IRAN. AUMENTA IL NUMERO DELLE ESECUZIONI E LA REPRESSIONE NEI CONFRONTI DEGLI
OPPOSITORI
Dall’inizio dell’anno il regime iraniano ha già giustiziato almeno 123 persone,
un numero che alla fine dell’anno rischia di superare di gran lunga il dato del
2003, quando furono effettuate almeno 154 esecuzioni.
19 agosto 2004 dall’inizio dell’anno il regime iraniano ha già giustiziato
almeno 123 persone, un numero che alla fine dell’anno rischia di superare di
gran lunga il dato del 2003, quando furono effettuate almeno 154 esecuzioni.
Come in tutti i paesi autoritari, in Iran non sono disponibili statistiche
ufficiali sulla pena di morte e i dati sulle esecuzioni sono relativi alle sole
notizie pubblicate da giornali iraniani, che evidentemente non riportano tutte
le esecuzioni. E’ molto probabile che il numero reale sia molto più alto.
Secondo il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, dall’inizio dell’anno
iraniano (21 marzo 2004) il regime dei mullah avrebbe compiuto 85 esecuzioni.
Mentre dal 1° gennaio 2004 al 15 marzo, Nessuno tocchi Caino è venuto a
conoscenza di almeno 34 persone giustiziate. Le ultime esecuzioni note sono
avvenute nei primi dieci giorni di agosto e sono state 4.
L’Iran figura al secondo posto nella orribile classifica dei primi paesi-boia
del mondo, subito dopo la Cina, anche se in rapporto alla popolazione la pena di
morte in Iran è praticata tanto quanto in Cina. Secondo le stesse autorità,
molte esecuzioni in Iran sono relative a reati di droga, ma è opinione di
osservatori sui diritti umani che molti di quelli giustiziati per reati comuni,
in particolare per droga, possano essere in realtà oppositori politici, nei
confronti dei quali il regime dei mullah ha operato un ulteriore giro dei vite
dopo la vittoria dei conservatori alle elezioni politiche di febbraio.
Il Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana ha reso noto
che nelle ultime settimane il regime iraniano ha preso di mira in particolare i
familiari dei Mojahedin del Popolo uccisi in passato o rifugiati attualmente nel
Campo di Ashraf in Iraq e ai quali l’Esercito americano che controlla il campo
ha riconosciuto lo status di “persone protette” in base alla Convenzione di
Ginevra, fatto che ha indispettito le autorità iraniane che ne avevano chiesto
l’estradizione.
Secondo il gruppo di opposizione al regime dei mullah, numerosi familiari sono
stati fermati da funzionari dell’Intelligence e sottoposti a lunghi
interrogatori, mentre alcuni di loro sono stati arrestati. Fra questi figurano
la signora Khademi, 75 anni, e Shaheen Khademi, rispettivamente madre e sorella
di Hamid Khademi, un ex prigioniero politico sotto lo Scià poi assassinato dal
regime dei mullah nel 1982; la signora Lavasani; la signora Tahereh Babakhani,
sorella di Mehdi e Taghi Babakhani, due Mojahedin uccisi; il signor Saleh
Kohandel e la signora Zari Javadi, un ex prigioniero politico che ha passato
tanti anni nelle carceri del regime. Shaheen Khademi a causa delle pressioni a
cui è stata sottoposta ha subito un infarto cardiaco.
Il Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana si è appellata
ai difensori dei diritti umani in tutto il mondo affinché sia condannata e
fermata la feroce repressione a cui sono stati sottoposti gli innocenti
familiari dei Mojahedin del Popolo e sia richiesta la loro immediata
liberazione.
Official building set on fire in N. Iran
SMCCDI (Information Service)
Sep 30, 2004
An official building harboring an Islamic propaganda and surveillance office was set on fire, on Tuesday, in the northern city of Rasht located in the Guilan province near the Caspian sea. The building is the center of the "Rasht's Followers of Imam" group and the Islamist "Guilan weekly" magazine.
Unidentified assailants were able to inflict heavy damages to the building and escape without being harmed.
More and more exasperated Iranians are sizing any occasion to protest or are choosing violent manners in order to destabilize the Islamic regime. Armed actions are in constant raise as an increasing number of Iranians are believing that the mullahs won't step down from political power by just peaceful means.
Tens of demonstartors killed, injured or arrested
SMCCDI (Information Service)
Sep 28, 2004
Latest reports in reference to some of the popular demonstrations which have took place, from Sunday, in some Iranian cities and especially the Capital, are stating about several deaths and tens of injured and arrested.
The most violent clashes took place, in Esfahan, Noor-Abad of Mamassani, Shiraz, Hamadan, Saghez, Khoram-Abad and Oroomiah (former Rezai-e) where security agents shoot on demonstrators by killing and injuring several of them.
In most cases, such as, in Noor-Abad of Mamassani (Fars Province) and in Khoram-Abad, angry demonstrators retaliated to the militiamen's brutality and the murder of several demonstrators by attacking the regime's forces with pieces of stones and incendiary devices. The popular reaction resulted in the injuries of several agents and heavy damages made to several patrol cars and public buildings, such as, Noor-Abad's Justice Palace.
Tens of demonstrators, especially young girls and boys, have been reported as missing following the demos of Sunday.
Situation of most provincial cities and Tehran have been reported as very tense and the security forces are remaining deployed in most strategic and popular areas.
Reports over the past 24 - 48 hours via several important information services such as SMCCDI, Peykeiran, Zagros and direct email reports and phone calls from Iranian citizens is beginning to shine light on what at this time looks to be country-wide fighting and quickly escalating into what could potentially become a freedom revolution.
Several independent citizen sources have reported the formation of significant crowds throughout the country, and have heard many loud explosions and gun shots, including in the cities of Tehran, Esfahan, and Shiraz.
SMCCDI and Peykeiran have both reported intense battles between freedom-loving Iranian citizens and the regime's fanatical militias in the village of Meeyan Do Ab. Both sources are reporting many deaths and injuries both to the villagers and regime's forces.
In the past week and recent days, many regional commanders and leaders of the regime's militias have been targeted and killed along with many of their militiamen.
Initial reports from Iranian online news sources as well as from western satellite news media are reporting intense fighting throughout Iran, and report that such fighting is increasing at a constant rate.
On September 28th, SMCCDI reported that in Iran's main southern port of Bandar-Abbas located by the Hormoz Strait on the Persian Gulf, heavy fighting between Elite commandos of the Pasdaran Corp and Iranian residents who were protesting the regime's murder of three fishermen broke out. Angry residents attacked several public buildings as well as regime vehicles with incendiary devices.
Reports also indicate that Bandar Abbas is the main commercial entry to Iran and its paralysis could help spark unprecedented chaos that would severely threaten and likely cause the fall of the Islamic Regime.
Regime forces are also acknowledging the discovery of several ammunition depots used by Iranian citizens against the Mullah's militias.
At this time and for several months now, regime security forces have remained heavily deployed in the most strategic areas of Iranian cities in an effort to prevent the spread and growth of any major uprising.
The current situation appears to be quite explosive at this time.
Iranians continue to email and phone reports out of Iran - ActivistChat.com will continue to monitor and relay such information.
Fonte Iran.Watch
Già il nome di per sè mi fa venire alcuni dubbi. Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana . Mi insospettisce il fatto che si presentino come una istituzione democratica, con presidentessa eletta Maryam Rajavi. Per carità liberissimi, ma quale rappresentatività si può avere dopo essere stati eletti ad una riunione di qualche decina di persone? Un rappresentatnte di istituto del mio ex-liceo ha un maggiore supporto popolare...
Naturalmente il gioco è ben più raffinato. Il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana afferma (o forse affermava, visto che lo pseudo-parlamentino è stato costretto a sbaraccare da Washington) di essere composto di diversi gruppi, di diversi orientamenti politici e religiosi. Ci sarebbero anche diverse etnie...insomma tutto perfetto. Forse troppo. Talmente perfetto che sembra che dietro tutti questi diversi partiti ci sarebbe un solo gruppo (quello dei Mujahedeen del Popolo) che cambia casacca per mero opportunismo. Rappresentativi un tubo, starete pensando ora...
Un'altra cosa che non capisco (si fa per dire, in realtà non condivido!) è la faccia tosta con cui questo gruppo troppe volte piange e attira l'attenzione (solo) sui suoi problemi, dimenticando che alcune centinaia di persone in Francia stanno sicuramente meglio di milioni e milioni di oppressi in Iran. L'ultima volta che li ho incontrati è stata ad una rassegna stampa di una nuova associazione, appena formatasi "Giovani Iraniani Residenti in Italia". A questi ragazzi (sembravano pochini...2!) auguro tutta la mia fortuna, però ricordo di aver chiesto loro qualche idea per un 9 luglio di manifestazioni -in supporto agli studenti iranini- o per uno sforzo insieme. La risposta? "Noi parteciperemo ad una manifestazione in Francia...vieni anche te. E' per la liberazione di M. Rajavi" (frase ripetuta 3 volte). Ecco di quale manifestazione si parlava. Una manifestazione indetta per celebrare il rilascio delle autorità francesi di Maryam Rajavi, arrestata (un anno fa!) per pochi giorni in connessione ad un'indagine dell'antiterrorismo. Per carità, ancora una volta liberissimi di manifestare. Ma per gli studenti torturati in segreto in Iran no, e per una signora trattenuta in Francia si? Beh, diranno loro, ma M. Rajavi è la Presidentessa eletta (!) del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana...Ora voi provate ad indovinare di chi ha parlato la suddetta signora nel suo discorso? Dei Mojahedeen del Popolo!
Rappresentativa un tubo, starete (ri)pensando ora...
Se non sbaglio questo Consiglio della resistenza Iraniana e' stato dichiarato fuori legge dagli USA che ne hanno chiuso gli uffici a Washington...il motivo?
1. Non e' rappresentativo
2. Ha legami con gruppi armati