<b>Philip Glass </b> radicale? Sicuramente libertario

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Ha scritto un'opera su Gandhi, una composizione per il Dalai Lama. In Akhnaten, un’opera sul famoso riformatore dell'antico Egitto, Glass fa "cantare l'archeologia".
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Pannella non ha ascoltato le musiche di questo compositore-mito contemporaneo, e molto probabilmente Glass non sa delle battaglie radicali di Pannella. Ma chi conosce le opere dell’uno e le iniziative politiche e sociali dell’altro trova naturale il loro accostamento.

Perché nella musica di Glass si riflettono i temi cari al movimento radicale, si ripercorrono alcuni momenti fondamentali della storia umana e sociale, si evocano alcune svolte significative del pensiero umano. Glass stesso, in una sua autobiografia artistica, ha dichiarato "...I became aware that social issues could play an important role in my choise of subject matter". Ed è un peccato che Radio radicale ignori questo personaggio e le sue opere; anche perché oltre a essere vicina allo spirito radicale, la musica di Glass è moderna (figlia del nostro tempo) e antiaccademica, godibile e spettacolare, e non scade nei facili generi commerciali.

Nel 1979 Philip Glass compose Satyagraha , la sua seconda opera di teatro ma il suo primo lavoro di grandi dimensioni dove quello stile iterativo-vitalistico, il minimalismo nord-americano degli anni '60 e '70, veniva stemperato e contaminato con la sensualità, il bel canto, la ricca orchestrazione. L'opera è incentrata sugli anni della formazione politica di Gandhi in Sud Africa, quando presero corpo i primi tentativi di protesta non violenta, di disubbidienza civile. A testimonianza della grande ammirazione per Gandhi, Glass ha composto per lui alcune fra le sue migliori arie; arie delicate e penetranti ad evocare il suo carattere mite ma risoluto. Nell'opera le arie si alternano ai cori possenti che rappresentano la moltitudine umana che sovente circondava la figura di Gandhi. C'è nell'opera un respiro, una qualità trascendentale, e si rimane quasi incantati all'ascolto.

In un'altra opera Glass ritrae la figura di uno dei primi riformatori della storia. Nel remoto Egitto dei faraoni, verso la metà del XIV secolo, in una società rigidamente controllata, dalle millenarie tradizioni, Akhnaten , un faraone atipico, visionario, tenta una riforma politico-religiosa, con riflessi artistici e letterari. A tendenza monoteistica, la riforma di Akhnaten mirava a contrastare il potere invadente della casta sacerdotale; forse per la prima volta nella storia veniva concepita l'idea di un unico Dio, ed è probabile che l'idea sia sopravvissuta presso gli ebrei che all'epoca popolavano l'Egitto, per poi diventare la base della cultura giudaico-cristiana. Oggi, con l'omonima opera, Glass cerca di ripercorrere quella vicenda attraverso un'interpretazione musicale dei frammenti scritti, dei reperti archeologici che sono rimasti. Cantata con quello che doveva essere il linguaggio dell'epoca, l'opera ha un indubbio interesse storico. Non solo, con il cupo e barbarico cerimoniale per i funerali del padre di Akhnaten, con l'inno devoto e accorato che Akhnaten rivolge al suo Dio (sorprendente anticipazione dei salmi dell'antico testamento), e con il duetto amoroso con Nefertiti, Glass ha pervaso l'opera di una straordinaria intensità religiosa.

Altamente sperimentale, pregna di spirito meccanicista, con brani da vortici apocalittici, Einstein on the Beach completa la trilogia delle opere ritratto di Glass. Tre personaggi, Akhnaten, Gandhi e Einstein, che hanno modificato il corso della storia, che hanno determinato delle svolte radicali nel pensiero umano attraverso la forza delle idee essi hanno trasformato per sempre la percezione religiosa, la lotta politica e il metodo della ricerca scientifica.

Anche Glass è stato un rivoluzionario nei metodi compositivi tra gli anni '60 e '70, nella comunità artistica di New York, avviò un processo di rinnovamento nella pratica compositiva occidentale. Contemporaneamente ad altri artisti dell’avanguardia musicale, cercò di inserire elementi della musica orientale ed etnica nella tradizione occidentale. A quell'epoca risalgono le prime manifestazioni di quella musica che si distingueva per l'uso delle iterazioni, dei processi additivi, per la prevalenza delle strutture ritmiche, della consonanza, per l'abbandono della struttura narrativa (tema-svolgimento) verso una musica concepita come presenza.

E dire che Glass è stato uno studente modello nei più prestigiosi conservatori americani, e allievo dei più famosi maestri dell'epoca... difficilmente ci si sarebbe potuto aspettare da lui quel radicale antiaccademismo che ha contrassegnato i suoi primi spettacoli musicali. E da antiaccademico, rifiutando una sicura sistemazione nell'ambito della tradizione, Glass all'inizio della sua carriera non poteva certo contare sui finanziamenti governativi, sulla disponibilità delle strutture orchestrali e teatrali. Portare quindi all’attenzione del pubblico le sue nuove proposte musicali è stato difficile e faticoso; ma soprattutto Glass ha dovuto agire in autonomia autofinanziandosi e svolgendo comuni lavori; formando un proprio gruppo musicale con cui esibirsi in spazi alternativi; sfruttando le moderne tecnologie elettroniche che con pochi strumenti consentivano di ottenere un suono orchestrale; avviando collaborazioni con artisti di varia estrazione, con registi di cinema e di teatro, con scrittori e poeti, con autori e cantanti dello star system, con coreografi e ballerini.

C'è un alto grado di imprenditorialità nell'attività artistica di Glass la precisa organizzazione del suo lavoro, il rispetto verso i committenti, la sterminata produzione di musica, la sua costante presenza come interprete dei suoi concerti, l'accortezza nelle relazioni pubbliche. Se così come artista si pone fuori quindi da certi cliché romantici, con la sua musica invece rivisita lo stile romantico e anche molti altri generi quali il barocco, il sinfonismo, il jazz, il rock, il pop. Ed è sorprendente ritrovare in molti dei suoi lavori, oltre a quelli già citati, vicende, temi e personaggi comuni al movimento radicale

Scritta in omaggio al Dalai Lama, Mad Rush e` una composizione per organo o pianoforte dal carattere intimista. Glass stesso l’ha eseguita durante l'ingresso del Dalai Lama nella chiesa di S. John a New York.

Film di immagini e musica Koyaanisqatsi è un invito a riflettere sulle modifiche che la moderna tecnologia ha prodotto sul paesaggio del Nord America. Powaqqatsi offre una riflessione analoga sul paesaggio del cosiddetto terzo mondo, sulle culture in via di estinzione, sul degrado ambientale che provoca la corsa alla modernizzazione.

Sempre di immagini (spettacolari) e musica (Wagneriana), Anima Mundi è un cortometraggio, commissionato da Gianni Bulgari per il WWF, a difesa della biodiversità.

Sui testi del poeta Allen Ginsberg, Hydrogen Jukebox ripercorre, con canzoni, cori, ballate, recitativi, alcuni fasi della storia politica e sociale americana degli ultimi vent'anni la non violenza, la coscienza ambientale, la droga, la rivoluzione sessuale.

Nel film The Thin Blue Line viene ricostruita la sventurata vicenda di Randall Adams, un vagabondo ingiustamente accusato e condannato a morte per aver assassinato un poliziotto nello stato del Texas. Con la sua musica carica di pietas, Glass accompagna, come in una moderna Passione, le interviste ai vari personaggi direttamente coinvolti nella vicenda. Nel film, il regista-detective, Errol Morris, riesce a smascherare il complotto dei magistrati dello stato del Texas e a far confessare il vero colpevole. In seguito allo scalpore suscitato dalla proiezione del film il protagonista dell'assurda vicenda è stato rimesso in libertà. Il film viene sovente proiettato in occasione delle campagne di Amnesty International a difesa dei diritti dell’uomo.

Il rapporto tra l'arte e la vita, la politica e l'azione, sono temi fondamentali che emergono nei libri dello scrittore Mishima . In una cornice di estetismo deliquescente, segnata da violini languido-sensuali e da tamburi militaresco-marziali, si svolge l'omonimo film dove vengono rappresentate la vita e le opere dello scrittore giapponese. Una vita che si consuma fra spasimi erotici e passione letteraria, e che culmina nel disperato tentativo di risvegliare la coscienza nazionale e militare giapponese.

Comunque al di là delle buone intenzioni la musica va giudicata per quella che è. Si può essere animati dagli ideali più elevati, perseguire fini umanitari encomiabili e uscire con dei prodotti artistici mediocri, fallimentari. Non è il caso di Glass. La sua musica, altamente raffinata e incantevole, regge il confronto con il meglio della tradizione occidentale. Anzi si constata che sullo stereo di chi scrive la musica di Glass rimane più a lungo degli oratori di Handel, dei concerti di Bach, delle sinfonie di Beethoven.

Glass ha ora raggiunto il successo riceve commissioni dalle più prestigiose orchestre, le sue opere vengono rappresentate nei maggiori teatri europei (a Dicembre di quest'anno la Scala darà la prima mondiale di una sua recente opera), i suoi dischi si vendono a centinaia di migliaia di copie, le sue musiche vengono impiegate sempre più spesso nella pubblicità, nelle trasmissioni radiofoniche e televisive; e tutto questo suscita anche una certa invidia da parte di certe "signore un po' snob", per cui oggi una certa malevole critica rimprovera a Glass di aver tradito la sua origine, di cercare il facile successo, di essersi venduto al mercato, eccetera, eccetera.
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Testo consegnato a Pannella e a Bordin nel 1996

marchitti@hotmail.com

Iscritto dal: 22/08/2000
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Pannella non ha ascoltato le musiche di questo compositore-mito contemporaneo, e molto probabilmente Glass non sa delle battaglie radicali di Pannella. Ma chi conosce le opere dell’uno e le iniziative politiche e sociali dell’altro trova naturale il loro accostamento.

Mah ...

Secondo me Glass potrebbe anche SAPERE delle battaglie di Pannella.

Se così è, probabilmente SA allora anche bene perchè Pannella si tiene così lontano dalle sue musiche e dalle sue opere.

In ogni caso e comunque sia, Glass FA bene.

E Pannella FA male.

 ;-)

 

Soundtrack:

"Ballo in FA # "

(traditional, arr. Angelo Branduardi)

 

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ABBATTIAMO L'ALEMANNO DUCE DI ROMA  e d'ITALIA !

... e basta checche represse in Parlamento !

Cimanera

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Iscritto dal: 17/08/2000
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GARIBALDI E PANNELLA UNITI NELLA MUSICA. DI GIUSEPPE VERDI?
http://www.radicali.it/newsletter/view.php?id=137476&numero=10597&title=NOTIZIE%20RADICALI

Acqua di anfora
acqua piovana
acqua vergine

limpida
pura
pura come tortura
subita per amore
e libertà

 
Le parole e la musica con le quali il tenore Giuseppe Sabbatini interpreta Giuseppe Garibaldi nell'opera The CIVIL warS evocano irresistibilmente l'altro nostro grande eroe Marco Pannella.
 
http://www.geocities.com/ceccato3/Garibaldi4
 
A più di venti anni di distanza, da quando l'opera di Bob Wilson venne rappresentata a Roma, ora scatta questo cortocircuito: l'acqua che circonda l'Italia e che l'attraversa, le acque che Garibaldi ha solcato da provetto marinaio, è invocata quasi con un urlo che dà inizio all'aria. L'acqua di PAnnella è ora parte integrante delle sue battaglie contro la viltà e il tradimento dei politici, degli uomini di governo e di potere. L'acqua è la rappresentazione della vita messa in gioco contro la morte.
 
Il canto è drammatico, teso, diretto, espressivo, slanciato; la linea melodica è tenuta nel registro acuto, quasi impiccata, e le parole escono come strozzate. Anche le vite di Pannella e Garibaldi sono state segnate da fatti drammatici, vissute allo spasimo, con l'angoscia di dovere prendere decisioni rapide, gravi, che coinvolgevano la vita di chi stava loro intorno. Il generale combatte per l'unità d'Italia, per la libertà, il socialismo; il  politico non violento combatte con altre armi per difendere quelle libertà messe sotto scacco da un'oligarchia tronfia, distratta, inerte. Garibaldi e Pannella sono due padri della patria, affiancato da un terzo che sembra abbia scritto questa musica irresistibile, penetrante, trionfale. In effetti il brano sembra portare la firma di Giuseppe Verdi, un altro eroe della storia e della cultura italiana. Verrebbe quasi da pensare che siamo di fronte a un inedito rimasto sepolto nell'indifferenza dei nostri maggiori musicologi e direttori d'opera.
 
Al quarto minuto di questo video c'è una scena dell'opera, che continua col racconto del regista, e con la sua delusione verso gli impresari, che non gli hanno permesso di portare a termine l'ambizioso programma di cui l'opera doveva far parte.
 
http://www.youtube.com/watch?v=g3OaetOG1hc
 
i buffoni si befferanno
la cornacchia si beffa già
....
gli scoiattoli si beffano degli uomini
come gli uomini si sono beffati di me,
vita mia
gloria mia

 
Proprio come succede a Pannella, che con i suoi scioperi della sete è quasi sempre oggetto di scherno, di dileggio. Garibaldi, militare,  guida con successo le sue truppe, è amato dal popolo, ma è tenuto lontano dai potenti. Simmetricamente Pannella, disarmato, guida altre truppe, armate della legge, della verità, della intransigenza, dell'amore.
 
Imbroglioni
mascalzoni
parlatori
traditori
aspetto
l'appello.

 
http://www.geocities.com/ceccato3/Garibaldi4 

Iscritto dal: 17/08/2000
User offline. Last seen 1 anno 21 settimane ago.

Qualche giorno fa su Repubblica è apparso un articolo in prima pagina con il titolo " Miracolo Beethoven - Baremboim cittadino palestinese".

Sì, penso che la musica possa aiutare a costruire il processo di pace. Anche in questa ottica vedo la musica e l'opera artistica di Philip Glass.
http://www.amazon.com/gp/music/wma-pop-up/B000002621001002/ref=mu_sam_wma_001_002
http://www.amazon.com/gp/music/wma-pop-up/B000002621002001/ref=mu_sam_wma_002_001

Iscritto dal: 17/08/2000
User offline. Last seen 1 anno 21 settimane ago.

Con un iperbole sostengo che è riduttivo dire che Philip Glass è il più grande compositore. Glass è anche un fine intellettuale, un operatore culturale, un imprenditore. Tra l'altro nelle sue musiche ha affrontato molti dei temi radicali. E' amico del Dalai Lama ed è vicepresidente della comunità tibetana a New York.

E arrivato al successo molto tardi, dopo i quarant'anni, pertanto sostengo anche che è un "adulto prodigio".

PS Un grazie ad Alberto Licheri che ha tirato su il tred

Iscritto dal: 10/10/2003
User offline. Last seen 45 settimane 16 ore ago.

Da "Notizie Radicali" di ieri

IL SATYAGRAHA DI PHILIP GLASS

di Mario Marchitti

Satyagraha, l’opera di teatro musicale composta da Philip Glass, era stata commissionata dalla Nedherland Opera e rappresentata per la prima volta a Rotterdam nel 1980. L'anno scorso è stata ripresa dall’English National Opera a Londra, e fra qualche mese, con lo stesso allestimento, sarà di nuovo in scena al Metropolitan di New York. L’opera rappresenta le vicende della formazione politica di Gandhi in Sud Africa, quando presero corpo i primi tentativi di protesta non violenta e di disubbidienza civile.

Glass, negli anni ’60, nel corso della sua formazione musicale, aveva viaggiato molto in India, ed era entrato in contatto con l’icona della musica indiana, Ravi Shankar. In quel periodo era venuto anche a conoscenza dell’invasione cinese in Tibet, pertanto si era appassionato alla causa tibetana, diventando in seguito vicepresidente della comunità tibetana a New York, stringendo amicizia con il Dalai Lama e componendo per lui un pezzo per organo.

Quest'opera è anche un punto di svolta nello stile compositivo di Glass, perché è il primo lavoro di grandi dimensioni dove quel suo stile iterativo-vitalistico, che rientrava nella corrente del minimalismo nord-americano degli anni ’60 e ’70, veniva stemperato e contaminato con la sensualità, il bel canto, la ricca orchestrazione.

Anche in altre opere di Glass si ritrovano temi e sensibilità comuni al movimento radicale. In Akhnaten, ad esempio, si rappresenta la figura di uno dei primi riformatori della storia. Nel remoto Egitto dei faraoni, verso la metà del XIV secolo, in una società rigidamente controllata, dalle millenarie tradizioni, Akhnaten, un faraone atipico, visionario, tenta una riforma politico-religiosa, con riflessi artistici e letterari. A tendenza monoteistica, la riforma di Akhnaten

mirava a contrastare il potere invadente della casta sacerdotale; forse per la prima volta nella storia veniva concepita l’idea di un unico Dio, ed è probabile che l’idea sia sopravvissuta presso gli ebrei che all’epoca popolavano l’Egitto, per poi diventare la base della cultura giudaico-cristiana. Oggi, con l’omonima opera, Glass cerca di ripercorrere quella vicenda attraverso un’interpretazione musicale dei frammenti scritti, dei reperti archeologici che sono rimasti. Cantata con quello che doveva essere il linguaggio dell’epoca, l’opera possiede anche un indubbio interesse storico.

Einstein on the Beach, la prima opera teatrale di Glass, completa la trilogia delle opere ritratto. Abbiamo quindi tre personaggi, Akhnaten, Gandhi e Einstein, che hanno modificato il corso della storia, che hanno determinato delle svolte radicali nel pensiero umano attraverso la forza delle idee; essi hanno trasformato per sempre la percezione religiosa, la lotta politica e il metodo della ricerca scientifica. Anche Glass è stato un rivoluzionario nei metodi compositivi: tra gli anni ’60 e ’70, nella comunità artistica di New York, avviò un processo di rinnovamento nella pratica compositiva occidentale. Contemporaneamente ad altri artisti dell’avanguardia musicale, cercò di inserire elementi della musica orientale ed etnica nella tradizione occidentale. A quell’epoca risalgono le prime manifestazioni di quella musica che si distingueva per l’uso delle iterazioni, dei processi additivi, per la prevalenza delle strutture ritmiche, della consonanza, per l’abbandono della struttura narrativa (tema-svolgimento) verso una musica concepita come presenza.

E dire che Glass è stato uno studente modello nel più prestigioso conservatorio americano, la Juilliard School di New York, e allievo dei più famosi maestri dell'epoca, difficilmente quindi ci si sarebbe potuto aspettare da lui quel radicale antiaccademismo che ha contrassegnato i suoi primi spettacoli musicali. E da antiaccademico, rifiutando una sicura sistemazione nell’ambito della tradizione, Glass, all’inizio della sua carriera, non poteva certo contare sui finanziamenti governativi, neanche della disponibilità delle strutture orchestrali e teatrali. Portare quindi all’attenzione del pubblico le sue nuove proposte musicali è stato per lui difficile e faticoso; ma soprattutto Glass ha dovuto agire in autonomia: autofinanziandosi e svolgendo comuni lavori; formando un proprio gruppo musicale con cui esibirsi in spazi alternativi; sfruttando le moderne tecnologie elettroniche che con pochi strumenti consentivano di ottenere un suono orchestrale; avviando collaborazioni con artisti di varia estrazione, con registi di cinema e di teatro, con scrittori e poeti, con autori e cantanti dello star system, con coreografi e ballerini.

C’è un alto grado di imprenditorialità nell’attività artistica di Glass: la precisa organizzazione del suo lavoro, il rispetto verso i committenti, la sterminata produzione di musica, la sua costante presenza come interprete dei suoi concerti, l’accortezza nelle relazioni pubbliche. Se così come artista si pone fuori quindi da certi cliché romantici, con la sua musica invece rivisita lo stile romantico e anche molti altri generi quali il barocco, il sinfonismo, il jazz, il rock, il pop. Ed è sorprendente ritrovare in molti dei suoi lavori, oltre a quelli già citati, vicende, temi e personaggi comuni al movimento radicale.

Scritta in omaggio al Dalai Lama, Mad Rush è una composizione per organo o pianoforte dal carattere intimista. Glass stesso l’ha eseguita durante l'ingresso del Dalai Lama nella chiesa di S. John a New York. Film di immagini e musica, Koyaanisqatsi è un invito a riflettere sulle modificazioni che la moderna tecnologia ha prodotto sul paesaggio del Nord America. Powaqqatsi offre una riflessione analoga sul paesaggio del cosiddetto terzo mondo, sulle culture in via di estinzione, sul degrado ambientale che provoca la corsa alla modernizzazione. Anima Mundi è un cortometraggio, commissionato da Gianni Bulgari per il WWF, a difesa della biodiversità.

Sui testi del poeta Allen Ginsberg, Hydrogen Jukebox ripercorre, con canzoni, cori, ballate, recitativi, alcuni fasi della storia politica e sociale americana degli ultimi decenni: la non violenza, la coscienza ambientale, la droga, la rivoluzione sessuale.

Nel film The Thin Blue Line viene ricostruita la sventurata vicenda di Randall Adams, un vagabondo ingiustamente accusato e condannato a morte per aver assassinato un poliziotto nello stato del Texas. Con la sua musica carica di pietas, Glass accompagna, come in una moderna Passione, le interviste ai vari personaggi direttamente coinvolti nella vicenda. Nel film, il regista-detective, Errol Morris, riesce a smascherare il complotto dei magistrati dello stato del Texas, e a far confessare il vero colpevole. In seguito allo scalpore suscitato dalla proiezione del film, il protagonista dell’assurda vicenda è stato rimesso in libertà. Il film viene sovente proiettato in occasione delle campagne di Amnesty International a difesa dei diritti dell’uomo.

Il rapporto tra l’arte e la vita, l’azione, la politica sono temi fondamentali che emergono nei libri dello scrittore Mishima. In una cornice di estetismo deliquescente, segnata da violini languidi e sensuali e da tamburi militaresco-marziali, si svolge l’omonimo film dove vengono rappresentate la vita e le opere dello scrittore giapponese. Una vita che si consuma fra spasimi erotici e passione letteraria, e che culmina nel disperato tentativo di risvegliare la coscienza nazionale e militare giapponese.

Comunque al di là delle buone intenzioni la musica va giudicata per quella che è. Si può essere animati dagli ideali più elevati, perseguire fini umanitari encomiabili e uscire con dei prodotti artistici mediocri, fallimentari. Non è il caso di Glass. La sua musica, altamente raffinata e incantevole, regge il confronto con il meglio della tradizione occidentale. Anzi si constata che sullo stereo di chi scrive la musica di Glass rimane più a lungo degli oratori di Handel, dei concerti di Bach, delle sinfonie di Beethoven.

Glass ha ora raggiunto il successo: riceve commissioni dalle più prestigiose orchestre, le sue opere vengono rappresentate nei maggiori teatri europei (anche la Scala gli ha commissionato le musiche per un balletto), i suo dischi si vendono a centinaia di migliaia di copie, le sue musiche vengono impiegate sempre più spesso nella pubblicità, nelle trasmissioni radiofoniche e televisive; e tutto questo suscita anche una certa invidia da parte di certe “signore un po’ snob”, per cui oggi una malevole critica rimprovera a Glass di aver tradito la sua origine, di cercare il facile successo, di essersi venduto al mercato, eccetera eccetera.

Iscritto dal: 10/10/2003
User offline. Last seen 45 settimane 16 ore ago.

Altri brani di Glass li trovate nel thread "Basta Requiem" (vedere post di Marchitti a partire da Ottobre)

Iscritto dal: 17/08/2000
User offline. Last seen 1 anno 21 settimane ago.

Era uscito qualche mese fa, assieme a "The Hours". Di recente è uscito su DVD "The Fog of War. Eleven lessons from the Life of McNamara".

d.spena (non verificato)

"Domenico, il terzo della serie, Naqoyqatsi, è molto debole sotto l'aspetto visivo."

Ma allora anche il terzo è uscito? E quando? Ed è reperibile in dvd?

m.anniballi (non verificato)

Piccola curiosità.
Stamattina sul canale sky dedicato alla musica classica, davano *satyagraha*, di Philip Glass.

Iscritto dal: 17/08/2000
User offline. Last seen 1 anno 21 settimane ago.

Mauro Suttora (15 dicembre 2003 2115)

Philip Glass in concerto al sesto piano dei grandi magazini Abc di New York, Michael Stipe dei Rem fra il pubblico

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C'eri anche tu?

Ci sono tante pop e rock star che hanno collaborato con Glass Paul Simon, David Bowie, Mick Jagger, Laurie Anderson

Ciao Mario

Iscritto dal: 22/08/2000
User offline. Last seen 3 anni 5 settimane ago.

quote"E comunque in Italia nessun teatro ha mai messo in cartellone una sua opera."

Ad onor del vero Venezia, ogni tanto, qualche bel tributo gliel'ha dato ...specialmente nell'ambito della Biennale comunque ...
Una coraggiosa prima con sei ore filate circa di "Eistein on the beach" ...a suo tempo c'è stata per esempio...

Iscritto dal: 22/08/2000
User offline. Last seen 3 anni 5 settimane ago.

Questo 3d musicale dedicato giustamente ad un ENORME musicista che segna e segnerà la storia musicale del nostro tempo, mi induce ad una amara riflessione su quanto poco spazio viene dedicato alla Musica con la M maiuscola sui canali televisivi...
Quante volte avete visto sullo schermo televisivo Glass o Miles Davis ?
E fa rabbia anche vedere soprattuto su quanto poco spazio viene dedicato dalla SCUOLA alla MUSICA .
E' incredible vedere come la materia che si dimostra nei fatti essere la più seguita e la più amata da tutti gli studenti italiani è tuttora la più ignorata e snobbata da tutti i Ministeri della Pubblica Istruzione che finora si sono susseguiti...

Ci sconvolgiamo tanto e anche giustamente per i regimi islamici iraniani e afghani e per la proibizione della musica che vigeva in quei paesi .... Ma, fatti i debiti paragoni, non è che da noi la MUSICA sia tenuta poi in grande considerazione...
Essì che l'Italia è perfino famosa nel Mondo anche e propio per questo, visto che ha alle spalle una Storia ed una tradizione musicale di tutto rispetto...
Tutto buttato alle ortiche e disprezzato in modo a dir poco ignobile ed incomprensibile da tutte la ultime amministrazioni...
Anche in questo la destra e la sinistra sono andate a braccetto nel mantenere le distizioni più astruse e ancronistiche tra musica "colta" e "non colta" e mantendo ad alto livello lo spaccio di Kultura MusiKale di infimo spessore...
E tasse ignobili e altissime sui mezzi di divulgazione e sui prodotti musicali...
Anche musicalmente, dallo s-governo di questo povero Paese, abbiamo ottenuto solo uno stesso unico e prolungatissimo accordo (naturalmente sempre in minore) di una noia infinita...
Un requiem lagnoso che non dà segni di stanchezza e senza soluzione di continuità.
E i "suonatori" poi...Una "Banda" stonatissima da "defenestrare" o da TROMBA-re definitivamente...

!

Sound track
"Ethika Fon Ethica" - Franco Battiato

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^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
KEPALLEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!
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Iscritto dal: 17/08/2000
User offline. Last seen 1 anno 21 settimane ago.

Fabrizio, va bene dopodomani, ti telefono.

Domenico, il terzo della serie, Naqoyqatsi, è molto debole sotto l'aspetto visivo.

f.argonauta (non verificato)

Mario, è ora d'agire sul parcheggio sotterraneo...
Penso ad una denuncia per attentato alla salute pubblica.
Ne parliamo quando potrò renderti la cortesia del risotto;)
Fammi sapere.

d.spena (non verificato)

Philip Glass è un grande musicista! Ho un sacco di musica sua! Si, probabilmente un gran libertario! E forse anche liberista! Io i(l) film di Reggio l(i)'ho visti.
Il primo molto bello, il secondo così così. Mario, il terzo che è sempre annunciato, che fine ha fatto?
Faccio lo sciacallo e copio quello che hai scritto sotto.

Iscritto dal: 17/08/2000
User offline. Last seen 1 anno 21 settimane ago.

Sì Fabrizio, in molte opere di Glass si può trovare un aggancio alle tematiche che a te (e a me) stanno a cuore.

Il film Koyaanisqatsi era stato ideato da Godfrey Reggio, il direttore di un Centro Culturale Filantropico a Santa Fe. Egli aveva realizzato una serie di sequenze cinematografiche sull'impatto della tecnologia sul territorio nord americano. Il film si apre con una sequenza di immagini di deserti, canyon, rocce, dune, laghi immobili luoghi vergini, senza la presenza umana. C'è anche un'impressionante danza delle nuvole e delle acque. Quest'atmosfera primordiale, come alla vigilia della creazione dell'uomo, cede il posto all'avanzata della tecnologia muscolosa, possente. C'è il primo piano delle trivelle per l'estrazione del petrolio, delle linee di trasmissione ad alta tensione; ci sono gli agglomerati urbani angoscianti che vanno a suicidarsi, le grandi arterie di comunicazione, i grandi jet come degli sciocchi pachiderma, la gente ammassata sulla spiaggia, cotta e rimbecillita dal sole. Ma la sequenza memorabile è la vita della metropoli ridotta ad alveare. Le riprese notturne della circolazione automobilistica come in un racconto di Andrea De Carlo

"Ho guardato in basso, e di colpo c'era la città, come un immenso lago nero pieno di plancton luminoso, esteso fino ai margini dell'orizzonte. Ho guardato i punti di luce che vibravano nella distanza quelli che formavano un'armatuara sottile di paesaggio, fragile, tremante; quelli in movimento lungo percorsi ondulati, lungo traiettorie semicircolari, lungo linee intersecate. C'erano punti che lasciavano tracce filanti, bave di luce liquida; punti che si aggregavano in concentrazioni intense, fino a disegnare i contorni di un frammento di città e poi scomporli di nuovo, per separarsi e allontanarsi e perdersi sempre più nel buio. Li guardavo solcare gli spazi del tutto neri che colmavano inerti il vuoto, in attesa di assorbire qualche riflesso nella notte umida."

C'è il moto browniano delle molecole umane, vomitate dalle scale mobili, oppure in una veloce e frenetica danza senza passi negli spazi di smistamento delle stazioni delle metropolitane. Le molecole diventano una massa liquida che procede lungo le strade, diventa una massa compatta che si ferma agli incroci. Ci sono le immagini accelerate della produzione delle merci, generate quasi per defecazione. C'è l'inseguimento a capofitto, fra le freeways, i cavalcavia, i ponti; ma si insegue il nulla, è una corsa assurda, senza scopo.

C'è la vorticosa danza delle scie luminose delle luci delle auto, che si incrociano, quasi cozzano fra di loro, creano un corto circuito, un'esplosione. Segue la desolazione del paesaggio urbano, i volti inespressivi, assenti, svuotati. Una mano raggrinzita, senza energia, che cerca un sostegno, un contatto. Infine l'immane esplosione di un missile, e la cinecamera che fissa un solo frammento; il frammento, esaurita l'energia iniziale, inizia la parabola discendente, ruota su stesso, emana ancora qualche residuo di vapore e di gas combusto, una fiammella rimane attaccata al frammento che diventa ora il soggetto del film, mentre una semplice linea melodica al sintetizzatore accompagna la danza del frammento fino al fermo immagine.

f.argonauta (non verificato)

Ciao Mario,
Io diserto, e tu? Link
Fatti 'sentire'.

f.argonauta (non verificato)

Ciao Mario,
Io diserto, e tu?
Fatti 'sentire'. ' Target=_Blank>Link

Iscritto dal: 17/08/2000
User offline. Last seen 1 anno 21 settimane ago.

Robert McNamara «Se avessimo perso la guerra [la Seconda guerra mondiale] saremmo stati giudicati per crimini contro l'umanità»

Dal film "The Fog of War Eleven Lessons from the Life of McNamara" (Regia di Errol Morris, Musiche di Philip Glass)

Iscritto dal: 16/08/2000
User offline. Last seen 1 anno 6 settimane ago.

quando arrivi?

Iscritto dal: 17/08/2000
User offline. Last seen 1 anno 21 settimane ago.

Dalla Repubblica (servizio da New York) Il Galileo di Philip Glass, l'opera corre all'indietro - Ha debuttato a New York il nuovo lavoro del compositore sullo scienziato italiano - La storia inizia con il genio vecchio e cieco e procede all'inverso fino alla sua infanzia - La struttura appare molto più fresca rispetto agli ultimi lavori.
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Scrive il gioralista Alan Kozinn «compaiono [nell'opera] anche alcune novità, compresa una lieve corroborante dissonanza.»

Va detto che, dissonanze, cromatismi, atonalità erano già da tempo apparse, quanto basta, in altre opere di Glass The Canyon, Anima Mundi, Nella Colonia Penale.)

Il giornalista mostra qualche risentimento quando scrive «Senza voler denigrare Glass e il suo Galileo, è mai possibile che venti anni dopo, Glass sia ancora il
portabandiera di tutto ciò che in musica è da considerarsi "nuovo"?»

Beh, Glass fino a 40 anni ha fatto il tassista, mentre, da studente dotato qual'era, poteva entrare tranquillamente nell'accademia e diventare un Berio o un Boulez qualsiasi. E comunque in Italia nessun teatro ha mai messo in cartellone una sua opera. Settembre Musica qui a Torino non lo ha mai ospitato. Roman Vlad, Michelangelo Zurletti e Alberto Arbasino hanno detto solo cattiverie nei suoi confronti. Il film Naqoyqatsy ha trovato un produttore dopo
15 anni da Powaqqatsi. Penso che il relativo successo mondiale che ha avuto è stato sudato e meritato; mentre qui in Italia Glass fa ancora fatica a essere riconosciuto, nell'ambito della musica alta.

Iscritto dal: 17/08/2000
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In un altro tred Mariopaolo Fadda ha accostato Pannella a Gehry perché entrambi vogliono «rompere, disarticolare, destrutturare gli schemi prestabiliti, le regole immutabili, i dogmi formali.»

Io amo pensare all'opposto, ed è per questo che accosto Pannella a Glass anche per motivi stilistici per il ritorno all'ordine, alle regole, al rigore, alla forma; ma anche alla piacevolezza, alla melodia penetrante, alla tonalità , alla consonanza. Il centro deve essere l'uomo, la sua sensibilità, il suo orecchio, il suo sentire.

Iscritto dal: 22/08/2000
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Provate a sentire, se ancora non lo conoscete, anche questo amico e collaboratore di Franco Battiato Roberto Cacciapaglia

Mi pare davvero che questo poco conosciuto talento italiano non sfiguri per niente in questa rassegna e serva a capire quanto avanti era anche l'avanguardia di casa nostra nella seconda metà degli anni settanta...
Link

Iscritto dal: 17/08/2000
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Hydrogen Jukebox - Wichita Vortex Sutra - Ginsberg, Glass
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I lift my voice aloud,
make Mantra of American language now,
I here declare the end of the War!

Let the States trembles,
let the Nation weep,
let the Congress legislate its own delight
let the President execute his own desire

Iscritto dal: 08/09/2000
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E il brano di Kafka è da leggere.

Iscritto dal: 17/08/2000
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Nella Colonia Penale - Glass, Wurlitzer, Kafka
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- E lui sa la colpa?
- No
- Conosce la sentenza?
- No
- No?
- Dovrà conoscerla ben scritta sul suo corpo
- Almeno sa che è condannato?
- No! Non lo sa

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La vicenda è agghiacciante, e la musica non è da meno (un quartetto d'archi dal suono rauco, graffiante, ostinato, che lascia poco alla piacevolezza). Il racconto viene declamato, come in un recitar cantando.

s.bera (non verificato)

Ho avuto modo di ascoltare qualche pezzo di Philip Glass (tramite Internet, diciamo! ;-)) e l'ho trovato molto interessante e originale.
So che è uno dei musicisti moderni più innovativi e non può che farmi piacere se è anche "radicale".

Iscritto dal: 17/08/2000
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e ancora non piove...
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ULURU SONG

When the red pond fills fish appears
When the red pond dries fish disappears.
Everything built on the desert crumbles to dust.
Electric cable transmission wire swept down.
The lizard people came out of the rock.
The red Kangaroo people forgot their own song.
Only a men with four sticks can cross the SimpsonDesert.
One rain turns red dust green with leaves.
One raindrop begins the universe.
When the raindrop dries, worlds come to their end.
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(Hydrogen Jukebox - Ginsberg, Glass)

Iscritto dal: 17/08/2000
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La seconda opera di Glass è Satyagraha , "la forza della verità", un concetto maturato attraverso la lotta non violenta di Gandhi in Sud Africa. L'inizio dell'opera è di un lirismo disteso, calmo, pacifico. La voce fluida e fluttuante di Gandhi è accompagnata da una viola che esegue delle figurazioni sul registro inferiore, come un basso continuo. Gandhi canta, in Sanscrito, alcuni passaggi del poema storico, il Bhagavad-Gita

kar-pun-yu
do-sho-pu-hu-tu-svu-bha-vuh

pri-cha-me twa
dhar-mu-su-moo-dhu-cha-ta

(Il mio essere è prostrato dalla dolorosa macchia della pietà. Il mio spirito è lacerato dalla scelta fra il giusto e il torto. Vi chiedo qual'è la strada da seguire.)

In sintonia con il testo la musica inizialmente suggerisce una commozione interiorizzata, elaborata. C'è la commozione per l'ineluttabilità dei dolorosi eventi che si vanno a compiere. Ma occorre dissipare i dubbi, occorre combattere, e così la musica cambia registro diventa tumultuosa, ossessiva.

Dalla mitologia indiana del primo quadro l'opera passa poi ad illustrare alcuni momenti significativi della vita di Gandhi l'organizzazione del movimento non violento, le iniziative di disubbidienza civile, lo scampato linciaggio, la creazione di un giornale, la protesta.

Satyagraha è un'opera dove l'azione, come concepita nell'opera ottocentesca, è assente; quindi in un certo senso l'opera di Glass richiama quella barocca che canta i miti e le leggende. Nell'opera barocca si dànno per conosciuti la storia, il soggetto, il contesto; si tesse un'ode a un personaggio, a un eroe, a una divinità; non c'è bisogno dell'analisi della vicenda o del personaggio. La musica deve sublimare, deve stilizzare un'affetto già presente. Nell'opera barocca è l'aria con i da capo che svolge la funzione drammaturgico estetica, nell'opera di Glass è quel particolare uso dei moduli ripetitivi, da alcuni confusa con la tecnica delle variazioni, passacaglia o ciaccona, che sono anch'esse delle tecniche barocche. Satyagraha è un'opera corale, i momenti solistici sono limitati al personaggio di Gandhi all'inizio e alla fine dell'opera. Forse così si è voluto sottolineare l'azione politica e sociale di Gandhi.

Modificato da - Mario Marchitti il 01/12/2001 102450

Iscritto dal: 17/08/2000
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Nixon in China - di John Adams.

(La più bella opera del '900 secondo Alberto Arbasino)
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Pat Nixon

"This is profetic! I foresee
A time will come when luxury
Dissolves into the atmosphere
Like a perfume, and everywhere
The simple virtues root and branch
And leaf and flower. On that bench
There we'll relax and taste the fruit
Of all our actions. Wy regret
Life which is so much like a dream?
Let the eternal plan resume
In th bedroom communities
Let us be taken by surprise;
Yes! Let the band play on and on"