Leggo con molto piacere sulla Repubblica del 2 gennaio (pag. 25) un appello al Santo Padre dal consiglio comunale di Bianco paese della Locride, dove il sindaco prof. Antonio Scordino e anche docente nel liceo classico di Locri, chiede che l’articolo 2266 del catechismo della chiesa cattolica che recita “Difendere il bene comune della società esige che si ponga l’aggressore in stato di non nuocere. A questo titolo, l’insegnamento tradizionale della Chiesa ha riconosciuto fondato il diritto e il dovere della legittima autorità pubblica di infliggere pene proporzionate alla gravità del delitto, senza escludere, in casi di estrema gravità, la pena di morte.” venga cambiato in quanto dice Scordino “se non si cambia quell’articolo, appaiono poco credibili e motivate le tante richieste di sua Santità per la sospensione delle esecuzioni già sentenziate o i tanti appelli alla eliminazione della pena capitale dall’ordinamento giuridico degli Stati che ancora la prevedono.”
Il documento che maggioranza e opposizione in Consiglio hanno votato senza difficoltà è stato inviato in Vaticano sperando che arrivi sulla scrivania di Giovanni Paolo II.
Augurando a tutto il Consiglio comunale di Bianco che la loro iniziativa abbia seguito, invio le mie più sincere congratulazioni come cristiana, militante radicale, sostenitrice di Nessuno Tocchi Caino, al sindaco.