Sarkozy è fottuto, la sua alleanza si squaglia !!
Dopo Germania e Turkia, indisponibili alle pretese francesi, ora è la Norvegia ad associarsi alla richiesta italiana di un comando unico NATO.
Si vede che a Napolitano è stato detto di starsene zitto e la lungimiranza/intelligenza/cautela di Berlusconi cominciano a manifestarsi alla grande.
Senza comando unico NATO niente basi italiane per l'intervento in Libia e.... nella NATO vi sono Germania e Turchia tutt'altro che disposte ad attaccare Tripoli.
Resta sempre valido quello che in altro 3d ha scritto Bruno Biondani:
"in Libia non ci sono nè alcuna spinta democratica da appoggiare nè alcun dittatore sanguinario da abbattere." (Se qualcuno ha visto qualche "democratico" da quelle parti o può documentare le "mostruosità" attribuite a Gheddafi da Al Jaizeera.... beh, quel qualcuno si faccia avanti)
Bisogna dire [se avete visto quella cosa, la riporta dagospia, sul fuggiasco libico ed i servizi francesi] che Sarkozy dimostra una certa grandezza, grandezza demenziale. ...Doveva far comodo pure ad altri, senno' non lo lasciavano fare.
Sfasciare la Libia, pure l'euro [visto che la destabilizzazione medio orientale...], per vincere le presidenziali.
Come va la popolarita' in Francia, a seguito dell'operazione Libia?
Come se qualcuno, a Roma, cercasse di vincere le elezioni bombardando l'Albania...
Roberto Scaruffi
Teatro dell’assurdo e dell’”umanitario” mentre la gente muore
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sabatino di martino
Oliviero Beha, giornalista, opinionista, scrittore, culo-caldo-televisivo, inizia questa sua summa di luoghi comuni ponendosi dalla "parte dell'uomo-della-strada": un vaffanculo cosmico a questa sua "sfacciataggine".
Io, Sabatino, sono uomo di parte, non mi è mai piaciuto fare l'arbitro, sul ring amo salire con i pantaloncini corti ed il petto scoperto, e proprio perchè mi riconosco da sempre come uomo di parte non posso considerare come interlocutore chi come Oliviero Beha ha speso una vita ad annusare da che parte spirava il vento ed oggi si accorge che (per una stagione) spira dalla parte dell'uomo-della-strada.
Poi, se vuoi, possiamo confrontarci sul contenuto dell'articolo (ma confrontarci su cosa ?... quella è una accozzaglia di luoghi comuni più o meno già tutti digeriti dalla coscienza di ciascuno).... sono sicuro che capirai se comunque, in questa eventuale discussione,non riuscirò a superare completamente l'handicap postomi dall'aver letto quella firma in apertura dell'articolo che hai postato.
Ciao. Vasco.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
Caro Vasco,
accusare un signore come Beha di essere un culo caldo è uno svarione.
Si può dire che abbia speso la vita ad annusare da che parte tirava il vento?
Ma di quale Beha stiamo parlando?Di quello che accusava l'italia di Bearzot di aver combinato la partita col Camerun?
Di quello che con la radio a colori e radiozorro attaccò l'eni, la telecom e la fiat per essere cacciato poi a calci nel culo?
Se parliamo di quel Beha comprenderò perché tu non sia in grado di discutere.
E' un tuo problema al quale dovresti cercare di porre rimedio.
sabatino di martino
Ecco un articolo di Giorgio Israele: lo si può condividere o meno... ma a differenza di Beha non lo si può accusare di mirare alla pancia della "gente-della-strada":
Basta una crisi a mostrare che Obama è peggio di Carter. (di Giorgio Israel – il Giornale.it)
La domanda da porsi è se il peggior Presidente degli Stati Uniti del dopoguerra sia stato Jimmy Carter o Barack Obama. Come Carter, Obama ha dato prova di debolezza e titubanza disastrose. Coniugando tali 'doti' con una notevole prosopopea retorica ha raggiunto livelli comici, per esempio nel celebre discorso del Cairo dove, con tono da salvatore dell'umanità, propose castronerie come l'attribuzione all'islam della scoperta della polvere da sparo e della stampa. Tanto generose concessioni sarebbero state perdonabili se accompagnate da un atteggiamento equanime e moralmente rigoroso. E invece no. Non si è udita la voce di Obama a proposito della scandalosa presenza di stati canaglia nel Consiglio dei diritti umani dell'ONU; né si è udita in occasione delle innumerevoli minacce iraniane di distruggere Israele. Neppure egli è intervenuto in modo deciso in occasione della feroce repressione dei moti popolari in Iran. Dietro un confuso farfugliare e una mediocre realpolitik non è emersa alcuna strategia. Però, quando si sono scatenati i moti in Egitto, Tunisia e Libia, Obama si è svegliato assumendo toni da capopopolo dell'islam. Ha chiesto perentoriamente l'avvento della democrazia, ha intimato all'alleato (fino a poche ore prima) Mubarak di farsi da parte. Se l'idea di Bush di impiantare la democrazia in paesi che non l'hanno mai conosciuta poteva essere avventata, pensare che l'avvento della democrazia possa essere garantito dal gioco dei movimenti spontanei, in ambiti in cui l'unica forza organizzata è quella dell'integralismo islamico, è avventurismo puro. Il 1˚ marzo, in un atto di ipocrisia collettiva la Libia è stata espulsa dal Consiglio dei diritti umani, come se fino al 28 febbraio avesse avuto le credenziali per farne parte e come se molti altri stati membri non meritassero lo stesso trattamento.
Ora Obama, mentre indossa idealmente un basco alla Che Guevara, da un lato dice che Gheddafi se ne deve andare, dall'altro che non deve essere mandato via con la forza. Egli partecipa all'intervento armato purché si limiti a qualche sculacciata. Questi impulsi contraddittori hanno aggravato la cronica incapacità decisionale dei paesi europei ormai in piena confusione di orientamento e di coordinamento. Non è chiaro fino a che punto e per quanto tempo gli USA vogliano andare avanti. Si interviene senza che sia chiarito il fine e senza elementi per decidere se il movimento ribelle può rappresentare una svolta positiva o far precipitare la Libia dalla padella nella brace. Al confronto la guerra irakena di Bush rappresenta un modello di chiarezza di obbiettivi e di coerenza dei mezzi impiegati. Eppure ormai la scomparsa di Gheddafi dalla scena è una necessità indiscutibile: l'idea che il raìs resti in sella, anche come interlocutore dimezzato ma pieno di rancori, configura uno scenario da brividi. Ma proprio circa la possibilità di conseguire questo obbiettivo nascono le più grandi perplessità.
L'unica cosa chiara è che tutti - e non solo l'Italia che non può per i precedenti storici - escludono l'intervento di terra. Ma non occorre essere von Clausewitz per sapere che nessuna guerra può concludersi senza una definizione della situazione sul terreno, pena il prodursi di uno stato endemico di conflitto di lunga durata con conseguenze devastanti, in particolare per il nostro paese che pagherebbe un prezzo ingiusto, come se l'acquiescenza nei confronti di crudeli dittature non fosse stata (e non fosse) una prassi comune a tutti i paesi occidentali.
In questo panorama desolante di crisi dell'occidente, aggravata dall'impasto didemagogia e debolezza della presidenza americana, si staglia il problema energetico reso evidente dal dramma giapponese. Sono quarant'anni che l'occidente elude la sfida di mobilitare la propria supremazia tecnologica per rendersi indipendente dal petrolio. Anche se la vicenda giapponese impone un esame delle condizioni di massima sicurezza nella costruzione di nuove centrali, non è sensato comportarsi in modo irrazionale. Perche non si parla dei danni colossali, anche in termini di salute, provocati da incidenti legati al petrolio come il disastro nel Golfo del Messico o l'inquinamento da idrocarburi? Ma c'è di peggio. La dipendenza dal petrolio ha contribuito a creare classi dirigenti islamiche aggressive, come quella iraniana, e a finanziare un terrorismo attivissimo, come dimostra l'attentato di ieri a Gerusalemme. Il petrolio ha comprato mezza Europa e parte degli Stati Uniti. Le celebri università inglesi si sono ridotte a centrali di propaganda antioccidentale, e in alcuni paesi europei le regole della democrazia liberale si adattano a convivere con quelle della sharia. La dipendenza dal petrolio è ormai causa ed effetto di questi processi drammatici. Ci si chiede quando verranno alla ribalta classi politiche capaci di guardare oltre la punta del naso e di gestire con decisione, lungimiranza e coniugando dignitosamente realismo e senso morale, un'evoluzione che può avere conseguenze epocali presto per l'Europa e poi per gli Usa.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
Beha ha ragione circa l' intelligibilità di questa guerra, meno quando parla delle ragioni economiche che starebbero dietro l' attacco. Queste fantomatiche "ragioni economiche" sono, secondo me, molto sopravvalutate, di fatto sono solo un rifugio dialettico di chi non vuole ammettere di non sapere e di non capire. La guerra è scoppiata perchè noi ( i cittadini del mondo occidentale ) abbiamo permesso che scoppiasse ovvero perchè si è diffusa nelle nostre democrazia l' insana abitudine di delegare al Potere la decisione suprema sulla vita e la morte degli "altri", siano essi iracheni, afagani, libici...Una legge costante della storia è che se si permette al potere di far qualcosa, prima o poi quel qualcosa succederà ( vedi i campi di concentramento o le purghe stalianiane). Il Potere va marcato stretto, molto stretto, altro che delega....
upzi
il carso e le apuane.....
Per una sventagliata di missili per alleggerire il naviglio,
non credo che ci siano differenze di partito nei rapporti con Congresso, che tanto sta li' e, checche' si conti, non conta una pippa.
Da quanti decenni non ha alcun controllo sulla spesa militare che e' pure segreta? Mezzo secolo o di piu'?
[Scusate, ma che c'avete a che fare coi Repubblicani. ...O coi Democratici?]
Una volta c'era La Malfa, poi restato La Malfa [figlio], che s'esaltava per il Repubblicani USA, anche se era come il Manifesto che s'esaltasse, ipoteticamente, per il PCUS per qualche opotetica omonimia ["comunisti"].
Roberto Scaruffi
Due giorni dopo, e con una lettera, Barack Obama ha finalmente informato il Congresso dell’inizio di una nuova guerra americana in Medio Oriente. L’avesse fatto Bush, l’unilateralista che però le guerre se le faceva autorizzare dal suo Congresso, ci sarebbero state le barricate. Ma Obama is sooo cool. (Christian Rocca)
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
Bengasi: studente-internettiano di 5° ginnasio durante l'intervallo tra la 3° e la 4° ora:
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
http://www.grnet.it/news/95-news/2497-libia-professione-mercenario-guerr...
Mercenario libico assunto a cocopro; il genocidio come appendice della security aziendale privata e poppata di petrodollari nonchè risposta al problema dell'occupazione e volano dell'economia ; brillante soluzione manageriale insegnata nelle migliori scuole di business e forse anche alla bocconi, a cui Hitler non aveva mai pensato; il tapino si starà rivoltando nella tomba per iscriversi al Master come fuori corso-vita; inutile dire a Carraro che sono proprio degli ottimi ed onesti, dal lpunto di vista delle parcelle, professionisti del massacro regolarmente iscritti all'ordine legale dei massacratori; non sono dei volgari millantatori massacratori dilettanti della domenica, bassa manovalanza priva di adeguiata formazione professionale; assicurano nello sterminio una efficienza aziendale di gran lunga superiore a quella degli eserciti regolari degli Stati, che, in quanto enti pubblici, sono sempre macchinosi e burocratizzati; la privatizzazione dello sterminio è il business del futuro, quotato già nelle principali Borse.
Pare che gheddafi abbia detto ad un convegno di economia "quello che è buono per i miei mercenari è buono per la Libia"
Ehi, tu, quelli nella foto sono i giovani-democratici-internettiani-ribelli-anti-Gheddafi ("socialisti" come te per intenderci).
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
Berlusconi: comando passi alla NATO !
Bruxelles - (Adnkronos/Ign) - Il premier: "Desideriamo che il comando passi alla Nato". Frattini da Bruxelles: ''Vogliamo implementare il cessate il fuoco, insieme alla Lega araba, senza andare oltre la stretta applicazione della risoluzione''. La Russa : ''L'intervento durerà fintanto che sarà necessario proteggere il popolo libico. Non c'è l'obbligo di dare la caccia a Gheddafi
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
BERLUSCONI, ESSENZIALE DEFINIRE OBIETTIVI CHIARI -
"Desideriamo che il comando delle operazioni passi alla Nato e che ci sia un coordinamento diverso da quello istituito finora. I nostri aerei non hanno sparato e non spareranno. Sono lì per pattugliamento e per garantire la no fly zone"
FRATTINI, SENZA NATO POTREMMO RIPRENDERE BASI - Se la missione in Libia non passera' sotto comando Nato, ''l'Italia avviera' una riflessione sull'uso delle sue basi: se ci fosse una moltiplicazione dei centri di comando, dovremmo studiare un modo perche' l'Italia riprenda il controllo delle sue basi''. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini in una conferenza stampa a Bruxelles dopo l'incontro tra i capi delle diplomazie dell'Ue.
CAMERON, VOGLIAMO PROSSIMO COMANDO NATO - L'intenzione della coalizione e' che il comando dell'operazione libica passi alla Nato. ''Col tempo vogliamo che il comando e controllo dell'operazione passi alla Nato'', ha detto Cameron alla Camera dei Comuni.
FRANCIA, NATO NON HA ALCUN RUOLO - ''Per il momento la Nato non ha alcun ruolo in questa vicenda'': lo ha detto il generale francese Philippe Ponthies, portavoce del ministero francese della Difesa, nel corso di una conferenza stampa a Parigi, rispondendo a una domanda dell'ANSA sull'eventuale ruolo della Nato in Libia.
USA, PRESTO RIDOTTA NOSTRA PARTECIPAZIONE - Gli Stati Uniti ridurranno presto la loro partecipazione alle operazioni in Libia. Lo ha detto il segretario alla Difesa americano Robert Gates a Mosca dove e' in visita.
NORVEGIA SOSPENDE PARTECIPAZIONE A OPERAZIONI - La Norvegia sospende la sua partecipazione alle operazioni militari in Libia finche' non sara' chiarita la questione del comando. Lo ha detto il ministro della Difesa norvegese Grete Faremo.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
Gli USA si stanno tirando indietro.
Ma, forse, appena la Clinton [con le altre due] ha ripreso a ceffoni Obama ["Iniziamo la campagna presidenziale, ci occorrono li soldi!"; oppure lo affonda per divenire lei presidente tra 6 anni?],
lo stesso potrebbe mandare un'armata d'occupazione.
"Papa! Papa! Voglio la testa di un negro di Libia, da appendermi al muro imbalsamata..."
Roberto Scaruffi