Commissione 4) LIBERTÀ IN RETE: nuove libertà digitali e diritti per la circolazione delle idee e la creatività
Abbiamo aperto un thread di discussione specifico per ciascuno dei temi proposti per i dibattiti tematici (Commissioni) al VI Congresso di Radicali Italiani, che si terrà a Padova dal 1° al 4 novembre 2007.
Mediante questo form:
http://www.radicali.it//primariecommissioni/form.php
è possibile partecipare alle “primarie delle Commissioni”, indicando quali Commissioni (temi) preferisci e a quale Commissione parteciperai se vieni al Congresso.
Preghiamo tutti di attenersi all’argomento del thread, quindi al tema specifico qui proposto.
Disponibile sul sito di RadioRadicale:
Marco Perduca
Relatore della Commissione 4 LIBERTÀ IN RETE: nuove libertà digitali e diritti per la circolazione delle idee e la creatività
Durata: 25' 18"
[/]
… DURO … ESSERE RADICALI … OGGI
Disponibile sul sito di RadioRadicale:
Commissione 4 - Libertà in rete
Durata: 1h 29' 4"
Interventi: Marco Cappato - Marco Perduca (15' 7"); Marco Beltrandi (14' 44"); Marco Ciucina (28' 46"); Fabrizio Veutro (20' 41"); Marco Cappato (4' 22"); Marco Perduca - Marco Cappato (5' 19")[/]
… DURO … ESSERE RADICALI … OGGI
Disponibile sul sito di RadioRadicale:
Commissione 4 - Libertà in rete
Durata: 1h 25' 21"
Interventi: Marco Cappato (9' 0"); Marco Bernard (2' 3"); Francesco Podortì (7' 26"); Fabrizio Gambarini - Marco Perduca (3' 6"); Paolo Didonè -Marco Cappato (5' 53"); Giorgio Giunchi - Marco Cappato (28' 17"); Paolo Didonè (5' 50"); Marco Cappato (); Daniele Bertolini (23' 42")
[/]
… DURO … ESSERE RADICALI … OGGI
http://files-upload.com/files/588352/Comunicato%20Stampa%20Operazione%20...
Qui c'è il comunicato stampa della GdF
Neppure i massimi evasori fiscali hanno mai avuto una sanzione cosi alta.
***125 milioni di euro***
:shock:
http://www.scambioetico.eu
http://www.corriere.it/vivimilano/cronache/articoli/2007/10_Ottobre/29/s...
Va bene che gli abbiano trovato uno sproposito di opere che tenevano in condivisione, ma la sanzione amministrativa che gli è stata comminata non può essere considerata proporzionale al delitto commesso.
Vale molto meno la vita di una persona morta in un incidente stradale o sul lavoro che la detenzione di opere protette dal diritto d'autore :(
http://www.scambioetico.eu
vincolare ogni espressività in rete è una violazione delle principali libertà
io comincio a dubitare seriamente se il congresso radicale sia un congresso per l'ACCESSO alle REALI libertà della persona umana
prima fra tutte il DIRITTO ALL'USO DI OGNI FORMA DI ESPRESSIVITA
non solo ma dubito seriamente che iniziative da club o goliardate o passeggiate addirittura sulla via franchigena e altre assiemanti scempiaggini sia il SERIO AVVIO di un NUOVO RINASCIMENTO
ESPRIMO LE STESSE IDENTICHE RISERVE CHE ESPRESSI NEL CORSO DELLA RIUNIONE IN PIZZERIA CON PIERPAOLO QUANDO SI DOVETTE DARE IL VIA ALL'APPOGGIO ELETTORALE VERSO LE SINISTRE RADICALI
TALI RISERVE CONTINUO AD ESPRIMERLE IN QUANTO ORA NON VEDO NEPPURE I CANTIERI DI CIO' CHE PIERPAOLO E NON SOLO SI VA DICENDO DA VARI MESI A QUESTA PARTE
... PATTO CHIARO ... IL PETROLIO VERSO I 200 DOLLARI A GOCCIA
www.pattochiaro.net
la solitudine dei numeri primi ...
i primi 12 articoli della nostra Costituzione
Molto probabilmente Levi farà le modifiche annunciate prima del congresso, per cui molto probabilmente questo tema sarà esaurito prima dell'avvio di quei lavori.
Vedo che nelle descrizioni delle commissioni, sempre se questa commissione si terrà, che il tema principale è questo
Purtroppo per motivi di lavoro (dopo oltre 2 anni di disoccupazione ho il 22 di questo mese trovato occupazione) non potrò essere presente al congresso, ma spero che questa battaglia possa essere incardinata con la forza e la determinazione che merita.
http://www.scambioetico.eu
TECNOLOGIA & SCIENZA
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In 118 città la settima edizione della kermesse open source
Seminari, dibattiti e installazioni all'insegna del software libero
LinuxDay 2007, un sabato di festa
per il "pinguino" e il free software
Una guida per scegliere dove passare la giornata
di FRANCESCO CACCAVELLA
LinuxDay 2007, un sabato di festa
per il "pinguino" e il free software
UNIVERSITA', scuole, comuni, centri sociali di mezza Italia. Questi luoghi - per il settimo anno consecutivo - saranno invasi oggi da cd, computer e gadget con la faccia di un pinguino chiamato Tux. È il simbolo di Linux, il sistema operativo libero e gratuito creato nel 1991 da un giovane studente finlandese Linus Torvalds ed oggi diffuso in scuole, uffici, aziende e, piano piano, anche sui computer di casa.
Le città che rispondono all'appello del LinuxDay 2007, coordinate dalla Italian Linux Society, sono 118. Mai così tante per l'evento che ogni anno celebra la libertà informatica e la creatività digitale. In tutte queste città i gruppi di fan di Linux (i Lug, Linux User Group) hanno organizzato seminari, convegni, dimostrazioni pratiche. Il fine è sempre lo stesso: dimostrare che il software libero, quello che si può usare, modificare e ridistribuire a piacimento senza problemi di copyright, non è solo gratuito ma garantisce sicurezza e stabilità, oltre che innovazione.
Ma gli apostoli dell'open source mirano anche più in alto: dimostrare che un'altra cultura informatica è possibile. Il software chiuso infatti, per dirla con le parole di Mark Shuttleworth, l'ex hacker-imprenditore che finanzia Ubuntu, una delle versioni di Linux più note, "frena l'innovazione nelle tecnologie, limita l'accesso ad esse a una piccola porzione del mondo e limita le capacità dei programmatori di esprimere al massimo le loro capacità". L'affermazione si porta dietro diversi corollari che toccano etica e diritti: tutto approfondito negli appuntamenti che vi segnaliamo qui in basso.
Il LinuxDay significa per prima cosa toccare con mano Linux. Chi volesse "aprire" il proprio Pc portatile basta che lo porti in ognuna delle 118 città, magari configurato così come consigliano gli esperti del LUG di Torino, per lasciare che mani esperte installino e configurino il sistema operativo. Le versioni di Linux da scegliere sono diverse: Ubuntu è la più semplice, Mandriva la più aggiornata con gli ultimi effetti grafici, OpenSUSE dedicata a chi utilizza il Pc per lavoro. Ce n'è per tutti i gusti ed è tutto gratuito.
Tutte le grandi città sono pronte. A Roma l'evento sarà ospitato dall'Università di Tor Vergata e proporrà decine di presentazioni dedicate alla programmazione, alle buone pratiche e alla sicurezza. A Milano gli appuntamenti sono due: l'associazione culturale OpenLabs, che aprirà le proprie porte a Linux anche la domenica, dedicherà le conferenze alle più avanzate tecnologie distribuite su software libero, mentre l'evento ufficiale sarà al Leoncavallo dove, in tre aree distinte, si potrà assistere a dimostrazioni, dibattiti e filmati. A Napoli l'evento sarà ospitato dal centro sociale Officina 99, mentre a Firenze il Linux Day dividerà i propri spazi con il Festival della Creatività organizzato alla Fortezza da basso.
Grande rilievo è stato dato all'uso di software libero nella scuola. A Trento l'intera giornata di sabato sarà dedicata al convegno "Linux a Scuola, strumenti didattici e motivazioni all'uso del software libero nella didattica". Argomenti che saranno trattati a Sapri, Padova, Valenzano (BA), Acireale, Carbonia e Prato. A Bologna verrà descritta l'esperienza di migrazione dell'infrastruttura tecnologica al software libero in una scuola della città, mentre a Grosseto si potrà approfondire il progetto FUSS (Free Upgrade Southtyrol's Schools) con cui la Provincia Autonoma di Bolzano ha convertito le scuole a soluzioni informatiche gratuite basate sul software libero. Chi visiterà l'evento di Brescia, Udine o Varese saprà come realizzare un laboratorio didattico con Linux e con il progetto LTSP (Linux Terminal Server Project).
Ad argomenti tecnologici verranno, come sempre, affiancati seminari e docenze sulle tematiche delle libertà digitali. A Catanzaro buona parte della giornata di domenica sarà dedicata alle discussioni su legalità e software, ad Avellino si parlerà della Dark Side of the Skype e di 5 buoni motivi per usare le alternative open source di telefonia su Internet.
Di ecologia digitale e consumi alternativi si parlerà nel denso LinuxDay di Cinisello Balsamo, della "Creatività al di là del copyright" a Lecce, di biodiversità informatica a Verrès (AO), di licenze Creative Commons a Grosseto. A Napoli verrà presentata l'iniziativa Libreremo, un portale finalizzato alla condivisione e alla libera circolazione di materiali di studio universitario. Anonimato, sicurezza e privacy saranno temi sparsi un po' dovunque.
Chi ha vecchi computer ed è pronto per buttarli dovrebbe prima passare al LinuxDay di Ferrara in cui verrà presentata l'iniziativa tRicicloPC: un progetto, patrocinato dal comune e da diverse associazioni, di recupero, ricondizionamento e riutilizzo del materiale informatico per evitare sprechi e inquinamento. Tutto, naturalmente, con software libero. Il Trashware, il nome con cui vengono definite queste attività, sarà approfondito anche a Genova, al Golem di Empoli, a Biella.
Un altro tema è l'impatto dell'open source nella pubblica amministrazione. A Salerno vi sarà dedicata una tavola rotonda con rappresentanti del mondo politico, sindacale, imprenditoriale mentre al comune di Fermo è in programma un Convegno dal titolo "Internet e software libero: opportunità per aziende e pubblica amministrazione" patrocinato dalla Provincia di Ascoli Piceno. Di pubblica amministrazione si parlerà anche a Vicenza, Venezia e Cuneo. Orvieto ospiterà diverse relazioni sul tema "Opensource 2.0, un'opportunità libera per lo sviluppo dl paese".
Ad Albano Lucania, in provincia di Potenza, la blogosfera viene declinata all'open source per spiegare "come entrare nel mondo del Web 2.0 utilizzando strumenti liberi", un argomento simile è previsto a Modena e Livorno. A Lodi verrà presentato "Tarantasio", un CD di software libero per Windows; a Trieste l'OpenDMI, anch'esso un CD con software open source promosso dall'Università degli Studi di Trieste. Avvocati e giuristi segnino gli appuntamenti di Pavia (Il pinguino investigatore. Descrizione degli strumenti open source utili per l'analisi forense), e di Palermo (Juristudio: lo studio nel web. Ovvero Linux per avvocati).
Non mancheranno proiezioni di filmati, guide dal vivo su come abilitare gli effetti speciali, installare software, condividere linux e Windows, mostre con vecchi computer (Retrocomputing), postazioni dimostrative con tutti i possibili utilizzi di Linux. Tutto, ovviamente, gratuito e libero.
Da 35 anni il problema è sempre lo stesso: Consolidare una coscienza politica scandalosa e fuori da ogni conformismo, di ciò che è stato il passato. E' solo attraverso il processo ai responsabili che l'Italia può fare il pro
Su repubblica.it si commette lo stesso errore de La Stampa; lo stesso su Il Velino dove si riporta però anche la frase infelice di Levi che forse ha dato vita all'equivoco: “Vi propongo - dice - di prendere in considerazione un comma aggiuntivo in cui si specifica che sono esclusi dall’obbligo di iscriversi al Roc i soggetti che accedono o operano su internet per prodotti o siti ad uso personale e non ad uso collettivo”, fortunatamente il comma aggiuntivo effettivamente proposto non introduce per niente la necessità di registrazione per i siti ad uso collettivo, il che dipana, almeno un po', la matassa e scongiura, almeno per ora, l'autogol del governo.
Roberto Mancuso
www.tvradicale.it
Internet caffe'
Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'editoria, Riccardo Levi, durante un'audizione ha presentato una proposta di modifica dell' articolo 7 del ddl sul settore varato dal governo, con l'obiettivo di chiudere le polemiche di questi giorni, sulla volontà di mettere 'sotto controllo' i blog su Internet.
Il 'suggerimento' , come lo ha definito Levi parlando ai deputati, aggiunge un comma che recita "sono esclusi dalla registrazione al Registro degli operatori (presso l'Agcom, ndr.) i soggetti che accedano a Internet in forma o prodotti come siti personali o ad uso collettivo che non siano frutto di un'attività imprenditoriale". Levi ha spiegato che "non abbiamo usato in un provvedimento di legge il termine blog, ma l'esclusione dei blog è prorio l'obiettivo di questa aggiunta alla normativa". "Noi non abbiamo mai pensato di porre dei limiti all'attività dei blog - ha aggiunto il sottosegretario - che del resto esulano dall'obiettivo di questa riforma dell'editoria".
I commenti. Per il Verde Roberto Poletti "la scelta annunciata da Levi è una buona notizia", ma aggiunge: "Vigileremo affinchè questi propositi
siano portati a termine". "La mobilitazione del popolo della rete dà buoni frutti", dice Sergio Bellucci di Rifondazione comunista, secondo il quale "bisogna in ogni modo evitare nella legge di riforma non solo qualsiasi bavaglio, ma anche ogni margine di ambiguità". Mario Adinolfi, già candidato del mondo dei blog italiani alle primarie del Pd, formula il suo "apprezzamento" non privo di preoccupazione: "Come Generazione
U (come 'inversione ad U', ndr.) siamo soddisfatti per la correzione di rotta che abbiamo invocato. Certo, continuiamo a ritenere che sarebbe stato meglio abolire l'articolo 7".
RaiNews24
L'articolo della Stampa dice delle baggianate! Quindi tutta il mio precedente scritto casca... mi pareva davvero incredibile!!!! :D :D :D
vediamo che succede.. stay tuned
Roberto Mancuso
www.tvradicale.it
ROMA
Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Ricardo Franco Levi ha proposto alla Commissione Cultura della Camera un «comma aggiuntivo» al ddl di riforma dell’editoria che esclude i blog dall’articolo 7, quello che vede l’obbligo dell’iscrizione al Registro degli operatori della comunicazione per i siti internet. «Nel comma aggiuntivo all’articolo 7 che lascio all’attenzione della commissione non abbiamo scritto blog ma questo è il senso». «Vi propongo di prendere in considerazione un comma aggiuntivo all’articolo 7. È un suggerimento per lavorare insieme, come del resto per tutto il resto del provvedimento», ha detto Levi nell’audizione alla Commissione Cultura della Camera che apre l’iter parlamentare del provvedimento.
Il comma aggiuntivo - ha spiegato Levi - dice che sono esclusi dall’obbligo di iscrivere al Roc i soggetti che accedono o operano su internet per prodotti o siti ad uso personale e non ad uso collettivo. «Vuol dire che sono esclusi i blog che non rientrano in questo comma teso a ridefinire le responsabilità di chi opera su internet», ha spiegato il sottosegretario. «Non vogliamo spegnere voci ed attentare al pluralismo», dice il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega per l’editoria Ricardo Franco Levi alla Commissione Cultura della Camera dove oggi si apre l’iter parlamentare del provvedimento. Lo dice in merito alla questione dei finanziamenti diretti destinati soltanto alle cooperative e ai giornali dei gruppi parlamentari.
«Per quelle testate che non rientrano nelle nuove norme - ha spiegato Levi - proporremo un periodo di 12 mesi con l’erogazione di contributi, così che questi giornali che perderebbero i contributi possano mettersi in regola con le nuove norme per diventare cooperative o soggetti di gruppi politici».
Fonte: La Stampa
Il sottosegretario Levi è davvero incredibile. Non ho ancora potuto ascoltare la seduta di oggi della Commissione Cultura perchè ancora non pubblicata su radioradicale.it, ma questa dichiarazione a La Stampa e queste intenzioni di Levi, se confermate, non lasciano presagire nulla di buono, se non, nella migliore delle ipotesi, un altro autogol, l'ennesimo purtroppo, del Governo Prodi.
Se il c.d. comma aggiuntivo all'art. 7 sarà espresso utilizzando quella costruzione, quegli aggettivi e quel senso sarebbe impossibile, solo per fare un esempio, l'esistenza di un sito che facesse dell'interattività e della partecipazione degli utenti la propria ragion d'essere. Secondo l'impavido Levi, se di uno spazio web uno ne intende fare un uso personale (che vor' di'???), allora non è tenuto a registrarsi al ROC; se, invece, intende farne un uso collettivo allora lì scatta la registrazione.... ; tuttavia, mi permetto di fare sommessamente notare al sottosegretario, che lo scambio di informazioni, a maggior ragione su internet, non può che essere collettivo!
Ecco l'assurdità e il cul-de-sak in cui si infila il vice-ministro: esiste l'art. 21 della Costituzione, ma su internet puoi farne solo un uso personale, se invece vuoi esercitare insieme ad altri il tuo diritto alla libera manifestazione del pensiero su internet... se vuoi condividere con altre le tue informazioni, i tuoi prodotti editoriali... se cioè del tuo spazio web vuoi farne un uso collettivo... ALLORA NO!
:shock: :shock: :shock: :shock:
Spero che non sia così, tuttavia resto basito.
Facciamo un esempio: se domani Tizio decide di aprire uno spazio web di discussione e/o di iniziativa politica, secondo il DDL Levi-Prodi a tutti gli effetti pone in essere un'attività editoriale perchè divulga prodotti editoriali (quelli ad esempio creati dagli utenti che registrandosi costruiscono il sito con propri contenuti editoriali scritti e audiovisivi): poco importa che detta attività sia svolta in forma non imprenditoriale e per finalità non lucrative, poichè un'attività di tal genere postula un uso collettivo dello spazio web ecco allora che scatta la registrazione al ROC e le conseguenti responsabilità civili e penali del buon Tizio; quest'ultimo, magari umile radicale webmaster arrabattato del salento come chi scrive, mai e poi mai potrà tenere aperto uno spazio web del genere, perchè sarebbe per lui impossibile controllare tutti i contenuti postati dagli utenti; ergo: Tizio è costretto a chiudere il sito per non essere vittima di denunce e richieste di risarcimento.
questo è un esempio davvero semplice semplice... ovviamente molti altri sarebbero gli esempi che potrebbero farsi...
se non fosse tragico, sarebbe comico. Mi chiedo: buona o cattiva fede quella di Levi?
Continuo ad aspettare... per ascoltarlo, ma intanto credo sia urgente spiegare a Levi cos'è il web 2.0, occorre proprio spiegargli cos'è e cosa sarà sempre più, lo scambio di informazioni su internet nel XXI° secolo.. o forse lo sa già o lo sospetta?
:shock: :shock: :shock: :shock:
stay tuned!
Roberto Mancuso
www.tvradicale.it
l' articolo di Nord Est
http://www.anordest.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4013&Itemid=74:
"Noi - chiude Pannella - irriducibilmente, vogliamo discutere. E tu? A Padova, dunque."
Come mai Pannella non discute su questo spazio "VI Congresso di Radicali Italiani: le 'Primarie' delle Commissioni"?
Siti internet, Radicali: il Ddl va rivisto, per garantire la libertà dell'informazione in rete
Roma-Strasburgo, 23 ottobre 2007
• Dichiarazione dei Radicali della Rosa nel Pugno Emma Bonino, Marco Pannella, Maurizio Turco, Marco Cappato
Sul Ddl sulla riforma dell'editoria siamo e saremo impegnati - come Radicali della Rosa nel Pugno, sia a livello di Governo che di gruppo parlamentare, che di mobilitazione dei soggetti politici radicali - per una riforma che cancelli la parte che prevederebbe, o che per alcuni si presterebbe a prevedere, la necessità di registrazione di blog e siti internet che fanno informazione.
Tale riforma è per noi condizione tassativa per la sua approvazione, affinché non sia messa in pericolo quella parte, limitata ma significativa, di informazione ancora rimasta più o meno libera nel nostro Paese. Ben venga dunque il chiarimento e la modifica annunciata dal sottosegretario Levi, purché ottenga concretamente l'effetto preannunciato di escludere ogni interpretazione restrittiva.
Oggi sono stato personalemente contattato telefonicamente da Gianfranco Dell'Alba, capo di gabinetto del Ministero per il Commercio Internazionale e le Politiche Europee, che ha voluto ringraziare Francesco, il sottoscritto e tutti gli altri firmatari per l'iniziativa della lettera aperta, rassicurandomi, più di quanto già Emma non avesse fatto con il suo intervento a Radio Radicale, sull'impegno per la modifica del DDL Levi-Prodi.
Gianfranco mi ha chiesto di pubblicare una sua e-mail di risposta scritta alla nostra lettera che mi avrebbe di lì a pochi minuti inviato.
Ricevuta! E... col suo consenso, pubblicata! :-)
Caro Francesco, caro Roberto,
dopo la vostra lettera sul disegno di legge “editoria” ci siamo subito attivati, anche con chi ha seguito da vicino per noi all’Ufficio legislativo la preparazione del Consiglio dei Ministri in cui è stato approvato il provvedimento. Nel frattempo abbiamo parlato con altri ministeri nonché, ovviamente, con chi aveva proposto il testo e cioè con Ricky Levi, sottosegretario all’Editoria.
Le vostre obiezioni, nonché quelle che sono circolate sui siti, e soprattutto le vostre preoccupazioni ci hanno messo in allarme, perché la ratio del disegno di legge riguardava appunto l’editoria e quindi noi davamo per implicito che non fosse toccato la disciplina del web in quanto tale, per capirci, ma effettivamente il testo attuale può dar adito a grosse ambiguità.
Come Emma ha detto ieri a Radio Radicale, Ricky Levi, dopo averlo detto pubblicamente domenica, ci ha confermato che ,come governo, domani pomeriggio in commissione cultura chiarirà che le disposizioni del testo riguardano i prodotti professionali, come i giornali on-line per capirci, e non indiscriminatamente i siti e blog, e che non era sua intenzione che siti e blog rientrassero in quelle categorie, con obbligo di registrazione eccetera. Domani tutto questo sarà oggetto di un primo confronto parlamentare e in quella sede verrà formalizzata una modifica al testo in questo senso.
Naturalmente ne siamo contenti perché è opportuno che su questo la proposta del governo sia la più chiara possibile. Noi eravamo abbastanza tranquilli che così fosse, trattandosi come dicevo di una legge sull’editoria che tocca molti aspetti e non di una misura specifica sulla “rete”, tanto più che durante tutto l’iter che ha portato all’approvazione nessuno aveva sollevato queste obiezioni - come ad esempio ha ammesso anche il direttore di punto-informatico, ma la vostra segnalazione è stata importante per “raddoppiare” la vigilanza su una questione così sensibile nel corso dell’iter del provvedimento.
Cordialmente
Gianfranco
Adesso la parola è al sottosegretario Levi...
stay tuned!
Roberto Mancuso
www.tvradicale.it
???? :cry: Claudia ???... la tua è impudicizia allo stato puro !!!
ACCIDENTI !!!
Fosse stato per i radicali e per Emma Bonino a quest'ora si sarebbe anche senza telefono.
Per fortuna che i piccioni viaggiatori non sono "radicali".
Vasco.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
quali che siano le motivazioni, il ddl è scritto con rispetto parlando con i piedi; questo è evidente.
sulla ml toscana mario leoncini nota che il dubbio non è velleitario perchè se anche non si può applicare l'obbligo di registrazione a tutti i siti e i blog si può usare questa legge per chiudere i due o venti che danno più noia ( e qui grillo naturalmente si sente minacciato e cavalca il gatto )
a me non importa proprio niente stabilire se emma era distratta o no; come dice mancuso, l'impegno assunto e l'attenzione richiamata, oltre ai tempi lunghi di discussione, per ora a me bastano.
sempre nella ml toscana perduca riassume la posizione radicale così: niente finanziamenti all'editoria, se non a quella politica stante il contesto, abolizione dell'ordine.
con questo ddl, se approvato come è, ormai improbabile, si prendevano due piccioni con una legge: fissare le bizantine procedure mafiose di finanziamento "pubblico", concedersi il felice arbitrio di chiudere qualche sito particolarmente irritante.
meno male che ci sono i radicali e meno male che sono dentro e fuori dal governo!
Io credo che sia interessante e utile - per tutti - leggere il commento apparso su Punto Informatico, che ha contribuito non poco alla "polemica", in un modo piuttosto convincente, a mio parere.
http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2092327
Se ci dovesse essere questa commissione, credo che la prima cosa da fare sarebbe quella di richiedere a tutti i deputati radicali un voto contrario alla Legge Levi-Prodi. Nessun aggiustamento, già il solo impianto della legge parla da sè. Sarebbe un precedente pericoloso, che attenta alla libertà d'informazione, anche su Internet.
Quei neretti che hai fatto sbugiardano clamorosamente Emma. Di che ringraziarla ?
Dici che ha sempre onorato i suoi impegni ? (ricordi la CINA ?)
Dici che ci ha insegnato cosa vuol dire libertà di espressione, etc.. ? (non ti basta
questa presa per i fondelli ?)
Vasco.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
Emma ci risponde in diretta su Radio Radicale:
"ho visto un po’ di polemica volevo brevemente dire sulla questione legge sull’editoria: non mi ero affatto distratta; nel testo che io ho, quelli che passano in consiglio, non c’è proprio mai stata l’idea di colpire blog siti e quant’ altro, l’idea è quella che si registrino le attività editoriali che poi vogliono ricorrere ai finanziamenti della legge sull’ editoria.
Rimane il fatto che, se non è abbastanza esplicito, l’iniziativa che abbiamo assunto e che il sottosegretario Levi dirà in commissione cultura mercoledì, la chiarificazione di questa forse possibile ambiguità di lettura che a me francamente non pareva quando ho visto il testo così come distribuito, ma se può esserci qualsiasi dubbio... ... ma che poi è velleitario, figuriamoci chi può registrare migliaia di pagine di blog, in ogni caso se c’è qualche difficoltà o ambiguità di interpretazione il governo, nella persona di richi levi, sollecitato a chiarire questa ipotesi di ambiguità magari prevista agli articoli 5 6 e 7, che sono quelli, che se ne occupa, lo chiarisca; lo chiarirà mercoledì in commissione cultura ma da tutte le discussioni che avevamo avuto in preconsiglio francamente non avevamo mai pensato che fosse possibile un’ interpretazione in cui qualunque autore di blog si debba andare a registrare"
Innanzitutto mi pare doveroso ringraziare Emma per la risposta che ha voluto dare alla nostra lettera aperta.
Per venire alle risposte e alle informazioni che Emma ci dà nel suo intervento in diretta su radio radicale credo che possano così sintetizzarsi:
1) l'approvazione del DDL Levi-Prodi con il suo voto favorevole non è frutto di distrazione (non mi ero affatto distratta);
2) nel testo circolato in CDM non vi era l'intenzione di attentare alla libertà di siti internet, blog o quant'altro (nel testo che io ho, quelli che passano in consiglio, non c’è proprio mai stata l’idea di colpire blog siti e quant’ altro)
3) lo scopo del DDL era esclusivamente quello di sottoporre a registrazione presso il ROC solo le iniziative editoriali che volessero ricorre ai finanziamenti della legge sull'editoria (l’idea è quella che si registrino le attività editoriali che poi vogliono ricorrere ai finanziamenti della legge sull’ editoria)
4) questa stessa idea è stata (da tutte le discussioni che avevamo avuto in preconsiglio francamente non avevamo mai pensato che fosse possibile un’ interpretazione in cui qualunque autore di blog si debba andare a registrare), ed è condivisa dal viceministro Levi ed in ogni caso per cancellare ogni possibile dubbio sarà lo stesso sottosegretario a dare ogni chiarimento mercoledì in commissione cultura (l’iniziativa che abbiamo assunto e che il sottosegretario Levi dirà in commissione cultura mercoledì, la chiarificazione di questa forse possibile ambiguità di lettura che a me francamente non pareva quando ho visto il testo così come distribuito, ma se può esserci qualsiasi dubbio...)
Ebbene:
Nuova disciplina dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione
di un testo unico sul riordino della legislazione nel settore editoriale
(disegno di legge 3 agosto 2007)
Gli articoli incriminati, anche se innumerevoli sarebbero le riflessioni che potrebbero farsi sull'intero impianto del DDL, sono:
(vi prego di seguire il grassetto e poi trarne le conclusioni)
Art. 5
(Esercizio dell’attività editoriale)
1. Per attività editoriale si intende ogni attività diretta alla realizzazione e
distribuzione di prodotti editoriali, nonché alla relativa raccolta
pubblicitaria. L’esercizio dell’attività editoriale può essere svolto anche in
forma non imprenditoriale per finalità non lucrative.
Art. 6
(Registro degli operatori di comunicazione)
1. Ai fini della tutela della trasparenza, della concorrenza e del pluralismo
nel settore editoriale, tutti i soggetti che esercitano l’attività editoriale
sono tenuti all’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione, di
cui all’articolo 1, comma 6, lettera a), numero 5, della legge 31 luglio
1997 n. 249. Sono esclusi dall’obbligo della registrazione i soggetti che
operano come punti finali di vendita dei prodotti editoriali.
2. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione è condizione per
l’inizio delle pubblicazioni dei quotidiani e dei periodici, e sostituisce a
tutti gli effetti la registrazione presso il Tribunale, di cui all’articolo 5 della
legge 8 febbraio 1948, n. 47. Sono fatti salvi i diritti già acquisiti da parte
dei soggetti tenuti a tale registrazione in base alla predetta normativa.
3. La tenuta del Registro degli operatori di comunicazione è curata
dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ai sensi dell’articolo 1,
comma 6, lettera a), numero 5, della legge 31 luglio 1997 n. 249.
4. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni adotta un regolamento per
l'organizzazione e la tenuta del Registro degli operatori di comunicazione
e per la definizione dei criteri di individuazione dei soggetti e delle
imprese tenuti all'iscrizione, ai sensi della presente legge, mediante
modalità analoghe a quelle già adottate in attuazione del predetto
articolo 1, comma 6 della legge 31 luglio 1997 n. 249 e nel rispetto delle
disposizioni già contenute nell’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n.
47.
Art. 7
(Attività editoriale su internet)
1. L’iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che
svolgono attività editoriale su internet rileva anche ai fini dell’applicazione
delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
2. Per le attività editoriali svolte su internet dai soggetti pubblici si considera
responsabile colui che ha il compito di autorizzare la pubblicazione delle
informazioni.
A me pare che il testo approvato non sia affatto ambiguo; credo che, molto semplicemente provveda a definire il concetto di attività editoriale stabilendo che detta attività possa svolgersi anche in
forma non imprenditoriale per finalità non lucrative e che, anche quando svolta su internet, il suo esercizio sia in ogni caso subordinato alla registrazione presso il ROC: tutti i soggetti che esercitano l’attività editoriale sono tenuti all’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione. L'art. 7 dà l'affondo finale: l'iscrizione ... rileva anche ai fini dell’applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
Ora, possibile che io non capisca nulla di leggi e di diritto, ma il combinato disposto di questi articoli del DDL dà questo risultato: art. 21 Cost. nel cesso.
E' vero che, probabilmente, in questo paese oltraggiato dal caso italia, l'art. 21 e molti altri articoli della costituzione sono anche in assenza del DDL Levi-Prodi (sic!), gravemente lesi e violati...
E' da apprezzare però l'impegno preso da Emma! E son sicuro che lo onorerà, perchè così ha sempre fatto nella sua storia e perchè è lei che ci ha insegnato cosa vuol dire lottare per la libertà d'espressione, di pensiero e di opinione. Quindi nuovamente la ringrazio e aspetto di ascoltare Levi in commissione cultura, ma soprattutto aspetto di conoscere quali sono le iniziative parlamentari che i deputati della rosa nel pugno vorranno prendere per modificare il DDL.
Roberto Mancuso
www.tvradicale.it
(1)
Emma ha detto di essere stata convocata 2 ore prima (non mezz'ora !!).
(2)
non legge tutti i testi approntati.... però poi li vota TUTTI !!! :lol: :lol:
Beh, la capisco. Perchè dovrebbe leggersi lei quei testi visto che ha assunto
tutti i radicali che Marco le ha detto come consulenti e che per quei consulenti
SPENDE circa due miliardi di lire (nostre) all'anno ?.
Vasco.
P.S.
Credi a me... Emma non è la "grande" donna che credavamo, tira a campare:
è una delusione, meglio che torni a casa (definitivamente).
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
credo che, come nel 2001, il fatto non riguardi la libertà ma i finanziamenti, la roba
quindi se voglio chiedere finanziamenti mi devo registrare;
come se voglio chiedere un mutuo agevolato per coppie mi devo sposare;
che d'alema abbia lo spiritaccio di fare gli scherzi sui testi non penso proprio, anche se pensando al testo sulla moratoria ci sarebbe da chiederselo, certo un ministro che arriva al consiglio dei ministri ( convocato p.e. alle 17 per le 17.30 ) non si sprofonda nella disanima di tutti i testi che trova, anche perchè un ddl non è una legge e i tempi sono lunghi. se poi ogni spiffero è buono per gridare "nevica! bonino ladra" l'argomento è da riportare nella commissione "il partito che non c'è ma c'era" o da non riportare affatto
Lo vedi Claudia che, come Emma, anche tu non sei una volpe ?
Del tuo intervento evidenzio ciò che avevo riportato !! :lol:
Speriamo (al contrario di te a me l'idea di Dio non dispiace) che Dio non ti
strafulmini: leggerti è sempre uno spasso. Ciao. Vasco.
credo che, come nel 2001, il fatto non riguardi la libertà ma i finanziamenti, la roba.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
emma bonino stamani a rr:
( trascritto parola per parola, vaschino carraio, che dio se c'è ti strafulmini, alla facciaccia del tuo pressapochismo nella forma e nei contenuti ):
"ho visto un po’ di polemica volevo brevemente dire sulla questione legge sull’editoria:
Non mi ero affatto distratta; nel testo che io ho, quelli che passano in consiglio, non c’è proprio mai stata l’idea di colpire blog siti e quant’ altro, l’idea è quella che si registrino le attività editoriali che poi vogliono ricorrere ai finanziamenti della legge sull’ editoria.
Rimane il fatto che, se non è abbastanza esplicito, l’iniziativa che abbiamo assunto e che il sottosegretario Levi dirà in commissione cultura mercoledì, la chiarificazione di questa forse possibile ambiguità di lettura che a me francamente non pareva quando ho visto il testo così come distribuito, ma se può esserci qualsiasi dubbio, ma che poi è velleitario, figuriamoci chi può registrare migliaia di pagine di blog, in ogni caso se c’è qualche difficoltà o ambiguità di interpretazione il governo, nella persona di richi levi, sollecitato a chiarire questa ipotesi di ambiguità magari prevista agli articoli 5 6 e 7, che sono quelli, che se ne occupa, lo chiarisca; lo chiarirà mercoledì in commissione cultura ma da tutte le discussioni che avevamo avuto in preconsiglio francamente non avevamo mai pensato che fosse possibile un’ interpretazione in cui qualunque autore di blog si debba andare a registrare"
credo che, come nel 2001, il fatto non riguardi la libertà ma i finanziamenti, la roba.
Claudia ??? ...quella roba lì dove l'hai sentita ?
Emma ha iniziato dicendo:
il resto a seguire.
Hai capito ??
Ad Emma, come al solito, hanno rifilato un testo diverso da quello discusso
e che poi lei ha votato.
E lo sai il perchè ?
Perchè ad Emma interessa solo il "durare".
Ciao. Vasco.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
stamani a rr emma bonino ha dichiarato che il disegno di legge riguarda la registrazione dei siti che vogliano accedere ai finanziamenti pubblici :?:
qualcosa di molto simile accadde nel 2001 quando sembrò che le pubblicazioni periodiche on line dovessero avere l'obbligo di un direttore responsabile iscritto all'albo
in quella occasione a firenze si creò disobbedisco.com bisettimanale di non iscritti all'ordine
poi anche lì fu detto che riguardava "solo" i periodici che volessero accedere ai finanziamenti
poi, per quanto ne so, finì nel nulla oscuro e vischioso dove in italia finisce tutto
Tutto sommato Villetti è il capogruppo di tutti i deputati radicali, ci possiamo ben accontentare!
:-)
:lol: :lol:
:cry: appunto
g
si, dati i risultati bisognava fischiare qualcun'altra.
Siamo sempre in tempo, al nuovo Congresso manca poco.
.
Tutto sommato Villetti è il capogruppo di tutti i deputati radicali, ci possiamo ben accontentare!
:-)
e pensare che al congresso dell'anno scorso lo si è anche fischiato! :oops:
Tutto sommato Villetti è il capogruppo di tutti i deputati radicali, ci possiamo ben accontentare!
:-)