--- Lun 19/7/10, giorno da pecora <ungiornodapecora@gmail.com> ha scritto:
Da: giorno da pecora <ungiornodapecora@gmail.com>
Oggetto: ospite di oggi nichi vendola
A: "Divino Otelma" <info@divinotelma.com>, "eva peres" <evaperes@yahoo.it>
Data: Lunedì 19 luglio 2010, 12:47Buongiorno Divino,ecco la domanda per l'ospite di oggi:Sarà il candidato del centrosinistra contro Berlusconi alle prossime elezioni?
Biografia [modifica]
Iscritto sin da giovanissimo alla FGCI e al Partito Comunista Italiano, nella sezione di Terlizzi, si laurea in lettere e filosofia con una tesi su Pier Paolo Pasolini. Impegnato in campo politico e sociale, diventa giornalista presso L'Unità. Dichiaratamente gay ma senza alcun problema a definirsi cattolico, grazie anche alla sua formazione in gioventù di tipo cattolico (è stato allievo di mons. Tonino Bello), è stato tra i promotori e fondatori dell'associazione Arcigay e della Lega italiana per la lotta contro l'AIDS (Lila).
--
"Un giorno da pecora" di Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro
dal lunedì al venerdì su Radio2 dalle 13.30 alle 15.00
Facebook: http://www.facebook.com/ungiornodapecoraweb:
www.ungiornodapecora.rai.it
Portavoce nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, è presidente della Regione Puglia dall'aprile2005.
Dal PCI a Rifondazione Comunista [modifica]
Nel 1985 venne invitato da Pietro Folena, allora segretario della FGCI, a far parte della segreteria nazionale, di cui diventò subito vice-presidente. Lasciò la carica nel 1988, diventando prima giornalista per il quotidiano Rinascita e poi dirigente nazionale del PCI, entrando nel comitato centrale nel 1990.
Fu contrario alla "svolta della Bolognina" e nel gennaio del 1991, in dissenso con l'orientamento del segretario Occhetto, Vendola fondò, conArmando Cossutta e altri, il Movimento per la rifondazione comunista, che diede poi vita al Partito della Rifondazione Comunista (PRC), di cui farà parte fino alla sua quasi sparizione. Eletto alla Camera dei deputati nel 1992, fu sempre rieletto nelle successive elezioni fino al 2005. Nel 1995, contrariamente a quanto stabilito dal comitato politico nazionale del suo partito, appoggiò insieme alla frazione dei Comunisti Unitari il governo tecnico del parlamentare Lamberto Dini. Negli anni da parlamentare fu importante il suo impegno nella Commissione parlamentare Antimafia, di cui fu anche vicepresidente.
Presidente della Regione Puglia [modifica]
Nel 2005 fu inaspettatamente scelto, tramite le elezioni primarie del 16 gennaio, come candidato della coalizione, L'Unione, alla presidenza della Regione Puglia, sconfiggendo il giovane economista Francesco Boccia con 40.358 voti (50,8%) contro le 38.676 (49,2%) preferenze ottenute dal suo avversario.
Vinse le elezioni regionali del 3 e 4 aprile ottenendo il 49,8% dei consensi contro il 49,2% di Raffaele Fitto, candidato del centrodestra e presidente uscente. Vendola formò quindi la nuova giunta di centrosinistra sostenuta da 14 formazioni politiche: La Margherita 9,73%, Lista Primavera 2,59%, SDI-Unità Socialista 4,1%, AP-UDEUR-R.I. 3,28%, DC Uniti 0,39, PSDI 2,2% , Lista Di Pietro 1,78%, DS 16,63%, PRC 5,11%, PDCI 2,26%, Verdi 1,56%. Scontenti del trattamento ricevuto nella formazione della nuova giunta, non sosterranno la stessa per il quinquennio la Lista Di Pietro ed il PDCI.
Nel febbraio del 2009 il sostituto procuratore Desirée Digeronimo della Procura di Bari mise sotto accusa l'assessore socialista alle Politiche della Salute Alberto Tedesco[2] (nominato da Vendola nonostante il conflitto di interessi di cui era portatore). Indagato risulta anche il vicepresidente del Consiglio regionale Sandro Frisullo (PD), per altre irregolarità emerse sulla gestione della Sanità pubblica: le accuse, nell’ordinanza emessa dal gip Sergio Di Paola, vanno dall'associazione per delinquere alla turbativa d’asta. Il contesto è quello della gestione delle gare per l’acquisto di attrezzature sanitarie alle Asl pugliesi, legata alla figura di Gianpaolo Tarantini.[3][4]
Durante la campagna elettorale per le successive elezioni regionali (marzo 2010), Vendola ha ricevuto, da parte del candidato presidente dell'opposto schieramento, pesanti critiche sull'operato del suo governo, che avrebbe portato a un debito di un miliardo e mezzo di euro.[5]
Nichi Vendola e il VII Congresso del PRC [modifica]
Dopo la fallimentare esperienza dell'Arcobaleno, al VII congresso del PRC stato il primo firmatario della mozione congressuale "Manifesto per la Rifondazione", che riflettendo sulla portata della sconfitta storica subita alle elezioni dell'aprile 2008 dalla sinistra e dai comunisti, propone una chiave di lettura della società italiana che suggerisce la necessità di sostenere l'unità della sinistra proponendo una costituente che crei un nuovo partito che rappresenti l'intera sinistra con Sinistra Democratica, Unire la Sinistra e la Federazione dei Verdi. Nonostante la mozione abbia riportato la maggioranza relativa dei consensi (47,3%), non è riuscita ad imporsi nel Congresso nazionale del PRC. In seguito avvia la costruzione dell'areaRifondazione per la Sinistra[6].
Il progetto di "Sinistra e Libertà" [modifica]
![]()
Presentazione di Sinistra Ecologia e Libertà presso Piazza Farnese a Roma
Il 21 gennaio 2009 dopo la vittoria nel congresso di rifondazione Comunista di Paolo Ferrero, con la mozione che propone di basare la politica sull'idea di ritrovamento dell'unità a sinistra, lontano dal Partito Democratico, Vendola lascia il partito e dichiara di volersi impegnare in un percorso, mirante alla costituzione di un nuovo soggetto politico che riunisca le diverse anime del centro-sinistra italiano in un'ottica di rinnovamento che porti ad uscire dalla situazione di irrilevanza politica e sociale nella quale è precipitata la sinistra radicale. Questo progetto ha lo scopo di portare la sinistra a confrontarsi con le nuove idee per lo sviluppo della società in modo tale da poter affrontare i problemi del mondo del lavoro, dell'ambiente, degli immigrati, e, più in generale, del futuro, senza che uno neghi l'altro, ma, al contrario, valorizzandosi uno per l'altro. Il primo passo è rappresentato dalla costituzione di un gruppo politico per le Elezioni Europee: "Sinistra e Libertà".
Già nel 2005 aveva espresso posizioni di distacco dalla sua formazione comunista, dichiarando: «Io voglio mettere in discussione e bruciare la mia tradizione culturale, quella di chi non si dichiara ex, ma comunista»[7].
Il progetto di "Sinistra e Libertà" che ipotizzava l'unione tra reduci dei DS (cosiddetto ex correntone), reduci di RC (vendoliani doc), Verdi e Socialisti, svanisce prima di nascere, con Verdi e Socialisti che si tirano indietro. Qualcuno sostiene che avrebbe pur sempre stimolato diversi territori dai quali emergerebbero contributi sia in termini di elaborazione politica, che pratiche amministrative, improntate sui bisogni e sulla necessità di uscire dalla crisi con il progresso sociale, ma gli elettori paiono non essere dello stesso avviso. Infatti quel che resta della iniziale coalizione, non riesce ad entrare nel Parlamento europeo alle Elezioni europee del 2009. Alle elezioni europee Nichi Vendola ottiene complessivamente 221.247 preferenze[8][9][10][11][12], sempre nel 2009 il partito cambia nome in "Sinistra Ecologia Libertà".
Elezioni regionali del 2010 [modifica]
In vista delle nuove elezioni regionali del 2010, alla luce della mutata situazione politica nazionale, Vendola apre all'UDC ed al movimento IO SUD della Poli Bortone, formando insieme le nuove giunte di Brindisi e Taranto, e sostituendo assessori dei Verdi e del PDCI (estranei alla vicenda Sanità) per fare posto a Stefàno dell'UDC ed assessori considerati più moderati. Ma tali sforzi risultano vani e Vendola rimane sgradito all'UDC ed alla Poli Bortone nonché a tutte le forze politiche e in particolar modo all'area dalemiana del PD [13] per la eventuale ricandidatura. Si autocandida lo stesso ed i partiti della coalizione, svolgono primarie organizzate in solo una settimana e Vendola grazie alla sua capacità comunicativa,utilizzando perfettamente i nuovi mezzi di comunicazione come Facebook e Twitter ,e grazie all'ala moderata del PD (gli ex Margherita) dei Gero Grassi e dei Minervini,oppositori interni della dirigenza regionale del PD riesce ad imporsi per la seconda volta su Boccia. I risultati danno Vendola vincitore a larga maggioranza, con il 67% delle preferenze, confermandolo come candidato del Centrosinistra[14][15] alla carica di Presidente della Regione Puglia. La travolgente vittoria di Vendola alle primarie lo lancia in una grande campagna elettorale che vede nascere in tutta la regione "Le fabbriche di Nichi".Giovani volontari di tutta la Puglia attivano un processo di rete e partecipazione: idee, proposte, informazioni e contenuti di ogni genere nascono e si diffondono vorticosamente per tutta la regione, attraverso il web e le azioni sul territorio.[16]
La campagna elettorale di Vendola è stata premiata tre volte all'ultimo Galà della Politica. Suoi i premi per il manifesto, per la campagna tematica e per lo spot. Quest'ultimo - La Puglia dal Medico - è già un cult.
Sicuramente ha favorito la vittoria di Vendola, l'UDC che a differenza delle altre regioni decide di correre sola insieme al movimento IO Sud candidando la sua leader Poli Bertone. I dati definitivi relativi alle elezioni regionali del marzo 2010 riconfermano Nichi Vendola come governatore alla guida della Regione Puglia[17].