Commissione 2) LEGALIZZARE L'ITALIA: la riconquista di condizioni minime di legalità, contro i furti di democrazia, di conoscenza e di denaro nell'anti-democrazia italiana. La riforma anglosassone delle istituzioni.
Abbiamo aperto un thread di discussione specifico per ciascuno dei temi proposti per i dibattiti tematici (Commissioni) al VI Congresso di Radicali Italiani, che si terrà a Padova dal 1° al 4 novembre 2007.
Mediante questo form:
http://www.radicali.it//primariecommissioni/form.php
è possibile partecipare alle “primarie delle Commissioni”, indicando quali Commissioni (temi) preferisci e a quale Commissione parteciperai se vieni al Congresso.
Preghiamo tutti di attenersi all’argomento del thread, quindi al tema specifico qui proposto.
Disponibile sul sito di RadioRadicale:
Mario Staderini
Relatore della Commissione 2 LEGALIZZARE L'ITALIA: la riconquista di condizioni minime di legalità, contro i furti di democrazia, di conoscenza e di denaro nell'anti-democrazia italiana
Durata: 21' 13"
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… DURO … ESSERE RADICALI … OGGI
Disponibile sul sito di RadioRadicale:
2ª Commissione "Legalizzare l'Italia. La riconquista di condizioni minime di legalità, contro i furti di democrazia, di conoscenza e di denaro nell'antidemocrazia italiana" (Seconda giornata)
Durata: 1h 52' 37"
Interventi: Adriano Peluso (4' 58"); Alberto Belelli (10' 43"); Antonio Pesare (9' 46"); Walter Noli (7' 39"); Gabriella Barbaro (19' 5"); Giulio Braccini (9' 32"); Bernadetta Graziani (28' 25"); Giuseppe Sari (10' 8"); Roberto Casonato (8' 55"); Walter Vecellio (25' 16")
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… DURO … ESSERE RADICALI … OGGI
COMMISSIONE “LEGALIZZARE L’ITALIA”
Sintesi degli interventi
Walter Vecellio:
“Legalizzare l’Italia” richiede il rispetto al diritto dei cittadini a conoscere per deliberare; in particolare consideriamo alcune vicende:
gli otto senatori eletti e non nominati, il dibattito sul potere di grazia del Capo dello Stato, i costi della non democrazia, i grandi problemi dell’informazione negata e scorretta e dell’agenda dell’informazione. Il servizio pubblico è divenuta una esclusiva cassa di risonanza di interessi particolari.
L’esclusione dei radicali prosegue, le denunce e le mozioni vengono liquidate come risentimento; le lotte radicali prima citate hanno in comune che non si sanno, che sono escluse e quindi i cittadini vengono privati del diritto a conoscere per deliberare.
Antonella Casu
Si può parlare di antidemocrazia piuttosto che di costi della politica, argomento demagogico; meglio è sottolineare che la politica può essere nobile e ha un costo che va accettato riconoscendone le degenerazioni, per esempio, il mantenimento degli enti inutili, il proliferare di società miste, strumento per gestione clientelare; i costi dell’antidemocrazia sono frutto del sistema partitocratrico.
E’ fondamentale la trasparenza degli atti pubblici che devono essere resi fruibili ai più e integralmente; in questa direzione i radicali si sono mossi già dagli anni ‘70 con le prime dirette parlamentari, oggi con le iniziative per l’anagrafe degli eletti.
Mentre nel sistema dell’ informazione attuale, a fronte di una necessaria informazione e trasparenza, abbiamo solo una valanga di scandali che produce disgusto nella gente ed allontana sempre di più dalle istituzioni e dalla politica, entrando nelle istituzioni i radicali non sono cambiati, ma cercano di cambiare le istituzioni stesse, nello specifico con proposte di legge sui costi, il contenimento delle spese istituzionali e della pubblica amministrazione, la soppressione delle comunità montane e la regolamentazione dei finanziamenti a partiti e sindacati.
Si è riusciti a intervenire sul bilancio interno della Camera dei deputati con successo nel contenimento degli oneri e nella trasparenza; nella finanziaria 2008 interverremo sui costi delle pubbliche amministrazioni, con l’obiettivo della soppressione delle comunità montane, per un ridimensionamento più consistente di quello previsto dal governo.
Riguardo alla trasparenza, abbiamo ottenuto la conoscenza analitica dei dati di bilancio della Camera, la videoregistrazione dei lavori delle commissioni al fine anche di potenziare l’ archivio, il sito web e il canale satellitare della Camera, integrando inoltre gli eventi esterni all’istituzione ma relativi all’attività parlamentare; con riferimento all’anagrafe degli eletti e più in generale alla trasparenza delle istituzioni siamo intervenuti sull’aggiornamento del sito rendendo più accessibile in formati standardizzati e aperti ad ogni dato utile; si stanno intraprendendo azioni contro il voto dei pianisti attraverso il riconoscimento biometrico per l’identificazione.
Legalizzare l’Italia attraverso la riconquista di condizioni minime di legalità, contro i furti di democrazia, di conoscenza e di denaro è il passaggio obbligato grazie al quale è possibile far sbocciare una nuova primavera.
Michele Rana
Una necessaria premessa alla questione della legalità, è la domanda: quale legalità? Nel duplice aspetto soggettivo ( legalità istituzionale o legalità del semplice cittadino? ) e oggettivo ( legalità come presidio e tutela dei beni giuridici fondamentali o legalità della mera disobbedienza all’ autorità costituita?)
Poiché ad ogni strage di diritto corrisponde una strage di vite, la priorità che va perseguita è la legalità istituzionale, questa rende morale anche la pretesa della legge nei confronti dei consociati.
L’ approfondimento conoscitivo non va trascurato; si deve porre il problema di una rassegna, un libro bianco delle violazioni di legalità; la legalità oggi è in crisi perché si è prodotta una crisi della superiore legge costituzionale, in favore di una costituzione materiale, con conseguente rottura del patto consociativo; questo non è uno stato di diritto.
L’ alterazione del gioco democratico ha ridotto i diritti democratici a meri privilegi per gli occupanti del recinto bipolare;il ruolo dell’ informazione non è solo quello di censurare ma soprattutto di mistificare e confondere iniziative e proposte politiche.
Sulla questione del potere di grazia, e del rispetto dell’articolo 95 della Costituzione, agli interessamenti di autorevoli esponenti di maggioranza e di opposizione non ha fatto seguito alcun adoperarsi formale; continua a non avere risposta la domanda: Adriano Sofri è compatibile con uno stato di detenzione? Sofri è diventato il simbolo vivente della negazione del diritto alla rieducazione e dell’ articolo 27 della Costituzione. Va inoltre incardinato il grande problema del monitoraggio della rieducazione carceraria negli istituti penitenziari e delle strutture giudiziarie di sorveglianza.
L’ottenimento del ripristino della legalità per noi radicali è un processo dialogico mai destinato al disconoscimento del potere.
Sul caso degli 8 senatori, esempio di legge non applicata, va ricordato che nel contenzioso elettorale le camere agiscono non come organi politici ma come organi giurisdizionali, se il giudizio è politico e diviene strumento estraneo all’applicazione della legge si può ricorrere al Capo dello Stato come garante costituzionale.
Marco Beltrandi
Da metà luglio, avvicinandosi al 14 ottobre, l’azienda pubblica Rai è diventata sempre più in mano al PD e al gioco delle primarie; una partita truccata, con carte già date, e non a caso: il servizio pubblico complice e promotore di una campagna di disinformazione sulle primarie; Veltroni superesposto, gli altri candidati solo in funzione antiveltroni.
Non siamo stati inerti; quando l’Autorità è intervenuta con un atto di indirizzo sollecitato dal comitato 14 ottobre, rivolgendosi a tv privata e pubblica - mentre tutte le sentenze e le leggi riconoscono come organo unico a deliberare per la tv pubblica la commissione di vigilanza - in commissione di vigilanza abbiamo sollevato la questione, chiedendo un atto di indirizzo in favore di una adeguata informazione, che concernesse i favorevoli e i contrari, sul significato del voto e sulle sue modalità. Una lettera di RI all’Autorità ha ottenuto una risposta, a tempi ormai scaduti, che ha indicato la necessità di far parlare, sulle primarie, anche gli esterni al PD.
Si arriva alla faccenda Petroni; la rimozione di Petroni dal suo ruolo richiede il rinnovo di tutto il cda; il parlamento deve riappropriarsi delle sue funzioni.
Il quadro Rai è disastroso, a questo punto abbiamo la possibilità di incidere e ci siamo riusciti diverse volte, ma se non c’è da parte dei radicali la possibilità di assumere responsabilità e ruolo nella gestione Rai non si inverte una situazione catastrofica per i diritti civili ma anche per la azienda stessa.
Giuletti ha proposto per la rai un format sui diritti umani, e Beltrandi ha proposto di affidarlo a Vecellio
Sul centro di ascolto: anche su questo si deve riuscire a far sì che la Rai rispetti la gara per il monitoraggio dei palinsesti e delle presenze. La gara non si fa mentre la Rai si serve dell’osservatorio di Pavia senza alcuna gara; i dati forniti sono inutilizzabili e non tengono conto di ciò che va in onda nelle varie sedi regionali.
Mario Staderini
Il titolo della commissione, legalizzare l’Italia, centra una forma di regolamentazione di convivenza sociale che è un mix fra lo stato di diritto e il funzionamento democratico come metodo; stato di diritto per l’ uguaglianza delle opportunità tra cittadini, democrazia come circolazione delle idee;
oggi abbiamo una esistenza fuorilegge delle emittenze, anche strutturalmente; una esistenza
fuorilegge delle istituzioni stesse, l’ avanzamento del genocidio politico e culturale dei radicali già denunciato nel ‘98 dal Presidente della Commissione di vigilanza.
L’ indirizzo è consolidato e ormai l’ assuefazione è entrata nell’intero vissuto anche radicale; oggi la fotografia del nostro paese è una classe dirigente che attraverso l’inclusione o esclusione di temi, soggetti e leader, soprattutto nei talk show, controlla l’oggetto di discussione nell’opinione pubblica. Esistono regole non scritte sempre più ad esclusione dei radicali:
proporzionalità presenza televisiva / risultato elettorale, talk show usati come armi di distrazioni di massa ( cronaca nera ); fenomeno nuovo, l’erosione degli ascolti per la comunicazione politica di fatto di ostacolo per l’introduzione di temi scomodi con metodi forti; in questo quadro un’ulteriore anomalia è costituita dal Vaticano, che estende spazi e potere in televisione, senza contraddittorio e con notizie ripetute più volte.
I radicali appaiono, poco in televisione, e sempre su temi specifici: la moratoria, Welby, ma non su temi di governo o economici.
Il danno è per i cittadini, il problema è di memoria storica; la discussione pubblica cambia orientamento. I radicali non vengono interpellati, per esempio, sul finanziamento pubblico, sul caso de Magistris, sul sostituto di imposta, sulle trattenute del sindacato, sul welfare, temi radicali sui quali la memoria storica è negata ai cittadini; non dobbiamo solo chiederci perché ma quale è il passo da fare per superare quel che fa male soprattutto al paese.
Arriviamo, nel caso di Marco Pannella, al paradosso di un leader descritto come Crono, ma escluso dal manifestare le proprie opinioni; iniziative forti, plenum, grazia, pena di morte, nessuno di questi temi è trattato in trasmissioni di approfondimento politico, problema che manifesta l’urgenza di studiare il perché e che cosa fare; il problema oggi è che cosa si fa nel momento in cui le istituzioni competenti a verificare e garantire la legalità sono le prime ad essere fuori legge. Questo è il problema delle democrazie occidentali, la circolazione delle idee è il punto debole dello stato di diritto a funzionamento democratico; che cosa si fa se è l’istituzione stessa che deve ottenere il rispetto della legge a essere fuori legge? Siamo consapevoli di aver bisogno anche di
riforme nel modo stesso di fare comunicazione e nel modo di fruizione dei contenuti.
Legalizzare l’Italia vuol dire dare respiro a forze economiche imprenditoriali, ai semplici lavoratori liberi di muoversi e creare flussi di denaro; si può legalizzare l’Italia con forze nuove derivanti dalla liberazione dalle corporazioni e dalle pastoie protezionistiche; un tema centrale dell’analisi radicale.
Pietro Pipi
E’una volontà lucida quella che silenzia Pannella; pur di silenziarlo si tace anche su proposte come “nessuno tocchi Saddam” o l’ingresso di Israele nella comunità europea.
Un punto imprescindibile è l’informazione, ma anche la battaglia sulla legalità, sul merito, per l’
anagrafe dei responsabili delle risorse pubbliche, per un bilancio facilmente visibile; per forme di
job offer nei siti istituzionali della pubblica amministrazione, per un rapporto diretto con l’eletto.
Adriano Peluso
Le nuove tecnologie, e la possibilità di creare palinsesti personali fanno considerare la possibilità per i radicali di poter produrre in proprio trasmissioni fruibili su internet, una sorta di Tele Radicale.
I contenuti potrebbero raggiungere platee potenziali di milioni di persone; la nascita di tecnologie open che permettono di collegarsi ai computer senza infrastrutture di supporto di tipo industriale rendono possibile la connessione e la diffusione di trasmissioni e programmi “clandestini”.
A.Belelli
Presentatore di una mozione particolare sulla legalità; nella mozione particolare al primo punto la lotta alla casta e ai suoi privilegi; è inutile parlare di altri temi se prima non viene risolto il preliminare della restaurazione della legalità, lotta non solo agli stipendi parlamentari ( comunque troppo alti e non proporzionati ai parametri degli stipendi medi ), ma per la riforma istituzionale elettorale e meccanismi di formazione degli organi rappresentativi.
L’ Italia è attualmente un paese retto da un sistema oligarchico clientelare mentre l’art. 49 della Costituzione prevede partiti impostati su base democratica.
A.Pesare
Legalizzare l’Italia è sinonimo di radicale ed è sinonimo di antiproibizionismo; antiproibizionismo vuol dire diritto d’asilo, piena dignità, rispetto per le scelte personali, buonsenso; scelte personali in due sfere, comportamenti sessuali e possibilità di scelta nell’utilizzo di sostanze. Vanno puntualizzati i costi del proibizionismo e incrementata la lotta per il ribaltamento della legge Fini Giovanardi. Dobbiamo puntare sulla battaglia per le narcosalas e sostenere la legge Boato in discussione al Parlamento.
Walter Noli
Molte sono le trasmissioni che trattano dell’illegalità diffusa, ma la gente è ormai assuefatta e consapevole che allo stato non si può fare nulla; con i mezzi messi in campo dal potere oligarchico non vi è possibilità di legalizzare il paese.
Solo riprendendoci l’unico strumento di controllo e democrazia diretta che la Costituzione ci dà, il referendum, neutralizzato dalla partitocrazia con vari metodi, potremo esercitare pressioni dal basso affinché la legalità sia rispettata; la gente si aspetta che noi facciamo questa battaglia.
Oltre a questo proseguiamo il lavoro per fare informazione su altre piattaforme ( internet, satellitare, radio ); nello stesso tempo lavoriamo sull’apertura delle associazioni radicali alla gente, ripensandole come punti di incontro, lettura, analisi, ecc. cercando di accogliere nuove energie economiche ed umane.
Gabriella Barbaro
La Rai deve essere gestita con criteri giornalistici e professionali; la merce informazione ha una valenza politica e sociale del tutto unica e particolare; va modificata l’asse e la funzione della televisione pubblica, liberarata l’ informazione televisiva dal controllo dei partiti.
Il nuovo assetto societario che trasformi la rai in una vera azienda giornalistica, in una agenzia di informazione televisiva dinamica con un unico referente, il paese, affidata interamente a giornalisti.
Ad oggi, pur essendo il ministero delle finanze il maggiore azionista, l’informazione che la rai produce è plasmata dagli interessi delle parti che si sono spartite il controllo dell’azienda.
La mia proposta è per uno sciopero che chiami la gente a spengere ripetutamente la tv spazzatura ad appuntamenti preannunciati, proposta che nel momento attuale potrebbe incontrare il favore di una parte non piccola dell’opinione pubblica.
Giulio Braccini
L’antiproibizionismo. Non ci si può permettere di dimenticare l’antiproibizionismo, perché in questo siamo i capofila, perché è alla radice di una illegalità diffusa; è un problema globale,quello del proibizionismo.
Alcuni dati: tra il 6 e il 10 % del commercio internazionale,sia in quantità di denaro che di
scambio è costituito dal commercio di droghe illegali; quindi, se il proibizionismo cade, ci sarà una
ricaduta sulla economia e sulla criminalità organizzata; altro dato, il 90% degli introiti della malavita organizzata italiana proviene dal mercato di sostanze illecite.
Buona la discussione su narcosalas, bene le azioni di Cappato e Perduca sulla legalizzazione dell’oppio afgano e della foglia di coca.
Ci aspetta un anno in cui ci occuperemo di altro; i dati che ho ricordato dicono che stiamo parlando di economia quando parliamo di antiproibizionismo, sono punti del Pil, di criminalità e altro.
In quest’anno si inizi a organizzare un momento di incontro fra i disobbedienti civili o chi ha qualche idea nuova .
Ci sono mancate le forze dopo la Fini-Giovanardi. Facciamo una riunione più o meno carbonara per capire cosa fare. Che non sia troppo sabbatico l’anno.
Bernardetta Graziani
Consigliere comunale eletta con la RNP a Pavulo Frignano, prov. Modena. In quel comune la Rnp ha avuto 8.33%.
Fa il punto sulla sua esperienza.
Far politica con i socialisti, e mio modo. Il mio paese è ancora alla preistoria.
Per la mia battaglia sul rispetto dei regolamenti non faccio più parte del gruppo consiliare della Rnp, ma del gruppo misto.
Quando ho voluto convocare la commissionne su Welby e eutanasia, mi viene detto che non posso.
Le violazioni del regolamento sono quotidiane e ripetitive.
Prendo la parola in consiglio, scrivo sui giornali, mi viene detto che voglio troppa visibilità.
Loro trovano una sola posizione, io mi muovo con la mia testa. La forza di una coalizione sarebbe quella di vivere da posizioni diverse.
Fa paura parlare di certe cose, ad esempio eutanasia. Sono stata accerchiata, sono arrivate telefonate, non si poteva parlare di questo problema.
Ho tenuto duro. Ho fatto attacchi duri alla minoranza, con cultura di destra becera. Sono la più attaccata da tutti.
Casonato
Due schieramenti;elettorato diviso a metà tra chi ha i privilegi e chi li aspetta; crisi economica nel paese, noi possiamo essere il granello di sabbia nella macchina oliata; facciamo tutto quello che dobbiamo fare.
Lo sviluppo culturale ed economico di un paese sono variabili dipendenti.
Troppa litigiosità nelle associazioni il confronto duro va bene ma la litigiosità non ce la possiamo permettere
Maurizio Michelini
Legalizzare: c’è un buco, il problema delle donne, escluse dal sistema amministrativo e politico.
Si tratta di una metà della popolazione, una metà di intelligenza e di tipo diverso esclusa con metodo. Siamo più indietro rispetto agli altri paesi su questo tema, si tratta di un problema di fondo. Dobbiamo porlo come problema di modo di affrontare la politica.
Palazzo di giustizia di Milano: le donne magistrato hanno dato un contributo decisivo nel tema della assegnazione delle inchieste, hanno imposto assegnazione automatica. I processi della Alfa Romeo di Arese hanno cominciato ad essere assegnati a più magistrati. Fino ad allora li faceva un solo magistrato che dava ragione solo all’Alfa.
Paese che esclude dai suoi organismi le donne.
Elezioni devono assicurare anche una quota di elette. Esclusione metodica programmata. Mancanza del genio femminile. Nessun paese se la deve permettere.
Il Partito Radicale è andato spesso oltre i suoi confini, adeguando la concezione che ha di se stesso come organizzazione. Negli ultimi tempi si è chiuso invece di aprirsi. Chiudere il rapporto con il paese è dannoso. Inventare dei meccanismi nuovi, ed allargare la sua base.
Le sintesi sopra riportate sono frutto di appunti presi nel corso dei lavori di commissione; per l’integralità e la testualità degli interventi, si rimanda alle registrazioni audiovideo disponibili sul sito www.radioradicale.it.
Disponibile sul sito di RadioRadicale:
Legalizzare l' Italia (IIª Commissione)
Durata: 2h 1' 29"
Interventi: Walter Vecellio (10' 34"); Antonella Casu (20' 5" + 19' 29"); Michele Rana (22' 24"); Marco Beltrandi (29' 55"); Mario Staderini (27' 31"); Pietro Pipi (?)
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… DURO … ESSERE RADICALI … OGGI
Mozione Particolare per la riforma dell'istituto del referendario . . .
Walter, per quanto mi riguarda la riforma dell'istituto referendario è, parlando di strumenti, prioritaria per non disperdere un patrimonio politico che ha visto i radicali negli anni in prima linea nel rivendicare agli italiani la seconda scheda; specialmente nell'abolizione del quorum; chi non vota non sceglie, e, complementare, garanzia di accesso al voto a TUTTI, dagli abitanti di Ginostra ( che devono andare a votare con la barca, se il tempo e la salute lo permettono), ai residenti nelle residenze protette.
Come già annunciato, questa sarà la mozione che intendo presentare;
Spero di avere il vs appoggio.
By Walter
Mozione Particolare per la riforma dell'istituto del referendario
Il IV Congresso di Radicali Italiani, riunito a Padova dal 1° al 4 novembre,
PREMESSO
-che i radicali hanno raggiunto il loro massimo livello di efficienza, penetrazione e consenso attraverso le consultazioni referendarie, regalando al Paese riforme fondamentali per la vita dei cittadini italiani;
-che sempre più spesso il nostro movimento è precursore di analisi politico/sociali lungimiranti e che da anni denuncia il sistema partitocratico che sta determinando l'involuzione dell'Italia rispetto agli altri Paesi Europei e non solo;
-che allo stato attuale, le nostre forze non ci consentono di incidere in maniera determinante su alcuna materia;
CONSIDERATO
-che la crisi di democrazia e legalità imposta al nostro Paese dalla partitocrazia ha creato una profonda frattura tra società civile e partiti politici, che sta innescando preoccupanti fenomeni impropriamente definiti come anti-politici, ma che denunciano il profondo distacco tra i problemi affrontati quotidianamente dalle forze politiche e quelli vissuti dalla gente;
-che l'oligarchia partitocratica opera con estrema solerzia e puntualità per la conservazione del suo potere, trascurando sempre più spesso le urgenze del Paese;
-che la necessità di intervenire sull'agenda politica italiana non è più rinviabile e la richiesta dell'opinione pubblica esige un maggior coinvolgimento che vada al di là della mobilitazione per acclamare un leader;
VALUTATO
-che si è neutralizzato l'unico strumento di democrazia diretta attraverso strategie sistematiche che quando non cassano le istanze, con la troppa discrezionalità della Corte Costituzionale, vanificano le stesse con leggi che annullano la volontà popolare, con scioglimenti anticipati del Parlamento, con un assurdo quorum e con la manipolazione dell'informazione;
-che il referendum è, come ha già dimostrato, l'unico strumento in grado per costringere il Parlamento a legiferare su temi altrimenti esclusi dall'agenda politica italiana come quelli relativi a vita, morte, laicità dello Stato, diritti individuali e collettivi, giustizia, nonché urgenti temi economici che inevitabilmente toccherebbero interessi troppo legati al consenso elettorale;
-che tale consultazione popolare determinerebbe una crescita, da parte dei cittadini, della partecipazione politica non manipolabile dalla partitocrazia, con un evidente aumento della qualità democratica, come già dimostrato in molte realtà europee;
-che l'esigenza dell'attuale momento storico, porterà inevitabilmente a mettere mano alla Costituzione e potrebbe anche consentire di inserire all'ordine del giorno una profonda modifica dell'istituto referendario;
IMPEGNA
Radicali Italiani a fare della riforma dell'istituto referendario, nazionale e regionale, uno dei principali obiettivi della sua azione politica, anche attraverso l'istituzione di un gruppo di lavoro atto a individuare le riforme da portare all'art. 75 della Costituzione e alle relative leggi applicative.
Noli Walter
Morales, D’Elia, Cappato e Perduca: il governo sostenga la proposta boliviana di riclassificazione della foglia di coca
Roma, 29 ottobre 2007
• Dichiarazione di Sergio D’Elia, deputato radicale della Rosa nel Pugno, Marco Cappato eurodeputato radicale e Marco Perduca, Vice-Presidente del Senato del Partito Radicale Nonviolento
L’Italia colga l’occasione della presenza del Presidente Evo Morales per sostenere la proposta boliviana delle cancellazione della foglia di coca dalla lista delle sostanze proibite dalle Convenzioni ONU in materia di sostanze stupefacenti. Da oltre 40 anni il regime proibizionista internazionale proibisce l’uso tradizionale, religioso e, cosa molto importante per uno dei paesi più poveri del continente americano, industriale della foglia di coca e dei suoi derivati su basi puramente ideologiche mai peraltro valutate nella loro reale efficacia di “lotta alla droga”.
Ne 2007 tanto il parlamento italiano quanto quello europeo hanno adottato a stragrande maggioranza, la proposta radicale di un prammatico utilizzo dell’oppio afghano per una produzione “umanitaria” di morfina per i paesi poveri. Occorre prendere decisioni altrettanto liberali per quanto riguarda la foglia di coca e consentirne un’utilizzazione industriale anche per incidere sull’unico sbocco oggi remunerativo che è il narco-traffico. Nelle prossime settimane avvieremo una serie di iniziative politiche e parlamentari in questa direzione.
Per tradurre credo che non solo sulla giustizia ma su tutto il dibattito è falso, non vero, artefatto.
Illegalità come denuncia nel costruire altro confronto, il compito a mio avviso del partito.
E ancora:
Da una parte loro "I giovani si distruggono con la droga".
Dall'altra "I giovani hanno diritto a questo contraddittorio".
Nella prima il terrorismo e la guerra alla minaccia chimica di Saddam Hussein.
Nella seconda la persona dal confronto delle idee, nell'inclusione dei diritti, nella dignità di una valutazione sociale fuori da ogni forma di violenza.
Tu nuovo democratico vuoi costruire nella prima o nella seconda il Partito?
Noi Radicali da 52 anni lottiamo per darti anche oggi quest'opportunità.
Per tradurre credo che non solo sulla giustizia ma su tutto il dibattito è falso, non vero, artefatto.
Illegalità come denuncia nel costruire altro confronto, il compito a mio avviso del partito.
Ma come scrivi ??
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
Tutto il pacchetto sulla giustizia che il Partito porta avanti da anni come tra gli altri denuncia nella negazione del dibattito dell'ingresso trasversale del crimine mafioso nel vissuto sociale di ogni giorno.
I Magistrati e il loro lavoro nella sicurezza e nell'efficienza dello status quo, o nella sicurezza e nell'efficienza che interrogano la gente su:
mafia e seprazione delle carriere;
mafia e abolizione dell'obbligatorietà dell'azione penale;
mafia e ... ecc.
Quali gli strumenti che il nuovo Partito Democratico vuole dare ai cittadini delle regioni a più alto tasso criminale per pretendere dai politici sulla giustizia questo dibattito nella richiesta del consenso?
E c'è un margine di discussione che noi Radicali in questo ambito con Veltroni possiamo aprire?
"Non pretendiamo da parte vostra la giustezza delle singole proposte, vogliamo il confronto, vogliamo lo sviluppo economico e la lotta al crimine di questo contraddittorio".
Claudio.
secondo luogo ... il rispetto della costituzione innanzitutto impone lo sbarramento per ...
i partiti grossi ... è ora di finirla con le mega inciuciate ... in parlamento devono esserci TUTTI I PARTITI E NON SOLO LE GROSSE CORDATE ....
PATTO CHIARO O NON SI ANDRA DA NESSUNA PARTE
www.pattochiaro.net
la solitudine dei numeri primi ...
i primi 12 articoli della nostra Costituzione
... PATTO CHIARO ...
PRIMA DI TUTTO UNA VERA SEPARAZIONE NEL MONDO DELLA GIUSTIZIA TRA:
ORDINE GIURISPRUDENTE
ORDINE GIUDIZIARIO
ORDINE FORENSE
occorre finire con questa stupida commedia degli inciuci:
il corpo giudiziario non deve essere un miscuglio di surrogati (polizia, cartabinieri, ecc. ecc.) tutti inquirenti, esecutanti, ecc. ecc.
la magistratura giudicante deve essere autonoma realmente e cooperante con la magistratura inquirente ma non separante
tutto l'ordine forense deve avere una formazione professionale attraverso un istituto unico per l'accesso in adeguatezza alle libere professioni
SONO TRE ENTITA SEPARATE CHE NON LO SONO IN REALTA
oggi con la borsetta da praticante avvocato si diventa con un concorsino magistrato e con un altro capo della polizia come ad un supermercato
una cosa assurda e paradossale oltre che scarsamente professionale ...
patto chiaro
www.pattochiaro.net
la solitudine dei numeri primi ...
i primi 12 articoli della nostra Costituzione
si, questo è un altro "nodo" della legalità in italia; legalizzare i fenomeni sociali.
Poi, fino a che l'informazione sarà in mano a gente come vespa ( l'avete sentito il testo dell'intercettazione vespa-sottile? ) non basterà nè la riforma refendaria nè quella elettorale nè la libertà di coltivarsi la canapa
:arrow: riforma dell'istituto referendario
:arrow: maggioritario uninominale secco all'inglese come da referendum ' 93
:arrow: legalizzazione droga e prostituzione
:arrow: libertà e correttezza di informazione
Cara Claudia dove c'è da firmare ?
Facciamone il manifesto di questo congresso.
By Walter
propongo si un maggioritario secco all'inglese.. ma che il premio di maggioranza assoluta sia ripartito non alla coalizione.. ma al partito di maggioranza della coalizione.. così facendo gli altri partiti di coalizione non avranno il potere di interferire a livello legislativo ricattando grazie a poche poltrone tutto il governo.. e ritengo per il bene della democrazia che lo sbaramento rimanga al 2% non serve alzare lo sbarramento per garantire governabilità ma basta un rendere il partito leader e vincente di coalizione libero di legiferare senza apporto esterno alcuno..
altre iniziative interessanti possono essere la legalizzazione delle pensioni private non solo integrative come oggi..
abolizione conflito di interessi fra PM giudicante e PM accusatore.
grazie a tutti!
l' articolo di Nord Est
http://www.anordest.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4013&Itemid=74:
"Noi - chiude Pannella - irriducibilmente, vogliamo discutere. E tu? A Padova, dunque."
Come mai Pannella non discute su questo spazio "VI Congresso di Radicali Italiani: le 'Primarie' delle Commissioni"?
No, quel testo non l'abbiamo sentito, però abbiamo sentito la conversazione
di Marco Pannelle con Massimo Bordin in cui Marco "ordinava":
Di schifezze ne abbiamo sentite e ne sentiamo troppe in casa radicale:
Bruno Vespa al confronto è aria pulita (almeno lui non pretende di essere
il "più puro" di sempre !!)
Vasco.
Mi sembra il "buon" Capezza abbia ancora oggi, molto spazio su R.R. e
senza dubbio molto di più di quello che il suo decidere....numericamente meriti.
Se poi si vuole fare aria fritta, allora è un'altro discorso.
By Walter
By Walter
sì, però vespa è un giornalista del servizio pubblico. pannella no.
No, quel testo non l'abbiamo sentito, però abbiamo sentito la conversazione
di Marco Pannelle con Massimo Bordin in cui Marco "ordinava":
Di schifezze ne abbiamo sentite e ne sentiamo troppe in casa radicale:
Bruno Vespa al confronto è aria pulita (almeno lui non pretende di essere
il "più puro" di sempre !!)
Vasco.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
si, questo è un altro "nodo" della legalità in italia; legalizzare i fenomeni sociali.
Poi, fino a che l'informazione sarà in mano a gente come vespa ( l'avete sentito il testo dell'intercettazione vespa-sottile? ) non basterà nè la riforma refendaria nè quella elettorale nè la libertà di coltivarsi la canapa
:arrow: riforma dell'istituto referendario
:arrow: maggioritario uninominale secco all'inglese come da referendum ' 93
:arrow: legalizzazione droga e prostituzione
:arrow: libertà e correttezza di informazione
Cara Claudia dove c'è da firmare ?
Facciamone il manifesto di questo congresso.
By Walter
si, questo è un altro "nodo" della legalità in italia; legalizzare i fenomeni sociali.
Poi, fino a che l'informazione sarà in mano a gente come vespa ( l'avete sentito il testo dell'intercettazione vespa-sottile? ) non basterà nè la riforma refendaria nè quella elettorale nè la libertà di coltivarsi la canapa
:arrow: riforma dell'istituto referendario
:arrow: maggioritario uninominale secco all'inglese come da referendum ' 93
:arrow: legalizzazione droga e prostituzione
:arrow: libertà e correttezza di informazione
legalizzare il consumo e la coltivazione personale di cannabis e derivati..
al fine di indebolire la criminalità organizzata.. la quale oggi rappresenta il 75% del PIL italiano..
È da un po' che che la riforma del referendum andrebbe affrontata seriamente!
carino
democRAzia…….
…………DIritto….
….ricerCA…………
…………LIbertà…
… DURO … ESSERE RADICALI … OGGI
La riforma dell'istituto referendario è cosa essenziale.
Vorrei sottoporre a tutti un progetto per una via di uscita dalla corruzione, a partire dalla gestione dell'edilizia degli 8000 comuni d'Italia (cioè dentro casa nostra...): "opaca" nella migliore delle ipotesi, e spesso spudoratamente "tangentista" con il coninvolgimento dei partiti di governo e dell'opposizione, e con tutte le conseguenze negative del caso (economia, ambiente ecc). Come? Utilizzando come modello i Patti di integrità, formulati da Transparency International Italia e già accolti da numerosi comuni e province d'Italia. La novità: un nuovo "patto" da proporre ad ogni singolo partito a livello locale, per dare una svolta all'"affare" dell'edilizia. Questo per uscire fuori dall'attuale vicolio cieco locale attuale (corruzione diffusa/deriva giudiziaria dall'esito incerto).
io sono d'accordo, ma parteciperò alla commissione laicità, molto più che alle altre.
In buona sostanza, concordate sul presentare una mozione che impegni R.I. a lavorare per una riforma dell'istituto referendario ?
By Walter
democRAzia DIritto ricerCA LIbertà!
poi anche un'altra cosa, e se non la scrivo qui, dove?
ho sentito le proposte per il titolo del congresso
riformare legalizzare moralizzare modernizzare
allora torniamo alla libertà e a liberare
chissà perchè liberalizzazione per l'economia va bene ma guai a usarla per i fenomeni sociali
ma liberiamolo questo povero paese
dai sindacati ma anche dal vaticano
e visto che ci hanno sfilato di tasca anche l' aggettivo "radicale" si potrebbe ricambiare con un autorisarcimento proletario e prenderci "liberazione", "resistenza", "rifondazione"
radicale liberazione, radicale resistenza, radicale rifondazione.
sul quorum perfettamente d'accordo: chi non vota non sceglie; come a Padova! :D
Dal mio testone ( nel senso che sono 971 pagine ) di diritto costituzionale:
principali istituti di democrazia diretta previsti negli ordinamenti contemporanei – assemblea popolare, revoca degli eletti, diritto di petizione, iniziativa popolare e referendum.
L’ istituto referendario si può classificare ( perché nei testoni la principale preoccupazione è quella di classificare ) in relazione a diversi criteri: l’oggetto del voto ( costituzionale, legislativo, convenzionale, amministrativo, politico ), l’automaticità o meno del ricorso al voto popolare ( obbligatorio o facoltativo ), l’individuazione del promotore ( dal basso o attivo, dall’ alto o passivo ), la fase del procedimento nella quale si verifica l’ intervento popolare ( preventivo, di indirizzo, successivo ) , l’efficacia del voto ( decisionale, consultivo ).
Nella prassi prevalgono ( nel mondo ) i referendum costituzionali e quelli consultivi sui legislativi.
L’abrogativo, nella sua peculiarità tutta italiana, è un referendum legislativo, che può essere parziale e facoltativo su iniziativa dal basso, o successivo e decisionale con effetto giuridico meramente negativo.
Se il suo carattere successivo già ne sottolinea la rarità, l’effetto abrogativo lo rende praticamente unico.
su quello propositivo vorrei meglio documentarmi, prima di esprimere un parere; so genericamente che in svizzera è uno strumento di uso abbastanza comune, ma non so quali effetti abbia sulla produzione legislativa. in linea di principio ritengo interessante l'argomento, quanto meno meritevole di approfondimento. in generale auspico un potenziamento del ruolo della democrazia diretta, che potrebbe diventare una sorta di "terza camera". però si tratta di un progetto che, per non apparire velleitario, dovrebbe essere sviluppato e circostanziato. secondo me se ne può parlare.