QUESTO ARTICOLO è DEDICATO A QUELLO CHE MI HA DATO DEL "pistola" quando ho affermato che la suddetta ditta è una tra le maggiori produttrici di mine antiuomo.
Il segretario generale dell’Onu le chiama «armi ignobili», perché colpiscono soprattutto civili e in particolare bambini. Dal primo agosto è entrata in vigore la Convenzione che le mette al bando. Non hanno aderito Stati uniti, Cina, Israele e Russia, che sono i paesi che detengono più di un miliardo di «bombe a grappolo». Nemmeno l’Italia, paese produttore di cluster bomb, ha ancora ratificato la sua adesione: il motivo? E’ presto detto: in ballo ci sono 160 milioni di euro, ai quali l’Italia, grande produttore di armamenti destinati al mercato internazionale della difesa, non intende rinunciare.
Lo afferma Giorgio Beretta, in un intervento su “Unimondo” dal periodico di informazione “Carta”, in cui si segnala che il 1° agosto 2010, grazie alla
ratifica di oltre 30 nazioni, è entrata in vigore la Convenzione internazionale che mette al bando le micidiali “bombe a grappolo”. Gli obblighi della Convenzione, firmata da 107 Paesi e ratificata da 38, sono quindi diventati «vincolanti a tutti gli effetti» per gli Stati che vi hanno aderito: ciò significa che oltre a interrompere per sempre la produzione di quelle armi, rinunciando al loro impiego, i paesi firmatari dovranno distruggere gli stock di munizioni “cluster” entro otto anni, identificare e bonificare entro dieci anni le zone “inquinate” dalle bombe a grappolo, nonché assistere le comunità colpite da quegli ordigni, permettendo alle vittime di tornare ad una piena inclusione nella società, nel rispetto dei diritti umani fondamentali.
Per il segretario generale Onu, Ban Ki-moon, la Convenzione «è un passo avanti decisivo per liberarci da armi ignobili» e il trattato rappresenta «uno strumento maggiore per il disarmo mondiale e le urgenze umanitarie, che ci aiuterà molto nella lotta all’estrema insicurezza e alle sofferenze causate da armi terribili che colpiscono soprattutto civili e bambini»....continua
Guardando avanti, Ban Ki-moon elogia «il potere di collaborazione tra governi, società
civile e Nazioni Unite che insieme sono riusciti a modificare comportamenti e politiche» e si rivelerà «cruciale nell’applicazione del trattato oltre che nell’assistenza da garantire allevittime».
Soddisfatte della convenzione molte Ong impegnate nella lotta alle “cluster bomb”, così come il Comitato internazionale della Croce rossa, che si aspetta uno slancio positivo capace di produrre «effetti pratici sugli Stati che ancora non hanno aderito», come auspica Jakob Kelleberger, presidente dell’organismo umanitario internazionale. Nella lista nera restano però tutte le grandi potenze militari (Stati Uniti, Cina, Russia e Israele) che da sole – ricorda Giorgio Beretta – detengono la stragrande maggioranza delle scorte mondiali, stimate in più di un miliardo di ordigni e finora si sono rifiutate di firmare il trattato.
Secondo le stime correnti, circa 70 paesi restano “ostaggio” delle mine anti-uomo, mentre 23-24 ampie regioni di territorio sono disseminate di munizioni “cluster” che non esplodono in contatto col terreno e rimangono pericolose per anni, ferendo o uccidendo civili inermi, soprattutto bambini. Secondo Jody Williams, Premio Nobel per la pace 1997, se gli Stati eseguiranno le prescrizioni dell’Onu, saranno finalmente alleviate «le sofferenze causate da queste armi abominevoli» come le mine anti-uomo,
indiscriminate al pari delle “cluster”. A cento giorni dal primo meeting operativo in programma nel Laos a novembre, tuttavia, l’Italia non ha ancora ratificato la Convenzione.
«Questo significa che il nostro Paese potrà partecipare solo in qualità di osservatore», spiega Santina Bianchini, presidente della Campagna italiana contro le mine. «Attualmente non risultano motivi oggettivamente comprensibili in grado di giustificare la mancata ratifica: l’unico impedimento è riscontrabile in una richiesta di impegno di budget pari a 160 milioni di euro per il ripristino diarmamenti “strategici” in sostituzione delle munizioni cluster dismesse». Se il Parlamento Europeo ha appena votato una risoluzione che invita tutti gli Stati membri a ratificare la convenzione entro il 2010, continua la Bianchini, si spera che l’Italia colga il segnale, grazie anche alle 60.000 adesioni che nel nostro paese hanno ottenuto le campagne “Stop Cluster” e quella contro le mine anti-uomo.
I promotori delle mobilitazioni civili sperano che l’Italia mantenga gli impegni: «Crediamo sia davvero amorale bloccare la ratifica di un trattato
umanitario per assicurarsi fondi da destinare all’acquisto di nuove armi», dice Giuseppe Schiavello, direttore della campagna italiana contro le mine, «soprattutto in un momento di crisi e di gravissimi tagli alla spesa sociale: auspichiamo che il ministro della Difesa Ignazio La Russa, a cui abbiamo scritto in questi giorni, voglia assicurare un rapido ed incondizionato sostegno a tale ratifica». Partecipare al meeting in Laos con l’annuncio della ratifica, aggiunge Schiavello, servirebbe a ridare credibilità all’impegno del nostro Paese nell’ambito della salvaguardia dei diritti umani».
L’Italia, ricorda Giorgio Beretta, è uno dei 33 produttori di munizioni “cluster” al mondo: tra le ditte italiane accusate di produzione c’è anche la Simmel Difesa, il cui catalogo – come ha documentato un’inchiesta di “Rainews24” – fino a qualche anno fa pubblicizzava sistemi di “munizioni a grappolo”: catalogo che, dopo l’inchiesta, «è stato fatto sparire dal pubblico accesso» e sostituito con una nota della ditta che afferma «la conformità dell’azienda alle normative nazionali ed internazionali per la produzione di munizionamento»
TORINO . All' assemblea della Fiat gli azionisti ambientalisti hanno sollevato anche la questione "calda" delle mine anti uomo. Ermete Realacci della Lega ambiente ha chiesto infatti che la Fiat blocchi immediatamente la produzione di mine "promuovendo la riconversione della Valsella e della Snia Bpd".
Agnelli ha risposto che "la Bpd non ha mai fatto mine anti uomo. Per quanto riguarda la Valsella . ha aggiunto . noi abbiamo una partecipazione del 50% nella finanziaria che ha il 100% della Valsella: abbiamo gia' dato un' opzione per la vendita totale della partecipazione al nostro socio, Borletti, entro fine luglio".
L' avvocato Agnelli ha infine aggiunto di auspicare che il governo si impegni, come anticipato dal ministro della Difesa Cesare Previti, a non consentire piu' fabbricazione ed esportazione delle mine anti uomo. L' annuncio di Agnelli e' stato commentato successivamente da Edo Ronchi, capogruppo al Senato per Verdi e Rete. La cessione da parte della Fiat della quota nella Meccanotecnica che controlla la Valsella "non mi pare che risolva . ha dichiarato Ronchi . il problema di fondo: la produzione in Italia di armi inumane come le mine antipersona.
Vi sono infatti intrecci, strettissimi, tra Borletti e Fiat: questa potrebbe essere solo un' operazione di immagine".
Da Corriere della Sera del 1 luglio 1994
Cosi fan tutti.......
Ma in quelle aziende che produrrebbero munizioni di quella portata,non ci sono sindacalisti?
Hai iniziato con questa premessa Claudio
"QUESTO ARTICOLO è DEDICATO A QUELLO CHE MI HA DATO DEL "pistola" quando ho affermato che la suddetta ditta è una tra le maggiori produttrici di mine antiuomo."
e l'hai fatto per ribattere a Maurizio che ti ha dato del "pistola" ricordandoti che la Beretta fabbrica fucili/pistole mentre Valsella fabbrica le mine antiuomo, etc.
Ora, dopo aver letto Luciano (visto che non avevi capito neppure l'articolo che hai riportato tu !!) ti risulta chiaro perchè sei un "pistola" ???
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
Caro professore come sempre vuoi interessarti di tutto ma con scarsi risultati. La Beretta fabbricava?fabbrica? le cluster, ora ufficialmente non più, ma gambe, piedi e braccia di persono sono sulla sua coscenza. La Beretta ha inondato di proprie pistole di contrabbando i balcani , i talebani e i cosiddetti nemici dell'occidente con pistole calibro 9 (92-S) con matricola irriconoscibile. Ora è al servizio di Putin e nelle fabbriche che stà aprendo in quel di Russia chissà cosa produrrà? Cioccolatini?Corni portasfiga? Merendine? Tu pur di non vedere sei disposto a cavarti gli occhi.
il carso e le apuane.....
Claudio,gambe ,piedi e braccia sono "vittime"delle mine antiuomo verso cui ,fu fatta a suo tempo,una campagna "sacrosanta" per la loro cancellazione .
Campagna a cui ricordo,diede voce anche Costanzo e fu in quell'occasione che venne fuori che le fabbricava la Borletti (un tempo fabbricava macchine da cucire per sartoria) riconvertita poi in fabbrica di mine antiuomo e casulamente controllata dalla Fiat,ovviamente con il beneplacito dei sindacati,gli stessi che si strappano le vesti di fronte alla vista delle conseguenze che quegli ordigni procurano.
Anche questa comunque da mettere nel cestone delle ipocrisie,che è comunque molto capiente e ce ne staranno ancora tante altre.
Luciano, la guerra è un affare, ne sei convinto? I fabbricanti di armi amano la guerra, la adorano, la desiderano, la promuovono, la appiacciano.....Io non stò a formalizzare un casso, la oto melara, la beretta, la borletti,sono tutte produttrici di armi. A Vasco vorrei mettere una mina della beretta nel culo e poi vorrei vedere la sua faccia prima che faccia il botto.
Pensa, il,lavoro sporco di nike è quello di far lavorare i suoi prodotti da gente che non piglia UN CAZZO DI STIPENDIO, DA BAMBINI E DONNE INCINTE....UNA FABBRICA DI ARMI COSA FARA'?
il carso e le apuane.....
I fabbricanti di armi amano la guerra, la adorano, la desiderano, la promuovono, la appiacciano.....
Anche i lavoratori che sono occupati in quelle aziende coadiuvati dai sindacati, amano ecc. ecc. la guerra,visto che non ho memoria di scioperi fatti per chiudere aziende che producono armi.
Pensa, il,lavoro sporco di nike è quello di far lavorare i suoi prodotti da gente che non piglia UN CAZZO DI STIPENDIO, DA BAMBINI E DONNE INCINTE....
Se la Nike vendesse le scarpe a un prezzo più basso della media diresti quello che hai detto della Dacia e della Renault?
Ttento,perchè quando mi parlano di "etica" metto mano alla pistola :-))
Romania
Sciopero vittorioso alla Dacia
Cominciato il 24 marzo, lo sciopero degli operai della fabbrica Dacia-Renault di Pitesti, in Romania, è terminato diciannove giorni dopo, con una vittoria parziale, ma concreta.
Anche se i salari della Dacia sono superiori del 30% rispetto alla media dei salari rumeni, la maggioranza dei 13 000 lavoratori della fabbrica che produce le Logan non arrivava che intorno ai 200 euro, e duemila di essi ancora meno. "Ci vien detto che siamo membri dell’Europa, diceva un sindacalista, ma per il momento sono solo i prezzi a ricordarcelo". E per vivere molti dovevano aggiungere un secondo lavoro a quello alla Dacia. "Non abbiamo la possibilità di acquistare le vetture che fabbrichiamo", dichiarava un operaio. In effetti, secondo la stessa direzione, ci volevano 19 mesi di salario per acquistare una Logan. Inoltre gli affitti sono alle stelle, come i prezzi dei prodotto alimentari, mantenendo l’inflazione al 10%.
Tuttavia la Logan si vende bene. Le vendite lo scorso anno sono aumentate del 17% e gli obiettivi della direzione per il 2008 sono di aumentare la produzione del 60%. Una ragione in più, per i lavoratori della Dacia, per fare sciopero e per reclamare un reale aumento, ossia 550 lei in più all’anno per tutti (circa 147 euro) e un premio sugli utili.
E’ stato dunque uno sciopero determinato, con assemblee operaie partecipate, che ha obbligato la direzione a fare offerte al rialzo. Nel corso della terza settimana di sciopero, il padrone ha tentato di contestare la stessa legalità dello sciopero, ma è stato respinto dal tribunale. Dopo di che, il 10 aprile, seimila manifestanti hanno ribadito le proprie rivendicazioni per le strade di Pitesti.
Alla fine, l’11 aprile, la nuova proposta presentata dalla direzione come un "compromesso ragionevole" è stata accettata dai sindacati, mettendo fine a un lungo sciopero che la direzione aveva pagato con la perdita di circa 20 000 veicoli. I padroni hanno ceduto un aumento di 360 lei (circa 100 euro) in due trance, la prima dal primo gennaio e l’altra dal primo settembre 2008. Inoltre hanno concesso un premio annuale corrispondente a circa un mese di salario, un minimo di 900 lei (250 euro).
Esattamente come teme un direttore, il successo dei lavoratori della Dacia potrebbe avere delle ripercussioni positive sui salari degli operai delle aziende in appalto, anch’essi implicati nella produzione quotidiana di 1300 Logan. Potrebbe anche incoraggiare altri lavoratori a promuovere delle rivendicazioni. Come i 1000 salariati di ArcelorMittal a Galati che, richiamandosi al movimento dei loro compagni di Dacia-Pitesti, hanno manifestato il 14 aprile davanti alla loro fabbrica chiedendo il raddoppio del salario netto (in media 750 lei, circa 210 euro) e l’aumento dei premi e dei contributi versati alle famiglie dei siderurgici vittime di incidenti sul lavoro.
A forza di speculare sui bassi salari, soprattutto nei paesi entrati di recente nell’Unione europea, i capitalisti finiscono per suscitare reazioni operaie importanti. Tra l’altro, il successo delle collette in sostegno agli scioperanti della Dacia organizzate dai sindacati presso gli operai delle fabbriche automobilistiche francesi - Renault o Peugeot - mostra che il tentativo di mettereli in concorrenza gli uni con gli altri comincia a fallir
A partire dal primo gennaio 2008 gli operai impiegati nello stabilimento Dacia in Romania riceveranno un incremento salariale di 83 euro, pari a 300 lei - moneta ufficiale locale - frutto delle trattative avviate dai sindacati lo scorso gennaio, animate anche da uno sciopero. A questo premio, già consistente, seguirà quello di settembre che vedrà la busta paga lievitare di altri 16 euro (60 lei) e poi un bonus di circa 249 euro (900 lai) che ogni singolo operaio riceverà grazie ai risultati commerciali ottenuti dal marchio con le vendite del 2007.
A rendere possibile l'aumento, il successo di modelli come Sandero e Logan. Quest'ultimo, in particolare, ha riscontrato un enorme favore nei paesi extraeuropei: da sola ha rappresentato il 35% delle vendite complessive Renault del 2007.
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il carso e le apuane.....
Quanto coglione sei :-))))
Ora passi dalle mine antiuomo alle pistole dando ragione a Maurizio che ti aveva definito "pistola" con piena ragione evidentemente.
P.S.:
"Sta" si dovrebbe scrivere senza accento anche in Toscana..... magari cerchi su Google e trovi qualche coglione che usa accentarlo.... e Roberto ti dirà anche il numero delle occorrenze per confortarti :-))))
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
Cielo pardini sei de coccio, le cluster bomb sono delle semplice portatrici di submunizioni che possono essere di ogni tipo. In sostanza è uno scatolotto che contiene, mi pare una quarantina di bombette e non ha nulla a che vedere con le braccine ecc ecc. Servono per sbarrare il passo se a scoppio ritardato, per colpire avversari sparsi a scopo immediato. Le hanno proibite quei paesi che non le sanno fare, come mi disse un negrone un poco bevuto che aveva lasciato l'africa per la curiosa abitudine di "potare" i vicini alle sue dimensioni. Lui era contrario alle armi da fuoco, non le aveva e non le poteva avere, motivazione valida ma non nobile. Così quando erano arrivati i "cattivi" coi mitra aveva dovuto darsela a gambe. La cosa incredibile è che ha ottenuto lo status di rifugiato politico, certo dalle sue parti lo avrebbero fatto crescere, mettendo un paio di metri fra talloni e orecchie, magari senza molta continuità. Così il caro Romano ci fa ospitare dei genocidi dichiarati, poco male, i nostri comunisti non lo sono per mancaza di opportunità, mica di "educazione".
Quanto ai danni collaterali le cluster sono bombe di teatro, non di lotta alla popolazione, se poi ci tieni proprio puoi riuscire a farti male ma per incuria sui minori e dell'ambiente. Fra l'altro la bonifica è elementare e richiede solo pazienza e un minimo di idea, oltre a un fucile. Diversamente le mine antiuomo sono indirizzate alle braccine ecc ecc, come le autobombe nei mercati e altro vario terrorismo ma ricordava il negro quelle le hai anche te e non fai storie.
In generale si parla di armi come mezzo del forte, non ha senso, è la risorsa del debole intelligente contro il prepotente cretino.
WIKIPEDIA
Questi ordigni spesso non funzionano all'impatto col suolo, rimanendo parzialmente interrati e quindi invisibili e pericolosissimi; molti produttodi di tali ordigni dichiarano percentuali di malfunzionamenti vicine al 5% ma durante l'ultimo conflitto nel Sud del Libano per molti di questi ordigni è stato calcolato che le percentuali abbiano raggiunto il 40-55%, con effetti devastanti sulla ignara e inconsapevole popolazione civile che ha visto coltivazioni di agrumi, di olive e di banane su cui si basa l'economia locale, diventare dopo i combattimenti veri e propri campi minati. In Afghanistan attualmente si cerca di bonificare ancora le PFM1, in gergo chiamate pappagalli verdi, eredita' delle guerra russo-afghana degli anni 80, che miete numerose vittime ancora oggi, nella popolazione civile. Le submunizioni sono state oggetto di diverse proposte di moratorie internazionali da parte di molti Paesi , fra cui l'Italia, e associazioni internazionli quali la Croce Rossa Internazionale, Handicap International[3] e la stessa ONU.
il carso e le apuane.....
PENSAVO AVESSI UNA FONTE VERA, certe cazzate le puoi credere solo te.
Si Lasko ma è inutile che tu voglia fare la punta allo stronzo con me, la Beretta ha fatto, fà e farà bombe , mine, e qualsiasi ordigno gli venga ordinato di fare da che ne deve fare uso. Ora fabbrica armi con una sua fabbrica in Russia, e non è che va lì per fare archi e frecce, balestre e archibugi. Per dirti, ANCORA qualcuno che sentenzia che le mine antiuomo della fabbrica Beretta erano le migliori si trova. Si facevano delle piccole mine che immesse nei giocattoli riuscivano ad esplodere a distanza di alcune ore se non addirittura giorni.
Sai, anche chi propone olio di oliva extravergine spremuto a freddo e colorato con clorofillia non ha scrupoli.....Pur di vendere. Figuriamoci i fabbricanti di armi cosa son capaci di fare per racimolar commesse e mantenersi al passo.
Veniamo a noi vecchio roditore da gabbia, è inutile che tu continui a punzecchiarmi sulla mia scrittura, sui miei accenti che da come parlo trasferisco alla scrittura, ho cinquanta anni a novembre e non è che possa scrivere in italiano perfetto mancandomi le basi. E comunque caro preside di Itis, con me cadi male, parlo come mangio, uso palpitio come lo usano poeti in circolazione e tu non te ne sai dar pace. Che palpitio ti tocchi. Piuttosto Aristotele, dopo aver fatto le vacanze a spese dello stato in quel di Genova, in quella clinica dove hai fatto il finto pazzo, per il 2011 dove hai deciso di passare una settimana gratis, dal viaggio al tutto compreso?
il carso e le apuane.....
Vasco , fai finta o ci sei? In ambito militare una cluster bomb o bomba a grappolo è un ordigno a sub-munizioni pensato per aumentare l'area di diffusione del danno.
il carso e le apuane.....
Sei proprio un "pistola", Claudio !!
Dove è scritto/documentato che la Beretta produce "mine antiuomo"/"mine a grappolo" ??
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.