Riappropriarsi della democrazia: 1° stadio - l'affiancamento.

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Riappropriarsi della democrazia: 1° stadio - l'affiancamento.

Le Liste della partecipazione diretta.

Nell'ottica di una strategia che punta a dissociare la politica dal meccanismo del professionismo e per recuperare il sentimento della partecipazione di tutti i Cittadini in ugual misura e dell'inclusione individuale nei processi decisionali, per affermare lo spirito fondante della democrazia, potrebbe risultare vincente introdurre un elemento di incremento della qualità democratica.

Questa novità si chiama” Liste della partecipazione diretta ” o anche della " Quota diretta " e porta il seme dell'uguaglianza del diritto.

Questo " non partito " per " non professionisti " - nell' accezione positiva - dopo un rodaggio potrà essere istituzionalizzato e reso opzione permanente: la possibilità di un libero spazio per la responsabile volontà e il buonsenso dei Cittadini in competizione qualitativa con i candidati partitici tradizionali.

Lo scopo primario è quello di dare un esempio di partecipazione non professionistica permeata da spirito di libertà, consapevolezza, maturità, senso civico e anche di dissenso nei confronti di diritti negati dalla politica verticista e accentratrice dei soliti noti.

Lo scopo non dichiarato consiste nel trovare il passaggio che permetta al singolo Cittadino di arrivare alla partecipazione diretta senza la mediazione di nessuno, Partito o Lista: una volta rintracciata la possibilità, saranno i Cittadini ad allargare la breccia e a demolire la muraglia blindata (dei partiti).

In una situazione nominalmente " liberale " dove le parti liberalmente si confrontano, ma che nei fatti è diventata " monopolio " di  minoranze elitarie , lo spirito liberale e libertario per istinto e per costituzione genetica si sente a disagio e cerca quelle soluzioni antagoniste e competitive che possano riaprire alla possibilità e uscire dalla stagnazione.

La situazione presente ci vede bloccati a partire dal livello teorico culturale, sul dogma dell'appartenenza obbligata  al partito come unico accesso alla partecipazione politica reale, da cui a strascico il conseguente monopolio dei partiti su tutta la vita democratica e sulla cosa pubblica.

Il passaggio intermedio liberale e libertario che possa " aprire al mercato " della partecipazione politica può essere realizzato da una innovazione qualitativamente più appetibile di quanto non sia il partito fin qui conosciuto: questo chiedono i Cittadini-consumatori-elettori.

Questo strumento tecnico della " Quota Diretta " è il mezzo che permette, nel pieno rispetto dello spirito democratico liberale, di portare le ragioni dell' " insieme " e di quel " Tutto che è più della somma delle parti ", della molteplicità e la ricchezza di tutto ciò che non è omologabile ai partiti, all'interno del confronto tra le parti.

Con l'ambizione perfino di armonizzare la co-esistenza tra di esse.  

Queste Liste sono aperte a tutti i Cittadini non professionisti della politica che non si riconoscono nel sistema dei partiti e che vogliono partecipare in modo autodeterminato e senza costose campagne elettorali, uscendo magari dall'astensionismo sterile.

Qui va fatto un richiamo forte a quelli che sono per attitudine mentale i cosiddetti " intellettuali " ai quali va addossata una responsabilità maggiore per la degenerazione del sistema democratico, sociale e politico in cui ci ritroviamo: riservare a se stessi il ruolo di "chiamare i pompieri quando la casa brucia " non li assolve certo dal fatto di non aver vigilato preventivamente e di essere stati inadeguati al ruolo storico che sono chiamati a svolgere.

Certo in una democrazia anche nominale, tutti sono compartecipi dei risultati e ogni Cittadino fa la sua parte, però da coloro che dovrebbero essere le guide degli altri perchè ne hanno i mezzi mentali e culturali, è giusto aspettarsi indicazioni e soluzioni.

Costoro sono invitati a fare la loro parte almeno ora, impegnandosi e permeando con la qualità della loro partecipazione le prime Liste della partecipazione diretta, provvedendo a vararle in modo adeguato, senza nascondersi dietro a scuse.

Ad essi in particolare spetta il compito - appunto anche attraverso le Liste della partecipazione diretta - di portare la politica e la democrazia al ruolo nobile di essere l'ambito in cui sono composti, bilanciati e armonizzati, i contasti sociali, le ingiustizie, le ineguaglianze e alleviare bisogni e sofferenze dell'umanità.

Al contempo strappare spazi a coloro che finora hanno trovato  nella politica professionistica terreno di conquista, come si trattasse di un qualsiasi altro settore economico su cui proiettare l'affermazione degli appetiti personali, delle ambizioni e degli egoismi.

 Le caratteristiche fondanti delle " Liste della partecipazione diretta " sono quelle del “ sorteggio ” e della " libertà ".

Tutti gli incarichi, dentro e fuori dalla Lista, vengono assegnati appunto per sorteggio.

Ogni membro iscritto alla Lista che gode dei diritti politici e dei requisiti di eleggibilità, partecipa al sorteggio degli incarichi e delle candidature alla delega di rappresentanza nelle istituzioni.

Ricordiamo che ogni sorteggiato non essendo un professionista politico è perciò quotidianamente impegnato in consuete attività lavorative e di studio, o magari pensionato, che vorrà mantenere e accantonare solo in parte, quindi deve essere messo nella condizione agevolata di decidere e concordare con la Lista di riferimento, la durata di assunzione dell'incarico, per un periodo anche breve.

Ogni Lista è libera di darsi obiettivi e linee guida, così come ogni sorteggiato è però libero di aderirvi o no.

Il sorteggiato non è portavoce, a meno che non lo decida in prima persona.

Egli è libero di decidere come vuole.

La Lista non ha potere di veto.

Possibile metodo attuabile già al presente, stante le vigenti Leggi elettorali:

- sorteggio dei candidati ufficiosi da indicare nella Lista e loro firma contestuale delle dimissioni a far data dal giorno delle     elezioni,

- elezioni e spoglio,

- sorteggio candidati reali e nomina,

- dimissioni candidati ufficiosi.

Sorteggio e libertà: l'accoppiata che permette anche all'ultimo degli ultimi di essere alla pari e se sorteggiato di decidere in modo libero e direttamente responsabile.

Se alcuni faranno un passo indietro, molti potranno farne uno avanti.

Questa possibilità risulterà rivoluzionaria sul piano qualitativo della partecipazione e dei rapporti politici; anche per i partiti tradizionali.

Qui abbiamo una rappresentanza non personalistica e non vincolata a specifico mandato, ma una espressione della libertà, maturità, consapevolezza, responsabilità di chiunque nel corpo sociale non si riconosca nei programmi e valori consolidati nei partiti o nei gruppi di opinione.

E non da ultimo, data la caratteristica della occasionalità non ripetitiva conseguente al sorteggio, perfettamente biodegradabile e a impatto contenuto, in grado però di raggiungere lo scopo di decentrare il potere e allargare la partecipazione politica.

Questa coesistenza di candidati ufficiali - a garanzia della continuità identitaria -   affiancati in modo qualitativamente competitivo da candidati differenziati del dissenso e liberi Cittadini tentati dalla nuova opportunità di partecipare in modo diretto, è una notevole possibilità di miglioramento reale.

Questo è il metodo degli ultimi contro il potere dei primi.

Il potenziale catalizzatore delle innumerevoli identità del dissenso democratico che avranno qui lo scopo comune da perseguire.

Questa è probabilmente la vera e unica riforma elettorale che in questo stadio possa portare risposte reali al bisogno di democrazia universalmente sentito.

Superare la crisi democratica trasferendo il perno dell’azione dai partiti alla società civile secondo un’ evoluzione inevitabile.

La prima vera vittoria sarà di farlo accettare come culturalmente lecito .

Il resto verrà probabilmente da solo.

Varcare il confine simbolico del dogma dei partiti, è la sfida culturale del prossimo pensiero democratico per dare pienezza di significato a quel 1° Comma dell’Articolo 21 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo tanto osannato, ma anche finora bistrattato, dove è previsto che

Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti ”.

E’ ora di rivendicare il diritto sacrosanto alla reale formazione delle decisioni politiche, per tutti coloro che non si sentono per niente rappresentati da forme di appartenenza partitica-settaria di qualunque tipo.

In questa fase storica questa possibilità appare realizzabile a breve.

Il progresso mentale e la gloria della libertà hanno bisogno delle utopie di salvataggio: la psicologia prima ancora che l’ applicazione pratica.

Come nelle dimensioni fisiche, anche in quelle psichiche, introdurre un nuovo elemento modifica i rapporti.

L’esistenza dell’alternativa anche solo teorica, è già sufficiente a modificare per sempre le curvature del reale-manifestante.

Per assurdo, l’ipotesi portata dalla possibilità che liberi e comuni Cittadini svincolati dai partiti, per quanto per ora “ fantasiosa “ , possa minacciare l’Olimpo delle gerarchie politiche e scuotere ciò che si pretende come ormai privatizzato, stabile e assoluto, indurrà perfino quelle serissime classi politiche a migliorarsi.

E questo in un processo parallelo e proporzionale al fatto che la fantasiosa ipotesi divenga sempre più reale e competitiva .

..Piuttosto che piuttosto..piuttosto!

Ai professionisti, alle loro facce serie, per il loro non quieto vivere, noi altrettanto seri confermiamo perfino la loro opinione su tutto ciò:” sì certo, in fondo è solo una fantastica provocazione, uno scherzo tra amici!”

..Anche quando sempre per ridere diffonderemo ovunque l’idea!


brunoweiss

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