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La vicenda “il Giornale / Marcegaglia” (ottobre 2010) ha sollevato il solito polverone … polverone che fa velo alla reale comprensione dei termini della questione fra ciò che è male e ciò che è buono : fra dossieraggio e libertà di stampa
Prima però voglio sgombrare il campo dalla solita bufala della ditta Feltri & C. : ad essere sotto intercettazione era il telefonino dell’uomo di Confindustria (l’addetto alle pubbliche relazione del presidente Marcegalia , tale Arpisella) . Era lui , insomma , l’oggetto della persecuzione giudiziaria dei soliti giudici komunisti .. e NON i telefonini della ditta Feltri & Bufale
Ciò premesso e chiarito – il Giornale lamenta che i dossiers degli altri , segnatamente i giornali del Gruppo editoriale Espresso-Repubblica , non sollevano critiche di dossieraggio .. mentre se a farli e il Giornale allora è dossieraggio ! Insomma : due pesi e due misure (secondo la ditta Feltri & C.)
L’argomentazione è insinuante ma , al solito , nasconde , sotto un velo di apparente e ingannevole coerenza , il trucco bufalesco
Allora , diciamo che :
a) produrre e PUBBLICARE un dossiers è esercizio di libertà di stampa
b) produrre e METTERE NEL CASSETTO un dossier è dossieraggio
Capito la differenza ? Il Giornale è sotto inchiesta per i dossiers tenuti nel cassetto , non per quelli che pubblica !
E il motivo è abbastanza trasparente : fare un dossier e NON pubblicarlo , se non un reato in sé , è comunque un grave indizio probatorio della commissione di un reato : anzi di una pletora di reati che vanno dalla minaccia alla estorsione passando per la violenza privata !
Fare un dossier e NON pubblicarlo è esattamente l’opposto della libertà di stampa .. anzi significa stuprare la libertà di stampa , piegare la libertà di stampa a scopi assolutamente diversi rispetto a quelli a cui la libertà di stampa è preposta : informare la pubblica opinione
Partiamo da una caso concreto : il dossiers Fini/casa di Montecarlo è assolutamente legittimo e il Giornale ha fatto bene a pubblicarlo .
Se però risultasse che esso era stato PREVENTIVAMENTE prodotto e tenuto nel cassetto per un tempo non-congruo .. diciamo che era lì in caldo da sei mesi o più … be’ allora io , se fossi un abituale lettore de il Giornale , qualche “vaffa ..” alla direzione lo manderei .
Ma il metodo cd. Boffo è proprio questo : produrre dossiers e non pubblicarli . Usarli come pistole di carta per PIEGARE LA VOLONTA’ degli indagati (giornalisticamente indagati)
Allora lo vogliamo capire che il Giornale è uno strumento di pressione e ricatto .. ? Se poi si tratta di reati .. non so .. abbiamo i giudici che sono per mestiere deputati a fare questo tipo di accertamento
E capito allora perché la cosiddetta Riforma della Giustizia è il problema dei problemi per mister B. ?
Non si dovrebbero mai "ignorare" alcuni fondamentali del pensiero liberale.... anzi, no, del pensiero laico:
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
Se sei d'area presidenziale, e dunque controlli le Polizie Segrete-CC [che pensate facciano i corazzieri, oltre ai pochi da esibizione?] con Procure annesse, ecco che, se accusato di interesse personale in una vendita in famiglia di beni di partito, ti fai dichiare che il prezzo era equo. Poi parti con le querele.
Se il prezzo era equo, perche' quello non ha comprato l'appartamento da un altro? E lui, perche' non lo ha venduto ad un altro?
Se ho un bene di partito e lo devo vendere per il partito, non lo vendo ad uno di famiglia. ...A meno che uno non sia bevuto il cervello...
Roberto Scaruffi
A me francamente non sembra proprio così.
Se io produco un dossier ne faccio quello che voglio e lo pubblico quando mi pare e piace. L'importante è che le notizie non mi procurino qualche querela perché false o tendenziose.
Ciò che intendi tu è altra cosa: il fatto che io produca un dossier e lo tiri fuori ad orologeria è solo perché voglio utilizzarlo nel momento che ritengo utile e questo fa di me uno stronzo, non un giornalista serio (opinione personale). Ma il fatto che io produca un dossier e lo tiri fuori 3 anni dopo non mi manda sotto inchiesta in automatico: dipende dall'uso che ne faccio. Se lo uso per ricattare vado sotto inchiesta, se lo uso solo per pubblicarlo nulla osta.
Esempio: se accadesse che un feltri producesse un dossier su un fini e lo pubblicasse con 3 anni di ritardo a puntate per 2 mesi, sarebbe di base uno stronzo (opinione personale), se quel dossier contenesse notizie tendenziose e false sarebbe anche a rischio inchiesta (dato reale). Ma se le notizie sono vere nulla osta.
ipotesi b) produrre e tenere nel cassetto un dossiers è dossieraggio ...
Io non ho detto che il dossieraggio è da default un reato .. ho scritto che esso è un indizio di reato - ma il reato (estorsione , minaccia) deve essere corroborato da altre risultanze (se leggi bene quello che ho scritto ...)
quanto all'ipotesi a) produrre e pubblicare un dossier .. esso NON è dossieraggio e cade pienamente nel libero esercizio del diritto/dovere di libertà di stampa : qui mi pare siamo tutti d'accordo
saluti
Dal tuo ragionamento anche guidare potrebbe essere indizio di reato.
Certo: se c'è un investito sulle strisce pedonali e io sono l'unico che guida nel raggio di 10km, potrebbe esserlo, ma non mi sembra che sia un caso da prendere in considerazione
Credo di poter osservare che il "dossieraggio" si può fare e si può anche non fare.
Quello che non si dovrebbe fare è l'atto di "minacciarlo" con l'intento di forzare la volontà di qualcuno.
Se poi è fatto da qualcuno che in quel "campo" è fresco di fama e fortuna, mi pare che la minaccia possa apparire al minacciato piuttosto seria e credibile.
Delle due una. O non è lecito occuparsi dei fatti altrui e quindi Repubblica e il Fatto devono sparire o è lecito per tutti. Scegli che poi possiamo discutere di qualcosa, minacciare di dire la verità non è violenza, casomai il tacere.
Si continua a non capire dov'è il problema: ognuno scrive ciò che vuole, se qualcuno si sente minacciato di violenza privata o se durante un'indagine viene rilevato che sia presente un indizio di violenza privata, se ne occuperanno le autorità competenti. Questa è tutta l'eccezionalità del caso?
Se Porro, pur essendo un valente giornalista economico, spara cazzate a vanvera al telefono con i responsabili dell'ufficio del capo della Confindustria, gli basta andare a spiegare il senso delle sue cazzate e finisce lì.
Eh no, con i signori non si può nemmeno chiedere altrimenti "toghe rosse", "comunisti" etc etc. :-)))))
Se io chiamo un mio amico che lavora alla Fiom, e questo amico è dirigente del sindacato, e scherzando gli faccio "oh, mi raccomando, alla manifestazione sfasciate tutto", e quel mio amico è intercettato perché sospettato di un giro di mazzette con qualcuno, il minimo è che qualcuno - speriamo - mi chieda cosa intendevo con "sfasciate tutto". O no?
Ma sveglia eh......;-) ....vispa teresa a me ...tsk....
E se come nei paesi civili nessuno ascolta le tue cazzate non risparmiamo tutti un sacco di tempo oltre alla violenza di dover spiegare a terzi il proprio cazzeggio. Ribalti il principio civile di libertà, devi dimostrare tu di essere buono e non la polizia che sei cattivo. Ormai sei così sinistrizzato che neppure i concetti libertari più elementari ti sembrano normali, il peccato originale è una cazzata clericale per fare business non una verità conclamata.
Ma hai capito ciò che ho scritto o non vedi l'ora di dare del comunista ai passanti?
Temo di si, vedi i casi che proponi sono per me incomprensibili se non letti con lenti sinistre. Tutto parte dalle intercettazioni a strascico, non sono solo insopportabili sono anche dementi. Un terzo non può inserirsi un una conversazione privata pensando di capirci qualcosa, con grande difficoltà e con il corollario di un sacco di indagini collaterali possono dare delle minime indicazioni tecniche. L'altro concetto è che uno debba spiegazioni sul suo frasario sugli amici, che si debba giustificare come neppure un genitore chiede al figlio. E' proprio la concezione della censurabilità da parte di un funzionario il vulnus della questione. Se a te pare ragionevole andare a giustificarti da un questurino è un problema tuo, per un uomo libero è intollerabile come concetto.
Scusa Maurizio, ma ti ricordo che sulle intercettazioni e sul loro uso a "strascico" ne abbiamo parlato e sono d'accordo con te, ma io, a differenza tua, non prescindo dalle motivazioni che portano ad autorizzare un'intercettazione. Non mi puoi riportare ogni volta alla prima casella come al gioco dell'oca.
Detto francamente, così ci evitiamo tutta 'sta manfrina: la legge sulle intercettazioni serve agli occupanti il parlamento, i quali non vogliono che si sappia in giro che alcune loro telefonate mettono in moto meccanismi poco leciti.
A me e a te non ci intercetteranno mai, tanto lo sanno che sono tempo e soldi sprecati. La battaglia per la libertà...ma dai.....ma davvero credi a 'ste puttanate? E' pieno di cose da fare per la "nostra" libertà e nessuno fa nulla.
I partiti ci liberassero la sanità e la Rai, se ci tengono alla nostra libertà.
Un mio vicino è stato intercettato dal compagno di calcetto del marito cornuto che il simpatico giovanotto andava a cornificare infilando la signora con voluttà coprendosi con altra partita di calcetto nei confronti della sua. Il poverino non sapeva che il suo vecchio compagno di liceo era sospettato di essere il collettore di certe amicizie dubbie relative ad appalti idraulici nel sud est milanese. Una cazzo di fissa del marito di una loro compagna di liceo che ha sicuramente creato un beneficiato, c'è un poliziotto che è tre anni che non fa altro che ascoltare sto sospettato che dispone di due linee a casa, quattro in ufficio e tre cellulari. In realtà ascolta anche le intercettazioni di uno spacciatore di droga che lavora in un posto noto e di cui hanno fotografato anche qualche cliente, fino a che è sotto inchiesta non va sotto processo, non è un brutto modo di stare fuori dai guai. Mi rimane oscuro il motivo ma è certo un simpatico modo di passare il tempo d'indagine, di spendere i nostri soldi e far divorziare un caro amico. Il poveretto credeva come te di non essere così importante, non lo era in effetti e se il sovraintendente giocava a basket sarebbe ancora felicemente sposato. Se poi la signora disinvolta non avesse raccontato i fatti suoi a tutto il quartiere magari non ne sapeva nulla nessuno, che ne dici se avesse sporto denuncia, così il collega di un magistrato veniva chiamato a derimere una faccenda di corna tratte da un uso improprio dell'intercettazione a strascico.
I partiti ci liberassero la sanità e la Rai, se ci tengono alla nostra libertà.
Voglio farti un esempio di cui ho esperienza.
Un tizio subisce un reato perseguibile a querela, diciamo una truffa. Contatta il delinquente e "lo minaccia" che se non gli restituisce il maltolto e non lo ristora del danno anche morale arrecatogli, lo denuncia. Viene intercettato o registrato. Si ritrova rinviato a giudizio per il reato, perseguibile d'ufficio, di tentata estorsione. Eppure aveva minacciato soltanto di esercitare ciò che avrebbe ottenuto con l'avvio del procedimento, offrendo al delinquente il vantaggio evitarsi una macchia sulla fedina penale.
Ti è chiaro adesso che cosa distingue una minaccia da una azione lecita?
Per essere ancora più chiari, Porro non doveva minacciare alcunché, e doveva essere consapevole che detta da lui la minaccia di dossieraggio non poteva intendersi fatta per ischerzo.
Biondani,l'esempio che porti è dimostrativo di quanto la "giustizia" italiana sia lontana dalla logica e sia pure capace di trasformare la vittima in colpevole.
Certo,in base a questa logica Porro è perseguibile,ma stiamo parlando di concetti di giustizia da paese dei campanelli quali siamo. Se la frase la prendi nel contesto in cui è stata espressa e cioè tra persone che si conoscono e si parlano da anni,assume tutto un altro aspetto.Se io venissi intercettanto mentre trelefono a un amico che lavora in una banca ad esempio, a cui ho chiesto di istruirmi una pratica di finanziamento entro una certa data e accompagnassi la richiesta di essere sollecito altrimenti....."ti faccio un culo come un paiolo",potrei essere denunciato per minaccie sessuali?
Ripeto con un sistema legislativo come questo chiunque ,per le ragioni più fantasiose voglia montare un caso,trova terreno fertile,ma è a quello che i cittadini dovrebbero ribellarsi anziché schierarsi.
Luciano? E' normale tu cerchi di piegare i fatti dalla tua parte politica, quella, si intende, che non voti ma che ti spinge a prenderne sempre e dico sempre le difese. I discorsi della Marcegaglia avrebbero potuto far perdere ulteriori consensi alla banda " Bandelloni" e allora si stava preparando una griglietta dove arrostire per qualche giorno la Marcegà, magari condendola con i guai del fratello. Son fatti così da quelle parti. Non voterai Luciano, ma è solo una quisquiglia.
il carso e le apuane.....
Guarda Claudio che potrei liquidare la discussione,rispondendo che tu fai altrettanto con quelli dell'altra parte,ma voglio seguirti e dimostrarti se ci riesco che non ho da vendere niente a nessuno e nemmeno difendere ,se non le mie opinioni.
I guai della Marcegaglia,ma sopratutto del suo gruppo erano cosa nota come ha dimostrato il "dossier" pubblicato dal Giornale,ma se vuoi tornare al fatto da cui origina la discussione dimmi in tutta sincerità se non ti è mai capitato di dire cose al telefono che ,con qualcuno con cui hai una certa confidenza,che se ascoltate da altri,che per di più vogliano montare il caso per passare da carnefici a vittime,non potrebbero essere stravolte tanto da essere lette come minaccie?
Ti sto chiedendo una valutazione dei fatti per come sono usciti dai giornali e dalle intercettazioni.
Che io voti o no è proprio una quisquiglia,ma di fronte a montature da panna montata,non solo non mi appasiono,ma mi rendo sempre più conto che ci siamo messi nelle mani di ............e mi fermo qui,perchè ho pensato a un termine che non fosse troppo volgare,ma non mi viene e lascio lo spazio bianco.
Vota Claudio,vota
PS: Hai letto cosa propone Grillo:............noi Grillini dovremmo togliere il diritto di voto dai sessantenni in su.....
PS: Hai letto cosa propone Grillo:............noi Grillini dovremmo togliere il diritto di voto dai sessantenni in su.....
Non solo il diritto di voto ma anche la patente di guida. Ma io sono un pò meglio dei grillini e sposto l'età a 66 anni. Compiuti i tali non ci sono dubbi che sulle strade sei di intralcio e in cabina sei dannoso. Logicamente devono, a quell'età essere vietate anche la frequentazione e discussione politica e qualsiasi forma di lavoro, in proprio o dipendente. Ci sono le panchine, i prati, i cinema, i teatri, le scuole, la pesca ma dal molo, gli hobby, il mare, i monti, i boschi, i laghi, i viaggi........
"Ti sto chiedendo una valutazione dei fatti per come sono usciti dai giornali e dalle intercettazioni."
Vasco direbbe: " Mettiamola così Luciano" La Marcegaglia non l'ha presa per ischerzo e ai magistrati lo ha detto e poi ha anche avvisato il "Frank Nitti" di Mediaset.Mondadori....( Nitti era il braccio destro di Al C/Tappone)
il carso e le apuane.....
Ok Claudio,i cinque anni che mi concedi però li prendo solo per la patente.
Sono d'accordo che un ultra sessantenne dovrebbe disertare le urne,anche se sai ,che io lo consiglierei sopratutto dai diciottenni in su,ma se è vero che se nelle urne si progetta il futuro,quello è dei giovani e il "diritto" di voto è suo.
La discussione di politica, però concedila senza limite di età,tanto diventa quasi come parlare di figa,si va a memoria. :-))))
Si Luciano, ti ho concesso cinque anni caso mai tu dovessi andare in auto da qualche parte. Poi la dovrai vendere. Non so se hai mai visto un film con Tognazzi dove i genitori ad una certa precisa età venivano prelevati e portati dal mondo giovane in un deserto dove c'era una megastruttura con tutto e di più, una specie di club mediterranè gigantesco dove i vecchi se la godevano. Solo che per evitare l'eccesso di presenze ogni giorno le persone venivano dotate di una carta da gioco e alla sera veniva fatta l'estrazione.....Logicamente i vincitori non si vedevano più.
il carso e le apuane.....
Ed ecco dimostrato perchè le intercettazioni a strascico sono una tragedia per gli onesti e il bengodi per i magistrati disonesti. Naturalmente se sei una persona intelligente e dotata di sense of humor e non parli con un cretino, cosa che a Porro è capitata. Perchè vedi Luciano se il tuo amico corre a denunciarti per minacce è sicuramente un deficiente e tu lo hai sopravvalutato. Naturalmente un giudice sensato ci mette dieci minuti a farci una risata e archiviare il caso,, un carabiniere cinque e un polizziotto vero ti ride in faccia. Per fare un danno un cretino non basta mai, è che sono così tanti. Sono anche tutti figli di Concita che ha querelato Feltri perchè ha chiuso un articolo che la riguardava con la terribile frase : La mamma dei cretini è sempre incinta e dovrebbe prendere la pillola e in caso estremo c'è sempre l'aborto. E' un modo di dire naturalmente, solo che la cretina non lo sa, è davvero convinto di averli partoriti tutti lei, a parte che l'unica querela sensata è dei suoi figli naturali, verso di lei naturalmente visto che li ha arruolati fra i cretini per lucrare due soldini.
Naturalmente un giudice sensato ci mette dieci minuti a farci una risata e archiviare il caso......
Certamente Maurizio,un giudice sensato.Ma se uno non sensato avesse bisogno di avere l'appoggio di una buona compagnia di cretini,pensi che avrebbe difficoltà a trovarne?
Come la "battuta" utilizzata da Feltri,ma hai anche visto che tante donne si sono alzate e hanno puntato il ditino contro,confermando che i figli di quella famosa mamma,sono anche di sesso femminile.
.....fatta per ischerzo.
Credo purtroppo che non fosse per nulla un ischerzo!
il carso e le apuane.....