Intervista a Sara Giudice, "rottamatrice" del Pdl...

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Iscritto dal: 07/11/2008
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"SELEZIONE" DELLA CLASSE POLITICA, "MERITOCRAZIA", "DEMOCRAZIA" INTERNA AI PARTITI...

 

NE PARLIAMO CON SARA GIUDICE, LA CONSIGLIERA “ANTI-MINETTI” CHE FA TREMARE LE "PAPINE" DEL PREMIER!

 

Esiste una difficoltà di “selezione della classe politica” e di “democrazia interna” ai partiti?

Ed esiste un problema di carenza di “meritocrazia” in politica (una “questione morale”, specie coniugata al femminile)?

 

Questi gli interrogativi sollevati da Sara Giudice, giovane militante prima di Forza Italia e poi del Pdl, dal 2006 consigliera circoscrizione a Milano.

Domande che l'hanno spinta ad intraprendere un’iniziativa “inedita” nel suo partito (per la quale è salita alla ribalta delle cronache nazionali): l’indizione di una petizione pubblica per chiedere le dimissioni di Nicole Minetti, "igienista dentale" del Premier eletta alle elezioni regionali del 2009 dopo essere stata inserita "in extremis" nel listino bloccato del governatore Formigoni!

 

Tale iniziativa era destinata a suscitare "infuocate polemiche" e prese di distanza nel Pdl (partito ontologicamente poco "propenso" alla dialettica interna…).

Quello che in pochi si sarebbero aspettati, invece, sono le ampie "simpatie" che la Giudice ha riscosso tra la sua stessa base: ad oggi, sono oltre "12 mila" le firma raccolte!

 

Adesso, però, la Giudice rischia di pagare "a caro prezzo" il coraggio mostrato nello sfidare pubblicamente il suo Presidente: la prospettiva che le si apre davanti è l'"allontanamento" dal partito!

Troppo “rischioso” concedere spazio e visibilità ad una “meteora” fuoriuscita dall’"orbita totalizzante" dal leader?

 

Convinto che sia sempre auspicabile “dar voce a chi non ne ha” (o a chi vorrebbero toglierla!), allora, ho invitato Sara Giudice a concedermi un’intervista per spiegare le sue ragioni e rispondere alle pesanti critiche ricevute (si è messa già in opera quella che Saviano ha definito la "macchina del fango"?).

Un’intervista che, in quanto di grande interesse politico-culturale (oltre che d’estrema attualità), ho deciso di porre alla vostra attenzione…

 

 

Chi interessato può leggerla integralmente (e dire pubblicamente la tua!) SUL BLOG “PANTA REI”, alla pagina:

http://gaspareserra.blogspot.com/2011/02/i-rottamatori-del-pdl.html

Gaspare Serra (autore del blog Panta Rei: http://gaspareserra.blogspot.com )

Iscritto dal: 28/02/2011
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Iscritto dal: 14/01/2005
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

Non ha certo reso un bel servizio a se stessa e al suo partito rilasciando questa intervista che comunque prendo per buona. Se questo è il ricambio meglio il vecchio pezzo, la giovane ha poche idee e ben confuse.

Iniziamo dal principio della selezione, diamo per vero che Minetti sia inserita nel listino di Formigoni su richiesta di Berlusconi per un capriccio, ebbene ? Mentre invece si sarebbe dovuta preferire una come lei, topina di quartiere, perchè ? L'attenzione è posta su come arrivare, grazie, non ci interessa, dimostra di saper essere un consigliere regionale migliore, crea proposte migliorative, avanza innovazioni politiche. Scema per scema è meglio preferire quella che conosci a una sconosciuta, non esiste alcuna evidenza che nicole minetti abbia lasciato dietro donne più meritevoli della carica e anche meno che avrebbero saputo fare meglio politica. Certamente non conosce il pensiero di comunione e liberazione che se può piazza i suoi ma affatto disturbata dai peccatori, anzi secondo Don Giussani c'è più merito in una società secolarizzata che in una clericalizzata, una Minetti è un dono del cielo, resistergli richiede grande fede, altre basta ascoltarle cinque minuti.

La sua confusa rivendicazione indica che nel partito c'è movimento e confronto, lei viene dal sistema militante probabilmente ex Dc o ex PSI, in perenne lotta fra loro, con i gruppi di CL e i cosidetti berluscones (quelli che lei sprezza come Edilnord e d'intorni) di cui Podestà è un rappresentante principe. Se non esistesse confronto e varietà lei non ne farebbe parte, o non ci sarebbe Podestà, o Formigoni e se non ci fosse apertura alla società civile alla Moratti. Curiosamente Berlusconi non è un appassionato di nomine di partito, non è certo Fini, e le fortune dei berluscones sono più legate a incapacità dei politici politicanti a pescare dei candidati all'altezza. Resta da capire cosa ci faccia lei visto che il rispetto per la leadership di Berlusconi è il collante del partito, sarebbe anche il caso la smandrappina si aggiorni, dalla rivoluzione liberale di FI siamo passati al riformismo moderato del PDL spostando chiaramente a sinistra l'asse del partito. In senso lato chi non si riconosce nella guida berlusconiana è pregato di avviarsi all'uscita, il Fli dovrebbe servire a quello, se invece siete delusi dalla svolta a sinistra siete fregati e basta visto che FLI è a sinistra del PDL e pure clericale, almeno come alleanze. Del resto scambiare Berlusconi per un liberale è un non sense, come vi racconto da sempre, il mistero è come fosse possibile credere che la facesse lui se non come distanza dal post fascismo della concorrenza, insomma orbo contro ciechi.

Continuo a sentir parlare di meritocrazia, e sentirne straparlare. Per rivendicare il diritto meritocratico bisogna avanzare dei crediti propri e dimostrarli superiori ai concorrenti. Fare la donna di spettacolo, anche al livello della Carfagna, richiede attributi a capacità fisiche e mentali che la topina di sezione non immagina neppure, rimproverandole l'unica cosa in cui la giocano alla pari. Hai idea di che razza di fisico e volontà ci voglia per restare mezza nuda, sorridente e professionale, in circostanze che una casalinga e un'impiegata media non riescono neppure a immaginare. Basta vedere i musi se solo piove e come si intabarrano per andare a dormire, oltre al fatto naturalmente che anche le show girl quando tornano a casa hanno lavatrice e bagno da pulire. Rimane il fatto che le nostre ministre si sono ben portate dimostrando che differenti storie non cambiano la qualità dele scelte. Carfagna viene dallo spettacolo, Gelmini dalla direzione del partito in Lombardia, Meloni dalla direzione del movimento giovanile in AN, Prestigiacomo dal precedente governo, Brambilla dalla fondazione dei circoli della libertà. Accidenti signorina, che figura ! Per una dallo spettacolo quattro dalla politica, e alla prova dei fatti tutte brave con meriti di governo da rivendicare. Signorina non tiri fuori scuse, se resta al palo è perchè non ha meriti da spendere, solo cattiverie da spandere, e per quello la concorrenza è sicuramente meglio attrezzata e se ha voglia di fare la rivoluzione liberale la cosa sicura è che a destra non c'è concorrenza.  

Iscritto dal: 12/06/2002
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Comunque è una gran fica.