Si può fare a meno delle banche ?

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Iscritto dal: 14/05/2007
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 Qualcuno può aiutarmi a rispondere alla domanda del titolo ? Chiarisco che fare a meno delle banche non significa fare a meno del credito in senso lato, non sto mettendo in dubbio cioè l' utilità o la necessità delle finanziarie, dei fondi di investimento, del venture capital e cose simili; mi chiedo solamente se il sistema capitalistico può fare a meno delle banche in quanto soggetti autorizzati a creare moneta.

 

Iscritto dal: 12/11/2005
User offline. Last seen 1 anno 23 settimane ago.

Digirolamo ho postato uno dei tuoi ultimi interventi sulla mailing di Rientrodolce, lì si parla di decrescita anche collegato alla crisi economico-finanziaria che come tu giustamente dici è causata dal potere affidato alle banche di creare credito/debito a loro piacimento, dando molto credito creato (ex nihilo ) nei momenti di espansione e contraendo il credito nelle fasi di recessione, mentre dovrebbe avvenire il contrario.

Lo diceva Mauruce Allais e gli austriaci con Von Mises già tantgo tempo fa.

d.c.

Iscritto dal: 21/11/2007
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

si può fare a meno delle banche? Non so voi, io non ci metto piede da decine di anni.....

il carso e le apuane.....

Iscritto dal: 14/05/2007
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

Presentazione dell'associazione BIN Italia e della proposta del reddito garantito, universale e incondizionato, nelle trasformazioni dei sistemi di Welfare in Italia e in occasione delle elezioni per il prossimo Europarlamento.

Dall'estate 2008 anche il tradizionalmente ritardatario Bel Paese ha un'associazione per il Basic Income (reddito garantito di cittadinanza), affiliata alla rete globale del Basic Income Earth Network (BIEN): è il Basic Income Network Italia (BIN Italia: http://www.bin-italia.org/).

Come recita la presentazione dello stesso sito internet un gruppo di "sociologi, economisti, filosofi, giuristi, ricercatori, liberi pensatori che da anni si occupano di studiare, progettare e promuovere interventi indirizzati a sostenere l'introduzione di un reddito garantito in Italia hanno voluto trovare" in questa associazione uno strumento per ottenere la previsione normativa e istituzionale di un Basic Income per tutti.

In Italia da ormai diversi decenni il pensiero politico e filosofico eretico dei movimenti sociali e della sinistra post-lavorista si è confrontato con la necessità di prevedere forme di reddito garantito, a fronte di un sistema sociale ancora ingessato nel patto fordista tra capitale e lavoro tradizionale. Spesso questi ambiti di discussione sono stati emarginati dalla sinistra tradizionale e dalle forze sindacali, probabilmente troppo intente a custodire un consenso ormai logoro, sia dal punto di vista generazionale, che politico. A fronte di una rendita di potere ideologica emergeva la richiesta di una Democrazia del reddito universale, come recitava un celebre volume di metà anni '90, editato da manifestolibri, che introdusse le aperture del dibattito internazionale sul reddito garantito nell'asfittico e settario ambito nazionale. È il tentativo di coniugare il ripensamento delle garanzie sociali, di un nuovo Welfare, oltre le strettoie di una rigida separazione tra garantiti e non garantiti. Estendere diritti e tutele per una vita dignitosa al di là del lavoro tradizionale: la scommessa di intercettare la grande questione precaria riconoscendo la necessità di estendere diritti sociali di base, a partire dal reddito garantito indipendentemente dalla esistenza o meno di una condizione lavorativa, per tutti i residenti di una determinata comunità politica. 

Proprio questa equa aspirazione alla universalità incondizionata di un reddito garantito dovrebbe essere il tema da porre al centro di una seria riforma dei sistemi sociali nazionali, dinanzi alla crisi globale e alla diffusa condizione di insicurezza e precarietà che attraversa, non più solo la generazione precaria, ma ora anche gli storicamente garantiti lavoratori tradizionali. E l'Italia, rispetto agli altri paesi d'Europa, è incapace di adeguare il suo Welfare alle trasformazioni economiche e di potere avvenute nella società. Questo è uno dei motivi che ha spinto l'associazione BIN Italia a presentare un appello per "un reddito garantito in Europa", approfittando delle prossime elezioni all'europarlamento, anche come occasione per portare le tutele previste nel resto d'Europa in Italia. 

Iscritto dal: 14/05/2007
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

E' possibile ipotizzare che la politica rinunci definitivamente a perseguire direttamente l' obiettivo dellacrescita economica ? E' possibile ipotizzare che persegua tale obiettivo solo indirettamente cioè operando allo scopo di aumentare le potenzialità, la libertà e la capacità di crescita economica dei singoli copmponenti di una società, lasciando ai singoli la decisioni riguardanti se come e quando ( provare a ) crescere economicamente ? E naturalmente non cercando, in nessun modo, di influenzare tali decisioni ? Credo che il mondo occidentale potrà farà a meno delle banche solo quando ciò avvenisse. Un sistema bancario ( come noi lo conosciamo ) è in definitiva nient' altro che uno strumento, uno dei due soli strumenti a disposizione della politica, per influenzare direttamente il tasso di crescita economica di una società. L' altro strumento è il debito pubblico. Per parlare piu' chiaramente diremo che tollerare che dei privati possano prestare dei soldi non propri a nome proprio e nello stesso tempo garantire loro la certezza di un contenimento delle perdite è un buonsistema per spingere  questi  privati  a rischiare un po' di piu' di quanto farebbero risparmiatori che hanno loro affidato i fondi e quindi è l' unico metodo per fornire al sistema economico piu' credito di quanto il sistema sarebbe disposto ad autoattribuirsi.  E' utile invece ricordare che sono innumerevoli gli strumenti per un' influenza indiretta, p. es. quasi ogni azione che miri a modificare permanentemente il sistema giuridico, il sistema fiscale, il sistema scolastico di un paese agisce, in misura piu' o meno rilevante, sulle potenzialità di crescita dei singoli. Secondo me la storia umana si può leggere (anche) come una lotta tra due opposti modelli organizzativi : il modello dirigista e il modello autoregolativo. Il novecento ha assistito a una vittoria su tutta la linea del modello autoregolativo, che nella storia piu' recente ha preso il nome di capitalismodi matrice liberale. Il problema è che ci siamo illusi che lavittoria fosse definitiva ( fine della storia di Fukuyama ) e soprattutto abbiamo fatto finta di non vedere  quante scorie dirigiste ( e autoritarie ) fossero ancora presenti nel nostro sistema. Può essere anche che per lungo tempo abbiamo tollerato l' esistenza di questescorie come necessaria alla vittoria sul nemico. L ' emergere della Cina è forse un' astuzia della storia ( direbbe un comunista :) che ci costringe a rivedere queste due convinzioni. 

 

p.s : ah dimenticavo : io tifo ( economicamente)  per la Cina, almeno fino a quando non vi deciderete ad essere un po' piu' autoregolativi...:)
 

Iscritto dal: 24/09/2000
User offline. Last seen 1 anno 5 giorni ago.

 "E' possibile ipotizzare che la politica rinunci definitivamente a perseguire direttamente l' obiettivo dellacrescita economica ? "

Perseguire l'obiettivo della crescita economica???? 

La politica persegue l'obiettivo di succhiare quanto più può,dalla "torta" economica che tutti coloro che lavorano come dipendenti e come imprenditori mettono insieme.Le banche sono lo strumento che in simbiosi con la politica si attiva  per tenere per le palle coloro che fanno l'economia.

Come tu stesso dici ,se il sistema bancario perdesse il potere che ha di "dirigere" la circolazione del denaro,perderebbe certamente potere ma insieme perderebbe potere la politica o meglio i politicanti e quindi uno regge l'altro.

Io non tifo per la Cina perché temo che avrà l'effetto tzunami sul nostro mondo produttivo e mi rimane solo una esile speranza che lo stellone italiano ritorni a illuminarci.

Iscritto dal: 14/05/2007
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

 

 beh vabbè, ma qualche cosa la politica purtroppo la combina. Il governo ha stanziato circa 400 mln di euro per incentivi al consumo. Chi nei prossimi mesi comprerà un motoscafo, un trattore, un elettrodomestico o ristrutturerà la casa secondo certi canoni "ecologici" avrà un grazioso regalo dallo stato. "Ovviamente" il premio sarà commisurato alla cifra che spendi, quindi piu' sei ricco piu' caro sarà l' elettrodomestico che comprerai e piu' soldi avrai in regalo dallo stato. Ti sembra una cosa decente ? Quante social card per la gente veramente povera potevano essere emesse con quella cifra ?

 

Iscritto dal: 24/09/2000
User offline. Last seen 1 anno 5 giorni ago.

 Qui,carissimo Garoglio ,trovo che Digirolamo abbia ragioni da vendere.

La dove ti dice :....  Tu queste cose le sai meglio di me ma preferisci, per motivi che mi sfuggono, NON saperle. 

Temo che il tuo "non sapere" sia più che altro un non voler accettare che la politica non voglia mollare l'osso e sia disposta a tutto per questo.

Il mercato deve essere lasciato libero e come tale ha i suoi pesi e contrappesi e ogni volta che i politici,indipendentemente dalla casacca che vestono lasciano il ruolo che sarebbe il loro ,di arbitri del "gioco" e si preoccupano a loro dire, del buon funzionamento"sociale"del gioco ,fanno dei disastri.

Quest'ultima sortita degli incentivi al consumo è nella falsariga degli interessi propagandistici dei politici,nel caso dei mercati ha il valore del cosi detto cerotto in una gamba di legno,quando va bene,quando va male, distoglie attenzione  energie al libero  mercato.

Questi sistemi,sembrano quelli che utilizzerebbe un padre di famiglia,che trova un lavoro inutile da far fare a un figlio scemo,affinché si occupi di qualcosa che non da utili,ma almeno non rompe i coglioni.

La variante ,a mio avviso è che se c'è qualcuno scemo tra i cittadini e i politici,non sono i cittadini,almeno nella parte che si rende conto di quanto ci prendano per il culo.

E con questo,rispondo anche al concetto a cui si richiama Digirolamo che parla dei politici che qualcosa "combinano" accodandomi al purtroppo.

Iscritto dal: 14/01/2005
User offline. Last seen 1 anno 6 giorni ago.

I veramente poveri hanno la social card già coperta, questi servono ad evitare all'operaio che costruisce i motoscafi di averne bisogno, perchè tutti dimenticano che il lusso è fabbriccato dai poveri, forse non aver capito nulla aiuta. 

Iscritto dal: 14/05/2007
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

 "questi servono ad evitare all'operaio che costruisce i motoscafi di averne bisogno"

 Gar fai sempre il solito discorso convenzionalissimo, non potresti aggiornarlo ogni tanto ?  Questi soldi servono anche a permettere ad alcuni operai di non essere licenziati. Ma per evitare che qualche centinaio di operai venga  estromesso dal settore che produce motoscafi e relativo indotto noi stiamo regalando un sacco di sodi a gente che non ne avrebbe affatto bisogno. Già questo dovrebbe suonare un po' strano a un cultore dell' efficienza e dell' efficacia come te. Ma c'è un problema maggiore. E' chiaro che chi approfitterà dell' occasione per comprare un motoscafo o un elettrodomestico non ne comprerà un altro l' anno prossimo ! Dunque il prossimo anno si produrranno meno motoscafi di quanti se ne sarebbero prodotti senza che il governo avesse offerto tali graziosi incentivi. Dunque ll governo con la scusa di aiutare poche centinaia di operai sta in realtà già lavorando alacremente per la prossima crisi. Il sistema bancario e il debito pubblico ( attraverso il quale si finanzieranno questi provvedimenti ) sono appunto i due strumenti di cui si serve la politica per impedire al mercato di autoregolarsi gradualmente e per imporre al sistema queste oscillazioni così ampie e violente tra momenti di crescita e di depressione economica. Oscillazioni che non sarebbero un prodotto obbligato di un' economia di mercato, e quando anche avvenissero la loro ampiezza sarebbero estrmamente minore.  Il consenso democratico a questo modo di agire nasce dal fatto che i vantaggi della crescita economica ricadono quasi esclusivamente sui due terzi piu' ricchi della popolazione mentre i danni causati da un periodo di recessione nonchè gli svantaggi che la crescita porta sempre inevitabilmente con sè  ricadono per lo piu' sul terzo piu' povero. In questo modo la politica ( destra come sinistra ) si assicura sempre l' appoggio di almeno due terzi della popolazione. Sto schematizzando molto ovviamente.  Tu queste cose le sai meglio di me ma preferisci, per motivi che mi sfuggono, NON saperle. D'accordo.... il sistema si regge così da alcuni secoli ma attenzione stavolta c'è una novità interessante ! Stavolta è pericoloso giocare la carta della crescita continua perchè ogni punto di crescita in piu' andrà in larghissima misura a vantaggio dell' attuale concorrente ideologico ed economico dell' occidente : la Cina. Ahahah, mi spiace davvero....:)

Iscritto dal: 14/05/2007
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

 

  err

Iscritto dal: 17/08/2000
User offline. Last seen 1 anno 21 settimane ago.

Peccato che il Biondani, dall'alto della sua "saggezza convenzionale", non posti più commenti, perché qualcuno, forse senza volerlo, ha messo in atto una sua involontaria intuizione "Avremo il credito a kilometri zero? E chi li valuta i rischi, il commercialista di fiducia fra una denuncia dei redditi ed una dichiarazione IVA? "

http://fuoripista.webs.com/brochure_wow.pdf 

Iscritto dal: 12/11/2005
User offline. Last seen 1 anno 23 settimane ago.

Digirolamo,

è tuo il pezzo che hai postato?

Fra le altre cose c'è da ricordarsi, che la creazione di moneta è a costo zero, cioè le banche non  producono niente e quindi far andare i proventi derivanti dalla creazione di moneta nelle mani dei privati è qualcosa veramente privo di alcun senso,  ma ocme dici tu il sistema è consolidato da centinaia di anni.

d.c.

Iscritto dal: 14/05/2007
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

 

 sì, il pezzo è mio anche se ovviamente non è mia l' idea che si possa fare a meno delle banche nè ho scoperto io la questione del signoraggio. So che c'è un thread che parla del signoraggio però onestamente non l' ho seguito molto forse perchè quando ho cominciato a frequentare il forum non era tra quelli piu' in auge. Ovviamente se tu lo riprendessi non potrebbe che farmi piacere. Io riconosco il carattere antidemocratico e sostanzialmente ingiusto dell' attuale meccanismo di creazione della moneta però quello che mi interessa è soprattutto indagare i suoi legami con l' ossessione della crescita a tutti i costi che sembra essere l' ideologia predominante nel capitalismo moderno. Non so se la questione è stata mai affrontata in questo forum da questo punto di vista. Ho letto diverse cose in giro per la rete e ovviamente ci sono diversi approcci ma nessuno di quelli che ho studiato mi soddisfa. C'è un approccio demagogico in base al quale col signoraggio al popolo si  diventerebbe tutti piu' ricchi. C' è un approccio "ecologista" che si rifà al cosiddetto paradigma della decrescita. E poi c'è un approccio anti-capitalista che assumendo l' iscindibilità del trinomio capitalismo-banche-massimizzazione della crescita parte dal dato empirico dell' inevitabilità della ricorrenza delle crisi economiche per augurarsi/pronosticare  la fine del capitalismo e l' avvento di una società comunista.

Iscritto dal: 24/09/2000
User offline. Last seen 1 anno 5 giorni ago.

  C'è un approccio demagogico in base al quale col signoraggio al popolo si  diventerebbe tutti piu' ricchi. 

Per essere precisi la tesi,che non saprei definire demagogica è che le "risorse" che arrivano dal signoraggio verrebbero contate come entrate nelle casse dello Stato e non in quelle di società private,almeno stante il sistema cosi come è.

Iscritto dal: 14/05/2007
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

 "le "risorse" che arrivano dal signoraggio verrebbero contate come entrate nelle casse dello Stato e non in quelle di società private"

sì, e questo è ciò che auspico anch' io e non mi sembra affatto demagogico. Però ci sono diversi siti che, pur auspicando che il timone passi dalle mani delle banca centrale a quello della politica, teorizzano una emissione pressochè illimitata di moneta e questo lo trovo molto demagogico. Inoltre la mia idea è che senza banche e con il signoraggio nelle mani della politica non è vero che diverremmo tutti piu' ricchi, è probabile che almeno un terzo della popolazione, il terzo che oggi sta meglio, diverrebbe un po' piu' povero. Però i restanti due terzi dovrebbere vedere aumentare le risorse a loro disposizione.

 

 

 

Iscritto dal: 24/09/2000
User offline. Last seen 1 anno 5 giorni ago.

 "Inoltre la mia idea è che senza banche e con il signoraggio nelle mani della politica non è vero che diverremmo tutti piu' ricchi, è probabile che almeno un terzo della popolazione, il terzo che oggi sta meglio, diverrebbe un po' piu' povero."

Neppure io capisco cosa si intenda per più ricchi.Di certo avremmo meno debiti come Stato,visto che a quanto pare la cartamoneta,quindi  il signoraggio viene pagato con titoli di Stato quindi con il debito.

Non ho però capito,perché ritieni che un che un terzo della popolazione diverrebbe un po più povero.Se ti riferisci a tutti coloro che dal signoraggio traggono finanza e potere allora è verissimo,diversamente mi sfugge.

Iscritto dal: 14/05/2007
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

 "Non ho però capito,perché ritieni che un che un terzo della popolazione diverrebbe un po più povero"

non un terzo a caso, il terzo della popolazione che sta meglio ovvero che gode di maggior reddito. Ovviamente tale proporzione è indicativa, potrebbe essere anche un quarto o un quinto, dipende dalla struttura economica di una società. Il ragionamento che mi porta a pensarla cosi' è il seguente. Tutti i cittadini pagano nella stessa misura i costi che comporta per una società l' esistenza di questa corporazione, p. es. quando lo stato decide si salvare una banca  lo fa coi soldi che sottrae al proprio bilancio che appartiene per definizione a tutti i cittadini in mnaniera eguale. Anche la sovranità  monetaria appartiene o meglio dovrebbe appartenere a tutti in maniera eguale. Però non tutti godono nella stessa misura dei vantaggi che può comportare per i singoli  l' esistenza delle banche ( ci possono essere vantaggi per i singoli senza che ce ne siano per il sistema nel suo complesso). Intanto c'è sempre, in tutte le società, almeno un 20 % della popolazione e delle aziende che non ha nessuna possibilità di ricevere credito bancario perchè non è in grado di fornire garanzie sufficienti.  I rimanenti, quelli che questa possibilità almeno in teoria ce l' avrebbero magari attraverso condizioni esose, quando chiedono del denaro in prestito lo ricevono in genere in una misura direttamente proporzionale al loro reddito. Dunque sembra lecito presumere che almeno una parte della polazione ( un terzo, un quarto ? ) riceva piu' vantaggi che svantaggi dall' esistenza del sistema bancario.

 

 

 

 

 

Iscritto dal: 14/01/2005
User offline. Last seen 1 anno 6 giorni ago.

Il sistema bancario accelera la creazione di ricchezza, raramente la distrugge, se non quella immaginaria. Che poi riesca a farsela pagare per buona è solo coglionaggine dei politici più che colpa delle banche, hanno preso il mondo in ostaggio e invece di una fucilata si sono presi una barcata di miliardi, che dire bravi. Ma la ricchezza non è stampare moneta, capito quello siete sulla buona strada.

Iscritto dal: 22/07/2009
User offline. Last seen 1 anno 6 giorni ago.

le banche non  producono niente

Le banche producono "servizi". E' un'attività a valore aggiunto. Togliendola alle banche non si farebbe altro che trasferirla in altre mani. Il resto del ragionamento va da sè.

Iscritto dal: 14/05/2007
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

Le ultime obiezioni di Biondani ( ovvero come negare l'evidenza e vivere felici )

Abbiamo assodato che un sistema economico potrebbe fare benissimo a meno delle banche cioè dell' esistenza di alcuni soggetti abilitati a prestare a nome proprio soldi di altri. Biondani cerca di negare questo risultato introducendo una distinzione fittizia, che non esiste nella teoria e nella pratica economica, tra credito e finanza, definendo credito tutto ciò che è erogato dalle banche, definendo finanza tutto ciò che è erogato da soggetti non bancari, e poi negando che un moderno sistema possa fare a meno della funzione creditizia ( il che è ovvio..:)))  ). E'  evidente che il nostro sta usando un espediente retorico perchè sta proponendo una definizione di credito tautologica e ad usum delphini. Dal punto di vista di un' azienda che intende finanziarsi è la stessa cosa chiedere un prestito in banca, chiederlo a una finanziaria, emettere delle obbligazioni o delle azioni, oppure rivolgersi al venture capital. C'è persino un teorema economico che asserisce questa equivalenza intuitiva, si chiama teorema di Modigliani-Miller ed afferma che : "in assenza di tasse, costi di fallimento, asimmetrie informative, in un mercato efficiente il valore di un'impresa non è affetto dalla modalità con cui l'impresa si finanzia." http://it.wikipedia.org/wiki/Teorema_di_Modigliani-Miller. Sembra anzi plausibile che l'assenza di credito bancario favorirebbe la concorrenza e scoraggiare la formazione di monopoli che nascono di solito perchè una grande azienda compra coi soldi dell' amica banca tutte le concorrenti dirette.

Ma, non contento di questo, il nostro si preoccupa anche dei clienti e si chiede : "senza le banche chi erogherà il famoso "credito al consumo" ?"  Risposta : in assenza di banche il credito al consumo verrà erogato dagli stessi soggetti che lo erogano, per piu' del 50 %  attualmente in italia, ovvero le società finanziarie che, forse è bene ricordarlo, non sono assimilabili alle  banche perchè  non possono raccogliere il pubblico risparmio.

Infine il nostro fa una terza obiezione : Se i risparmiatori non potranno piu' usufruire dei supergarantiti depositi bancari si spaventeranno e investiranno in beni rifugio come la casa. A questo proposito bisogna considerare  che l'ammontare dei depositi bancari è solo una frazione minoritaria dell' intero risparmio delle famiglie che dunque potrebbero benissimo continuare a fare quello che fanno. E' però vero che una parte di questo risparmio, non piu' assorbito dal sistema bancario, si indirizzerebbe verso investimenti "sicuri" come i titoli di stato e gli immobili. Nel primo caso se ne avvantaggerebbe lo stato, nel secondo l' intero mercato immobiliare. Vediamo perchè. Senza banche non ci sarebbero piu' mutui bancari dunque la richiesta di immobili crollerebbe. Crollando la domanda crollerebbe anche il prezzo e per un certo periodo di transizione assisteremmo a una considerevole diminuzione del valore di mercato degli immobili e del numero di passaggi di proprietà. Ma in un periodo abbastanza breve la domanda dovrebbe risalire grazie anche ad un aumentato interesse delle famiglie verso l' investimento "sicuro". Ritorneremmo dunque allo stesso numero di passaggi di proprietà ma avremmo il doppio vantaggio che il prezzo medio reale degli immobili diminuirebbe e il loro valore di mercato aumenterebbe ! Questo apparente paradosso sarebbe reso possibile dalla scomparsa dell' intermediazione creditizia bancaria, che può arrivare tra una balla e l' altra fino al 10 % del valore dell' immobile. Per evitare possibili speculazioni, ovvero incetta di immobili, basterebbe introdurre un qualche aumento della tassaione sulle abitazioni non di residenza. 

I due modi per fare a meno delle banche.

Ci sono due modi : uno è quello di vietarne l' esistenza, l' altro modo che è preferibile ( siamo liberali vero ? ) è quello di liberalizzare completamente il settore ovvero di abolire il reato di esercizio abusivo dell' attività bancaria e contemporaneamente togliere l' obbligo per chi la volesse svolgere di aderire al fondo di garanzia interbancario. Naturalmente lo stato dovrebbe contestualmente impegnarsi a non salvare mai piu'nessuna banca. Questo tipo di liberalizzazioni relegherebbe presto per ovvi motivi l' attività bancaria ad un ruolo marginale nel sistema economico.

Perchè, malgrado tutto, non ne facciamo a meno.

Dunque le banche non potrebbero mai operare in assenza di una qualche forma di copertura politica ma possiamo chiederci adesso : perchè il potere ( cioè noi ) è sempre così disposto e a volte anzi ansioso di fornire questa copertura ? Allarghiamo la questione : perchè il "sistema" decide da alcuni secoli di non poter fare a meno delle banche ? La ragione fondamentale, che illustreremo in un prossimo intervento, esula dal semplice scambio di favori,  che cmq è sempre presente, tra banche e politica, ed attiene all' idiologia che attualmente regge l' intero sistema capitalistico. Questa ideologia è talmente pervasiva da mascherare benissimo la sua natura ideologica e di proporsi quindi come modo di essere naturale ovvero scontato ovvero obbligato.
 

Iscritto dal: 22/07/2009
User offline. Last seen 1 anno 6 giorni ago.

Abbiamo assodato che un sistema economico potrebbe fare benissimo a meno delle banche 

Non abbiamo assodato niente.

 Biondani cerca di negare questo risultato introducendo una distinzione fittizia, che .....

Credito e finanza "sono" due attività distinte, anche se non necessariamente esclusive di uno o l'altro dei rispettivi settori principali. Si può fare finanza senza passare da una banca. Si fa tutti i giorni usando anche le forme che tu vorresti rendere obbligatorie per tutti. Ci sono forme e canali per tutti i gusti, dai mercati regolamentati allo strozzinaggio, e chi vuol fare a meno delle banche ha a disposizione tutti gli strumenti che vuole senza bisogno di reinventarli o di obbligare tutti a servirsene in omaggio al "liberismo".

C'è... un teorema...di Modigliani-Miller ... afferma che : "in assenza di tasse, costi di fallimento, asimmetrie informative, in un mercato efficiente il valore di un'impresa non è affetto dalla modalità con cui l'impresa si finanzia

Un terorema di Biondani-Biondani asserisce che "in assenza di gravità la verdura non si può pesare e quindi qualsiasi prezzo abbia deve essere distribuita gratis". E' assolutamente scientifico ed ha il pregio di essere molto liberale.

Ma, non contento.., il nostro si preoccupa anche dei clienti e si chiede : "senza le banche chi erogherà il famoso "credito al consumo" ?" 

Mai parlato specificamente di "credito al consumo". Mi sono accontentato di parlare di credito per chi in generale ne ha bisogno. Mi piacerebbe essere citato correttamente. Comunque di credito al consumo si occupano già società finanziarie specializzate. L'esistenza delle banche non ruba loro niente, anzi è un elemento in più di concorrenza a favore della domanda. Abbiamo presenti i tassi Findomestic o American Express?

Infine il nostro fa una terza obiezione : Se i risparmiatori non potranno piu' usufruire dei supergarantiti depositi bancari si spaventeranno e investiranno in beni rifugio come la casa

Mai parlato specificamente del bene-rifugio-casa, ma solo della fuga del risparmio in beni-rifugio. Ce ne sono per tutti i gusti: immobili, oro, materie prime, opere d'arte, conti in Svizzera & altrove, cassetta nel caveau, materasso e vai a briglia sciolta. A parte un modesto potenziale incrementativo dell'edilizia, tutti gli altri beni-rifugio sono assolutamente improduttivi e la loro mancanza dal mercato avrebbe conseguenze dannose prive di qualsiasi nuova contropartita. La paura di perdere i propri risparmi esiste già.

I depositi non sono "supergarantiti", mai affermato una cosa del genere. Sono soltanto garantiti dal patrimonio della singola banca depositaria ed entro certi limiti da un fondo di garanzia coperto dallo Stato. La stessa copertura che alla fine proporresti anche tu.

avremmo il doppio vantaggio che il prezzo medio reale degli immobili diminuirebbe e il loro valore di mercato aumenterebbe

Ripendendo un teorema annunciato sopra, avremmo il doppio vantaggio dell'aumento della produzione di verdura in corrispondenza col crollo a zero del suo prezzo. L'apparente paradosso sarebbe un benefico frutto dell'impossibile tassazione su di un bene che non ha un prezzo cui applicarla. Altro che balle!

 La ragione fondamentale, che illustreremo in un prossimo intervento..........

Ecco, mi sembrava che mancasse qualcosa.... la ragione fondamentale. Ma secondo me mancano anche ben altre risposte a questioni che sorgono spontanee.

C'entrano niente gli agenti di borsa e di cambio, le assicurazioni, le lotterie, le chiromanti e tutte quelle altre attività che fanno cambiare di mano i soldi senza altra contropartita che un servizio? Tutto il ragionamento del Digirolamo sulle banche non può magari essere applicato paro paro anche alla sanità, alle poste, alle ferrovie, alle infrastrutture in genere?. E perché non anche alla difesa, alle forze dell'ordine, alla magistratura, insomma allo Stato tout court? Alla Chiesa Cattolica è d'altronde già stato applicato con la Riforma Protestante, ma essa rimane attiva

Perchè, malgrado tutto, non ne facciamo a meno.

Tutti questi gravi interrogativi sono costretto mio malgrado a lasciarli inevasi. La loro profondità mi atterrisce, preferisco godermi la pensione, accreditata in banca e gestita via home banking service. Non posterò oltre in questo thread ed avviso che chi prosegue lo fa a suo rischio e pericolo.

 

Iscritto dal: 24/09/2000
User offline. Last seen 1 anno 5 giorni ago.

www.youtube.com/watch 

Questa intervista è dedicata a tutti,sopratutto a Biondani,in quanto trovo che ben risponda alle sue critiche e perplessità verso le idee "liberiste" e alle utopie che ritiene portino.

Buon ascolto.

 

Iscritto dal: 22/07/2009
User offline. Last seen 1 anno 6 giorni ago.

trovo che ben risponda

Udito. Nulla di nuovo, non è apparsa nessuna madonna ad accendere la fede. Sono banali considerazioni sull'andamento di un mercato finanziario difficile da parte di uno che se ne intende come tanti altri, e come loro sa benissimo che se piove ci bagnamo.

Ma forse non ho colto dove c'era da cogliere. Me lo puoi focalizzare tu?

 

Iscritto dal: 24/09/2000
User offline. Last seen 1 anno 5 giorni ago.

  "Nulla di nuovo, non è apparsa nessuna madonna ad accendere la fede."

Perdonami Biondani,probabilmente è colpa mia,che non ho saputo chiarire a cosa mi riferissi, richiamandoti nel commento che ho fatto seguire al video che ho linkato,ma non c'è nessuna fede da divulgare. Come per altro dici,sono "considerazioni",il banali lo trascurerei,che ho trovato potessero essere usate in risposta alle perplessità che legittimamente esprimi.Il tutto in una logica di dibattito che si sta sviluppando.

Iscritto dal: 24/09/2000
User offline. Last seen 1 anno 5 giorni ago.

 Come spiegate che Bossi ,nella sua ultima uscita si prefigga di "acquisire" le banche?

Non sarà che ha capito che le manovre "politiche" si fanno manovrando con le banche?

Se poi trovate lecito che le banche possano emulsionare le risorse creando credito dal nulla e appoggiato sul nulla,drogando a mio avviso l'economia,quella vera,quella sana ,non quella che nasce dalla speculazione ,la logica di Bossi è perfettamente inserita nel sistema.

Io la trovo una logica demenziale e suicida.

Iscritto dal: 22/07/2009
User offline. Last seen 1 anno 6 giorni ago.

Non sarà che ha capito che le manovre "politiche" si fanno manovrando con le banche?

Io non c'ero arrivato per niente, nemmeno quando Profumo andò alle primarie a votare per il candidato unico Prodi, quando Fazio radunava i nanetti per "acquisire" i giganti, quando Biasi veniva paracadutato alla presidenza di Cariverona per tirarle il collo su mandato di chissachì, quando un estremista di sinistra come Nesi era presidente della BNL.

Non c'ero arrivato per il mio candore.

Iscritto dal: 12/11/2005
User offline. Last seen 1 anno 23 settimane ago.

Penso anche io che agganciare la nuova moneta emessa all'oro non serve a niente, basta agganciarla come tutto sommato è ora all'aumento del pil.

Il punto come dice Digirolamo è chi la utilizza o tradotto chi la iscrive a bilancio.

 

d.c.

Iscritto dal: 12/11/2005
User offline. Last seen 1 anno 23 settimane ago.

Caro Garoglio se ti sforzi un po’ riesci a comunicare cose interessanti come quelle che hai postato sotto, che sono delle riforme che senz’altro taglierebbero speculazione e quindi rischi per tutti noi, detto questo io non mi eccito sul signoraggio (si scrive così !), ritengo che la gestione della produzione della moneta da parte delle banche centrali e delle banche private sia l’argomento centrale di cui occuparsi, non per scoprire se c’è o meno un complotto, ma perché è ormai chiaro a tutti quelli che hanno iniziato a studiare il tema, compresi gli amici che sono su questo forum, che questa roba è alla base della crisi.

Infatti il sistema che Di Girolamo ci ha proposto non è che altro che il passaggio/accredito della moneta nuova ai cittadini, ovvero quello che viene chiamato populisticamente Signoraggio al popolo.

 

Di Girolamo la tua è la soluzione che auspicano tutti quelli che vogliono togliere la sovranità monetaria alle banche e restituirla ai cittadini, non so se è tutta farina del tuo sacco o qualcosa devi aver letto, così come ce l’hai presentata sembra quasi che ti sei illuminato, ma su questo forum sono 4 anni che si parla di questo tema.

 

Forse l’unico in grado di fare delle obiezioni a un sistema simile, che io conosca, è il compagno Alfredo Pauciulo, che è favorevole ad un sistema di liberalizzazione della possibilità di creare moneta da parte dei privati e vuole la moneta agganciata, se non ricordo male  ad un paniere di merci.

 

d.c.

 

Iscritto dal: 14/05/2007
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

Voglio adesso proporvi un esperimento mentale di fanta-economia e fanta-credito , all' inizio richiamo alcune nozioni comuni, dopo propongo un modo per cambiare paradigma nella politica monetaria e creditizia e per dar vita ad un nuovo sistema secondo me molto piu' giusto ed efficiente. Fatemi sapere le vostre considerazioni..vi prego di non limitarvi a dire che non può funzionare, sforzatevi di cercare PERCHE' non può funzionare. Come sapete le banche non si limitano a prestare soldi che non sono loro. Ogni tanto si fanno prestare dei soldi dalla banca centrale e prestano quelli. Il tasso di interesse a cui la banca centrale è disposta a prestare denaro si chiama tasso di sconto ed è una indicatore fondamentale di un sistema economico. Variando il tasso di sconto la banca centrale influenza indirettamente la quantità di moneta presente in un dato sistema. Secondo me è un bene che la banca centrale sia indipendente dal potere politico, la decisione su quale sia  la quantità di moneta ideale per un sistema è una decisione troppo delicata per lasciarla alla politica. Però è una decisione troppo delicata anche per lasciarla  alla banca centrale ! Come se ne esce ? Un modo secondo me c'è. Cosa succederebbe se la banca centrale improvvisamente smettesse di prestare denaro alle banche private ? Ovviamente si verificherebe istantaneamente una recessione spaventosa che farebbe probabilmente dimezzare o peggio  il pil. Non è dunque il caso di provare a meno che...., a meno di non adottare contemporaneamente un ' altra misura. I soldi che la banca centrale evitasse di prestare alle banche private potrebbe invece darli allo stato il quale li distribuirebbe automaticamente e in modo eguale tra tutti i cittadini. Che so, 10 o 100 o 1000 euro per ogni cittadino. Così facendo la quantità di moneta presente nel sistema rimarrebbe invariata e quindi invariati rimarrebbero teoricamente inflazione e consumi interni. Facciamo un passo in piu'. La quantità di moneta di un sistema non può rimanere immutata per sempre, pena il ristagno economico e la mancanza di crescita, dunque lo stato dovrebbe procedere periodicamente a nuove piccole distrubuzioni nel corso degli anni. Naturalmente l' entità di queste periodiche distribuzioni di denaro  sarebbe di un ordine di grandezza molto inferiore rispetto a quella iniziale pena un' esplosione inflazionistica. Ma chi decide l' entità precisa di queste periodiche distribuzioni dato che non è consigliabile, come abbiamo visto, affidare questa decisione nè alla politica nè alla banca centrale ?  La cosa piu' ragionevole sembrerebbe quella di legare la loro entità all ' andamento del pil.Quindi schematizzando in maniera un po' rozza si può descrivere il meccanismo nei seguenti termini. Ogni anno la banca centrale si accerta della percentuale di crescita del pil e di altri indicatori macroeconomici e stampa una quantità di nuova moneta correlata a quanto accertato, quindi fornisce questa nuova moneta allo stato che la distribuisce a tutti i cittadini nel modo che abbiamo visto. In altre parole queste periodiche distribuzioni "gratuite" di moneta sarebbero un compenso che il sistema darebbe a se stesso o ai suoi membri per essere riusciti a produrre di piu'. Naturalmente ho tracciato uno schema generale che potrebbe avere infinite varianti dettate dalle diverse concezioni che ognuno di noi ha della politica o della società. Intanto  il passaggio da un paradigma all' altro non dovrebbe avvenire necessariamente in maniera istantanea. Si potrebbe procede ad una contrazione graduale dell' offerta di moneta al sistema tramite il sistema bancario ed ad un  contestuale graduale aumento dell' offerta di moneta tramite l' azione pubblica. Lo stato poi potrebbe per esempio non distribuire i soldi che gli da la banca centrale tra tutti i cittadini ma solo tra i piu' poveri, potrebbe anche non distribuirli affatto e abbassare di una quantità uguale le tasse o magari potrebbe usarli per costruire infrastrutture ecc.

Iscritto dal: 24/09/2000
User offline. Last seen 1 anno 5 giorni ago.

 Ma tornare all'emissione di moneta a fronte di un equivalente di riserva aurea,non sarebbe tutto più semplice?

Che la banca centrale sia indipendente dal potere politico non è una garanzia che essa stessa non diventi un soggetto che condiziona la politica ,come invece mi pare sia avvenuto in questi anni.