IL LIFTING DELLA CHIESA

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Scandalo pedofilia, Papa e vescovi a Roma per trovare soluzioni 

Di Philip Pullella Continua a leggere questa notizia

Il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone ha detto oggi ai vescovi irlandesi, a Roma per parlare con Papa Benedetto XVI dello scandalo pedofilia, che il clero che ha peccato deve ammettere il peso dei propri "atti abominevoli".

Il messaggio, diffuso durante il sermone di una messa celebrata a San Pietro, arriva all'inizio della due giorni di discussioni sulla crisi che porteranno vescovi e Papa a formulare una risposta alle rivelazioni degli abusi perpetuati da esponenti della Chiesa irlandese, dura scossa per la devota Irlanda.

"Sì, i temporali provocano paura, anche quelli che colpiscono la nave della chiesa con i peccati dei suoi membri", ha detto ai vescovi Bertone.

Il numero due della gerarchia vaticana ha anche detto che processi interni alla chiesa "sono naturalmente più duri e umilianti", specialmente quando "uomini della chiesa sono coinvolti in atti abominevoli".

Nella due giorni d'incontri verrà discusso un piano d'azione, con possibili ripercussioni su altri prelati irlandesi.

Incontri di questo genere non avvenivano da otto anni.

Benedetto, i 24 vescovi irlandesi e le alte gerarchie vaticane si incontreranno in tre sessioni di lavoro per rispondere all'oltraggio messo in evidenza dal rapporto Murphy.

Bertone dice che la pietà di Dio potrebbe "colmare l'abisso più profondo" ma purché "il peccatore riconosca la propria colpa in piena verità".

Il rapporto Murphy, pubblicato lo scorso novembre, sostiene che la chiesa irlandese ha nascosto "ossessivamente" abusi su minori nell'arcidiocesi di Dublino nel periodo compreso tra il 1975 e il 2004, ricorrendo alla politica del "non chiedere, non dire".

Sostiene inoltre che tutti i vescovi di Dublino in carica nel periodo in questione fossero consapevoli di alcuni casi di violenza.

La chiesa irlandese, assunta la "cultura dell'insabbiamento", è rimasta inerte nel tentativo di mantenere la reputazione della Chiesa invece che proteggere i bambini.

Il Papa ha duramente condannato gli abusi durante i suoi viaggi in due paesi duramente colpiti dagli scandali di questo tipo -- gli Stati Uniti e l'Australia. A dicembre aveva espresso la sua "rabbia e vergogna" per il caso irlandese.

COSI', CON QUESTO "FORUM" ASSIEME AI VESCOVI IRLANDESI IL PAPA CERCA DI RIFARE IL "LIFTING" DELLA BUONA REPUTAZIONE DELLA CHIESA. MA, A MIO MODESTO PARERE, LA MOSSA DEL PONTEFICE SARA' FALLIMENTARE IN QUANTO PER TROPPO TEMPO I VERTICI DELLA CHIESA HANNO TACIUTO E HANNO PREFERITO PUNTARE IL DITO SU ALTRI PEDOFILI MENTRE COPRIVANO I PROPRI. E' INDUBBIO CHE LA FIDUCIA DEI CATTOLICI IRLANDESI SIA IN DECLINO E CHE L'AUTORITA' DELLA CHIESA SIA IN CALO: CHI SI FIDA PIU' ORA A LASCIARE I PROPRI FIGLI NELLE MANI DEI PRETI IRLANDESI? E COSI', DOPO LO SCANDALO IN AMERICA CHE VENNE AFFRONTATO DAL GIOVANNI PAOLO II, ORA IL SUO SUCCESSORE DEVE AFFRONTARE QUELLO IRLANDESE. CHISSA' IL PROSSIMO PAPA DI QUALE ALTRO SCANDALO DOVRA' OCCUPARSI......

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Papa: Su pedofilia abbiamo sbagliato,ora penitenza e rinnovamento

Lo scandalo degli abusi sui minori al centro del discorso del pontefice sul bilancio dell'anno sacertodale

Pubblicato il 20/12/10 da Apcom in Cronaca| TAGS: città del vaticano
 
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Città del Vaticano, 20 dic. (Apcom) - Benedetto XVI ha dedicato una lunga parte del suo discorso sul bilancio dell'anno sacerdotale allo scandalo della pedofilia: "Dobbiamo accogliere questa umiliazione come un'esortazione alla verità e una chiamata al rinnovamento. Solo la verità salva": così il Papa ha affrontato lo scandalo degli abusi nel tradizionale discorso pre-natalizio alla Curia romana.  "Dobbiamo interrogarci su che cosa possiamo fare per riparare il più possibile l'ingiustizia avvenuta", ha detto Benedetto XVI ai cardinali e agli arcivescovi riuniti nella Sala Regia del Palazzo apostolico. "Dobbiamo chiederci che cosa era sbagliato nel nostro annuncio, nell'intero nostro modo di configurare l'essere cristiano, così che una tale cosa potesse accadere. Dobbiamo trovare una nuova risolutezza nella fede e nel bene. Dobbiamo essere capaci di penitenza. Dobbiamo sforzarci di tentare tutto il possibile, nella preparazione al sacerdozio, perché una tale cosa non possa più succedere". Lo scandalo pedofilia è stato al centro del discorso del pontefice: "Tanto più siamo stati sconvolti quando, proprio in quest'anno e in una dimensione per noi inimmaginabile siamo venuti a conoscenza di abusi contro i minori commessi da sacerdoti, che stravolgono il Sacramento nel suo contrario: sotto il manto del sacro feriscono profondamente la persona umana nella sua infanzia e le recano un danno per tutta la vita".

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24 novembre 2010

IL NUOVO LIBRO-INTERVISTA

Un Papa che parla
al cuore dell'uomo

 

 
Non un testo di magistero. Né uno di teologia. Luce del mondo, il libro intervista di Benedetto XVI, è qualcosa di completamente diverso. Un colloquio a tutto campo sull’uomo Ratzinger e sul Papa, così come sui grandi temi della fede. Parole chiare, immediate. Insomma, «un’intervista che per molti versi diventa una provocazione a compiere un serio esame di coscienza dentro e fuori della Chiesa per giungere a una vera conversione del cuore e della mente. Le condizioni di vita della società, l’ecologia, la sessualità, l’economia e la finanza, la stessa Chiesa… sono tutti temi che richiedono un impegno particolare per verificare la direzione culturale del mondo di oggi e le prospettive che si aprono per il futuro». Non è un caso che sia stato monsignor Rino Fisichella, presidente del neonato Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, a presentare ieri mattina in Vaticano il libro-intervista al Papa di Peter Seewald. Perché, col suo rivolgersi al cosiddetto "grande pubblico", si propone esattamente come un ponte gettato verso il mondo: «Familiarità, confidenze, ironia, in alcuni momenti sarcasmo ma, soprattutto, semplicità e verità sono i tratti caratteristici di questo colloquio scelto da Benedetto XVI per rendere partecipe il grande pubblico del suo pensiero, del suo modo di essere e del suo modo di concepire la stessa missione che gli è stata affidata». Impresa «non facile – ha sottolineato Fisichella – nel periodo della comunicazione che tende spesso a sottolineare solo alcuni frammenti e lascia in ombra la globalità. Un volume da leggere e su cui meditare per comprendere ancora una volta in che modo la Chiesa può essere nel mondo annuncio di una bella notizia che reca gioia e serenità».
Il libro è già stampato in italiano in cinquantamila copie (altrettante già in ristampa) a cura della Libreria editrice vaticana. Don Giuseppe Costa, direttore della Lev, ha spiegato che in un solo mese sono stati stretti accordi con sette editori per la stampa in altrettante lingue, mentre sono in corso trattative con altri dodici editori, e sono quasi pronte le edizioni in polacco, svedese e sloveno. Segno dell’interesse per un’intervista raccolta, alla fine dello scorso mese di luglio, nel corso di una serie di conversazioni, senza che il Papa volesse conoscere prima le domande, né correggere, dopo, le risposte. «Sono stato molto contento di poterlo intervistare di nuovo – ha detto Seewald, che col cardinale Ratzinger aveva già realizzato un servizio speciale su di lui e curato due libri-intervista – e ho riscontrato che è aumentata la sua amabilità personale, la sua cortesia, la sua umiltà. Il Papa ti facilita la vita, non si presenta come "panzer-cardinale" o "panzer-Papa" – ha aggiunto, ricordando l’appellativo con cui era talvolta chiamato l’allora prefetto della Congregazione dottrinale vaticana – ti accoglie, si sofferma su ogni domanda, non ha paura di affrontare nessuna questione. La sua enorme forza intellettuale si unisce a una altrettanta forza spirituale, è un uomo veramente semplice e pio, ancora più pio di come lo avevo conosciuto».
Seewald ha sottolineato che «il libro affronta un enorme panorama, parla della crisi della Chiesa e del mondo, della durata dell’esistenza della società. Il Papa fa appello all’umanità, spiega che il pianeta non può permettersi di continuare a vivere come abbiamo vissuto sinora. Spiega che possiamo e dobbiamo cambiare per il futuro della vita di questo pianeta e di una società civilizzata». Parla, insomma di «una grande storia», e allora, ha aggiunto con una nota polemica circa l’argomento su cui s’è concentrata l’attenzione della stampa dopo le prime anticipazioni, «è ridicolo e imbarazzante» che «il mondo discuta della domanda sui condom. La vicenda mostra come il giornalismo si trovi in una certa crisi».
E alle molte domande poste dai giornalisti proprio su questo punto, monsignor Fisichella ha risposto affermando che «le questioni morali non sono condensate su questo punto, ma sono di ben più ampia portata e riguardano ad esempio la bioetica e la genetica. Il progresso non si ferma e più esso aumenta più aumenteranno gli interrogativi etici». Il discorso della Chiesa sulla sessualità, ha aggiunto, «è orientato all’amore coniugale e va letto in questo contesto, non fuori di esso». E il direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, nell’esortare i giornalisti a «custodire e utilizzare bene la disponibilità del Papa» al dialogo, ha chiosato: «Non so se con le anticipazioni di sabato scorso l’abbiamo utilizzata bene o male».
A mettere, infine, in risalto gli aspetti più interessanti e singolari del libro è stato il giornalista Luigi Accattoli, per il quale «La lettura dell’intervista aiuta a comprendere – e se possibile amare – il mondo di Joseph Ratzinger, il suo singolare destino umano e il suo servizio alla Chiesa».
Salvatore Mazza

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Profilattico,Benedetto XVI apre
«In alcuni singoli casi è giustificato»

Il Papa: sì al profilattico "quando una prostituta lo usa e questo può essere primo passo verso una moralizzazione"

E sugli abusi: «Compiacimento dei media a screditare la Chiesa»

Profilattico,Benedetto XVI apre
«In alcuni singoli casi è giustificato»

Il Papa: sì al profilattico "quando una prostituta lo usa e questo può essere primo passo verso una moralizzazione"

Benedetto XVI (Emblema)
Benedetto XVI (Emblema)

MILANO - In alcuni «singoli casi» il profilattico è «giustificato». Nel libro-intervista Luce del mondo del giornalista tedesco Peter Seewald (di cui l'Osservatore Romano ha anticipato alcuni passaggi), Benedetto XVI apre a sorpresa all'uso del condom. Il Pontefice spiega che «concentrarsi solo sul profilattico vuol dire banalizzare la sessualità» e che «questa banalizzazione rappresenta proprio la pericolosa ragione per cui tante e tante persone nella sessualità non vedono più l'espressione del loro amore, ma soltanto una sorta di droga, che si somministrano da sé». Secondo Ratzinger «anche la lotta contro la banalizzazione della sessualità è parte del grande sforzo affinché la sessualità venga valutata positivamente e possa esercitare il suo effetto positivo sull'essere umano nella sua totalità». E a questo punto del ragionamento che il Pontefice spiega che «vi possono essere singoli casi giustificati, ad esempio quando una prostituta utilizza un profilattico, e questo può essere il primo passo verso una moralizzazione, un primo atto di responsabilità per sviluppare di nuovo la consapevolezza del fatto che non tutto è permesso e che non si può far tutto ciò che si vuole». Tuttavia, aggiunge, «questo non è il modo vero e proprio per vincere l'infezione dell'Hiv. È veramente necessaria una umanizzazione della sessualità».

ABUSI, PIO XII, BURQA E DONNE-PRETE - Nel libro-intervista, Ratzinger affronta numerose questioni, prima fra tutte lo scandalo pedofilia che ha travolto la Chiesa. Senza fare mistero dello «choc enorme» provato per le dimensioni del problema, Benedetto XVI ci tiene comunque a sottolineare che «l'azione dei media» non sia stata «guidata solamente dalla pura ricerca della verità», ma che vi sia stato «un compiacimento a mettere alla berlina la Chiesa e, se possibile, a screditarla». Il Papa dice comunque che «sin tanto che si tratta di portare alla luce la verità, dobbiamo essere riconoscenti». Nel libro-intervista di Seewald, che sarà pubblicato il 23 novembre, il Pontefice torna poi a difendere Pio XII («ha fatto tutto il possibile per salvare delle persone») e ribadisce il suo «no» al sacerdozio per le donne (la Chiesa «non può» ordinare donne prete, perché non dev'essere «un regime dell'arbitrio»: «c'è invece una volontà del Signore per noi, alla quale ci atteniamo»). Quanto all'Islam e al burqa, il Pontefice ha voluto precisar che se le musulmane lo indossano «volontariamente», «non vedo perché - dice -‚ glielo si debba impedire».

 

 

 

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Europadi Maria Teresa Mura (Indigo Scarlett)
 
pubblicato il 1 novembre 2010 alle 09:52 dallo stesso autore - torna alla home

La manifestazione organizzata da Survivor’s Voice trova spazio sui giornali di tutto il mondo. Che sottolineano che il corteo non ha potuto accedere a Piazza San Pietro: la polizia lo ha bloccato.


 Le vittime dei preti pedofili marciano sul VaticanoLe vittime dei preti pedofili ieri hanno manifestato contro il Vaticano. La stampa estera dà molto spazio all’evento, sottolineando che la polizia ha bloccato il corteo prima che arrivasse a San Pietro.

TROPPO POCO E TROPPO TARDI – Il Wall Street Journal racconta: “Centinaia di manifestanti e decine di persone che affermano di essere stati vittime di abusi sessuali da parte di preti cattolici si sono diretti alle porte del Vaticano domenica, invitando il Papa Benedetto XVI a prendere misure più severe per prevenire gli abusi futuri”. Infatti il punto della questione che ha portato anche alle proteste e agli insulti contro Padre Lombardi, è proprio il fatto che il pontefice in questi anni ha fatto troppo poco; continua il WSJ: “Papa Benedetto ha cercato di affrontare le critiche incontrando in passato alcune vittime, inasprendo i provvedimenti disciplinari contro i sacerdoti che commettono abusi e accettando le dimissioni dei vescovi che li hanno coperti per  decenni. Molte vittime, tuttavia, affermano che le misure non sono sufficienti.  McDaid, che si recò in Vaticano quasi un decennio fa, quando esplose il primo scandalo per un caso di abuso a  Boston, dichiara  ”Se  otto anni fa ci siamo trovati qui per protestare e ci troviamo qui oggi per la stessa ragione, c’è qualcosa di sbagliato”. E  Le vittime dei preti pedofili marciano sul Vaticanoil quotidiano sottolinea: ” Comunque la polizia ha bloccato l’ingresso del gruppo ad un viale che conduce alla Città del Vaticano, anche se a due manifestanti è stato permesso di superare il blocco per consegnare le lettere e le pietre per il Vaticano”. Le pietre e le lettere sono oggetti simbolici che rappresentano gli abusi.

SOLA IN TUTTO IL MONDO - Il New York Times titola “La polizia blocca la marcia al Vaticano delle vittime di abusi” e comincia subito in modo molto chiaro: “La polizia italiana ha bloccato una strada per impedire a un corteo delle vittime di abusi sessuali da parte del clero cattolico romano di raggiungere Piazza San Pietro in Vaticano”. Il NYT riporta anche l’episodio delle contestazioni a Lombardi e la sua reazione: “Lombardi ha affermato che avrebbe ricevuto volentieri gli organizzatori della manifestazione nel suo ufficio, e poco dopo Gary Bergeron ha avuto un colloquio con il portavoce del Vaticano”. Il quotidiano si sofferma sui particolari della manifestazione: “Indossando magliette con scritto ‘è abbastanza’ in inglese, italiano e tedesco i partecipanti al corteo hanno chiesto che gli abusi sessuali contro i bambini siano riconosciuti dall’Onu come crimini contro l’umanità”; commenvente è anche il passaggio in cui si descrive che durante il sit in ognuna delle vittime si sia alzata in piedi per raccontare a tutti la propria storia, che ha lasciato loro strascichi terribili come la dipendenza dalle droghe o dall’alcol. Racconta Sue Cox, una donna inglese di 63 anni: “per 50 anni ho creduto di essere stata l’unica vittima di abusi sessuali da parte di un prete cattolico nel mondo intero”.

Iscritto dal: 20/09/2010
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Lettera ai sacerdoti

Papa: «Pedofilia porta a distruzione»

Nuova condanna di Benedetto XVI degli abusi sessuali.

Nuova presa di posizione del Papa contro la pedofilia: «Sfigura il sacerdozio e provoca distruzione» ha scritto Benedetto XVI nella lettera inviata il 18 ottobre ai seminaristi a conclusione dell’Anno sacerdotale. Intanto l’attenzione sui casi di pedofilia interni alla Chiesa si sposta da Ovest verso Est: a Hong Kong il vescovo John Tong ha ammesso che anche nella sua diocesi si sono registrati negli anni scorsi degli scandali sessuali.
«Di recente abbiamo dovuto constatare con grande dispiacere che sacerdoti hanno sfigurato il loro ministero con l'abuso sessuale di bambini e giovani. Anziché portare le persone a un’umanità matura ed esserne l'esempio, hanno provocato, con i loro abusi, distruzioni di cui proviamo profondo dolore e rincrescimento» ha scritto il Papa. Secondo il Pontefice, «gli anni del seminario devono essere anche un tempo di maturazione umana», e di questo contesto, spiega, fa parte anche l'integrazione della sessualità nell'insieme della personalità».
Intanto, dal vescovo di Hong Kong arrivano le prime ammissioni pubbliche di scandali sessuali legati a sacerdoti della sua diocesi. Nell’omelia domenicale del 17 ottobre, riferisce il quotidiano dell’ex colonia britannica South China Morning Post, il vescovo ha addebitato alla «debolezza umana» gli scandali sessuali che hanno colpito la Chiesa in più parti del mondo, compreso Hong Kong, anche se non ha precisato a quali episodi riguardanti la sua diocesi si riferisse.

Lunedì, 18 Ottobre 2010

Vescovo ammette “scandali sessuali”
Hong Kong
John Tong, il vescovo di Hong Kong, durante una omelia,
ha ammesso che anche nella sua diocesi si sono registrati
degli “scandali sessuali”. Lo riferisce il South China Morning
Post. Il vescovo Tong ha addebitato alla “debolezza
umana” i casi di pedofilia
e abusi che hanno colpito la
Chiesainpiùparti delmondo,anche se non ha precisato a
quali episodi riguardanti Hong Kong si riferisse.La diocesi
cattolica di Hong Kong è la più grande in Cina e conta
oltre 350mila fedeli cinesi e più di 120mila cattolici di
altre nazionalità. È la prima volta che vengono ammessi
scandali sessuali legati ai preti ad Hong Kong.
Dall’Asia
notizie di situazioni simili erano arrivate solo dalle Filippine
dove, nel 2002, la Chiesa cattolica aveva chiesto
scusa per le “cattive condotte sessuali
” (tra le quali abusi
sui bambini) di circa 200 dei 7mila preti locali. (da: CITY)

Iscritto dal: 23/04/2006
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Bertone: "Vita dei gaudenti è squallida
nel loro egoismo
umiliano il prossimo"

Dura
presa di posizione del segretario di Stato vaticano durante la celebrazione per
la beatificazione di Chiara Badano, una ragazza di 19 anni morta di tumore

 

 

 

Roberto Scaruffi

Iscritto dal: 20/09/2010
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Si potrebbe dire a Bertone che se ci sono dei "gaudenti" da punire direi che tutto il clero (papa compreso) è da punire: predica la rinuncia, la povertà e la penitenza ma poi sono i primi a infrangere tali regole....Solita ipocrisia.

Iscritto dal: 20/09/2010
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VIAGGIO NEL REGNO UNITO

"Chi ha subito abusi ha sofferto come i martiri"
Il Papa commosso davanti a vittime dei pedofili

Nell'omelia a Westminster il Pontefice ha ricordato i cattolici perseguitati dagli anglicani e ha fatto un parallelo con le vittime dei sacerdoti pedofili. Poi ne ha incontrate cinque. Protesta ad Hyde Park di atei, gay e militanti pro-aborto

LONDRA - Le "immense sofferenze" causate dai preti pedofili alle loro vittime fanno parte delle "prove e tribolazioni" che ci sono "nella vita della Chiesa" tra cui quelle dei "martiri di ogni tempo". Lo ha affermato Benedetto XVI nell'omelia della messa celebrata nella cattedrale di Westminster, a Londra, poche ore prima di incontrare un gruppo di persone che in passato hanno subito abusi. Il Papa ha parlato delle vittime della persecuzione anglicana, a partire dal fondatore della chiesa britannica, Enrico VIII, fino a Carlo II Stuart. Ma poi ha tracciato il parallelo con le vittime dei preti pedofili: anche loro hanno sofferto, e anche molto, proprio come i martiri perseguitati perché difendevano il cattolicesimo contro la nuova confessione religiosa voluta dal sovrano britannico che aveva cercato invano di ottenere dal Papa il divorzio dalla prima moglie.
L'incontro con le vittime dei preti pedofili. Nel pomeriggio papa Ratzinger ha incontrato cinque vittime di sacerdoti pedofili.  "Il Santo Padre si è commosso ascoltando le storie delle vittime e ha espresso profondo dolore e vergogna per le sofferenze loro e delle loro famiglie", si legge in un comunicato emesso dalla sala stampa della Santa Sede dopo l'incontro privato avvenuto nella Nunziatura apostolica di Londra e durato 30-40 minuti. "Ha pregato con loro - aggiunge la nota - e ha assicurato che la Chiesa Cattolica, mentre continua a mettere in atto misure efficaci per la protezione dei giovani, sta facendo tutto il possibile per verificare le accuse, per collaborare con le autorità civili e per consegnare alla giustizia il clero e i religiosi accusati di questi gravi crimini". "Come in altre occasioni - riferisce ancora la sala stampa vaticana - ha pregato affinché tutte le vittime di abusi possano sperimentare guarigione e riconciliazione e riescano a superare la propria angoscia passata e presente con serenità e nuova speranza per il futuro".
Bill Kilgallon, presidente del National Catholic Safeguarding Commission, la struttura indipendente creata dalla Conferenza episcopale inglese per assicurare la sicurezza dei bambini nelle istituzioni cattoliche e dare seguito alle denunce di abusi, ha riferito che i cinque non hanno dovuto firmare alcuna liberatoria prima dell'incontro, come era stato scritto da alcuni organi di stampa. Alcuni di loro avevano però chiesto che l'incontro avvenisse lontano dai giornalisti. Kilgallon aveva incontrato alcune delle vittime prima che queste andassero dal Papa ma non ha saputo dire cosa sia stato detto durante il colloquio. Ha però aggiunto che alcuni sono andati dal Pontefice ''con la loro rabbia'' per quanto avevano subito, ''e la rabbia è una cosa positiva perché può essere molta costruttiva'' per chi ha subito un trauma come gli abusi.
La giornata del Papa. Benedetto XVI ha iniziato stamane con il colloquio, nel palazzo arcivescovile di Westminster, con il premier britannico David Cameron. Il Pontefice ha visto anche la leader dell'opposizione, la laburista Harriet Harman. Poi il saluto a circa 2500 bambini riuniti nella piazza della cattedrale, la visita a una casa di riposo e a conclusione una veglia di preghiera a Hyde Park per la beatificazione del cardinale britannico John Henry Newman.
Proprio ad Hyde Park in mattinata migliaia di persone si sono riunite per protestare contro la visita del Pontefice e gli scandali sulla pedofilia. Atei, gay e pro-abortisti, hanno dato vita a un corte per le strade del centro di Londra. Dopo l'allarme e i sei arresti di ieri 4, oggi convalidati, la sicurezza nella capitale britannica è i massimi livelli.
L'omelia a Westminster. Parlando delle "prove e tribolazioni" nella vita della Chiesa, tra cui quelle dei "martiri di ogni tempo" e dei "nostri fratelli e sorelle nel mondo, che ancora oggi soffrono discriminazione e persecuzioni per la loro fede cristiana", il Papa ha detto di pensare "anche alle immense sofferenze causate dall'abuso dei bambini, specialmente nella Chiesa e da parte dei suoi ministri".
"Esprimo soprattutto il mio profondo dolore alle vittime innocenti di questi inqualificabili crimini - ha continuato Benedetto XVI - insieme con la speranza che il potere della grazia di Cristo, il suo sacrificio di riconciliazione, porterà profonda guarigione e pace alle loro vite". E ancora: "Riconosco anche, con voi, la vergogna e l'umiliazione che tutti abbiamo sofferto a causa di questi peccati; vi invito a offrirle al Signore con la fiducia che questo castigo contribuirà alla guarigione delle vittime, alla purificazione della Chiesa ed al rinnovamento del suo secolare compito di formazione e cura dei giovani".
"Esprimo la mia gratitudine - ha concluso Ratzinger - per gli sforzi fatti per affrontare questo problema responsabilmente, e chiedo a tutti voi di mostrare la vostra sollecitudine per le vittime e la solidarietà verso i vostri sacerdoti".
Tra i martiri, Benedetto XVI ha voluto ricordare però ricordare in particolare - nella messa celebrata con i vescovi inglesi nella Cattedrale di Westminster - i cattolici che "in Inghilterra difesero strenuamente la messa, sovente a caro prezzo, dando vita a quella devozione alla Santissima Eucaristia che è stata una caratteristica del cattolicesimo in queste terre".
La storia delle persecuzioni anticattoliche in Inghilterra, Scozia, Galles, parte dal 1535 e arriva al 1681, l'arco temporale che va da Enrico VIII a Carlo II Stuart. Morirono, in 150 anni di persecuzione, migliaia di cattolici inglesi: i primi il 4 maggio e il 15 giugno 1535, furono 19 monaci certosini, impiccati nel tristemente famoso Tyburn di Londra, l'ultima vittima fu l'arcivescovo di Armagh e primate d'Irlanda Oliviero Plunkett, giustiziato a Londra l'11 luglio 1681. Nel 1874 l'arcivescovo di Westminster inviò a Roma un elenco di 360 nomi con le prove per ognuno di loro. A partire dal 1886 iniziarono le canonizzazioni, una quarantina sono stati anche canonizzati da Paolo VI nel 1970, tra i quali dieci gesuiti.
La precisazione di padre Lombardi.  Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, ha successivamente chiarito che il martirio e la sofferenza delle vittime degli abusi "sono temi del tutto pertinenti in una riflessione sul mistero della Croce, ma profondamente distinti". "La messa - ha spiegato - era dedicata al sangue di Cristo e tutte le forme di sofferenza profonda hanno un riferimento a questo. Ma i martiri muoino per la fede e in questo seguono Cristo. Le vittime della pedofilia, che soffrono terribilmente, non soffrono perché testimoniano la fede. Esse tuttavia hanno una partecipazione al sacrificio di Gesù e possono essere invitate a vivere la loro sofferenza nel mistero della Croce". Restando chiaro, però, che "il martirio è altra cosa, essendo stato scelto liberamente".

William (non verificato)

Pedofilia/ Belgio, padre Lombardi: Papa prova molto dolore

Pedofilia/ Belgio, padre Lombardi: Papa prova molto dolore A seguito delle rivelazioni sulla portata dello scandalo

13/09/2010
Zoom Foto

Bruxelles, 13 set. (Apcom) - Papa Benedetto XVI prova molto "dolore" a seguito delle rivelazioni sulla portata degli scandali di pedofilia nella chiesa belga nel corso degli ultimi decenni. Lo ha affermato il portavoce della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in un'intervista rilasciata a un'emittente televisiva belga.


William (non verificato)

Crescono le preoccupazioni in vista dello storico viaggio di Benedetto XVI A SETTEMBRE

Gruppi anti-Ratzinger minacciano:
bloccheremo corteo papale a Londra

Il Protest the Pope: la visita al campus del St Mary's University College sarebbe un'ottima occasione

Benedetto XVI (Ansa)
Benedetto XVI (Ansa)

MILANO - Manca poco più di un mese allo storico viaggio di Benedetto XVI nel Regno Unito, il secondo di un Papa dopo quello di Giovanni Paolo II. E crescono le preoccupazioni per possibili azioni di protesta contro la presenza del Pontefice. La visita si volgerà dal 16 al 19 settembre e il gruppo «Protest the Pope», nel corso di un incontro pubblico, ha minacciato che cercherà di impedire al corteo papale di raggiungere il luogo di uno degli eventi in programma a Londra. Lo riporta il sito del Daily Telegraph.

MARCIA DI PROTESTA - Durante l'incontro pubblico, gli oppositori della visita hanno spiegato che il Pontefice percorrerà una stretta via suburbana, Waldegrave Road, per recarsi al campus del St Mary's University College, a Twickenham, dove parlerà a 3.500 studenti sull'importanza dell'educazione cattolica. Ed è stato molto applaudito l'intervento di un manifestante che ha sottolineato che, se quel percorso verrà fatto in auto, «quella sarà un'ottima occasione per bloccare la strada». «Organizziamoci», ha aggiunto tra gli applausi. Il gruppo di protesta, composto da laicisti e da sostenitori degli omosessuali, sta anche pianificando una marcia nel centro di Londra e una manifestazione vicino a Downing Street per il 18 settembre, giornata in cui il Papa terrà una veglia di preghiera con 80 mila pellegrini a Hyde Park.

IL PROBLEMA DEI COSTI - Intanto, secondo quanto scrive l'Independent sul problema dei costi, alla Chiesa cattolica locale mancano donazioni per oltre 2,6 milioni di sterline (3,2 milioni di euro) rispetto al budget previsto per la copertura della visita. Ufficialmente la Chiesa ha bisogno di raccogliere in tutto 7 milioni di sterline (8,5 milioni di euro) per finanziare la parte «pastorale» della visita, e cioè i tre grandi eventi pubblici previsti a Glasgow, Londra-Hyde Park e Birmingham (la messa di beatificazione del cardinale John Henry Newman), anche se fonti dell'organizzazione hanno riferito al quotidiano che il conto finale sarà vicino agli 8 milioni di sterline (9,8 milioni di euro). Finora, però, la Chiesa di Inghilterra, Galles e Scozia ha raccolto solo 5,1 milioni di sterline (6,2 milioni di euro), in gran parte provenienti da ricchi donatori privati e da società. Molte discussioni, tra l'altro, ha suscitato nelle scorse settimane anche la decisione di istituire una tariffa di ingresso, comprendente comunque anche un «kit del pellegrino», per i tre eventi all'aperto, proprio al fine di contribuire agli alti costi previsti. (Fonte Ansa)

William (non verificato)

Messaggio del pontefice inviato ai Cavalieri di Colombo

Benedetto XVI: «Sulla pedofilia
attacchi spesso infondati»

«La risposta deve essere una grande fedeltà alla Parola di Dio e una più risoluta testimonianza di santità»

Benedetto XVI: «Sulla pedofilia
attacchi spesso infondati»

«La risposta deve essere una grande fedeltà alla Parola di Dio e una più risoluta testimonianza di santità»

(Ansa)
(Ansa)

CITTÀ DEL VATICANO - La migliore risposta ad attacchi «spesso scorretti e infondati» contro la Chiesa e i suoi leader, sulle vicende di pedofilia, è «una grande fedeltà alla Parola di Dio e una sempre più risoluta testimonianza di santità». Lo scrive Benedetto XVI in un messaggio inviato - attraverso il segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone - ai Cavalieri di Colombo. Il testo, letto martedì a Washington in occasione della 128esima Suprema Convenzione dell'associazione cattolica, è riportati sul sito dei Cavalieri di Colombo.

FEDELTA' ALLA PAROLA DI DIO - «Di fronte ad attacchi spesso scorretti e infondati contro la Chiesa e i suoi leader, Sua Santità - afferma il card. Bertone - è convinto che la risposta più efficace sia una grande fedeltà alla parola di Dio, una più risoluta testimonianza di santità, e un accresciuto impegno alla carità nella verità da parte di tutti i fedeli». «Egli - prosegue il messaggio - chiede ai cavalieri di perseverare nella loro testimonianza di fede e carità, nella serena convinzione che se la Chiesa si incammina in questo periodo di purificazione la sua luce brillerà ancora più forte di fronte agli uomini e alle donne onesti di buona volontà».

04 agosto 2010

William (non verificato)

dopo le rivelazioni di Panorama su alcuni preti che condurrebbero una «doppia vita»

«I preti gay vengano allo scoperto»

Nota del Vicariato: «Nessuno li costringe a rimanere preti, sfruttandone solo i benefici»

dopo le rivelazioni di Panorama su alcuni preti che condurrebbero una «doppia vita»

«I preti gay vengano allo scoperto»

Nota del Vicariato: «Nessuno li costringe a rimanere preti, sfruttandone solo i benefici»

 

ROMA - Se ci sono sacerdoti gay, «coerenza vorrebbe che venissero allo scoperto», perché «nessuno li costringe a rimanere preti, sfruttandone solo i benefici». E' questa la posizione espressa dal vicariato di Roma in una nota diffusa dopo le rivelazioni del settimanale Panorama su alcuni preti che condurrebbero una «doppia vita», frequentando nel tempo libero i locali di ritrovo degli omosessuali della capitale.

A ROMA SACERDOTI DA TUTTO IL MONDO - Il vicariato di Roma, pur tacciando l'articolo di scandalismo, diffamazione e di voler screditare la Chiesa, di fatto non esclude che qualche sacerdote possa condurre una doppia vita, precisando però che a Roma vivono molti sacerdoti provenienti da tutto il mondo per studiare e che nulla hanno a che fare con la Chiesa di Roma. «Non vogliamo loro del male - si afferma nella nota pubblicata sul sito del vicariato Romasette.it - ma non possiamo accettare che a causa dei loro comportamenti sia infangata la onorabilità di tutti gli altri». «Chi conosce la Chiesa di Roma, dove vivono anche molte centinaia di altri preti provenienti da tutto il mondo per studiare nelle università, ma che non sono del clero romano nè impegnati nella pastorale - rileva il vicariato - non si ritrova minimamente nel comportamento di costoro dalla "doppia vita", che non hanno capito che cosa è il "sacerdozio cattolico" e non dovevano diventare preti. Sappiano che nessuno li costringe a rimanere preti, sfruttandone solo i benefici. Coerenza vorrebbe che venissero allo scoperto».

DOPO I VARI TENTATIVI DEL PAPA DI FARE IL LIFTING ALLA CHIESA SULLA PEDOFILIA ECCO CHE IL SETTIMANALE PANORAMA SCOPRE IL GIRO DEI PRETI GAY...POVERA "BENEDETTA 16ESIMA....NON HA MAI PACE.

William (non verificato)

Mi ero dimenticato di dire che fino a non molto tempo fa, i bambini che cantavano nei cori delle voci bianche venivano castrati quando stavano entrando nella pubertà per fa sì che la loro voce si mantenesse nel tempo: vedetevi il film: "Farinelli, voce regina."

William (non verificato)

Pedofilia e altri reati, stretta del Vaticano. Pubblicate le nuove norme sui delitti gravi

Città del Vaticano, 15 lug. (Adnkronos/Ign) – Sono state pubblicate questa mattina le nuove norme della Congregazione per la dottrina della fede sui gravi delitti contro la Chiesa che aggiornano il Motu proprio 'Sacramentorum sanctitatis tutela' e le 'Normae de gravioribus delictis' emanati nei primi anni 2000 da Giovanni Paolo II e dall'allora cardinale Joseph Ratzinger. In realtà si tratta di una formulazione giuridica complessiva di norme che erano già state introdotte come prassi e sotto forma di 'linee guida' dalla stessa Congregazione per la dottrina della fede, negli ultimi anni.
Si tratta, ha detto mons. Charles Scicluna, promotore di giustizia della Congregazione per la dottrina della fede, di un disegno organico. Vi sono alcune novità. In particolare in materia di abusi sessuali, la prescrizione nei processi canonici è stata portata a vent'anni. Vi è poi la possibilità di procedere più rapidamente nei casi particolarmente gravi, attraverso un procedimento extragiudiziale, e di presentare direttamente al Papa la richiesta di dimissione dallo stato clericale del colpevole.
Quindi vi è una prima apertura alla presenza di laici nei tribunali ecclesiastici che giudicano questi reati. Altre novità riguardano i reati di pedopornografia e di abuso contro una persona con handicap mentali, in questo caso vi è un'equiparazione all'abuso contro un minore.
Manca, nella legge della Chiesa, un riferimento certo alla denuncia alle autorità civili, vi è invece l'indicazione generale – che già era contenuta nelle vecchie linee guida – di collaborare con la giustizia. Viene inoltre mantenuto il principio del segreto pontificio nei processi canonici di tali delitti. Ma il documento del Vaticano parla anche di altri reati.
Fra questi in particolare i delitti contro la fede come l'eresia, l'apostasia e lo scisma. Ancora, vi sono precisazioni sui reati contro l'eucaristia. Particolarmente significativa è l'introduzione della fattispecie penale dell'attentata ordinazione sacra della donna.
''I delitti gravissimi'' cui fa riferimento l'aggiornamento delle norme vaticane diffuse oggi dalla Sala stampa della Santa Sede, ''riguardano realtà centrali per la vita della Chiesa, cioè i sacramenti dell'Eucarestia e della Penitenza, ma anche gli abusi sessuali commessi da un chierico con un minore al di sotto dei 18 anni di età'' rileva il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, nella nota con la quale ha accompagnato la pubblicazione del documento della Congregazione per la dottrina della fede.
''La vasta risonanza pubblica avuta negli anni recenti da quest'ultimo tipo di delitti – spiega ancora padre Lombardi in merito ai casi di pedofilia – ha attirato grande attenzione e sviluppato un intenso dibattito sulle norme e procedure applicate dalla Chiesa per il giudizio e la punizione di essi''. ''E' giusto quindi – precisa – che vi sia piena chiarezza sulla normativa oggi in vigore in questo campo e che questa stessa normativa si presenti in modo organico, così da facilitare l'orientamento di chiunque debba occuparsi di queste materie''.
Quindi si spiega: ''Un primo contributo di chiarificazione – soprattutto ad uso degli operatori dell'informazione – era stato dato poco tempo fa con la pubblicazione sul sito internet della Santa Sede di una sintetica 'Guida alla comprensione delle procedure di base della Congregazione per la dottrina della fede riguardo alle accuse di abusi sessuali', ma la pubblicazione delle nuove Norme è tutt'altra cosa, offrendoci un testo giuridico ufficiale aggiornato, valido per tutta la Chiesa''.

William (non verificato)
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William (non verificato)

GUARDATEVI QUESTO GUSTOSO VIDEO DELLE IENE....

www.youtube.com/watch

 

Iscritto dal: 24/09/2000
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Andraghetti,non ho letto tutto quello che hai postato ,ma ti chiedo solamente che cosa pensi di dimostrare attaccandoti al "treno" dei preti pedofili?

Il problema della pedofilia,perchè checché tu ne dica è un  "problema"è tanto pericoloso quanto è diffuso,quindi quando tu porti fatti che appartengono all'ambito familiare come a quello ecclesiastico non fai altro che mettere in allarme chi ritiene che la pedofilia sia un cancro da combattere che è più profondo di quanto si immaginasse.

Se si arrivasse alla certezza che tutto il clero dal papa, all'ultimo dei preti di una sperduta canonica di uno sperduto paese in culo al mondo fossero pedofili,cosa avresti dimostrato?Che essendo una pratica diffusa è "giusta" per diritto acquisito a maggioranza?Una stronzata resta una stronzata anche se è la maggioranza che la dice.

William (non verificato)

«Andraghetti, non ho letto tutto quello che hai postato ,ma ti chiedo solamente che cosa pensi di dimostrare attaccandoti al "treno" dei preti pedofili?» Che voglio dimnostrare? Che il livello di isterismo è divenuto talmente assurdo sulla pedofilia che neppure la Chiesa ne viene risparmiata. Neppure una potente organizzazione come la Chiesa riesce più ad arginare la psicosi collettiva; vedi ad esempio quello che è accaduto in Belgio dove i vescovi sono stati praticamente sequestrati per 9 ore e addirittura hanno spaccato le tombe nella cripta per trovare...cosa???? Il Papa -giustamente- ha deplorato questa iniziativa. La commissione istituita dai vescovi che doveva indagare sugli abusi è stata annullata dopo che erano stati sequestrati tutti i fascicoli. Però guarda caso, questo atto indecente contro i vescovi avvenuto in Belgio fa dimenticare che l'accanimento contro i pedofili iniziò proprio dal Belgio col famoso "caso Dutroux" -ricordi?- dove un uomo violentava e sequestrava bambine per produrre "snaffer film" di sesso. Tutti a gridare che lui era pedofilo, che tutti i pedofili andavano uccisi, che tutti i pedofili violentavano e uccidevano. Ma nessuno che dicesse invece che una perizia psichiatrica aveva stabilito che Dutroux NON aveva le caratteristiche del pedofilo ma del "border line"; all'epoca -siamo nel 1996- la Chiesa si era ben guardata da dire qualcosa per attenuare la tensione contro i pedofili considerati "mostri", "orchi", "violentatori", etc. Oggi però paga il prezzo del suo silenzio-assenso al massacro medianico contro la pedofilia. Mi ricordo anche che nello stesso periodo uscì un numero di Famiglia Cristiana col titolo: "Maledetti pedofili"; ed ora? Chi sono ora i "maledetti pedofili? Mi pare che ormai l'attenzione contro la pedofilia si sia spostata in maggior parte sulla Chiesa e il "lifting" che il Papa cerca di fare per ricreare fiducia nei suoi fedeli sia sempre manomesso dalle inchieste delle varie procure...

luigi il grande (non verificato)

Luciano, non sprecare energie con questo violentatore di bambini... la soluzione ce la suggeriscono come sempre gli statunitensi:

William (non verificato)

Solo un idiota ritiene gli statunitensi "maestri" che ci possono insegnare qualcosa. Poi, se non lo sai, la maggior parte di abusi, stupri e violenze sessuali avviene proprio in America, come anche il maggior consumo di droghe, e di produzione di materiale porno con bambini....Grande, grande America. Dovrebbero essere gli americani a imparare qualcosa da noi....

luigi il grande (non verificato)

Eragostolo o Pena Capitale, se ripristinata, per i violentatori di bambini.

William (non verificato)

Luigi, lo so che hai un deficit mentale preoccupante, ma almeno: cerca di attenerti all'argomento del forum: porta elementi sull'argomento del forum. Avresti dovuto dire: "Ergastolo o pena capitale per i preti pedofili". Così saresti stato coerente con questo forum. Infatti la pedofilia che c'è nella Chiesa NON è la stessa pedofilia che esiste e che ha praticato il sottoscritto. Sono due pianeti diversi. E oggi la Chiesa sconta tutti i suoi silenzi, le sue protezioni a preti e sacerdoti che erano accusati di abusi cercando di "coprire" gli scandali evitando i processi. In America la Chiesa ha speso ben 900 milioni di dollari in risarcimenti alle vittime di abusi di preti. Praticamente è andata in bancarotta....

luigi il grande (non verificato)

Ecco tutto quello che lo stato dovrebbe usare con i violentatori di bambini. Il resto della merda che scrivi mi da solo il voltastomaco, quindi...

William (non verificato)

Pedofilia, torna la tempesta sulla Chiesa belga

20:01 - CRONACA- 24 GIU 2010

Pedofilia, torna la tempesta sulla Chiesa belga

Perquisiti arcivescovado Malines e casa dell'ex primate Danneels
Bruxelles, 24 giu. (Apcom) - Torna la tempesta sulla chiesa cattolica belga, con una serie di nuove perquisizioni effettuate oggi dalla polizia nell'arcivescovado di Malines-Bruxelles e a casa dell'ex primate, cardinale Danneels. Ad aprile e a maggio le rivelazioni su un caso di pedofilia avevano costretto alle dimissioni il vescovo di Bruges, Roger Vangheluwe e dato la stura a diverse centinaia di denunce su altre vicende di abusi sessuali fino ad allora coperte da una coltre di silenzio. Tanto che la Chiesa locale aveva riattivato una commissione indipendente per raccogliere le denunce e indagare sugli abusi sessuali nelle relazioni pastorali, affidandola allo psicologo infantile Peter Adriaenssens. Oggi la polizia belga ha perquisito la diocesi arcivescovile di Malines-Bruxelles, e contemporaneamente proprio la sede della Commission Adriaenssens, nonché la casa del cardinale Godfried Danneels, ex primate del Belgio, sequestrando anche il suo computer. L'arcivescovado di Malines-Bruxelles non è una diocesi come le altre in Belgio, ma costituisce il 'cuore' della chiesa cattolica del Paese. Il suo arcivescovo è, dall'inizio dell'anno, Monsignor André-Joseph Léonard, primate del Belgio e presidente della Conferenza episcopale belga. Quanto a Danneels, è uno dei cardinali più conosciuti e rispettati dell'intera Chiesa cattolica. Si dice che all'ultimo conclave in Vaticano non sia stato eletto papa per pochi voti, e che con lui sia stata sconfitta la corrente progressista interna alla Chiesa. Danneels è stato recentemente sostituito nel ruolo di primate del Belgio dal cardinale Léonard, che viene invece considerato un conservatore. L'eventuale coinvolgimento dell'ex primate belga, che non è stato interrogato dalla polizia, riguarderebbe sue presunte responsabilità nella 'copertura' del vescovo Vangheluwe, che sembra non abbia denunciato immediatamente, una volta venuto a conoscenza dei suoi abusi; una vicenda su cui stava già indagando dall'inizio di maggio la Commissione Adriaenssens. Danneels non si è opposto alla perquisizione e ha commentato attraverso il suo portavoce che "la Giustizia deve fare il suo corso". Secondo ricostruzioni della stampa locale, la polizia potrebbe aver deciso di procedere alle perquisizioni in base alle denunce ricevute da un prete pensionato, Rik Devillé, che a suo tempo aveva riferito invano alle autorità ecclesiastiche le testimonianze raccolte su diversi casi di abusi sessuali. Circa due settimane fa, Padre Devillé aveva trasmesso alle autorità giudiziarie tutti i dossier con le denunce in suo possesso e tutto il suo carteggio con i superiori, ma sostiene di non essere ancora stato ascoltato dai magistrati inquirenti. Il Belgio era finito nelle cronache sulle inchieste per pedofilia nella chiesa cattolica dopo gli scandali già scoppiati in Irlanda, Germania e Stati Uniti. Il primate, Monsignor Léonard, ha promesso di applicare una politica di 'tolleranza zero. Il mese scorso, poi, i vescovi belgi avevano chiesto perdono sia per gli abusi commessi nella Chiesa che per il silenzio dei suoi reponsabili.

William (non verificato)

Papa: sacerdozio non serva al potere personale

Dura requisitoria di Benedetto XVI. Forse nelle prossime ore presa di posizione del Vaticano

20 giugno, 15:13

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Papa Benedetto xvi durante un momento della cerimonia di<br />
Ordinazione Presbiterale dei diaconi della Diocesi di Roma

Papa Benedetto xvi durante un momento della cerimonia di Ordinazione Presbiterale dei diaconi della Diocesi di Roma
 sacerdozio non serva al potere personale

CITTA' DEL VATICANO  - Una dura requisitoria contro quegli ecclesiastici che usano il sacerdozio per acquisire potere e prestigio personale, per soddisfare le "proprie ambizioni" e raggiungere un proprio successo è stata fatta oggi da Papa Benedetto XVI durante la messa a San Pietro per l'ordinazione di 14 nuovi preti della diocesi di Roma. Sullo sfondo delle parole del Papa inevitabile non pensare anche alla vicende giudiziarie che stanno investendo la passata gestione della Congregazione vaticana per l'Evangelizzazione dei popoli, ex Propaganda Fide, e i sospetti di un uso politico e improprio di beni della Chiesa. "Il sacerdozio - ha ammonito Ratzinger con voce grave - non può mai rappresentare un modo per raggiungere la sicurezza nella vita o per conquistarsi una posizione sociale". "Chi aspira al sacerdozio per un accrescimento del proprio prestigio personale e del proprio potere ha frainteso alla radice il senso di questo ministero", ha aggiunto. "Chi vuole soprattutto realizzare una propria ambizione, raggiungere un proprio successo sarà sempre schiavo di sé stesso e dell'opinione pubblica", ha scandito. "Per essere considerato - ha sottolineato - dovrà adulare; dovrà dire quello che piace alla gente; dovrà adattarsi al mutare delle mode e delle opinioni e, così, si priverà del rapporto vitale con la verità, riducendosi a condannare domani quel che avrà lodato oggi. Un uomo che imposti così la sua vita, un sacerdote che veda in questi termini il proprio ministero, non ama veramente Dio e gli altri, ma solo se stesso e, paradossalmente, finisce per perdere se stesso", ha profetizzato il papa.
Il papa che ha aperto alle 9.30 nella Basilica di San Pietro una solenne messa per l'ordinazione di 14 nuovi sacerdoti della diocesi di Roma, si è presentato con un viso piuttosto teso e stanco.

 

COSI' MENTRE IL PAPA PARLA AI SACERDOTI SCOPPIA L'ENNESIMO SCANDALO:

 

Inchiesta G8, il cardinale Sepe
e Lunardi indagati per corruzione

Per l'alto prelato l'indagine riguarda la ristrutturazione
e la vendita di immobili di Propaganda Fide nel 2005

nelle operazioni sarebbero coinvolti anemone e balducci

Inchiesta G8, il cardinale Sepe
e Lunardi indagati per corruzione

Per l'alto prelato l'indagine riguarda la ristrutturazione
e la vendita di immobili di Propaganda Fide nel 2005

Il cardinale Sepe (Eidon)
Il cardinale Sepe (Eidon)

PERUGIA - Il cardinale Crescenzio Sepe e l'ex ministro Pietro Lunardi sono indagati dalla Procura di Perugia nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddetta «cricca» che avrebbe lucrato sui Grandi eventi. Corruzione il reato contestato a entrambi. I loro nomi compaiono in due diversi tronconi dell'indagine. A entrambi sono stati notificati gli avvisi di garanzia emessi dai pm Alessia Tavarnesi e Sergio Sottani.

LE ACCUSE - Per il cardinale Sepe, arcivescovo di Napoli, l'indagine riguarda in particolare la ristrutturazione e la vendita di alcuni immobili di Propaganda Fide nel 2005. Operazioni nelle quali risulterebbe coinvolto il costruttore Diego Anemone, considerato personaggio centrale dell'inchiesta sui Grandi eventi. Il sospetto degli inquirenti perugini è che l'alto prelato abbia ricevuto in cambio dei favori. Anche per quanto riguarda Lunardi l'accusa fa riferimento alla ristrutturazione e alla vendita di un immobile. In entrambe le operazioni sarebbe coinvolto l'ex presidente del Consiglio dei lavori pubblici Angelo Balducci, tuttora detenuto nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta cricca degli appalti.

Il cardinale Sepe con il premier Berlusconi e, dietro,<br />
            Bertolaso (Agn)
Il cardinale Sepe con il premier Berlusconi e, dietro, Bertolaso (Agn)

«CHIARIRÀ LA SUA POSIZIONE» - «Il cardinale aveva già dato la sua disponibilità a parlare con i magistrati di Perugia. Lo farà e chiarirà la sua posizione - afferma un'autorevole fonte vaticana -. Ha detto di essere sereno e auspichiamo che anche questa fase dell'inchiesta sia portata avanti in un clima altrettanto sereno». La notizia dell'avviso di garanzia ha scosso la curia di Napoli. A dieci anni esatti dalla conclusione dell'indagine che coinvolse il predecessore di Sepe, Michele Giordano, accusato di usura e poi assolto da ogni addebito, un altro arcivescovo di Napoli finisce in una inchiesta giudiziaria: da giorni si parlava di una sua testimonianza di fronte ai magistrati di Perugia per la vicenda dell'alloggio romano dato in uso a Bertolaso, ma nessuno si aspettava che i rapporti di Sepe con alcuni altri personaggi coinvolti nell'inchiesta potessero trasformare l'ex potentissimo «Papa rosso» in un indagato. «Il cardinale è fuori sede» dicono i suoi più stretti collaboratori, confermando la strategia del silenzio. No comment anche dal portavoce di largo Donnaregina, e nessuna conferma sulla possibilità, sempre più concreta, che il cardinale Sepe cancelli gli appuntamenti pubblici dei prossimi giorni (una celebrazione religiosa domenica pomeriggio per la Comunità di Sant'Egidio e la presentazione lunedì mattina di un progetto degli industriali per i minori a rischio). Tra l'altro, l'arcivescovo di Napoli, a quanto si è appreso da buone fonti vaticane - possiede un passaporto diplomatico della Santa Sede. È prassi infatti di darlo a tutti quei porporati che ne facciano richiesta: il cardinale già ne era titolare quando era Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, ex Propaganda Fide, in quanto «ministro» della Santa Sede. Poi lo aveva restituito e ne aveva ricevuto un altro come arcivescovo di Napoli.

STILE "POPOLARE" - Tra i sacerdoti napoletani la notizia è accolta con stupore e incredulità. Sperano che la vicenda giudiziaria possa avere comunque tempi brevi, in modo da far durare al minimo l'inevitabile tempesta mediatica e le sue ripercussioni sull'attività pastorale. Quella stessa attività pastorale che Sepe, dal luglio 2006 arcivescovo di Napoli, ha improntato a uno stile immediato e "popolare", come sintetizza la frase in dialetto diventata da quattro anni il suo slogan: «A Maronna v'accumpagna». Un cardinale che non disdegna di parlare in napoletano, che ha iniziato il suo ministero in diocesi da un quartiere-simbolo come Scampia e che ha inventato iniziative religiose di grande impatto mediatico, dalle aste annuali di beneficenza per progetti sociali al grande falò dei coltelli come segno contro la violenza, fino al pranzo di Natale per i poveri organizzato nei saloni dell'episcopio: la foto di Sepe che serve ai tavoli con tanto di grembiule sopra la veste talare è di quelle che colpiscono l'opinione pubblica. Nei suoi quattro anni di episcopato c'è stato spazio anche per accogliere Benedetto XVI, nell'ottobre 2007, per una giornata a Napoli caratterizzata da un pranzo ecumenico, con i capi di diverse confessioni seduti intorno allo stesso tavolo. Pagine di un episcopato che ora deve affrontare una fase difficile e inattesa.

LA CASA DI BERTOLASO - Il cardinale Sepe è stato chiamato in causa giorni fa dal capo della Protezione Civile Guido Bertolaso. Questi ha detto ai magistrati di Perugia che era stato lui a indirizzarlo nel 2003 al professor Francesco Silvano, collaboratore di Propaganda Fide, che poi gli mise a disposizione l'appartamento di via Giulia a Roma. Tre anni dopo, nel 2006, il cardinale, allora prefetto di Propaganda Fide, fu allontanato da Benedetto XVI alla scadenza del primo quinquennio: una cosa «inconsueta», si fa notare, visto che il predecessore era rimasto sedici anni e tutti gli altri prefetti del Novecento erano andati ben oltre il primo mandato, salvo un caso di morte prematura. I beni di Propaganda Fide, un patrimonio immenso (si stimano oltre 9 miliardi di euro) frutto di proprietà e donazioni secolari, sono gestiti in totale autonomia dalla Congregazione e servono a sostenere le terre di missione, Africa e Asia in testa: per questo il prefetto viene definito "Papa rosso".

IL CARDINALE SEPE - Sepe, 67 anni, dopo aver trascorso una vita nella diplomazia vaticana, è divenuto nel 1992 segretario della Congregazione per il clero. In questo ruolo ha cominciato a farsi conoscere come abile organizzatore di grandi eventi. Ha promosso, tra l'altro, gli incontri internazionali dei sacerdoti di tutto il mondo in preparazione al Giubileo del 2000 a Fatima e a Yamossoukro. In qualità di segretario della Congregazione per il clero, ha organizzato inoltre tutte le celebrazioni per i trent'anni della "Presbyterorum Ordinis" e per il cinquantesimo di sacerdozio di Giovanni Paolo II. Grazie a questi meriti, il 3 novembre 1997 è stato nominato segretario generale del Comitato e del Consiglio di presidenza del Giubileo del 2000. Ha dunque seguito in prima persona l'itinerario di preparazione all'Anno Santo, collaborando tra l'altro con Angelo Balducci e Guido Bertolaso, entrambi coinvolti - per parte italiana - nella preparazione del Giubileo. Il 9 aprile 2001 Giovanni Paolo II lo ha nominato prefetto della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli, ex Propaganda Fide, il dicastero più ricco di tutta la Santa Sede. Poco dopo anche Balducci è diventato consultore della Congregazione.

Pietro Lunardi (Imagoeconomica)
Pietro Lunardi (Imagoeconomica)

L'EX MINISTRO LUNARDI - L'altro indagato, finito nel mirino dei magistrati di Firenze è l'ex ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi. Nato a Parma il 19 luglio 1939, sposato con figli, laureato in ingegneria civile, Lunardi è un esperto in materia di gallerie e sottosuolo. Professore di geotecnica del sottosuolo alla facoltà di Ingegneria dell'università di Parma e presidente della Società italiana gallerie (Sig), ha cominciato la sua esperienza nella Cogefar, per la quale ha seguito la progettazione e la realizzazione di importanti opere in Italia e nel mondo. Nel 1980 ha fondato una sua società di ingegneria, la Rocksoil. È stato diverse volte consulente del governo come "consigliere per i problemi della conservazione del suolo e grandi infrastrutture", membro della Commissione per la Valtellina, della Commissione grandi rischi della Protezione civile, consulente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, membro della commissione di super esperti nominata per valutare i danni provocati nel 1999 dall'incendio nel tunnel del monte Bianco, consulente della società Autostrade per il tunnel della variante di Valico.

GRANDI OPERE - Nel 2001, alla formazione del governo Berlusconi bis, diventa ministro per le Infrastrutture e i trasporti ed è il firmatario della legge Lunardi sulle Grandi opere. A lui è legata anche l'introduzione nel luglio 2003 della patente a punti. È stato tra i progettisti del traforo del monte Bianco e di quello del Frejus, ha realizzato tratti di metropolitane a Lione e Marsiglia, a Singapore e a Canton e anche a Roma, nel periodo dell'amministrazione Rutelli. Ha coordinato il programma delle grandi opere per la Casa delle Libertà. Alle elezioni politiche del 2006, Lunardi viene eletto per la prima volta in Parlamento, come senatore per Forza Italia nella regione Emilia-Romagna. Nell'inchiesta G8 spunta il suo nome dopo quello del ministro Scajola: secondo un testimone sarebbe stato il beneficiario di un'altra operazione targata Diego Anemone per la compravendita di un immobile di pregio.

William (non verificato)
Don Gelmini rinviato a giudizio
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Don Gelmini rinviato a giudizioDon Pietro Gelmini. In comunità “Don”. Per la cronaca, Don Gelmini. Per gli amici, don Pierino. Rinviato a giudizio, con vari capi d’accusa. Lui, il presbitero che nel ’79 aveva sottratto vittime al buco. Oggi, oltre 200 le comunità da lui fondate in tutto il mondo. Da Amelia, Terni, la terapia dell’accoglienza, dell’amore e dell’inserimento lavorativo. Incontro. Un nome, una promessa. Un programma, per venir fuori dalla droga. Uscendo dal tunnel della morte, per riprendersi la propria vita, in barba alla maledetta eroina. Tra difficoltà di sorta, lastricati d’incomprensioni, ma anche onorificenze. In tandem col francescano Padre Eligio, fratello di sangue e di vocazione,  fondatore di Mondo X. I due, sotto lo stesso cielo, per duellare contro quella famelica droga, che ancora dilania coscienze. Il boom negli anni in cui don Picchi, Muccioli ed altre realtà contro le tossicodipendenze, scrivevano la loro crociata nell’inquieto ’68. Don Pierino raccoglieva per strada corpi accartocciati. E lottava per far sì che i suoi ragazzi, potessero riappropriarsi dell’identità di figli di Dio. Senza imporre la fede. Solo sbriciolandola nella calendarizzata giornata. Negli anni, svariate denunce. Truffa, corruzione, abusi sessuali, pedofilia. Nell’occhio della Giustizia, pensò di chiedere al Vaticano d’essere restituito allo stato laicale, fino al termine delle querelle giudiziarie. Fidando nella Provvidenza. Poi nella giustizia terrena. Ben conscio che faccia più rumore un albero che cade, che una foresta che cresce. Che gelosia, invidia e cattiveria scaturiscano della caducità. Anche sui suoi legami massonici, la bancarotta fraudolenta, la pedofilia, l’emissione di assegni a vuoto quand’era in Argentina.  Il carcere. E sugli agi che non gli mancavano prima di dar vita alle Comunità. Un’altra storia, che andrebbe chiarita, il suo sacerdozio: se romano o ortodosso. L’uso della mitra, dell’anello vescovile, insieme all’indebito titolo di Monsignore. Ora, don Gelmini attende. Ancora una volta. La giustizia divina o quella terrena? A giorni, il processo, rinviato solo per l’assenza del suo principale accusatore. Presunti abusi sessuali lo inchiodano.  Tirato in causa anche don Mazzi al quale qualcuna delle vittime, ha aperto l’animo, essendo stato precedentemente suo ospite in comunità. Vuotato il sacco, tanti altri crimini ascrivibili al don. Tranne quello d’essersi offerto come cavia nel ’90 per la lotta all’Aids! In quanto alle oltre 200 comunità terapeutiche, pullulanti in tutto il mondo, un affaire. Che in passato ricevette anche la benedizione politica, con un lauto assegno, del cavaliere Berlusconi. Poco si menzionano i ben 300.000 ospiti, accolti in un momento collettivo da Papa Giovanni Paolo II. Come le oltre 300.000 vite in 44 anni del suo impegno, strappate alla droga. Restituite alla vita. Che don Gelmini abbia sposato la causa dell’umanità, restituendo a tante famiglie, i propri ragazzi, i suoi ragazzi, come ama chiamare i mille volti ai quali apre non solo le porte della Comunità, ma specialmente quelle del cuore, è palese. Da quando, quell’Alfredo della Provvidenza, che una sera gl’inciampò il cammino, tendendogli la mano, lo invitò a trarlo fuori dal degrado. Oggi la cronaca lo addita, malgrado i suoi oltre 80 anni veglino il passo stanco. Un uomo che di strada ne ha fatta tanta! Indiziato ed incriminato, colpevole o innocente. La storia della Chiesa con i suoi martiri in ogni tempo. Difesi dal silenzio del sinedrio! Al don, non mancano ancora mani tese da afferrare! Un lestofante? Un maniaco sessuale?La sua coscienza gli chiederà il conto. Prima o poi! Solo questione di tempo! E se fosse innocente?

COSI' SI AGGIUNGE UN ALTRO SCANDALO: IL LIFTING CHE IL PAPA CERCA DI ATTUARE VIENE OGNI GIORNO COMPROMESSO DA NUOVE DENUNCE, NUOVI RINVII A GIUDIZIO DI PRETI E SACERDOTI ACCUSATI DI MOLESTIE SU MINORI. COME DICE IL PROVERBIO: "TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE"....

William (non verificato)

Dal quotidiano gratuito City del 26 maggio 2010

 SALA SADOMASO NELLA CANONICA. ARRESTATO SACERDOTE PEDOFILO

 Aveva trasformato la cantina della sua canonica in una sala di torture per pratiche sadomaso. Ne hanno fatto le spese i chierichetti. Scoperto, il sacerdote polacco Marcin Michal Strachanowski, prete della chiesa Divino Espirito Santo nella periferia di Rio de Janeiro (Brasile), si è dato alla fuga. Solo ieri, dopo alcuni giorni di latitanza, si è consegnato alla polizia.

“Ossessionato dal sesso”

Padre Strachanowski è accusato di aver rinchiuso e seviziato numerosi adolescenti nel sotterraneo, sottomettendoli incatenati a pratiche sadomaso. Poi descriveva tutto su Internet ad altre persone dedite a pratiche analoghe. “Le prove raccolte mostrano una persona compulsivamente e morbosamente ossessionata dal sesso con adolescenti – scrive il giudice incaricato dell’istruttoria, Abrahao Dias Teixeira -. Da anni l’accusato circuiva giovani innocenti, chierichetti di famiglie bisognose. Valendosi del suo incarico spirituale per adescarli e rinchiuderli nella sua gattabuia”.

Le accuse

Per evitare che le sue vittime parlassero, il prete alternava offerte di denaro a minacce di morte. Il primo a denunciarlo è stato un ex chierichetto abusato per anni (fino al 2006). In seguito si sono aggiunte decine di testimonianze. Strachanowski sarà sottoposto a processo canonico dalla Chiesa e processato dalla giustizia criminale per stupro di minorenni, torture e sequestro di persona.

Così mentre il Papa cerca di rifare il "Lifting" alla Chiesa chiedendo perdono per gli scandali dei preti pedofili, ecco che si scopre il prete "sadomasochista"...

William (non verificato)

Pedofilia,Papa:chiediamo insistentemente perdono vittime 

La Chiesa chiede "insistentemente perdono" alle vittime dei sacerdoti pedofili, e in futuro farà il possibile perché queste situazioni non si ripetano. Lo ha dichiarato oggi Papa Benedetto XVI

Foto/Video correlati

"Chiediamo insistentemente perdono a Dio ed alle persone coinvolte, mentre intendiamo promettere di voler fare tutto il possibile affinché un tale abuso non possa succedere mai più", ha detto il Pontefice durante la messa che chiude l'Anno sacerdotale. La Chiesa cattolica è stata scossa da una serie di scandali legati a casi di sacerdoti pedofili sia negli Stati Uniti che in Europa. Lo stesso Papa è stato al centro delle polemiche per la gestione di queste situazioni. Nell'omelia pronunciata davanti a 15mila preti, il Papa ha aggiunto: "Faremo tutto ciò che possiamo per vagliare l'autenticità della vocazione e ... vogliamo ancora di più accompagnare i sacerdoti nel loro cammino".
William (non verificato)

Intercettazioni, De Lucia e Pontesilli: inaccettabile il privilegio concesso ai membri del clero
È una norma salva preti pedofili, salva Ior, salva Congregazione de Propaganda Fide. Ratzinger gira il mondo battendosi il petto, ma intanto accetta la marchetta della maggioranza sulle intercettazioni...

Roma, 20 maggio 2010

• Dichiarazione di Michele De Lucia, Tesoriere di Radicali Italiani e di Anticlericale.net, e Carlo Pontesilli, Segretario di Anticlericale.net

Mentre gira il mondo battendosi il petto e chiedendo scusa per i crimini commessi dai preti pedofili – lodevole iniziativa, presa tuttavia solo dopo l'esplosione dello scandalo a livello mondiale e dopo avere avuto per decenni un ruolo decisivo nel silenziare il tutto – Papa Benedetto XVI accetta la norma salva preti prevista nel ddl intercettazioni, per la quale, con un ulteriore, inaccettabile privilegio attribuito ai membri del clero, se un pubblico ministero vuole intercettare o indagare un ''uomo di Chiesa'', deve avvisare immediatamente il Vaticano (art. 1, comma 24). Si tratta dell'ennesima marchetta al Vaticano: in gioco non ci sono solo le indagini sui preti pedofili, ma anche il presunto coinvolgimento dello IOR e della Congregazione de Propaganda Fide (ovvero della Congregazione che governa le Missioni in tutto il mondo, di cui nessuno vuole parlare) nel caso-Anemone. Soprattutto, questo vuol dire compromettere in partenza le indagini su ogni ulteriore vicenda nella quale il Vaticano potrà risultare coinvolto in futuro (come già avvenuto in tutte le pagine più buie della storia del nostro Paese). Per la cronaca: i iornalisti che oggi (giustamente) gridano allo scandalo per il ddl, sono gli stessi che quando i radicali, con l’on. Maurizio Turco e Anticlericale.net, portarono in Italia per una conferenza stampa Daniel Shea, avvocato delle vittime dei preti pedofili negli Usa (anno 2005), censurarono completamente la notizia. A futura memoria: i difensori della libertà, quando lo sono a corrente alternata e in modo selettivo, sono in realtà a loro volta difensori di privilegi, come l’Ordine dei giornalisti insegna.

IL "LIFTING" CHE PAPA BENEDETTO XVI° STA FACENDO ALLA CHIESA DOPO LO SCANDALO DEI PRETI PEDOFILI -CHE COINVOLSE ANCHE PAPA GIOVANNI PAOLO II° PASSA ANCHE DALL'IMPEDIRE CHE INTERCETTAZIONI TELEFONICHE POSSANO METTERE LA CHIESA IN IMBARAZZO SU CASI DI ABUSI SU MINORI.  NON CI SI DEVE STUPIRE: LA CHIESA HA SEMPRE AGITO A BRACCETTO COL POTERE E ANCHE SE CAMBIANO I REGIMI POLITICI E I TEMPI, SEMPRE LA CHIESA USA IL SUO POTERE PER MANTENERESI UNA FACCIATA RISPETTABILE....

William (non verificato)

Pedofilia, il Papa accetta le dimissioni di Murray: coprì scandalo in Irlanda

 

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Benedetto XVI ha accettato l'addio dell'arcivescovo di Limerick, una delle zone in cui è scoppiato lo scandalo delle violenze sui minori contenute nel rapporto Murphy. E' la linea dura del Pontefice

 
 
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Città del Vaticano - Cade la prima testa nello scandalo sui preti pedofili in Irlanda. Papa Benedetto XVI ha accettato le dimissioni dell’attuale vescovo di Limerick, Donald Brendan Murray, accusato di essere coinvolto, quando era ausiliare di Dublino, nello scandalo che sta travolgendo la Chiesa irlandese. Murray - che era venuto nei giorni scorsi a Roma e aveva rassegnato le proprie dimissioni - è sospettato di aver coperto gli abusi sessuali a minori compiuti da suoi subordinati.

L'annuncio Il vescovo ha annunciato personalmente questa mattina ai dipendenti della diocesi di Limerick che il Papa ha accettato le sue dimissioni con effetto immediato, come vescovo della diocesi di Limerick. Lo ha fatto incontrando i dipendenti nella cattedrale di St. John. "Ho incontrato lunedì 7 dicembre - ha detto in un discorso riportato oggi dall’agenzia cattolica Sir - il cardinale prefetto della congregazione per i vescovi. Gli ho chiesto di portare le mie dimissioni come vescovo di Limerick a Papa Benedetto. Il Santo Padre ha accettato le mie dimissioni che hanno effetto immediato da questa mattina. Ho sentito - ha aggiunto il vescovo - le opinioni di molti sopravvissuti, soprattutto nei giorni successivi alla pubblicazione del rapporto Murphy. Alcuni hanno espresso il desiderio affinché rassegnassi le mie dimissioni, altri mi hanno chiesto di non farlo. So bene che le mie dimissioni non possono annullare il dolore che le vittime di abuso sopravvissute hanno sofferto in passato e continuano a soffrire ogni giorno. Chiedo umilmente scusa ancora una volta a tutti coloro che sono stati abusati quando erano bambini piccoli. A tutti i sopravvissuti ripeto che la mia principale preoccupazione è quella di aiutare in ogni modo possibile, il loro cammino verso la sperata serenità".