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Formigoni : "La Lombardia accoglierà 9.000 profughi libici non solo per una questione di dovere internazionale ma anche perchè è nostro interesse farlo"
sapete cosa ha detto, tra l' altro, poco fa quel farabutto di Feltri durante un' intervista televisiva ? Parlando del disagio arrecato ai lampedusani dagli sbarchi dei profughi libici ha osato dire che essi ( i lampedusani ) "hanno sopportato cose che vanno al di là di ciò che è umanamente pensabile" . Ora io vi assicuro che i miei corregionali lampedusani non sono nè tutti morti nè sofferenti nè disperati, sono banalmente contrariati per il ( modesto ) disagio apportato alle loro vite dalla lentezza del min. interni e giustamente preoccupati per la stagione estiva che ormai si avvicina. Bisogna che ogni persona per bene si fornisca di sputacchiera in modo da svuotarla sulla testa di Feltri quando lo si incontrasse per strada.....
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Che fine ha fatto la scossa all'economia annunciata con lettera al Corsera? Il premier trovi il coraggio di coltivare il gusto di dispiacere anziché accontentare tutti
Si ha l’impressione che ogni tanto (un po’ troppo spesso, per la verità) all’interno del governo si insinui uno spiritello malvagio che ne combina di tutti i colori. Insomma, come fa un liberale ad accettare che con decreto si tolgano dei quattrini dalle tasche degli automobilisti per depositarli in quelle di Nanni Moretti? Come fa un liberale a sopportare che, sempre con un decreto, il governo si impicci delle assemblee di un’azienda privata, e per di più quotata in Borsa (già venduta all’estero anni fa), per favorire un’alternativa a un’acquisizione straniera? E come fa un liberale a tollerare la sbalorditiva giravolta sul nucleare?
Cerchiamo di essere molto chiari. La prerogativa delle sciocchezze non è solo del governo italiano. Basti pensare al nucleare: la signora Merkel, tutta preoccupata dai suoi pessimi risultati elettorali, sta facendo ben di peggio di quanto ha deliberato l’Italia con la sua moratoria. Ma il punto, caro presidente Berlusconi, è che Lei, solo poche settimane fa, in una bella lettera al Corriere della Sera aveva riaffermato con vigore la necessità di una scossa, di una frustata all’economia italiana. Nel Consiglio dei ministri all’uopo convocato, aveva abbozzato un’ipotesi di lavoro. Ma certamente aveva indicato una strada: più liberalizzazioni, più libertà di impresa. Questa è roba che ancora piace. Per carità, aprire il mercato crea problemi: soprattutto a coloro che godono e sfruttano le chiusure. Ma, caro presidente, è davvero convinto che gli italiani siano «felici di contribuire con un centesimo delle proprie tasse al finanziamento della cultura»? È davvero convinto... Stop, sarebbe meglio dire. Si è forse improvvisamente convinto che sia giusto un prelievo forzoso su 37 milioni di patenti italiane, oltre a ciò che già abbondantemente pagano, per compiacere un’industria che è certamente grande, ma proprio per questo potrebbe badare a se stessa? Caro presidente, le avranno detto come costoro le hanno risposto: «Sono soldi che ci spettavano».
Ecco, presidente, davvero un liberale può sopportare l’idea che tutto spetti a tutti? Davvero si può pretendere da avvocati, commercialisti, ragionieri, giornalisti, tassisti, costruttori e via dicendo, maggiori liberalizzazioni, e dunque più competizione e merito, e poi decretare in un Consiglio dei ministri che una società come Parmalat, quotata in Borsa, debba finire soltanto a qualcuno che ha il passaporto italiano? Chi decide cosa sovvenzionare e proteggere e cosa no? È evidente che ci si mette in un cul de sac . Abbiamo sostenuto la modifica dell’articolo 41 della Costituzione, che lei ha proposto, esattamente per questo motivo. Non si sarebbero più commessi gli errori del passato, con liberalizzazioni ad personam, ma l’intero sistema sarebbe stato improntato alla libertà di impresa. Si ha l’impressione che il sistema ora rischi di essere improntato agli umori del Consiglio dei ministri. Ai suoi piani, più che a quelli del mercato. L’agroalimentare è certamente un settore strategico. Come tutti quelli che producono ricchezza. Ma facciamo un gioco al contrario. Sa forse indicarci, con la medesima perversa logica con cui si intende bloccare il mercato nel caso Parmalat, quale settore non sia strategico? Paradosso dei paradossi, nel settore elettrico-nucleare, strategico per definizione, aveva inevitabilmente dovuto affidare la tecnologia ai francesi.
L'interesse è uno dei più nobili motori dell'attività umana !!
Vi sono poi, è vero, attività umane poco commendevoli e l'interesse, allora, può diventare una delle loro giustificazioni "taciute": ma non c'entra nulla, figurati che per amore molti vorrebbero convertire gli infedeli.
La demonizzazione dell' "interesse" è un residuato bellico della cultura/civiltà/storia umana.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
non intendo demonizzare l' "interesse" in quanto tale ma l' atteggiamento simoniaco che vorrebbe infilarlo dovunque con effetti grotteschi come nel caso dell' affermazione di Formigoni. Infatti è evidente che ospitando i profughi libici non tuteliamo affatto il nostro interesse ( se non quello morale ) che consisterebbe anzi nel ributtarli a mare o di catturarli e venderli come schiavi. Quando vorremo legittimamente favorire il nostro interesse allora cercheremo di invadere con tutti i mezzi leciti il mercato nordafricano coi nostri prodotti, per ora limitiamoci ad assolvere, anche con un certo orgoglio, il nostro dovere di solidarietà. E' molto triste che Formigoni, il "cristiano" Formigoni si sia vergognato a tal punto di fronte ai propri elettori di mostrarsi semplicemente e cristianamente solidale da sentire il bisogno di rifugiarsi prima dietro l' agettivo "internazionale" e poi dietro tale grottesca evocazione di un presunto interesse dei lombardi.
La solidarietà è cosa troppo nobile per assimilarla ad un dovere: quando diventa tale ricorda da vicino il "canone RAI".... pussa via !!
Non sono neppure d'accordo sul fatto che i profughi (gli extracomunitari in genere) siano di per sè da ributtare in mare: ANZI.... possono essere/diventare, se già non lo sono, una risorsa .... è la clandestinità (e tutti coloro che in essa si rifugiano) che deve essere combattuta DURAMENTE.
Perchè, per criticare Formigoni, lo definisci "il cristiano" ??... secondo me è libero di essere ciò che per sè preferisce essere .... e non mi sembra neppure che si sia vergognato di qualcosa con i suoi elettori: non ha, tutto sommato, nulla di cui vergognarsi per il modo in cui regge la regione..... anzi...bisognerebbe farlo rieleggere (per la 5° volta naturalmente !!)
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
ho ricordato che Formigoni si definisce cristiano solo perchè ritengo che la sua frase sia simoniaca. Da cittadino poi ritengo che essa sia anche truffaldina in quanto accogliere i profughi non favorisce assolutamente l' interesse nè dell' Italia nè della Lombardia, anzi rappresenta una perdita netta in termini di interesse materiale. Un politico che cerca di far passare una perdita materiale per la collettività per un guadagno andrebbe cacciato a calci.
A parte le firme false , addirittura di gente che neanche lo vota. Comunque, a naso, a pelle, per istinto, Formigoni nel mio film farebbe la parte del porco nell' animo e la faccia di bronzo per tutti.
Vallo a chiedere a Marco, e non solo a Giacinto, chi è Formigoni.
Le firme false, Claudio, sono una invenzione dei radicali (almeno così hanno sentenziato i tribunali !!). Le uniche "false" raccolte in Lombardia e documentate come tali dalla Digos di Lecco/Como sono quelle raccolte dai dirigenti radicali in quelle località.
Di "Marco" in quella faccenda ce ne sono solo due:
Marco Pannella che ha permesso che nel suo nome ed in quello di Emmma venissero raccolte firme false a Lecco/Como.... l'aveva già consentito nelle elezioni precedenti a Myallonier (altro dirigente radicale) in quel di Bergamo
Marco Cappato che "ignorando" le firme false raccolte dai radicali a Lecco/Como puntava ad essere presente alle elezioni regionali lombarde come candidato Presidente.
Non è stato e non è un bello spettacolo.
P.S.: Formigoni, a differenza dei radicali (FERMATI dalla DIGOS) ne è uscito pulito (per quanto ne sappiamo fino ad oggi).
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
sapete cosa ha detto, tra l' altro, poco fa quel farabutto di Feltri durante un' intervista televisiva ? Parlando del disagio arrecato ai lampedusani dagli sbarchi dei profughi libici ha osato dire che essi ( i lampedusani ) "hanno sopportato cose che vanno al di là di ciò che è umanamente pensabile" . Ora io vi assicuro che i miei corregionali lampedusani non sono nè tutti morti nè sofferenti nè disperati, sono banalmente contrariati per il ( modesto ) disagio apportato alle loro vite dalla lentezza del min. interni e giustamente preoccupati per la stagione estiva che ormai si avvicina. Bisogna che ogni persona per bene si fornisca di sputacchiera in modo da svuotarla sulla testa di Feltri quando lo si incontrasse per strada.....
Aggiornato oggi alle 09:33
Roma
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I dubbi di un liberale dal nucleare al Fus
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Si ha l’impressione che ogni tanto (un po’ troppo spesso, per la verità) all’interno del governo si insinui uno spiritello malvagio che ne combina di tutti i colori. Insomma, come fa un liberale ad accettare che con decreto si tolgano dei quattrini dalle tasche degli automobilisti per depositarli in quelle di Nanni Moretti? Come fa un liberale a sopportare che, sempre con un decreto, il governo si impicci delle assemblee di un’azienda privata, e per di più quotata in Borsa (già venduta all’estero anni fa), per favorire un’alternativa a un’acquisizione straniera? E come fa un liberale a tollerare la sbalorditiva giravolta sul nucleare?
Cerchiamo di essere molto chiari. La prerogativa delle sciocchezze non è solo del governo italiano. Basti pensare al nucleare: la signora Merkel, tutta preoccupata dai suoi pessimi risultati elettorali, sta facendo ben di peggio di quanto ha deliberato l’Italia con la sua moratoria. Ma il punto, caro presidente Berlusconi, è che Lei, solo poche settimane fa, in una bella lettera al Corriere della Sera aveva riaffermato con vigore la necessità di una scossa, di una frustata all’economia italiana. Nel Consiglio dei ministri all’uopo convocato, aveva abbozzato un’ipotesi di lavoro. Ma certamente aveva indicato una strada: più liberalizzazioni, più libertà di impresa. Questa è roba che ancora piace. Per carità, aprire il mercato crea problemi: soprattutto a coloro che godono e sfruttano le chiusure. Ma, caro presidente, è davvero convinto che gli italiani siano «felici di contribuire con un centesimo delle proprie tasse al finanziamento della cultura»? È davvero convinto... Stop, sarebbe meglio dire. Si è forse improvvisamente convinto che sia giusto un prelievo forzoso su 37 milioni di patenti italiane, oltre a ciò che già abbondantemente pagano, per compiacere un’industria che è certamente grande, ma proprio per questo potrebbe badare a se stessa? Caro presidente, le avranno detto come costoro le hanno risposto: «Sono soldi che ci spettavano».
Ecco, presidente, davvero un liberale può sopportare l’idea che tutto spetti a tutti? Davvero si può pretendere da avvocati, commercialisti, ragionieri, giornalisti, tassisti, costruttori e via dicendo, maggiori liberalizzazioni, e dunque più competizione e merito, e poi decretare in un Consiglio dei ministri che una società come Parmalat, quotata in Borsa, debba finire soltanto a qualcuno che ha il passaporto italiano? Chi decide cosa sovvenzionare e proteggere e cosa no? È evidente che ci si mette in un cul de sac . Abbiamo sostenuto la modifica dell’articolo 41 della Costituzione, che lei ha proposto, esattamente per questo motivo. Non si sarebbero più commessi gli errori del passato, con liberalizzazioni ad personam, ma l’intero sistema sarebbe stato improntato alla libertà di impresa. Si ha l’impressione che il sistema ora rischi di essere improntato agli umori del Consiglio dei ministri. Ai suoi piani, più che a quelli del mercato. L’agroalimentare è certamente un settore strategico. Come tutti quelli che producono ricchezza. Ma facciamo un gioco al contrario. Sa forse indicarci, con la medesima perversa logica con cui si intende bloccare il mercato nel caso Parmalat, quale settore non sia strategico? Paradosso dei paradossi, nel settore elettrico-nucleare, strategico per definizione, aveva inevitabilmente dovuto affidare la tecnologia ai francesi.
sabatino di martino
Perchè "che schifo" ?
L'interesse è uno dei più nobili motori dell'attività umana !!
Vi sono poi, è vero, attività umane poco commendevoli e l'interesse, allora, può diventare una delle loro giustificazioni "taciute": ma non c'entra nulla, figurati che per amore molti vorrebbero convertire gli infedeli.
La demonizzazione dell' "interesse" è un residuato bellico della cultura/civiltà/storia umana.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
non intendo demonizzare l' "interesse" in quanto tale ma l' atteggiamento simoniaco che vorrebbe infilarlo dovunque con effetti grotteschi come nel caso dell' affermazione di Formigoni. Infatti è evidente che ospitando i profughi libici non tuteliamo affatto il nostro interesse ( se non quello morale ) che consisterebbe anzi nel ributtarli a mare o di catturarli e venderli come schiavi. Quando vorremo legittimamente favorire il nostro interesse allora cercheremo di invadere con tutti i mezzi leciti il mercato nordafricano coi nostri prodotti, per ora limitiamoci ad assolvere, anche con un certo orgoglio, il nostro dovere di solidarietà. E' molto triste che Formigoni, il "cristiano" Formigoni si sia vergognato a tal punto di fronte ai propri elettori di mostrarsi semplicemente e cristianamente solidale da sentire il bisogno di rifugiarsi prima dietro l' agettivo "internazionale" e poi dietro tale grottesca evocazione di un presunto interesse dei lombardi.
Perchè scrivi che "la solidarietà è un dovere" ?
La solidarietà è cosa troppo nobile per assimilarla ad un dovere: quando diventa tale ricorda da vicino il "canone RAI".... pussa via !!
Non sono neppure d'accordo sul fatto che i profughi (gli extracomunitari in genere) siano di per sè da ributtare in mare: ANZI.... possono essere/diventare, se già non lo sono, una risorsa .... è la clandestinità (e tutti coloro che in essa si rifugiano) che deve essere combattuta DURAMENTE.
Perchè, per criticare Formigoni, lo definisci "il cristiano" ??... secondo me è libero di essere ciò che per sè preferisce essere .... e non mi sembra neppure che si sia vergognato di qualcosa con i suoi elettori: non ha, tutto sommato, nulla di cui vergognarsi per il modo in cui regge la regione..... anzi...bisognerebbe farlo rieleggere (per la 5° volta naturalmente !!)
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
La solidarietà è un dovere, dove finisca e inizi la coglionaggine è il discrimine.
ho ricordato che Formigoni si definisce cristiano solo perchè ritengo che la sua frase sia simoniaca. Da cittadino poi ritengo che essa sia anche truffaldina in quanto accogliere i profughi non favorisce assolutamente l' interesse nè dell' Italia nè della Lombardia, anzi rappresenta una perdita netta in termini di interesse materiale. Un politico che cerca di far passare una perdita materiale per la collettività per un guadagno andrebbe cacciato a calci.
A parte le firme false , addirittura di gente che neanche lo vota. Comunque, a naso, a pelle, per istinto, Formigoni nel mio film farebbe la parte del porco nell' animo e la faccia di bronzo per tutti.
Vallo a chiedere a Marco, e non solo a Giacinto, chi è Formigoni.
il carso e le apuane.....
Le firme false, Claudio, sono una invenzione dei radicali (almeno così hanno sentenziato i tribunali !!). Le uniche "false" raccolte in Lombardia e documentate come tali dalla Digos di Lecco/Como sono quelle raccolte dai dirigenti radicali in quelle località.
Di "Marco" in quella faccenda ce ne sono solo due:
Non è stato e non è un bello spettacolo.
P.S.: Formigoni, a differenza dei radicali (FERMATI dalla DIGOS) ne è uscito pulito (per quanto ne sappiamo fino ad oggi).
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.