Costituzione che richiama con i Patti Lateranensi del 1929 al Cristo Storico e quindi si aggancia al Razionalismo Storico – con le sue radici senza soluzione di continuità, dal 1352 a.C. anno in cui Tutankamen è Faraone consapevole del suo mandato, al 2008 d.C. oltre 3333 anni di Razionalismo fondante l’Unione Europea avocante a sé nuovi Stati come il Còsovo – altrettanto trovano vigore gli studi di Amaldi, Fermi e Majorana sulle polveri e sui gas per la soluzione dei problemi grafici ed energetici con nuovi propellenti in futuro.
Ed è questo attualmente l’orientamento dei miei studi presso i due atenei universitari: comportamenti economici=psicoeconomia e comportamenti energetici: ingegneriaenergetica.
Tutto questo costa molto caro ed è assurdo che classe dirigente e classe politica tuttora non facciano altro che ostacolare tal diritto allo studio con salario da fame men di 1000,00 euro netti al mese!
Con i più cari auguri per il nuovo anno 2008.
03020 Villa Santo Stefano, lì 17.01.2008
ANTONIO CORAPI
COMMUNICATION
= COMMON LAW UNIT CORE ACTS TAKE IN ON =
cattura importante (take) degli atti abitudini atteggiamenti consuetudini costumi conformi e non conformi comportamenti verbali e non verbali (acts) in relazione ad evento (in) nell’insieme (unit) di regole e atti comuni (common law) di un gruppo (core in) di persone finalizzati ad uno scopo di crescita (rights on) in valore
bè Pierpaolo consolati ...
Marco parla ... della Rosa nel Pugno ...
io invece ... l'ho codificata ...
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la solitudine dei numeri primi ...
i primi 12 articoli della nostra Costituzione
Marco Pannella, anche ieri sera nell'intervento al Congresso di Radicali Italiani, ha ripetuto che governare significa prevedere. E ha parlato della Rosa nel Pugno. Ho pianto.
tutte centrali nucleari .. eccetto il sole che si spenge ..
tutte produzioni industriali ... eccetto le discariche sub falde acquifere ..
tutti lavoratori impiegati ... eccetto dignitosi salari se non per i polllitici ..
.. certo i radicali ci saranno ancora e ... tutti puliti .. loro con lo sfascismo
non c'entrano ... eccetto coloro che l'aiutano .. dal palazzo ..
le "legittime decisioni" di napolitano ...
stoccare la monnezza delle industrie a chiaiano e non fare della
piazza del duomo a milano la vera unica discarica di sessantanni
di falso istituzionalismo repubblicano ............ altro che ribellismo
altro che casalesi ... altro che malaffari ............................. ha
dato il potere ai sagrestani ........................ altro che bandiera,
repubblicana !!!
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i primi 12 articoli della nostra Costituzione
Il 17 gennaio 2008 è la data in cui era già scritto il finale del governo Prodi. Lo avevo previsto. E' successo. Il 17 gennaio 2008, Clemente Mastella si è dimesso da ministro della Giustizia aprendo, di fatto, la crisi del governo e provocando lo smottamento che ha portato alla caduta di Prodi. Nello stesso giorno, al Senato, Marco Pannella ha dato il segnale che tutto sarebbe imploso a causa dell'illegalità di Stato e partitocratica che aveva sempre negato l'ingresso dei senatori regolarmente eletti, preferendo lasciare immutata una situazione di ingiustizia. Ma l'immobilismo del Potere e il mancato riconoscimento dei seggi ha condotto a questo finale.
Il grido di Pannella con la rivendicazione del proprio seggio è stato il segnale che, a causa di quell'illegalità, il governo non avrebbe più avuto i numeri per andare avanti.
Governo, Bernardini e Cappato: Il Senato regolarmente costituito avrebbe dato la fiducia a Prodi
Roma, 24 gennaio 2008
• Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani e Marco Cappato, Segretario dell’Ass.ne Coscioni ed Europarlamentare radicale.
ll Senato illegalmente costituito ha negato il voto di fiducia al Governo Prodi. Tre NO sono oggi venuti da Gennaro Coronella, Cosimo Izzo e Franco Turigliatto, che abusivamente sono stati nominati senatori. La patente violazione del diritto e della legge elettorale ha provocato oggi un esito opposto a quello che in una situazione di legalità si sarebbe verificato. Con una pubblica dichiarazione, infatti, ieri i Senatori regolarmente eletti avevano annunciato che il loro voto sarebbe stato di fiducia al Governo.
Segneri, suvvia non farmi perdere tempo, a leggere le tue auto-citazioni: LETTA LA PRIMA, ho già capito tutto quello che ne consegue.
Il fatto è che tu non sei un soggetto politico radicale, che possiede particolari doti per la divinazione, ma sei un oggetto strumentale, di cui i radicali, si avvalgono per trasmettere, in forme divinatorie, i loro messaggi, destinati alla publica opinione.
Tutto ciò constatato, ti prego di appartarti in separata sede, e fare qualcosa che giovi, soprattutto a te stesso. Levati di torno, e vai a farti una grossa sega, che almeno ti toglierà dalla testa i pensieri relativi alla Rosa nel Pugno.
A. coppeto
Il 17 gennaio 2008, alle ore 14:30, il presidente del Consiglio, Romano Prodi, accompagnato dal ministro della Difesa, Arturo Parisi, ha lasciato palazzo Chigi e ha fatto il suo ingresso alla Camera dei Deputati per riferire in merito alle dimissioni del ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Il premier ha aperto il suo intervento dichiarando solidarietà all'amico Mastella.
"Ho assunto l'interim della Giustizia. E poco fa il presidente Napolitano ha firmato l'interim" ha detto ancora Prodi. "La scelta dell'interim limitato nel tempo vuole essere il segnale dell'attesa che dalla magistratura arrivi la risposta" sulla vicenda in cui è indagato Mastella così che "possa riprendere il suo posto di ministro della Giustizia"
Il 17 gennaio 2008, alle ore 17:30, il presidente del Consiglio, Romano Prodi, come annunciato prima del suo ingresso nell'Aula di Palazzo Madama, è intervenuto ripetendo lo stesso testo letto alla Camera. Subito dopo, e' iniziata la discussione. Ciascun gruppo parlamentare ha a disposizione dieci minuti. Il dibattito e' stato interrotto per alcuni secondi dal grido di legalita' lanciato dal leader radicale, Marco Pannella, che assiste alla seduta seduto in tribuna, piu' volte richiamato dal presidente Franco Marini.
:twisted: L'intervento di Pannella al Senato, per rivendicare i seggi ottenuti dalla Rosa nel Pugno e poi negati dalla partitocrazia, e' stato un segnale. Un segnale imprtante. Bisognerebbe saperlo leggere!
:twisted:
Il 17 gennaio 2008 è stato l'inizio del crollo. Previsto e prevedibile. Un crollo che andrà avanti per tutto l'anno in corso. E' crollata la Sinistra l'Arcobaleno, è crollata la Costituente Socialista e, quello che è ancor peggio, è crollato inesorabilmente lo "stato di diritto".
Il 17 gennaio 2008 non soltanto è la data che segna l'irreparabile caduta del governo Prodi, che avverrà istituzionalmente qualche giorno dopo, ma è anche la data (annunciata da me il 22 dicembre 2007, come si può verificare guardando questo thread) in cui la commissione elettorale del Parlamento rese noto che avrebbe respinto la richiesta dei Radicali e della Rosa nel Pugno per riammettere i nostri senatori eletti e lasciati fuori da Palazzo Madama.
Il 17 gennaio 2008 Pannella tentò con il suo grido in Senato di salvare almeno la legislatura (Prodi era ormai spacciato!). Troppo tardi: "Tutto è inutile, quando non si vuole aprire la porta" (Aldo Moro).
Eppure i Radicali e la Rosa nel Pugno ci sono ancora.
eh eh ...
ricambio 8)
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Il 17 gennaio 2008 Berlusconi e Casini si sono incontrati dopo mesi di silenzi reciproci. E Berlusconi ha dichiarato: "Non ammazzerò il vitello grasso, casomai un cappone!".
Grazie, Antonio. :twisted:
.
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c.d.d.
esistono anche teoremi cronologici in politica
bravo pierpaolo
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i primi 12 articoli della nostra Costituzione
Il 17 gennaio 2008 è la data in cui era già scritto il finale del governo Prodi. Lo avevo previsto. E' successo. Il 17 gennaio 2008, Clemente Mastella si è dimesso da ministro della Giustizia aprendo, di fatto, la crisi del governo e provocando lo smottamento che ha portato alla caduta di Prodi. Nello stesso giorno, al Senato, Marco Pannella ha dato il segnale che tutto sarebbe imploso a causa dell'illegalità di Stato e partitocratica che aveva sempre negato l'ingresso dei senatori regolarmente eletti, preferendo lasciare immutata una situazione di ingiustizia. Ma l'immobilismo del Potere e il mancato riconoscimento dei seggi ha condotto a questo finale.
Il grido di Pannella con la rivendicazione del proprio seggio è stato il segnale che, a causa di quell'illegalità, il governo non avrebbe più avuto i numeri per andare avanti.
E tuttosommato è meglio così! Ora si va avanti veros l'alternativa!
Governo, Bernardini e Cappato: Il Senato regolarmente costituito avrebbe dato la fiducia a Prodi
Roma, 24 gennaio 2008
• Dichiarazione di Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani e Marco Cappato, Segretario dell’Ass.ne Coscioni ed Europarlamentare radicale.
ll Senato illegalmente costituito ha negato il voto di fiducia al Governo Prodi. Tre NO sono oggi venuti da Gennaro Coronella, Cosimo Izzo e Franco Turigliatto, che abusivamente sono stati nominati senatori. La patente violazione del diritto e della legge elettorale ha provocato oggi un esito opposto a quello che in una situazione di legalità si sarebbe verificato. Con una pubblica dichiarazione, infatti, ieri i Senatori regolarmente eletti avevano annunciato che il loro voto sarebbe stato di fiducia al Governo.
Come volevasi dimostrare, questo thread indicava una data precisa e in questa data Mastella ha aperto di fatto la crisi del governo Prodi dimettendosi da ministro della Giustizia e, nella stessa giornata, Marco Pannella si è recato in Senato per chiedere il seggio di cui è stato e siamo stati defraudati.
Ora che alla maggioranza mancano i voti per sostenere il governo, si scopre che i Senatori eletti legalmente e che sono rimasti fuori dall'Aula di Palazzo Madama avrebbero garantito la tenuta politica, oltre che numerica, dell'Unione.
Senatori esclusi esprimono voto di fiducia al Governo Prodi
Roma, 22 gennaio 2008
Noi sottoscritti, Senatori della Repubblica, dichiariamo che, qualora avessimo potuto esercitare i nostri diritti di eletti in occasione del dibattito sulla fiducia al Governo Prodi, avremmo partecipato al voto esprimendo il nostro sì.
Rita Bernardini, Carmelo Conte, Gerardo Labellarte, Maria Rosaria Manieri, Dante Merlonghi, Marco Pannella, Giovanni Valente.
Dichiarazione di Rita Bernardini, segretaria di Radicali Italiani
C’è un senatore degno di rappresentare il popolo italiano. E’ il senatore Roberto Manzione che ha smascherato l’accordo maggioranza/opposizione che con il voto di oggi ha negato quanto inequivocabilmente scritto nella legge elettorale. C’è un senatore che il regime teme e che non può tollerare: è Marco Pannella. 8 senatori potranno continuare ad usurpare il posto di chi è stato regolarmente eletto, da oggi con il sigillo della partitocrazia sfascista che fa dell’illegalità la bandiera con la quale rischia di portare definitivamente a picco l’Italia.
La data del 17 gennaio era stata da me segnalata il 22 dicembre 2007 con l'apertura di questo thread. Ora tutti vedono quello che avevo previsto.
carissimi ...
non cambia proprio nulla proprio per tutti questi cambiamenti ...
annunciati e non ...
Carissima Rita,
il problema mi pare che resta ...
si continua a parlare ancora di "comparse" e di "partecipanti" ...
quanto meno cerchiamo di ricordarcelo ... tra noi ... abbiamo tutti
diritto di "partecipazione" ... non credi ?
quanto poi al convegno del 19 e 20 settembre u.s. mi pare che
ci siano stati una serie di "assolo" dei "protagonisti" e l'unico
vero intervento progettuale è stato quello di Giorgianni
dell'ENEL ... gli altri come al solito "parlavano con
le lavagnette" dai loro appannaggi milionari
in testa l'autority per l'energia che
di energia ne capiva solo
qualche megalomania
e non certo megatoni freddi.
io sono disposto a venire a "perdere tempo" ad una sola condizione
che ci sia uno "spazio" ed un "tempo" che posso occupare ... non
penso che nessuno altrimenti noterà se ci sono due mani
in più o in meno ad applaudire la sagra delle
mediocrità tautologiche accademiche
ti pare ?
Antonio Corapi
Master Tecnologia per la Comunicazione Istituzionale
laureando in psico-economia ed energo-ingegneria
Dirigente per l'ingegnerizzazione degli Enti Locali
----- Messaggio originale -----
Da: Rita Bernardini
A: aristotile_01@yahoo.it
Inviato: Lunedì 21 gennaio 2008, 21:41:32
Oggetto: SEMINARIO DI LAVORO SU ENERGIA E AMBIENTE
Sabato 26 gennaio 2008, dalle ore 10.00 alle ore 18.00 si terrà a Roma presso la sede del Partito Radicale (via di Torre Argentina, 76) un seminario di lavoro, per preparare il 2° Convegno su “Energia e ambiente” che Radicali Italiani ha in programma di organizzare entro la prossima primavera.
Il 1° Convegno, intitolato “Energia e ambiente, scenari e prospettive per l’Europa e per l’Italia” si è tenuto il 19 e 20 settembre 2007 e ha visto la partecipazione del Ministro Emma Bonino; dell’ecologista francese Bernard Laponche; di responsabili del settore energetico come il Presidente dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas, Alessando Ortis e Francesco Giorgianni del Dipartimento affari istituzionali dell’ENEL; del Presidente della Provincia di Benevento Carmine Nardone e del Prof. Aldo Loris Rossi. Oltre che, naturalmente, dei nostri amici di Rientrodolce e di molti esponenti radicali, fra i quali i deputati Maurizio Turco e Marco Beltrandi.
Proprio negli interventi di Loris Rossi e Nardone Marco Pannella, tirando le somme del Convegno, ha ravvisato quel di più, in termini di prefigurazione del nuovo possibile, necessario a tradurre la creatività in creazione. Sarebbe infatti sbagliato derubricare l’analisi di Loris Rossi e Nardone – che anche in occasione dell’ultimo Comitato Nazionale di Radicali Italiani hanno illustrato il quadro della difficile situazione ambientale del sud Italia a punto di vista localistico, in quanto gli scenari da loro profilati aprono la strada a soluzioni applicabili su larga scala.
Tutte le informazioni insieme alla registrazione integrale del 1° convegno le si trova a questo link
Ma ora dobbiamo pensare al secondo appuntamento di cui il seminario del 26 gennaio intende essere il cantiere principale. Nel 1° Convegno, su suggerimento di Emma Bonino, abbiamo analizzato la situazione energetica e ambientale, muovendoci sui tre obiettivi assegnati dall’Europa agli stati membri entro il 2020 e cioè 20% di riduzione delle emissioni di CO2, 20% di energie rinnovabili e 20% di efficienza del mercato energetico. Pur condividendo le richieste europee, gli intervenuti al convegno sono stati unanimi nel criticare il fatto che solo le prime due siano vincolanti per gli Stati europei, mentre la terza, quella dell’efficienza della domanda che è necessaria al raggiungimento dei primi due, è derogabile!
Dal nostro seminario dovranno scaturire le proposte politico/parlamentari concrete da presentare al Convegno di primavera; proposte che partano dall’improrogabile necessità di adottare finalmente! un “Piano nazionale integrato dell’Energia e dei trasporti”.
Non voglio qui addentrarmi nelle differenze che pure ci sono al nostro interno perché scopo del seminario è proprio quello di trovare, attraverso il dibattito e il confronto, la sintonia che ci deve portare a scegliere importanti obiettivi comuni di azione politica, da portare avanti con il metodo radicale.
Senza dubbio il convegno di settembre e i contributi che sono via via andati maturando all’interno dell’area radicale hanno permesso di mettere a fuoco una serie di tematiche come il fatto che l’abbandono dei combustibili fossili debba costituire un orizzonte prospettico non più eludibile, la crescita demografica, la necessità di promuovere le fonti di energia veramente rinnovabili e non marginali, un sistema dei trasporti più incentrato su quello collettivo, che punti sui motori elettrici piuttosto che su quelli che utilizzano combustibili; la necessità della riduzione dei consumi.
Su grandi infrastrutture, TAV, rigassificatori e termovalorizzatori, mi pare che il dibattito sia ancora aperto. Lo faremo.
Più avanti trovate l’elenco dei componenti/costituenti il Seminario. Nel caso in cui siate interessati a partecipare, vi preghiamo di farcelo sapere scrivendo a info@radicali.it
Un caro saluto
Rita Bernardini
Elenco dei partecipanti al dibattito del seminario del 26 gennaio 2008
Valentina Ascione, ufficio stampa di Radicali italiani
Antonio Bacchi, Associazione radicale di Firenze, già relatore al primo convegno sull'energia
Marco Beltrandi, deputato RNP
Rita Bernardini, Segretaria di Radicali Italiani
Stefano Bilotti, Rientrodolce
Igor Boni, Associazione Adelaide Aglietta di Torino, agronomo
Emma Bonino, Ministro per il Commercio con l’Estero e le Politiche Comunitarie
Michele Bortoluzzi, Giunta Radicali Italiani, Associazione Loris Fortuna Veneto
Massimo Brunetti, Membro Giunta Radicali Italiani
Marco Cappato, deputato europeo
Antonio Cerrone, Tesoriere Associazione Grande Napoli
Roberto Cicciomessere, Direzione Radicali Italiani
Sergio D'Elia, deputato RNP
Gianfranco Dell'Alba, Capo di Gabinetto del Ministero delle Politiche Comunitarie
Luigi De Marchi, psicologo, esperto di demografia e sovrappopolazione
Giovanni De Pascalis, membro della Giunta di Radicali italiani
Ermanno De Rosa, Presidente Associazione Piero Welby - Cremona
Gaetano Dentamaro, Rientrodolce
Guido Ferretti, Rientrodolce, esperto di demografia
Andrea Furgiuele, Radicali Napoli – Ernesto Rossi, architetto
Massimo Gaiani Consigliere diplomatico del Ministero delle politiche comunitarie
Antonio Grippo, webmaster di Radicali.it, ingegnere
Massimiliano Iervolino, membro della giunta di Radicali italiani, chimico
Massimo Ippolito, inventore del KiteGen
Giulio Manfredi, Associazione Adelaide Aglietta di Torino
Valeria Manieri, Giunta Radicali Italiani, Welfare to Work
Mario Marchitti, Presidente di Rientrodolce, fisico aeronautico (conoscitore del KiteGen
Matteo Mecacci, Rappresentante all’ONU del Partito Radicale Nonviolento
Bruno Mellano, deputato RNP
Prof. Mario Milanese, Politecnico di Torino, KiteGen
Elisabetta Mirra, ambientalista iscritta a Rientrodolce
Maurizio Morabito, Rientrodolce
Paolo Musumeci, tesoriere di Rientrodolce
Carmine Nardone, presidente provincia di Benevento
Luca Pardi, segretario di Rientrodolce, ASPO Italia
Marco Pannella, deputato europeo
Marco Perduca, Direzione di Radicali Italiani
Vito Paolo Quinto, Presidente di Cosmoroma
Aldo Ravazzi, Presidente del Comitato Ocse per le Politiche Ambientali Nazionali
Paolo Ronci, ambientalista
Alessandro Rosasco, Comitato Nazionale di Radicali Italiani, ambientalista
Aldo Loris Rossi, urbanista, Napoli
Giulia Simi, radicali di Siena, membro della giunta di RI, docente di matematica
Giorgio Spadaccia, radicale storico
Antonella Spolaor, Rientrodolce
Antonio Stango, Comitato Nazionale Radicali Italiani
Antonio Tamburrino, urbanista, Roma
Sergio Stanzani, Presidente del Partito Radicale Nonviolento
Maurizio Turco, deputato RNP
Alberto Zuccolini, ingegnere
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i primi 12 articoli della nostra Costituzione
da Il Riformista del 21 gennaio 2008, pag. 2
Due dimissioni, quelle di Bordon e Franca Rame, e nove ricorsi. Sono undici in tutto i seggi del Senato che, nelle prossime settimane, potrebbero cambiare titolare. Oggi si riunisce intanto la Giunta per le elezioni che affronterà la questione dei ricorsi di Rosa nel pugno, Italia dei valori, Verdi, Nuovo Psi e Udc relativi alle regioni Piemonte, Lazio, Campania, Puglia e Liguria. I ricorsi riguardano un'interpretazione della norma sullo sbarramento regionale del 3% al Senato.
:twisted: [b]Il grido di Pannella del 17 gennaio 2008 è stato un segnale al Senato.[/b]
(ansa.it) A breve, la maggioranza al Senato potrebbe cambiare volto ed equilibri. Il 21 gennaio infatti la Giunta per le elezioni di Palazzo Madama è chiamata a prendere una decisione sui ricorsi presentati da Rnp, Idv, Verdi, Nuovo Psi e Udc: che significherebbe la riassegnazione di ben nove seggi, decisione che potrebbe assicurare al centrosinistra quattro voti in più. "Siamo stati convocati alle 16 del 21 gennaio - spiega il senatore del Pd Felice Casson - ed è probabile che si andrà avanti tutta la notte, fino a quando non si sarà deciso".
La maggioranza infatti sembra determinata a uscire dall'impasse in cui versa la Giunta da circa 20 mesi. Da tanto infatti l'organismo parlamentare presieduto da Domenico Nania (An) non riesce a pronunciarsi sui ricorsi presentati per lo più da esponenti della Rosa nel Pugno, come Ugo Intini e Marco Pannella, che non sono riusciti ad avere neanche un rappresentante a Palazzo Madama. "Quelli che aspettano di subentrare - spiega il leader del Pdci Oliviero Diliberto - sono stati regolarmente eletti. E rafforzerebbero la maggioranza rendendo ininfluenti i ricatti di quei senatori che ogni giorno minacciano e pongono ultimatum". Era una cosa che si sarebbe dovuta fare "il primo giorno di legislatura", precisa Diliberto, e che ora "potrebbe rafforzare il governo". Pannella, che sino ad ora ha sollecitato la decisione della Giunta chiedendo il rispetto della legge elettorale, critica ora il centrosinistra che sembra voler sbloccare la situazione solo per un proprio "tornaconto personale", viste le difficoltà numeriche in cui versa al Senato. Così, tra il serio e faceto e servendosi di una nota ufficiale, rivolge agli alleati un romanissimo "Ma andatevene tutti a morire ammazzati...". Poi afferma di attendere le decisioni della Giunta e dà atto a Diliberto della sua presa di posizione a favore del 'si' ai ricorsi. Se la Giunta li accogliesse, l'ex Prc Franco Turigliatto dovrebbe lasciare il posto a Ugo Intini che, essendo già viceministro degli Esteri, potrebbe rinunciare a favore di Pannella. Gennaro Coronella di An dovrebbe passare la mano a Carmelo Conte del Nuovo Psi, ora nei Socialisti, e Cosimo Izzo di FI a Nino Marotta, Udc ora amico di Marco Follini. Ma è proprio Izzo a far scandalo in Giunta perché, spiega l'ex presidente Giovanni Crema, "lui dovrà decidere su un ricorso che lo riguarda direttamente".
L'unico che potrebbe rimuovere il "conflitto di interessi" é il presidente del Senato Franco Marini che sino ad ora però non ha preso posizione ufficiale. In Giunta tutto è rimasto fermo per mesi, spiega un senatore della maggioranza che vuole l'anonimato, per un'intesa bipartisan: Prc non voleva 'mollare' Turigliatto, An Coronella, FI Izzo e il Pd Zanda. Giàperché anche il vicepresidente del gruppo Luigi Zanda sarebbe stato a 'rischio'. Ma ora si sarebbe deciso di farlo 'rioptare'. Se la Giunta cioé dovesse dare ragione al 'rivale' che vuole subentrare, lui potrebbe scegliere di nuovo la circoscrizione dove considerarsi eletto. "E' la prima volta che il Senato viene eletto con le circoscrizioni anziché con i collegi - spiega il senatore dell'Unione - e così la procedura può essere 'ridefinita'. Offrendo a Zanda appunto una nuova chance". "Ma nulla di quanto potrebbe accadere in Giunta - precisa invece il capogruppo dell'Udc Francesco D'Onofrio - potrebbe far cambiare i rapporti di forza tra Unione e centrodestra. Perché é tutta una cosa interna alla maggioranza...".
Il 17 gennaio 2008, alle ore 12:00, in una conferenza stampa indetta a Benevento, si è dimesso ufficialmente il ministro della Giustizia, Clemente Mastella e si è aperta, di fatto, una crisi all'interno del governo Prodi.
Il 17 gennaio 2008, alle ore 14:30, il presidente del Consiglio, Romano Prodi, accompagnato dal ministro della Difesa, Arturo Parisi, ha lasciato palazzo Chigi e ha fatto il suo ingresso alla Camera dei Deputati per riferire in merito alle dimissioni del ministro della Giustizia, Clemente Mastella. Il premier ha aperto il suo intervento dichiarando solidarietà all'amico Mastella.
"Ho assunto l'interim della Giustizia. E poco fa il presidente Napolitano ha firmato l'interim" ha detto ancora Prodi. "La scelta dell'interim limitato nel tempo vuole essere il segnale dell'attesa che dalla magistratura arrivi la risposta" sulla vicenda in cui è indagato Mastella così che "possa riprendere il suo posto di ministro della Giustizia"
Il 17 gennaio 2008, alle ore 17:30, il presidente del Consiglio, Romano Prodi, come annunciato prima del suo ingresso nell'Aula di Palazzo Madama, è intervenuto ripetendo lo stesso testo letto alla Camera. Subito dopo, e' iniziata la discussione. Ciascun gruppo parlamentare ha a disposizione dieci minuti. Il dibattito e' stato interrotto per alcuni secondi dal grido di legalita' lanciato dal leader radicale, Marco Pannella, che assiste alla seduta seduto in tribuna, piu' volte richiamato dal presidente Franco Marini.
:twisted: L'intervento di Pannella al Senato, per rivendicare i seggi ottenuti dalla Rosa nel Pugno e poi negati dalla partitocrazia, e' stato un segnale. Un segnale imprtante. Bisognerebbe saperlo leggere!
non ho bisogno di dilungarmi ancora. una legislatura che supera 1/3 della sua fisiologica durata senza sciogliere le questioni preliminari elettorali si rende artefice di un vero e proprio vulnus costituzionale.
:twisted: Simbolicamente si può riconoscere in questa espressione grafica il volto di Marco Pannella al Senato! Il grido che rivendica il seggio
da Il Manifesto del 18 gennaio 2008, pag. 5
Il leader radicale Marco Pannella non è tipo da star seduto buono e zitto, quando il Senato sembra essersi accordato per tener fuori i senatori «senza seggio» su cui sta per decidere la giunta per le autorizzazioni. Ieri, dai posti riservati agli ospiti in tribuna, è a gran voce intervenuto per rivendicare i seggi contestati dai radicali durante l'intervento del premier Romano Prodi sulle dimissioni del Guardasigilli Clemente Mastella. Seduto non lontano dal premio Nobel Dario Fo, appena Prodi ha iniziato il suo intervento s'è messo a urlare: «Chiedo di prendere la parola dal mio seggio di senatore eletto. Sono un senatore, lo sono un senatore». Il presidente Franco Marini ha pregato più volte Pannella di terminare la sua protesta, facendo appello anche alla «antica amicizia», Pannella non s'è dato per vinto. E uscendo ha spiegato a Radioradicale: «Questa mattina i vertici del Partito Democratico hanno preso in considerazione quanto si dovrebbe fare nella riunione in cui la giunta delle Autorizzazioni dovrà decidere sulla questione dei seggi. Un gruppo di dirigenti autorevolissimi ha stabilito che questi senatori eletti non devono entrare al Senato».
da L'Unità del 18 gennaio 2008, pag. 6
Pannella show ieri al Senato. Appena Prodi inizia a parlare, il leader radicale urla dalle tribune: «Sono senatore, voglio parlare da senatore...» alludendo ai seggi contestati e rivendicati dai radicali. Immediato l'intervento dei commessi d'aula, ma il leader radicale si calma e resta al suo posto. Poi, da Radio radicale denuncia l'intenzione dei «vertici del Pd» che avrebbero deciso che «non vale la pena» insistere, lunedì in Giunta per le elezioni. «Questa mattina - dice il leader radicale - un gruppo di dirigenti autorevolissimi ha stabilito, con una motivazione quasi divertente, che questi senatori eletti non devono entrare al Senato. La motivazione sarebbe questa: anche se in commissione si riuscisse a far passare il rispetto delle norme, e quindi poi si proponesse all'aula di proclamare l'elezione dei senatori eletti piuttosto che di quelli nominati, in aula comunque non ci sarebbe la maggioranza e si uscirebbe battuti. Quindi non ne vale la pena, e di conseguenza non verranno date indicazioni formali come Pd, ma ciascuno verrà lasciato libero di comportarsi come crede...». «Mi auguro - conclude Pannella - che qualcuno dal vertice del Pd si preoccupi di smentire questa decisione...».
da Il Sole 24 Ore del 18 gennaio 2008, pag. 15
Dura protesta del leader dei Radicali al Senato durante il discorso del premier, Romano Prodi, sulle dimissioni del Guardasigilli Clemente Mastella. Marco Pannella seduto tra i banchi riservati agli ospiti in tribuna, è intervenuto ieri per rivendicare i seggi contestati dai Radicali. «Chiedo di poter parlare dal mio seggio di senatore e non da qui» ha esordito Pannella. «Sono iscritto anche io a parlare, sono anche io un senatore, dov'è il mio seggio?» Il presidente del Senato, Franco Marini, ha pregato più volte il leader dei Radicali di terminare la sua protesta, facendo appello anche all'«antica amicizia».
Pannella, però, ha risposto: «Anche per lei devono valere le regole», ed è stato allontanato dall'aula dai commessi parlamentari. La protesta del leader Radicale nasce dalla lunga questione sorta a inizio legislatura, quando la Rosa nel Pugno presentò il suo ricorso per l'assegnazione di alcuni seggi, tema su cui la Giunta per le elezioni dovrebbe decidere, dopo una lunga serie di rinvii, il prossimo lunedì.
da Il Giornale del 18 gennaio 2008, pag. 4
Show di Marco Pannella ieri al Senato, durante l'intervento del presidente del Consiglio, Romano Prodi, sulle dimissioni di Mastella, per protestare sulla vicenda dei seggi contestati che gli hanno impedito di diventare senatore. «Chiedo di poter parlare dal mio seggio di senatore e non da qui», ha esordito con la sua voce possente il leader radicale dall'alto della tribuna degli ospiti, cogliendo di sorpresa il presidente Marini, che lo ha invitato a non interrompere la seduta. Finito l'intervento del presidente del Consiglio, il leader radicale è tornato alla carica: «Sono iscritto anch'io a parlare, sono anch'io senatore, dov'è il mio seggio?». A questo punto dai banchi del centrodestra alcuni senatori presenti hanno gridato: «Marco salta, vieni qui!», invitandolo, con un gesto della mano, afare un improbabile salto dalla tribuna ai banchi sottostanti. Marini è intervenuto di nuovo ricordando «l'antica amicizia» con Pannella e pregandolo di non costringerlo a farlo allontanare. «Anche per lei - replica Pannella - devono valere le regole». A questo punto Marini ha chiamato i commessi e Pannella è stato invitato ad abbandonare la tribuna.
Al suo posto un qualsiasi altro cittadino italiano sarebbe già in galera.
Marco è un ladro che recita tra altri ladri come lui.
Ladro/ladri di Pisa.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
:twisted: Il 17 gennaio 2008 c'è stata la sortita di quel "diavolo" di Marco Pannella al Senato della Repubblica.
Ecco la storia di quel memorabile gesto di legalità, di libertà e contro tutte le ingiustizie:
Chiedo di poter parlare dal mio seggio di senatore e non da qui", esordisce con la sua voce possente Pannella dall'alto della tribuna degli ospiti, cogliendo di sorpresa il presidente Marini, che lo invita a non interrompere la seduta. Finito l'intervento del presidente del Consiglio, il leader radicale torna alla carica: "Sono iscritto anch'io a parlare, sono anch'io senatore, dov'è il mio seggio?".
A questo punto dai banchi del centrodestra alcuni senatori presenti gridano: "Marco salta, vieni qui!", invitandolo, con un gesto della mano, a fare un improbabile salto dalla tribuna ai banchi sottostanti.
Marini interviene di nuovo ricordando "l'antica amicizia" con Pannella e pregandolo di non costringerlo a farlo allontanare. "Anche per lei - replica Pannella - devono valere le regole". A questo punto Marini chiama i commessi e Pannella viene invitato ad abbandonare la tribuna.
Dai banchi del Governo, Prodi, il vicepremier Francesco Rutelli, il ministro per i Rapporti col Parlamento Vannino Chiti e il sottosegretario alla Giustizia Vannino Scotti, seguono in silenzio il botta e risposta tra il presidente del Senato e il leader radicale.
__________
"In fondo, Presidente, anche io sono senatore e sono iscritto a parlare". Ma è l'unica cosa che il leader radicale Marco Pannella riesce a dire nell'Aula del Senato, interrompendo dalla tribuna il dibattito che segue l'informativa di Romano Prodi sulle dimissioni di Clemente Mastella. Uno show che nasce dall'annosa questione del ricorso presentato dai Radicali per l'assegnazione di alcuni seggi, tema su cui la Giunta per le elezioni dovrebbe decidere lunedì.
Dai banchi veri dell'Aula rispondono, a Pannella, i senatori della Cdl, che lo invitano scherzosamente a "saltare giù" ma per unirsi a loro, e non all'Unione. Lui intanto continua, nonostante i richiami del Presidente Franco Marini - "non può fare così!", che alla fine chiama i commessi. Pannella viene accompagnato fuori dalla tribuna, per continuare a dare battaglia in Transatlantico.
ROOTS – RANKS – RULES – RRR: UNIVERSAL UNTOUCHABLE HUMAN RIGHTS
RADICI – RANGHI – ROMITI – RRR: PERSONA UMANA RAZIONALI ALTI DIRITTI FUORI CASTA INVIOLABILI UNIVERSALI
Sant’Antonio, mistico anacoreta, Egitto 252 d.C.
… dal Grande Faraone Tutankamen, 1352 a.C.
… ad Antonio Corapi, 1952 d.C.
oltre 3333 anni di Razionalismo Storico
Tutankamen (1352) Talete (952) Confucio (352) Agostino (552) Leonardo (1452) Don Antonio Tarzia Prolusore Dogma Immacolata Concezione (1852) Don Antonio Corapi (1952)
TAIN = foglia dello specchio essenza dei saperi = intelligenza paradigma genetico attitudine immodificabile = to a T
non è bianco o nero e neppure a colori il futuro è di nuovi valori che trovano in communication il loro territorio
not any and many words coloured magazine papers or black and white structures engineering
futures stars dust builds intelligence powers works communication seas on stocks
Carissimi,
Comprendo il Vostro rammarico e condivido le Vostre perplessità.
In Italia c’è un sistema che produce solo problemi senza da questi escludere il signoraggio delle professioni libere.
Basta guardare il “problema” dei “rifiuti” a Napoli!
Attualmente devo con soddisfazione informarVi che due istituti universitari italiani stanno contribuendo a rendere al meglio la mia configurazione professionale, rispettivamente in economia ed in ingegneria.
Resta “puntum dolens” che il “diritto allo studio” e soprattutto il diritto pieno, al “dottorato” e quindi alla “ricerca”, è legato alle solite botteghe dove si fa tutto ad orecchio, da musica a filosofia!
È di questi giorni – nel ricordare la Prolusione di Don Antonio Tarzia del 1852 che prelude al Dogma dell’Immacolata Concezione sotto Papa Pio IX – la mia introduzione al Razionalismo Storico
dove il pane e il vino rappresentano in modo solenne, nel rito cristiano, rispettivamente lo spazio ed il tempo.
Gesù infatti viene accolto in Egitto dove non ci sono orologi Rolex e tuttavia vede il periodico sommergersi delle piramidi nella piana di Gizah quindi viene educato negli anni ad una cifra dalla sobria razionalità nella misura dello spazio e del tempo proprio da scribi egiziani e pur cresce come attento principe andando altresì incontro ad una barbarie vergognosa qual è la condanna a morte.
Consapevole profondamente dell’importanza della “gestione sapiente” e con “buona volontà” dello “spazio” e del “tempo” Gesù ben si rende conto che deve effonder su tutti questa sociale universale armonia per cui enuncia un rito semplice sobrio esauriente basato sui ritmi: quotidiano, stagionale: il pane con le macine per la farina e il vino col mosto e le lune per travasarlo.
Come è fondamentale quindi l’Art.7 della Costituzione che richiama con i Patti Lateranensi del 1929 al Cristo Storico e quindi si aggancia al Razionalismo Storico – con le sue radici senza soluzione di continuità, dal 1352 a.C. anno in cui Tutankamen è Faraone consapevole del suo mandato, al 2008 d.C. oltre 3333 anni di Razionalismo fondante l’Unione Europea avocante a sé nuovi Stati come il Còsovo – altrettanto trovano vigore gli studi di Amaldi, Fermi e Majorana sulle polveri e sui gas per la soluzione dei problemi grafici ed energetici con nuovi propellenti in futuro.
Ed è questo attualmente l’orientamento dei miei studi presso i due atenei universitari: comportamenti economici=psicoeconomia e comportamenti energetici: ingegneriaenergetica.
Tutto questo costa molto caro ed è assurdo che classe dirigente e classe politica tuttora non facciano altro che ostacolare tal diritto allo studio con salario da fame men di 1000,00 euro netti al mese!
Con i più cari auguri per il nuovo anno 2008.
03020 Villa Santo Stefano, lì 17.01.2008
ANTONIO CORAPI
COMMUNICATION
= COMMON LAW UNIT CORE ACTS TAKE IN ON =
cattura importante (take) degli atti abitudini atteggiamenti consuetudini costumi conformi e non conformi comportamenti verbali e non verbali (acts) in relazione ad evento (in) nell’insieme (unit) di regole e atti comuni (common law) di un gruppo (core in) di persone finalizzati ad uno scopo di crescita (rights on) in valore
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