Non abbassiamo la guardia!

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Non abbassiamo la guardia!

L'orgoglio di uomini liberi, e di liberi pensatori, ci dovrebbe impedire di chiudere gli occhi di fronte ad una progressiva avanzata di quella forma eversiva, che tende a minare le basi della nostra democrazia dall'interno delle istituzioni dello Stato.
C'è un uomo, che tende ad accorpare tutto il potere nelle proprie mani, con la collaborazione di uno stuolo di gente
a lui venduta, che gli" tiene il sacco", servendosi dell'ignavia di un popolo che si fa ubbriacare dalle reboanti parole,
e da una propaganda a 360°, utilizzata in modo egregio e sapiente da gente specializzata nel settore.
Stiamo vigili almeno noi, e non abbassiamo la guardia!
Riporto, in merito, l'ultimo pezzo scritto su " la Repubblica" da Eugenio Scalfari ,che Vi prego di leggere con attenzione, senza farvi frastornare da coloro che tendono ad eludere la vostra attenzione sull'importanza dell'argomento, gettando semplicemente fango su colui che l'ha scritto.
Riporto:
"La patria e il nuovo padre padrone
di EUGENIO SCALFARI

Silvio Berlusconi
IERI 25 aprile, giorno di festa per la liberazione d'Italia dai nazifascisti e per la Resistenza che ha reso possibile la rinascita della democrazia nel nostro paese, è caduto il muro che aveva fin qui impedito a quella ricorrenza di diventare una data condivisa da tutti gli italiani. Il merito di questo risultato spetta a Silvio Berlusconi, al discorso da lui tenuto ad Onna ed anche - diciamolo - a Dario Franceschini segretario del Pd, che con il suo pressante invito ha incitato il premier a render possibile un evento così importante.

Berlusconi aveva dinanzi a sé tre alternative: ignorare l'invito di Franceschini; accoglierlo per marcare a modo suo la celebrazione equiparando la Resistenza con coloro che si erano schierati a fianco del regime fascista di Salò, uniti entrambi dall'amor di patria; dare atto che Liberazione e Resistenza sono stati un tutto unico dal quale è nata la nostra Costituzione repubblicana, fermo restando il rispetto per tutti i caduti, anche di coloro che in buona fede scelsero la parte sbagliata.

Con il suo discorso di Onna Berlusconi ha scelto questa terza soluzione ed è quindi doveroso dargliene atto. Si potrebbe (e non mancherebbero gli argomenti) fare un'analisi dei moventi che l'hanno spinto a imboccare quella strada, ma sarebbe riduttivo. I fatti del resto hanno un loro linguaggio che esprime la realtà e la realtà è questa.

Berlusconi ha raggiunto un livello di consenso che gli impone di proporsi come il rappresentante politico di tutti gli italiani, quelli che lo amano e quelli che non lo amano, quelli che hanno fiducia e quelli che ne diffidano, quelli che condividono il suo "fare" e quelli che l'avversano.

Noi siamo tra questi ultimi ma riconosciamo che una svolta è stata compiuta, sia nella valutazione storica della Liberazione e della Resistenza, sia nel riconoscimento dei principi sui quali si regge la Costituzione, sia sul ruolo delle forze politiche che contribuirono alla rinascita democratica e che nel discorso di Onna sono state tutte nominate a cominciare dai comunisti, ai socialisti, ai democristiani, ai liberali (anche se l'ipotesi di cambiare il nome della celebrazione in quello di "Festa della Libertà" è certamente una proposta contro la memoria che indebolisce notevolmente le osservazioni precedentemente fatte).

La fermezza del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha giocato un ruolo determinante nella svolta berlusconiana; un altro elemento da non sottovalutare sarà pur venuto dalla posizione di Gianfranco Fini. La svolta è comunque avvenuta. Bisogna ora vedere se i seguiti saranno conformi al nuovo inizio e intanto rallegrarsene.

Dunque tutto bene? Il tessuto democratico del paese si è rafforzato? Si aprirà finalmente una dialettica operosa tra governo ed opposizione?

* * *

Aldo Schiavone, in un articolo pubblicato ieri su "Repubblica" ha risposto anticipatamente a queste domande partendo dalla constatazione che in tempi di emergenza la spinta populista è un dato di realtà dal quale sarebbe sbagliato prescindere.

Ci sono vari modi di affrontare questa deriva. Quello di Berlusconi, secondo il giudizio di Schiavone, consiste nel "rendere istituzionale la spinta populista, prolungarne e dilatarne gli effetti nello spazio sociale e nel tempo storico, alimentare un rapporto fideistico tra il leader e il 'suò popolo, marginalizzare tutte le altre forme di rappresentanza a cominciare dalla divisione dei poteri e dalle autorità di garanzia come inutili impacci. Un Capo che sceglie e decide per tutti: è un modo di stressare la democrazia radicandola su una sola delle sue componenti".

Ebbene la svolta berlusconiana di ieri, della quale abbiamo già segnalato gli aspetti positivi, non ci libera affatto da quelli negativi. Al contrario, li alimenta con nuova linfa rendendoli ancor più attuali e pericolosi. Diventa sempre più incombente la costruzione, già da tempo avviata, d'una nuova costituzione materiale all'ombra della Costituzione vigente, cioè una sua interpretazione che ne stravolge il senso riducendola ad un reperto fossile.

Un'operazione del genere fu già compiuta nel corso della Prima Repubblica. Avvenne tra la metà degli anni Sessanta e la metà degli Ottanta; un ventennio nel corso del quale i partiti assorbirono le istituzioni, il governo si identificò con lo Stato, la democrazia si trasformò in partitocrazia, gli apparati politici confiscarono la pubblica amministrazione e taglieggiarono sistematicamente le imprese.

La costituzione materiale partitocratica fece del Capo dello Stato un'autorità di second'ordine, esercitò un'influenza determinante sulla magistratura inquirente e giudicante, costruì l'impunità del potere e di chi lo impersonava. Le forme vennero scrupolosamente rispettate ma la sostanza fu invece sconvolta e manomessa.

La stagione di Tangentopoli interruppe e anzi sembrò avere distrutto la partitocrazia. Cominciò allora la transizione verso la Seconda Repubblica che adesso ha infine assunto le sue caratteristiche con la costruzione di una nuova costituzione materiale molto diversa dalla precedente.

Non sono più i partiti a monopolizzare il potere, ma un leader con il manipolo dei suoi più stretti collaboratori. Un leader antipolitico e sostanzialmente antiparlamentare, gestore sapiente del sistema mediatico, identificato con la ricerca ossessiva del consenso da trasformare giorno per giorno in plebiscito e da contrapporre a tutte le mediazioni e a tutto il sistema delle garanzie.

La svolta di ieri ha rappresentato dunque un rilevante passo avanti e un ulteriore passo indietro di fronte alla democrazia partecipata. Passo avanti - l'abbiamo già detto - verso la pacificazione del Paese rispetto a quanto accadde sessant'anni fa. Passo indietro verso il populismo autoritario.

Se l'asse portante della nostra Costituzione consiste nella divisione dei poteri, l'essenza della costituzione materiale berlusconiana è nell'unificazione dei poteri in una sola mano. Esecutivo, legislativo e giudiziario intestati al leader attraverso una prassi ed una serie di norme che la consolidano e la presidiano trasformandola in consuetudine.

Il presidente Napolitano ha avvertito da tempo questa deriva e l'ha più volte segnalata con la discrezione che lo distingue. Più di recente deve aver avvertito che la crescita della nuova costituzione materiale stava per oltrepassare una soglia oltre la quale sarebbe diventata irreversibile per un lungo arco di anni ed ha ritenuto che il tema dovesse essere affrontato di petto. L'ha fatto pochi giorni fa inaugurando il festival della democrazia a Torino e indicano i principi che costituiscono il fondamento della democrazia repubblicana: lo stato di diritto, la divisione dei poteri, il ruolo indispensabile delle autorità di garanzia, il vigile rispetto della legalità costituzionale, il rafforzamento del potere esecutivo e dei poteri di controllo del Parlamento. I punti di riferimento culturali di questa visione configurano una democrazia liberale che ha i suoi autori in Montesquieu, Tocqueville, Croce e Luigi Einaudi. La "fantasia al potere" - che tanto piace a Berlusconi e ai suoi mentori - non trova posto in questa visione e rappresenta il culmine della modernità occidentale.

Se volessimo raffigurare le due versioni contemporanee e contrapposte di due leader carismatici, facciamo i nomi di Berlusconi e di Barack Obama, con tutte le differenze di scala da essi rappresentate. ".-

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POLITICA
2 maggio 2009
Tutti uguali davanti la legge?

La “casta” colpisce ancora.
Qualche giorno fa la magistratura, dopo accurate indagini, ha richiesto alla Camera dei Deputati l'autorizzazione a procedere agli arresti domiciliari per Antonio Angelucci, parlamentare del Pdl.Prima di sapere il verdetto di Montecitorio, è meglio specificare chi è Antonio Angelucci e di cosa è accusato.

Il cognome sarà noto a tutti. Gli Angelucci rappresentano una delle famiglie più potenti e influenti di Italia. Nello specifico, Antonio è: imprenditore; proprietario di numerose case di cura; immobiliarista (acquistò la sede storica romana dell'ex Pci: palazzo di Botteghe Oscure); editore (al momento controlla Libero e Il riformista ma in passato ha controllato buona parte de l'Unità) ed è sua la quasi totalità delle cliniche laziali. Non dimentichiamoci, poi, la sua qualifica di “capitano coraggioso”, visto che detiene il 7% della Cai (la nuova Alitalia). Menzionabile, infine, la sua grande amicizia col già condannato Cesare Geronzi, presidente di Mediobanca.

Ma perchè Angelucci risulta oggi indagato? Facciamo un salto indietro. Il 2008 e il 2009 sono stati anni terribili per l'Abruzzo. Il terremoto di qualche settimana fa è ancora vivo nei nostri occhi. Ma c'è un altro terremoto che non va dimenticato: il “terremoto politico” del 2008, denominato anche “Sanitopoli abruzzese”, una vicenda di corruzione, raccomandazioni e irregolarità amministrative che aveva portato all'arresto dell'allora Governatore della Regione Ottaviano Del Turco, e con lui parecchi assessori e dirigenti. Le cliniche di Angelucci risultavano alquanto implicate nella vicenda, tanto che Giampaolo, figlio di Antonio, finì agli arresti domiciliari insieme a parecchi funzionari delle ASL di Frascati e Roma. Il reato contestato era una truffa di 170 milioni di euro alle stesse ASL. Gli arresti sarebbero dovuti scattare anche per il capostipite della nota famiglia, ma ciò non avvenne essendo egli deputato in Parlamento.

Ed è così che qualche giorno fa, si è arrivati alla richiesta per gli arresti domiciliari già citata. Come c'era da aspettarsi, la Camera ha respinto la richiesta con 316 voti a favore, 30 contrari e 59 astenuti. Gli unici a votare per l'arresto sono stati i deputati dell'Italia dei Valori, i Radicali e qualche cane sciolto del Pd. Per il resto, Pd-Pdl-Lega Nord-Mpa-Udc hanno votato tutti contro.

Una maggioranza bulgara, insomma. Non voglio fare commenti, però il lettore di quest'articolo valuti come meglio crede questi dati.

Tra l'altro, va ricordato che Angelucci aveva già avuto problemi con la legge per un presunto finanziamento illecito all'ex governatore pugliese Raffaele Fitto (oggi deputato Pdl nonché ministro) e anche allora, alla magistratura, fu negato l'arresto dall'emiciclo montecitoriano.

Parafrasando una celebre battuta di un noto film, vien da dire solo una cosa: “è la Casta, bellezza”.

P.S. (la notizia non è stata menzionata da nessun medium tradizionale)

Lorenzo Chiavetta

 

BRAVI RADICALI

il carso e le apuane.....

Iscritto dal: 18/11/2000
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G. Morini (citazione): "Solo per curiosità (ché non me ne frega poi tanto), ma che c'entra Pannella con Benito?"

Marco ha passato la sua giovinezza sfilando come avanguardista ai sabato fascisti.

Scioperi della fame ?....no..... dice che allora non si usava (....e neppure "stella gialla"... almeno per lui non si usava).

E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.

 

Iscritto dal: 18/11/2000
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L. Gasparini (citazione): "Ma durante quel ventennio che lo stesso Scalfari ricorda ,Napolitano e Scalfari,dov'erano?"

Entrambi, assieme a Pannella, erano a plaudire Benito:

  • Napolitano, al Tito Livio di Padova, non si perdeva un solo sabato fascista. (60 anni dopo marcerà con Pannella a capodanno)
  • Scalfari scriveva in appoggio alle leggi razziali. (15 anni dopo sarà con Pannella nel Partito Radicale)

Vasco.

E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.

 

Iscritto dal: 04/02/2003
User offline. Last seen 1 anno 40 settimane ago.

Scalfari, nel 1943, quando è caduto il fascismo aveva diciannove anni; quando si è allontanato dal Partito Fascista ne aveva diciassette!
Giudicate Voi.-

Iscritto dal: 14/10/2000
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 Solo per curiosità (ché non me ne frega poi tanto), ma che c'entra Pannella con Benito?

:)

Iscritto dal: 24/09/2000
User offline. Last seen 1 anno 2 settimane ago.

Un'operazione del genere fu già compiuta nel corso della Prima Repubblica. Avvenne tra la metà degli anni Sessanta e la metà degli Ottanta; un ventennio nel corso del quale i partiti assorbirono le istituzioni, il governo si identificò con lo Stato, la democrazia si trasformò in partitocrazia, gli apparati politici confiscarono la pubblica amministrazione e taglieggiarono sistematicamente le imprese.

La costituzione materiale partitocratica fece del Capo dello Stato un'autorità di second'ordine, esercitò un'influenza determinante sulla magistratura inquirente e giudicante, costruì l'impunità del potere e di chi lo impersonava. Le forme vennero scrupolosamente rispettate ma la sostanza fu invece sconvolta e manomessa. 

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Il presidente Napolitano ha avvertito da tempo questa deriva e l'ha più volte segnalata con la discrezione che lo distingue.

Ma durante quel ventennio che lo stesso Scalfari ricorda ,Napolitano e Scalfari,dov'erano?

r.scaruffi (non verificato)
r.scaruffi (non verificato)
Iscritto dal: 14/01/2005
User offline. Last seen 1 anno 2 settimane ago.

 Come sparare a un uccello seduto e ben impagliato, il padrone dei mondi che non riesce a far approvare un cazzo senza impazzire e che avrebbe un parlamento di schiavi domi come sedicenni in calore e non altrettanto ragionevoli. Un alleato interno che non perde occasione di mostrare le penne e uno esterno che vuol far briscola alla pari con quattro scartine e uno terrone che con un fante si sente re. Persino per trovare un cazzo di contadino in grado di far presenza contro i vecchi penati deve remare come un matto, nel frattempo la supposta magistratura succube sta iniziando a molestare i compagni di asilo del Silvio dopo aver strapazzato ogni sua frequentazione da adulto. Del resto chi ha creduto nell'unione sovietica paradiso dei lavoratori può credere a qualsiasi scemenza e questa è quasi grossa uguale.

Iscritto dal: 04/02/2003
User offline. Last seen 1 anno 40 settimane ago.

"....e uno terrone che con un fante si sente re. "

....il fante, in mano ad un terrone, vale molto di più di un......re nano!

Iscritto dal: 09/11/2006
User offline. Last seen 1 anno 21 settimane ago.

Sign up!

A. coppeto

Iscritto dal: 18/11/2000
User offline. Last seen 1 anno 2 settimane ago.

Impossibile "buttare fango su colui che l'ha scritto", sarebbe come copiare un floppy su sè stesso.

E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.

 

Iscritto dal: 21/11/2007
User offline. Last seen 1 anno 2 settimane ago.

"Ricordati Marcellino (Dell'Utri- nove anni in 2° grado- per problemi di  mafia) , ricordalo e tienilo fisso nella mente, se una qualsiasi cosa non passa per la tv NON ESISTE!!! Lo vuoi capire o no! Quindi stai tranquillo e fai il senatore e organizza i giovani dei circoli della libbbbbbertà""

il carso e le apuane.....

Iscritto dal: 04/02/2003
User offline. Last seen 1 anno 40 settimane ago.

....Si riguardi l'argomento, ed il modo come è stato trattato, e si attenga ad esso!

Iscritto dal: 21/11/2007
User offline. Last seen 1 anno 2 settimane ago.

Sappi Filippo Galatti che io ho da sempre ben presente il rischio, e non mi faccio distogliere neanche minimamente dalle sicumere di chichessia, tantomeno da quelle di gente che ama andar sotto le finestre di un piccolo uomo, perchè quello in definitiva e' Berlusconi,  per incensarlo e farlo gLande, convinti che l'uomo solo al comando ci porterà fuori dalle secche. Idioti, oserei dire se l'educazione me lo permettesse. Avete già esempi macroscopici di cosa voglia dire adulare, non vi son bastati? Volet vivere e far vivre la gente in un mondo virtuale dove le notizie son fallate o addirittura inesistenti? Bene siete indirizzati nel verso giusto :"Ricordati Marcello , rivolgenosi a Dell'Utri,  che se una cosa non è in TV ....NON ESISTE").

Anche il de cuius Benito ebbe a dire scimmiottando da Lenin (il chè è tutto un programma):"Il cinema è l'arma di persuasione più forte"

il carso e le apuane.....

Iscritto dal: 04/02/2003
User offline. Last seen 1 anno 40 settimane ago.

Pardini,
ciò che scotta viene eluso:ecco perchè all'argomento
nessuno si è interessato.
Il pericolo è dietro l'angolo, e tutti chiudono gli occhi per
non vederlo:......anche perchè è così che vuole il loro padrone.
" POVERA ITALIA!"