Autoreferenzialità dei partiti e rappresentanza uninominale

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Iscritto dal: 26/06/2010
User offline. Last seen 1 anno 24 settimane ago.

La politica autoreferenziale è fatta di interminabili discussioni sulle alleanze .

Dopodichè il momento democratico del voto viene degradato a offerta di un pacchetto preconfezionato che si chiama lista … in concorrenza con altri pacchetti-lista offerti sugli scaffali del supermarket-seggio elettorale . 

I sistemi che offrono pacchetti-lista presuppongono collegi plurinominali

Nei collegi plurinominali il candidato che risulterà eletto potrebbe in teoria anche essere un perfetto sconosciuto (x gli elettori) : egli è semplicemente ficcato DENTRO al contenitore-lista in una posizione di testa dalla commissione elettorale del partito di riferimento ! E’ democrazia questa ?

E una volta eventualmente eletto .. a chi credete che rivolgerà la propria gratitudine ? Ai cittadini o alla commissione elettorale del SUO partito ? ..

Io dico al partito che lo possiede politicamente … lui è COSA del partito (se vuole continuare a fare politica) ! I cittadini mica lo hanno eletto a lui .. loro hanno votato un BRAND cioè una lista .. e chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori , come si suol dire

No , a me non va affatto bene così .

Io voglio votare una faccia e un nome . Che poi questa faccia e nome sia sponsorizzato e da chi … mi interessa fino a un certo punto (cioè mi interessa perché mi dà una sorta di indicazione e di “garanzia” per così dire …)

E poi voglio un’altra cosa : voglio essere comunque rappresentato , cioè anche dal candidato eletto che io NON ho votato . Esattamente come un sindaco deve rappresentare TUTTI i cittadini del Comune che presiede

E poi voglio sapere un’altra cosa ancora : voglio sapere come delibera il Territorio dove io risiedo e voto : e questo è praticamente possibile se le vicende politiche da seguire (votazioni , interpellanze , proposte) sono quelle di una persona sola

Come succede in Inghilterra : a Londra, quando un deputato si alza a parlare in Parlamento , si presenta formalmente a nome della Contea che lo ha eletto e non dice "il mio partito vota contro o a favore" - ma : "la mia Contea è favorevole o contraria"

Ecco , sostanzialmente io voglio queste tre cose .

Per questo aderisco e sostengo l’associazione www.uninominale.it

 

cantone_nordovest@libero.it

Iscritto dal: 13/07/2010
User offline. Last seen 1 anno 13 settimane ago.

Per restare al mondo dell'ideale, io preferisco la democrazia diretta dove tutti gli aventi diritto partecipano in prima persona.

Se poi devo scendere al mondo reale e mi viene imposto un surrogato, visto che non subisco in alcun modo il fascino " dell'Inghilterra e delle sue Contee" preferisco un proporzionale puro dove anche le minoranze minime abbiano rappresentanza - e intendo esattamente quelle che non si riconoscono nei partiti -, alla faccia della governabilità pretesa sulla pelle dei soliti.

E mi piacerebbe che questa rappresentanza avesse le caratteristiche oltre che della proporzionalità, anche dell'uguaglianza del diritto al concorrere e quindi " anche " svincolata dalle blindature e dai dictat dei partiti per risultare accessibile ai comuni Cittadini: abbinare le due possibilità offerte da un lato dall'esempio della Polis greca ( liberi e uguali sorteggiati e a rotazione) a convivere con la democrazia liberale (rappresentanti vincolati a mandato).

Non aut aut , ma et et .

Forse ho corso troppo.. ma so anche aspettare.

Brunoweiss

brunoweiss

Iscritto dal: 14/01/2005
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

Perdonami ma ho capito poco.

Intendi dire che il sindaco sarebbe a sorteggio fra tutti gli adulti ? suggestivo ma poco pratico. Sorteggio fra candidati, già meglio. Ma chiaro proprio no.

Iscritto dal: 13/07/2010
User offline. Last seen 1 anno 13 settimane ago.

Intendo dire che chi non si riconosce nei candidati ufficiali dei partiti,- anzichè astenersi dal voto ed essere così vittima due volte del sistema oggi applicato per selezionare i rappresentanti: una prima volta perchè paga comunque le tasse e non ha rappresentanza, una seconda volta perchè la sua astensione viene " cannibalizzata" letteralmente dai partiti che oltre a pretendere di rappresentare anche gli astenuti, addirittura arrivano ad ottenere i rimborsi elettorali percentuali anche per costoro,- ha il sacrosanto diritto di poter avere comunque un rappresentante che come lui sia  " a-partitico " .

Se guardiamo alle percentuali degli astenuti nelle cosiddette democrazie avanzate vediamo che essi in realtà nel loro insieme sono spesso la prima entità numerica ( mediamente si va dal 35 al 55 % degli aventi diritto).

Se intestatario del diritto politico è primariamente il Cittadino come dicono le varie Costituzioni democratiche - e solo in seconda battuta subordinata i vari partiti - si dovrebbe almeno cercare di non escludere dalla partecipazione chi ne è soggetto principale e prevedere che la legge elettorale sia conformata a questo diritto e non ad altri.

Ora, dato che da nessuna parte è scritto che il Cittadino " è obbligato " ad aggregarsi necessariamente al partito, non si capisce perchè poi all'atto dell'applicazione pratica, questo non venga considerato..

Forse solo perchè le leggi elettorali vengono promulgate dai partiti non " per " i Cittadini, ma solo ad uso e beneficio dei partiti stessi e" sopra" i Cittadini.

Per tornare alla questione del Sindaco che tu hai richiamato, intendo dire che la quota di Cittadini a-partitici ha il diritto compatibilmente con la percentuale che  la compone di concorrere anche alla elezione del Sindaco, secondo modalità che nulla hanno a che fare con la delega di rappresentanza vincolata a mandato, ma secondo quegli stessi principi che a lungo sono stati applicati nelle Polis greche: sorteggio tra liberi uguali e rotazione.

Ecco quindi che quella che possiamo chiamare " Quota Diretta " raccoglie il consenso e le candidature di tutti coloro che non si riconoscono nel sistema dei partiti e nel professionismo come unica possibilità di partecipazione democratica: un Cittadino qualunque, che paga le tasse e gode dei diritti politici, si troverebbe nella situazione di chiedersi " Voto un altro, mi astengo, o voto la Quota Diretta candidando  anche me stesso ?"

Credo che se questo principio venisse prima accettato come culturalmente lecito e poi applicato, potrebbe modificare radicalmente gli assetti politici di qualunque democrazia, proporzionalmente alla distanza che in essa esiste tra vertice e base.

Ti dirò di più: sono convinto che il passaggio obbligato futuro sarà proprio quello di trasferire il perno della decisione politica dai partiti ai Cittadini secondo una evoluzione che considero inevitabile.

Ti rinvio al sito che mi sembra di averti già segnalato: www.democraziaincludente.it

brunoweiss    

 

brunoweiss

Iscritto dal: 14/01/2005
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

Certo che la verità ti è matrigna, fra FLI e varie altre transumanze non ti viene il dubbio di aver detto una scemenza sul partito ? Più correttamente la legge attuale costringe a mettere in chiaro con chi vuoi governare e in senso teorico farti eleggere attuatori del programma presentato. Nella pratica le liste sono pesate secondo rapporti di forza interni al partito e i singoli fanno capo a quelli più che a un partito che alla fine è la sommatoria di centri di interesse diversi e non un unico gruppo omogeneo. Se vuoi eleggere della gente e sapere pressapoco cosa fa rimane un ottimo sistema. Il sistema per aree geografiche lascia alla minoranza generale, che localmente potrebbe anche essere maggioranza la rappresentanza locale che mi sembra in mano migliori della benevolenza del vincitore dell'uninominale.

Il sistema uninominale mi va bene solo se vengono aboliti i partiti e chiunque si può presentare alle elezioni per essere eletto.

Quindi in Italia mi piacerebbe una legge elettorale più stringente per l'eletto, se cambi maggioranza ti dimetti non puttaneggi col mio voto. Per il resto il porcellum non è così male, poco fine ma non siamo certo in grado di fare i fighetti.

Nel mondo ideale preferisco l'uninominale ma stiamo parlando di fantasie, non realtà.