Non so dove scriverlo perchè non c'è un thread apposito.
Quindi lo scrivo qui.
Bello l'intervento di ieri di Massimo Bordin alla terza del dopoChianciano.
Ha toccato molti punti, tutti interessanti e ben declinati.
Su molte cose che ha detto sono del tutto d'accordo.
Però non sono d'accordo sulla sua lettura della "nostalgia" al monopartitismo imperfetto da parte degli attuali schieramenti politici in questi anni.
Se non ho capito male Bordin dice che i due schieramenti tendono ad un ritorno al "glorioso" passato in cui era garantita, nel bene e nel male, la governabilità del Paese attraverso il monopartitismo imperfetto costituito dal pentapartito e della Sinistra di Governo.
Con parti definite in accomodato regime spartitorio, con buona pace dello stato di diritto e della democrazia.
Dice Bordin, sempre se non ho capito male, che i due poli a questo tendono. E che si tratta solo di mettersi d'accordo su chi deve fare la parte del pentapartito e chi l'altra parte in commedia.
Dice Bordin, meglio, sbobinato:
"La mia sensazione è che non siamo a uno scontro alla morte tra due (parti) di cui una è la netta alternativa all'altra.
La mia opinione è che (...) questi litigano ferocemente, e ci sono delle particolarità del tutto nuove e Berlusconi le incarna tutte, nel bene e nel male, più nel male che nel bene, potremmo dire dopo 15 anni, .... ma in realtà più che un'altrenativa all'altra, questi due poli stanno dal 92/94 cercando di ricostruire quel monopartitismo imperfetto che era il modo di funzionare.
Non ci riescono, non ci riescono per tanti motivi, economici principalmente".[b]
La mia opinione è che, mentre secondo me questa lettura è ineccepibile dal punto di vista, come dire, storico o di sociologia della politica, la trovo azzardata rispetto alle attribuzioni di volontà o di progetto deliberato.
Mi spiego meglio.
Anche io credo che è lì dove la tensione si protende, ma non credo affatto che ne siano consapevoli o, meglio, che ci sia una partita volontaria per arrivare a quel punto.
Non saprei dire se è perchè Bordin li sopravvaluta o li sottovaluta.
Ma è certamente una questione interessante su cui riflettere.
Poi Bordin tratta di molte altre cose su cui, invece, concordo pienamente.
Un bell'intervento. Da ascoltare.
E approfitto per dire che è stato molto bello anche l'ultimo al Comitato.
Lì ha chiarito anche una questione sulla quale io lo attacco su questo forum.
Non per rispondere a me, ovviamente, ma mi ha fatto piacere che ne abbia sentito l'esigenza.
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Interessante anche la critica di Bordin a quel cialtrone (la definizione è di chi scrive) di Viale il quale, appena uscita la sentenza "liberatoria" del giudice sul caso Englaro, esordisce con un comunicato intitolato: "Vittoria".
"Trattandosi di una questione molto seria, quando un esponente radicale, per fortuna non di primissimo piano, se ne esce così... la cosa migliore da pensare è che non sappia quello che dice...
... E ora certamente qualcuno mi riprenderà dicendo che no, che è una questione di eleganza, che occorre essere radicali fino in fondo, duri e puri.
Ecco, io non appartengo alla categoria, e nemmeno m'interessa... ".
Come dargli torto..
Ma ora Bordin ritornerà nella cattività di radio Radicale, e per apprezzarlo ancora ci toccherà attendere un suo intervento fuori dai bastioni.
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Ha anche citato la misteriosa risposta che Perduca gli ha scritto in questo foorum sul "vero" oggetto del Satiagrà....
Ma se non sbaglio, non più in tono ironico.