A Pomigliano il 62,3% ha approvato il patto con la Fiat che permetterà, per la prima volta nella storia industriale italiana ed europea, ad una linea di produzione migrata in paesi a basso costo di fare ritorno nel paese di origine. Il prezzo richiesto dalla Fiat? il buonsenso, non un centesimo più di quello. Onore pertanto ai seri operai che hanno approvato il patto...
Vorrei conoscere invece, uno per uno, il 37,8% che ha votato contro, guardarli in faccia, ascoltare come raccontano le loro motivazioni, se sono parole proprie o se ripetono a pappagallo quello che gli ha apapena detto il Fiommino di fabbrica ( che tanto a lui che gliene frega, lo paga il sindacato ). Sono convinto che se mi guardo in giro, più di uno su tre è uno di questi... sono molto preoccupato, il 37,8% di imbecilli è tanto per il mondo moderno.
DISECONOMY
"Fiat, crollo delle vendite a luglio: -36% e i sindacati frenano sul contratto dell'auto". Il mercato in generale perde invece il 26% e la Fiat scende sotto quota 30% in Italia (Repubblica, p. 21).
NICOLO GHEDINI
Attacco del pezzo della Stampa: "L'assenza degli incentivi continua a far soffrire il mercato dell'auto in Italia" (p.25). Che poi Fiat perda 10 punti più del mercato è una considerazione che non sfiora la mente dell'articolista.
Del resto in economia ci sono la propaganda, i numeri e quel che vedi con i tuoi occhi (per esempio, in autostrada). Sulla cura Marpionne, di solito, ci si ferma alla prima.
sabatino di martino
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AUTO IN EUROPA: LA FIAT E’ FUORI MERCATO E POMIGLIANO NON C’ENTRA NIENTE... - I DATI DEL PRIMO SEMESTRE 2010 SONO TRAGICAMENTE EVIDENTI: IL CALO DEL LINGOTTO NEL MERCATO DELL’EUROPA A 27 PAESI È DEL 20,8% (E SCENDE AL SESTO POSTO) - QUESTO VUOL DIRE CHE LE AUTO FIAT NON SONO FRA LE MIGLIORI E - COME VOLUMI - NON SONO IN LINEA NEPPURE CON LA MEDIA DEL MERCATO. PUNTO E BASTA. IL RESTO È CHIACCHIERA - MA LA POLITICA TUTTA E LA GRANDE STAMPA (ANCHE DI SINISTRA) LO NASCONDONO SEMPRE - IL GRUPPO FIAT È GRANDE PER NUMERI, E SOLO ASSOMMANDO TUTTO, DA IVECO AI TRATTORI ALLA MAGNETI MARELLI, MA NON È UN GRANDE E VINCENTE GRUPPO AUTOMOBILISTICO
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1- AUTO IN EUROPA: LA FIAT E' FUORI MERCATO E POMIGLIANO NON C'ENTRA NIENTE...
Bankomat per Dagospia
Il dato non mente. Leggete "il Sole 24 ore", sul sito o sul quotidiano: si narrano i dati del mercato auto europeo del primo semestre 2010 rispetto al 2009, tragicamente evidenti.
Un modesto più 0,2% è il dato del mercato europeo nei primi sei mesi dell'anno, ma Fiat è fuori gioco, perché il suo calo nel mercato dell'Europa a 27 Paesi è del 20,8%.
Peggio di tutti i suoi principali concorrenti, mentre si conferma anche il fatto che, a valori assoluti, FIAT non è uno dei primi cinque produttori europei. Con il 7,4% di quota di mercato, è la sesta Casa automobilistica.
Questo vuol dire che le auto progettate e vendute da Fiat non sono fra le migliori e - come volumi - non sono in linea neppure con la media del mercato. Punto e basta. Il resto è chiacchiera. Qui non c'entrano Pomigliano, Epifani, la camorra, i comunisti, i meridionali. Qui c'entrano solo i cervelli torinesi e non solo di Mr Marpionne dal pullover ostentato. A Torino sono poco competitivi in termini di capacità progettuale e commerciale. Da anni, lo sanno tutti.
Ma la politica e la grande stampa lo nascondono sempre come è appena possibile.
Il Gruppo Fiat è grande per numeri, e solo assommando tutto da Iveco ai trattori alla Magneti Marelli, ma non è un grande e vincente gruppo automobilistico.
Le auto da sempre le fanno meglio in Francia, Germania e Giappone (non in Polonia India e Corea, con rispetto parlando per questi onesti Paesi: in EUROPA occidentale!). E pure la Ford è meglio della Fiat. In un'Italia finto liberale e mercatista del Cavalier Berlusconi questa amara e secca verità dovrebbe essere detta. Ma non è conveniente forse neppure alla sinistra.
2- GIUGNO NEGATIVO PER LE VENDITE DI AUTO IN EUROPA. IN CALO LA QUOTA DI MERCATO FIAT
Dal "Sole 24 ore"
Giugno negativo per le immatricolazioni di nuove auto in Europa (paesi Ue27 + Efta), calate del 6,2% a 1.383.445 unità rispetto allo stesso mese del 2009, mentre il parziale dei primi sei mesi del 2010 é ancora in rialzo dello 0,6% a 7.495.520 unità rispetto allo scorso anno. Secondo i dati Acea, nella sola area Ue27, invece, le vendite sono diminuite in giugno del 6,9% a 1.341.092 unità, mentre nei primi sei mesi del 2010 rimangono positive dello 0,2% a 7.285.487 unità.
Vendite in calo in Germania (-32,3%), Italia (-19,1%) e Francia (-1,3%). Positivi invece i mercati di Spagna (+25,6%) e Regno Unito (+10,8%). Il maggior calo é stato segnato in Slovacchia (-40,6%), mentre il maggior incremento in Irlanda (+75,8%).
Il gruppo Fiat ha registrato nell'Europa a 27 un calo delle vendite del 20,8% 98.687 unità. Si riduce anche la quota di mercato che passa dall'8,7 al 7,4%, un dato che colloca la casa torinese al sesto posto tra i costruttori. Nei primi sei mesi le vendite sono scese del 10% a 598.382 unità, mentre la quota di mercato è diminuita dal 9,1 all'8,2 per cento.
Nel confronto con i risultati dell'anno scorso va considerato che allora, grazie agli eco-incentivi, Fiat Group Automobiles aveva ottenuto volumi e quote record. Anche in giugno, come già a maggio, il calo delle vendite del Gruppo in Europa è causato principalmente dalle minori immatricolazioni in Italia, dove il mercato globale ha registrato una contrazione del 19,1%, e in Germania, dove le immatricolazioni complessive sono scese del 32,3 per cento.
Passando in rassegna le altre maggiori case automobilistiche, in giugno sono calate dell'8,1% le immatricolazioni di Volkswagen, del 5,0% quelle di Peugeot, del 14,8% quelle del gruppo Ford, del 12,4% le immatricolazioni di Toyota, mentre c'é stato un saldo positivo invece per il gruppo Renault (+3,8%), per Bmw (+7,1%) e Nissan (+27,1%). La miglior performance mensile appartiene al gruppo Jaguar Land Rover con un +29 per cento.
sabatino di martino
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LEAVING GERMANY FOR TURKEY
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Ethnic Turks Encounter 'Kültürschock'
More ethnic Turks are now moving out of Germany than in. As the German
economy lags, a Western education helps professional Turkish Germans
find work in a booming Muslim nation. But they aren't always welcomed
"home."
http://www.spiegel.de/international/world/0,1518,703805,00.html#ref=nlint
Deutscher Auto-Boom dank China
Die deutsche Automobilindustrie fährt schneller aus der Krise als erwartet. Vor allem die Exporte haben im ersten Halbjahr zugelegt. Die Auslastung steigt, und Kurzarbeit ist kein Thema mehr.
[mehr]
02 JULY 2010
Evidence is by the Quirinale and by the Carabinieri!
Trattativa Stato-mafia, caccia alle prove
Perquisite la case degli amici di Ciancimino
Vi tengono nel sottosviluppo.
Non potete neppure avere i vantaggi dei centri imperialisti.
Se ne accorgono in tanti che c'è un problema nella cinesizzazione. Leggete questo:
10 - DISECONOMY
"Auto, affondano le vendite: per Fiat meno 27%. Meno 19% per le immatricolazioni a giugno in Italia" (Repubblica, p. 25). Continua l'inspiegabile fenomeno del Lingotto che perde più del mercato, nonostante le bellissime vetture che produce con operai italiani e ben pagati.
Pomigliano o non Pomigliano, Panda o non Panda, ci viene il dubbio che a produrre macchine povere, in paesi poveri e con operai poveri, non si raggiunga la clientela ricca d'Europa, quella con cui si fanno gli utili. Ma sicuramente siamo ottenebrati dallo spettacolo del parco macchine sempre più costoso che vediamo sulle autostrade di Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Piemonte, Veneto, Francia, Germania eccetera eccetera: Audi, Bmw e Suv tanti. Punto e Bravo, pochine. E' il consumatore che non capisce?
sabatino di martino
" Tirate avanti la carretta brutti somari, sfamate la prole che avete messo al mondo e toglietevi di dosso quella puzza di sudore. Ma come vi siete ridotti esseri umani? Avete preso il posto dei somari e i somari il vostro. Avete rovesciato il mondo, dormite nella cuccia e il cane nel vostro letto....E tutto questo per seguire il paese dei balocchi, dei profumi, dei saponi e dei sapori...."
Dall' "Avvinazzata " dello Scalpellino di Vado.
il carso e le apuane.....
Un'azienda che dipenda da un referendum "sindacale" e' una buffonata sovietica. ...Almeno, nell'URSS, lo decidevano altri cosa gli operai dovessero eventualmente votare!!! Quando non han saputo piu' decidere, il sistema s'e' differentemente oligarchizzato senza piu' soviet di base.
Marx racconta che l'individuo e' un pidocchio plasmato sulle condizioni di sopravvivenza. La idee piu' ovvie sono le piu' difficili da digerire.
(scusate se porto su la discussione...)
Marx non si limitava a dire che l' economia governa la società, andava molto oltre, sosteneva cioè le varie categorie di una società ( la morale, il costume, la politica ) non hanno una esistenza autonoma ma sono delle emanazioni della struttura economica. Non capisco come la cosa possa sorprendere, il berlusconismo economico ( soprattutto dei primi anni ) era una perfetta esemplificazione delle idee di marx. La differenza è che marx sosteneva che costume morale e politica erano solo economia camuffata, invece con Berlusconi viene meno la necessità del camuffamento. C' è un imprenditore che è il migliore degli imprenditori ( dice lui ) e come tale li rappresenta e rappresenta il potere economico ( il ceto produttivo dice lui ). Questo imprenditore dichiara esplicitamente di voler governare il paese proprio per favorire il potere economico che rappresenta. MIca son cose che dico io...son cose che diceva lui. Berlusconi teorizza continuamente in modo assolutamente esplicito che la politica non gode di esistenza e dignità autonome, per esempio va ad una riunione di confindustria e dichiara che il suo programma è quello di confindustria, fa un comizio per le regionali e dice che lui sconfiggerà il cancro ( re taumaturgo altro che politica.. ), parla con Putin o Gheddafi e dichiara ( vantandosene ) che è riuscito a fare buoni affari.
, ed infatti si sbagliava.
L'Homo oeconomicus è una figura scolastica utile ad isolare ed interpretare in modo scientifico le leggi dell'economia.
L'uomo comune è una figura reale assai più complessa in cui l'economia spiega molte cose ma non tutte.
Senza andare troppo in profondità, basta considerare la sua capacità di "sbagliare" di fronte ad ogni fatto negativo cui dovrebbe "razionalmente" soccombere.
Ebbene ?
Signori, va bene così'. Ottimo il lavoro del governo che ha "fermato" Marchionne, che fa già la 500 in Polonia... E' solo un fatto da non trascurare che il differenziale del costo per la produzione a Pomigliano, tollerando inotre i residui rifondaroli e la Fiom sarà, come al solito, a carico dello Stato. In Polonia Marchionne ci sarebbe andato per risparmiare sui costi di produzione e conflittuali, mica perchè le Polacche la danno subito (sono cattoliche e non mollamo niente :-)...
cmq, mi spiace, ma questa partita l' abbiamo vinta noi ( "noi", cioè i poveri, quelli che lavorano o potrebbero lavorare in fabbrica ). Diciamo che dal punto di vista della teoria dei gochi c'è stata una gestione perfetta. Il referendum c'è stato, la Fiat l' ha vinto e quindi a questo punto è costretta ad investire notevolmente a Pomigliano pena la perdità di ogni rispettabilità/credibilità. D' altra parte la percentuale non esaltante ottenuta dal "sì" permette a una parte dei sindacati e degli operai di avere le mani libere e dar vita a piccole ma preziose azioni di sabotaggio e/o disturbo qualora l' azienda continuasse con la politica del ricatto.
Gasparini : "Io proporrei di dare per uno o due anni in affitto lo stabilimento ai sindacalisti della FIOM,con l'impegno di dimostrare nel concreto che tutto quello che teorizzano è compatibile con le logiche di mercato di oggi."
io invece proporrei di licenziare gli operai che hanno votato no e di assumere al loro posto te, Garoglio, Bacci ecc. Chi di coloro che in questi giorni son stati prodighi di consigli si sottrarrebbe a un piccolo sacrificio per il bene del paese ?
Senti senti.... bisognerebbe organizzarti un bel meeting non con l'azienda ma con dei padri di famiglia che hanno in vista i libri dei figli, la rata del mutuo o l'affitto che scade, e non hanno manifestazioni e dibattiti da fare.
Quel 37virgola di cui parla Bacci è fatto di gente che punta tutto sull'abbandono di Pomigliano da parte della Fiat e sul conseguente assorbimento della mano d'opera in esubero nei meandri della pubblica provvidenza, vale a dire sulla prospettiva di essere retribuiti per fare nulla, che poi è il tuo sogno.
Non illuderti, qui non ci casca nessuno.
Ed è un bene per tutti che a Pomigliano ci siano tanti lavoratori con la testa sulle spalle. Finalmente si può sperare nel riscatto del Meridione. Riscatto nella dignità del lavoro.
....io invece proporrei di licenziare gli operai che hanno votato no e di assumere al loro posto te, Garoglio, Bacci ecc.
A me pare che tu travisi il senso della proposta.Se tu o altri ritenete che lo stabilimento di Pomegliano mantenedo esattamente l'andazzo che ha a tutt'oggi possa reggere il mercato e magari prosperare anche ,invitare i sindacati e chi è convinto come loro che le cose stiano cosi ad assumersi la gestione,non mi sembra di augurare del male.Diversamente ,come si usa dire,vogliono fare i finocchi con il culo degli altri.
Io in quarantacinque anni di lavoro,ritengo di aver dato e come artigiano,ne ho i testimoni,quando il mio lavoro lo ha richiesto,ho lavorato anche fino alla una e più di notte.Scioperi non so cosa siano.Oggi non viene richiesto perchè il "mercato" non lo richiede.Questo per dire che c'è un "ente " superiore che è la domanda di mercato e la concorrenza con cui si deve fare i conti.Lo riupeto se tu e i sindacati ritenete che queste siano frottole e si possa "reggere" senza tenerne conto ,dimostratelo.Molto semplice.
Perchè, gli operai che hanno votato " no " intendono rimanere a lavorare a Pomigliano?
ma il voto non avviene a scrutinio segreto ?
Quando uno scrive o ha scritto sulla Stampa e' un ciucciacazzi degli Agnelli.
Gallino e' un eccezione?
Il fatto che fosse pure del PCI torinese e' una conferma della predisposizione.
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Se la FIOM-CGIL va contro la Fiat e' per volonta' Fiat.
O meglio, lavora per il sindacato, ma lo paga l'azienda in distacco sindacale.
Referendum FIAT, un oltraggio ai lavoratori
Andrea Bonini: "La Panda, parliamo di FIAT e di Pomigliano che è uno dei temi del giorno, torna in Italia, abbiamo visto in apertura di telegiornali i risultati del referendum, lei cosa ne pensa di questa riconversione di Pomigliano e soprattutto di questo investimento di FIAT in Italia? "
Beppe Grillo: "La FIAT l’ho seguita per tanti anni, questo referendum è ignobile dal punto di vista dello Stato italiano, uno stato vivo, vero, uno stato che si definisca tale non avrebbe mai permesso di fare un referendum per dire: o lavorate senza diritti o morite di fame, questo è uno Stato morto. Non parliamo poi della FIAT che è morta da 10 anni, 20, l’automobile è morta, la FIAT ha delocalizzato l’automobile da quando sono andati via i primi amministratori delegati che facevano automobili, sono entrati i banchieri, speculatori, hanno tramutato l’azienda in una finanziaria, quando c’era l’amministratore delegato, quello che ha fatto la Uno, era un amministratore delegato che arrivava con la tuta, con le mani sporche di grasso , poi è entrato Romiti, sono entrati gli altri e hanno deviato tutto il sistema di produzione, non c’è più niente, la FIAT è una multinazionale non più italiana che produce all’estero, che ha vissuto di sovvenzioni, quindi ha fatto utili solo con sovvenzioni è un po’ il male che hanno questa Confindustria, questi industriali con le pezze nel culo che sono ormai concessionari e continuano a dire: meno tasse, non fermate la crescita, meno tasse, vivono di sovvenzioni, di cartelli, di concessionari, è finita, questo è un paese fallito e continuiamo a vedere Tremonti che va alle sfilate e si guarda in giro perché ha capito e parla di evasione, evasione, lui che è stato uno dei professionisti dell’elusione fiscale in Italia, faceva il commercialista nel Linchtenstein, ha insegnato a mezzo mondo, a mezza industria come eludere il fisco in Italia, quindi questo è un paese che si è perso, è un paese morto, che se la prende con Di Pietro, è un paese che se esiste il caso Di Pietro, spero di no, ma esiste un sistema marcio e bisogna avere il coraggio di dirlo.
sabatino di martino
Citare Grillo come avente voce in capitolo su Pomigliano equivale a confondere Gardaland, lato visitatori, con una fabbrica, lato maestranze.
Il comico di professione non ha mai visto un luogo di lavoro al di fuori del mondo dello spettacolo, e quando parla è sullo stesso piano di quel calciatore della Juve che voleva parlare agli operai del Lingotto, in sciopero per il rinnovo del contratto, pretendendo che avesse qualche attinenza col rinnovo del suo ingaggio.
Torniamo alle cose serie, suvvia.
Come fai a dire che Grillo non ha mai visto un luogo di lavoro?
E se fosse?
Ha torto a prescindere?
Grillo non lavora?
Deve solenziarsi su questi argomenti?
A me sembra che dica cose sensate.
Penso che si debba discutere delle cose che dice, non se ha il permesso di dirle.
sabatino di martino
Beppe Grillo si deve decidere, o fa il comico e allora si può permettere di fare battute su Mastella dicendo che se parlano di lui è come se parlassero con mister Bean, va in carrozzella a Strasburgo e via dicendo dispiega il corredo di pagliacciate per le quali incassa i suoi bravi 3 o 4 milioni all'anno o fa il politico e allora si fa dare del coglione per quello che dice: perchè dice solo cazzate.
Ho conosciuto Beppe Grillo nel 1978, al tempo del rapimento Moro, al Forte Hotel Village di Santa Margherita di Pula. Io ero alloggiato lì in trasferta di lavoro. Lui era nel team della (ri)animazione del villaggio turistico e si occupava di raccontare barzellette agli ospiti. Era bravino ed ha continuato a migliorare finché ha fatto il comico. Quando ha fatto il salto alla satira politica e poi alla politica vera e propria ha incontrato il proprio limite. La sua attuale bravura è quella di farsi pagare per i suoi comizi.
No Sabatino, non deve stare zitto finché la cosa gli rende così bene. Ma chi lo cita come fosse un maître à penser si autodenuncia come suo finanziatore. De gustibus. Io però al posto di Grillo non andrei a parlare al personale di aziende serie.
"De gustibus. Io però al posto di Grillo non andrei a parlare al personale di aziende serie."
Certo, molto meglio mandarci Bondi, Sacconi, Dell'Utri o Brancher....Se no addirittura il Premier in persona. Loro si che di lavoro se ne intendono ma meglio ancora di .....Promesse. Suvvia Biondani ti facevo più capace. In Toscana uno che parla così sarebbe uno zimbello, anzi andateci in due , tu e Vasco così fate il duetto degli zimbellini.
il carso e le apuane.....
Non co cosa sei, ma lo sei davvero.
certo che lo sono per davvero, mica stiamo qui a far per finta. O no Biondani? Sono per davvero qualcosa e qualcuno che non conosci e non afferri....Ma ci sono. Tu mi piuttosto mi sembri aria fritta....Una specie di Rutelli...
il carso e le apuane.....