Apro il thread sul Brasile- come sollecitato da quei 3 o 4 che seguono le vicende di questo paese- con due analisi riprese dal portale Musibrasil (http://musibrasil.net), cui invito tutti ad affacciarsi di tanto in tanto, che mi sembrano rappresentare in maniera abbastanza fedele l'attuale situazione politica brasiliana.
Spero naturalmente che vi partecipino molti radicali e non soltanto quei pochi che fin qui hanno avuto la pazienza di partecipare al thread sull'America Latina.
In realtà, a parte l'amore sfegatato che nutro per questo paese e la sua gente, considero il Brasile un paese che ha oggi, e molto più che in passato, le carte in regola per quel "decollo" civile, economico, politico, che da ormai troppi anni veniva considerato come imminente e che invece è clamorosamente mancato per un insieme complesso di ragioni.
In questi ultimi 10 o 20 anni, a dispetto di profonde contraddizioni e di una serie di difficoltà strutturali che non è possibile cancellare con un colpo di spugna, il Brasile ha fatto enormi passi in avanti riuscendo a trasmettere al mondo un'immagine di sé più concreta e positiva, e meno folcloristica, di quella con la quale veniva tradizionalmente etichettato fuori dai suoi confini.
La globalizzazione e lo sviluppo accelerato delle nuove tecnologie offrono alla "giovane" - in tutti i sensi - democrazia brasiliana gli strumenti per risalire rapidamente il gap che la separa dal resto dei paesi sviluppati.
In molti settori il Brasile figura ai primissimi posti delle classifiche mondiali.
La mappa del digital-divide a scala planetaria colloca oggi il Brasile (terzo o quarto "consumatore" di internet nel mondo) fra i paesi tecnologicamente più attrezzati e più in grado di sfruttare il proprio immenso potenziale di risorse umane, naturali, tecnologiche. Un’impresa brasiliana (Embraer) è la seconda o terza esportatrice mondiale di aerei. Il settore delle telecomunicazioni è in vertiginosa ascesa nell’immenso territorio brasiliano (che rappresenta il principale target strategico delle compagnie telefoniche europee, Telefonica e Telecom Italia innanzitutto), come in rapidissima crescita è il mercato della telefonia cellulare
In molti altri settori, invece, il Brasile figura in fondo alle classifiche, impantanato in mezzo a gruppi di paesi di gran lunga meno “ricchi” e meno “democratici” (segnatamente, nella classifica dei paesi più “corrotti” ed in quella dei paesi contraddistinti dai maggiori indici di disuguaglianza sociale).
Tutto ciò non cancella, ovviamente, una serie di problemi gravissimi che continuano ad affliggere la società brasiliana. Se da un lato questo paese è in grado di esportare nel mondo il voto elettronico e con esso l'"incoscienza" positiva della sperimentazione di nuovi meccanismi di funzionamento dei processi democratici, sarebbe sciocco dimenticare la ferita profonda di quello che potremmo definire una sorta di "questione meridionale" brasiliana l'enorme gap economico, sociale, culturale, tecnologico fra il Brasile ricco ed avanzato del sud e centro-sud ed il resto del Brasile povero e arretrato del nordeste e del nord del paese. Come del resto l'altra questione, per me fondamentale, della violenza sociale e dello sviluppo di reti di organizzazioni criminali che sono cresciute mettendo insieme i connotati delle narcomafie latinoamericane con quelli delle organizzazioni criminali italiane, ed il tutto in un complessivo quadro sociale di violenza generalizzata, quasi “primitiva” nelle forme in cui essa si scatena, spesso fine a se stessa e tipica di molti paesi assai più poveri e privi di democrazia e di legalità.
Ma la giovanissima (oltre il 50% dei circa 180 milioni di brasiliani hanno meno di 20 anni) e multi (e quasi “toti”) razziale (in Brasile convivono da sempre negri, bianchi e mulatti, ed a loro si sono aggiunti milioni di arabi, indiani, cinesi e, soprattutto giapponesi) società brasiliana, se saprà gestire ed organizzare la straordinaria ricchezza della propria dinamica
“complessità” trasformando le proprie differenze da freno in volano allo sviluppo e risorsa fondamentale del paese, non potrà non affermarsi come uno dei principali protagonisti del futuro prossimo del pianeta.
…………………….
Le Figaro destaca investimento da Fiat no Brasil | RFI
www.portugues.rfi.fr/.../20101215-le-figaro-destaca-investimento-da-fiat-no-brasil -
Roberto Scaruffi
Con salari di neppure due euro l'ora... [magari di 1 o meno, nel Pernambuco]
La Cina ed il Vietnam sono ancora piu' convenienti ma troppo furbi per prendersi una Fiat di seconda o terza classe rispetto a nipponici, tedeschi, francesi e meregani.
Ma, appunto, il mondo e' grande...
Roberto Scaruffi
Mirafiori, accordo per Natale o via dall’Italia
commenti
Roberto Scaruffi
La Padania?!
...Teppaglia dei carabinieri stragisti.
Vogliono fare i ciucciacazzi contro C.Battisti?! Voila'...:
La LN e' coinvolta nel terrorismo di Stato delle milizie illegali dei carabinieri-NATO, e nei vari affarismi delinquenziali [Progetto Soldato Futuro, per esempio, nella sua parti demenzial-criminali] del militarismo UK-USA.
SONO TESTIMONE DIRETTO A TORINO,
sezione centro [quando esisteva] e sindacato leghista [del provocatore dei CC stragisti Gianni Bellini], di cio'.
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del 12/12/2010
del 12/12/2010
del 12/12/2010
del 12/12/2010
del 12/12/2010
del 12/12/2010
del 12/12/2010
del 12/12/2010
del 12/12/2010
del 12/12/2010
del 12/12/2010
del 12/12/2010
del 12/12/2010
del 12/12/2010
Roberto Scaruffi
Roberto Scaruffi
Come si riprendono le zone controllate dalla criminalita' organizzata
...Non come quella buffonata criminale dei CC-NATO che tengono le truppe corazzate e speciali dei CC a Roma per minacciare golpe agli ordini del Presidente della Repubblica, mentre gestiscono la criminalita' organizzata dovunque, al Sud, al Centro, al Nord e sulle isole.
...O la Difesa che manda truppe-sceneggiata.
++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
Brasilien | 26.11.2010
Panzer-Einsatz gegen Drogenbanden
Vier Jahre vor der Fußball-WM in Rio versucht der brasilianische Staat, die Kontrolle über die Armenviertel der Metropole zurückzugewinnen. Im Kampf gegen Drogenbanden greift die Polizei zu immer härteren Mitteln.
"Wir haben diesen Krieg nicht angefangen", sagte ein Polizeisprecher der brasilianischen Millionenmetropole Rio de Janeiro. "Wir wurden provoziert. Aber wir werden siegreich sein."
Unter dem Schutz von Hubschraubern drang die Polizei mit Panzern in das Armenviertel Vila Cruzeiro vor, das als eine der Hochburgen der Drogenbanden gilt. Es ist das erste Mal, dass Fahrzeuge dieser Art dort eingesetzt wurden.
Kriminelle auf der Flucht
Das Fernsehen übertrug Livebilder von brennenden Fahrzeugen und dunklen Rauchwolken über Vila Cruzeiro. Hunderte bewaffnete Bandenmitglieder setzten sich auf Motorrädern, Pickups und auch zu Fuß in einen benachbarten Stadtteil ab. In den Liveaufnahmen war auch zu sehen, wie einzelne von ihnen von Kugeln getroffen wurden und am Straßenrand liegenblieben.
Seit vergangenem Wochenende kamen bei Razzien und blutigen Auseinandersetzungen in Rio schon mehr als 30 Menschen ums Leben, wie brasilianische Medien berichten. Etwa 200 Menschen seien festgenommen worden.
"Kommando Rot"
Der massive Polizeieinsatz ist Teil der Bemühungen der Regierung, die Gewalt in Rio de Janeiro in den Griff zu bekommen und die Stadt mit Blick auf die Fußball-Weltmeisterschaft 2014 und die Olympischen Spiele 2016 sicherer zu machen. Wie es heißt, befinden sich derzeit 17.500 Polizisten in Alarmbereitschaft. Nach Geheimdienst-Erkenntnissen planen Drogenbanden wie "Comando Vermelho" (Kommando Rot) oder "Amigos de los Amigos" (Freunde der Freunde) auch Bombenanschläge. Allein dem "Comando Vermelho" sollen bis zu 5000 bewaffnete Kriminelle angehören.
Unter den Kämpfen leidet vor allem die Bevölkerung in den Slums, die in Rio Favelas heißen. Die Menschen versteckten sich in ihren Häusern, Schulen blieben geschlossen. "Ich habe so etwas noch nie gesehen", sagte ein Augenzeuge in Vila Cruzeiro. "Das ist eine richtige Militäraktion mit gepanzerten Fahrzeugen, aber diese ist auch nötig. Es ist die einzige Möglichkeit, den Drogenhändlern in der Favela entgegenzutreten."
Autor: Christian Walz (dpa, afp, dapd)
Redaktion: Frank Wörner
Bandidos miram helicóptero da polícia no Alemão
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Roberto Scaruffi
habituados a los desafíos", lanzó la favorita de Lula; el opositor
advirtió: "Brasil puede quedar mucho mejor de lo que está"; todas las
miradas apuntan a los votos conseguidos por Silva, devenida en la
tercera fuerza política
Partido de los Trabajadores y sus principales aliados lograron una
abrumadora victoria en la elección de legisladores para la Cámara alta
tomó la medida diplomática en protesta por la decisión del Gobierno de
brindarle asilo al ex guerrillero; el canciller Timerman había
calificado como "una payasada" las críticas a la disposición
Roberto Scaruffi
Roberto Scaruffi
Roberto Scaruffi
Dilma Rousseff devra se plier
à un second tour au Brésil
La candidate soutenue par Lula a obtenu 46,9% des voix au scrutin
de dimanche, face à l'ex-gouverneur de Sao Paulo, José Serra. Leur
rivale écologiste,
arrivée troisième avec un score inespéré, détient en partie la clé du
second tour, le 31 octobre.
» Dilma Rousseff, l'héritière de Lula
Roberto Scaruffi
Ah, non e' poi passata Dilma.
Passera' al secondo turno...
Roberto Scaruffi
Ecco una Repubblica Presidenziale "americana"!
Tranquilli, non sono clienti meregani. Pannella-Bonino-carabinieri non potrebbero operare!
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Dilma Rousseff - Wikipedia, the free encyclopedia
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Oggi ho comprato (per la sesta volta?) l'Unità, e a quanto vi leggo la faccenda del PCC a S. Paolo sta degenerando sempre più. E non si può negare che sia un segnale che la società brasiliana è molto più corrotta, squilibrata e ingiusta, di quanto non sia corrotto lo stato stesso stato.
Andrea, mi riferivo alla storia "nobile" di Vila Isabel che è stata la escola de samba di un artista straordinario come Noel Rosa e che oggi si ritrova ad essere la escola de samba di...Chavez! solo una battuta.
Quanto ad Alckmin, anche io lo preferivo a Serra, ma prima di sapere che Alckmin fa parte dell'Opus Dei, secondo le rivelazioni di un settimanale brasiliano di qualche settimana fa.
Inoltre, nei sondaggi Alckmin era sempre molto dietro Lula, al contrario di Serra che lo sopravanzava di un bel pò fino a che l'immagine di Lula, malgrado la storia di questi ultimi dodici mesi, non ha ripreso a (inspiegabilmente) risalire. Comunque c'è tempo, molto tempo ancora davanti per impostare una campagna elettorale vincente. E indubbiamente Alckmin, a parte la questione dell'Opus Dei, ha le carte in regola per giocarsela fino in fondo. A patto che azzecchino la campagna elettorale!!!
in che senso?
io mica intendo dire che si tratti di un complotto. e' che la retorica panamericana (inesistente in Brasile fino a quattro anni fa) si e' oramai inculcata nell'immaginario pubblico rendendo famigliari simboli che non hanno niente a che fare col Brasile, come Simon Bolivar. e' chiaro che nell'euforia carnevalesca vengano premiate le emozioni che tirano di piu'.
io ho fiducia in Alckmin e lo preferisco a Serra, personaggio ambiguo, secondo me. speriamo che ce la faccia ma dubito seriamente.
Andrea, vedo che sei online.
Povero Noel Rosa, nè?
:D
Io non so se vi sia un complotto dei media per far rivincere Lula. In verità in questi mesi hanno titolato a caratteri cubitali sugli scandali che hanno coinvolto il suo partito e lui personalmente (parlo dei giornali). Ma che vi sia un sostanziale, generale appiattimento su quelle posizioni panlatinoamericane ed antiamericane nell'opinione pubblica brasiliana, purtroppo non ci piove. Cavalcare tale atteggiamento rende elettoralmente, ed è forse l'unica chance a disposizione di un presidente e di un governo che hanno fallito su tutti i fronti tranne che sulla tenuta dell'economia, dove peraltro hanno dovuto smentire le promesse elettorali e ricorrere alle politiche dei precedenti governi, gli odiati ed "antipopolari" governi "neoliberali" di Fernando Henrique Cardoso.
Ieri l'altro comunque il PSDB (maggior partito di opposizione a Lula) ha ufficializzato la candidatura di Geraldo Alckmin, attuale governatore dello stato di San Paolo, per le elezioni presidenziali di ottobre.
La scelta di Alckmin al posto di Josè Serra, che sembrava nettamente favorito all'interno del partito, è strana. Obbedisce a ragioni che mi sfuggono, ma che devono aver a che fare con equilibri di potere interni al PSDB. Comunque anche lui ce la può fare, secondo me, contro Lula. Basta non sbagliare campagna elettorale cone fecero 4 anni fa.
Il Samba di Vila Isabel
Ci sono voluti 18 anni ed il “patrocinio” del presidente Hugo Chávez per vedere la scuola di samba Vila Isabel nuovamente vincitrice del Carnevale di Rio. Il 2006 è un anno elettorale per il Brasile; ad ottobre si svolgeranno le elezioni presidenziali alle quali il presidente Lula è intenzionato a ripresentarsi. Come rendere rieleggibile un presidente il cui governo è stato protagonista degli scandali di corruzione peggiori della storia del Brasile? Ecco gli ingredienti: prendete una classe di giornalisti ed intellettuali asserviti al pensiero unico della sinistra anti-imperialista che vi raccontano come Lula sia in ritornato in vantaggio rispetto agli altri possibili candidati nei sondaggi di gradimento; il maggior partito di opposizione che ha perso tempo prezioso e credibilità per decidere quale candidato presentare ad ottobre; tanta réclame filo governamentale finanziata con fondi pubblici; le teorie di propaganda cubane con petrolio venezuelano per propellente. Aggiungete una (fino ad ora inesistente per il Brasile) retorica panlatinoamericana con tanto di citazioni del libertador Simón Bolívar; qualche bandiera venezuelana sventolata nel Sambódromo e finita nelle prime pagine di tutti i quotidianio nazionali. Agitate bene il tutto, condite con qualche frutto tropicale e parecchia cachaça per coprire il gusto e datela da bere agli elettori. I pochissimi brasiliani che non gradiranno assumere il cocktail per via orale saranno costretti ad assumerlo per altro orifizio, sempre ad ottobre.
Eggià, perchè Lula le elezioni le vincerà nuovamente, almeno così dicono gli attuali sondaggi di opinione in Brasile e questo nonostante gli enormi scandali di corruzione e di finanziamento illecito che hanno colpito il partito del presidente (il PT, partito dei lavoratori) e tutto il governo, scandalo senza precedenti nel Paese per gravità con tanto di teste illustri saltate.
La retorica propagandista non ha però mai smesso di lavorare, nonostante il fallimento delle politiche sociali del governo Lula. L’ultima mossa, riuscitissima, è stata appunto la vittoria al Carnevale carioca 2006 di Vila Isabel, scuola di samba quest’anno patrocinata direttamente da Hugo Chávez – fino a che punto si spinga il patrocinio non è dato a sapere. Il samba enredo, ovvero il tema musicale cantato che accompagna le sfilate, utilizzato da Vila Isabel usa la classica retorica laninoamericana di stampo chavista e ricorda le figure di Bolívar e Che Guevara, cita frasi-manifesto come "Hay que endurecerse sin perder la ternura” pronunciate dal Che, di cui ovviamente non lesina ad esporre le solite ritrite raffigurazioni. Il testo è talmente ovvio e pieno di luoghi comuni che riesce persino a riciclare un tristissimo “para bailar La Bamba".
Il risultato è che sulle prime pagine del Brasile campeggia la bandiera venezuelana mentre Chávez, insieme a Castro ed il neo presidente boliviano Morales intreccia rapporti strategici sempre più stretti col presidente iraniano Ahmadinejad, ed il mercato della droga in tutto il continente è nelle mani delle Farc (la guerriglia marxista colombiana sostenuta da Chávez) che usa la cocaina per scambiare armi provenienti dal Libano. Il tutto nella più completa indifferenza dell’opinione pubblica brasiliana che in questi anni ha metabolizzato nefandezze di ogni tipo e oramai si scandalizza solamente per Guantanamo, le malefatte di Bush il malvagio ed il trattamento ingiusto dei fratelli palestinesi nei territori occupati. Le vie della propaganda comunista sono infinite ed estremamente efficaci.
...e poi passavano nella "caixa 2" di Ribeirao Preto, la città in cui era sindaco l'attuale Ministro dell'economia brasiliano, Palocci, unico baluardo (in positivo) rimasto all'interno del governo Lula. Custoditi e gestiti dai segretari di Palocci. temo uno schock per l'economia brasiliana, nel caso in cui Palocci fosse direttamente tirato in ballo. Corro e vendermi qualche azione della Petrobras... :D
da dove arrivavano i fondi neri per la campagna elettorale du Lula? Veja, il settimanale piu' venduto in Brasile, averebbe le prove che il finanziatore fosse Castro
Questa notizia interessa la politica interna brasiliana, ma anche quella estera italiana. Intanto, eccola:
Da "Oriundi.Net"
Brasil Esposa do presidente Lula recebe cidadania italiana
Sábado - 15/10/2005
Surpresa e estupefação. Esse foi o sentimento que atingiu milhares de ítalo-brasileiros ao serem informados de que a primeira-dama do Brasil, senhora Marisa Letícia da Silva, recebeu a cidadania italiana. O mais intrigante: a notícia surge, coincidentemente, no momento em que o casal vai visitar a Itália, onde o presidente Luiz Inácio Lula da Silva participará das comemorações, no domingo(16), alusivas aos 60 anos da FAO, sediada em Roma.
A colunista Bárbara Gancia, da Folha de São Paulo, manifesta na edição desta quarta-feira a sua perplexidade. Não consegue entender as razões de a mulher do presidente precisar ter um passaporte estrangeiro.Ora, nada demais. Se ela é descendente de italianos, está no seu direito. Se ela cumpriu os trâmites normais, reuniu toda a papelada, correu para lá e para cá, foi e voltou,esperou, esperou, sem problemas.
A questão, a indignação, na verdade, está relacionada a outro aspecto, esse sim gravíssimo, se realmente ocorreu: será que a senhora Marisa furou a fila, conseguiu flanar sobre a burocracia e obteve a cidadania por fruto de uma gentileza diplomática? Será que ela esperou quatro ou mais anos para ter o seu sonho concretizado, ou bastou um telefonema? Que no Brasil ninguém é igual perante a lei, tudo bem. Mas que a Itália, o seu corpo diplomático, desrespeite milhares de ítalo-brasileiros e descendentes de italianos de outras nacionalidades, por essa ninguém esperava. A confirmar-se, é muito triste.
23/08/2005 - 20:35
Brasile: campagna di Lula nel 2002 finanziata da fondi neri
BRASILIA - La campagna elettorale del presidente brasiliano Lula fu finanziata con fondi neri. Lo ha detto oggi a una commissione d'inchiesta parlamentare Valdemar Costa Neto, presidente del PL, un piccolo partito alleato del Partido dos Trabalhadores (PT) di Lula.
"Tutti i fondi neri che avevamo in cassa li abbiamo usati per il secondo turno delle elezioni, per far eleggere Lula", ha detto oggi il deputato Costa Neto. I fondi in questione, 6,5 milioni di reais (circa 3 milioni di franchi), sarebbero arrivati da donazioni, ripassate dal PT al PL, dell'impresa Guaranhuns, che appartiene ad una trading uruguayana offshore, legata a sua volta ad un cartello di narcotraffico messicano.
Costa Neto ha affermato di non aver indagato sulla provenienza del denaro. "Me lo passò il tesoriere del PT, Delubio Soares, e ho sempre pensato che i soldi del PT avessero origine regolare, perchè è sempre stata gente seria", ha detto.
Da parte sua l'attuale presidente del PT, Tarso Genro, chiamato a guidare la campagna di moralizzazione del partito, scosso dalla serie di denunce e scandali delle ultime settimane, ha affermato che "se fosse un'impresa, il PT sarebbe già fallito o, come minimo, in cassa integrazione".
Genro, assieme al nuovo vertice del partito, ha deciso una serie di misure "dure", come la riduzione degli stipendi di gran parte dei dirigenti, tagli in tutte le spese e la chiusura della sede di Brasilia.
Altra conseguenza della nuova gestione saranno, secondo Genro, campagne elettorali "modeste": "Soffriremo nelle prossime elezioni - ha detto l'ex ministro dell'Educazione del governo Lula - Non si tratta solo di rimetterci in sesto, ma anche di dare l'esempio, dopo che siamo stati un esempio negativo". Genro ha annunciato che d'ora in poi il PT accetterà donazioni solo "da chi partecipa ad un programma di carattere sociale".
ATS
http://www.tio.ch/common_includes/pagine_comuni/articolo_interna.asp?ida...
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Lula: non mi dimetterò e non mi suiciderò
Il presidente Luiz Inacio Lula da Silva ha assicurato che non si dimetterà, né si suiciderà, come hanno fatto alcun suoi predecessori che hanno lasciato anzitempo il potere. «Non mi comporterò come Getulio Vargas, Janio Quadros o Joao Gulart», ha sostenuto il capo dello Stato, «ma avrò pazienza, pazienza, pazienza come Juscelino Kubitscheck», con un riferimento all'ex presidente brasiliano che non ha mai ceduto alle pressioni di chi voleva scalzarlo.
«Come lui, resterò al comando fino in fondo» ha insistito Lula in quella che è stata subito definita la più ecclatante delle sue dichiarazioni da quando, poco più di tre mesi fa, è stato costretto ad affrontare la più grave crisi del suo mandato, per un'incessante serie di accuse di corruzione contro i massimi esponenti del suo Partito dei lavoratori (Pt).
«La verità verrà fuori ed il popolo saprà cosa sta accadendo», ha assicurato inoltre il presidente, intervenendo nel corso di una riunione di un organismo economico statale. Lula ha anche accusato l'opposizione di adoperarsi "per avvelenare" la crisi in corso.
http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=43140
BRASILE: RUBANO UN'AUTO, VENGONO RAPINATI AL SEMAFORO
BRASILE: RUBANO UN'AUTO, VENGONO RAPINATI AL SEMAFORO (ANSA) - RIO DE JANEIRO, 26 AGO - Neanche i ladri sfuggono all'ondata di violenza e rapine che colpisce Rio de Janeiro. Ieri due ladri di auto a bordo di una vettura rubata sono stati fermati, armi in pugno, da un altro malvivente che ha intimato loro di scendere e di consegnare portafoglio e chiavi della macchina. La tragicomica vicenda e' cominciata quando due pregiudicati di 29 e 21 anni, a bordo di una Fiat Palio rubata poco prima, sono stati abbordati da uno sconosciuto con in mano una pistola ad un semaforo del quartiere di Santa Teresa. Per non cedere il maltolto, i due hanno accelerato, ma sono andati a sbattere contro un'altra Palio, guidata questa da un agente di polizia in servizio. Quando hanno visto l'uniforme, i due ladruncoli hanno abbandonato la macchina rubata e se la sono data a gambe, ma sono stati subito fermati da una volante e arrestati. Visto che, come ha ricordato di recente Diego Maradona, ''chi ruba al ladro ha cent'anni di perdono'', il malvivente che ha cercato di derubare i due se l'e' potuta invece svignare tranquillamente, senza essere fermato da nessuno. (ANSA). XCN 26-AGO-05 17:24 NNNN
ecco il prossimo presidente del Brasile:
il governatore di Sao Paolo, Geraldo Alckmin (PSDB - socialdemocratico), ha espresso la sua intenzione di candidarsi alle prossime presidenziali.
link Folha 18 agosto
http://www1.folha.uol.com.br/folha/brasil/ult96u71568.shtml
Alckmin admite pela primeira vez ter intenção de se candidatar à Presidência
da notare l'intervista concessa alla trasmissione Fantastico di Collor, ora praticamente rivalutato... come presidente e come uomo. ha infatti ammesso di aver pensato al suicidio nei giorni successivi all'impeachment con tanto di audiomessaggio registrato. poi pero' c'ha ripensato... insomma, un Allende mancato!!
la notizia di ieri, che sembra essere stata la causa del ritardo con cui e' avvenuto il pronunciamento alla Nazione di ieri di Lula, e' la rivelazione al settimanale Epoca di Valdemar Costa Neto, presidente Partito Liberale (PL), alleato al governo di Lula, a cui appartiene il vicepresidente Jose Alencar, secondo cui il PT avrebbe comperato l'appoggio del PL per la campagna presidenziale del 2002 a suon di $$.
ecco l'articolo di Epoca, dal tutolo "LULA SAPEVA"
http://revistaepoca.globo.com/Epoca/0,6993,EPT1013297-1653,00.html
da notare come i brasiliani, pur in piena crisi, sappiano anche ridere di quanto accade. credo che questa sia una forza. date un'occhiata ai siti Kibe Loco, Eu Hein e Charges (link sotto), popolarissimi.
ecco una di Millor dall'ultimo Veja:
Corrigenda
Se Lula realmente não sabe nada, precisamos reescrever pelo menos uma história das Mil e Uma Noites. Que passa a se chamar
Ali Babaca e os Quatrocentos Ladrões.
http://kibeloco.blogspot.com/
http://charges.uol.com.br/
http://www.euhein.com.br/index.php/