Che razza di paranoie.

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Un prestigioso istituto che riceve finanziamenti anche dalla stato ha bisogno di un impiegato part time, come assume si caccia in un guaio, orrore al precariato e per salvare capra e cavoli si rivolge a una agenzia interinale. Gli manda un giovanotto, laureando, tale Fabrizio Indaco, un rapido controllo, non ha parenti noti fra i suoi finanziatori, il cognome non è fra parlamentari e ministri. Uf meno male e felice da il via libera.

La mamma è contenta, il figliolo ventiseienne che dopo la separazione dal padre fa ormai vita propria ha trovato un lavoretto, per non chiedere favori alla famiglia si è iscritto, come tanti, alle agenzie interinali e adesso, dopo tanta attesa, qualcosa è uscito. Nessun lavoro statale, ha trovato posto in un istituto sconosciuto, uno dei mille che ci sono a Roma.

Un signore di mezza età pensa ai casi suoi, e ne ha tanti. La sua tardiva morosa, mamma preoccupata di figlio grande, gli dice en passant che il figlio avuto dal precedente matrimonio ha trovato un lavoretto occasionale. Il pensiero corre al chi se ne frega, avrà incrociato il giovanotto tre volte e ha fatto capire al giovanotto che non ha intenzione di trovargli lui lavoro. Non è cattiveria ma ha un padre e una madre, che ci pensino loro, lui ha già una ex-famiglia a cui pensare.

Tutto tranquillo e pacifico, pensavano loro.

Invece no, il figliolo è capitato in uno delle dozzine di enti che figura fra i riceventi contributi dal ministero dello spettacolo, sono così tanti che la maggior parte sono del tutto sconosciuti al ministro, e se anche li conoscesse non ha alcun potere su di essi. Pensa che non ha il potere di licenziare neppure il più infimo impiegato, come del resto di assumerlo, nel suo gabinetto ministeriale. Ha scoperto da subito che il ministro sul personale non ha alcun potere, neppure il più blando, e non è il suo problema principale. O meglio non lo sarebbe, se non fosse che gliela menano ogni volta che un cazzo di uscere fa una cazzata. Invece gli stanno facendo un culo della miseria, secondo un noto giornalista lui dovrebbe impedire al figlio adulto di quella che scopa di accettare un lavoro interinale a tempo determinato in qualunque cosa riceva soldi dal suo ministero. Te pensa, cosa dovrebbe fare, pagarlo lui ? E il poveretto cosa dovrebbe fare ? Regolare il suo futuro lavorativo sulle fortune politiche del moroso di mamma ? Il severo giornalista sostiene che il giovanotto dovrebbe pensare alla costruzione navale per essere puro, salvo sperare che mamma non scopi con il ministro della marina mercantile, e che tenga lo stesso e finisca lì per qualche rimpasto. Del sen di poi, che razza di pretese insensate, come se uno sapesse dieci anni prima cosa andrà a fare un politico che sua madre deciderà di fottersi. D'accordo censurare il nepotismo ma estenderlo ai figli delle amiche è eccessivo, se lo usassero per Berlusconi si spiegherebbe la disoccupazione giovanile. In tutto questo del valore e capacità del giovanotto non interessa nessuno, che cazzo, non conta cosa sa fare e se è capace. In effetti pare che non freghi a nessuno, salvo poi stupirsi se selezionati secondo familismo o non familismo non sappiano fare nulla, del resto che conta, non sono mica lì per lavorare, o no.