Di seguito un appello firmato da numerosi esponenti radicali, socialisti e liberali che chiedono di ripartire dalla Rosa nel Pugno.
Se volete aderire inserite un messaggio in questo forum o mandatemi una e-mail a igorboni@hotmail.com
Io credo che occorra ancora provarci.
Igor Boni
APPELLO PER RIPARTIRE DALLA ROSA NEL PUGNO
Laici, socialisti, radicali e liberali si troveranno, a breve, ad affrontare elezioni politiche anticipate che non auspicavano e non ritenevano utili per il Paese.
La Costituente Socialista, l'area radicale, i gruppi liberali e le diverse formazioni laiche debbono riprendere un confronto che dovrà ridare una risposta politica ed organizzativa a quella parte di Italia che si riconosce nei valori di libertà, laicità e modernità. Una importante risposta si è già avuta, non più tardi di due anni fa, con la Rosa nel Pugno, che si è dimostrata, a partire dai 31 punti di Fiuggi sempre più attuali e pur nelle gravi difficoltà organizzative, fondamentale per la vittoria del Centro-sinistra e capace di dare un'iniezione di laicità e di libertà al Paese. La mancata trasformazione della Rosa nel Pugno in soggetto politico unico è stata, a nostro avviso, un grave errore, di cui le difficoltà attuali sono figlie legittime.
Giungere all'appuntamento elettorale divisi e presenti in liste elettorali concorrenti rischia di essere la pietra tombale sulla possibilità che si affermi il partito della sinistra liberale e innovatrice che noi auspichiamo. Verrebbe a mancare, all'Italia laica, liberale, socialista e radicale, la possibilità di essere efficacemente rappresentata in Parlamento proprio nel momento di massimo dispiegamento dell'offensiva conservatrice e clericale.
Noi facciamo diretto appello ai membri del Comitato promotore della Costituente Socialista, ai dirigenti radicali, ai dirigenti liberali e agli animatori di tutte le altre formazioni laiche ad incontrarsi urgentemente per verificare la possibilità di un rilancio di questa esperienza in nome delle istanze, delle proposte e dei principi nei quali un milione di elettori hanno trovato speranza e rappresentanza.
L'obiettivo immediato, al di là del simbolo e della denominazione della forza politica, è il raggiungimento di un accordo che permetta la presentazione dei candidati laici, socialisti, liberali e radicali in una unica lista, riconoscibile ed identificabile come tale.
Nell'urgenza dei tempi dettati dalla convocazione dei comizi elettorali occorre partire da quello che unisce, vale a dire la condivisione del principio della laicità dello Stato e delle libertà economiche e sociali. Di qui la necessità di individuare alcuni obiettivi e battaglie che sono già patrimonio comune indiscusso di radicali, socialisti e liberali - quali la libertà di ricerca scientifica, la regolamentazione delle unioni civili, la riforma del welfare e del mercato del lavoro – trasformandoli in altrettante proposte di legge che i parlamentari che saranno eletti si impegnano a presentare ed a sostenere sia in sede legislativa sia in sede di eventuali accordi di Governo. Siamo convinti che fare leva su questi punti sarebbe oggi un segnale importante per tutti i cittadini ed elettori che costituiscono la parte più viva eppure meno rappresentata della società italiana.
Il nostro appello, che non è alla buona volontà , ma alla capacità politica dei membri della Costituente Socialista, dei dirigenti radicali e liberali, si basa sulla convinzione che questi sapranno rinunciare ad ambizioni ed egoismi personali e di Partito.
Con questo nostro appello intendiamo aprire un dibattito chiaro, alla luce del sole e necessariamente rapido fra tutti, nella consapevolezza che il ruolo dei singoli membri del "Comitato promotore socialista" e dei dirigenti radicali e liberali è, non fosse altro che per la ristrettezza dei tempi, decisivo e fondamentale in ogni senso, perché anche le prossime elezioni non passino alla storia politica del nostro Paese come l'ennesima occasione perduta.
1. Michele Achilli, Milano –
2. Marilena Arancio, Milano –
3. Gabriele Bardini, Torino - segretario provinciale torinese FGS
4. Eugenio Beconcini, Torino - coordinatore cittadino SDI
5. Claudio Bellavita, Torino - capogruppo socialista RnP Circoscrizione
6. Massimo Bertuzzi, Bologna –
7. Roberto Bianchi, Milano –
8. Igor Boni, Torino - segretario Ass. Radicale A.Aglietta, Comitato Naz. Radicali Italiani
9. Fulvio Bodo, Vercelli - Direttivo regionale piemontese PS
10. Paola Brivio, Milano –
11. Marco Brunazzi, Torino -
12. Gian Piero Buscaglia, Imperia - Gruppo Radicale A.Faccio, Comitato Naz. Radicali Italiani
13. Emanuele Caradonna, Vercelli - segretario provinciale SDI
14. Andrea Carapellucci, Torino - Senato accademico Università di Torino
15. Nicola Cariglia, Firenze –
16. Nicoletta Casiraghi, Torino - Federazione dei Liberali, Giunta di Segreteria Ass. Radicale A.Aglietta
17. Diego Castagno, Torino - segretario regionale FGS, Giunta di Segreteria Ass. Radicale A.Aglietta
18. Tommaso Ciuffoletti, Firenze - segretario Ass. Naz. Per la Rosa nel Pugno, Comitato Naz. Radicali Italiani
19. Fabrizio Colongo, Biella
20. Franco D’Alfonso, Milano - Presidente Club Portofranco
21. Luigi D’Alfonso, Milano –
22. Sergio De Muro, Lecco - segretario Cellula Coscioni
23. Rosanna Degiovanni, Torino - Giunta di Segreteria Ass. Radicale A.Aglietta
24. Piero Dellisanti, Venezia –
25. Marco Del Ciello, Milano – Giunta di Segreteria Ass. E.Tortora Radicali Milano
26. Carlo Donati, Torino –
27. Leonardo Donofrio, Milano – presidente Sindacato IUniscuola
28. Luigi Fasce, Genova - presidente www.circolocalogerocapitini.it, Esecutivo SDI/PS cittadino
29. Valerio Federico, Milano - segretario Ass. E.Tortora Radicali Milano, Comitato Naz. Radicali Italiani
30. Alvise Ferialdi, Venezia –
31. Roswitha Flaibani, Vercelli - Giunta di Segreteria Ass. Radicale A.Aglietta
32. Franco Fois, Venezia - Venetoradicale, Comitato Naz. Radicali Italiani
33. Alessandro Frezzato, Torino - Direzione Naz. Radicali Italiani, Consiglio generale Associazione Coscioni, Giunta di Segreteria Ass. Radicale A.Aglietta
34. Alessandro Franco, Torino
35. Zeno Gobetti, Bologna – segretario Ass. Radicale G.Masi
36. Paola Gottardi, Aosta - tesoriere Ass. L.Fortuna
37. Massimo Guerrini, Torino - Federazione dei Liberali, presidente (RnP) Circoscrizione 1
38. Luca Guglielminetti, Roma - direttore di www.socialisti.net
39. Antonio Leone, Torino
40. Livio Loverso, Milano –
41. Tommaso Lucia, Lamezia Terme –
42. Gabriella Mainardi, Milano –
43. Giulio Manfredi, Torino - Giunta di Segreteria Radicali Italiani
44. Silvja Manzi, Foggia
45. Carla Marchisio, Torino
46. Bruno Martellone, Treviso –
47. Flavio Martino, Aosta - segretario Ass. L.Fortuna, Comitato Naz. Radicali Italiani
48. Domenico Massano, Torino - Giunta di Segreteria Ass. Radicale A.Aglietta
49. Raffaele Mauro, Terracina –
50. Diego Mazzola, Milano –
51. Mimmo Merlo, Milano –
52. Sergio Merzario, Milano –
53. Carmelo Giuseppe Nucera, Reggio Calabria –
54. Mario Oliveri, Milano –
55. Guido Padalino, Bologna –
56. Claudia Pagliano, Torino - tesoriera Ass. Radicale A.Aglietta
57. Andrea Pessarelli, Tortona (Al)
58. Irene Abigail Piccinini, Torino
59. Silvana Prosperi, Pescara –
60. Ilaria Putrella, Milano –
61. Pier Paolo Ramoino, Imperia - segretario cittadino SDI
62. Mario Riccio, Cremona – medico anestesista, Associazione Coscioni
63. Paola Romano, Torino
64. Fernando Santoni, Torino - Federazione dei Liberali
65. Giampaolo Sbarra, Treviso –
66. Adalberto Scarlino, Firenze –
67. Riccardo Simbula, Biella
68. Caterina Simiand, Torino - Giunta di Segreteria Ass. Radicale A.Aglietta, direttivo provinciale SDI
69. Caterina Tavani, Milano –
70. Paola Valagussa, Milano
71. Alberto Ventrini, Torino - Giunta di Segreteria Ass. Radicale A.Aglietta
72. Silvio Viale, Torino - presidente Ass. Radicale A.Aglietta, Comitato Naz. Radicali Italiani
73. Daria Veronesi, Milano –
74. Sergio Vicario, Milano –
75. Paolo Visci, Pescara –
76. Nicola Vono, Torino - Giunta di Segreteria Ass. Radicale A.Aglietta
77. Adele Zavadlav, Torino
L'esperienza Radicale mi ha fatto maturare la convinzione del "non mi interessa chi sei e cosa hai fatto fino ad ieri, mi interessa quello che ti riprometti di fare e farai da domani". Se non fosse per questo concetto di sicuro non avremo mai neppure aver fatto alleanze con il PdL, non è che mi fidi degli ex comunisti che comunque hanno il pregio di essersi liberati della sinistra massimalista e pur restando come anche io li ho definiti cattocomunisti mi fido ancora meno del cavaliere. Il fatto della legge elettorale non è dovuto solo al porcellum, mi ricordo bene il congresso del 94 in cui ci furono applausi a Berlusconi per circa 5 minuti (neppure Marco credo abbaia mai ottenuto una ovazione del genere, quasi mi taglierei le mani per averlo applaudito) quando affermò che era d'accordo con noi sul sistema elettorale uninominale secco, dopo qualche mese aver già cambiato idea in favore del sistema francese e poi mutare posizione secondo l'aria che tira fino a giungere all'aprovazione del porcellum proporzionale qualche mese prima delle elezioni in base ad aspettative che gli consentano di governare (ha perso per molto poco proprio grazie a questo sistema elettorale e gli consente un rapido ritorno al potere) in sfregio a esiti referendari che indicavano la via uninominale, se aggiungo che con un decreto ha anche annullato l'esito referendario sul tema della droga vedi tu come lo ritengo pericoloso. Non voglio entrare nel merito delle leggi ad personam (provò pure a fermare i processi con legge apposita) ma il solo fatto che ora voglia tornare alla immunità parlamentare come ai vecchi tempi mi basta farmelo inquadrare come pericoloso, insomma in Berlusconi io ci vedo l'affermazione completa della P2. Certo una corsa solitaria sarebbe stata onorevole e ammirevole, non ci sono dubbi, ma come concretezza politica sarebbe del tutto effimera, avrebbe avuto un senso solo se la RnP invece di appassire fosse sbocciata nel partito Liberal-Socialista. Non entro nel merito dell'ala neocon Radicale che mi pare con l'uscita di Capezzone non più molto in voga e pur essendo fortemente anticomunista non sono filo americano, se non in alcune cose come il sistema fiscale (il cavaliere vuole le aliquote americane ma controlli e sanzioni all'italiota) e poche altre, per cui non mi sento assolutamente vicino ad un membro d'onore del congresso americano, come non mi sento vicino al senatore a vita Cossiga o Andreotti. Neppure io ti voglio convincere, ci mancherebbe, ma la mia non è suggestione, quella poteva esserlo quando nel 95 dissi a Marco di mollare il Berlusca perchè era pericoloso, i fatti purtroppo lo hanno dimostrato, non è un politico e un piduista.
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Ormai con la Rosa niente da fare !
Adieu rosa rossa !
Lia
In effetti esiste una differenza d'analisi abbastanza profonda che ci divide relativamente all'anima del PD. Tu segui la loro propaganda che sostiene come non siano più comunisti, io non mi fido, al massimo gli concedo la condizione di neofascisti. Non è un'analisi campata in aria, come ex-comunisti gli manca la rinuncia formale al marxismo-leninismo, già un'abiura è sempre relativa ma un semplice cambio d'etichetta non vale un accidente. La politica del PD è una riedizione aggiornata di quella fascista con qualche devianza collettivistica e un forte radicamento nel cattolicesimo integralista. Io lo definisco cattocomunismo, puoi classificarlo neofascismo cattolico ma non cambia la sostanza, sempre di schifezza si tratta e senza alcun punto in comune con il liberalismo libertario. Nella storia le sole azioni libertarie della sinistra sono state in funzione anti DC, mai pro libertà individuali che in effetti non capisce ora come allora. Non è mai successo che alcuna formazione politica sia riuscita a stortare di un centimetro i compagni che si alleano con tutti per arrivare al potere salvo poi ammazzarli alla prima occasione buona.
Una posizione liberal-socialista non è una bestemmia, solo che non ha nulla a che vedere ne con la vecchia unione ne con il nuovo logo, che sia una iniziativa velleitaria può darsi, onorevole e accettabile sicuramente. Solo che considera metà del patrimonio, in realtà se la posizione fosse quella dei Democratici Americani ci potrebbe anche stare.
La posizione radicale è facilmente riferibile a quella americana, economicamente repubblicana, libertariamente democratica ha rispetto agli amici oltreoceano solo una robusta antipatia per il cannone ma penso più di facciata che di sostanza.
Capisci che in senso di alleanza sia più logico una vicinanza con un membro d'onore del congresso americano come Berlusconi che non con Veltrodi che in 18 mesi non ha ricevuto manco l'invito per il caffè.
Per lo stesso motivo considerare il Silvio una minaccia per la democrazia sia una questione senza fondamento, i soli che lo raccontano sono dei nemici certificati della democrazia e suoi avversari diretti, in generale non trovo conferme alle tue osservazioni e il porcellum in realtà è scritto da un leghista con la piena quiescenza della vecchia opposizione. E' il sogno della partitocrazia che in Italia ha ben altri attori che il povero puffo che vi è negato.
In realtà le tue posizioni sembrano più il frutto della vulgata compagna che dotate di proprie oggettive motivazioni, puoi anche pensare di fregare in democrazia un elettore italiano ma riuscire con il congresso americano è oggettivamente impossibile. Tieni presente che non è un atto politico esecutivo ma il riconoscimento dell'eccezzionale valore nella difesa dei valori del congresso americano e della sua dichiarazione d'indipendenza. Oltre a questo esiste una certa disistima per il partitismo e il giochino di corridoio ma questo è amore per la democrazia non il contrario.
Con questo non voglio convincerti, solo darti materia di riflessione, usare la suggestione al posto di argomenti è pratica sinistra e la supero non la uso.
Di anni ne ho 55 e vivo in provincia di Cuneo, quindi, a parte il periodo dei primi anni 90 quando ho per per tre anni abitato a Roma, non ho molta dimestichezza con la vita di associazionismo locale e tematico, ma capisco che per il militante di una Associazione che porta il nome di Enzo Tortora stare dalla parte in cui c'è Di Pietro la cosa sia poco gratificante, ma, anche se neppure a me piacciono i metodi dipietreschi e non condivido le sue vedute, mi pare ci sia una grande diversità tra Di Pietro ed magistrati di Napoli che hanno condotto l'inchiesta su Tortora.
So bene che il DNA Radicale è Liberale per cui le libertà economiche sono un patrimonio congenito, quello che ho scritto io e che fino all'inizio degli anni 90 questi temi non erano le lotte del partito che il congresso annualmente stabiliva, quindi fino a quel momento il Liberalismo Radicale era di stampo Libertario e non Liberista, cosa che ha, secondo me, più affinità con il socialismo democratico che non con la destra.
Neppure metto in dubbio che con la sinistra comunista mai ci sia stato amore o comunanza, neppure io di fatti mi riconosco in quella sinistra, mi riconosco invece pienamente nella veste di Liberal-Socialista che sicuramente non è patrimonio di questa destra tantomeno di Berlusconi, quindi, nonostante non abbia avuto remore a tentare l'avventura con il PdL nel 94, mi sono presto reso conto che il tentativo del 94 è subito naufragato e che Berlusconi era per la democrazia un pericolo, oltre ad essere del tutto inaffidabile per la sua instabilità sulla scelta del sistema elettorale, confermata poi da molte altre cose.
Detto questo neppure a me entusiasma questa corsa elettorale sotto il simbolo del PD ma la vedo allo stato della situazione attuale come la sola cosa possibile che non sia una velleitaria presentazione di liste autonome.
Non sono impestato di compagnismo e non mi sembra che di vedere nessuno contagiato dal comunismo, possibile questa sia solo una tua percezione un pochino pregiudiziale?
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Caro diliberto non so quanti anni hai ne dove hai vissuto, io a cinquanta anni da Milano ti posso assicurare che i simpatizzanti erano quasi tutti di area liberale con qualche socialista critico sulla questione economica e atlantica che con la difesa dell'omosessualità è sempre stata la grande barriera anche con la sinistra moderata che all'epoca era ancora Turatiana pura.
Con la sinistra pura negli anni 70 non c'era ne amore ne comunanza, l'appoggio alle lotte libertarie era impacciato e di facciata. Chiaramente era solo una questione di tattica antidemocristiana, ci sono stati fra le basi scontri veramente vivaci soprattutto quando pannella attaccava la partitocrazia e il mondo della politica classica.
Noi eravamo i liberali buoni, quelli che lavoravano per i diritti dell'individuo, comunisti e preti erano i nostri nemici. Orgogliosamente soli contro tutti, ho lottato contro un intero collettivo per ore in difesa di una ragazzina incinta perchè era un suo diritto non una borghesuccia deviata. Ho speso ore a consolare due giovani omosessuali maltrattati da compagni che li espellevano malamente, spesso a ceffoni, ho portato per settimane i segni di uno scambio "vivace" con due imbecilli che aggredivano verbalmente e non solo chi non fosse "puro" e comunista.
Più avanti si è creata una scollatura fra i simpatizzanti liberali e liberisti e una serie di personaggi chiamati militonti convinti che Popper fosse un fuoco d'artificio e che chiunque facesse un tavolo in piazza con loro fosse un amico di sangue. Loro sono rimasti, noi siamo andati.
Cazzo, ti distrai una ventina d'anni e un movimento liberale e liberista te lo trovi contagiato di comunismo e conformismo e nella mani di un ex-leader diventato padrone.
Mi spieghi come fai da impestato di compagnismo a influenzare la forza più falsa e tetragona dell'universo, si sono mangiati, e in qualche posto non per modo di dire, ogni tipo di ex-alleati. Il termine utili idioti è le definizione che usano fra loro per definire la pletora di illusi che usano per arrivare al potere e sono i primi dell'elenco di proscrizione che ora come allora tengono nel cassetto.
Solo per favore non raccontatemi storie su faccende che ho vissuto, già sgamo le bugie sui rapporti figurati quando ero li a viverle. Le libertà economiche sono nel DNA dei radicali veri, sono quelli di adesso che sono finti. Infatti sono una frazione dei voti radicali, se leggi tutto il forum vedi come un sacco si astengono perchè non riescono a digerire Berlusconi ma Veltrodi non è neppure commestibile, parecchi votano con distacco FI cercando di meglio e solo quelli più fedeli a pannella e al partito si definiscono di sinistra. Un radicale vero è fedele a se stesso e alle sue lotte, il solo concetto di fedeltà a un partito o ancora peggio rispettare la raccolta di idiozie che Prodoni chiama programma è millantato radicalismo e le storie raccontale ai bambini io sono troppo vecchio e adulto per crederci.
Naturalmente parlo per Milano, e un iscritto a Enzo Tortora per condividere qualsiasi cosa che non sia aria con Di Pietro deve essersi fuso il cervello.
Altrove non so e non dico.
Si Garoglio, seguo il tuo ragionamento, ho anche seguito il primo in cui definisci Fini un socialista libertario :shock: col difetto dello statalismo :lol:
Tutte le tesi hanno una loro dignità e rispetto il libero convincimento degli altri, ma dire che nel 94 la collocazione naturale dei Radicali stava con la DX mi sembra, per i motivi che ho già citato, una forzatura. La stagione della politica economica e finanziaria dei radicali non è la storia del Partito Radicale, quella storia è fatta di lotte sui diritti umani e civili, di quelle sulla giustizia, di anticlericalismo, della denuncia partitocratica-lottizzatrice-tangentocratica, la storia Radicale si avvicina alle tematiche economiche all'inizio degli anni 90 con l'inserimento di BDV nei quadri di partito non per volontà della base, Benedetto è stato inserito nei vertici quando Pannella ha deciso che anche quella politica andava perseguita e, come per Capezzone, li ha investiti di luce riflessa. Quello che voglio dire è che se nel 94 fossimo entrati nella coalizione di SX nessuno avrebbe avuto da dire alcunché, mentre invece molti hanno storto il naso ad entrare nella coalizione di DX e tanti se ne sono andati. Nessuno mette in dubbio che in questi anni si formata una base con tendenza più destroide, ma ha fatto bene Marco a mollare il cavaliere e combriccola per inseguire con determinazione alleanze a sinistra, credo sia più facile far diventare gli ex cattocomunisti una sinistra liberale che non innestare in questa destra il virus libertario.
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Quando è uscito l'Appello di Pannella per una lista radicale apparentata al PD non l'ho firmato subito, perchè palesemente proponeva una cosa diversa da quella proposta con l'Appello "Boni e altri".
Di fronte a un Boselli, a un Partito Socialista, che non ha minimamente retrocesso dalla sua posizione "Alle elezioni
con il simbolo socialista". che non ha speso nemmeno un parola sul nostro Appello, ho preso atto e l'altro ieri ho aderito all'Appello di Pannella.
Ho aderito ora all' Appello per Marco Pannella (naturalmente l'avrei scritto in maniera diversa!) perchè pone un problema reale: l'ostracismo
della politica attuale (ok, della partitocrazia) nei confronti di Pannella, della sua storia ma anche del suo presente.
Il caso "De Mita" non vale: Ciriaco De Mita era un esponente del PD; il PD ha fatto una scelta (parlamentari per non più di tre legislature); De Mita
contesta tale scelta e se ne va dal suo partito.
Pannella non fa parte del PD; è già stato rifiutato un anno fa; i radicali non si sciolgono nel PD ,accettano solamente 9 posti da
deputato; uno dei nove deve essere Marco, se (naturalmente) vuole.
Non penso di poter essere accusato di piaggeria nei confronti di Pannella. Ma sarebbe paradossale se io mi battessi per i diritti dei ceceni o dei cittadini tossicodipendenti di Parco Stura e non mi battessi per evitare che Pannella muoia senza poter più entrare in Parlamento (esagero? Non mi pare).
Giulio Manfredi
Lia, a Nord est, non sono scemi. la Rosa radicale (rossa con pugno) ce l'ha la destra. Eh.Un tipo, mai coverto, si dice da noi, bravo pero'. Speriamo che regga alle insolenze che sua moglie su di lui dice al parroco. Capito tutto? Ciao!
P.S. siamo gli utlimi Giapponesi, solo due circoscrizioni di Pordenone. 50 mila abitanti.Tranquilla, io non cambio nome, non mi sbattezzo, non votero' veltroni e stiamo tutti benone Salvo imprevisti. :wink:
Caro Giulio,
l' ingresso di Emma Bonino e di esponenti radicali nelle liste del PD , è " passato sottotono " , come opportunità politica
favorevole per i radicali piuttosto che come valore aggiunto per il PD .
Generalmente, quanto gli indipendenti o gli appartenenti ad un
partito si presentano in una lista elettorale diversa, viene data loro una certa evidenza , poichè la loro candidatura " è un valore in più " .
Ebbene , ci si apettava dunque che Veltroni avrebbe candidato a Roma
Emma Bonino come capolista alla Camera e Rita Bernardini come
capolista al Senato .
Poichè ha tanto sbandierato l' importanza della candidatura delle donne nel PD , quali migliori rappresentanti delle donne in politica se non
Emmma Bonino e Rita Bernardini ?
E invece no. Capolista a Roma è una ricercatrice, che ha pubblicato da poco il primo libro presso Il Mulino e non ha nessuna esperienza di politica . Candidatura chiaramente demagogica e strumentale .
Ma ti sembra possibile ? I radicali, sono stati " ammessi " nelle liste del
PD alla chetichella, poichè la Lista Bonino non si sciolglie, per fortuna .
Autorevoli esponenti del PD, si sono però premurati di sottolineare
che i Radicali accettano il programma del PD ( per ora, a quel che ci è dato conoscere , i soli inqualificabili 12 punti di Veltroni ), senza naturalmente, pretendere di dare alcun contributo intellettuale e politico.
Ora, l' ingresso dei radicali, ha messo in luce finalmente la cialtroneria di Veltroni , che " da solo , da solo " non è più, poichè si è apparentato con l' Italia dei Valori e la Lista Bonino , senza che nessuno dei due si sciolgano nel PD .
Ora , di Pietro, è stato in grado almeno di imporre 10 punti . E la Bonino ? Son certa che D' Alema canterà vittoria, poichè la sua unica vera concorrente era proprio Emma Bonino , prima che entrasse a testa bassa nel PD .
Memore dell' 8% della Bonino alle Europee del '99 , e nel Nord- Est ,
addirittura dell' imprevedibilmente raggiunto 14% , D' Alema sa bene che lui, da solo , non riuscirà mai ad ottenere un simile risultato .
Così Emma è stata neutralizzata all' interno della nebulosa PD , insieme agli altri ingenui radicali.
Nemmeno per un piatto di lenticchie !
Ciao
Lia
Quando è uscito l'Appello di Pannella per una lista radicale apparentata al PD non l'ho firmato subito, perchè palesemente proponeva una cosa diversa da quella proposta con l'Appello "Boni e altri".
Di fronte a un Boselli, a un Partito Socialista, che non ha minimamente retrocesso dalla sua posizione "Alle elezioni
con il simbolo socialista". che non ha speso nemmeno un parola sul nostro Appello, ho preso atto e l'altro ieri ho aderito all'Appello di Pannella.
Ho aderito ora all' Appello per Marco Pannella (naturalmente l'avrei scritto in maniera diversa!) perchè pone un problema reale: l'ostracismo
della politica attuale (ok, della partitocrazia) nei confronti di Pannella, della sua storia ma anche del suo presente.
Il caso "De Mita" non vale: Ciriaco De Mita era un esponente del PD; il PD ha fatto una scelta (parlamentari per non più di tre legislature); De Mita
contesta tale scelta e se ne va dal suo partito.
Pannella non fa parte del PD; è già stato rifiutato un anno fa; i radicali non si sciolgono nel PD ,accettano solamente 9 posti da
deputato; uno dei nove deve essere Marco, se (naturalmente) vuole.
Non penso di poter essere accusato di piaggeria nei confronti di Pannella. Ma sarebbe paradossale se io mi battessi per i diritti dei ceceni o dei cittadini tossicodipendenti di Parco Stura e non mi battessi per evitare che Pannella muoia senza poter più entrare in Parlamento (esagero? Non mi pare).
Giulio Manfredi
Uolterveltroni sa essere carogna solo con noi.
Ognuno ha la sua falce, il suo martello, la sua rosa la sua storia.
http://it.youtube.com/watch?v=1-nxkl9-vmI&feature=related
Nulla muore nella storia.Lo comprendo Turigliatto.
[url]http://it.youtube.com/watch?v=UoLt91mBY10[url][/url]
[img]http://www.sinistracritica.org/files/images/simbolofinale.colonnalateraleintera.gif[img]

se si tratta di simboli, c'e' quest'altro problema.[/img]
In effetti il punto è la distanza fra elettori e partito. Ho capito il tuo ragionamento, ora prova a capire il mio. So bene che il vertice politico radicale ha espulso con metodo i vari liberali libertari che la base ha continuamente espresso, FI ne è piena. So perfettamente che per alcuni dirigenti l'alleanza naturale con il cdx era solo strumentale e freddamente FI ha stabilito che avrebbe avuto comunque quei voti senza il dispiacere di sopportare dei casinisti che remano contro. Avesse fatto lo stesso ragionamento con i cattolici di Casini si risparmiava anni di casini.
Per lo stesso motivo pannella ha sopportato per anni esponenti della corrente "destra", li ha definitivamente eliminati quando ha capito che tanto non pagava. Simmetricamente a SB a suo tempo si è tolto l'incomodo di BdV e Capezzone quando ha capito che non portavano più voti ed erano una seccatura con il giovanotto che pretendeva il rispetto di accordi strumentali che era evidente come non interessavano realmente un direttivo politico felice di essere schierato a sinistra prescindendo da altro.
Sono stato abbastanza chiaro ?
Prima scrivi che l'alleanza con la DX l'abbiamo fatta in base a delle convenienze, ti porto le pezze d'appoggio che fu un ripiego dettato dall'esclusione dal tavolo dei riformisti e dal sistema elettorale e tu mi dici che non è questo il punto :roll:
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Temo caro diliberto che la questione sia altra, i radicali soffrono della stessa discrasia che ha AN, la testa del partito a sinistra e gli elettori dall'altro lato. La differenza è che la storia radicale è liberale quindi in opposizione al socialismo e AN è socialista e quindi in opposizione liberale.
Questo naturalmente non cambia che un movimento liberale e libertario sia avverso alla sinistra e naturale alleato di un moderato centrista, sei te che ne eri abusivo quanto il liberale e libertario Fini non fosse personalmente socialista e statalista come MSI e in parte AN fossero e quindi alleati naturali della sinistra e vagamente compatibili con un centrista comunque di spinta liberale.
Su questo punto mi permetto di obiettare, ricordo bene le nostre richieste di partecipare alla coalizione di SX, addirittura facemmo una manifestazione per sollecitare l'invito al tavolo della "gioiosa macchina da guerra", e ricordo come alla fine entrammo nella coalizione di DX, quella che sulla carta era perdente, con la motivazione di tentare almeno di creare una seria a costruttiva opposizione nell'accozzaglia della CdL. Ricordo molti Compagni che in quel periodo hanno abbandonato il partito, io stesso, dopo aver constatato l'inaffidabilità di Berlusconi intanto sulla legge elettorale, mi sono tenuto alla larga fino alla novità della RnP.
Di sicuro i Compagni Socialisti avranno molto tempo per rimpiangere di aver fatto saltare quel progetto solo perchè volevano il simbolo per le elezioni locali.
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:)
PS: smettila di baciarmi: non sei il mio tipo.
ogni tanto mi viene di risponderti...così, boh? Mi vieni in mente; penso di volermi fidanzare con te :P
Dunque, ti ricordi quel giorno che provammo ad organizzare una giornata dedicata alla laicità a Roma, manifesti per tutta la città, tutto organizzato dai socialisti del segretario romano Di Tommaso?
Come ci accolsero? con i fumogeni, non potevamo parlare dentro l'Università okkupata, né a geologia nè a scienze politiche! Poi fu scagliato il primo fumogeno contro di noi, confusione generale (Rokko Berardo che si comporta da tifoso da curva sud, e mi distraggo), la Digos ti becca uno dei socialisti, io distratto non vedo...er Capezza dichiara chiuso il dibattito e si avvia verso l'uscita.
Mi volto e vedo il tapino a confabulare con i vopos in borghese documenti in mano...gli dico: "Allora? Ci cacciano e ve la prendete con noi? C'é altro?".
Chiamo Atlantide che già si avviava verso l'uscita e non si era accorto (?!?!?) di nulla..."Aò, Atlantide, semo entrati tutti insieme e si esce tutti insieme!". Preso il poveretto, anche perché in realtà non aveva fatto nulla e fossi stato il gendarme mi sarei bevuto il Rokko :lol: , riprendiamo la strada...
Dopo si avvicina il segretario sdi de Roma e dice. "non vi ci facevo, dico a voi radicali, e vi siete pure impuntati per uno dei nostri !"
Ecco, oggi vale la stessa cosa, quando si esce per strada o nella jungla si parte tutti insieme e si torna tutti insieme. Per me, ma forse non sono mai stato radicale, forse, la vita di uno vale quella di tutti gli altri, né di serie A né di serie B, né più dignità né meno degli altri...e non parlo da Komunista...anzi!
Bacio con la ling...
... solo una nota a margine. Con tutto il bene e tutta la stima ... però mi scusi Direttore Bordin, ma perché prendersela se qualcuno parla di mercato?
Siam liberisti no?
E allora nessuna vergogna. Si è trattato, si sono confrontate domanda e offerta (fino all'ultimatum di Bettini .. a cui però si poteva dire no, non facciamo del vittimismo!) ... insomma si è mercanteggiato.
Non c'è niente di male e non ne farei un punto d'offesa.
Poi, per carità, si può dire che si è stati costretti. Ma se il mercanteggiare non mi scandalizza, l'ipocrisia mi dà fastidio.
**Tommaso Ciuffoletti**
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PF caro diliberto non fare confusione, nel 94 era la logica collocazione di un movimento liberale e non andò bene perchè Berlusconi era un dilettante ma non cretino e pannella un professionista truffaldino. Quando il neofita si trovò davanti varie offerte scelse quelle che a torto o ragione gli parvero le più concrete. Un leader meno presupponente e una struttura più adeguata e sarebbe stata FI a fondersi nei radicali con quindici anni di anticipo.
La RNP nacque come pura alleanza elettorale di forze tese al potere senza un reale progetto politico e l'elettorato l'ha duramente punita. Ne nei diciotto mesi di convivenza non è mai stata creata una minima base politica comune. Sul fatto che si è persa un'occasione storica per fondare la sinistra moderna italiana hai perfettamente ragione e qualche sveglio lo ha anche capito. Io l'ho scritto su questo forum nel 2006 ma non m'avete cagato manco di striscio, avete fatto allora una cazzata, l'avete ripetuta adesso. In realtà vecchi leader come pannella, bonino, boselli, bobo c. non potevano fare nulla di nuovo e come sempre hanno soffocato i giovani di belle speranze e nuove idee.
Temo che RI si sia scelto solo una tomba più confortevole.
Questo è il grande rammarico che mi porto della vicenda RnP, è stato un vero peccato che sia sfaldato quell'abbozzo di partito liberal-socialista, continuo comunque a ringraziare Boselli per aver due anni fa puntato i piedi per avere i Radicali nell'Unione, non fosse stato per lui non saremmo stati sdoganati ed adesso non avremmo ottenuto questa "ospitalità". Non sono del tutto entusiasto di quanto è stato stipulato me è sicuramente meglio di una eroica quanto politicamente inutile corsa da soli. Post-radicali per essere entrati nelle liste del Partito Democratico? Secondo è stato più rischioso diventare post-radicali dopo essere entrati nella coalizione della casa delle libertà nel 94.
http://www.scambioetico.eu
Ehehe! La Binetti stercorario è un'immagine interessante (lo stercorario dalle mie parti è comunemente chiamato "ruzzolamerde).
Ma la partita con i teodem potrebbe essere divertente se qualcuno di loro decidesse di lasciare il Pd per andare ad ingrossare le fila della Cosa bianca (ancora in divenire).
Oggi ho letto una dichiarazione che arrivava dalle Acli - così come dalle Acli arriva Bobba - piuttosto interessante in tal senso.
Son curioso di vedere cosa succederà nei prossimi giorni ...
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Ma spero di sbagliarmi, sarebbe più opportuno tacere in merito ...
"Dai diamanti non nasce nulla. Dal letame nascono i fior !"
Visto le facce di merda e gli stronzi che girano nel PD potrebbe anche aver ragione ma ci sono anche degli acari binetti da una tonnellata che mangiano tanto di tutto che la rosa la pappano con pugno e tutto il resto.
Su quello - ma andiamo sulle battute - Marco temo dirà che la Rosa fiorirà nel vaso del PD ...
Ma spero di sbagliarmi, sarebbe più opportuno tacere in merito ...
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Discorso chiuso temo, ciao RNP ma anche temo ciao RI, per carità da quattro a dieci ometti targati con la rosa ci saranno sempre a livello nazionale ma destinati a contare zero.
Si sono presi una decente segretaria, qualche rogna e una vaga speranza di vittoria. A noi hanno lasciato la non bella scelta se allevare salmoni e ritirarci con altri sconfitti su un colle ad autocommiserarsi.
Dei liberali sul colle l'ultima volta non ne è sceso uno vivo,direi di pensarci su.
Caro Zeno,
è uno sconforto comune a molti, credo. A me dispiace sommamente per Marco. Dover accettare un veto "ad personam" è - non tanto a livello personale o umano - ma proprio politicamente mortificante.
E mortificante non tanto per lui, quanto per chi lo accetta in sua vece.
Ma son considerazioni mie, me ne rendo conto. Oltretutto si tratta di un accordo che, per quanto imposto, è costato e costerà molto a Veltroni. Da segretario del PDS Walter non ha mietuto grandi successi, credo che lo ricordiamo tutti ... se lo ricordano in particolare tanti dirigenti dell'oggi PD che aspettano Walter alle forche caudine del dopo elezioni. Ripeto, l'accordo con i Radicali costerà molto a Veltroni in termini politici, quindi non è da disprezzare il contenuto contabile di quel "prendere o lasciare".
Ha preferito quel "costo", a quello dell'accettare un apparentamento della lista Radicale, però. E questo mi pare che dica molto delle reali intenzioni future del PD veltroniano nei confronti dei Radicali ...
Cinicamente però, non si può non riconoscere che quello raggiunto è un accordo vantaggioso per i Radicali sotto molto punti di vista.
Ripeto tuttavia che a voler essere cinici fino in fondo, questo è un accordo vantaggioso per l'oggi e per questa tornata elettorale.
Fatico a vedere, un domani, una segreteria provinciale del PD a cui viene invitato un Radicale (salvo magari qualche lodevole eccezione al nord) ...
Spero si siano valutati con attenzione i vantaggi dell'oggi e i prezzi del domani.
_________________________
Aggiungo a margine questa agenzia di pochi minuti fa, che arriva proprio dalla mia Toscana:
PD/TOSCANA: PRIMI 'NO' AD ACCORDO CON RADICALI =
(ASCA) - Firenze, 21 feb - Primi 'No' in Toscana all'accordo tra Partito democratico e Radicali per le prossime elezioni politiche. A criticare l'intesa sono in particolare esponenti del Pd ex-Margherita.
'L'accordo del Partito Democratico con i Radicali oltre ad essere inutile in termini elettorali potrebbe essere addirittura dannoso - commenta il consigliere regionale del Pd Nicola Danti -. A questo punto spero almeno che si abbia il buon gusto di non candidare nelle nostre liste l'onorevole Sergio D'Elia, gia' condannato a 25 anni per terrorismo per l'omicidio dell'agente Fausto Dionisi'. Sulla stessa linea un altro consigliere regionale del Pd, Gianluca Parrini.
'L'accordo con i Radicali - spiega Parrini - e' un errore, di cui pagheremo pesanti conseguenze. Elettoralmente ci portano poco e ci tolgono molto. Quest'accordo contrasta con il profilo riformista del Partito Democratico'.
Critiche arrivando anche da esponenti provinciali e comunali del Partito: 'Riteniamo che l'accordo siglato con i Radicali - affermano il consigliare provinciale David Ermini e l'assessore del Comune di Firenze Lucia de Siervo - sia politicamente sbagliato e possa essere per il Pd negativo anche sotto l'aspetto elettorale, speriamo che almeno non si accetti la candidatura di Sergio D'Elia gia' condannato per reati di terrorismo. Il perdono umano e cristiano va certamente riconosciuto ma non possiamo dimenticare le vittime degli anni tristi del terrorismo e tutte le famiglie che ancora oggi ne subiscono le conseguenze'.
**Tommaso Ciuffoletti**
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Beh Del Turco Trotzkista mi è nuova. :) dentro non ci siamo ancora e ti posso garantire che provo già un forte senso di disagio. Il voto deve sempre oscillare tra strategia e sincerità. visto che prima sono stato strategico ora sarò sincero. Mi turba moltissimo questo accordo (imposto) non vedo grandi possibilità di crescita nel pd (almeno in questo pd, molti amici mi giurano che le cose stanno cambiando, ma io voglio vedere). Ma penso a quello che può essere il parlamento senza i nostri e mi si gela il sangue nelle vene. Vedo già Silvio al governo e mi sento svenire. Cosa devo fare?
Se ci penso però, mi vengono in mente esperienze simili (ovvero di entrismo a la trotzkista) che han dato esiti poco felici.
Alleanza Riformista. Ti dice niente il nome? Appunto! ;)
E' quello con cui un gruppo di socialisti guidati da Del Turco è entrato nel PD, al grido di "lo cambieremo da dentro".
A Firenze in particolare, costoro potevano vantare l'assessore comunale ed i suoi "voti personali". Ebbene, ad oggi mi pare che costui non esista più. Non è un gran male, anzi. Però la sua esperienza è stata significativa del come il corpaccione exDs sia ancora in grado di fungere da ottimo silenziatore per corpicini estranei.
Ora, per carità, non voglio minimamente paragonare l'esperienza della Banda Del Turco, vuota di politica senza bisogno di essere anestetizzata da altri, a quella dei Radicali.
Però quella è stata una piccola, ma esemplare situazione che non vorrei veder ripetere.
Io non credo che la viglia di elezioni politiche sia il momento migliore per far maturare una politica comune con un soggetto come il PD di Veltroni. La vigilia delle elezioni è ottima per stringere accordi elettorali ... gli stessi che Marco sta cercando.
Ma se invece di accordi elettorali vengono proposte annessioni di fatto ... beh ... allora trovo difficile prospettare percorsi politici fecondi, per noi come per loro.
Salve Giulio. Io ritengo invece che la vera differenza l'abbia fatta la volontà del PD. Veltroni voleva i Radicali fin dal primo giorno di trattative (lo dimostra l'offerta a cui è arrivato Bettini), mentre più semplicemente non voleva i socialisti (per ragioni già scritte, ma su cui volendo si può tornare a parlare ... così pour parler).
Con i socialisti una vera trattativa non c'è mai stata, con i Radicali sì e a quanto pare è andata anche in porto.
Dal giorno in cui si sono avviate le trattative col PD le responsabilità di Boselli nella vicenda mi paiono più che marginali. Di, responsabilità Boselli e il gruppo dirigente dello Sdi ne hanno (molte e gravi) nei confronti dei socialisti. Dato che se da un lato rivendicavano con voce flebile e poco convinta l'autonomia politica socialista, dall'altro continuavano a trattare in maniera nemmeno troppo nascosta col PD.
Il risultato è stato quello di comunicare un clima di profonda sfiducia in tantissima parte degli elettori e dei militanti socialisti. E' stato semplicemente mortificante.
Dire che la scelta Radicale di accettare l'ultimatum di Bettini è anche responsabilità di Boselli ... beh ... mi sembra cosa poco fondata. Ma non credo sia questo che tu sostieni.
La scelta Radicale di accettare l'ultimatum di Bettini (sempre che tale scelta venga confermata nelle prossime ore) ha molti argomenti di realismo, o presunto tale, a suo favore.
Ce ne sono alcuni che forse non è nemmeno opportuno e cortese menzionare.
Altri, altrettanto realistici, avrebbero invece consigliato altro percorso. Al riguardo non voglio dire molto, se non che conosco un po' il mondo dei Ds (i miei primi pastrocchi politici li ho cominciati a fare proprio lì, con il gruppo di LibertàEguale) e a livello locale - ché non ci sono solo le elezioni politiche e la "grande" politica nazionale - vedo pochi margini di collaborazione, se non forse in alcune zone del nord. Insomma, fu difficile con lo Sdi, figuriamoci con gli assessori del PD ... che non cambiano certo in nome di un "We can" veltroniano ...
Ma il gruppo dirigente di RI pare aver fatto la sua scelta. In maniera consapevole, credo, ed assumendosene la responsabilità - come correttamente dichiarato fin dalle prime parole dell'agenzia di Cappato e Bernardini.
Io avrei preferito altro, non lo nascondo e spero di poterlo dire al prossimo Comitato.
**Tommaso Ciuffoletti**
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Retrocederà.
Avevo sottoscritto l'Appello steso da Igor e altri per ripartire dalla Rosa nel Pugno e tentare di costruire una lista radicale, liberale e socialista, di cui quest'Italia avrebbe bisogno ancor più di due anni fa.
Quando è uscito l'Appello di Pannella per una lista radicale apparentata al PD non l'ho firmato subito, perchè palesemente proponeva una cosa diversa da quella proposta con l'Appello "Boni e altri".
Di fronte a un Boselli, a un Partito Socialista, che non ha minimamente retrocesso dalla sua posizione "Alle elezioni
con il simbolo socialista". che non ha speso nemmeno un parola sul nostro Appello, ho preso atto e l'altro ieri ho aderito all'Appello di Pannella.
Ho aderito ora all' Appello per Marco Pannella (naturalmente l'avrei scritto in maniera diversa!) perchè pone un problema reale: l'ostracismo
della politica attuale (ok, della partitocrazia) nei confronti di Pannella, della sua storia ma anche del suo presente.
Il caso "De Mita" non vale: Ciriaco De Mita era un esponente del PD; il PD ha fatto una scelta (parlamentari per non più di tre legislature); De Mita
contesta tale scelta e se ne va dal suo partito.
Pannella non fa parte del PD; è già stato rifiutato un anno fa; i radicali non si sciolgono nel PD ,accettano solamente 9 posti da
deputato; uno dei nove deve essere Marco, se (naturalmente) vuole.
Non penso di poter essere accusato di piaggeria nei confronti di Pannella. Ma sarebbe paradossale se io mi battessi per i diritti dei ceceni o dei cittadini tossicodipendenti di Parco Stura e non mi battessi per evitare che Pannella muoia senza poter più entrare in Parlamento (esagero? Non mi pare).
Giulio Manfredi
Capisco perfettamente il punto di realismo che fai presente Zeno.
Se ci penso però, mi vengono in mente esperienze simili (ovvero di entrismo a la trotzkista) che han dato esiti poco felici.
Alleanza Riformista. Ti dice niente il nome? Appunto! ;)
E' quello con cui un gruppo di socialisti guidati da Del Turco è entrato nel PD, al grido di "lo cambieremo da dentro".
A Firenze in particolare, costoro potevano vantare l'assessore comunale ed i suoi "voti personali". Ebbene, ad oggi mi pare che costui non esista più. Non è un gran male, anzi. Però la sua esperienza è stata significativa del come il corpaccione exDs sia ancora in grado di fungere da ottimo silenziatore per corpicini estranei.
Ora, per carità, non voglio minimamente paragonare l'esperienza della Banda Del Turco, vuota di politica senza bisogno di essere anestetizzata da altri, a quella dei Radicali.
Però quella è stata una piccola, ma esemplare situazione che non vorrei veder ripetere.
Io non credo che la viglia di elezioni politiche sia il momento migliore per far maturare una politica comune con un soggetto come il PD di Veltroni. La vigilia delle elezioni è ottima per stringere accordi elettorali ... gli stessi che Marco sta cercando.
Ma se invece di accordi elettorali vengono proposte annessioni di fatto ... beh ... allora trovo difficile prospettare percorsi politici fecondi, per noi come per loro.
**Tommaso Ciuffoletti**
**[http://inoz.ilcannocchiale.it](http://inoz.ilcannocchiale.it "Titolo, opzionale")**
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