classifiche europee mai fatte sapere dai vari scodinzolini....

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Eurotribune 2009 : la giuria de La Tribune dà i voti ai leader dell’UE

[La Tribune]

È la rivelazione dell’anno. Quasi sconosciuto fino a sei mesi fa, il Primo Ministro svedese Fredrik Reinfeldt esce vincitore nella classifica Eurotribune 2009 dei capi di stato e di governo europei che trovate cliccando qui. «Intelligente, posato e divertente», questo il ritratto disegnato da un membro della giuria di questo (quasi) giovane uomo di 44 anni. Nicholas Sarkozy aveva guidato l’Unione Europea a velocità sostenuta. I Cechi l’avevano poi impantanata.

Lo svedese, il cui paese ha assunto dal mese di luglio la presidenza dell’Unione Europea, l’ha portata a velocità di crociera. «Si è impegnato a fare le cose al suo ritmo: quello di una Volvo diesel, senza molta ripresa ma regolare», spiega un giurato. Il compito era ingrato: preparazione di Copenaghen, ratifica caotica del trattato di Lisbona, pericolosi negoziati sulla vigilanza finanziaria. Niente di eclatante in questa agenda, ma un lavoro di precisione. Fredrik Reinfeldt, questo padre di famiglia che non disdegna d’occuparsi delle «attività domestiche» mentre ascolta gli Abba, viene infine scelto plebiscitariamente per aver riportato l’ordine in casa.

Dietro di lui, il Primo ministro lussemburghese Jean-Claude Juncker (n°2) e Angela Merkel (N°3) si impongono come valori certi del circuito europeo, mentre Nicolas Sarkozy cade in classifica. A proposito della cancelliera tedesca, un giurato commenta « E’ una roccia, cosa faremmo senza questa donna? ». La stampa europea alla fine non le ha serbato rancore per i pegni promessi al suo elettorato per ottenere un secondo mandato. Vuole rimanere in pista ancora a lungo, a differenza del suo omologo lussemburghese, giudicato unanimemente come «il più europeo del gruppo», bien piazzato, certo, ma ormai vecchio. «La mancanza di sostegno alla sua candidatura alla presidenza del Consiglio mostra che il suo fascino si indebolisce. E’ in giro da troppo tempo», dice di lui un giurato.

Lo spagnolo Zapatero (n°8) è apprezzato ma giudicato «troppo discreto» sulla scena europea, proprio mentre si profila la presidenza spagnola. Donald Tusk si afferma come colui che ha «portato la Polonia nel giro europeo», nonostante la sua difesa feroce degli interessi nazionali nel dibattito sul cambiamento climatico.

Senza sorpresa, il greco George Papandreou (n°22), il cui paese sfiora l’insolvibilità, raccoglie il voto peggiore in materia finanziaria. E la disaffezione dei Britannici nei confronti di Gordon Brown (n°21) non risparmia Bruxelles. «Troppo euroscettico per l’Europa e non abbastanza per la Gran Bretagna», si dice di lui. Il ritorno di Yves Leferme a capo del governo belga è salutato da un «ri-buongiorno tristezza». Per finire, come l’anno scorso, Silvio Berlusconi, accreditato di una «credibilità zero» a livello europeo, chiude la corsa. Ma «se ci fosse un premio al più comico, lo vincerebbe», scherza un giornalista.

Metodologia : Una giuria di corrispondenti a Bruxelles, provenienti da tutta Europa, ha valutato i 27 leader europei attualmente in carica sulla base di quattro criteri: leadership, spirito di squadra, sincerità nell’impegno europeo e risposta alle grandi sfide dell’anno (clima, trattato di Lisbona, mercato interno e uscita dalla crisi).

Membri della giuria : Lennart Anebäck (quotidiano svedese Aftonbladet), Florence Autret et Yann-Antony Noghès (La Tribune), Nikos Bellos (quotidiano greco Naftemporiki), Ann Cahill (quotidiano Irish Examiner), Lorenzo Consoli (agenzia di stampa italiana APCOM), Inga Czerny (agenzia di stampa polacca PAP), Mihaela Gherghisan (RFI Roumanie), Paul Goossens (agenzia di stampa Belga), Thomas Lauritzen (quotidiano danese Politiken), Ahto Lobjakas (quotidiano estone Daily Postimees), Bozo Masanovic (quotidiano sloveno Delo), Geoff Meade (agenzia Press Association), Christophe Midol-Monnet (Euronews), Soňa Miháliková (televisione slovena STV), Vanessa Mock (Radio Netherlands), Konstantinos Moschonas (television cipriota Mega TV), Irina Novakova (quotidiano bulgaro Dnevnik), Griselda Pastor (radio spagnola Cadena Ser), Wolfgang Proissl (Financial Times Deutschland), Michal Pur (aagenzia di stampa ceca CTK), Philippe Richard (Le Monde), Ady Richard (quotidiano Luxemburger Wort), Fernando de Sousa (televisione portoghese SIC TV), Ina Strazdiņa (radio lettone Latvijas Radio), Edita Urmonaite (radio lituana Lietuvos Rytas).

il carso e le apuane.....