Ore 1,32 di sabato 28 luglio 2007: la Camera dei Deputati semivuota approva la controriforma dell'ordinamento giudiziario, riportando l'Italia, come giustamente osservato dal Renato Borzone sugli organi di stampa, ad un "impianto della legge uguale a quello caro al fascismo, senza separazione delle carriere, unica vera garanzia per i cittadini".
Veramente un brutto momento per la democrazia se l'ordine giudiziario, impropriamente trasformatosi in potere, riesce a mettere sotto scacco un intero ramo del parlamento, costretto a non discutere, a non emendare, a non pensare, ad obbedire ai diktat di ANM, a votare nottetempo e con anomala fretta, come i ladri, alle 1,32 !
La ventura di seguire la diretta televisiva non è stato lo spettacolo più esaltante: un ministro senza cravatta (incautamente salutato, al momento del suo insediamento, come politico "vicino" alle posizioni delle Camere penali ....) letteralmente stravaccato sul banco del governo in attesa dell'ora x, incurante di tutto quello che si diceva in aula; uno spettrale sottosegretario, ex magistrato di spicco di ANM, ora (ma solo ora ?), prestato alla politica ed attento controllore del rispetto del diktat; un presidente del consiglio più triste del solito a simboleggiare la resa dell'esecutivo e del legislativo a quella parte dell'ordine giudiziario che ormai da anni occupa stabilmente - in uno scambio inquietante e che dovrebbe far preoccupare i magistrati che hanno veramente a cuore la tutela dell'autonomia e della indipendenza - i vertici di ANM e CSM.
Ma ancora: un deputato avvocato, responsabile giustizia di un partito colorato ed ex ambientalista, che si batte per l'unicità delle carriere e che difende l'operato della maggioranza, pur costretta ad ammettere che proprio un gran dibattito non si era ascoltato, ma che, tuttavia, nel restante periodo della legislatura ... sicuramente verranno emanate le riforme essenziali per la giustizia; una serie di interventi di vari esponenti di partiti di maggioranza ed opposizione caratterizzati, salvo rare eccezioni, dalla dimostrazione della assoluta ignoranza del problema all'o.d.g.; i radicali - proprio coloro con i quali le UCPI avevano convissuto momenti importanti di lotta referendaria per la separazione delle carriere e per la "giustizia giusta" - che si sono dimenticati di rispettare il voto di 10.000.000 di italiani del maggio 2000 preferendo, con tatticismo in altri tempi sconosciuto, di astenersi, nonostante la consapevolezza (onestamente dichiarata da Buemi) di una legge di controriforma dettata dalla parte più illiberale e conservatrice della magistratura; i peones , salvo quelli impegnati in hotel, entrati in aula alle ore 1,29, ignari di tutto quello che era accaduto nel corso della giornata e trattenuti in sede per spingere un bottone.
Ed ora? Come radicali sulla giustizia stiamo rischiando di perdere tutta la nostra credibilità. Dopo questo voto come potremo tornare in futuro a denunziare in ogni occasione che i cittadini non possono più sentirsi sereni (se mai lo siano stati) in una aula di giustizia con un giudice non terzo e non imparziale?
Sulla giustizia, in Parlamento, occorre affrontare una battaglia di idee e di principi che nulla ha da spartire con le piccole convenienze del momento, con le cambiali preelettorali, con le corporazioni preoccupate solo di conservare gli spazi di potere acquisiti e che, senza alcun senso del rispetto istituzionale, sono state capaci di mettere in crisi un governo finanche su un problemetto di infimo profilo quale il trasferimento di regione, provincia o distretto o sulla composizione dei consigli giudiziari.
Certo non basta dolersi di quanto accaduto, da questo punto di vista spero non mancheranno nuove iniziative da parte nostra (ottima quella sugli incarichi extragiudiziari che siamo riusciti a far passare).
Ma occorre una forte partecipazione a tali iniziative: e questo, purtroppo, costituisce, in questo momento, il nostro vero punto debole, sul quale occorre serenamente lavorare.
Nel frattempo, come si legge sull'Unità di ieri e sul Corriere della sera di oggi, la magistratura politica non si riposa e telefona al sempre più prono ministro per dare nuovi ordini: "la telefonata è servita - commenta l'Unità - anche per fissare un appuntamento dopo le vacanze estive tra il ministro della giustizia e i membri del csm per discutere insieme della riforma del processo penale".
Hai ragione Stefano. La riforma Mastella è un esempio di archeologia legislativa anni cinquanta poiché riesuma il dominio assoluto della corporazione dei magistrati sulla propria organizzazione interna, perpetuando quel diritto all’autoconservazione del potere ed alla sua blindatura senza controllo che va avanti da decenni ed è stato magnificamente analizzato da Carlo Guarnirei nei suoi scritti. Così come viene direttamente dall’epopea democristian-mastelliana la mediocrità, la frettolosità, il ricatto lobbistico cui il parlamento ha dovuto sottostare nel ratificare un testo scritto direttamente dal sindacato dei magistrati che, per di più, ha strepitato – apparentemente – perché qualche nuances non gli era stata accolta. Insomma, avanti Mastella e l’ANM fideisticamente individuata come la padrona del vapore.
Ecco, mi pare che al nostro interno si stia correndo il rischio di far passare tutto questo come se nulla fosse.
Francamente mi sarei aspettato qualcosa di diverso.
Per quello che vale mi associo alla delusione ed alla condanna di questo governo che è molto peggio di quello che si poteve pensare.
In effetti la presenza radicale in questo esecutivo serve solo a dire che esistiamo e basta.
Sulla giustizia poi la situazione è peggiore di quanto sarebbe con un ministro di giustizia magistrato di sinistra. Questa ipotesi, oltre che corporativa e fascista, sarebbe almeno chiara e non ipocrita.
semplice rafforzamento!
Antonello, tutto giusto. Non capisco però perché tu ti rivolga a me. Ciò che scrivi infatti è proprio quello che ho sostenuto io in apertura di questo thread e negli interventi successivi.
Lo sai Alessandro che sono di larghe vedute, però quanto scrivi ha un chè di cialtronesco.
Sarà perchè sei uno degli avvocati di Pannella ? non lo so.
Ciao. Vasco.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
Ale, però quel tuo:
mi pare tagli la testa al toro.
Si è, quindi, invertito un cammino che "non avrebbe potuto non portare" ad una soluzione che i radicali da sempre propugnano.
Astenersi su questo (come votare a favore, o accettare con blandi distinguo, altri provvedimenti dell'attuale maggioranza) è a dir poco un controsenso, o una marcia indietro, che svilisce un pezzo importante delle lotte radicali degli ultimi decenni. E non vi è ragion tattico-politica alcuna in grado di giustificare questo tipo di scelta su un tema così importante come quello della giustizia. Esattamente come non vi era alcuna ragion politica che giustificasse la politica del rinvio, delle mezze o delle finte riforme, degli arretramenti e delle scelte conservative e illiberali dei precedenti governi - tutti - il cui operato veniva da noi radicali sistematicamente stigmatizzato con gli stessi argomenti che tu ed altri usano (usiamo...) oggi per contestare le scelte dei radicali.
Per me, tutto questo è molto grave, e la cosa più grave di tutte è che ci si illuda di far passare questo comportamento come la naturale continuazione della storia radicale degli ultimi 15 o 20 anni.
Ricordo che prima di Fiuggi conversai con Capezzone facendogli notare che fra i 31 punti non era rimasto nulla o quasi degli obiettivi dei 20 referendum, e che tutto si era annacquato, svilito e ridimensionato.
Daniele sgranò gli occhi e mi smentì! Allora mi resi conto di alcune cose, feci spallucce e me ne andai ridacchiando fra me e me.
Naturalmente non mi iscrissi al partito dopo alcuni decenni di "onorata" militanza (credo almeno)... :)
No, non hai capito. Lascia perdere. Ciao
Nessuno, Alessandro, ha il monopolio della "correttezza" o della "scorrettezza":
- Io ho sottolineato ciò che mi pareva rilevante
- Tu mi ricordi ciò che ti sembra rilevante
Perchè dovrei io essere scorretto e tu corretto ?
Vediamo tuttavia se ho capito la tua precisazione:
Vuoi dire che in materia di Giustizia ciò che era timido/ambiguo ai tempi di Berlusconi
risulterebbe invece necessario/inderogabile ai tempi di "Emma di governo" ?
Ecco, vedi, non puoi dirmi che sono "scorretto" se scrivo che non mi hai convinto.
Ciao. Vasco.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
Non essere scorretto con me. Continua a sottolineare anche quello che c'è scritto subito dopo: cioè da norme timide e ambigue, quindi a suo tempo vivacemente contestate da noi proprio per la loro modestia
Il sottolineato è perfetto, Alessandro, ma tardivo. Anche per te.
O quella cosa l'hai già scritta ai tempi in cui si votava la Castelli ?
Ciao. Vasco.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
Dopo la parentesi sul neo-comitato, vorrei tornare per un momento al tema del presente trhead ossia sulla contro-riforma Mastella dell'ordinamento giudiziario.
Mi sarei aspettato che gli attuali deputati radicali, di fronte alla intenzione dell'attuale maggioranza di restaurare lo status quo, avessero denunciato con maggior forza l’inversione di rotta rispetto al percorso che, nonostante le ambiguità della politica, non avrebbe potuto che approdare alla separazione delle carriere; un percorso inaugurato, a mo’ di apripista, dalla riforma Castelli, cioè da norme timide e ambigue, quindi a suo tempo vivacemente contestate da noi proprio per la loro modestia, la cui cancellazione però appare oggi tanto significativa quanto ingiustificata.
Prescindendo per un attimo da pur stringenti valutazioni politiche sulle scelte del Governo, come deputati bisognava chiedersi se con quella riforma del centrodestra vi sarebbero stati, e se sarebbero stati irreversibili, i danni paventati dal sindacato dei magistrati; per il sistema giudiziario s’intende, ché le posizioni più strettamente sindacali dei magistrati non dovrebbero … dettar legge.
Non è solo un problema di separazione delle carriere. Il decreto legislativo n. 106/06, entrato in vigore il 18 giugno 2006, ad es., prevedeva tra l’altro una cosa sacrosanta ossia che fosse il procuratore capo il titolare esclusivo dell’azione penale, con la facoltà di delegare uno o più sostituti, nonché di stabilire i criteri cui attenersi, revocando la delega in caso che essi venissero disattesi e informando il procuratore generale presso la Corte di cassazione. Sempre secondo quella riforma spettava al capo dell’ufficio, o un magistrato da lui delegato, esprimere il suo assenso scritto alle richieste di provvedimenti cautelari; curare i rapporti con la stampa, anche qui con facoltà di delega, ed inoltre con divieto di fornire informazioni in ordine ai magistrati assegnatari del procedimento, e con obbligo di segnalare al consiglio giudiziario le eventuali violazioni delle sue indicazioni.
Ebbene, ipotizzando pure che il procuratore capo non avesse mitigato questo accentuato verticismo con deleghe e designazioni, dando invece corso nella maniera più rigorosa alle opzioni normative, quale sarebbe stato il danno irreversibile? Ammesso che questa disciplina costituissse un danno, cosa avrebbe impedito al legislatore di annullare gli effetti dei criteri per lo svolgimento delle indagini, della eventuale revoca e delle segnalazioni disciplinari? A meno che non si voglia computare tra i danni irreversibili il mancato beneficio, per i p.m. che lo ritenessero tale, delle gratificazioni mediatiche.
Può sicuramente discutersi della opportunità di calibrare diversamente una maggiore autonomia dei sostituti con i vantaggi dell’uniformità delle valutazioni di fondo in un’unica procura; ma non si comprende quale calamità si sarebbe verificata a seguito della vigenza di norme che semplicemente avrebbero potuto essere migliorate (e non certo abrogate tout court).
Comunque, a parte i radicali, suona davvero singolare che proprio l’odierna maggioranza, che può vantare l’introduzione nel nostro sistema costituzionale dei principi del giusto processo, comprese la terzietà del giudice e la parità delle parti, e che ha espressamente incluso nel proprio programma la necessità di rafforzare la distinzione delle funzioni tra giudici e pm, tradisca così clamorosamente i suoi stessi propositi. Ma questo è un altro, lungo, discorso.
Quale strumento di elaborazione e iniziativa sui temi della Giustizia giusta lancia la costituzione di un Comitato (inizialmente costituito da Giuseppe Rossodivita, Giandomenico Caiazza, Marco Beltrandi, Maria Fida Moro,Gianfranco Spadaccia, Michele Capano, Deborah Cianfanelli, Alessandro Gerardi e Daniele Bertolini) che, richiamandosi al pensiero e all’azione di Piero Calamandrei, raccolga attorno a sé giuristi, cittadini e operatori del settore.
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Grazie, Antonio. L'avevo già letta. Ciao
So che l'avevi già letta: per questo ti ho ringraziato della precisazione, rispetto a quanto sopra. Ciao! :-)
Quale strumento di elaborazione e iniziativa sui temi della Giustizia giusta lancia la costituzione di un Comitato (inizialmente costituito da Giuseppe Rossodivita, Giandomenico Caiazza, Marco Beltrandi, Maria Fida Moro,Gianfranco Spadaccia, Michele Capano, Deborah Cianfanelli, Alessandro Gerardi e Daniele Bertolini) che, richiamandosi al pensiero e all’azione di Piero Calamandrei, raccolga attorno a sé giuristi, cittadini e operatori del settore.
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Grazie, Antonio. L'avevo già letta. Ciao
Grazie della precisazione. L'ultimo capoverso della parte di mozione dedicata alla giustizia diceva:
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Quale strumento di elaborazione e iniziativa sui temi della Giustizia giusta lancia la costituzione di un Comitato (inizialmente costituito da Giuseppe Rossodivita, Giandomenico Caiazza, Marco Beltrandi, Maria Fida Moro,Gianfranco Spadaccia, Michele Capano, Deborah Cianfanelli, Alessandro Gerardi e Daniele Bertolini) che, richiamandosi al pensiero e all’azione di Piero Calamandrei, raccolga attorno a sé giuristi, cittadini e operatori del settore.
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http://www.radicali.it/view.php?id=81350
Auguri al neoComitato, di fare ancora meglio!!!!!!!!!
Fare meglio? Impossibile. Mi pregio di ricordare che il neoComitato nasce con obiettivi molto piu' circoscritti. Anzi, al momento nasce con un solo ed unico obiettivo: quello di contrastare il fenomeno dei distacchi dei magistrati (ossia della nefanda commistione tra potere esecutivo e giudiziario).
Su questo aspetto stiamo preparando una proposta di legge sulla quale poi raccoglieremo firme ed adesioni e che presenteremo al prossimo congresso straordinario delle UCPI che si terrà il primo ottobre ad Ancona.
ANTONE' ...
E TI PARE POCO COME RISULTATO ...
OTTIMO IL PEPERONCINO ...
OGGI IL PRODOLONE
E' ANDATO CON GLI
SCOUTS ........ CHE
NIENTE NIENTE ....
HAI VISTO MAI?
CON LE FIRME AI
SEDICENNI ........
ABBRACCIA LA MODA
ANZI LA MODOF...... LIA !!!!!!
HAI VISTO IN DUE MINUTI COME
LA PDUE HA RIDOTTO I SERVIZI
SEGRETI A...... DONNE DI SERVIZIO ????????????????
www.pattochiaro.net
la solitudine dei numeri primi ...
i primi 12 articoli della nostra Costituzione
Antonio,dimmi se sbaglio:
(1) - 31 punti di Fiuggi
Erano l'asse portante della Rosa nel Pugno.
La Rosa nel pugno è parte della maggioranza che ha vinto le elezioni.
La Rosa nel Pugno è parte del governo
Emma Bonino è ministro di questo governo
Di quei punti di Fiuggi relativi alla giustizia hai visto nulla dopo 15 mesi di governo ?
(2) - 25 PDL
Erano il programma di governo radicale.
Sono state affidate a 25 capolista di altri partiti perchè assenti i radicali dalla Camera
Poco dopo i Radicali sono entrati in parlamento
Poco dopo i Radicali sono entrati nel governo
Di quelle 25 PDL relative alla giustizia ne hai vista una sola ripresa dai parlamentari radicali ?
(3) - 20 referendum 1999
Erano letteralmente vinti con quorum assicurato dalla contestualità delle regionali.
Pannella ha rifiutato quella contestualità per giocarseli a ridosso delle politiche contro Berlusconi
Gli abbiamo presi tutti e 20 nel culo grazie a tanta ignavia/presunzione/stupidità politica.
Cos'altro sulla "giustizia radicale" ?
Ciao. Vasco.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
Per ora stravincono il pensiero e l'azione di Mastella, senza troppa fatica.
Purtroppo :cry:
Chissà a cosa serve avere Emma Bonino al governo :roll:
Vasco.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
E comunque, a parte il sempre grande Calamandrei, pure i radicali hanno già fatto alcune proposte (battaglie) in passato.
Mi pregio di postare il link al riepilogo (certamente parziale) che si trova sulla homepage di Radicali.it
http://www.radicali.it/view.php?id=81350
Auguri al neoComitato, di fare ancora meglio!!!!!!!!!
Dalla mozione generale approvata dal penultimo Comitato Nazionale di RI!
1) Sulla Giustizia, dopo aver ascoltato le relazioni del Vicepresidente della Commissione Giustizia del Senato Roberto Manzione e del Presidente della Camera penale di Roma Avv.Gian Domenico Caiazza, ritiene fondamentale e urgente il rilancio di una forte politica radicale e liberale contro l’ormai intollerabile gestione delle problematiche giudiziarie del nostro Paese sulle quali grava l’ipoteca esercitata dalla corporazione della Magistratura rappresentata dall’ANM. Occorre viceversa mettere il cittadino, sempre più vittima delle inefficienze e storture di un sistema ormai al collasso, al centro della riforma dell’ordinamento giudiziario in discussione in Parlamento. In questo senso denunciamo l’occasione persa dal Governo e dal Parlamento con la mancata approvazione, unitamente all’indulto, di un’amnistia che - sostituendosi a quella “di classe”, strisciante, rappresentata dall’attuale funzionamento del meccanismo della prescrizione -consentisse di creare le premesse necessarie per una seria e credibile riforma della giustizia penale. Tanto chiedeva la marcia cui i radicali diedero vita il giorno di Natale del 2005, e che vide la partecipazione anche dell’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Nell’immediato, occorre delineare e organizzare concrete iniziative volte a modificare quei meccanismi normativi e istituzionali che determinano, mediante il sistema dei “distacchi” di magistrati negli organici dei ministeri (in specie il Ministero della Giustizia), la manifesta violazione del principio costituzionale della separazione dei poteri.
Quale strumento di elaborazione e iniziativa sui temi della Giustizia giusta lancia la costituzione di un Comitato (inizialmente costituito da Giuseppe Rossodivita, Giandomenico Caiazza, Marco Beltrandi, Maria Fida Moro,Gianfranco Spadaccia, Michele Capano, Deborah Cianfanelli, Alessandro Gerardi e Daniele Bertolini) che, richiamandosi al pensiero e all’azione di Piero Calamandrei, raccolga attorno a sé giuristi, cittadini e operatori del settore.
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Naturalmente un nuovissimo Comitato che si richiama al pensiero e all'azione di Calamandrei va benissimo, per carità.
Per ora stravincono il pensiero e l'azione di Mastella, senza troppa fatica.
Compagni radicali, sulla giustizia (in particolare) così non va!
Comunque, pessimo o no, il voto sulla controriforma Mastella non lascia traccia fra i radicali. Nel senso che, almeno sul sito, non se ne parla proprio.
Fra i comunicati e le notizie degli ultimi giorni, in primo, secondo o terzo piano, vi è di tutto: dal caso Mele alle nuove tecnologie del Braille, dalla discriminazione linguistica dei bandi comunitari ai ricordi di Ingmar Bergman, dai centri commerciali romani ai peperoni ai pesticidi, ecc. ecc. ma NULLA appare sulla controriforma della giustizia voluta dal governo e dall'ANM.
Si vede che le priorità attualmente sono altre.
Mi sto convincendo che il senso dello stare al governo dei radicali, oggi, prescinde del tutto da quello che il governo fa o non fa, e da come le cose le fa o non le fa. Ecco perchè malgrado i manrovesci, i calci nel culo e le ginocchiate sulle balle, ci si astiene da ogni reazione (proprio come sulla controriforma Mastella) limitandosi ad incassare, come un pugile groggy che traballa ma non crolla.
Lo stare al governo, quindi, deve avere altre ragioni. Una potrebbe essere quella di ritrovarsi a dover difendere, fra breve, le riforme del governo Berlusconi dalle controriforme di quelli dell'alternanza per l'alternativa: dopo la legge Maroni, la Biagi, ora la Castelli e domani chissà, la Moratti. Fino a riattualizzare quello slogan: alternanza per l'alternativa, ma alternanza a Prodi e ai conservatori del centrosinistra.
Praticamente, mi pare di capire, in 18 mesi -o giù di lì- di alternanza per l'alternativa:
-sulla giustizia, un calcio negli stinchi;
.sulla previdenza, una ginocchiata nei coglioni;
-sul mercato del lavoro e la legge Biagi, un cazzotto nell'occhio;
-sulla legge 40, una pedata in culo;
-sulla droga, una pernacchia in faccia;
-in politica estera, una scorreggia esplosiva come una molotov;
-sui Dico, ex pacs, un peperoncino infilato in quel posto;
-sulla TAV un uppercut al mento;
-sulle liberalizzazioni (sic!!!), una schicchera sulle chiappe;
ecc. ecc. ecc. ecc.
Risultato non da poco.
E' proprio vero che in Italia un governo è in grado di dare il meglio di sè solo ad inizio di legislatura.
riassunto di tutte
le puntate: don
camillo e peppone.
totò, eduardo, ecc.
rappresentano l'era
informatica che culmina
con l'onorevole angelina
e bianco rosso e verdone
un ottimo esercizio visuale
è vedere - anche in un giorno
in pretura - quale bella sorte
di reality show è il processo
civile, penale e anche del
tribunale amministrativo
la fase antropologica
tralasciando quella
dialettica e dottrinale
è veramente di una
qualità infima che
va ben oltre la preistoria:
non c'è nessun anelito di
nessun genere all'innovazione:
dottrinologi, sociologi, ecc.
ecc. sono occupati a
leggere - senza capire -
e a scrivere - senza spiegare -
dappertutto: nelle aule delle corti
ma anche nelle aule universitarie
si pensi che per dare gli esami
di giurisprudenza viene consigliato
di andare a fare corsi per la memoria
meccanica: ci sono magistrati 30enni
che recitano a memoria il codice come
in una commedia degli orrori: adams
ce li hai presenti? - praticamente sono
persone confezionate dal regime lobbistico
- non ho mai fatto un mistero che in italia
si è ricostituita una P2 esatto clone di quella
che culminò coll'uccisione di MORO - persone
che altro compito non hanno che di non far
muovere foglia .................................
l'atteggiamento quindi del ministro
guardasigilli, del capo del governo
ecc. ecc. sono quindi esatti clone,
di quando abbiamo avuto il colmo
nel delitto Moro ..........................
cosa bolle in pentola ora ??? ma intanto
come dice Berlusconi c'è una convenienza
cattocomunista di tacita intesa - tu cdestra
fai una cosa? io csinistra nella successiva
legislatura te la disfo; cosa ti interessa a
te? tanto una volta governiamo noi una
volta governate voi, questo popolo iota
sta tanto sparendo arrivano i negri e
quindi sempre meglio sarà per noi...
se non che i negri non è che son
così tanti, son più i marocchini e
ancor più i cinesi e proprio a milano
quindi le cose non è che quadrano più
di tanto, non solo ma qualche cosa che
non va viene pure dall'ambiente, dalla
energia, dai saperi ... c'è qualcuno di
qua dal cupolone che, come già nel
1970 aveva cominciato a scrivere,
che si è accorto che la maggior
parte di magistrati, togati e
specialisti, non solo non
sa leggere ma non sa
neppure scrivere .......
e allora ecco la caduta degli
dei ... ecco subito spuntare ...
nientemeno Carbone ... allievo
di Zio Franz ... Presidente della
Suprema Corte di Cassazione
ora di corsa restaurare con
mossa forte il vecchio e
obsoleto ordinamento
giudiziario ma ed è
qui la zampa P2
tenere FUORI
le vere riforme,
come il processo
hi-tech, il law office
automation, ecc. ecc.
perchè è un affarone
pensiamo alle cause
assicurative ...
faccio un esempio.
sono stato tamponato.
dopo il colpo di frusta
che sia pur lieve c'è
stato... io facilmente
perdo l'equilibrio e
cado ...
la stessa cosa è successa
a mia madre sul pulman
dieci anni fa circa ...
ebbene anche mia madre
periodicamente cade ...
allora la diagnosi dei periti
- CTU - altra mafia lobbistica
inconcludente consapevole
solo di superficiale delinquenza
è questa:
- io ho le traveggole
- mia madre è vecchia
si va bè ma nessuno mi sa
spiegare perchè sia io che
mia madre prima degli
incidenti con contestuali
colpi di frusta stavamo
ben in equilibrio e ballavamo
anche senza problemi e
adesso anche nel corridoio
di casa spesso sbandiamo
come trottole ???
ebbene a mia madre come
risarcimento hanno dato
2500,00 euro a me
ancora nulla se pensi
che i 1800,00 che mi liquidato
la controparte non hanno coperto
neppure i 2500,00 spesi per
visita medica ecc. ecc.
ecco questo è un
autentico manicomio
criminale non è un
procedimento giustiziale
non solo ma non c'è
neppure uno straccio
di medico disposto a
ritenere che il colpo
di frusta non è una
diagnosi di chiusura
di un procedimento
sanitario bensì di
una apertura senza fine
di uno stato di osservazione
che non può nè deve
concludersi mai
ecco caro Gerardi
un mio umile parere,
certamente anche dal
mio point of view e come
nipote del Presidente di
Corte di Cassazione
allora membro
togato della costituente
Dott. Francesco Pellegrini
e come cugino del Presidente
della Corte Costituzionale
Avv. Annibale Marini
grazie per la cortese attenzione
allora sia ben chiaro che voglio rispondere ai 4
carraro, gerardi, dicarlo, marzano ...
il tentativo di contro-riforma di Mastella
come il precedente tentativo di riforma Castelli
è solo e soltanto la pretestuosa voglia del parlamento
di competere nella causa della giustizia in potenziamento
come risposta di potere prioritario rispetto agli altri
poteri. in questo vicolo cieco si è infilato anche
Napolitano che dà la parola a sè stesso due
minuti dopo la nomina di Carbone Presidente
noi vogliamo a tutti i costi fare gli americani e/o
peggio gli inglesi MA LA NOSTRA TRADIZIONE ITALICA
che va dal 952 a.C. Scuola Ionica di TALETE al
1952 d.C. 11 gennaio, giorno di pensionamento
di Zio Franz, Membro togato della costituente 1948 è che
la MAGISTRATURA è il LIVELLO SUPREMO DI INTELLIGENZA
che con la democrazia non ha nessun cazzo in comune nella
lettera e nella sostanza, quindi noi abbiamo belli miei dsi
sopra il comò, oltre 3000 anni dico 3000 anni di tradizione,
di cultura, cosa che non ha certo il parlamento neppure
se li metti in fila per intero fino a napolitano che sono
è vero 100 anni che sta lì ma i risultati si vedono pure ....
quindi per fare una VERA LEGGE SULL'ORDINAMENTO
GIUDIZIARIO OCCORRE UNA GRANDE CULTURA non
certo migliaia di politici beoni o cocainomani o cacca
la cultura non è il coraggio ... qui ci vorrebbe Segneri
che lui è molto esperto a fare dicotomie ... lealtà e fedeltà ...
cultura e coraggio ... e quindi ci vuole cultura e non coraggio ...
altrimenti si fanno chiacchiere, alambicchi, e strozzinaggio ...
perchè porre il limite di 5 anni è un vero e proprio strozzinaggio;
io ho cause mie personali con il datore di lavoro che sono iniziate
l'anno 1991 e durano ancora ... e per fortuna ... in questo modo
la Cassazione ha esposto dei principi confermati a me favorevoli
altrimenti a quest'ora mi sarebbero stati disattesi i diritti acquisiti
faccio un ultimo esempio: tutta la legislazione in materia di lavoro
e sopratutto di conferimento di dirigenza ... forse neppure se ci
fosse gesù Cristo - oltre che Daniele - a girare con la macchina
blu io riuscirei a ottenere qualcosa ..... è talmente contorta e quindi
SCONCERTANTE altro che concerto perchè una NORMA per
principio più è contorta e più vuol dire che è MIRATA all'interesse
di qualcuno, come è appunto questa contro-riforma dell'O.G.
che guarda caso s'implementa sul caso UNIPOL-FORLEO!!!
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la solitudine dei numeri primi ...
i primi 12 articoli della nostra Costituzione
La scelta di astenersi in aula dei deputati radicali è la cartina di tornasole della posizione che il movimento ha di fronte ai temi della giustizia: assenza assoluta.
Ci è toccato ascoltare Beltrandi spiegare la straordinaria audacia e il sottile disegno strategico sotteso alla scelta astensionista e di come la CdL non abbia saputo/voluto approfittare della chance che ancora una volta i radicali hanno benignamente offerto...
Visto che ci sono, la dico tutta. Al momento del voto, tra i deputati radicali mancava Capezzone. Perché? Secondo me Daniele ha perso una grande occasione: se fosse andato, avrebbe potuto prendere la parola e spiegare i motivi del suo netto dissenso - posizione peraltro coerente con decenni di lotte radicali sulla "giustizia giusta" - rispetto alla contro-riforma Mastella sull'ordinamento giudiziario (e difficilmente avremmo potuto dargli torto). Con un colpo solo si sarebbe conquistato l'eterna riconoscenza dei circa ottomila iscritti alle Camere Penali e di gran parte degli elettori della RnP.
Dunque perché non è andato? Sinceramente non riesco a capire la sua attuale strategia.
Comunque, caso mai mi stesse leggendo, colgo l'occasione per salutarlo caramente.
Avevamo un'ottima riforma Castelli della giustizia, riforma che fissava principi inderogabili
per un ordinamento liberale della materia e che lasciava intravvedere, tracciandone le direttive,
la più ampia prospettiva della .
Marco ha detto di no perchè bisognava salvare il "POSTO" di Emma.
In materia di Giustizia Marco non è più credibile, qualunque cosa dica.
Marco non è più credibile politicamente. In assoluto.
Vasco.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
la storia d'Italia
- dai Borboni ad
oggi - è una mera
alternanza alternativa
- per dirla alla Pier
Paolo Segneri -
che somiglia
al battocchio
campanaro ...
riassunto di tutte
le puntate: don
camillo e peppone.
totò, eduardo, ecc.
rappresentano l'era
informatica che culmina
con l'onorevole angelina
e bianco rosso e verdone
un ottimo esercizio visuale
è vedere - anche in un giorno
in pretura - quale bella sorte
di reality show è il processo
civile, penale e anche del
tribunale amministrativo
la fase antropologica
tralasciando quella
dialettica e dottrinale
è veramente di una
qualità infima che
va ben oltre la preistoria:
non c'è nessun anelito di
nessun genere all'innovazione:
dottrinologi, sociologi, ecc.
ecc. sono occupati a
leggere - senza capire -
e a scrivere - senza spiegare -
dappertutto: nelle aule delle corti
ma anche nelle aule universitarie
si pensi che per dare gli esami
di giurisprudenza viene consigliato
di andare a fare corsi per la memoria
meccanica: ci sono magistrati 30enni
che recitano a memoria il codice come
in una commedia degli orrori: adams
ce li hai presenti? - praticamente sono
persone confezionate dal regime lobbistico
- non ho mai fatto un mistero che in italia
si è ricostituita una P2 esatto clone di quella
che culminò coll'uccisione di MORO - persone
che altro compito non hanno che di non far
muovere foglia .................................
l'atteggiamento quindi del ministro
guardasigilli, del capo del governo
ecc. ecc. sono quindi esatti clone,
di quando abbiamo avuto il colmo
nel delitto Moro ..........................
cosa bolle in pentola ora ??? ma intanto
come dice Berlusconi c'è una convenienza
cattocomunista di tacita intesa - tu cdestra
fai una cosa? io csinistra nella successiva
legislatura te la disfo; cosa ti interessa a
te? tanto una volta governiamo noi una
volta governate voi, questo popolo iota
sta tanto sparendo arrivano i negri e
quindi sempre meglio sarà per noi...
se non che i negri non è che son
così tanti, son più i marocchini e
ancor più i cinesi e proprio a milano
quindi le cose non è che quadrano più
di tanto, non solo ma qualche cosa che
non va viene pure dall'ambiente, dalla
energia, dai saperi ... c'è qualcuno di
qua dal cupolone che, come già nel
1970 aveva cominciato a scrivere,
che si è accorto che la maggior
parte di magistrati, togati e
specialisti, non solo non
sa leggere ma non sa
neppure scrivere .......
e allora ecco la caduta degli
dei ... ecco subito spuntare ...
nientemeno Carbone ... allievo
di Zio Franz ... Presidente della
Suprema Corte di Cassazione
ora di corsa restaurare con
mossa forte il vecchio e
obsoleto ordinamento
giudiziario ma ed è
qui la zampa P2
tenere FUORI
le vere riforme,
come il processo
hi-tech, il law office
automation, ecc. ecc.
perchè è un affarone
pensiamo alle cause
assicurative ...
faccio un esempio.
sono stato tamponato.
dopo il colpo di frusta
che sia pur lieve c'è
stato... io facilmente
perdo l'equilibrio e
cado ...
la stessa cosa è successa
a mia madre sul pulman
dieci anni fa circa ...
ebbene anche mia madre
periodicamente cade ...
allora la diagnosi dei periti
- CTU - altra mafia lobbistica
inconcludente consapevole
solo di superficiale delinquenza
è questa:
- io ho le traveggole
- mia madre è vecchia
si va bè ma nessuno mi sa
spiegare perchè sia io che
mia madre prima degli
incidenti con contestuali
colpi di frusta stavamo
ben in equilibrio e ballavamo
anche senza problemi e
adesso anche nel corridoio
di casa spesso sbandiamo
come trottole ???
ebbene a mia madre come
risarcimento hanno dato
2500,00 euro a me
ancora nulla se pensi
che i 1800,00 che mi liquidato
la controparte non hanno coperto
neppure i 2500,00 spesi per
visita medica ecc. ecc.
ecco questo è un
autentico manicomio
criminale non è un
procedimento giustiziale
non solo ma non c'è
neppure uno straccio
di medico disposto a
ritenere che il colpo
di frusta non è una
diagnosi di chiusura
di un procedimento
sanitario bensì di
una apertura senza fine
di uno stato di osservazione
che non può nè deve
concludersi mai
ecco caro Gerardi
un mio umile parere,
certamente anche dal
mio point of view e come
nipote del Presidente di
Corte di Cassazione
allora membro
togato della costituente
Dott. Francesco Pellegrini
e come cugino del Presidente
della Corte Costituzionale
Avv. Annibale Marini
grazie per la cortese attenzione
www.pattochiaro.net
la solitudine dei numeri primi ...
i primi 12 articoli della nostra Costituzione
Io credo che il peggio di sé questo governo lo stia dando sulla gustizia. Mi pare, caro Marco, che il governo Berlusconi sia stato abbondantemente superato, in schifo. Bisognerà pur cominciare a dirlo, visto che sono totalmente d'accodo con te:
la giustizia è la più grande questione sociale ed istituzionale del Paese
la più grande, di gran lunga, per tutti noi.