Premetto che è una misura da applicare solo ai nuovi assunti.
In economia si dice che l'impresa assume fin quando il valore del salario reale è inferiore al valore assegnato alla produttività marginale del lavoro (cioè di un ulteriore unità di lavoro). In Italia è difficile stimare a livello aggregato il valore della produttività di qualsiasi fattore visto che mancano all'appello centinaia di migliaia di miliardi di Pil "sommerso". Probabilmente la produttività del lavoro in Italia è sottostimata. Comunque i lavoratori italiani sono lodati in tutto il mondo.
Fatta questa (importante) precisazione, cercherò di spiegare i vantaggi della cd. "libertà di licenziamento" (dei nuovi assunti).
Abbiamo un paese spaccato in due l'ultraproduttivo ed efficiente Nord; il disastrato e depresso Sud.
VANTAGGI PER IL NORD
Il Nord non ha niente da temere, anzi. La libertà di licenziamento e anche una certa desindacalizzazione porterebbe ad un aumento dei salari. Per capirci se un operaio impiegato in una azienda orafa vicentina ritiene di essere sottopagato rispetto alle sue qualità, potrà dimettersi con grande facilità (non ci saranno i perchè e i per come dei sindacati) e, una volta uscito dalla fabbrica, verrebbe certamente assalito dalle imprese concorrenti che scatenerebbero una vera asta. Morale l'impresa assume un lavoratore che cercava come il pane e il lavoratore si ritrova con un salario più elevato. L'impresa che ha perso il lavoratore o aumenta i suoi livelli salariali oppure se non lo fa rischia di vedere un'emorragia di lavoratori.
Come si può immaginare, questo "modello" presuppone una vera e propria necessità della massima efficienza aziendale per controbilanciare gli aumenti salariali e non costringere l'impresa a traslare questi aumenti sui prezzi, con perdita della competitività.
Insomma SOLO VANTAGGI PER IL NORD E I SUOI LAVORATORI!!! (ve la immaginate un'impresa del Nord che butta al mare quella risorsa scarsa che è il lavoro...).
VANTAGGI PER IL SUD
Come è adesso la situazione, ogni miglioramento, anche piccolo, è ben accetto!
La possibilità per le imprese di licenziare i lavoratori nei periodi di magra della domanda porterà INEVITABILMENTE ad un fortissimo incremento delle assunzioni. Inoltre, non è da dimenticare la diffidenza degli imprenditori del Nord verso quei tanti "sfaticati" (minoranza) del Sud anche questo problema verrà cancellato.
Non dimentichiamo, infine, l'appetibilità del paese per gli investitori stranieri che preferirebbero l'Italia ai paesi anglosassoni.
Mi fermo qui. Voglio solo notare lo "strano" comportamento di Berlusconi che adesso propugna quello che era un "referendum comunista".