Bambino a perdere.

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E mentre i grandi dell'economia mondiale si lagnano perche' le donne lavorano poco accade questo.Piu' figli, urlano da una parte, piu' lavoro dall'altra , piu' rendimento i terzi e, questa povera donna dimentica suo figlio nell'auto. Ma, gli sciocchi si rendono conto di cosa in realta' questa storia signofica, si rendono conto che ormai lo sfruttamento del lavoro femminile e' arrivato a tal punto che solo un pazzo pretenderebbe tutto questo dalle donne sopratutto? No vero? Spero sia ampiamente assolta, lei. Condannati invece marito compreso chi l'ha obbligata ad un tale tour de force da dimenticarsi perfino del suo di figlio, per render merito allo śtatus sociale magari dei figli degli altri, visto il livello sociale familiare al quale appartengono. Lavorate meno donne. Non si puo' avere la botte piena e la moglie e' il caso di dirlo, ubriaca.

la dinamica della tragedia è ora al vaglio degli inquirenti
«L'ho dimenticata in auto»
Muore una bimba di due anni
La piccola è rimasta per almeno due ore nella vettura della madre, un'insegnante di Robbiate, nel Lecchese

*
AUDIO
*
«Ad allarmare i genitori è stata la baby sitter»

Il pronto soccorso dell'ospedale Mandic dove è stata portata la bimba (Ansa)
DAL NOSTRO INVIATO MERATE (Lecco) — «Ho dimenticato la bimba in macchina»: al marito, al parroco, ai carabinieri che l'hanno interrogata per tutta la sera, a chiunque Simona ha gridato con la forza della disperazione la sua versione sulla morte della piccola Maria, la sua figlioletta di due anni, trovata in fin di vita all'interno dell'auto di famiglia.

Simona Verzelletti, 39 anni, insegnante di scienze al liceo scientifico Agnesi di Merate, ha raccontato di essersi scordata la sua terzogenita — che ieri mattina avrebbe dovuto essere affidata alla baby sitter — sul seggiolino della macchina prima di presentarsi in classe. Dopo cinque ore di permanenza nell'abitacolo, quando la fatale dimenticanza è venuta a galla, mamma e bimba si sono precipitate in ospedale, con Maria ormai cianotica. Ogni tentativo di rianimazione è stato vano. Maria è morta, ma le cause del decesso sono ancora misteriose. Hanno tentato di chiarirle i carabinieri, che ieri fin dopo le 23 hanno interrogato Simona nella caserma di Merate, alla presenza di un avvocato. Ma sull'esito del faccia a faccia, nulla per ora è trapelato.

Il primo a rendersi conto di quanto era accaduto è stato il marito della donna, Sergio Campana, ricercatore all'osservatorio astronomico di Brera a Milano. Ieri, poco dopo le 13, è rincasato nella villetta di famiglia in via fratelli Cervi a Robbiate (Lecco) e ha trovato nella segreteria telefonica una serie di messaggi, piuttosto preoccupati, della baby sitter. «Perché non mi avete portato Maria? È successo qualcosa?», chiedeva la donna. Sergio ha contattato la moglie, che stava ancora tenendo lezione a scuola; a quel punto Simona è parsa folgorata.

La giornata di ieri in Brianza era tutt'altro che torrida, ha piovuto quasi tutto il giorno e dunque è difficile ipotizzare una disidratazione della piccola. Nessuno comunque si è accorto di lei, forse perché la macchina non era parcheggiata in un punto particolarmente visibile. Dall'ospedale Simona Verzelletti è stata portata in caserma e da lì ha chiamato don Paolo, il parroco di Robbiate: «Anche a me ha detto piangendo che aveva dimenticato la piccola sulla macchina — racconta il sacerdote —. Lei è insegnante di catechismo qui in parrocchia, tutta la famiglia è molto unita. Starò loro il più vicino possibile». Nella vita di Simona e del marito non ci sono ombre: l'unico motivo di preoccupazione è stato un delicato intervento chirurgico a cui Sergio si era sottoposto di recente ma che si era risolto positivamente. «Forse è stato lo stress per quella malattia », commenta don Paolo. Forse, però non è ancora abbastanza per comprendere quanto accaduto

Claudio Del Frate
30 maggio 2008(ultima modifica: 31 maggio 2008)

Iscritto dal: 12/10/2000
User offline. Last seen 1 anno 3 giorni ago.

w.andraghetti wrote:
Cara Dora, hai scritto una cosa giustissima: "sia ben chiaro, che quella povera donna considerasse la sua bimba spazzatura, ma perche' un cervello iperstressato fa cosi' nei momenti di crisi acuta, dimentica anche il compito piu' importante se rispetto al resto piu' importante della bimba e' la scuola, il lavoro, la malattia del marito, il giardino da curare e chissa' quali altri compiti da sostenere per mantenere in piedi un se' che non si accorge di essere un "se'" malato." Purtroppo, in certi momenti, il cervello ci gioca dei brutti tiri. Però questo dimostra quanto conosciamo poco e male i meccanismi mentali. Sembrerebbe impossibile immaginare che una madre "dimentichi" suo figlio in auto per andare al lavoro. Invece...Sicuramente ti do ragione quando dici che le donne sono sottoposte a stress molto più forti degli uomini. L'ansia di dover dimostrare di essere simili agli uomini nel lavoro, nella società e in famiglia creano degli scompensi mentali che poi, come nel caso della donna in questione, hanno epiloghi tragici. Certo, io ho grande pietà per questa mamma che ha perduto suo figlio, penso che il senso di colpa non l'abbandonerà mai per tutta la vita e credo anche che andrà incontro a problemi depressivi e avrà bisogno dello psicoterapeuta.
Riguardo alla Franzoni, io non so se è colpevole o innocente, so però CHE NON C'ERANO PROVE SUFFICIENTI A CONDANNARLA e così, come recita il codice di procedura penale: "nel dubbio pro reo (nel dubbio si dia favore al reo) perchè è meglio un colpevole libero che un innocente in carcere. Ma nel caso della Franzoni credo si sia fatto il contrario. Una condanna a 16 anni non è condivisibile sulle risultanze processuali e sugli indizi riportati. Credo che sul caso di Cogne incomberà sempre l'ombra del sospetto che forse si è condannata una mamma innocente....Saluti. :(

d.pezzilli wrote:
...domanda retorica, ogni volta che dico cio' che penso e non in linea con lo staffe, paffete, il tred va giu'. Chissa' perche' eh?

le dimenticanze senza colpa possono rimanere sepolte per sempre, mentre le altre, vengono tutte al pettine nelle donne ,,con il climaterio se hanno avuto dei figli, allora cominciano i rimpianti, le rotture di palle per i mariti che le hanno sposate, le recriminazioni.Solite storie. Quelle che non hanno avuto figli invece sublimano, piangono e strepitano solo davanti o alle rughe o alle delusioni in carriera, la perdita del lavoro, che vorrebbero durasse in eterno, insomma alla vecchiaia. In un certo senso sono piu' sfigate, perche' non si accorgono mai di invecchiare, muoiono e vivono gia' vecchie. Piu' sopportabili sono le altre, che, per quanto noiose in eta' climaterica almeno o prima o dopo si rendono conto che qualcosa di buono hanno dato comunque al mondo. Ciao!
Eccola qui, il modello Draghi -Bonino.
http://it.youtube.com/watch?v=wxWOGaEOoww

w.andraghetti (non verificato)

Cara Dora, hai scritto una cosa giustissima: "sia ben chiaro, che quella povera donna considerasse la sua bimba spazzatura, ma perche' un cervello iperstressato fa cosi' nei momenti di crisi acuta, dimentica anche il compito piu' importante se rispetto al resto piu' importante della bimba e' la scuola, il lavoro, la malattia del marito, il giardino da curare e chissa' quali altri compiti da sostenere per mantenere in piedi un se' che non si accorge di essere un "se'" malato." Purtroppo, in certi momenti, il cervello ci gioca dei brutti tiri. Però questo dimostra quanto conosciamo poco e male i meccanismi mentali. Sembrerebbe impossibile immaginare che una madre "dimentichi" suo figlio in auto per andare al lavoro. Invece...Sicuramente ti do ragione quando dici che le donne sono sottoposte a stress molto più forti degli uomini. L'ansia di dover dimostrare di essere simili agli uomini nel lavoro, nella società e in famiglia creano degli scompensi mentali che poi, come nel caso della donna in questione, hanno epiloghi tragici. Certo, io ho grande pietà per questa mamma che ha perduto suo figlio, penso che il senso di colpa non l'abbandonerà mai per tutta la vita e credo anche che andrà incontro a problemi depressivi e avrà bisogno dello psicoterapeuta.
Riguardo alla Franzoni, io non so se è colpevole o innocente, so però CHE NON C'ERANO PROVE SUFFICIENTI A CONDANNARLA e così, come recita il codice di procedura penale: "nel dubbio pro reo (nel dubbio si dia favore al reo) perchè è meglio un colpevole libero che un innocente in carcere. Ma nel caso della Franzoni credo si sia fatto il contrario. Una condanna a 16 anni non è condivisibile sulle risultanze processuali e sugli indizi riportati. Credo che sul caso di Cogne incomberà sempre l'ombra del sospetto che forse si è condannata una mamma innocente....Saluti. :(

d.pezzilli wrote:
...domanda retorica, ogni volta che dico cio' che penso e non in linea con lo staffe, paffete, il tred va giu'. Chissa' perche' eh?
Iscritto dal: 12/10/2000
User offline. Last seen 1 anno 3 giorni ago.

...domanda retorica, ogni volta che dico cio' che penso e non in linea con lo staffe, paffete, il tred va giu'. Chissa' perche' eh?

Iscritto dal: 12/10/2000
User offline. Last seen 1 anno 3 giorni ago.

Cari amici, che almeno voi considero ancora come tali. Ho intitolato il tred, l'avrete senz'altro compreso, Bambino a perdere, perche' mi ricordava i vuoti di plastica che si lasciano un po' dovunque poiche' non c'e' spazio dove collocarli. Non , sia ben chiaro, che quella povera donna considerasse la sua bimba spazzatura, ma perche' un cervello iperstressato fa cosi' nei momenti di crisi acuta, dimentica anche il compito piu' importante se rispetto al resto piu' importante della bimba e' la scuola, il lavoro, la malattia del marito, il giardino da curare e chissa' quali altri compiti da sostenere per mantenere in piedi un se' che non si accorge di essere un "se'" malato.La storia di questa povera mamma per me e' un epifenomeno di quello che la societa' moderna pretenderebbe dalle donne. Quindi le tesi economicistiche di Draghi o di Bonino, sono per me, che vedo le cose in altro modo, tesi malate, tesi indubbiamente centrate non sull'uomo , come giustizia vorrebbe ma sul profitto e a loro, poco importa poi se i vuoti a perdere, sono bambini, persone anziane e malate che mancherebbero di assistenza disabili che non si possono permettere la badante-.Il nuovo dogma con qualche neanche tanto sotteso intendimento e' " e' colpa vostra donne , non lavorate abbastanza", lavorate donne, piu' degli uomini se necessario, il lavoro nobilita. NO, il lavoro stanca, e spesso uccide. Sono antiboniniana dura. Antidraghiana dura, e questa volta mie care spero non ci fottano, lavorare meno lavorare tutte e non pretendere troppo dalle vite delle persone. Non tutte ambiscono a salire la scala sociale fino a diventare Ministra o Deputato, c'e' chi si accontenta di fare la mamma e di vedere la sera il proprio uomo tornare a casa avendo fatta salva la pellaccia. Dora
Grazie.
http://it.youtube.com/watch?v=hi8oKoya0SE

Iscritto dal: 14/01/2005
User offline. Last seen 1 anno 2 settimane ago.

Per cortesia senso della misura, le fatalità per loro natura sono imprevedibili, precauzioni e quanto altro abbassano le probabilità non le annullano. A prescindere da chi tira l'acqua al suo mulino che sono tanti e spesso squalliducci quando usano disgrazie casuali per le loro tesi.
La fatalità non ha cause, è cinica e bara solamente. La mamma ha il lavoro condiserato il massimo dell'equilibrio fra i doveri di madre e la realizzazione professionale dell'individuo, sostenere che venti ore alla settimana siano mortali è truffaldino. La baby sitter ha chiamato per dare l'allarme, ma il cellulare era spento per non disturbare in classe, l'abitudine dell'abuso ha impedito l'uso vero. Le condizioni climatiche non erano così estreme, un bambino sano deve resistere sei ore senza bere, sono meno resistenti degli adulti ma il limite sono dodici ore non sei.
I saggi sanno che con il fato non c'è gara e qui esiste solo una dimenticanza che non doveva avere esiti così tragici.

Quanto a Cogne il ragionamento callegariano è ripugnante, dimostra una grettezza morale e personale raccapricciante. Una madre innocente fino a prova contraria, e di prova non ne esiste mezza, viene strappata ai suoi figli ancora vivi perchè secondo una gallina che si erge a Dio la sua sete di sofferenza non è soddisfatta. Se si fosse umiliata a prescindere, se avesse mostrato e dato soddisfazione alla sua visione corrotta del mondo allora per pietà si sarebbe potuto marchiarla con la colpa e essere magnanimi verso il reo. Tale perchè non può essere altrimenti, condannata secondo il criterio con cui si bruciano le streghe, magari fanno anche gli spiritosi sugli africani che le bruciano ancora. Si comportano uguale e ancora rivendicano la loro inciviltà, non voglio riprendere tutto l'iter processuale che rimane una pagina nera e vergognosa della storia patria ma non permetterò che venga glorificata da personaggi che si guardano allo specchio perchè non capiscono cosa vedono. Forse è il tono della voce, forse soddisfa il suo modello estetico e comportamentale, fortunatamente senso di giustizia, equità e rispetto dell'individuo non si vedono. O meglio non li vede, altri si e ne hanno orrore. Strappare una madre ai figli richiede una certezza granitica, prove indiscutibili e tangibili, evidenti segni di squilibrio e forse ancora non basta. Novelle tricoteuse, e si danno anche delle arie. Puah !

Iscritto dal: 11/05/2009
User offline. Last seen 2 anni 47 settimane ago.

Ciao Dora.

Tutti siamo rimasti colpiti dalla tragedia di quella mamma sotto stress che ha dimenticato in macchina la figlioletta di due anni, facendola morire.
Se ci è impossibile non pensare alla sofferenza della piccola che per ore avrà pianto disperata senza essere sentita da nessuno, riusciamo però anche ad immedesimarci nella disperazione della mamma che per tutta la vita si porterà nel cuore questo strazio come una condanna senza fine e ci auguriamo che riesca a superare questi terribili momenti con l'aiuto e l'amore dei suoi cari e pensando agli altri figli che hanno bisogno di lei e col tempo riesca a dimenticare.
Riusciamo a provare un senso di pietà per tutto questo dolore perché lo abbiamo capito, perché molti di noi lo hanno provato questo stress che ci allontana per qualche tempo dalla nostra vita tranquilla trasformandola in un incubo, per questo possiamo essere solidali con questa mamma che sfugge ai fotografi per la vergogna di quello che le è successo, nessuno penso la voglia condannare, perché il senso di colpa è di per sé già una condanna indelebile e crudele.

Diverso il caso di Cogne?
Anche qui una mamma stressata commette un omicidio, ma a differenza di quello sopracitato non se ne rende conto, lo dimentica totalmente vivendo lo strazio della perdita del figlioletto senza nessun senso di colpa continuando a cercare esasperatamente con l'aiuto della polizia e dei media il colpevole.
La tragedia brianzola mi ha fatto capire che non ero riuscita a provare la stessa pietà per la mamma di Cogne, anzi avevo un senso di fastidio quando si offriva ai media con quella voce da chioccia strozzata come un'esperta attrice di teatro.
Ma ora il pensiero che questa mamma è stata tolta ai suoi bambini per essere punita perché il suo senso di colpa non l'avrebbe punita a sufficienza visto che ha dimenticato tutto, mi fa star male, ho come un senso di colpa per questa mancata empatia.
Penso ai suoi bambini, puniti anche loro da una giustizia che sa più di rivalsa.

Iscritto dal: 27/11/2000
User offline. Last seen 1 anno 7 settimane ago.

Sono un credente, per cui sono sicuro che è migrata in altra forma, la piccola ....

ma le depressioni non si debbono sottovalutare, è una brutta bestia perché subdola

tu pensi di averla vinta e lei invece all'improvviso ti fa brutti scherzi ...

.

r.scaruffi (non verificato)

renzoriva@libero.it

Sono vicino alla famiglia ma soprattutto alla madre colpita da cotale amnesia.
Spero non si aggiunga sciagura a sciagura.
Due figli ed il marito l'attendono (perdonanti).
Chiedo perdono.
Perdono! Da chi può darlo.

Sono afflitto e costernato.

Mandi,
Renzo Riva

Iscritto dal: 12/10/2000
User offline. Last seen 1 anno 3 giorni ago.

Vi piacerebbe eh, che adesso che siete tutti nella merda le donne versassero sangue nelle fabbriche per farsi mutui che maledirebbero di aver fatto quando avranno sessant'anni, o che i ragazzi che oggi hanno trent'anni e hanno compreso l'antifona facessero due o tre figli invece di starsene comodi a casa con i genitori senza comprare turbo o indebitarsi per far felici le fringuelle cretine create dalle tv. Vi piacerebbe eh? Invece ciccia! Continuate cosi', bamboccioni carissimi, non fatevi infiocchettare da matrimoni che vi rovinerebbero la vita, convivete, anche voi donnette, anche voi. Metteteglielo nei fondelli. E che buon pro vi faccia.E sopratutto niente coppie di fatto, che e' solo un trucco per fregarvi sulle tasse.

Iscritto dal: 12/10/2000
User offline. Last seen 1 anno 3 giorni ago.

Qui si parla di donne in crisi perche' lavorano troppo, amico Andraghetti. Solo le donne che non hanno avuto figli e che si sono perse l'occasione per fare le magnager non comprendono, anzi, stimolano a fare di peggio. Taccio i nomi perche' gia' li immagini. Costoro hanno si raggiunto le proprie mire, ma guardale a distanza di trent'anni. Ti sogneresti di fare una passeggiata romantica in riva al mare con loro? Non credo vero?

w.andraghetti (non verificato)

Cara Dora,
purtroppo, anche se sembra incredibile, succedono anche queste cose.
Mi ricordo anche che tempo fa era stato trovato un bambino di pochi anni "abbandonato" nel carrello della spesa in un supermercato. Forse il genitore se lo era "scordato" oppure se ne voleva "liberare"..? Ma quanti bambini, vengono abbandonati tutti i giorni sulle strade nei paesi del terzo mondo? Quanti di loro muoiono perchè i genitori non li hanno voluti?
E di quei bambini "abortiti"? Non sono stati anch'esii dimenticati?
Saluti. :cry:

d.pezzilli wrote:
E mentre i grandi dell'economia mondiale si lagnano perche' le donne lavorano poco accade questo.Piu' figli, urlano da una parte, piu' lavoro dall'altra , piu' rendimento i terzi e, questa povera donna dimentica suo figlio nell'auto. Ma, gli sciocchi si rendono conto di cosa in realta' questa storia signofica, si rendono conto che ormai lo sfruttamento del lavoro femminile e' arrivato a tal punto che solo un pazzo pretenderebbe tutto questo dalle donne sopratutto? No vero? Spero sia ampiamente assolta, lei. Condannati invece marito compreso chi l'ha obbligata ad un tale tour de force da dimenticarsi perfino del suo di figlio, per render merito allo śtatus sociale magari dei figli degli altri, visto il livello sociale familiare al quale appartengono. Lavorate meno donne. Non si puo' avere la botte piena e la moglie e' il caso di dirlo, ubriaca.

la dinamica della tragedia è ora al vaglio degli inquirenti
«L'ho dimenticata in auto»
Muore una bimba di due anni
La piccola è rimasta per almeno due ore nella vettura della madre, un'insegnante di Robbiate, nel Lecchese

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«Ad allarmare i genitori è stata la baby sitter»

Il pronto soccorso dell'ospedale Mandic dove è stata portata la bimba (Ansa)
DAL NOSTRO INVIATO MERATE (Lecco) — «Ho dimenticato la bimba in macchina»: al marito, al parroco, ai carabinieri che l'hanno interrogata per tutta la sera, a chiunque Simona ha gridato con la forza della disperazione la sua versione sulla morte della piccola Maria, la sua figlioletta di due anni, trovata in fin di vita all'interno dell'auto di famiglia.

Simona Verzelletti, 39 anni, insegnante di scienze al liceo scientifico Agnesi di Merate, ha raccontato di essersi scordata la sua terzogenita — che ieri mattina avrebbe dovuto essere affidata alla baby sitter — sul seggiolino della macchina prima di presentarsi in classe. Dopo cinque ore di permanenza nell'abitacolo, quando la fatale dimenticanza è venuta a galla, mamma e bimba si sono precipitate in ospedale, con Maria ormai cianotica. Ogni tentativo di rianimazione è stato vano. Maria è morta, ma le cause del decesso sono ancora misteriose. Hanno tentato di chiarirle i carabinieri, che ieri fin dopo le 23 hanno interrogato Simona nella caserma di Merate, alla presenza di un avvocato. Ma sull'esito del faccia a faccia, nulla per ora è trapelato.

Il primo a rendersi conto di quanto era accaduto è stato il marito della donna, Sergio Campana, ricercatore all'osservatorio astronomico di Brera a Milano. Ieri, poco dopo le 13, è rincasato nella villetta di famiglia in via fratelli Cervi a Robbiate (Lecco) e ha trovato nella segreteria telefonica una serie di messaggi, piuttosto preoccupati, della baby sitter. «Perché non mi avete portato Maria? È successo qualcosa?», chiedeva la donna. Sergio ha contattato la moglie, che stava ancora tenendo lezione a scuola; a quel punto Simona è parsa folgorata.

La giornata di ieri in Brianza era tutt'altro che torrida, ha piovuto quasi tutto il giorno e dunque è difficile ipotizzare una disidratazione della piccola. Nessuno comunque si è accorto di lei, forse perché la macchina non era parcheggiata in un punto particolarmente visibile. Dall'ospedale Simona Verzelletti è stata portata in caserma e da lì ha chiamato don Paolo, il parroco di Robbiate: «Anche a me ha detto piangendo che aveva dimenticato la piccola sulla macchina — racconta il sacerdote —. Lei è insegnante di catechismo qui in parrocchia, tutta la famiglia è molto unita. Starò loro il più vicino possibile». Nella vita di Simona e del marito non ci sono ombre: l'unico motivo di preoccupazione è stato un delicato intervento chirurgico a cui Sergio si era sottoposto di recente ma che si era risolto positivamente. «Forse è stato lo stress per quella malattia », commenta don Paolo. Forse, però non è ancora abbastanza per comprendere quanto accaduto

Claudio Del Frate
30 maggio 2008(ultima modifica: 31 maggio 2008)