Pur essendo io un convinto anti-caimano voglio qui esprimere la mia solidarietà al giornalista Porro e al Giornale di famiglia tutto - contro l'ingiusta azione giudiziaria intrapresa dalla magistratura.
Infatti Porro l'ha detto chiaro e forte : "STAVO SCHERZANDO"
capito ?
Partendo dal presupposto che prezzolato è un aggettivo che non uso e non mi piace.....
Mentre tu ritieni che siano manfrine, a me suona a dir poco strano che un giornalista non ha mai da ridire nei confronti dei suoi riferimenti poitici o editoriali, mentre ha sempre da ridire sugli avversari dei suoi riferimenti politici o editoriali.
Tu hai preso ad esempio Fini: mi piacerebbe sapere cosa avrebbe scritto 10 anni fa Filippo Rossi su una sospensione di Santoro, forse magari se ha scritto qualcosa sull'editto bulgaro di Berlusconi sarebbe piacevole rileggerlo, a conferma o a smentita di ciò di cui stiamo discutendo.
Non è possibile che una parte politica abbia sempre ragione e una sempre torto: a sentire Sallusti, o De Gregorio, o D'Avanzo, o Mauro, o Betulla o chi vuoi tu, è esattamente quello che accade, cioè viene mostrata una realtà che non esiste nemmeno su Topolino.
Ognuno crede in ciò che vuole e non ho urgenza di farti cambiare opinione.
Ok Paolo tu il termine prezzolato non lo usi direttamente ,ma lo lasci intendere .
A me non interessa andare con il bilancino dell'orefice a soppesare le eventuali critiche che i giornalisti fanno verso la parte politica a cui fanno riferimento,perchè lo ripeto per l'ennesima volta non ritengo che esista la sacra fiamma della libertà di stampa superpartes,ma ritengo che un giornalista scriva quello che la sua testa gli dice e chi lo legge lo faccia liberamente,per cui tocca a chi lo legge prenderne le distanze se non ne condivide le posizioni.Anzi preferisco sempre di più chi si schiera rispetto a chi non prende posizione.
Filippo Rossi esprime la sua opinione ogni volta che scrive e se questa cambia come è cambiata quella di Fini che cosa dimostra?Che gli regge il moccolo?Ma se sento sempre ripetere che solo i cretini non cambiano idea,vorrà dire che sono due cime.
Non è possibile che una parte politica abbia sempre ragione e una sempre torto.......
A parte che non mi sembra in discussione la ragione o il torto ma la condivisione di un idea o una posizione,questa tua teoria mi ricorda una frase che ripeto a chi durante una discussione,quando non sa più andare avanti mi liquida dicendo:....ma tu vuoi sempre avere ragione.
Io rispondo sempre :....se tu volessi avere torto avremmo già finito di discutere.
A me di stabilire quanto sia democratico un giornalista perchè trova in qualche iniziativa della cosidetta controparte,qualcosa di buono,non me ne frega una sega e se chi legge prende per oro colato quello che scrivono i giornalisti tanto da vedere l'eden che viene presentato e non riesce a vedere la realtà in cui vive ,credo che la causa di tanta imbecillità,non la si possa addossare ai giornalisti.
Non è possibile che una parte politica abbia sempre ragione e una sempre torto
Guarda che non mi sfiora neppure l'idea di farti cambiare idea,cosi come accetto volentieri la possibilità che mi dai di discutere senza pensare che tu lo faccia con l'intento di farmi cambiare idea.Dibattiamo e per mè è un "lusso" che mi permetti e del quale ti sono grato.
Mar, 12/10/2010 - 19:48
Mi spiace che tutti questi costoro siano accodati all'edicola come i fedeli al tempio, ognuno a ritirare la propria dose quotidiana di pensieri precotti da consumare previa passatina del cervello al microonde.
Non è ancora stato proibito di ragionare con la propria testa e non è ancora impossibile
Ma tu le notizie, quello che si fa nei palazzi e dintorni da dove le prendi? Da RR in diretta o dai tg ? Internet? O vai spesso a Roma? Ansa?
Io leggo ogni tanto il fatto, quando vado in sauna. Avevo deciso di abbonarmici e poi ci ho ripensato, comunque è un giornale che non prende contributi statali e quindi ipoteticamente potrebbe scrivere su tutto e tutti. Un pò mi informo da Internet. e molto da radio radicale che mi tiene compagnia mentre intaglio bastoni da passeggio e alpenstok. Come è venuto il Recioto?
il carso e le apuane.....
Le prendo da ogni fonte e le peso per quel che spero valgano. Si distinguono spesso con lo stesso metodo che si usa per il pesce.
La domanda è tecnica: con l'umidità ed il caldo non si quaglia?
Se mi va bene il mese prossimo dovrei rifare la rimpatriata con i vecchi colleghi. Se si, l'informazione te la porto di persona previo avviso email, con tuo permesso.
Da ogni fonte non credo, visto che per esempio non leggi l'Espresso ma solo lo bevi.
Nella sauna a vapore si, si rovinerebbe, e allora non lo porto, ma in quella a secco e nel lettino di riposo si che posso leggere.
Io se tutto va bene dalla fine di Ottobre a tutto Novembre e forse più dovrei essere in Toscana per risolvere definitivamente le sorti immobiliari delle mie natie radici, case e terreni, olivi e castagni. Ho optato per il FVG definitivamente.
Il recioto lo bevo a Dueville dal mio amico Lino ogni tanto.E qui a trieste quando viene lui a trovarmi. Un giorno lo berremmo insieme B.B. magari per festeggiare la caduta dell'impero!
il carso e le apuane.....
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direi che sia tutto sommato lecito per un giornalista ricattare un potente, fatto salvo ovviamente il diritto di quest' ultimo di cercare di mandare a sua volta il ricattatore in prigione. L' unica cosa non lecita rimane in Italia il fatto che il pres. del consiglio controlli direttamente o indirettamente importanti media. D' altronde se un popolo, intimamente fascista, accetta tranquillamente questo fatto....
Gaspare, le tue cognizioni di cosa sia lecito o meno lasciano stupefatti... ovvio che poi riesci a scrivere, senza ripensamenti,: "Un popolo, intimamente fascista, accetta.."
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
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Non mi fido di certa magistratura. Quella che fa politica, a cominciare dai suoi vertici istituzionale (CSM) e associativo (ANM).
Mi fido invece, e molto, della signora Emma Marcegaglia.
La mia "tendenza" è quella di reagire ai soprusi, specie quando partono da caste che col sopruso intendono anche stabilire il principio che "loro possono".
vasco, guarda che inizi a perder colpi...
Questo ha scritto Digirolamo.
E tu invece sempre 'sta vivisezione delle frasi con l'elenco della prima elementare.....
non esiste un leader nazionale che non "controlli" direttamente o indirettamente i media o più correttamente non faccia parte del "sistema" che lo ha eletto. La cosa migliore di SB è che è tutto lui e sai con chi hai a che fare. Prodi era un uomo di paglia ma capire chi gli tirava i fili non era affatto chiaro, dei deficienti incompetenti ma sconosciuti.
Benissimo, tutto bene se non fosse che Berlusconi ha detto in passato, dice sempre, e suppongo dirà sempre, che ciò che hai scritto in questo post "NON E' VERO". Ok?
Non è vero come la racconti te e Prodi e come credeva fosse Fini ma è chiaramente il leader di un sistema basato sul consenso del ceto medio e la speranza di quello basso di salire un poco più su. Gli manca completamente l'appoggio dei poteri storici e di quelli "forti", la cosa incredibile è che sia ancora vivo, forse perchè alla fine riescono a contenerlo abbastanza. Loro sono l' da almeno trentanni, lui in teoria da quindici, ce ne vorranno almeno altri dieci prima che riesca davvero a combinare qualcosa di incisivo con la macchina statale.
Ti sei accorto che hai cambiato discorso?
Perchè ?
Perché parlavamo di controllo dei media e tu dicevi una cosa molto giusta (nel senso che è realistica come affermazione, non che io la condivida). Solo che la cosa che dici è giusto il contrario di ciò che racconta Berlusconi. Per me sarebbe una bella sorpresa che tu mi racconti di essere in disaccordo con Berlusconi, perché sarebbe la prima volta da quando ci conosciamo. Mi spiego: mi sono abituato al fatto che solitamente l'opinione di berlusconi quasi coincida con la tua. Mi sembra strano, tutto qui. O ho capito male?
In verità non sono quasi mai dell'opinione di Berlusconi, ad esempio il suo "sistema" lo contraddice in modo palese, lo manda ai matti e invece secondo me è positivo. Lui ha una visione sociale della politica e io una individuale, lui non delega un accidente io ne sono un culture, lui "lascia" le imprese e le famiglie e ci resta in cordiali rapporti, io sviluppo l'esistente. Nella nostra galassia siamo parecchio distanti, certo cresciuti nello stesso posto e con gli stessi criteri, visti da un'altra galassia sembriamo coincidenti. Più vicini fra noi che con i compagni, certo. Ma nel noi affatto contigui.
Oltre le opinioni ci sono i fatti, quella faccenda che tu ignori tenacemente, su quelli non c'è opinione, sono. Quando lamenta che il presidente del consiglio non ha alcun potere cita un fatto, non una opinione. Le opinioni riguardano le modifiche al fatto reale e nel campo siamo a volte distanti e a volte vicini. Di solito è il momento in cui ti perdo, negando il fatto in pratica annichilisci il ragionamento.
"Non ha alcun potere" è una forzatura. "Non ha i poteri che desidera" è un altro conto. Ciò che lui pensa che dovrebbero essere i poteri di un presidente del consiglio non corrispondono a ciò che ha, come poteri, un presidente del consiglio nel sistema repubblicano italiano. Ma io in questo non ci vedo niente di strano né di disastroso, altrettanto non credo che il sistema gli impedisca di governare. Il problema è che per governare l'Italia e fare ciò che va fatto bisogna mettere i coglioni sul taviolo e farsi tanti nemici, anche influenti e ricchi. Ma è quello che va fatto. Non è questione di sistemi, è questione di volontà. Allora se io ho come "missione" ciò che ho raccontato negli ani 90, ossia la "rivoluzione liberale", io la faccio da subito, soprattutto in questa legislatura perché i numeri me lo consentono. Guarda che non è certo il suo elettorato o una parte degli elettori di sinistra che non vogliono le riforme: buona parte delle persone che votano PD vedono di buon occhio delle riforme fatte come si deve. Aspettano solo che qualcuno abbia il coraggio di farle e farle bene.
Alla fine abbiamo smesso di parlare del controllo dei media e abbiamo parlato di cose serie. Il problema è che il controllo dei media esiste, anche se non è serio, e le riforme, che sono un fatto serio, non si faranno. Capito perché Berlusconi ha un bel po' rotto i coglioni a quelli come me?
Allora se io ho come "missione" ciò che ho raccontato negli ani 90, ossia la "rivoluzione liberale", io la faccio da subito, soprattutto in questa legislatura perché i numeri me lo consentono.
Ma Paolo i numeri di questo paese sono la somma di individui portatori di interessi in contrasto tra loro che mai e poi mai saranno in grado di partorire una qualsiasi riforma che non sia costretta dai fatti.
Fino a che il palazzo non crollerà,questi non si metteranno mai d'accordo su come ristrutturarlo e dargli magari una destinazione d'uso diversa,perchè quello che sta al primo piano ha cementato degli interessi che perderebbe se si ristrutturasse ,come quello del secondo,del terzo e via di questo passo.
Non c'è bisogno di mettere i coglioni sul tavolo per farsi nemici,basta toccare qualche interesse consolidato e corporativo e in questo sia pur miniuscolo paese ne trovi a iosa.
Eppure basterebbe collegare due fatti banali, nei "numeri" di Berlusconi per fare c'è tutto il FLI, adesso sono usciti allo scoperto ma crediamo davvero che prima non abbiano cercato ogni forma di pressione nascosta ? Non può neppure scegliere liberamente la segretaria, figurati un ministro, che una volta scelto è dominus nel suo regno, solo che neppure lui può dare un ordine diretto, manco a un usciere. Per qualsiasi cosa il governo deve produrre una decisione collegiale, mandarla in parlamento dove possono farne quello che vogliono, poi deve piacere alla corte costituzionale, alla conferenza stato regioni, al presidente della repubblica e alla fine diventà un pezzo di carta. Poi il direttore generale del ministero la recepisce, la interpreta, si accorda con il sindacato di categoria per l'esecuzione, poi corre lungo la catena gerarchica fino all'esecutore materiale. Se l'esecutore non esegue ne risponde alla magistratura, che fornisce la sua interpretazione, se politicamente avverso al presidente del consiglio non c'è alcuna possibilità che la legge venga recepita e anche se fosse prima che la sentenza sia definitiva ci vogliono lustri.
In effetti se vuoi vedere dei cambiamenti visibili in poco tempo ci vuole la rivoluzione pensata di Luciano, io non ho così fretta ma pretendere dei risultati in queste condizioni non è solo ingiusto ma anche irragionevole.
Parliamone: quanto tempo ci vuole?
Parliamone: quanto tempo ci vuole?
Prima di chiedere quanto tempo ci voglia bisognerebbe cominciare a demolire il palazzo.
No, ma infatti chiedevo a Maurizio che è d'accordo con me sul non demolire ma riformare. Tu già so come faresti e non mi va bene. ;-)
Buona domanda, i precedenti sono tutti di lungo periodo. Mussolini dal 1922 al 1942 non ha cambiato nulla, il poco lo ha ottenuto da sovrastrutture ad hoc. La sinistra ha iniziato a metà anni sessanta in qualche area e da metà anni settanta a metà anni novanta ci era quasi riuscita, peccato fossero idee del cazzo ma in venti anni le ha imposte, Formigoni in Lombardia ci ha messo quindici anni. Le premesse sono nessuna interruzzione, un controllo ferreo sugli eletti. Nei comuni è un possibile fare un poco prima ma comunque De Corato che è il vero sindaco ci ha messo dieci anni.
Per ora SB ne ha fatti cinque, interrotti, adesso quasi tre. Circa la metà del lavoro dei primi cinque è andata persa nella restaurazione prodiana e una certa quota è inchiodata nella macchina statale. Secondo me ci vogliono tre legislature filate ed è la scommessa dei sinistri. SB non credo duri quindici anni in sella, ne ha 74, finirebbe a 90. Però l'ultimo vero rompicazzi è saltato proprio adesso e quindi se il berlusconismo diverrà scuola, come sta iniziando a fare, in tre lustri avremo una decente nazione blairiana. Per averla liberale temo di non vivere abbastanza.
Perchè, visto che evidentemente non hai mai potuto avvalerti degli insegnamenti di qualche buon maestro o di un "padre spirituale" come si usava una volta, non provvedi da solo ad accostare in biblioteca qualche buon filosofo/storico/giurista per chiarirti il significato dei termini "lecito" e "liceità" ?..... se poi non conosci "buoni" filosofi/storici/giuristi puoi sempre cominciare con un dizionario.
P.S.: Gli insulti, Paolo, qualificano te non coloro cui usi indirizzarli: sono la misura della tua umanità e degli strumenti culturali di cui hai saputo vestirla.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
Gli insulti, Vasco, sono quel mezzo che tu usi molto spesso nei confronti di chi non è d'accordo con te. Ora che tu voglia fare il dotto tirando fuori una frase ad effetto - dopo che hai dato del demente, del falso, del troglodita, dell'incapace, a tutta la parte del forum che non è d'accordo con te e con Berlusconi - puzza di rancido. Per cui, il più sentito vaffanculo anche su questo argomento :-)))))
Questa inchiesta non ci piace, questo Giornale neanche (Porro invece sì)
Inserito il 08 ottobre 2010
Guarda anche: Giornale, Marcegaglia, Palma, porro, Woodcock
- Ha ragione Nicola Porro. Se non si è prevenuti è difficile interpretare le sue parole
come vere minacce. Porro sicuramente scherzava, ma il problema è che il Giornale, da alcuni mesi, non scherza affatto. I “segugi” che il vicedirettore del Giornale prometteva di inviare sulle piste della Marcegaglia erano finti. Quelli che il Giornale ha sguinzagliato per abbattere chi non stava e non rientrava nei ranghi, però, erano veri. Mesi di prime pagine e di servizi dedicati al “traditore” Fini e al notorio “omosessuale attenzionato” Boffo stanno lì a dimostrarlo.
Se l’addetto stampa della Marcegaglia e il Presidente di Confindustria si sono sentiti intimiditi – e non si sono fatti una grassa risata – la colpa non è della confidenza che Porro riserva ai suoi interlocutori telefonici, ma della spregiudicatezza con cui il Giornale (e non solo il Giornale) interpreta in modo ufficiale, e perfino ufficializzato, gli interessi del Governo e del Presidente del Consiglio.
Confessiamo un pregiudizio. Non riusciamo a confondere Porro con Sallusti e con Feltri. Il primo è un giornalista di cui apprezziamo la capacità e l’onestà dell’analisi e una certa estraneità al giornalismo “d’azione”. Critica da sempre il mainstream confindustriale e con buone ragioni. Non ha iniziato quando la Marcegaglia si è “messa di traverso”. Vice-dirige il Giornale, ma dubitiamo che abbia vice-diretto i pestaggi mediatici a cui la testata si è dedicata. Di Feltri e del suo eterno vice Sallusti pensiamo che stiano al giornalismo come Marcinkus stava alla Chiesa. Che siano insomma degli onesti professionisti di affari non sempre (moralmente) onesti. E’ un mestiere che a qualcuno tocca, ma esige comunque una misura, che loro (come accadde a Marcinkus) hanno completamente perduto.
Detto questo dell’indagine in sé non pensiamo che sia se non ciò che presto, probabilmente, si ridurrà ad essere: nulla. Ci pare solo l’ennesima occasione sprecata per impedire a Woodcock di finire sui giornali e a Feltri e Sallusti di fare professione di vittimismo, col manganello nascosto sotto la giacca. Magari ci sbagliamo. Ma così la vediamo.
In termini generali (se il rapporto tra informazione e politica può ancora guardarsi in termini generali), l’idea di una perquisizione in una redazione ci preoccupa di più dell’insistenza scherzosamente minacciosa di un giornalista economico. Ci tenevamo a dirlo, per onestà. Non tanto per solidarietà con i giornalisti coinvolti (temiamo che alla fine – se questi sono i fatti – da questa vicenda sarà la Marcegaglia a pagare i prezzi più salati), ma per l’idea che abbiamo della libertà di stampa, che è anche la libertà di Sallusti, per non dire di Porro, che è un giornalista che ci piace.
sabatino di martino
chi è l' autore ? Ho letto l' articolo dopo la mia risposta a Vasco e in effetti noto con piacere che Porro sta generalmente simpatico. Chissà perchè...:-)
Sarà che quello che dice pubblicamente ha un valore e soprattutto parla con cognizione di causa, a differenza di Sallusti che parla solo se bisogna far mettere legna in cascina a B. Sarà che anche io, per esempio, che non simpatizzo né per B né per Il Giornale, non mi faccio problemi a dire che Porro fa generalmente bene il suo lavoro, a differenza dei supporters di B che mai direbbero, soprattutto in questo periodo avvelenato, che un qualsiasi commentatore o giornalista che non scriva per Il Giornale o Libero, oppure che non sia in quota Mediaset, sappia quello che dice.
Si chiama serenità. La trovi in tutti i supermercati. ;-)