Prima mossa (Torre in h7): Modifica del primo comma dell'Art. 34 Legge 25 maggio 1970, n. 352 che attualmente recita così:
Art. 34. - Ricevuta comunicazione della sentenza della Corte costituzionale, il Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri, indice con decreto il referendum, fissando la data di convocazione degli elettori in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno.
la modifica dovrebbe essere la seguente:
Art. 34. - Ricevuta comunicazione della sentenza della Corte costituzionale, il Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri, indice con decreto il referendum, fissando la data di convocazione degli elettori in coincidenza con quella dei comizi elettorali la cui indizione è di propria competenza, o in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno, nel caso in cui non siano previste tornate elettorali per l'anno in corso.
A prenderla in mano dovrebbero essere i parlamentari radicali ai quali oggi invierò il testo della mia proposta.
Seconda mossa (Alfiere in c7): Raccolta di firme sul seguente quesito referndario:
Volete voi che sia abrogata la Legge 25 maggio 1970, n. 352, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, titolato “Norme sui referendum previsti dalla Costituzione e sulla iniziativa legislativa del popolo”, limitatamente alle seguenti parti:
Art. 31;
Art. 32, comma 1, limitatamente alle parole "Salvo il disposto dell'articolo precedente";
Art. 34, comma 2 "Nel caso di anticipato scioglimento delle Camere o di una di esse, il referendum già indetto si intende automaticamente sospeso all'atto della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto del Presidente della Repubblica di indizione dei comizi elettorali per la elezione delle nuove Camere o di una di esse.";
Art. 34, comma 3 "I termini del procedimento per il referendum riprendono a decorrere a datare dal 365° giorno successivo alla data della elezione."?
Per approfondimenti rimando al mio contributo su fainotizia.
Per il dibattito, invece, ritengo che il posto giusto sia questo
Un appello al Presidente della Repubblica da sottoscrivere urgentemente:
www.fainotizia.it/2009/04/30/referendum-un-urgente-appello-radicale-al-presidente-della-repubblica
A parte il fatto che dev'essere fatta una legge (un decreto legge?) di variazione della legge 352/1970 per poter votare in data diversa da quelle previste, la titolarità della decisione sulla data mi pare di pertinenza governativa e non presidenziale: «Ricevuta comunicazione della sentenza della Corte costituzionale, il Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri, indice con decreto il referendum, fissando la data di convocazione degli elettori in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno.». Se così non fosse gradirei avere qualche indicazione interpretativa "autorevole".
Colgo l'occasione per riproporre la necessità di provare ad abrogare in toto la legge 352/1970 per poter restituire dignità all'istituto referendario.
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Dalla mailinglist di [liberali_veneti] http://it.groups.yahoo.com/group/liberali_veneti/message/7332
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Ho buttato giu i menabò dei moduli. La prima immagine è un formato A3 delle pagine 1 e 4 di quello che sarebbe "d'obbligo" ai sensi dell'art.7 della legge 25 maggio 1970, n. 352. Il secondo è un formato A4 di quello che promuoverei come proposta provocatoria e che andrebbe distribuito in ogni modo possibile per l'autogestione pratica della sottoscrizione. È evidente che questa seconda grafica prefigurerebbe anche un "form" di internet. A questo indirizzo http://img4.imageshack.us/my.php?image=monofirma1.pdf ne ho inserito una copia in formato .pdf. Se qualcuno volesse stamparlo e riportarmi qualità ed eventuali problemi mi farebbe piacere.
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Dal forum spagina e perdi un lato, dal link cercano di venderti di tutto e comunque il comando stampa riproduce anche i banner. Direi che per l'utente medio non funziona, per uno evoluto tignoso forse. In compenso se l'iniziativa avesse seguito un programmino di scarico PDF decoroso si mette assieme.
Certamente ci son modo migliori di distribuire un .pdf, ma a quel link (chiudi la pagine pubblicitaria che si apre) si deve cliccare sull'immagine col tasto secondario (quello che chiamate destro voi che usate il mouse con la destra) e dal menu contestuale si seleziona l'opzione per aprire il frame in una nuova finestra oppure quella per stampare il frame (in formato A4 a pieno foglio). Se anche il modulo piccolo esce dalla finestra devi avere un monitor piuttosto piccolo, comunque è probabile che tu usi Explorer che gestisce le immagini in modo orribile. Con Safari l'immagine intera s'adatta allo schermo e come opzione il cursore diventa una lente con la quale per mezzo di un + ed un - ingrandisci la porzione che vuoi.
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Massimo (felice di rileggerti), condivido l'esigenza di riammettere l'istituto referendario sia alla dignità della discussione sia all'esigenza di una sua riforma. Invece non condivido il metodo e l'ipotesi operativa. Non credo abbia alcuno spazio un ipotesi così "complessa" visto il livello di preparazione degli attuali rappresentanti che dovrebbero "loro" muovere la Torre in h7. Sono per la maggioranza delle marionette e dovresti "indurre alla svista" chi tira i loro fili. Ammesso ci si riesca dubito fortemente che poi lascerebbero passare l'Alfiere in c7. Mica sono sprovveduti i manovratori
In estrema sintesi il tuo approccio è riformatore mentre credo serva una rivoluzione!
Invece che una sofisticata operazione che partirebbe a livello parlamentare, e subirebbe tutto il possibile in quella sede, io indirei provocatoriamente un referendum per l'abrogazione della totalità della Legge 25 maggio 1970 n. 352. Naturalmente allo scopo di "creare un vuoto legislativo" e far precipitare tutto il precipitabile sull'argomento "democrazia diretta". Sarebbe una provocazione su cui proporsi di coinvolgere milioni e milioni d'italiani.
Tecnicamente il modo di realizzare questa provocazione passa (in contrasto "tecnico" col dettato della legge*) attraverso l'adozione di un metodo "responsabile" ed un modulo molto semplificato. Una pagina in formato A4 (scaricabile dalla rete e stampabile o fotocopiabile da chiunque) che contenga in ordine: un riquadro col testo del quesito e spazio per la firma, uno per l'apposizione dei propri dati, uno per l'autentica della firma, uno per la certificazione dell'iscrizione alle liste elettorali. Sul retro (se stampato e distribuito) le istruzioni al massimo dell'userfriendly, stile Ikea.
Chiunque intenda sottoscrivere la promozione del quesito con questo normale foglio compilato in massimo mezzora all'anagrafe del proprio municipio può ottenere certificazione ed autentica. Qualsiasi vidimazione è superflua essendo un modulo monofirma e recante due volte la data apposta dall'autorità. Unica cosa da organizzare è la raccolta dei moduli e la loro presentazione. Un lancio di mesi ed una realizzazione a carico degli elettori e degli uffici preposti non escluderebbe affatto una presenza di tavoli e gazebo. Esclude invece qualsiasi subordine oneroso ai cancellieri oltre alla snervante ripulitura e verifica dei dati che di fatto riduce i tempi della raccolta. Secondo me modulo e metodo sarebbero un fatto nuovo e lo sforzo e la spesa (minima) dei firmatari qualificherebbero ancor più la sottoscrizione.
L'unico ostacolo ed incognita sarebbe la "difformità tecnica" del modulo, ma sulla validità sostanziale non ci sarebbero dubbi. A fronte di milioni di richiedenti sarebbe decisamente ridicolo opporre il rifiuto a sottoporre a referendum quella legge proprio in forza della lettera di un articolo fra i più tecnicamente datati della legge medesima.
Se trovo il tempo butto giù un menabò del tutto. Magari fra il tanto parlare del prossimo congresso troveranno il tempo di riflettere su qualcosa di concreto. Certo un'operazione simile và proposta a tutte le forze politiche come ai Grillo Travaglio girotondari d'ogni tipo. Dovrebbe servire anche da preparazione esplicita per l'indizione dei referendum sull'eventuale legge sul testamento biologico oltre che sulla legge 40 ecc. Tempistica: prossimi mesi di luglio agosto e settembre col battage pubblicitario a partire da subito sull'abbrivio delle europee.
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Ancora 10 interventi e termino.
A. coppeto
Solo il punto (5) credo richieda una modifica costituzionale, per i punti dall'1 al 4 la competenza a me pare sia delle legge ordinaria.
In ogni caso è mia convinzione che oggi sia più facile far passare una modifica (anche profonda) della Costituzione piuttosto che un referendum !!
Ed allora perchè non impegnarci sul tema della revisione costituzionale piuttosto che sulla affermazione di diritti che se non sono recepiti in una carta costituzionale non sono diritti ma pure/vuote/inutili velleità ?
Ciao. Vasco.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
Riprendo questo argomento tornato di attualità dopo l'intervento del senatore Marino. Questo è il link del mio contributo su fainotizia: www.fainotizia.it/2008/11/15/il-referendum-muove-e-matta-in-due-mosse
Io stesso, qualche giorno prima del convegno di Radio Radicale avevo scritto un piccolo contributo sull'opportunità di prepararsi ad una nuova stagione referendaria: www.fainotizia.it/2009/02/10/testamento-biologico-prepariamoci-una-nuova-stagione-referendaria-e-ripartiamo-dalla-rosa
Per Vasco: con te alla fine lascio sempre il discorso in sospeso e mi dispiace. Io ho provato a elaborare una proposta già utilizzabile: teoricamente potrebbe essere copia incollata sia per il disegno di legge che per il quesito referendario (salvo possibili strafalcioni sui quali sarei grato di un illuminato parere) . Detto questo mi sembra che le tue osservazioni siano impecccabili. L'unico neo è che, se non erro, per essere messe in pratica richiederebbero tutte delle modifiche alla costituzione. Corregimi se sbaglio. In ogni caso, prova anche tu amettere giù qualcosa di operativo.
Le due proposte che fai, Massimo, sono certamente condivisibili ma non possono
ravvivare un cadavere: il referendum stesso
Non ci sarà più, io credo, alcuna possibilità di parlare di referendum (ed a maggior
ragione di proporlo) se non si ha il coraggio di affrontarne frontalmente le cause
che lo hanno svilito nel corso di questi anni e che possono essere riassunte in:
"abusi, strumentalizzazioni e tradimenti di cui è stato fatto oggetto"
Non è attraverso una modifica (condotta con lo strumento del referendum)
della legge istitutiva che un simile obiettivo può essere raggiunto, bensì attraverso
un vero e proprio "ripensamento" della legge stessa e dei suoi principi ispiratori.
In particolare:
(1) – Semplificazione della procedura
Servirà stabilire che il giudizio di costituzionalità deve precedere la fase di raccolta
delle sottoscrizioni da parte degli elettori e contemporaneamente bisognerà
individuare strumenti atti ad impedire che tale “garanzia” (giudizio preliminare
di costituzionalità) non sia strumentalizzata dalle forze politiche che potrebbero,
al solo scopo di farsi pubblicità mediatica od elettorale, presentare innumerevoli
proposte di referendum bloccando così la funzionalità operativa della Corte/C.
Si potrebbe, è solo un esempio, stabilire che i presentatori di proposte di referendum
dovranno, per ottenerne l’esame da parte della Corte, corredare le stesse proposte
di un certo numero (5… ??) di pareri motivati/favorevoli da parte di elettori
titolari di cattedra di diritto costituzionale nelle diverse università italiane.
(2) – Garanzia dell’interesse popolare
Superato il giudizio di costituzionalità le proposte di referendum dovranno, per un
periodo di tre mesi (?), essere sottoposte all’attenzione dei cittadini (su iniziativa
dei promotori ma anche di qualsiasi altro soggetto che formalmente decida di
alle proposte stesse, ed in ogni caso in ciascuna delle sedi comunali)
che potranno, sugli appositi moduli (datati, vidimati e NUMERATI dal Tribunale)
predisposti al riguardo dai promotori, esprimere, (previa autocertificazione
delle loro generalità) sostegno od opposizione alle proposte loro sottoposte
(tutti i moduli dovranno sempre consentire all’elettore di esprimere contemporaneamente
o parere favorevole oppure parere contrario)
Trascorsi i tre mesi di tempo previsto, dette proposte di referendum potranno
proseguire il loro iter per il definitivo esame di congruità formale da parte della Corte
di Cassazione, solamente se la differenza tra gli elettori dichiaratisi sostenitori
e quelli dichiaratisi oppositori sarà almeno pari all’1% degli elettori validamente
espressisi nelle precedenti elezioni politiche per la Camera dei Deputati.
(ad es. se alle ultime politiche i voti validi fossero stati 32.785.133 allora per
poter essere depositati in Cassazione i quesiti referendari dovranno aver
indifferentemente ottenuto:
342.636 (favorevoli) e non più di 14.785 (contrari) ….. diff. = 327.851
oppure
573.540 (favorevoli) e non più di 245.689 (contrari)…. diff. = 327.851
e così via…)
(3) – Garanzia di democraticità della consultazione referendaria
Le condizioni previste al punto (2) precedente servono a garantire il coinvolgimento
di tutti gli elettori e non solo quello degli “iscritti” o degli aderenti a qualche
settore/gruppo sociale e condizionano al preciso/netto prevalere del numero
dei sottoscrittori favorevoli il prosieguo dell’iter referendario.
Se detta condizione viene accompagnata dalla istituzione del “referendum day”
(un giorno fisso, ogni due anni, ad es. la 1° domenica di giugno …) nel quale
far confluire in tutta Italia ogni consultazione referendaria sia di carattere
generale/nazionale che locale (regionale/comunale), allora anche la questione
di rappresentatività del risultato referendario, fino ad oggi affidata al “quorum”
del 50%+1 del corpo elettorale, può ragionevolmente essere definita da un
“nuovo quorum” definito sempre come 50%+1 ma non dell’intero corpo
elettorale bensì dei voti validamente espressi alle più recenti elezioni politiche
generali per la Camera dei Deputati.
(4) – Validità dell’esito referendario
Per tutta la durata della legislatura nel corso della quale è stato proclamato l
’esito favorevole di un referendum è inibita al Parlamento la possibilità di legiferare
sulla stessa materia. E’ possibile invece che altro referendum (già nella successiva
tornata, due anni dopo) riconsideri quel risultato già affermatosi.
(5) – Referendum propositivo
I punti (1)-(2)-(3)-(4) servirebbero secondo me a stimolare presso l’elettore
nuovo interesse per lo strumento referendario ma è pacifico che essi segnerebbero
l’indubitabile punto di svolta nel caso in cui dovesse contestualmente essere
introdotto anche il “referendum propositivo”.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
Anch'io sono d'accordo..... ma credo debba essere completata con altre due
tre cosette su cui ho già scritto in altri tempi.
Ora non ho temp (questa mattina ho trovato in una bancarella la prima
edizione dell'opera di Tullio De Mauro "Storia linguistica dell'Italia unita"
e sono impaziente di iniziare a leggerla) ... ma nel pomeriggio mi rifarò vivo.
Ciao. Vasco.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
servito.
...sulle modifiche proposte sono d'accordo in linea di "massimo".
Credo che però andrebbero modificate drasticamente anche le regole che sovraintendono alla raccolta delle firme. In specie, quelle sulla "autenticazione" da parte del pubblico ufficiale.
Marzano un parere anche da te s'il vous plais
Lo puoi sospettare a vita, perché non ammetterà mai di aver fatto una cazzata. Secondo me non lo ammette anche perchè è stato peggio di una cazzata: é stata una scelta. E non se ne può pentire, perchè quella "scelta" é stata l'abbrivio necessario per la svolta che si preparava. Solo col fallimento dei referendum avrebbe poi avuto le armi necessarie per attaccare definitivamente Berlusconi e il centrodestra. Ed infatti così fu.
Ricordi la fine che Pannella riservò ai 20 referendum ?
Si oppose (come presidente del comitato promotore) al loro abbinamento
con le amministrative [...]
Io sospetto che Pannella si sia pentito di quella scelta.
Ma, nel merito, tu cosa ne pensi della mia proposta?
Art. 34. - Ricevuta comunicazione della sentenza della Corte costituzionale,
il Presidente della Repubblica, su deliberazione del Consiglio dei Ministri, indice con
decreto il referendum, fissando la data di convocazione degli elettori
in coincidenza con quella dei comizi elettorali la cui indizione è di
propria competenza, o
in una domenica compresa tra il 15 aprile ed il 15 giugno
, nel caso in cui non siano previste tornate elettorali per l'anno in corso.
A prenderla in mano dovrebbero essere i parlamentari radicali ai quali
oggi invierò il testo della mia proposta.
:lol:
Ricordi la fine che Pannella riservò ai 20 referendum ?
Si oppose (come presidente del comitato promotore) al loro abbinamento
con le amministrative sperando di avere così due occasioni (prima amministratrive
e poi referendum) per apparire in tv prima delle successive politiche.
In quel modo:
- Affossò definitivamente IL Referendum
- Tradì le aspettative del paese
- Con la sua protervia politica sanzionò la scomparsa dei radicali.
Ed ora proponi a lui/loro di smentirsi tanto platealmente ??
Ma forse hai ragione tu: quello/quelli smentiscono sè stessi e la loro storia
ogni giorno chiedendo solamente in cambio una telecamera per Marco....
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
ciao Massimo! :wink:
armati di santa pazienza che il forum è diventato una ciofeca.
non commento perchè non sono un'esperta e poi son su un'altra barca...
silvana
Up anti Scaruffi pseudo Levi
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