cari amici,....

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Iscritto dal: 14/05/2007
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 Cari amici,vorrei dirvi qualcosa, anche se non so bene cosa. L estate è ormai avanzata e già intravedo il fatale disvelamento delle illusioni che questa stagione sempre porta con sè, credo nella vita di tutti. Ieri sera ho ceduto alle lusinghe di
 una serata mondana: che palle !, meglio spaccare pietre sotto il sole di mezzogiorno. Bisogna pur sempre scopare, dice un mio amico.
E' vero, ammetto che ogni tanto sia "doveroso" farlo, però è meglio, secondo me, concentrarsi sulle donne brutte, ovvero sulle occasioni facili, perchè se, in ogni caso, animal triste post coitum, almeno si fa meno fatica. E poi la faccenda ha ancheun risvolto etico : perchè una brutta dovrebbe essere scartata da tutti ? Che colpa ne ha se è brutta ? Oh bellezza, quanti delitti
  si son consumati in nome tuo !
D' altronde ieri leggevo con grande diletto che Sant' Agostino nel suo De Civitate Dei , libro xiV, sostiene che nel paradiso terrestre
 l' organo sessuale maschile era un muscolo volontario e che solo dopo la cacciata divenne
 involontario. E proprio questa perduta controllabilità sarebbe, secondo il santo, uno degli aspetti piu' dolorosi della punizione divina.
Secondo me c'è molta saggezza nella posizione di Agostino perchè, tra noi uomini ce lo possiamo dire, alla fine questa del sesso è una gran seccatura.
Sfido che poi le donne stanno conquistando il mondo, relegandoci sempre piu' in posizioni marginali : loro non devono impiegare
almeno il 40 % delle loro energie, a paertire dai 15 anni, per fronteggiare le conseguenze di questo cambiamento di funzionalità conseguente alla cacciata da paradiso.

 Vi confesso, amici carissimi, che sto meditando di diventare cattolico. Io sono battezzato e ho preso anche la cresima ma, fino ad oggi,
ho sempre dichiarato di non essere cattolico e quindi, secondo il mio modo di vedere, non lo sono stato. Forse è venuto il momento di
"confessare" di esserlo.
 Lo so che il cristianesimo è una religione particolarmente irrazionale, per non dire assurda.
Ma forse è proprio per questo che la prediligo, perchè è la stessa vita ovvero la nostra condizione umana ad
essere di per sè assurda. Insomma, senza scomodare Sartre, noi ( gli uomini ) siamo quelli che lavorano un anno intero ( non io, parlo in generale...:-) per mettere da
parte qualche euro per le vacanze e poi passiamo queste vacanze, tanto sognate, in autostrada, se va bene, oppure annoiandoci terribilmente e morendo
di caldo su una spiaggia affollatissima. Siamo quelli che fanno qualsiasi cosa per avere cd raro e poi scopriamo che
niente ci da tanta felicità quanto una canzone che passa per caso la radio in un momento in cui a tutto pensavi fuorchè alla musica. Ognuno di noi è in grado di
fornire centinaia di esempi simili a questi, che dimostrano che non siamo fatti per la felicità.
La felicità ? Non conosco felicità maggiore di

quella che provo quando,
  dopo qualche ora di lavoro, mi precipito ansante e disidratato sul frigo, prendo l' anguria e me ne tagìio 3-4 fettine. Ah, allora sì, con la bocca traboccante di succo d'anguria gelato ( che scola per la verità  anche un po' sul petto ) sì che son felice.
Ed è così per tutti, in modi certamente diversissimi, ma suppongo sia così. Ed è proprio quando tutto sembra
andare bene e per il meglio ecco che proprio allora appare il nemico numero uno : la noia :

Tu le connais, lecteur, ce monstre délicat,
— Hypocrite lecteur, — mon semblable, — mon frère!

Dunque, bisogna metterci il cuore in pace : saremmo sempre degli infelici, la felicità non è
di questo mondo. Bisogna accettare la nostra incoercibile contraddittorietà, la nostra intrinseca assurdità. E quale miglior segno di assurdità
e di contraddittorietà di un dio uomo crocifisso ? Quell' uomo secondo me è venuto a dirci :
basta, riposa adesso, non è colpa tua, il gioco era truccato fin dall' inizio, non poteva andare meglio. Accetta la tua miseria e non smettete di cercare,
qualcuno risponderà.
Anzi qualcuno ( forse ) ha già risposto.