proposta pei compagni di Radicali Italiani!
Certo che non mi permetterei mai di suggerire a Pannella chi candidare, ma una proposta che penso sensata l'avrei...
E' la candidatura di Welmine Schett Welby ad un seggio per il prossimo parlamento, magari al Senato.
Credo che sia capace di metter d'accordo cattolici e laici con le sue argomentazioni, la sua religiosità e la sua esperienza di vita accanto a Piero.
Per la battaglia sul testamento biologico e l'eutanasai, per la libertà di ricerca scientifica e pure per tuttte le altre libertà, incluse quelle economiche!
Lei sperava tanto in questo partito democratico, ed è senz'altro figura vincente nella politica italiana ma soprattutto nel paese!
Chi firma?
1) silvana bononcini
2)
3)
etc...
:wink:
ok e quello di ieri come si chiama? grazie comunque
tralascio la discussione sentimentale chè qui è nevicato di brutto, devo liberare la macchina, tritare le noci per gli uccellini, andare a verificare se la miciotta nel fienile ha ancora da mangiare e poi posso andarmene a Zocca a comprare il giornale.
Stasera vado a Bologna a rampognare Minavagante, che non se l'è sentita e vuol combattere da fuori... :evil:
Un'occasione perduta Mina! :roll:
--------------------------------------------------------------------------------
mi tocca pure fare l'addetto stampa....
Bologna, 7 marzo 2008
Sala dell' Angelo via S.Mamolo 24 , ore 21.
Mina Welby Associazione Luca Coscioni
Giovanni Cimbalo Docente di diritto ecclesiastico Università di Bo,
Massimo Micaletti Docente di diritto amministrativo Università di Bo e Consigliere del comitato Verità& Vita,
modera Renata Ortolani giornalista de Il Resto del Carlino.
promotori: "BolognaEuropa e Centro socialista bolognese"
ci si vede stasera! :wink:
renzoriva@libero.it
Dalle nostre parti li denominiano "VERDONI"
ma da una ricerca potrai avere anche il nome in latino.
Io non ho mai lasciato: sono sempre stato mollato; per mia fortuna.
Mandi,
Renzo Riva
Scaruffiiiiiiiiii, mi lasci qui a mezzo? :roll:
si, son così, grigi però anzichè neri, e devo controllare il celeste sul dorso.... domani, che ormai se ne sono andati a letto. (come si chiamano?) :wink:
grazie.
..ce ne sarebbero altri col petto verde, grandi come passerotti!
Visto che sei bravo nella ricerca, e così ti fai perdonare divergenze precedenti... :evil: Dr. Scaruffi.
renzoriva@libero.it
A volo d'uccello.
Sta a te prenderlo.
Mandi,
Renzo Riva
no, mi paion più piccoli!
o mamma mia ... tipo quelli che muovono la testa con il movimento dell'auto ??
truzzi ......... :lol:
.
ps Sono gazze ?
.
No, mi serve proprio un ornitologo! :?
Ho ospiti del vetro retrovisore della mia macchina un coppia di uccellini grigi, col petto bianco ed una striatura bianca sulle ali in senso orrizzontale.
Le dimensioni son dei passerotti, ma la coda è lunga e continuamente in movimento.
Son attratti dal vetro!
Se riesco a capire come funziona ( non m'è ancora riuscito di passare le foto dalla macchina fotografica al p.c.) ve li posto...
:wink: [/b]
renzoriva@libero.it
Sono un esperto della Passera.
È sufficiente?
Mandi,
Renzo Riva
mi servirebbe un ornitologo...
:? poi vi spiego!
:?
I radicali di Rita Bernardini e l'associazione politica 'Lista Marco Pannella'
hanno depositato al Viminale due loro simboli per tutte le circoscrizioni
italiane di Camera e Senato.
Esattamente come stabilito al Congresso di Radicali Italiani !! :lol: :lol: :lol:
Se Rita fosse intelligente la si potrebbe definire "golpista".
Invece è solo la domestica.
Vasco.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
24ore - Politica
Roma, 16:39
ELEZIONI: RADICALI E PANNELLA PRESENTANO 2 SIMBOLI
I radicali di Rita Bernardini e l'associazione politica 'Lista Marco Pannella' hanno depositato al Viminale due loro simboli per tutte le circoscrizioni italiane di Camera e Senato. Rita Bernardini indica Marco Cappato come capo della coalizione. Nel simbolo la dicitura 'radicali' ed una rosa. Marco Pannella indica se stesso come capo della coalizione. Nel simbolo la dicitura 'Lista Bonino per Pannella Presidente' ed in piccolo il simbolo 'antiproibizionismo sulla droga'.
Annoto con piacere che in questo elenco c'è Maurizio Turco, ma noto altresì che son stati presentati 2 simboli radicali......
quindi potrebbe non esser definitiva l'elencazione! :?
• Dichiarazione di Rita Bernardini e Marco Cappato, Segretari nazionali rispettivamente di Radicali Italiani e dell’Associazione Luca Coscioni:
A seguito dell’accordo politico-elettorale siglato nella giornata di ieri, rendiamo noto che i nove candidati radicali nelle liste del Partito Democratico in assoluta certezza di “elezione”, sono Emma BONINO, Marco BELTRANDI, Rita BERNARDINI, Maria Antonietta FARINA COSCIONI, Matteo MECACCI, Marco PERDUCA, Donatella PORETTI, Maurizio TURCO, Elisabetta ZAMPARUTTI.
Questa un poco mi consola...
e mi autosospendo dal forum eutanasia per non generare pruriti nei colonelli duri e puri :?
che il mozzo lo faccia qualcun altro! :twisted:
:P
From: Marco Beltrandi
To: radicali-er@yahoogroups.com
Sent: Saturday, March 01, 2008 2:02 PM
Subject: RE: [radicali-er] nomine parlamentari
Ringrazio per i commenti di Santiago e Zeno, ed intervengo solo per precisazioni che si rendono opportune rispetto a chi, per invidia, cerca di gettare fango su vicende che non conosce, che cerca di vedere dal buco della serratura.
Io ho avuto un colloquio di 20 minuti con Pannella un paio di giorni fa, e poi ieri sera alle 19.15 mi ha telefonato per dirmi che ero tra i 9, non ho partecipato a riunioni con "bassezze".
Per l'assenza di Maurizio Turco, che spiace anche a me, e che è stato un ottimo parlamentare, va tenuto conto che:
1) Turco era alla prima legislatura italiana, ma si è fatto almeno una intera legislatura al PE;
2) Turco ha importanti incarichi formali nella galassia radicale;
3) quando Pannella si dimette, Turco gli subentra al Pe. E comunque il prossimo anno ci sono le elezioni per il PE, e Bonino non potrà esserci, visto che sarà con noi al Parlamento italiano;ù
4) con queste candidature si apriranno dei vuoti negli organi di Radicali Italiani....
in corso flebo...ansiolitica!
:evil: :twisted: :roll: :wink: :oops:
PD - radicali: firmata oggi l'intesa per le elezioni politiche del 13 e 14 aprile
Roma, 29 febbraio 2008
• da una nota di agenzia letta a Radio Radicale
I radicali hanno firmato l'intesa con il Partito democratico per le elezioni del 13-14 aprile e in serata forniranno i nomi dei nove candidati da inserire nelle liste.
La delegazione che si è presentata al loft di Sant'Anastasia era formata da Emma Bonino, Rita Bernardini e Maurizio Turco. Il ministro Bonino ha apposto la firma sotto un testo dove è scritto che "i Radicali condividono e si impegnano a promuovere il programma del Partito democratico e i parlamentari radicali aderiranno al gruppo del Pd in Parlamento".
Con un sorriso Bonino parla "di giornata storica", mentre il coordinatore Goffredo Bettini una volta siglato il patto sottolinea "il confronto proficuo e intenso" che c'è stato con i Radicali.
"Insieme - aggiunge Bettini - intraprendiamo questa avventura politica. Siamo in piena crescita di consensi e il contributo dei Radicali penso possa rafforzare il trend di crescita".
stasera ci diranno!
Se non c'è Mina mi mangio gli attributi....
perintanto consoliamoci con questo bel :oops: articolo
De Senectute C'è un'età per la buona politica?
da La Repubblica del 29 febbraio 2008, pag. 51
di Adriano Sofri
Non e un paese per vecchi? Una delle duemila teorie sulla estinzione dei dinosauri immagina che quelle eleganti creature continuassero a crescere e avessero sempre più bisogno di nutrimento, sicché le generazioni adulte finirono per non lasciare alle nuove il cibo indispensabile alla sopravvivenza. La fine dei dinosauri sarebbe avvenuta a cominciare dalla coda, per così dire: la voracità e la longevità dei vecchi tagliò l'erba e il resto sotto i piedi dei cuccioli. La teoria non è probabile, ma è adattabile all'etologia per animali umani nella società nostra, nel giurassico della politica in particolare. Poiché la parola d'ordine è ora: rinnovamento, il suo corollario inevitabile, benché prudente, è: svecchiamento. In un'intervista fatta appena prima dell'esclusione dalla lista, e uscita subito dopo, già presaga, Ciriaco De Mita raccontava di aver passato gli ultimi giorni, attorno alla festa degli 80 anni, «rileggendo il De senectute». L'ho riletto ieri anch'io: tempo di lettura, come dicono i magazine di oggi, 34 minuti. (Il tempo è denaro). Norberto Bobbio diceva che esistono vecchi-giovani, giovani-vecchi e vecchi-vecchi: lui, quando fu vecchio-vecchio, tenne la sua lectio magistralis sul tema: De senectute, ricordò che Cicerone l'aveva scritto a 62 anni, e non esitò a dichiararlo apologetico e stucchevole, con il suo elogio della vecchiezza e della morte. Tanto più, disse, che i vent'anni supplementari che dura oggi la vecchiaia, e non fanno che allungarsi, pongono un problema sociale grande e irrisolto. Cè da chiedersi come possa essere popolare il programma dello svecchiamento in una società in cui i vecchi sono sempre più numerosi, e sempre più vecchi. Probabilmente la moltitudine di vecchi qualunque non si sente affatto rappresentata e tutelata dai vecchi potenti, e anzi non li può vedere, e preferisce - cosi, per invidia, per giustizia - vederli spodestati. Già in Cicerone: «Hai ragione, Catone. Ma forse qualcuno potrebbe ribattere che la vecchiaia ti risulta più sopportabile perché hai potere, ricchezza e prestigio, privilegi che non possono toccare a molti».
È un fatto che uno che sia rimasto 49 anni in Parlamento si attira il risentimento dei pensionati da scalone, e il plauso a chi lo estrometta con le brutte. D'altra parte, uno che è restato 49 anni in Parlamento induce a una comprensione, come certi animali selvatici vissuti troppo a lungo in cattività, che a liberarli nella savana finiranno presto per languire di fame, o tra le fauci di un predatore. Forse un elettorato sempre più vecchio ha finalmente voglia di votare per candidati un po' più giovani. Può anche esserci un naturalissimo riflesso dell'esperienza: che i vecchi qualunque non abbiano più voglia di votare per i vecchi potenti, per diffidenza. Non esistono grandi vecchi per i loro coetanei: ci si conosce da troppo tempo. L'onore che le società tradizionali riservavano ai loro vecchi uomini conserva qualche suo retaggio, ma sempre più maltrattato. Basta vedere che cosa succede ai senatori a vita, che dovrebbero essere l'orgoglio di una nazione, e sono bersaglio di insofferenza, se non di aperto dileggio. Almeno un paio di ragioni presiedevano alla designazione di persone molto avanti con l'età per riconoscimenti di gran prestigio: che non avessero il tempo di compromettere, con una seconda vita dubbia, la limpidezza dei loro meriti, e che non ci mettessero troppo a passare a miglior vita, e a liberare il posto per i prossimi. Il primo rischio è più evidente in cose come il premio Nobel, che si copre le spalle insignendo dei vegliardi in ambiti umanistici, ma stenta a farlo in materie scientifiche nelle quali la precocità è decisiva. Di qui l'incresciosa frequenza di immemorabili premi Nobel cui restano parecchi decenni lungo i quali sputtanare sé e il titolo con bizzarrie o idiozie le più varie. Quanto al turn-over, è sempre più intralciato dalla ammirevole tenuta dei vecchi grandi. Il senato a vita, per esempio, sembra galvanizzare i suoi titolari. Quando la nomina arriva davvero tardi, il nominato si affretta a farne tesoro: l'ottimo poeta Mario Luzi, chiamato al laticlavio a novant'anni, dopo aver aspettato senza fine il Nobel, si sbrigò a dire chiaro che cosa pensava di Berlusconi, e morì. Bisogna ammettere che, all'interno del generale allungamento della vita media, una dose di cattiveria aiuta a durare di più. Si è più attaccati alla vita, se non altro per vedere andarsene prima gli altri. Non direi che questo valga mediamente per ambedue i sessi. Le donne vivono più a lungo, piccolo risarcimento alle angherie che hanno subito prima. Sono anche, le donne vecchie, molto più sagge e anticonformiste degli uomini. Una società ben ordinata dovrebbe fondarsi sull'alleanza fra le libere donne vecchie e i ragazzi non mercenari.
Per ora, l'essere umano non può sfuggire alla vecchiaia, come dice Saffo. Aurora si innamorò della bellezza di Titono, e ottenne per lui l'immortalità: ma dimenticò di chiedere che restasse per sempre giovane. Così lo sventurato Titono pagò l'amore della dea con una vecchiaia senza fine. Ora uomini in vista vantano una gran differenza, a loro favore, fra età anagrafica ed età percepita. Hanno 75 anni, ne dimostrano 40, se ne sentono ventitré: tutto certificato. È un fatto che ai molti accidenti della longevità, compresa questa fatuità giovinottista, si oppone la vera rivoluzione antropologica delle pillole maschili (per ora) vasodilatatrici. «La vecchiaia, dicono, è priva dei piaceri dei sensi. O magnifico dono dell'età se ci strappa il male più dannoso della giovinezza!». Cosi esclama Catone, che «va per gli 84 anni», in quel De senectute, 44 avanti Cristo. Dice: «Seguo la natura, guida eccellente, come se fosse un dio e a lei obbedisco». Le spie inglesi in pensione coltivavano orchidee. I generali romani in congedo piantavano alberi che dessero frutti alle generazioni successive. Adesso hanno altro da fare. Sildenafil, Vardenafil, Tadalafil, sono le parole d'ordine della nuova mitologia. Erano stretti fra il passato - la malinconia di Norberto Bobbio - e il futuro - la curiosità di Vittorio Foa. Ed ecco un imprevisto presente supplementare.
Pensava a Piero senz'altro!"
"Nessuno è così vecchio da non pensare di poter vivere almeno un altr'anno. Ma è morto giovane chi era caro agli dei."
mi sa che sto a fare il pesce in barile! :evil:
non c'è mina nella rosa dei candidati letta da Tharadas.... :(
Corriere della Sera
Pd, esplode il caso Binetti
Tensione tra i cattolici e l'ala laica del partito
La senatrice teodem: «No a Veronesi ministro». Veltroni: «Serve una sintesi». L'Udc: «Venga con noi»
Paola Binetti (tam Tam)
ROMA - Prima l'ingresso dei radicali nel Pd. Poi la scelta di Umberto Veronesi come capolista al Senato in Lombardia. E infine la proposta di Marco Pannella di inserire anche Silvio Viale, medico sostenitore della pillola Ru486. Scelte (e ipotes) accolte con qualche scetticismo dalla componente cattolica del Partito Democratico. Tanto che gli ex popolari puntano ad una sorta di "bilanciamento", cercando nomi validi, esterni ai partiti ma pur sempre cattolici, da inserire nelle liste.
«RISPETTARE IL CODICE ETICO» - Intanto, la senatrice teodem Paola Binetti chiarisce - in un'intervista al "Giornale" - che «chiunque si candidi con il Pd deve rispettare la carta dei valori, il codice etico, il programma». E Veronesi? «È una medaglia a due facce - risponde la senatrice -. In lui c'è tanto dell'uomo di cura quanto dell'uomo che ha assunto posizioni in netto contrasto con la cultura cattolica». E se qualcuno lo proponesse come ministro della Salute? «È una posizione che non prendo nemmeno in considerazione».
GASPARRI: FOGLIA DI FICO - Affermazioni che hanno già provocato reazioni nello schieramento opposto. «Ma che altro deve succedere perché la Binetti si renda conto che il suo ruolo nel Pd è quello della foglia di fico che dovrebbe ingannare i cattolici? - si chiede Maurizio Gasparri di An. - Il partito di Veltroni con radicali e abortisti di ogni tipo fa una scelta contro la vita, per la droga e contro la famiglia. I cattolici non hanno spazio e peso con Veltroni. Che fa traffici economici con i radicali e contrabbanda per giovani una serie di figli di papà, di ricconi e di raccomandati rai. I giovani veri non sono i miliardari e le fidanzatine eccellenti. Veltroni sarà travolto dal nulla in cui da sempre naviga. Mentre dalla Binetti più che interviste polemiche ci aspettiamo che sbatta la porta prima di essere ridotta a velina della Bonino».
CESA - Dello stesso avviso è Lorenzo Cesa: «Lancio una proposta alla senatrice Binetti. Perché non si candida nell'Udc? Forse troverebbe la casa giusta» afferma il segretario dell'Udc. «La Binetti e Luigi Bobba rappresentano in quell'ambiente un po' di più il mondo che vogliamo rappresentare, per questo dico a loro che stare in un contenitore dove ci sono i Radicali, dove c'è il professore Umberto Veronesi, e lo dico con tutto il rispetto, che la pensano in maniera del tutto diversa da loro, forse è più opportuno che vengano nella loro casa, nell'Udc, che è la casa dei moderati».
VELTRONI: SERVE UNA SINTESI - Alla Binetti si rivolge lo stesso Veltroni. «Bisogna fare una sintesi delle diverse culture - spiega il segretario del Pd - la politica è esattamente il luogo della mediazione e della sintesi. I partiti moderni sono così».
23 febbraio 2008
[/b]
meglio tardi che mai... :evil:
Corriere della Sera > Politica > «La 194 va sostenuta, sì alla Ru486»
«La 194 va sostenuta, sì alla Ru486»
La Federazione degli Ordini dei medici: «La legge è solida e moderna. Favorevoli alla pillola abortiva»
ROMA - La legge 194, «pur scontando ritardi e omissioni applicative, a distanza di 30 anni dimostra tutta la solidità e la modernità del suo impianto tecnico-scientifico, giuridico e morale. Occorre supportarla». Parola della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo), che si schiera decisamente a favore della legge sull'aborto, tornata a essere oggetto di dibattito e di 'scontrò politico', in un documento che affronta diversi temi bioetici e che è stato messo a punto durante la riunione del Consiglio nazionale a Roma.
PIENA ATTUAZIONE - I rappresentanti dei camici bianchi sono anche a favore della pillola abortiva Ru486, non ancora autorizzata in Italia: va data piena attuazione alla legge, sottolineano, «compreso l'articolo 15, laddove raccomanda 'l'uso delle tecniche più moderne, più rispettose dell'integrità psicofisica della donna e meno rischiose per l'interruzione di gravidanza'». Nel documento della Fnomceo si evidenzia come si debba sostenere la legge 194 «incrementando l'educazione alla procreazione responsabile, il supporto economico e sociale alla maternità, soprattutto in quelle fasce di popolazione dove il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza resta alta, quali ad esempio adolescenti ed immigrate». Nel testo si parla anche di pillola del giorno dopo, il contraccettivo d'emergenza che troppo spesso è difficile riuscire ad avere. «Non può incontrare surrettizie limitazioni - afferma la Fnomceo - che ostacolino la fruizione del diritto della donna che intenda prevenire una gravidanza indesiderata e un probabile successivo ricorso all'aborto». In sostanza, «pur riaffermando con forza il diritto del medico alla clausola di coscienza prevista all'articolo 22 del Codice deontologico», i vertici dei camici bianchi italiani non possono non richiamare l'attenzione sull'obbligo, previsto dallo stesso codice, per il medico di «fornire al cittadino ogni utile informazione e chiarimento». E ancora, «la tensione tra il diritto del medico alla clausola di coscienza, e quello del cittadino alla fruizione della prestazione riconosciuta come disponibile, non fa venir meno l'obbligo anche deontologico dei medici ad adoperarsi al fine di tutelare l'accesso alla prestazione nei tempi appropriati».
PREMATURI - La Fnomceo afferma inoltre, a proposito dei feti prematuri, che bisogna «salvaguardare la vita dei piccoli nati estremamente prematuri, evitando ogni forma di accanimento terapeutico». Nel dettaglio il documento sottolinea che «il medico, come sempre, quando sussistano possibilità di vita autonoma del feto, debba adottare tutte le misure idonee a salvaguardarne la vita, ispirando il proprio comportamento caso per caso, secondo un'appropriata e autonoma valutazione clinica, evitando ogni forma di accanimento terapeutico». La Fnomceo ribadisce, inoltre, «il valore morale e civile di un processo di informazione e consenso che deve coinvolgere i genitori in scelte sempre drammatiche e difficili». Su questo tema è intervenuto anche Giuliano Ferrara, secondo cui la presa di posizione dei medici sui feti prematuri è l'effetto della mobilitazione lanciata dal suo movimento «pro-life».
23 febbraio 2008
guarda qui Mina...
sil
L'intervista: Il medico proposto dai radicali: dopo la Ru486, via all'eutanasia
Silvio Viale: «Conta la donna,
normali gli aborti con feti sani»
«Ho fatto quasi sempre interventi per la salute psichica della gestante»
Silvio Viale, con un flacone di pillole abortive usate per la sperimentazione (Ansa)
ROMA - Silvio Viale, torinese, ginecologo. Lei è un forte sostenitore della pillola Ru486?
«È dal 2001 che ho cominciato a chiedere l'aborto medico in Italia. Finalmente ci siamo».
Ci siamo?
« Certo, l'autorizzazione per la Ru486 arriverà a breve. Ormai abbiamo superato tutti i passaggi internazionali, manca solo il mutuo- riconoscimento».
Eppure...
«Eppure c'è chi, come Giuliano Ferrara, ha detto che vuole impedirne l'introduzione?».
Già.
«Non ha capito niente».
Lei invece?
« Parlo con cognizione di causa ».
È stato indicato dai radicali come candidato per il Pd. Non sarà facile conciliare le sue idee con alcune anime del partito...
«Se allude a Paola Binetti, non mi spavento».
Come mai?
«Paola Binetti ha detto che non vuole mettere in discussione il principio di autodeterminazione della donna».
Ma ha detto anche che vuole arrivare all'aborto zero...
«Quello non ha senso. È come dire di voler abolire la miseria del mondo. O che non si vuole parlare con chi è brutto. Non credo si possa discutere partendo da qui».
Partiamo dall'aborto terapeutico allora?
«Lasciamo stare però le sparate mediatiche di Giuliano Ferrara sulla sindrome di Klinefelter».
Lui ha detto di soffrirne...
«Se è per questo ha detto anche di essere stato il partner di tre donne che ha accompagnato ad abortire. Non può avere la Klinefelter: sarebbe sterile, oltre che glabro, ritardato mentale, alto. Ma il punto non è questo».
E qual è, allora?
«Ferrara ha chiesto di togliere questa sindrome dalla lista delle patologie per l'aborto terapeutico. Ma non lo sa che non esiste nessuna lista?».
E come si stabiliscono gli aborti terapeutici?
«In Italia non si fa un aborto terapeutico perché il feto è malformato, ma in base alla salute psichica e fisica della donna. In vent'anni di interventi mi sarà capitato un paio di volte di fare un aborto terapeutico per la salute fisica di una donna».
Tutti gli altri?
«Per la salute psichica della donna. Che vuol dire anche far abortire feti sani».
Lei ha fatto aborti terapeutici di feti sani?
«Certo. Lo prevede la legge. Ripeto è un problema di salute psichica della donna».
In quali casi, ad esempio?
«Non so: vogliamo parlare di una quindicenne che scopre di essere incinta al quarto mese?».
Oppure?
«Una donna che alla quindicesima settimana mi chiede un aborto terapeutico ed è gravemente depressa?».
Ma come ci si regola in questi casi?
«Tocca al medico valutare il reale stato psichico della donna. È una responsabilità importante. La stessa Veronica Lario ha raccontato di aver fatto un aborto terapeutico negli anni Ottanta. Ed è stato importante, visto i tre bei figli che poi ha avuto».
Lei si rende conto che ci sono medici e medici nel nostro Paese?
«Certo, ma mi rendo conto anche che c'è molta ipocrisia».
Che vuol dire?
«Prendiamo il caso di feti malformati: davanti alla diagnosi la reazione delle donne è sempre la stessa, abbiano o no il crocifisso al collo. Eppure il 99% dei medici obiettori di coscienza si offre di fare una diagnosi prenatale. Dopo spediscono le donne ad abortire da me o da medici come me».
Lei è favorevole anche all'eutanasia?
«Assolutamente sì. E c'è di più».
Cosa?
«Sono convinto che pure per quella non resta che aspettare. Come successe per la Ru486. Io nel 2001 dissi: non ho fretta, arriverà. E ci siamo. Così succederà per l'eutanasia: arriverà».
I radicali l'hanno candidata per la corsa al Partito democratico: è ufficiale?
«Non ci sono veti sul mio nome ».
Alessandra Arachi
23 febbraio 2008
8)
VI DICO TUTTO SULLE VOCI DEL MIO AMANTE EGIZIANO
01/03/2007 | Corriere Magazine | RADICALS |
Mirella Serri
Ho passato mesi in Egitto a studiare l'arabo. Ma tutti vociferavano di una storia d'amore con un medico cinquantenne. Ora chiarisce le cose. E racconta di quando andava a ballare il valzer con il fidanzato della sorella, degli uomini che hanno avuto un'influenza su di lei e dei colleghi maschi in Parlamento.
Emma Bonino, ministra una e bina con duplice poltrona, il dicastero per il Commercio internazionale e per le politiche Europee, di sfide doppie, triple e pure multiple ne ha tentate tante. L'ex Commissario europeo, pronta a finire dietro le sbarre a Kabul o a dondoIre appesa a una corda per calarsi da un elicottero in Ruanda, l'avventura governativa non la considera tra le più ostiche. «Difficile essere donna, sola in Egitto. Ci sono andata per studiare l'arabo. La solitudine è stata grande. Tutte le sere ero a casa in compagnia di Al Jazeerah. Al Cairo è inconcepibile avere un amico o un'amica egiziana con cui andare a cena fuori. La vita si svolge interamente all'interno della famiglia». Curioso. Ma la voce che correva era un'altra. Tutto il mondo politico, da Montecitorio a Strasburgo, favoleggiava su un misterioso amante del Cairo della single Bonino. Un professionista, si diceva, un fascinoso medico cinquantenne. Molto ma molto segreto. «Ma che amante d'Egitto», commenta la ministra in elegante giacca di raso rosso. «Non c'è mai stato né un medico né un beduino. La verità è che è difficile uscire dal cliché», osserva divertita. Quale? «Dai colleghi parlamentari al portiere dcl condominio del Cairo in cui abitavo, ci sono cascati tutti. "Professoressa?", mi chiedeva il custode dell'appartamento. "No", rispondevo. "Lavora all'ambasciata?". "No". "Allora ho capito. Lei vuole aprire una pizzeria". Nessuno si è potuto capacitare che io fossi andata in Egitto da sola per studiare. E si sono inventati il mio misterioso partner». Peccato. "Perché? La mia vita sentimentale è molto piena. Di amici intendo", dice la Bonino che da sempre si dichiara allergica alla convivenza (non sperimentata nemmeno con i fidanzati di lungo corso, come Marcello Crivelllni e Roberto Cicciomessere. "Innamorarsi", diceva mia madre, "è un caso. Volersi bene è un'attività". Ci vuole tempo, insomma. innamorarmi adesso? E perché no? Può sempre capitare". "Sento di essere coinvolta in una sfida", continua il ministro. "Sono ministro della Rosa nel pugno, di militanza radicale. In questo senso sono percepita anche come una presenza un po' molesta. Devo far perno sulla capacità personale, su un bell'impegno", confessa nell'edificio semideserto all'Eur che ospita il dicastero del Commercio internazionale e dove brilla un'unica luce, quella della sua scrivania. Cosa fa? Prepara alacremente, per il 5 marzo, un evento abbastanza eccezionale e bipartisan, con la collaborazione del sindaco di Milano, Letizia Moratti. Organizza nel capoluogo lombardo, a Palazzo Mezzanotte, il primo forum internazionale di donne imprenditrici: 160 italiane e 250 provenienti dal mondo arabo (dal Golfo Persico, dall'area del Mediterraneo).
Chi sono i suoi maestri in questa dedizione e full immersion nella vita politica (i suoi collaboratori non hanno il coraggio di dirglielo apertamente ma stanno diventando esili come lei, magra signorina con gli occhi azzurri: al suo fianco la pausa pranzo è un'incognita e qualche volta è in forse pure la cena)? "Tra i viventi senza dubbio Pannella. Tra chi non c'è più, Leonardo Sciascia. A Montecitorio una volta si stava discutendo del cosiddetto scandalo delle lenzuola d'oro, ovvero dclila vicenda degli appalti truccati delle Ferrovie dello Stato. Lui osservò che la "miseria", disse proprio così, che lo colpiva non era tanto la corruzione quanto l'omertà delle coscienze, la cultura dell'essere furbi a tutti i costi. Di lui ero anche un po' invidiosa". Perché? "Per la scrittura. Una dote che proprio non posseggo. Io faccio fatica a scrivere, non mi riesce facile". Un altro tutor della sua educazione sentimentale? "Mi piacciono le persone complicate, difficili, e Altiero Spinelli proprio lo era. Quando sono stanca mi si incurva la schiena. Eravamo all'aeroporto, in attesa di imbarcarci. Mi disse che per star eretta era meglio girare in avanti le palme delle mani. Sarei diventata come un fuso. Fortunata coincidenza? Tutti e due, Sciascia e Spinelli, in modi diversi dicevano la stessa cosa, come si tiene la schiena dritta".
IL MORSO DI MONTEZEMOLO
Oggi riesce a star eretta e a non pencolare all'ingiù se Confartigianato, Confapì o tanti piccoli e grandi imprenditori avanzano richieste o promettono battaglia? Con Confindustria, come se la cava? "Ho un buon rapporto con Luca Cordero di Montezemolo. Ha una notevole apertura sul mondo. Mordiamo il mondo, è il suo messaggio. E anche il mio". Parole sante. Vengono da una che il mondo lo ha addentato e masticato: langarola della Cascina del Torasso, nella fattoria fra Bra e Madonna del Pilone, la Bonino è cresciuta fra mucche e braccianti. "Se parliamo di ostacoli che ho dovuto superare, un'ardua impresa è stata quella di convincere mio padre a farmi proseguire negli studi. Non usava. Ero sempre l'unica ragazza in mezzo a frotte di maschi". Corteggiatissima? "Macché. Ma per me era inessenziale. Mi piaceva soprattutto ballare. Valzer, tanghi, balli lenti e svelti, come si diceva allora. Ballavo con il ragazzo di mia sorella. Era piuttosto carina e io le rubavo i vestiti per diventare come lei. Dalla famiglia ho comunque acquistato il senso della concretezza e dei piedi per terra. Mia madre", racconta ridendo, "quando mi ha regalato l'appartamento a Trastevere non me l'ha intestato. Non si fidava".
IL BIGLIETTINO DI COSSIGA
Oltre a Montezemolo, tra gli industriali, chi percepisce come consanguinei, come compagni sodali? "Premesso che in generale credo di avere una buona intesa con gli imprenditori, certamente ce l'ho in particolare con Sergio Dompé, industriale farmaceutico, per via anche della battaglia sulla questione controversa delle biotecnologie. Comunque non frequento i salotti né i santuari del potere". È asociale? "Per nulla. In generale - ma soprattutto in politica - apprezzo tutti quelli che non sono contorti o poco diretti". A chi la palma della franchezza? "Pierluigi Bersani è semplice, alla mano. Non arrogante, né spocchioso. E poi c'è Clemente Mastella. Per chi non lo conosce sembra la massima espressione dello spirito bizantino. E invece è esplicito, senza ritrosie, ambiguità. Vannino Chiti fa il mestiere più difficile del mondo, quello dei rapporti con il Parlamento. Anche lui ha una sua capacità di spontaneità e di immediatezza. Mi convincono molto le persone determinate come Letizia Moratti, Anna Finocchiaro, Giulia Bongiorno, Rosy Bindi. Apprezzabile è Luigi Nicolais, così preciso nelle sue mansioni... non si dà arie". Già. Ma a Palazzo Chigi sono proprio tanti quelli che si sentono pavoni? "Non c'è una grande apertura verso il gentil sesso. Giuliano Amato nel 1998 propose una donna al Quirinale. La reazione fu di tale stupore, di tale attonito sconvolgimento che si trovò costretto a precisare: "Ho detto una donna non uno scarafaggio". Alcuni hanno la tendenza a considerare gli altri insetti molesti".
Specie se donne, dunque? "Donna-ministro è un connubio difficile. Non è molto cambiato rispetto ai miei esordi in politica. Devi dimostrare che sei sempre qualcosa in più. Quando sono entrata in Parlamento sono approdata alla Commissione esteri, poco frequentata dalle donne, e una delle mie prime relazioni è stata sui servizi segreti. Ero emozionata e mi ero preparata parecchio. Quando ho finito il mio intervento mi è arrivato un bigliettino di Francesco Cossiga: "Cara collega, lei oggi è molto elegante". Che dire? La politica è anche questo".
Mina mi sa che la strada sia in salita...
ho visto la seconda puntata della tua intervista su rai 2, complimenti e....
io son messa peggio!
Spero ci fosse almeno Radioradicale con te a Bressanone! :wink:
sil
:oops: :? :?
Il Velino - 22 febbraio 2008.
Pd-Radicali: Pannella bocciato ci sta, Roccella spiega perché
Roma, 22 feb (Velino) - Sarà dunque il comitato nazionale dei radicali, convocato d'urgenza per questo week-end a Roma, a dire l'ultima parola sull'accordo col Partito Democratico. Accordo, i cui termini sono stati ribaditi nell'incontro di oggi tra il luogotenente veltroniano Goffredo Bettini ed Emma Bonino, che prevede: nove seggi in Parlamento, ma veto categorico sulle candidature di Marco Pannella e Sergio D'Elia. Un veto sulla sua persona che il leader storico dei Radicali sembra già accettare, ma che forse nasconde una trappola. Bettini oggi ha comuqnue gettato in pratica la palla nel campo pannelliano. Prima ha ribadito che la non candidatura di Pannella è "naturale, persino banale" (mentre Piero Fassino definiva a sua volta “inopportuna" quella di D'Elia); poi ha dichiarato che da Largo Argentina si aspetta "voglia, entusiasmo e generosità”. “Qualche smagliatura - ha aggiunto - in questi giorni c'è stata e noi non vogliamo che sia vissuta come una costrizione o come una cosa che si deve fare secondo vecchie logiche di alleanze politiche. Oggi, l'operazione è vera, c'è questo entusiasmo e allora tutto bene, altrimenti è meglio che ognuno vada per la sua strada". Se quello di Bettini è nei toni un “prendere o lasciare” anche troppo esplicito, Marco Pannella mostra a breve giro di posta di aver capito che stavolta non si può più tirare la corda. Preannuncia infatti che lui farà un passo indietro.
''Sono d'accordo con la base e gli sviluppi dell'intesa con il Pd e Walter Veltroni. - dice infatti in un intervento per ''Notizie Radicali'', che sarà pubblicato domani anche su una pagina pubblicitaria del Riformista - Se si segue il criterio della opportunità, e' in nome di questo che occorre valutare anche la mia eventuale candidatura nelle liste del Pd in quota radicale. Per mio conto, la ritengo assolutamente non necessaria e sinceramente e gioiosamente non opportuna''. Pannella sembra dunque subire di buon grado il diktat del Pd, ma è chiaro che l’esito dell’appuntamento radicale del fine settimana non può essere dato per scontato a priori. In effetti, il tandem Veltroni-Bettini potrà contare in quella sede su un alleato come Emma Bonino, che a quanto pare si è fatta garante dell'accordo, ma si tratterà di un'occasione tutt'altro che formale e di ratifica, quindi non esente da sorprese. Intanto qualcuno getta benzina sul fuoco di un’intesa già tanto difficile e sofferta per entrambi i contraenti. E dà una lettura tutt'altro che peregrina delle ragioni vere che starebbero spingendo Pannella a fare un insolito passo indietro. “Qualunque sia l’esito della trattativa con il Pd, Pannella è già riuscito a mettere Veltroni in un angolo - commenta infatti Eugenia Roccella, portavoce del family day e candidata del Pdl-. Le candidature proposte dai radicali hanno ciascuna un significato e un obiettivo preciso: Mina Welby, l’eutanasia, Maria Antonietta Coscioni, la ricerca fondata sulla distruzione di embrioni umani, Silvio Viale, l’aborto fai-da-te, Maurizio Turco, la campagna europea contro la Chiesa”.
Paola Binetti non lo dice esplicitamente, ma teme che certe interpretazioni dell’esito a cui sembra giungere in queste ore la trattativa fra Pd e Radicali siano tutt’altro che campate in aria. Che insomma, rinunciando all’elezione del loro leader storico, Emma Bonino e compagni stiano contrabbandando dentro il Pd idee poco compatibili con la componente cattolica del partito. “È Walter Veltroni che alla fine mette il sigillo su tutte le candidature del Partito democratico - spiega -. E’ dunque lui che deve riflettere bene prima di avallare ogni scelta. Salvaguardando e garantendo all’esterno la fedeltà di ogni candidato al manifesto dei valori, al codice etico e al programma del partito”. ”E chiaro che Marco Pannella e i suoi - aggiunge la senatrice teodem - tendono a imporre candidati che rappresentino in tutto e per tutto i loro principi. Ed è altrettanto chiaro che certi nomi sono per loro il simbolo di storie e visoni del mondo che non sembrano conciliabili con quella tutela della famiglia a cui fa riferimento il Partito democratico”.
.... oh mamma mia .............
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nell'elenco dei papabili c'è anche Silvio Viale!
:)
dal corriere di oggi
Intanto cominciano a circolare i possibili nove nomi per le liste del Pd, sui quali Veltroni dovrà dare il suo ok: oltre alla Bonino, l’unica che Veltroni ritiene possa portare voti al Nord «perché, come sanno gli imprenditori, è stata un ottimo ministro», Pannella, Marco Cappato, Rita Bernardini, Mina Welby, Silvio Viale (il medico della Ru486), Maurizio Turco, Elisabetta Zamparutti, Maria Antonietta Coscioni e una scelta personalmente da Pannella. Se non D’Elia un’altra. Ieri si è diffusa anche la voce che ci potrebbe essere la transgender Eva Robin’s, una pura provocazione di Pannella non confermata.
Certo che non mi permetterei mai di suggerire a Pannella chi candidare, ma una proposta che penso sensata l'avrei...
E' la candidatura di Welmine Schett Welby ad un seggio per il prossimo parlamento, magari al Senato.
Credo che sia capace di metter d'accordo cattolici e laici con le sue argomentazioni, la sua religiosità e la sua esperienza di vita accanto a Piero.
Per la battaglia sul testamento biologico e l'eutanasai, per la libertà di ricerca scientifica e pure per tuttte le altre libertà, incluse quelle economiche!
Lei sperava tanto in questo partito democratico, ed è senz'altro figura vincente nella politica italiana ma soprattutto nel paese!
Chi firma?
1) silvana bononcini
2)
3)
etc...
:wink:
io la firmo questa candidatura. Ma torno a dire che ci vedrei bene anche Silvio Viale.
mah mi fido ti te!
in generale (ma ci sono sempre le eccezioni) mi fido poco delle "mogli di", ma il beneficio del dubbio lo lascio a tutti/e
Sono d'accordo con te su Mina.
Ho aperto un 3d in cui propongo, invece che un appello su un singolo nome, di indire delle primarie in casa radicale per stabilire il nome almeno di alcuni dei 9 eletti nelle liste del Pd: http://www.radicali.it/phpbb2/viewtopic.php?t=16734913
aspetta un poco e vedrai antoni, di che grande capacità è dotata Mina!
Ed è tutto tranne moglie di....