questo dovrebbe essere il motto esposto in ogno angolo, bar, poste, stazioni ferroviarie e carrozze, bus, enti pubblici ...
perchè questo è il vero concetto di base, per cui se uno utilizza droga, sovvenziona la mafia e suo potere temporale su di noi.
senza se e senza ma
.
Sterzi,
non ho detto che le donne radicali sono decerebrate, solo mediocri, cerca di capirne la differenza ...
.
T'immagini
la faccia che farebbero
se da domani davvero
davvero tutti quanti "smettessimo"!!
T'immagini
quante famiglie sul lastrico
altro che crisi del dollaro
questa sì che sarebbe la Crisi del
Secolo!!!
Vasco Rossi
Se questo avvenisse in una logica di LIBERO MERCATO sicuramente sì ...
Saresti un eroe civile.
8) CIMANERA 8)
Mafia in senso lato dep, non clan per clan. Comunque non credo che sia vero quanto dici, i pilastri sono il core business, certezze, almeno se qualcuno non si sveglia sul serio. Lo smaltimento abusivo è in difficoltà e poi finirà, l'edilizia in paese povero ? Contorno, i pilastri sono eterni anche se qualche new business ogni tanto perchè no ?
infatti ho scritto " Legalizzando droghe e prostituzione, si dà, sì, un colpo formidabile alla mafia, ma anche si cambia la politica internazionale."
Colpo formidabile non è mortale, secondo me il narcotraffico è più di un terzo, si parla sempre e comunque di stime, anche fosse un terzo è sempre meglio che quei soldi girino in bianco invece che in nero.
Sei rimasto un pò indietro Garoglio. Il business più redditizio per la mafie oggi è lo smaltimento di scorie e rifiuti. Poi vengono edilizia e narcotraffico. Tangenti e prostituzione servono solo a "fare cassa". Gli spiccioli insomma :lol: :lol: :lol: :lol:
Quasi sterzi, quasi. La Mafia ha tre pilastri, droga, prostituzione, tangenti. La prima è sostenuta dai clienti con la collaborazione di stati sciocchi, la terza funziona da se con la collaborazione di uno stato inefficace.
Il concetto di proibire la guida ai drogati è corretto, da libertà di scelta si passa a bombe semoventi, estenderla agli alcolisti elementare giustizia non trovi. La liberalizzazione della vendita elimina la necessità di un'organizzazione parastatale ma la soluzione del problema è nelle Nazioni Unite non nei singoli stati.
La prostituzione deve essere resa una professione, per eliminare il racket basta. Per eliminare la prostituzione la collaborazione femminile è necessaria ma onestamente improbabile, significa fare sesso come momento di dovere sociale e tranne poche piccole comunità non praticata. In melanesia ogni persona era tenuta a soddisfare il bisogno degli altri e la cosa funzionava alla grande. Come i signori riuscissero a soddisfare le nonne mi resta misterioso, bah,
tutto sommato lo scambio monetario sembra più efficiente.
STERZI: NEONATO COMITATO SCIENTIFICO ANTIDROGA, SI PUO’ FARE DI PIU’
E’ di ieri l’annuncio della nascita di un Comitato Scientifico antidroga, dato a palazzo Chigi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla droga, Carlo Giovanardi, e Giovanni Serpelloni, Capo Dipartimento Politiche Antidroga, E, accanto al Comitato, e' stata istituita anche la Consulta degli esperti e degli operatori, composta da 70 membri, ''una sorta di 'parlamentino' - ha spiegato Giovanardi - dove discutere le politiche antidroga''.
Il Presidente del neonato Comitato, Prof. Antonello Bonci, ha sobriamente dichiarato: ''I professionisti che fanno parte del comitato sono le persone migliori del mondo nei propri campi d'appartenenza . . .” ; con queste premesse, e al grido “Se ti droghi vai a piedi!” sono state illustrate le iniziative che si intendono avviare per contrastare le tragiche conseguenze dell’uso ( più esatto sarebbe dire “dell’abuso” ) di sostanze psicoattive.
Test antidroga ai lavoratori, test antidroga agli automobilisti, test antidroga per prendere la patente; per questi ultimi entro dicembre partirà la sperimentazione più volte annunciata a Perugia, Foggia, Verona e Cagliari.
Test antidroga e campagne pubblicitarie pseudoscientifiche sono le scarse e controverse misure che Giovanardi vanta, mentre la tragica realtà italiana consiste di carceri stracolme e di un mercato delle droghe illegali in espansione continua.
Ne parleremo anche domani, 17 ottobre, a Perugia, nel corso del dibattito che si terrà alle 16 nell’aula 2 della Facoltà di Scienze Politiche, Via Pascoli, dal titolo : “Proibizionismo e carceri: scarsi risultati a caro prezzo. Quali politiche alternative? “
Claudia Sterzi, segretaria Associazione Radicale Antiproibizionisti, antiproibizionistiradicali@gmail.com tel. 3381007330
Incontro sul tema
Proibizionismo: scarsi risultati a caro prezzo.
La situazione in Umbria. Quali politiche alternative?
Introduce
Prof. Giancarla Cicoletti, Sociologia del lavoro e delle organizzazioni, Facoltà di Scienze Politiche
Interventi programmati di:
Simonetta Bruschini, referente per le dipendenze del Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza dell'Umbria
Mario Fringuello, maresciallo superiore dei Carabinieri – Polizia Giudiziaria di Perugia
Michele Rana, del SIAP ( Sindacato Italiano Appartenenti Polizia ), dirigente di Radicali Italiani
Claudia Sterzi, segretaria dell'Associazione Radicale Antiproibizionisti
Modera
Andrea Maori, direzione dell'Associazione Radicale Antiproibizionisti
Sono previsti interventi non programmati di altri docenti e dibattito con gli studenti
Gli studenti del corso di laurea in Scienze sociali e del Servizio sociale potranno acquisire un credito CFU
INTERVENTO ALL'UNIVERSITA' DI PERUGIA
di Claudia Sterzi
Vorrei per prima cosa rispondere ad una affermazione del maresciallo Fringuello che ha parlato ora ed ha affermato che “ l’uso di droghe è devastante”, perché è importante che l’informazione sia completa; l’uso di droghe non è devastante, casomai l’abuso e la dipendenza dalle droghe è devastante, non bisogna dimenticare che la parola droghe, in inglese drugs , in inglese ha conservato il significato sia di droga che di farmaco, in italiano si è creata una differenza tra droghe, farmaci, doping, mentre parliamo di fenomeni del tutto simili; secondo l’ Organizzazione Mondiale della Sanità le droghe sono farmaci e i farmaci sono droghe, tutto dipende dalle modalità di assunzione; l’assoluta mancanza di controllo e di analisi delle sostanze assunte, quindi la loro pericolosità, deriva in gran parte dalla loro illegalità e clandestinità.
Cominciamo da alcuni dati: la Polizia di Stato fornisce, attraverso il suo sito, le cifre della sua attività nel primo semestre 2008; in questo periodo sono state segnalate dai servizi antidroga all’ autorità giudiziaria, in Umbria, 412 persone, il 2,29 % del dato nazionale; nello stesso periodo infatti in Italia sono state segnalate circa 18.000 persone ( più di un quarto per eroina, che insieme a cocaina e hashish costituiscono la maggior parte delle sostanze sequestrate ), che vanno ad aggiungersi ai nove milioni di processi penali pendenti in Italia , con termine medio di attesa di sei anni superiore a tutti i parametri non solo europei, che vanno ad aggiungersi ai detenuti ospitati in carceri che non li possono contenere, di nuovo, in condizioni contrarie ad ogni diritto umano alla decenza. Lo dico perché l’ho visto con i miei occhi nel corso delle visite che come radicali abbiamo sempre fatto nelle carceri italiane, sono condizioni igieniche e di vita che non possono rieducare nessuno e in più della metà dei casi si applicano a detenuti in attesa di giudizio, quindi potenzialmente innocenti.
Il 27,6 % dei detenuti sono tossicodipendenti, il 2,5% sono alcooldipendenti, il 4,5% sono in trattamento metadonico, per un totale di 16.789 (34,6% del totale) persone malate rinchiuse in istituti di pena, e veramente di pena si tratta, in questo caso, come se essere tossicodipendenti non fosse già una pena di per sé.
Se si rilegge l’articolo 27 della Costituzione: "…Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato…" si può già concludere che tenere un tossicodipendente in carcere, nelle carceri italiane, è già di per sé contrario a qualunque senso di umanità; il tossicodipendente, colui che è dipendente e abusa di sostanze stupefacenti, è un malato e con umanità deve essere curato.
Magari riammodernando il termine di tossicodipendente, distinguendo tra uso e abuso, sforzandosi di uscire da un’ ottica proibitiva e punitiva, oltre la quale c’è solo la pena di morte, quell’ottica che portò nei secoli la società a dotarsi di prigioni sorvegliate e segregate; bisogna insistere sul rispetto della legge costituzionale, continuare in un processo culturale di innovazione e modernizzazione. La giustizia italiana è una giustizia perennemente in ritardo, in tutto, nei processi, nell’organizzazione, nelle notifiche, nell’aggiornamento anche tecnologico.
Parlando poi dell’aspetto economico, nel sito dell’ Osservatorio sulle droghe per l’anno 2006, troviamo una stima in termini economici, che calcola il costo della permanenza in carcere dei tossicodipendenti, escludendo il costo di terapie specifiche o da patologie correlate. La strategia proibizionista sul fenomeno dell’uso e abuso di sostanze psicotrope costa allo Stato, quindi a noi cittadini, circa un miliardo di euro l’anno.
Secondo la relazione annuale 2006 sulle droghe del Governo, riportato sempre dall’Osservatorio sulle droghe, 1,8 miliardi di Euro sarebbero le spese per l’apparato giudiziario e di polizia impegnato nell’azione di contrasto. E siamo a 2,8 miliardi di euro.
2,8 miliardi di euro spesi per combattere in termini proibizionisti e punitivi un fenomeno sociale; gioverà ricordare che il termine proibizionismo fu coniato in relazione a un particolare periodo della storia statunitense in cui era legalmente proibito produrre, importare, esportare e vendere bevande alcoliche. La strategia proibizionista durò dal 1919 al 1933 e fu totalmente fallimentare, oltre ad alimentare la malavita organizzata ( 500.000 nuovi criminali ) che visse in quei 14 anni un periodo di espansione e splendore.
Spesso gli effetti secondari, che in sociologia vengono definiti effetti perversi, delle decisioni legislative vengono trascurati; nel caso del proibizionismo come mezzo di controllo per i fenomeni sociali, questa trascuratezza è evidente. Gli effetti perversi, in termini di costi sia sociali che economici, superano di gran lunga i benefici.
Questa la realtà nostra. Sul sito dell’osservatorio europeo sulle droghe e sulla tossicodipendenza sono riportate le stime del consumo in Europa; si parla di stime in quanto trattandosi di un fenomeno clandestino e illegale non si può contare con certezza; per esempio i consumatori europei di cocaina sono stimati in 12 milioni, quindi un numero enorme che non si può continuare ad affrontare con le stesse strategie che ne hanno consentito l’aumento, si dovrà cominciare a sperimentare strategie alternative.
Dopo questi dati, cerchiamo di tracciare uno spazio storico dove situare i fenomeni sociali che stiamo prendendo in considerazione.
La prima notizia scritta sul papavero da oppio compare su tavole sumeriche del III° millennio a.C. A Ippocrate, medico greco del V° secolo a.C. considerato uno dei padri della medicina occidentale, si deve la parola latina “opium”, traslato dal greco οπός μεκονος, succo di papavero. L’ uso di questa pianta è apparso fin dall’inizio terapeutico, per le sue grandi proprietà analgesiche, né ci dobbiamo dimenticare che tutti i farmaci antidolorifici traggono le loro origini dallo studio di piante come il papavero, la coca, la canapa; poter controllare il dolore è sempre apparso legittimamente agli uomini come uno scopo per il quale valeva la pena ricercare e studiare. Non possiamo neanche immaginare cosa fosse la medicina prima che le proprietà dell’oppio venissero studiate e applicate, le sofferenze, i dolori che non potevano essere leniti, le operazioni senza anestesia; prima di dire che l’uso delle droghe è devastante si deve considerare quanto giovamento queste piante hanno portato all’umanità e quanto se usate nelle maniere giuste possano non essere devastanti, ma al contrario, benefiche.
Nel corso della storia umana le droghe hanno subito alterne fortune: proibite o ammesse, esaltate o demonizzate, sfruttate e raffinate da un’industria sempre più mirata. Così nel 1640 in Cina l’ultimo imperatore della dinastia Ming decretò la pena di morte per chi trafficasse o consumasse tabacco; la proibizione fece sì che si cominciasse a fumare oppio, fino ad allora consumato prevalentemente per via orale. Mentre i successivi imperatori manciù proibivano dapprima il commercio dell’oppio con gli europei e nel 1793 anche la coltivazione, lo stesso oppio, come principale ingrediente del laudano, entrava a far parte dell’armadietto dei medicinali di famiglia in tutta Europa dove rimarrà per due secoli, senza che la disponibilità generasse legioni di tossicodipendenti. Certo anche allora c’era qualche fenomeno di abuso, la dipendenza è una tendenza umana che si può manifestare in mille modi, ma la disponibilità non genera un aumento dei fenomeni di abuso, cosa che accade invece invariabilmente quando un l’uso di una sostanza viene vietato e punito.
Già allora i flussi di mercato e di denaro legati al consumo di droghe producevano guerre e conflitti sociali; nel 1729, quando viene decretato lo strangolamento per i contrabbandieri di oppio e i proprietari delle fumerie, il traffico clandestino di oppio dalla Cina all’Europa consiste in circa una tonnellata e mezzo. Una escalation di proibizionismo porterà nel secolo seguente questa cifra fino a 5000 tonnellate.
A fronte delle indubbie capacità medicinali di alcune piante, le loro potenzialità di provocare assuefazione, intossicazione e dipendenza le hanno rese e le rendono strumenti e giustificazione di guerre commerciali, spietati business, vere e proprie guerre civili.
Norbert Elias nel suo saggio di sociologia della conoscenza, "Coinvolgimento e distacco", ci spiega come l’eccessiva emotività impedisca di vedere le cose con il distacco necessario per una valutazione e azione incisiva; il livello di autocontrollo, dice, va di pari passo con il livello di controllo del processo. I due livelli sono interdipendenti e complementari. Una reazione emotiva intensa diminuisce la possibilità di giudicare realisticamente il processo critico e quindi di reagire in modo realistico e efficace.
Di fronte ad un fenomeno che coinvolge emotivamente tante persone ( pensiamo ai consumatori, agli indagati, alle famiglie degli indagati, agli avvocati, alle mafie produttrici, agli spacciatori e alle loro famiglie) è molto facile cadere in atteggiamenti integralisti e polarizzati: da una parte il drogato come il male assoluto, come spazzatura marcia della società, dall’altra la facile mitizzazione dei comportamenti illeciti e della insubordinazione all’ordine costituito.
L’ottica antiproibizionista esce da questi opposti e propone una strategia di legalità e di intelligenza del fenomeno che scoraggi l’abuso attraverso l’informazione senza demonizzare e senza mitizzare alcuno e alcunchè.
Non si tratta di difendere un fantomatico diritto a drogarsi; drogarsi non è un diritto, è una facoltà umana; si tratta di garantire che il soddisfacimento di questa facoltà non rechi conseguenze drammatiche.
Il Professor Fredrick Polak, psichiatra e psicoanalista olandese, membro della Fondazione per le politiche olandesi sulle droghe e consulente del dipartimento droghe città di Amsterdam, ha avvicinato di recente Antonio Costa, direttore esecutivo dell’ufficio ONU su droghe e crimine, per porgli questa semplice domanda: “In Olanda la cannabis è disponibile per tutti coloro che vogliano farne uso, sempre se maggiorenni. Non ci sono restrizioni sull’uso di cannabis e sul possesso di piccole quantità, ma il livello di consumo di cannabis dei giovani olandesi è più basso che negli altri paesi vicini. Come si spiega questo dato in netto contrasto con le teorie proibizioniste?” Attendiamo ancora, insieme a lui, una risposta dal dottor Costa.
L’Olanda è all’avanguardia anche nell’uso dei derivati della canapa come medicinale; è il Ministero della sanità olandese che si fa carico della coltivazione, produzione e distribuzione del Bedrocan, farmaco indicato per contrastare i sintomi di svariate malattie gravi come la sclerosi multipla o gli effetti collaterali delle chemioterapie.
Del resto recenti studi hanno messo a fuoco le doti antitumorali e neuroprotettive, ipotizzando non solo la funzione terapeutica nelle malattie degenerative del sistema nervoso, ma anche una funzione preventiva e di profilassi.
Se non bastassero, in tema di efficacia delle strategie proibizioniste, gli esempi del proibizionismo americano sull’alcool, quello del consumo di cannabis in Olanda e quello del contrabbando di oppio in Cina, vorrei portare altri due esempi:
in America, nel 1956, quando venne emanato il Narcotics Control Act, che inaspriva in senso proibizionista le leggi vigenti, il numero di americani in carcere per motivi legati al consumo di eroina è di circa 1000; nel ’60, dopo 4 anni, questo numero è decuplicato.
Un altro esempio lo troviamo trattando di tutto un altro argomento, del quale mi sono occupata per la mia tesi in sociologia dei processi culturali, sulle mutilazioni genitali femminili e su come la nostra società occidentale ha reagito all’arrivo delle donne immigrate coinvolte in questa pratica. In Sudan, nel 1946, vennero proibite severamente per legge le mgf, che venivano tradizionalmente effettuate su gran parte delle bambine sudanesi; il risultato ottenuto fu l’abbassamento repentino dell’età media della mutilazione, perché tutti i genitori si affrettarono ad operare le bambine prima che le legge entrasse in effettivo vigore.
Sulla osservazione della dottoressa Cicoletti, sull’ aspetto economico, certo parliamo di cifre enormi; infatti è molto più semplice trattare con i proibizionisti in buona fede, con i quali è comunque possibile trovare punti di incontro e mediazione; i problemi sorgono con i proibizionisti in mala fede, cioè coloro che dal proibizionismo traggono grandi guadagni. Intorno al traffico di sostanze stupefacenti, collegato al traffico di armi e di persone, girano interessi in stretta connessione con la politica internazionale; basta pensare al traffico di oppio talebano che finanzia il terrorismo. Legalizzando, secondo me, droghe e prostituzione, si dà, sì, un colpo formidabile alla mafia, ma anche si cambia la politica internazionale.
Grazie a tutti
Lo hanno scoperto ricercatori del prestigioso Massachusetts General Hospital di Boston
La cocaina «divora» il cervello
In chi ne fa uso ridotto lo spessore della corteccia frontale, fondamentale per le funzioni più elevate
La corteccia prefrontale è la parte anteriore del cervello (a sinistra, in grigio, nel disegno)
ROMA- Chui assume cocaina ha la corteccia cerebrale di volume ridotto, in particolare nelle aree frontali, importanti per pianificare, prendere decisioni, prestare attenzione e riflettere.
Lo hanno scoperto ricercatori del Massachusetts General Hospital di Boston diretti da Hans Breiter, il cui studio è pubblicato dalla rivista Neuron. È possibile - ammette tuttavia la ricerca - che ciò non sia solo un effetto della droga ma anche un fattore innato (cioè una causa della tossicodipendenza più che un effetto) che predisporrebbe l'individuo a drogarsi.
LO STUDIO - Gli esperti hanno misurato con la risonanza magnetica il volume della corteccia cerebrale di 20 cocainomani e 20 individui che non avevano mai fatto uso della droga: nei primi hanno trovato un volume sempre ridotto per la corteccia frontale, fatto non riconducibile a semplici differenze individuali perchè il volume della corteccia è piuttosto simile tra individui della stessa età e sesso. Inolte, sottoposti a vari test cognitivi per mettere alla prova la loro capacità decisionale e il loro livello di attenzione, prerogative della corteccia frontale, i cocainomani hanno manifestato alcune defaillance rispetto ai sani. Molte di queste differenze nelle dimensioni della corteccia sono proporzionali alla durata della tossicodipendenza e quindi è plausibile siano effetto dell'assunzione di cocaina. Altre però, conclude Breiter, sono indipendenti e potrebbero suggerire l'esistenza di fattori anatomici che predispongano alla dipendenza.
09 ottobre 2008
Quando una risposta è intelligente e motivata ..... E' INTELLIGENTE E MOTIVATA !!
Non c'è nulla da fare.
Con i radicali è sempre così: ti fulminano con la forza della loro intelligenza.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
non metterci in bocca cose che non abbiamo detto, credo che per il bene comune sia importante capire un fenomeno , non scambiarci accuse ..
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caro ennio, non so se ricordi, ma essendo una radicale di genere femminile mi posso permettere di dire quello che voglio, tanto sono decerebrata; capire un fenomeno vuol dire informarsi sulle migliaia di cose che sono state scritte e fatte, non alzarsi una mattina e incidere nel "forum radicale" i propri slogan fasulli.
chi aiuta la mafia e la finanzia per ora sono le leggi vigenti proibizioniste, la potete girare come volete, ma così è.
se poi capire il fenomeno vuol dire capire il fenomeno "bacci" che mi dice che io mi occupo di antiproibizionismo da decenni solo per trovare una "giustificazione", se mai ce ne fosse bisogno, alle mie insane abitudini, c'è poco da capire. E' offensivo e scarso, come argomento; penso piuttosto che il problema sia suo, visto che non ha capito neanche la risposta sul 90%, lui è convinto che il 90% degli italiani non fa uso di niente niente niente . . . ma cominciate a studiarlo, il fenomeno, se lo volete capire e discuterne.
Si, come coloro che evitano di pagare le donne per fare sesso e magari cercano qualcosa di meno immediato nel consumo ma piu' nobile, per esempio l'amore, la fidanzata, la moglie. fatti non fummo a viver come bruti..poi purtroppo ci sono anche i bruti.
Quindi? Proibito occuparsi di antiproibizionismo per chi beve più di due bicchieri? e chi ci rimane? perchè non rappresenti il 90%, informati meglio.
Rimanete te e altri due a sostenere che la mafia esiste per responsabilità dei consumatori di droghe illegali, mentre è il contrario.
Eh, certo cara mia, come esistono le prostitute perche' c'e' chi ci va' o che credi?
Non ho ancora capito... ma la proibizione della droga alcol quando la decretiamo? Immaginate i benefici per la sicurezza stradale! Morti a causa di ubriachi alla guida in Arabia Saudita? Zero (per ubriacarsi vanno tutti a Dubai).
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G.
non metterci in bocca cose che non abbiamo detto, credo che per il bene comune sia importante capire un fenomeno , non scambiarci accuse ..
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Si Digi', toglieresti percentuali di profitto e metteresti sul mercato roba pulita e sana...per questo che chi si azzarda a farlo lo sbattono in galera a far la fine di Bianzino. Questi eroi civili sono scomodissimi.
Quando te la coltivi non devi andare a comprarla da nessuno.
il carso e le apuane.....
allora se io mi metto a coltivare e vendere erba sto combattendo la mafia, perchè le sottraggo una percentuale di profitto. Insomma sarei un eroe civile :lol:
90% come i cittadini che non fanno uso di droga, che cazzo capisci. Per il resto, scusami, ma solo sofismi, sofismi, uggiosi, infiniti, inutili e fallimentari sofismi.
Quindi? Proibito occuparsi di antiproibizionismo per chi beve più di due bicchieri? e chi ci rimane? perchè non rappresenti il 90%, informati meglio.
Rimanete te e altri due a sostenere che la mafia esiste per responsabilità dei consumatori di droghe illegali, mentre è il contrario.
Quindi? Proibito occuparsi di antiproibizionismo per chi beve più di due bicchieri? e chi ci rimane? perchè non rappresenti il 90%, informati meglio.
Rimanete te e altri due a sostenere che la mafia esiste per responsabilità dei consumatori di droghe illegali, mentre è il contrario.
E' difficilissimo risponderti, hai messo un macigno sulla questione.
Posso solo dirti che sono parecchi anni che ho smesso di fumare spinelli , non fumo piu' neanche le sigarette....
Vorrei solo dire che il periodo della marja e dell'hascish della mia gioventu' e' stato bellissimo, bella compagnia, bei viaggi in Marocco, tante risate....mai uno scorno, mai violenza.
Quando ti accorgi che diventa un trascinarsi.....smetti, senza se e senza ma...ma anche senza rinnegare nulla.
Io sono stata PIU' fortunata di te. Chi conosce il male e' piu' in grado di scoprire il bene.
[url]http://www.dmoz.org/World/Italiano/Salute/Dipendenze/Gioco_d'Azzardo/[/url]
E' difficilissimo risponderti, hai messo un macigno sulla questione.
Posso solo dirti che sono parecchi anni che ho smesso di fumare spinelli , non fumo piu' neanche le sigarette....
Vorrei solo dire che il periodo della marja e dell'hascish della mia gioventu' e' stato bellissimo, bella compagnia, bei viaggi in Marocco, tante risate....mai uno scorno, mai violenza.
Quando ti accorgi che diventa un trascinarsi.....smetti, senza se e senza ma...ma anche senza rinnegare nulla.
il carso e le apuane.....
la mafia ha raggiunto livelli di potere, qualunque siano le cause, intollerabili; deve essere chiaro a tutti che utilizzando i "prodotti" della mafia, stupefacenti , ma non solo , gioco d'azzardo, usura ecc ... si alimenta il loro potere.
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Infatti, il gioco alle macchinette dovrebbe essere regolamentato duramente.Rovinano le famiglie.
La droga proviene per il 99,99 % dalla mafia, direttamente o indirettamente, per questo, in questo momento storico lo slogan va bene.
la mafia ha raggiunto livelli di potere, qualunque siano le cause, intollerabili; deve essere chiaro a tutti che utilizzando i "prodotti" della mafia, stupefacenti , ma non solo , gioco d'azzardo, usura ecc ... si alimenta il loro potere.
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Ci ho messo vent'anni amico di sperimentazione per comprendere alcune "cosette" :D nel frattempo non ho voluto fare come molti, non ho imbrogliato il prefetto, non ho rispreso la mia patente, non ho mentito ne' ai compagni ne' ai non compagni.Li ho semplicemente distinti, come dici tu, tra cretini e non del tutto cretini, tra bugiardi e sleali e sinceri e onesti, tra spacciatori e non spacciatori, tra vittime e persecutori, tra salvatori della pezzilli per interesse, e salvatori in buona fede, tra ipocriti e degni di stima. Compiuto il mio defatigante esperimento ho finalmente ottenuto cio' che volevo : una vita SENZA nessuna droga lesiva oltre l'accettabile della mia salute mentale e di quella del mio amico. E fra queste vi sono le cosidette "leggere" (sto cavolo) e l'alccol. Niente psicofarmaci, Un po' di birra, a volte.Un caro abbraccio, Dora.
P.S. non sai che soddisfazione vedere i pucher del quartiere impoverirsi ogni giorno di piu', guardarli atarassica in faccia mentre si chiedono se si o se no. AH! AH! AH!finita la pacchia per loro. Io so tutto di loro e loro non sanno nulla di me.
Da uno sballato (da droga e/o alcool), ma anche da uno dei tanti sobri che corrono troppo.
Visto Dora? ogni tanto ci troviamo daccordo su qualcosa.
Trovo insopportabilmente sofistici i ragionamenti per i quali se uno dice una cosa allora si deve dire che è lo stesso anche per questo e anche per quest'altro... fino ad arrivare all'apice dell'ipocrisia allorquando ci si scandalizza per un " cretino " ben piazzato, come se tutti fossero Maria Goretti. Certo che è cretino anche chi si ubriaca, chi corre in automobile a velocità folli e chi fa un mucchio di altre cose che nuocciono a se stesso... che lo vogliamo chiamare intelligente? ma qui stiamo parlando di droga, e di mafia, quindi parliamo di questo, punto e basta. Se, a livello culturale, si presentassero queste persone come tali ( cretini ) si farebbe un servizio migliore di decenni di antiproibizionismo militante, altro che storie. Il fatto è che, chi ha queste abitudini tra le proprie quotidiane, tenta in tutti i modi di minimizzarne l'impatto cercando di coinvolgere il maggior numero possibile di persone nel tentativo di includerle in una " normalità "; questo accade ai drogati e agli alcolisti i quali pensano tutti, inderogabilmente, di drogarsi o di bere poco e di avere la situazione sempre sotto controllo; nella maggior parte dei casi è una pia illusione come è patetico il tentativo di raccattare qua e la statistiche consolatorie sugli effetti non poi così nocivi della cannabis o della coca o sugli effetti benefici di un paio ( un paio però ) di bicchieri di vino rosso al giorno. Mi dispiace sinceramente per questi ma non credo siano buoni maestri per nessuno, nemmeno se si organizzano in movimenti pseudolibertari. Parliamoci chiaro, il sottoscritto, come il 90% delle persone ha occasione di incrociarsi con il problema della droga in due sole circostanze: quando si trova nella sua automobile e rischia di venire ucciso da uno sballato alla guida o quando tenta di
fare affari puliti in un mercato dove esistono operatori dotati di mezzi economici ingenti provenienti dal traffico di stupefacenti. Nel primo caso è un problema di libertà, uno sballato è libero di sballarsi ( in questo caso è solo un cretino ), ma se si mette alla guida è un criminale ( sbattere in carcere e buttare via la chiave ) perchè attenta seriamente alla mia libertà, sempre che qualcuno qui non dica che il diritto di non essere ucciso da uno sballato alla guida è cosa che non ha a che fare con la libertà; nel secondo caso è un problema, oltre che di libertà, di ordine pubblico e di polizia.
Tutti zitti vero? Che sorpresa!La ragione per la quale oggi ci sono piu' giovanissimi che si drogano, e lo sapete bene, e' perche' si drogano anche i loro genitori. Off course. Chi credete di prendere in giro con le vostre statistiche?Quindi il titolo del tred andrebbe cambiato cosi' "chi si droga aiuta generalmente i propri genitori (vivi o morti questo il guaio) i quali tutt'al piu', aiutano la mafia a continuare questo bel giro di vite. Vi sono quelli che l'hanno compreso e dopo due canne o una pera o una sniffata ha poca importanza, ne possono uscire e quelli che no.Io si.Saluti e baci e statevi tanto ma tanto bene.Finita la giostra, basta capirlo!!! :lol:
Cari fringuelli alla fine io so soltanto che mio nipote all'eta' di forse tre anni sentendo l'odore dell'aschisch ha cominciato ad agitarsi e sembrava ne volesse anche lui. Questo mi e' bastato per capire.Avete espresso un cumulo di sciocchezze. Non drogatevi, fatelo per i vostri figli se non volete farlo per voi.
SEQUESTRATI 17 KG DI EROINA IN EMILIA
Julie News - Napoli,Campania,Italy
Diciassette chilogrammi di eroina, per un valore commerciale di 1,1 milioni di euro, sono stati sequestrati nel corso di un’operazione congiunta dei ...
(...notizia a caso tra le tante di oggi; una stima è che viene intercettato al massimo il 10% del traffico, quindi oggi, in Emilia..., sono entrati sul mercato clandestino 170 Kg. di eroina).
Valore commerciale dell'eroina... 1,1M€/17.000g.= 64,70€ per grammo.
Valore commerciale dell'oro, oggi: 21,30€ per grammo.
L'eroina è merda!?! ma c'è una legge che la fa valere più dell'oro!
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G.
La pubblicita' nelle trasmissioni dei ragazzi gli fa' vedere quanto son buone e sane le merendine, vanno a scuola e nell'atrio c'e' la macchinetta che distribuisce le merendine....Tutto e' improntato sul futuro malato da curare...C'è un libro che si chiama "Mondofarmaco" scritto da due medici che credo saranno stati impalati,che ci racconta di cosa sono capaci le case farmaceutiche. Lo Zantac per curare l'ulcera e' stato dato a milioni di persone per anni e anni....poi si e' venuto a sapere che bastava prendere un antibiotico e l'elicobacter scompariva in una settimana(la casa farmaceutica lo sapeva benissimo), ma lo Zantac da solo era il 60% delle entrate per quela casa, si chiamano farmaci blockbuster, e non vengono tolti fin che non si trova un'altro farmaco con tali altre entrate.E quindi la malattia continua ad essere curata con quel farmaco.Altri blokbuster sono l'aspirina,tagamet,prozac ecc ecc
Questo per dire come va il mondo delle droghe. Poi che il mercato sia in mano della mafia non c'e' dubbio, ma chi glielo lascia? L'alcool negli stati uniti dovrebbe essere un esempio....Tenere il proibito agli uomini bambino da' la sicurezza di guadagno.
Rimango sempre in attesa che qualcuno risponda al mio quesito: Se mi coltivo 4-5 piante di maria, le faccio seccare, me le metto in un barattolo e tra le mura domestiche o anche no me le fumo, logicamente non guidando l'auto come per l'alcool....a chi e a che do' fastidio? Eppure il povero Bianzino lo hanno fatto morire in carcere per questo. Fascisti!!!!
il carso e le apuane.....