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Morto Luigi De Marchi, fondatore Aied
e padre della psicosociologia italiana
ROMA (25 luglio) - Luigi De Marchi, psicologo clinico e sociale, è morto ieri a 83 anni a Roma. Padre della psicosociologia italiana, è stato referente per l'Italia, fondatore e presidente nel Belpaese, di tre importanti scuole di psicoterapia: quella psico-corporea di Wilhelm Reich, quella bioenergetica di Alexander Lowen e quella umanistica di Carl Rogers. Ha inoltre avuto la presidenza onoraria della Società italiana di psicologia politica, ed è stato al timone della Società europea di psicologia umanistica in qualità di direttore. I funerali si svolgeranno domani in forma laica a Roma. Il luogo e l'ora non sono stati ancora resi noti.
Nato a Brescia il 17 luglio 1937, aveva fondato l'Aied (Associazione Italiana per l'Educazione Demografica) nel 1953, guidandola per più di 20 anni con un impegno particolare nello sviluppo della cultura della contraccezione in Italia. De Marchi è stato poi protagonista in Italia di varie battaglie per i diritti civili riuscendo tra l'altro, nel 1971, con una storica sentenza della Corte Suprema ad ottenere la revoca dei divieti penali all'informazione e all'assistenza anticoncezionale.
Nel dibattito sui delitti in famiglia, De Marchi evidenziò come il nucleo familiare resti il luogo principale in cui avvengono gli omicidi. A suo giudizio il fenomeno «è il frutto del fallimento» della legge 180 sulla salute mentale, la legge Basaglia. Da qui la richiesta di «una riforma radicale e l'apertura di cliniche psichiatriche che non siano affatto i vecchi manicomi ma strutture umanizzate, oltre che di centri per l'attività riabilitativa». De Marchi nel 1984 ha lanciato una nuova teoria della cultura e della nevrosi con il suo libro "Lo shock primario". Nel 1986 ha fondato a Roma l'Istituto di psicologia umanistica esistenziale, che ha diretto fino alla sua morte. Un «pioniere delle scelte umane della sessuologia; profeta del libero pensiero» lo ricorda Antonella Filastro, che sottolinea anche l'impegno profuso ai microfoni di Radio Radicale «pronto cogliere tutti gli aspetti del mistero umano senza dogmatismi, senza ideologismi ma con curiosità, con la vera sapienza e con lo sterminato amore per il fenomeno umano». È stato anche un politologo e un convinto assertore dei rischi collegati all'esplosione demografica. Tra i recenti interventi di De Marchi l'Sos sulla solitudine dei politici. «Anche la politica è un luogo di solitudine - ha detto il presidente onorario della società italiana di psicologia politica - L'uomo politico, che dovrebbe rappresentare il popolo, in realtà ne è lontano anni luce, anche per via del linguaggio che usa, il politichese, estraneo alle emozioni della vita reale di tutti i giorni. Spesso più si è in alto nella scala del potere, e più si è soli, proprio come accade a molti leader che con i propri compagni di partito hanno un rapporto pedagogico».
De Marchi è l'autore di diversi saggi pubblicati dal 1960 al 2008. Tra questi: Sesso e civiltà, Laterza (1960); Repressione sessuale e oppressione sociale, SugarCo (1964); Perché‚ la Lega, Mondadori (1993); Aids. La grande truffa (con Fabio Franchi), Roma, Seam (1996); Il Solista - Autobiografia d'un italiano fuori dal coro, Edizioni Interculturali (2003); Il nuovo pensiero forte - Marx è morto, Freud è morto e io mi sento molto meglio, Spirali (2007; "Svolta a destra? Ovvero non è conservatore chi combatte parassiti, fannulloni e sfruttatorì, Armando Curcio Editore (2008).
I TESTI EVIDENZIATI SONO UN PO' DATATI MA PARLAVANO IN MANIERA EUILIBRATA DELLA PEDOFILIA E DELLLA SESSUALITA' DEI BAMBINI. SICURAMENTE SONO STATI INCOMPRESI....
In effetti, nonostante non si potesse essere sempre daccordo con DeMarchi, ascoltarlo era sempre interessante e comunque una boccata di aria fresca, delle Bernardini e delle Porette non saprei che dire, solitamente cambio canale appena iniziano un discorso.
dalla mailing list dei Radicali E/R Giuliano Guidi scrive:
Inoltro questo commosso ricordo di Luca Pardi in memoria di Luigi De Marchi,ma nel contempo devo sottolineare come sui siti ufficiali e in NR non sia tuttora una riga in onore di colui che è stato un maestro per il mondo radicale e per la cultura laico-scientifica in generale.
Giuliano
Nella tarda sera di sabato è morto Luigi De Marchi.
Per la sua vita scientifica e culturale rimando tutti ai coccodrilli che certamente non mancheranno.
Per quanto mi riguarda lo ricordo come voce imperdibile del lunedì mattina su Radio Radicale
con i suoi editoriali lucidi e anti-ortodossi su demografia, amore, sesso, malattie e tanto altro.
Lo conobbi personalmente a Torino nel 2005, persona dolcissima, vero psicoterapeuta umanista
mi ha anche aiutato in un momento doloroso della mia vita, quando ci incontravamo mi prendeva
a braccetto in modo confidenziale e mi parlava dei casi che si svolgevano intorno a noi, politica
soprattutto, con una mescolanza impagabile di ironia e rigore. Anche per questo, e per quanto
mi sento di aver perso stamattina (solo ora ho saputo la notizia) non posso che piangere.
Luigi non c'è più e anche se lo sentivo solo due o tre volte l'anno in occasioni speciali di
congressi e convegni, per sapere se ci saremmo visti, mi manca già.
Per un ateo non c'è consolazione. Non mi resta che vivere ricordandolo finché vivrò come un'altro
padre. Poi saremo, come tutti, nella sconfinata notte del "non essere".
Luca
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Caro Giuliano
se i radicali sono quasi tutti sulla Collina di Spoon River è molto difficile che possano muovere il dito e la lingua al massimo in attesa della rigidità cadaverica totale possono avere una visione velata in attesa del segnale di opacamento irreversibile del cristallino e riescono ad ascoltare gli ultimi rumori prima della sordità perpetua.
Per quanto riguarda il prof. Luigino nel forum di RI è stato aperto un trhread da uno dei tanti rompicoglioni che allego :-)
Insomma, e basta con ste nenie dei ricordi, degli onori, degli addii, delle riconoscenze più o meno ma fintarelle...E' morto o re....Viva o re. Ogni giorno che fa Cristo si muore come mosche e si rinasce come cavallette......
E' solo che una radio che ti fa ascoltare le pugnette degli anni settanta del guru una sera si e una no, e non si pone il problema di ricordare una colonna della stessa radio che per anni l'ha riempita di contenuti mai banali, è veramente deprimente.
Non si trattava di accendere il cero ma solo di ricordare quanto la sua vita fosse stata piena di intuizioni, di idee espresse e contenuti.
Io ricordo la sua idea di angoscia di morte, la bufala dell'aids, la sua concezone di psicologia politica.
Non sono quisquilie.
Se poi uno si è assuefatto ai discorsi del senatore Perduca....
W le Porette ridens e la Bernardine "MMMarccco c'ha ragggione!"
http://www.radioradicale.it/scheda/308372/luigi-de-marchi-le-sue-iniziative-sul-tema-della-contraccezione-la-legge-sullaborto-i-diritti-civili-lecon
e questo cosa sarebbe,allora?
E'andata in onda il giorno dopo come sgradevole coccodrillo.
Si poteva in ben altra maniera parlare del professore che per tanti anni ha tenuto rubrica fisa per due volte a settimana su rr.
Ma tant'é. Questa è la damnatio memoriae del mondo radicale.
Come successe a quella famosa pioniera radicale che dopo la rottura con il Divo fu riscoperta solo dopo la sua morte.
Allora faceva un po' comodo ricordarne il passato e lei non poteva difendersi...
Che schifo!
sabatino di martino
Morto Luigi De Marchi, fondatore Aied
e padre della psicosociologia italiana
ROMA (25 luglio) - Luigi De Marchi, psicologo clinico e sociale, è morto ieri a 83 anni a Roma. Padre della psicosociologia italiana, è stato referente per l'Italia, fondatore e presidente nel Belpaese, di tre importanti scuole di psicoterapia: quella psico-corporea di Wilhelm Reich, quella bioenergetica di Alexander Lowen e quella umanistica di Carl Rogers. Ha inoltre avuto la presidenza onoraria della Società italiana di psicologia politica, ed è stato al timone della Società europea di psicologia umanistica in qualità di direttore. I funerali si svolgeranno domani in forma laica a Roma. Il luogo e l'ora non sono stati ancora resi noti.
Nato a Brescia il 17 luglio 1937, aveva fondato l'Aied (Associazione Italiana per l'Educazione Demografica) nel 1953, guidandola per più di 20 anni con un impegno particolare nello sviluppo della cultura della contraccezione in Italia. De Marchi è stato poi protagonista in Italia di varie battaglie per i diritti civili riuscendo tra l'altro, nel 1971, con una storica sentenza della Corte Suprema ad ottenere la revoca dei divieti penali all'informazione e all'assistenza anticoncezionale.
Nel dibattito sui delitti in famiglia, De Marchi evidenziò come il nucleo familiare resti il luogo principale in cui avvengono gli omicidi. A suo giudizio il fenomeno «è il frutto del fallimento» della legge 180 sulla salute mentale, la legge Basaglia. Da qui la richiesta di «una riforma radicale e l'apertura di cliniche psichiatriche che non siano affatto i vecchi manicomi ma strutture umanizzate, oltre che di centri per l'attività riabilitativa». De Marchi nel 1984 ha lanciato una nuova teoria della cultura e della nevrosi con il suo libro "Lo shock primario". Nel 1986 ha fondato a Roma l'Istituto di psicologia umanistica esistenziale, che ha diretto fino alla sua morte.
Un «pioniere delle scelte umane della sessuologia; profeta del libero pensiero» lo ricorda Antonella Filastro, che sottolinea anche l'impegno profuso ai microfoni di Radio Radicale «pronto cogliere tutti gli aspetti del mistero umano senza dogmatismi, senza ideologismi ma con curiosità, con la vera sapienza e con lo sterminato amore per il fenomeno umano».
È stato anche un politologo e un convinto assertore dei rischi collegati all'esplosione demografica. Tra i recenti interventi di De Marchi l'Sos sulla solitudine dei politici. «Anche la politica è un luogo di solitudine - ha detto il presidente onorario della società italiana di psicologia politica - L'uomo politico, che dovrebbe rappresentare il popolo, in realtà ne è lontano anni luce, anche per via del linguaggio che usa, il politichese, estraneo alle emozioni della vita reale di tutti i giorni. Spesso più si è in alto nella scala del potere, e più si è soli, proprio come accade a molti leader che con i propri compagni di partito hanno un rapporto pedagogico».
De Marchi è l'autore di diversi saggi pubblicati dal 1960 al 2008. Tra questi: Sesso e civiltà, Laterza (1960); Repressione sessuale e oppressione sociale, SugarCo (1964); Perché‚ la Lega, Mondadori (1993); Aids. La grande truffa (con Fabio Franchi), Roma, Seam (1996); Il Solista - Autobiografia d'un italiano fuori dal coro, Edizioni Interculturali (2003); Il nuovo pensiero forte - Marx è morto, Freud è morto e io mi sento molto meglio, Spirali (2007; "Svolta a destra? Ovvero non è conservatore chi combatte parassiti, fannulloni e sfruttatorì, Armando Curcio Editore (2008).
I TESTI EVIDENZIATI SONO UN PO' DATATI MA PARLAVANO IN MANIERA EUILIBRATA DELLA PEDOFILIA E DELLLA SESSUALITA' DEI BAMBINI. SICURAMENTE SONO STATI INCOMPRESI....
Spiace che una "voce critica" se ne sia andata. Confesso però di non averlo mai apprezzato.... no, non mi piaceva.
Vasco
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
In effetti, nonostante non si potesse essere sempre daccordo con DeMarchi, ascoltarlo era sempre interessante e comunque una boccata di aria fresca, delle Bernardini e delle Porette non saprei che dire, solitamente cambio canale appena iniziano un discorso.
Ieri sera De Angelis e De Lucia lo hanno ricordato.
I
dalla mailing list dei Radicali E/R Giuliano Guidi scrive:
Inoltro questo commosso ricordo di Luca Pardi in memoria di Luigi De Marchi,ma nel contempo devo sottolineare come sui siti ufficiali e in NR non sia tuttora una riga in onore di colui che è stato un maestro per il mondo radicale e per la cultura laico-scientifica in generale.
Giuliano
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Luca
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Grazie per l'appellativo.
Sei sempre un signore!
sabatino di martino
Mi associo totalmente all'intevento di Sabatino di Martino.
Addio e Grazie.
Mi associo convintamente anch'io.
Onore al grande Gigi !
d.c.
Insomma, e basta con ste nenie dei ricordi, degli onori, degli addii, delle riconoscenze più o meno ma fintarelle...E' morto o re....Viva o re. Ogni giorno che fa Cristo si muore come mosche e si rinasce come cavallette......
il carso e le apuane.....
D'accordo. Si nasce, si muore.
Lui era un laico, un ateo credo.
E' solo che una radio che ti fa ascoltare le pugnette degli anni settanta del guru una sera si e una no, e non si pone il problema di ricordare una colonna della stessa radio che per anni l'ha riempita di contenuti mai banali, è veramente deprimente.
Non si trattava di accendere il cero ma solo di ricordare quanto la sua vita fosse stata piena di intuizioni, di idee espresse e contenuti.
Io ricordo la sua idea di angoscia di morte, la bufala dell'aids, la sua concezone di psicologia politica.
Non sono quisquilie.
Se poi uno si è assuefatto ai discorsi del senatore Perduca....
W le Porette ridens e la Bernardine "MMMarccco c'ha ragggione!"
sabatino di martino
Bravo Sabatino. De Marchi era un piacere del quale sentirò la mancanza...