Con la loro insopprimibile vocazione alla Totò oggi ad Arcore hanno inscenato un'imitazione in sedicesimo della rivolta magrebina. Volevano le dimissioni del premier e motivavano la gentile richiesta con la loro "indignazione"
Avevano tutti, dal primo all'ultimo, una tessera in tasca, ma avevano la pretesa di farsi credere "normali cittadini lontani dalla politica" e non i soliti incapaci, illusi, e frustrati compagnuzzi all'eterna ricerca di ciò che il destino si ostina malignamente a negar loro con la scusa della conta dei voti.
Loro la democrazia la intedono così: quando vincono sono democratici, quando perdono sono aristocratici.
Noblesse oblige.
Solo perche' l'Impero non osa scoprirsi, per ora.
Con caciara od in silenzio.
Ci mettono 5 minuti ad assediargli le ville e residenza con leghisti e pure con PdLini, se arriva l'ordine irrevocabile.
Con gli sms e' perfino piu' semplice di quando dovevano telefonare agli iscritti uno per uno.
Non si faccia ulteriori illusioni.
Visto che alla fin fine, Berlusconi lavora per loro e non per Voi, va bene la sfascio permanente con sputtanamento cosmico. Con un altro cambierebbe solo la forma.
Roberto Scaruffi