FINANZIAMENTO AI PARTITI

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c.ferraro

TODOS CABALLEROS
Starei per domandarmi, con imbecillità per nulla studiata - come si studia in quei centri di formazione politica (Le Frattocchie), dove le giovani leve si acculturano sui modi e sugli stili democratici - cos’è il RIMBORSO elettorale? Veramente lo Stato (cioè noi tutti) elargisce a Partiti e alle Formazioni di aggregati “idealisti”, che hanno partecipato alla competizione elettoralistica, un bonus, un tanto a voto ricevuto? Ma viene accreditato sulla base dell’ideale che ciascuno sventola o sulla faccia dell’idealista che lo sventola? Ovvero, è il pensiero a dover essere sovvenzionato o i pensatori che abbisognano di un tot a voto per farsi pubblicizzare le facce, i viaggi africani, le tournée culturali, le lacrime e gli affanni?
Se fossero i pensatori a dover godere di questo contributo straordinario, per pubblicizzarsi, con quale criterio sarebbero scelte le facce da reclamizzare? Sarebbe sempre la fotogenia, i bei denti, il sorriso accattivante, l’eloquio sprizzante, l’altezza, la bellezza, e i vari ingredienti che usava Hollywood una volta? E’ da Beverly Hills che si diparte il potere dei belli iperdemocratici? Non è più l’ideale la substantia progettuale? Mi parrebbe un tantino azzardato pretendere che lo Stato democratico debba finanziarsi finanche la spontaneità votativa. Ma la politica costa!, redarguisce il pedagogo di turno.
Se lo Stato non contribuisse ai costi della propaganda elettorale (come fecero Socrate, Platone, Cristo a divulgare il loro pensiero, non è argomento di questa discettazione), accadrebbe che solo i ricchi sarebbero in grado di far giungere alle genti i messaggi, le gigantografie che guarniscono il Belpaese. Una plutocrazia autoritaria con grave nocumento del “popolo sovrano”.
O bella, questa mi farebbe ridere se fosse addotta quale pretesto per fottersi finanziamenti pingui dallo Stato e consentire, agli esploratori africani, di predicare, di visitare gli ammalati, scrivere libri e, poscia, declamare tutto l’amore di cui l’umanità ha veramente bisogno. Scilomi che verrebbero da pergami d’occasione, da “unti” che non si sa da chi, da bisunti che, si presume, scendano dai coglioni di Abramo per condurre sciami di popolo alla terra promessa.
Insomma, una presa in giro per non chiamare ambizione quella che illegittima la pretesa dei Prodi, dei D’Alema, dei Veltroni (missionario), dei Mussi, dei Fini, dei Casini, dei Buttiglione, degli Amato ecc., che sono stati usti dal sacro fuoco di servire il popolo. La Corte dei Conti fa le pulci ai rendiconti dei Partiti (4000 lire a cranio votante); i legislatori, cioè quelli che hanno fatto la legge, sbraitano pretenderebbero di essere “legibus soluti”, e recriminano i magistrati che si son permessi di elevare condanne immotivate sull’andazzo. Insomma, un enorme conflitto d’interessi generalizzato da far impallidire quello berlusconiano alla faccia!
C’è da credere che viviamo, ottimisticamente, nella migliore delle democrazie possibili pessimisticamente potrebbe anch’essere vero. O dovremmo concludere che ci governa un “Fetidissimum ius Langobardorum”.
Todos caballeros?
FERROBRACCIO