Nuovi guai per Roman Polansky. Charlotte Lewis, attrice britannica di 42 anni, ha denunciato che il regista, con cui lavorò in un film nel 1986, abusò di lei "nel peggior modo immaginabile" nel 1982 a Parigi, quando aveva solo 16 anni. "Ho deciso di rivelare il mio segreto perché Polanski vuole tornare in America e anche se sono passati molti anni è giusto che paghi per i crimini che ha commesso", ha detto la Lewis.
Gli Usa hanno chiesto l'estradizione del regista dalla Svizzara per essere scappato dagli Usa dopo una condanna per aver violentato una tredicenne nel 1977. Lewis ha sostenuto che "Polanski sapeva che avevo soltanto 16 anni quando ci siamo incontrati".
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Ma non lo vedete che ad Hollywood sono un po' tutto un'attivissima falange di agitprop del verbo amerikanista-londoniano?
Polanski non c'e' stato.
Il suo ultimo film non e' in linea.
tutti
Ma davvero credete che dei bimbi si sconvolgano per certe cose in TV?!
Sono i "genitori" super-paranoici, che si sono messi il cappello dei moralisti...
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Che disse "la bimba" all'epoca? "Gliel'ho data per far carriera. La mamma era d'accordo. ...E' che poi non m'ha piu' chiamata ne' per trombarmi ne' per la carriera... ...Allora la mamma s'e' incacchiata, con me e con lui, e gli ha fatto causa"?!
«"Gliel'ho data per far carriera. La mamma era d'accordo. ...E' che poi non m'ha piu' chiamata ne' per trombarmi ne' per la carriera... ...Allora la mamma s'e' incacchiata, con me e con lui, e gli ha fatto causa"?!»
Beh...è quello che spesso fanno le ragazzine quando vogliono essere lanciate nel mondo dello spettacolo...Tutte vogliono diventare veline. Tutte vogliono il successo e non si fanno scrupoli di scopare col personaggio famoso pur di arrivare alla meta...Ovviamente le mamme sanno ma fanno finta di non sapere: ci tengono così tanto alla carriera delle loro bambine....Come dice l'ennesimo proberbio: "occhio non vede e cuore non duole".
Giovedì, 22 Ottobre 2009.
Partiamo con una breve ricostruzione dei fatti legati all’accusa di violenza sessuale per cui nel 1977 fu condannato Roman Polanski, tornati d’attualità dopo il suo arresto in Svizzera alla fine dello scorso settembre: all’epoca della violenza la vittima, nota solo come Samantha G., aveva 13 anni e il suo avvocato propose e ottenne il patteggiamento per il reato penale commesso da Polanski per evitare alla giovane lo stress di un processo. Il regista vide ridotta la sua imputazione e si dichiarò colpevole, subendo una condanna di tre mesi di carcere. Uscito prima per trattare una pena con condizionale, Polanski fuggì dagli Usa per evitare di tornare in carcere e non vi ha più messo piede, trasferendosi in Francia (Paese che non ha estradizione verso gli Usa) e ottenendo la cittadinanza francese. Quando è atterrato a Zurigo per partecipare al locale film festival è stato però arrestato in virtù di un mandato di arresto spiccato dagli Stati Uniti nel 1978 e ora è in attesa di estradizione.
Ebbene, ieri sera Blob ha trasmesso alcuni estratti delle dichiarazioni rese nel 1977 dalla vittima, tratte da una trasmissione de La7, Niente di Personale, dello scorso 16 ottobre: domande senza dubbie esplicite, risposte altrettanto crude, visto che si tratta delle deposizioni della ragazza agli inquirenti.
Ma non è questo il punto che ha fatto andare su tutte le furie l’Aiart, associazione dei telespettatori cattolici, indignati piuttosto che i contenuti di un’intervista così delicata, piena di espliciti riferimenti sessuali sia andata in onda alle 20.00 (in piena fascia protetta) su una tv pubblica. “Siamo senza parole - ha detto il presidente Luca Borgomeo- Blob spesso eccede, ma questa volte ha davvero passato ogni limite. Affrontare tale tema quando la maggior parte dei bambini è ancora sveglia è da irresponsabili“: da qui la decisione di chiamare in causa l’Agcom.
The Ghost Writer (2010)
Author: LightCloud Date: 2010-07-19 14:29:57
No di Berna agli Usa: Polanski libero
Il no elvetico all'estradizione è stato spiegato dal ministro di Giustizia e Polizia, la signora Eveline Widmer-Schlumpf. Il primo e principale motivo è che il Dipartimento Usa di Giustizia non ha trasmesso alla Svizzera il verbale con le dichiarazioni del pubblico ministero Roger Gunson, che negli anni '70 si era occupato del caso e che secondo gli avvocati di Polanski aveva affermato che i 42 giorni scontati all'epoca dal regista in un reparto psichiatrico di un carcere Usa rappresentavano già la pena complessiva.
Se così fosse, una nuova procedura non avrebbe senso. E visto che «non è stato possibile escludere la presenza di un vizio nella domanda di estradizione statunitense», Polanski non poteva che essere liberato, ha detto il ministro elvetico. Berna non assolve Polanski, insomma, ma prende atto del vizio giuridico.
Il secondo motivo addotto da Berna è la «tutela della fiducia, principio del diritto internazionale e nazionale». Secondo il Governo svizzero occorre tenere conto del fatto che Polanski ha acquistato lo chalet di Gstaad già nel 2006 e che vi ha soggiornato nel corso degli anni passati, senza che le autorità Usa avessero mai presentato una domanda formale di estradizione. Un quadro di fiducia per l'accusato.
TRENT'ANNI INSEGUITO DALLA GIUSTIZIA
Il fatto
Roman Polanski, 77 anni, (nella foto) regista di origini polacche, è accusato di violenza sessuale su una minorenne, un episodio che risale a 33 anni fa. Il 10 marzo 1977 in casa di Jack Nicholson a Hollywood, fece assumere droga e alcol alla modella tredicenne Samantha Geiner e con lei ebbe una serie di rapporti sessuali
La condanna e la fuga
Nel 1978 Polanski è condannato da un tribunale di Los Angeles e scappa dal paese: non metterà più piede negli Stati Uniti per paura di essere arrestato. Prende il passaporto francese
L'arresto 30 anni dopo
Il 26 settembre 2009 Polanski, su ordine di cattura internazionale emesso dagli Stati Uniti, è arrestato al suo arrivo a Zurigo. A novembre il regista ottiene gli arresti domiciliari pagando una cauzione di tre milioni di dollari e viene trasferito nel suo chalet a Gstaad, in Svizzera.
No al processo in contumacia
Ad aprile la Corte d'appello californiana respinge la richiesta di processo per stupro in contumacia. Quindici giorni dopo l'attrice britannica, Charlotte Lewis, accusa Polanski di aver abusato di lei quando aveva 16 anni. Ieri le autorità elvetiche hanno respinto la richiesta di estradizione degli Usa. Polanski è libero e può lasciare la Svizzera
La vittima di Polanski soddisfatta di sua liberazione
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FINALMENTE HO TROVATO IL TUO RITRATTO.
Ma perchè scrivi sempre tutto in maiuscolo, coglione?
Comunque:
Ma certo Immondizia.
Primo piano di Caghetti con l'amicone Garoglio, in attesa dell'ingresso nel luogo che li attende da sempre: il bidone della spazzatura.
E' interessante notare come certi personaggi -che non meritano neppure di essere nominati- invece di interagire con l'argomento del forum, cioè: la liberazione di Polansky, continuano a deviare su Andraghetti. Un caso di deformazione mentale..?
Il punto è che nessuno prende sul serio un maniaco violentatore di bambini, capisci feccia? Ci sono solo io che mi diverto un po' con le tua cagate da maniaco rivoltante... Come sei coglione... anyway:
Ma certo Immondizia.
Primo piano di Caghetti con l'amicone Garoglio, in attesa dell'ingresso nel luogo che li attende da sempre: il bidone della spazzatura.
Le cinéaste Roman Polanski est libre
La Suisse refuse l'extradition de Roman Polanski vers les Etats-Unis. Le cinéaste a quitté le chalet où il était assigné à résidence.
FINALMENTE UNA BUONA NOTIZIA!!! Il motivo del rifiuto dell'estradizione di Polansky è dovuta al fatto che, secondo quando raccontato da Polansky, all'epoca dell'arresto (nel 1977) Polansky si dichiarò innocente delle violenze sulla 13enne definendola consenziente. Poi, gli fu proposto un accordo giudiziale: se lui si dichiarava colpevole, avrebbe avuto una condanna a soli 3 mesi. Lui accettò, ma poi si rese conto che era una trappola e che non avrebbero mantenuto fede all'accordo. Così fuggì dall'America. Quando il tribunale svizzero chiese alla Corte Americana copia dell'accordo su una pena di soli 3 mesi in cambio della "confessione" di Polansky, la Corte rifiutò ed è per questo che è stata negata l'estradizione. Un caso risolto brillantemente: solo dei dementi vorrebbero in galera dopo 33 anni un uomo come Polansky (dopo che la stessa "vittima", ora 46enne, l'ha pubblicamente perdonato).
I "dementi" sarebbero il sistema giudiziario statunitense. Detto da un maniaco di merda fa solamente ridere....
Primo piano di Caghetti con l'amicone Garoglio, in attesa dell'ingresso nel luogo che li attende da sempre: il bidone della spazzatura.
per te è sempre pronta una clinica psichiatrica...ne avresti tanto bisogno...CAGASOTTO
Senti un po' chi parla... sei proprio, nell'ordine, un coglione, un maniaco, un rifiuto sociale.
Io, maniaco (ossia uno come William Andraghetti), ho scelto la castrazione chimica
Di Marco De Martino
Mentre andava all’appuntamento con l’uomo che gli aveva promesso di fargli incontrare i suoi bambini per abusarne, Jimmy aveva intuito che sarebbe stato arrestato, eppure non è riuscito a fermarsi: “Ero troppo eccitato, nel computer avevo accumulato decine di foto pornografiche di ragazzini e finalmente in una chat su internet avevo incontrato uno che sembrava come me, che diceva di volermi presentare dei bambini”. Vista oggi, a mente lucida, l’offerta di quell’uomo incontrato online non aveva senso: quale padre potrebbe concepire di dare i propri figli in pasto a un pedofilo? Eppure, solo quando scattarono le manette Jimmy capì che per due settimane aveva descritto quello che avrebbe voluto fare con quei bambini a un poliziotto: “La mia sola consolazione è non avere mai potuto mettere in pratica quelle orribili fantasie”.
Era il 2001. Jimmy allora aveva 26 anni e una voce più baritonale di quella angelica con cui ora racconta a Panorama la sua storia. Unica condizione, la promessa di mantenere l’anonimato. “Non solo ho la voce in falsetto e ho guadagnato peso, mi si è anche ristretto un testicolo e ho perso tutti i peli che avevo sul corpo. Capita spesso a quelli come me”. Quelli come lui sono la versione contemporanea degli eunuchi rinascimentali, resi tali non dall’evirazione fisica che si praticava allora, ma dalla castrazione chimica provocata da un’iniezione mensile di 7,5 milligrammi circa di Depo-Lupron. La medicina, chiamata anche leuprolide, di solito viene usata per il tumore alla prostata. Ma poiché abbassa i livelli di testosterone, serve anche a diminuire il desiderio sessuale. “Ho chiesto di cominciare la cura ancora prima di essere condannato a quattro anni di carcere” ricorda Jimmy. “Senza l’aiuto della medicina non sarei mai riuscito a controllare la mia frenetica voglia di sesso”.
Di castrazione chimica non si dibatte solo in Italia, dove un emendamento della Lega nord al decreto sugli stupri chiede benefici carcerari per i violentatori che si sottopongano volontariamente al trattamento farmacologico per una durata minima di due anni. Anche in altri paesi europei (Polonia e Spagna, per esempio) sono state avanzate proposte simili. Ma è negli Stati Uniti che la sperimentazione è più avanzata. In California la castrazione chimica è obbligatoria dopo il secondo arresto per violenza carnale, e può essere ordinata dai giudici anche al momento della prima condanna se la vittima ha meno di 13 anni. I giudici di Iowa e Florida hanno facoltà di valutare caso per caso l’opportunità di ordinare il trattamento, mentre il governatore della Louisiana ha dato facoltà ai giudici del suo stato di decidere se ordinare la castrazione chimica dopo il rilascio del condannato dal carcere. Altrove si va anche oltre. In Texas ai condannati per stupro viene offerta la castrazione chirurgica, ovvero l’eliminazione dei testicoli, in cambio di riduzioni della pena. Mentre 94 incriminati per violenza carnale sono stati castrati nella Repubblica Ceca, l’unico paese europeo a consentire questa pratica, che il comitato antitortura del Consiglio d’Europa sta cercando di bloccare dopo averla definita “invasiva, irreversibile e mutilante”.
Una lista di aggettivi a cui Fred Berlin, che a Baltimora dirige la clinica sui disordini sessuali della Johns Hopkins University, aggiungerebbe anche la parola “inefficace”, almeno se la si confronta alla castrazione chimica: “A chi è evirato per recuperare il desiderio dopo l’operazione chirurgica basta ordinare testosterone su internet” informa Berlin (vedere il riquadro nella pagina precedente). “Chi si sottopone a castrazione chimica invece è controllato dal medico che somministra la medicina”.
Jimmy, che abita in Pennsylvania, è uno dei circa 100 pazienti del dottor Berlin che ogni mese viaggia fino a Baltimora per la sua iniezione: “L’effetto del Depo-Lupron è rendere il sesso un pensiero occasionale, che puoi controllare, perché l’abbassamento del testosterone ti dà lo spazio mentale per valutare le situazioni” racconta Jimmy. “Prima di cominciare il trattamento invece ero totalmente posseduto dai miei impulsi: non potevo trattenermi, ero fuori controllo. Passavo il giorno su internet a organizzare incontri: facevo sesso con partner che spesso rimanevano anonimi e dopo tornavo a casa a guardare porno, non solo immagini di maschi adulti ma anche di bambini”. Ora il sesso è un pensiero ancora presente, ma remoto. Jimmy ha un fidanzato, che conosce la sua storia ma vive in un’altra città. Con lui ha rapporti intimi: “Succede una o due volte l’anno, e va bene così: nonostante la medicina posso ancora avere delle erezioni, ma la voglia di sesso è poca. Se alla televisione vedo una persona che mi eccita, magari penso di masturbarmi, ma poi quasi sempre non lo faccio. E quando succede l’orgasmo non è più appagante come un tempo”. Basta non prendere più la medicina, però, e il desiderio torna. A Jimmy è capitato mentre era in prigione: “A un certo punto ho notato che avevo un nodulo sul petto, e i dottori del carcere hanno deciso di interrompere il Depo-Lupron. Non è stato un problema mentre ero in galera, ma appena sono uscito ho ricominciato a fare sesso in giro”. La cosa è venuta fuori durante l’esame con la macchina della verità a cui si deve sottoporre ogni anno, parte delle condizioni del regime di semilibertà a cui è vincolato per 10 anni dopo l’uscita di prigione: “Quando il dottor Berlin ha visto i risultati del test, mi ha proposto di ricominciare con la medicina e subito il desiderio è calato nuovamente”. Jimmy però non pensa che sia stato il Depo-Lupron da solo a riportare la sua sessualità a una dimensione gestibile.
“Ad aiutare molto sono anche i gruppi di sostegno a cui partecipo con altri che hanno problemi legati alla sessualità, e che si affiancano alle sedute individuali con uno psicologo. Ora comincio a capire che i miei problemi derivano probabilmente dall’avere nascosto per anni il mio essere gay, dall’avere avuto paura di rivelarmi agli altri, dall’avere cercato di nascondere questa situazione mettendomi in contatto online con altri che a loro volta conducevano una doppia vita”. Oltre a non potere avvicinarsi a bambini, Jimmy non può neppure usare internet. E tutti i suoi vicini sanno del suo passato, perché dopo l’uscita di prigione si è dovuto iscrivere al registro dei “sex offender”, i condannati per reati legati alla violenza sessuale, consultabile da tutti su internet. A Jimmy il termine castrazione chimica non dà fastidio: “La possiamo chiamare come vogliamo, ma non è una evirazione totale: il corpo funziona ancora”. L’unica cosa che non sopporta è l’idea che in alcuni stati la medicina che lui sta prendendo volontariamente possa essere obbligatoria: “Non tutti i molestatori hanno bisogno del trattamento farmacologico, a molti basta il supporto terapeutico per essere in grado di controllare le loro pulsioni. Sarebbe crudele sottoporli comunque a una cura che ha effetti collaterali molto pesanti”. Appena possibile lui vorrebbe interrompere con la medicina: “Penso che riuscirò a farlo tra cinque anni, ma solo se sarò ancora stabilmente fidanzato. Allora, probabilmente, per mantenere l’autocontrollo mi basteranno le sedute terapeutiche di gruppo. Quelle continuerò a farle molti anni dopo avere interrotto il trattamento farmacologico. Anche dopo avere terminato la libertà condizionale. Avere una situazione in cui mi posso esprimere liberamente con altri come me mi aiuta tantissimo”.
http://www.wsws.org/articles/2010/may2010/pola-m04.shtml
Roman Polanski releases statement denouncing legal witch-hunt
By Hiram Lee
4 May 2010
http://www.wsws.org/articles/2009/oct2009/pola-o01.shtml
The New York Times throws Roman Polanski to the wolves
By David Walsh and David North
1 October 2009
Nei sistemi anglofoni [prosecuzione NON obbligatoria] non credo ci siano prescrizioni.
Sono regimi "sovietici" [anzi i sovietici scopiazzarono, e pure male, i regimi "liberali"] estremisti. Le polizie sono onnipotenti e fanno qual che vogliono. Polanski non avra' dato il culo all'FBI. Senno', non gliene fregava nulla di stragli dietro.
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In Canada, andai una volta [un anno fa] dalla polizia di Vancouver BC con un assegno circolare USA di 1'600 dollari USA, ma speditomi dalla Malaisia da anonimi, chiaramente falso. Mi dissero che a loro non gliene fregava nulla. [...gliene sarebbe fregato, a qualcuno, sono sicuro, se avessi provato ad incassarlo: non e' che me l'hanno mandato per gioco...]
Scrissi poi [via email] a qualche servizio di polizia "federale". ...Nulla!
Allora, di recente, ho denunciato la cosa formalmente ad un giudice dell'Immigrazione [non ho soldi per fare causa al CSIS o ad altri] accusando il CSIS [il servizio segreto canadese]. Ha evitato la cosa. Comunque, nessuno, neppure per questo, ha mai provato a proseguirmi per calunnia.
La "giustizia" liberale? Una pagliacciata come la Vostra!!!
L'FBI?! Un servizio per delinquere che obbedisce ad ordini presidenziali. "Monta" i casi che riceve l'ordine di montare. Come i CC-procure italioti.
Pero', se Polanski dichiara che er pippo gli tira ancora, come si fa a dichiaragli prescritti il pippo. Urge Sua dichiarazione in merito.
Comunque l'attrice ha detto delle cose. Non sembra l'abbia denunciato. ...Sebbene in regime di prosecuzione obbligatoria [come credo ci sia pure in Francia, in teoria], almemo almeno dovrebbero subito estradarlo in Francia...
Ma poi, nel caso, come si fa in tribunale con un'attrice. Un attore od un 'attrice ti "montano" qual che vogliono.
Io penso che l'unica estradizione possibile per Roman, lo chiamo così perchè siamo amici, è quella davanti casa della parte "lesa".
Combattiamo questa battaglia insieme. La possiamo vincere.
Appello per la liberazione di Roman Polanski
1) Palazzolo
2)
3)
"Combattiamo questa battaglia insieme. La possiamo vincere. Appello per la liberazione di Roman Polanski"
PALAZZOLO: è la prima volta che ti vedo inneggiare alla liberazione di un pedofilo. Eh, si! Per quanto sia famoso, Polansky era (e forse è ancora) PEDOFILO visto che aveva scopato con una tredicenne....! Anch'io aderisco alla tua campagna ma non solo in favore di Polansky ma anche di tutte quelle migliaia di pedofili ingiustamente incarcerati che avevano avuto rapporti sessuali CONSENZIENTI con tredicenni (maschi o femmine..) e che sono ancora in galera....
Ma c'ha 70 anni! Negli Stati Uniti non c'è la prescrizione come per Andreotti?
non e' che a 16 anni siano proprio bambine...
Neppure secondo la legge!
Roman Polanski de nouveau accusé d'abus sexuel
Une actrice britannique a affirmé avoir été abusée sexuellement par le cinéaste alors qu'elle n'avait que 16 ans. En plein festival de Cannes, les personnalités du cinéma apparaissent divisées quant au soutien à apporter au réalisateur.
Davvero ha di quelle preferenze?
...Un viatico per carriere d'attrici?