Election day, Non passa per un voto, Beltrandi salva il governo
di TMNews
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Roma, 16 mar. (TMNews) - Il radicale Marco Beltrandi salva il governo e la maggioranza: grazie al suo voto contrario, infatti, non è passata in Aula alla Camera la mozione Franceschini che chiedeva l'accorpamento delle elezioni amministrative con il referendum.
La votazione è finita con 276 voti contrari e 275 a favore: è stata respinta per un solo voto. Se il radicale eletto nel Pd avesse votato con l'opposizione il risultato si sarebbe ribaltato.
Non hanno partecipato al voto sei deputati Responsabili: Giuseppe Gianni, Maurizio Grassano, Paolo Guzzanti, Michele Pisacane, Saverio Romano, Giuseppe Ruvolo. Assenti anche gli esponenti del gruppo Misto Luca Barbareschi, Antonio Gaglione, Calogero Mannino e Francesco Nucara e i due Mpa Roberto Commercio e Ferdinando Latteri. Ventotto in tutto gli assenti tra le file del Pdl (13 in missione e 15 non partecipanti al voto).
16 marzo 2011
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A volte uno coerente può benissimo affogare in un bicchiere d'acqua. E poi , una volta riacciuffato può benissimo dire che è scivolato.
il carso e le apuane.....
Pannella si è pronunciato in passato contro l'accorpamento di elezioni e referendum, ma con motivazioni più serie, e cioè, se non ricordo male, il non volere mischiare cose diverse in campagna elettorale.
Le motivazioni di Beltrandi non sono invece per nulla persuasive. Ha anche detto che non avrebbe votato contro ma si sarebbe astenuto se avesse immaginato che il suo voto sarebbe stato decisivo.
Non mi è piaciuto nemmeno questa affermazioni di Pannella, che trovo un po' da Azzeccagarbugli:
Se la mozione Franceschini avesse oggi riportato la parità dei voti, sarebbe stata ugualmente respinta. Se – dunque – Beltrandi fosse stato assente, la mozione Franceschini sarebbe stata ugualmente battuta.
Poi aggiunge:
Morale: come già per il famigerato voto di fiducia al governo del 14 dicembre, determinanti anche in quella occasione sono stati i voti mancanti del PD e dell’IDV, per non infierire impietosamente su FLI”.
Sì, ma anche il voto di Beltrandi è stato determinante, e non ha senso cercare di attenuare il peso che il suo voto ha avuto.
Appunto. La motivazione e' del cazzo.
E' chiaro che uno si comporta a seconda di come spera vada il referendum.
Lui vuole non passi [o non passino; non ho idea, ora, se ve ne siano vari].
Legittimo.
La motivazione resta del cazzo.
Roberto Scaruffi
Queste manovrette non e' che uno le faccia impunemente.
O l'hanno gia' liquidato od e' gia', lui, passato altrove o si sta proponendo o riproponendo.
Le favolette su coerenza od incoerenza...
Roberto Scaruffi
Marco Beltrandi è l'unico corente con la storia radicale.
Tutti i radicali con il supporto di Radio Radicale hanno in questi giorni auspicato l'accorpamento, tutti.... anche i parlamentari. Marco Beltrandi si è invece rifatto (coerentemente) a quanto deciso da Marco Pannella in occasione del voto sui 20 referendum: rifiutò allora l'accorpamento propostogli dal ministro Bianco e convintamente appoggiato da Berlusconi... l'accorpamento non ci fu e quei referendum fallirono il quorum.
Fu una decisione sbagliata quella di allora di Marco Pannella, una decisione giocata tutta in funzione anti-Berlusconi.... ma una decisione a cui oggi Beltrandi si è (coerentemente) rifatto cosa che invece gli altri deputati radicali non hanno fatto sperando di infliggere così un grave colpo a Berlusconi.
Coerenze ed incoerenze radicali.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
La storia a volte riesce a dare ragione e a sbugiardare i mistificatori.
Non sempre, ma a volte ci riesce.
Grazie a Vasco le incongruenze radicali vengono spesso al pettine.
sabatino di martino