Brasile: a rischio la ricerca sugli embrioni congelati. Ma..

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a.marzano

Un ricorso alla Corte Costituzionale brasiliana da parte del Procuratore Generale della Repubblica rischia di concludersi con un giudizio di incostituzionalità delle norme che consentono, dall'anno passato, la ricerca sugli embrioni congelati nelle cliniche di fecondazione assistita.
Proprio pochi giorni dopo un'intervista della TV brasiliana alla scienziata Mayana Zatz - la principale protagonista dell'approvazione in Brasile delle norme in questione - nella quale la prof. Zatz annunciava che finalmente, a 18 mesi dall'approvazione della legge, erano arrivati i primi finanziamenti a progetti di ricerca sugli embrioni, quelle norme rischiano di decadere e di far tornare illegale ogni forma di ricerca sugli embrioni.
L'iniziativa di invocare il giudizio dell'alta Corte era stata inizialmente assunta dal giudice Claudio Fontelles e poi da questo trasmessa al suo successore Antônio Fernando de Souza, entrambi molto vicini alle posizioni della CNBB, la Confederazione del vescovi brasiliani.
Nel testo del ricorso inviato alla Corte si richiamano i pareri di alcuni scienziati interpellati dal Procuratore circa la questione essenziale che sta alla base della richiesta di incostituzionalità, e cioè se la distruzione di embrioni umani violi o no il diritto costituzionale alla vita.
L'aspetto sorprendente è che fra gli scienziati interpellati dai giudici non ve ne sia nemmeno uno che non sia in qualche modo riconducibile alla Chiesa cattolica. La professoressa Elizabeth Kipman Cerqueira rappresenta infatti la CNBB; la professoressa Alice Teixeira Ferreira è membro del Nucleo di Fede e Cultura della Pontificia Università Cattolica di Sao Paulo; il professor Dalton Luiz de Paula Ramos è anch'egli legato alla Pontificia Accademia Pro-vita creata in Brasile dal Vaticano. E fra gli esperti stranieri, il francese Jerôme Lejeune è membro dell'Opus Dei, braccio conservatore della Chiesa. Non un solo parere di uno scienziato riconosciuto come "laico" viene citato nel ricorso scritto da Fontelles.
I presupposti sembrerebbero, perciò estremamente preoccupanti: se fossimo in Italia dovremmo stare col fiato sospeso. Ma in una realtà come quella brasiliana, coi giornali ed i media non conformisti, con opinion makers non asserviti ai poteri forti tanto quanto da noi, con una società in movimento e pronta ad accogliere senza tabù le innovazioni da qualunque parte esse provengano, e proiettata verso la modernità senza paura del futuro, l'iniziativa della Procura Generale brasiliana probabilmente verrà rigettata, e si rivelerà solo l'ultimo disperato colpo di coda di una cultura e di un potere sconfitto dalla storia.

r.scaru (non verificato)
a.marzano (non verificato)

stò thread ha bisogno di un'iniezione di cellule staminali per tirarsi su, mi pare. Questa volta: adulte!
:D