Strade sicure: a Roma primo intervento della Brigata Sassari

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Iscritto dal: 28/08/2000
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Il Corriere di ieri, in cronaca di Roma, riportava la seguente notizia: "Barba e capelli al capolinea, bloccati 2 barbieri on the road".
Il fattaccio: due rumeni si erano attrezzati con "seggiola pieghevole, pettine e forbici", e -al capolinea del metrò- tosavano i propri connazionali.
Pronto intervento dei CC "con la collaborazione dei militari della Brigata Sassari, impiegati nell'operazione Strade Sicure".
Il tutto, va riconosciuto, con grande sprezzo del ridicolo.

Buon Ferragosto.

PS (dalla stessa pagina del Corsera): nel frattempo, a Tor Vergata, due giovani rimasti sconosciuti lanciavano candelotti incendiari sulle roulotte del campo nomadi.
Così, tanto per dare un mano.

Iscritto dal: 14/05/2007
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forse ancora meglio un sottomarino per evitare che nel frattempo pescasse pure :lol:

Iscritto dal: 14/05/2007
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Iscritto dal: 14/05/2007
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eh si, sarebbe stata utile almeno una corvetta militare, considerato che Fini era "accompagnato" e protetto da un' imbarcazione dei Vigili del Fuoco.

Iscritto dal: 14/05/2007
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forse sarebbe opportuno dare anche alla marina militare compiti di polizia come dimostra il seguente episodio :

"Non ne ero a conoscenza, nessuno mi ha chiesto il permesso, ne' tantomeno avrei potuto concederlo, perche' in quel tratto di mare nessuno puo' fare il bagno, per non parlare delle immersioni subacquee". Cade dalle nuvole Mario Tozzi, presidente del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, dopo la denuncia di Legambiente che ha presentato foto che ritraggono Gianfranco Fini e alcuni amici intenti a fare immersioni in un tratto di mare vietato, di fronte a Giannutri, controllato proprio dal Parco Nazionale. "Quel tratto - spiega Tozzi, interpellato dall'Agi - e' la zona 1, a protezione integrale, davanti alla costa dei Grottoni. Nessuno puo' andarci se non dietro richiesta e solo per motivi scientifici.

Iscritto dal: 28/08/2000
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r.scaruffi wrote:
renzoriva@libero.it

http://www.socialistalab.it/lettere.asp?id_elemento_lettere=1095

In riferimento alla lettera del Compagno
Michelangelo Trombetta
Genova: “Militari no grazie!”
provo a spiegare perché sono contrario all'impiego dei militari nelle normali operazioni di polizia.
Polizia che dipende dal ministero dell'interno (115.000 addetti), polizia militare ovvero i carabinieri arma militare a sé stante che dipende dal ministero della difesa ed ha a capo supremo il capo dello Stato(111.000 addetti), polizia tributaria ovvero il corpo dei finanzieri (65.000 addetti), corpo forestale (oltre 60.000 addetti), corpo della polizia penitenziaria (circa 43.000 addetti), polizia urbana (dato addetti n.d.): sono o no sufficienti per matenere l'ordine pubblico in tempo di pace?
Abbiamo un rapporto operatori di polizia/cittadini degni di un paese da socialismo reale.
Renzo Riva

Ecco, appunto: con tutti gli operatori di polizia che ci ritroviamo non serve mica la Brigata Sassari per reprimere l'esercizio abusivo della professione di barbiere su suolo pubblico

r.scaruffi (non verificato)

renzoriva@libero.it

http://www.socialistalab.it/lettere.asp?id_elemento_lettere=1095

In riferimento alla lettera del Compagno
Michelangelo Trombetta
Genova: “Militari no grazie!”
provo a spiegare perché sono contrario all'impiego dei militari nelle normali operazioni di polizia.
Polizia che dipende dal ministero dell'interno (115.000 addetti), polizia militare ovvero i carabinieri arma militare a sé stante che dipende dal ministero della difesa ed ha a capo supremo il capo dello Stato(111.000 addetti), polizia tributaria ovvero il corpo dei finanzieri (65.000 addetti), corpo forestale (oltre 60.000 addetti), corpo della polizia penitenziaria (circa 43.000 addetti), polizia urbana (dato addetti n.d.): sono o no sufficienti per matenere l'ordine pubblico in tempo di pace?
Abbiamo un rapporto operatori di polizia/cittadini degni di un paese da socialismo reale.
La presenza dell'esercito può essere giustificata solo da uno stato d'emergenza dichiarato e con limitazioni alla libertà individuale regolata da ordinanze da coprifuoco.
Nessuna emergenza è stata dichiarata e pertanto con buona pace di chi invoca sicurezza l'esercito non può essere impiegato.
Mi risulta che a Chiaiano l'impiego dei militari ci fu a seguito della dichiarazione di uno stato d'emergenza locale con delle ordinanze limitative di certuni diritti.
Temo invece di ravvisare i prodromi di una volontà nell'impiego dei militari che potrebbero ssere utilizzati per la repressione di manifestazioni o peggio moti popolari.
Fiorenzo Bava Beccaris è stato un generale italiano, noto soprattutto per la feroce repressione dei moti milanesi da lui guidata nel 1898.
Renzo Riva

Iscritto dal: 09/07/2001
User offline. Last seen 3 anni 14 settimane ago.

Peraltro non si capisce, che è proprio questo buonismo che crea intolleranza verso l'extracomunitario.

E' come in famiglia, i fratelli si odiano solamente quando i genitori fanno differenze. Scava scava e scopri che l'odio tra fratelli è sempre causato dai genitori. L'odio tra cittadini è sempre causato dallo stato, quando ci si accorge che qualcuno gode di privilegi o gli è consentito non rispettare le regole, scatta l'intolleranza. Succede per gli statali, extracomunitari, etc.etc.
Non può essere altrimenti!

Iscritto dal: 24/09/2000
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Quote:
Io non ho nessuna ammirazione per le regole, anzi,....ma non mi va che io le debba rispettare ed altri no!

Io John, differentemente le regole le adoro,semprechè siano intelligenti e funzionali al consentire il funzionamento di tutto quello per cui sono pensate.
Quelle che "regolano" anche solo il quotidiano in questo paese dei campanelli sono tutto, tranne che pensate come "intelligenti e funzionali".
In questo caso,concordo nella difficolta a provare ammirazione.

Iscritto dal: 24/09/2000
User offline. Last seen 1 anno 2 settimane ago.

Quote:
Il fatto che tu spesso sembri voler intendere che "in fondo tutti ( anche i radicali) sono uguali" non saprei come chiamarlo se non qualunquismo...

Ecco in cosa sarebbero "radicalmente" diversi dagli altri, i radicali di oggi?
Se riesci a dare una spiegazione che sia accettabile ,vale l'accusa di qualunquismo, diversamente è solo una presa d'atto.

Iscritto dal: 09/07/2001
User offline. Last seen 3 anni 14 settimane ago.

ga.digirolamo wrote:
j.patelli wrote:
Io ho scritto:
Porta pazienza, io sono addirittura per l'abolizione dello stato, ma da che mi si impongono certe regole, il minimo che posso pretendere è che le rispettino tutti! Poi se devo fare solidarietà, lo faccio nei tempi e nei modi che desidero!
_________________

e Di Girolamo mi risponde:

Appunto, è per questo che sei un anarco-conservatore o un qualunquista....

C'è qualcuno più intelligente di me, che mi spieghi che cazzo c'entra?

non so se posso rispondere io , però ci provo...
Uno che vuole abolire lo stato cos' e' se non un anarchico ? Poi la tua ammirevole sensibilità per "le regole" richiama non poco il concetto di "legge e ordine" : da qui conservatore. Il fatto che tu spesso sembri voler intendere che "in fondo tutti ( anche i radicali) sono uguali" non saprei come chiamarlo se non qualunquismo...

Io non ho nessuna ammirazione per le regole, anzi,....ma non mi va che io le debba rispettare ed altri no!

IL fatto che tutti facciano parte dell'oligarchia politica, non è qualunquismo, ma cronaca! :wink:

Iscritto dal: 18/11/2000
User offline. Last seen 1 anno 2 settimane ago.

Oddio.... Alessandro dev'essere rincoglionito del tutto... si autoripete come un'oca. :cry:
Può anche essere, però, che si trovi bello :lol: :lol: :lol:

Vasco.

E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.

 

Iscritto dal: 28/08/2000
User offline. Last seen 3 anni 9 settimane ago.

Sappiamo tutti che la presenza della Brigata Sassari sulle strade di Roma cade in un momento in cui il tema della sicurezza, lo testimoniano i sondaggi, è in cima alle priorità politiche. E però “politiche”, come avviene spesso, non significa necessariamente “vere”. La politica inventa spesso gli scenari su cui deve decidere. Magari la decisione alla fine può anche essere giusta, o necessaria, ma occorre un pretesto. In Italia i grandi gruppi editoriali attaccano il somaro dove vuole il padrone, al massimo dove soffia il vento di quella sterminata ed indistinta middle class che è il target di riferimento sia della stampa che della politica. Non voglio con questo dire che gli italiani non si sentano insicuri, assediati, impauriti dalla microcriminalità, solo che questo succede da decenni perché il tema della sicurezza è immanente nelle società moderne, è solo la nascita del villaggio globale che lo ripropone in termini diversi. L’omicidio di Treviso avviene nel mio tinello, e così la rapina di Napoli. Santoro abbassa le luci ed interroga un povero cristo a cui hanno appena scannato i genitori chiedendogli cosa prova mentre Vespa intinge il pane del disdegno nel sugo della paura collettiva commissionando sondaggi mirati e fuorvianti il cui esito è spesso scritto nelle domande retoriche. Il risultato di tutto questo è un sentimento diffuso che diventa un fatto vero e concreto dal quale non si può prescindere. Neppure noi, per quanto disgustati, possiamo farlo. Intanto, però, è bene dire che non c’è nessuno che si prende la briga di verificare se lo stesso sentimento veniva raccontato nelle annate dei quotidiani di dieci, venti, trenta o quarant’anni fa. Nessuno che abbia rinfacciato al generale Veltroni le interviste di qualche mese addietro dove, statistiche alla mano, l’attuale segretario del PD aveva dimostrato che Roma era (è) la metropoli piu’ sicura del mondo. Nessun giornalista che si assuma la fatica di comparare le statistiche dei reati stilate qualche mese fa dal ministro Berja-Amato con gli annali del ministero, dai quali si scopre che i reati oggetto del pacchetto sicurezza che creano maggior allarme sociale, omicidi e furti in primis, sono a livelli statistici pari od inferiori a trenta anni fa ed in percentuale tra i piu’ bassi in occidente. E lo stesso vale anche per gli omicidi colposi da circolazione stradale. Nessuno che rinfacci ad un ceto politico, talmente miserevole nella sua ignoranza da non saper difendere neppure quello che fa di buono, che la Gozzini, laddove viene applicata con serietà, rende le percentuali di recidiva quasi irrilevanti dal punto di vista statistico; roba che se succedesse altrettanto per il resto della immaginifica produzione legislativa italiana saremmo la Svizzera. Nessuno che abbia il coraggio di dire che fa di piu’ la Gozzini per la sicurezza che non la retorica. Nessuno che informi, insomma, con le stesse armi di chi disinforma. Se ci fosse, tanto per rimanere sul tema di questi mesi, scoprirebbe che gli unici omicidi che sono in aumento sono quelli commessi “in famiglia”, sempre secondo le fonti del Vicinale, da italiani doc, che magari hanno appena finito di bestemmiare al bar contro le belve tzigane.

C’è persino qualche magistrato cialtrone (Bruno Tinti) pronto a sfilare in TV per dire che la legge italiana fa scompisciare dalle risate i criminali perché non prevede l’arresto per i reati puntiti con meno di cinque anni, o che le case abusive in caso di patteggiamento non si possono abbattere, o altre simili puttanate dette con ghigno bartaliano. Niente di tutto questo è vero. Sarà l’aria di Torino, ma i peggiori speculatori sui temi della giustizia vengono tutti da lì. C’è anche qualche sociologo, magari in gita alle Nazioni Unite, o un accademico che non ha mai visto un processo e un delinquente in vita sua, o qualche poliziotto, che almeno lui fa lo sbirro per convinzione e non per convenienza. Una compagnia di giro sempre piu’ estesa. Il secolo scorso il Presidente degli Stati Uniti coniò l’espressione “complesso militar industriale” per descrivere l’intreccio che legava l’esercito, l’industria bellica e le scelte politiche della piu’ grande democrazia del mondo. Nel nostro Paese si dovrebbe porre l’identico problema a proposito dell’intreccio perverso che si è stabilito da anni fra l’informazione, alcuni settori della magistratura, alcuni settori del ministero dell’interno e molti esponenti politici. Come radicali noi il tema lo abbiamo posto da anni, a proposito del copyright che i magistrati italiani possiedono sulla produzione legislativa, specialmente nel settore penale, e negli ultimi due anni riguardo alla occupazione fisica di spazi della amministrazione che nulla hanno a che vedere con la giurisdizione. Purtroppo non è tema che attecchisce, un po’ perché ostico, un po’ perché abbiamo difficoltà a porgerlo in maniera seducente. Come abbiamo difficoltà a far giungere la nostra opinione su tutto il resto, pacchetto sicurezza incluso. L’importante è chiamare le cose con il loro vero nome, ché se non lo fai tu ci sarà sempre qualcuno che lo farà per te, prima o poi. Ad es. per molti giornali stranieri le cose sono semplici: si parla di “ondata xenofoba in Italia”. Qualcuno ha la responsabilità di questo. Qualcun altro lo deve dire, chiaro, forte e, possibilmente, in maniera tale da farsi ascoltare. Cioè senza slogan frusti o fraseologia anni cinquanta.

Poi vi è l’altro riflesso. Alcuni radicali infatti spingono a ragionare sul fatto che, forse, la responsabilità di tutto questo non è solo degli altri ma anche dello stesso movimento radicale che non ha mai posto al centro della sua riflessione politica il problema della “effettività della pena”. Il ragionamento è semplice e lineare: se lasciamo ai forcaioli il tema della sicurezza vinceranno loro, se invece ce ne appropriamo possiamo almeno contenere i danni. Il discorso parte dal postulato marzaniano (da Antonello Marzano ) secondo il quale in Italia in galera ci finiscono in pochi, siano essi potenti o disgraziati, anche se condannati per reati gravi. E quando ci finiscono una legislazione pietosa li perdona molto prima di quanto non succeda negli altri Paesi. D’altra parte nei salotti e nelle metropolitane riecheggia sempre piu’ spesso un refrain che sento anche in bocca ad alcuni miei clienti riottosi a pagare la parcella: “tanto in Italia non va in galera nessuno, avvocato”. Sarà vero? La popolazione carceraria italiana non è meno numerosa di quella di altri paesi occidentali, questo è un dato così come è certo che le pene stabilite dalla legge sostanziale non sono certamente blande. Ancora, è sicuro che le regole, a differenza degli automatismi applicativi, non stabiliscono il diritto alle attenuanti generiche né quello alla sospensione condizionale. Istituto, quest’ultimo, che non è prerogativa italiota essendo conosciuto a diverse latitudini. Neppure l’affidamento in prova è un diritto divino, dovendo conseguire ad una valutazione, verificata sul campo, di possibilità di concreto reinserimento. Certo, ancora non spediamo alla fortezza i ragazzini di dodici anni, né sulla sedia quelli di sedici, vivaddio, anche se, per quanto riguarda l’imputabilità, le cose sono in rapido movimento a sentire quelli di AN e anche qualche Democratico dell’ultima ora. Insomma le regole per rendere la pena “effettiva” ci sono e sono proprio i colleghi di quelli che invocano “il momento magico delle manette” che, semmai, le interpretano in maniera tale da renderle evanescenti. E comunque, come radicale, non mi sento quella “mammoletta” che l’attuale vulgata vuole; anche perché, se non sbaglio, i radicali sono sempre stati a favore di un trattamento (sanzionatorio e carcerario) personalizzato. Cosa significa, allora, in concreto, che non dobbiamo lasciare il tema in mano ai forcaioli? Spero non significhi che dobbiamo rinunciare alla idea di un diritto penale minimo (anzi io dico pure “mite”) caratterizzato dalla funzione non meramente retributiva della pena ma da quella, ben piu’ utile dal punto di vista sociale, del reinserimento. E allora non dobbiamo piegarci alla vulgata ma dobbiamo avere il coraggio di spiegare che le pene alternative al carcere sono piu’ efficaci dell’università del crimine. Per fortuna come movimento politico non abbiamo mai ceduto allo slogan gesuitico secondo il quale “i garantisti si misurano solo sul terreno del processo” come se un garantista si possa poi fermare sulla soglia del carcere fottendosene di quelli che, all’esito della condanna, vi sono entrati. Del resto noi siamo ancora quelli dell’eliminazione dell’ergastolo. O c’è qualcuno che c’ha ripensato??

Intendiamoci, la mia non vuole essere una posizione “terzista”, che è sempre una comoda scappatoia, per cui chi fa sbaglia e chi critica fa sempre la sua porca figura. Gli italiani hanno paura e la politica deve rispondere anche a questo, giusto o sbagliato che sia, e comunque non è possibile dire sempre e soltanto no. Detto questo, del pacchetto sicurezza salvo soltanto le norme che puniscono gli adulti che mandano a mendicare i bambini, il resto non mi piace. Il resto, infatti, è solo l’ennesimo tentativo di riportare le lancette della storia indietro nel tempo del diritto. Il resto, che c’entra come i cavoli a merenda rispetto alla sicurezza, è il tentativo, insufflato da burocrati ministeriali, ermellini in disarmo, politici cialtroni e demagoghi, di svendere il processo “giusto” con quello “esemplare e svelto”. Il resto è incostituzionale e grottesco, quando stabilisce l’impossibilità di difendersi o l’arbitrio prefettizio travestito da “motivo imperativo di pubblica sicurezza”. Certo, anche noi siamo cittadini come gli altri. E se una belva ci scanna un figlio, se proviamo una fifa blu ad uscire di casa, reagiamo come gli altri, questo è sicuro. E non è mica un limite, è solo il nostro essere “uomini umani”, come diceva quello. E’ per questo che non bisogna mai impancarsi a maestri di morale quando si ragiona di cose di giustizia; l’importante è che l’onda delle emozioni non sommerga il raziocinio ed è per questo che su questa materia sono da sempre, per principio, contro la legislazione d’ermegenza. Non le schifo le emozioni, né le mie né quelle degli altri, quando si parla di giustizia e sicurezza, gli do solo il posto che è giusto, che non è quello che orienta il bene comune, è una cosa privata, intima. E tale deve restare.

Iscritto dal: 14/05/2007
User offline. Last seen 1 anno 2 settimane ago.

mica c'è niente di male...il qualunquismo è un' ideologia come un altra. L' errore che spesso si fa è pensare che le ideologie siano scomparse, invece, secondo me, sarebbe importante riconoscerle.

Iscritto dal: 14/05/2007
User offline. Last seen 1 anno 2 settimane ago.

j.patelli wrote:
Io ho scritto:
Porta pazienza, io sono addirittura per l'abolizione dello stato, ma da che mi si impongono certe regole, il minimo che posso pretendere è che le rispettino tutti! Poi se devo fare solidarietà, lo faccio nei tempi e nei modi che desidero!
_________________

e Di Girolamo mi risponde:

Appunto, è per questo che sei un anarco-conservatore o un qualunquista....

C'è qualcuno più intelligente di me, che mi spieghi che cazzo c'entra?

non so se posso rispondere io , però ci provo...
Uno che vuole abolire lo stato cos' e' se non un anarchico ? Poi la tua ammirevole sensibilità per "le regole" richiama non poco il concetto di "legge e ordine" : da qui conservatore. Il fatto che tu spesso sembri voler intendere che "in fondo tutti ( anche i radicali) sono uguali" non saprei come chiamarlo se non qualunquismo...

r.scaruffi (non verificato)

renzoriva@libero.it

Il cazzo c'entra.
La testa no.

Mandi,
Renzo Riva

Iscritto dal: 09/07/2001
User offline. Last seen 3 anni 14 settimane ago.

Io ho scritto:
Porta pazienza, io sono addirittura per l'abolizione dello stato, ma da che mi si impongono certe regole, il minimo che posso pretendere è che le rispettino tutti! Poi se devo fare solidarietà, lo faccio nei tempi e nei modi che desidero!
_________________

e Di Girolamo mi risponde:

Appunto, è per questo che sei un anarco-conservatore o un qualunquista....

C'è qualcuno più intelligente di me, che mi spieghi che cazzo c'entra?

r.scaruffi (non verificato)

renzoriva@libero.it

d.sabatinelli wrote:
Viva il berlusconismo, ora si spara a vista...viva il tiro a segno :evil: . Spero che il ladro fosse armato e non stesse scappando...spero!

Ma che avete capito?
Ha sparato solo per fermarlo affinchè potessero identificarlo.
Ecco perché gli altri due non sono stati ancora identificati e forse, grazie solo al "fermo" del primo, si riusciranno a scoprirli.

Sono carogna, vero?

Mors tua vita e tranquillità mea.

Mandi,
Renzo Riva

Iscritto dal: 14/05/2007
User offline. Last seen 1 anno 2 settimane ago.

« Tenere sempre presente che tutto quanto si fa in Italia attualmente: lo sforzo produttivo del Paese, la preparazione militare, la preparazione spirituale, ecc., tutto promana dal Duce e porta la sua sigla inconfondibile »
(Nota di servizio del Minculpop del 22 febbraio 1940)

Iscritto dal: 24/09/2000
User offline. Last seen 1 anno 2 settimane ago.

Quote:
Viva il berlusconismo, ora si spara a vista...viva il tiro a segno .
Spero che il ladro fosse armato e non stesse scappando...spero!

Ecco bravo! Viva il berlusconismo se la gente dimostra che si è rotta i coglioni di farsi derubare nel proprio negozio o nella propria abitazione da tutti coloro a cui passa per la testa di farlo.

Iscritto dal: 18/11/2000
User offline. Last seen 1 anno 2 settimane ago.

d.sabatinelli wrote:
Viva il berlusconismo, ora si spara a vista...viva il tiro a segno :evil: .
Spero che il ladro fosse armato e non stesse scappando...spero!

Perchè ? :roll:

P.S.
Come fai, da derubato , a sapere (di notte) se il ladro è armato ?
Erano in <3> !!
Succede spesso che dopo aver rubato si dilettino a picchiare e violentare
bambini, donne, vecchi.... anche senza usare la pistola.
Una rapina in casa è una gara a chi spara prima !!

E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.

 

Iscritto dal: 13/09/2000
User offline. Last seen 2 anni 49 settimane ago.

v.carraro wrote:
No, non era il "64"
Spara a ladri in casa, un morto (ANSA) - ROMA, 19 agosto
E' successo la notte scorsa ad Aprilia, vicino Roma

Un uomo e' stato ucciso la notte scorsa ad Aprilia mentre tentava un furto
in un'abitazione di campagna. Gli ha sparato il padrone di casa.
Sulla vicenda indagano i carabinieri del comando provinciale di Latina che,
al momento, non forniscono ulteriori particolari. Secondo una prima
ricostruzione la vittima sarebbe di origine rumena e sarebbe stata uccisa
con un colpo di fucile. In fuga invece sarebbero altri due complici.

Viva il berlusconismo, ora si spara a vista...viva il tiro a segno :evil: . Spero che il ladro fosse armato e non stesse scappando...spero!

Iscritto dal: 18/11/2000
User offline. Last seen 1 anno 2 settimane ago.

No, non era il "64"
Spara a ladri in casa, un morto (ANSA) - ROMA, 19 agosto
E' successo la notte scorsa ad Aprilia, vicino Roma

Un uomo e' stato ucciso la notte scorsa ad Aprilia mentre tentava un furto
in un'abitazione di campagna. Gli ha sparato il padrone di casa.
Sulla vicenda indagano i carabinieri del comando provinciale di Latina che,
al momento, non forniscono ulteriori particolari. Secondo una prima
ricostruzione la vittima sarebbe di origine rumena e sarebbe stata uccisa
con un colpo di fucile. In fuga invece sarebbero altri due complici.

E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.

 

r.scaruffi (non verificato)

renzoriva@libero.it

http://www.radicali.it/phpbb2/viewtopic.php?t=16736298

Carmen cara,
Qui ti dò ragione.

Anch'io quando scrivo qualcosa contro certe "cazzate" che fa Berlusconi lo faccio perché si emendi.

Il tragico oggi è che gira e volta questa sinistra non potrò votarla mai, per quante "cazzate" facciano i "destrrorsi".

Altro discorso sui militari impiegati nelle città di cui ho già scritto e segnalato il grave pericolo nell'insinuare la loro presenza fuori dalle caserme.

Solo una dichiarazione di uno stato d'emergenza con provvedimenti da coprifuoco potrebbero giustificarli e a tuttora nessuno si è avventurato a tanto, escluso il caso monnezza in Campania.

Sul fronte della monnezza anche in Friuli fra poco scoppierà un caso analogo anche se meno eclatante.

Mandi,
Renzo Riva

Iscritto dal: 10/10/2003
User offline. Last seen 46 settimane 4 giorni ago.

Emilio Lussu

"Cazzo, la Brigata Sassari usata contro i poveracci!"

TORNA LA BRIGATA SASSARI

Repubblica — 28 agosto 1988 pagina 22 sezione: CRONACA

ROMA La Brigata Sassari risorgerà entro la fine di quest' anno. Le quattro medaglie d' oro conquistate nella prima guerra mondiale dai due battaglioni che la costituivano torneranno sotto un unico vessillo. Ma sul piano dell' organizzazione militare in Sardegna non cambierà nulla. La ricostituzione, annunciata ieri dal ministro della Difesa Valerio Zanone, sarà un atto amministrativo: con l' unione di battaglioni e reggimenti già esistenti nell' isola nascerà un nuovo ente con sede a Sassari. Non aumenteranno né i soldati né i carri armati: la ricostituzione della gloriosa brigata di Emilio Lussu (sciolta nel ' 43 dopo l' armistizio) è un fatto culturale e sentimentale piuttosto che militare: Per la Sardegna dice lo storico Manlio Brigaglia è il ritorno d' un luogo della storia e del mito. E' come la scoperta di un nuraghe. Nata il primo marzo del 1915, fu l' unico reggimento a esclusiva base regionale. Nelle trincee del Carso, sotto le granate degli austriaci, si formò un incredibile ibrido socio-culturale, il fante-pastore. Uomini di zappa e d' ovile provenienti dai centri più sperduti dell' isola, per la prima volta s' incontrarono tra loro ed ebbero modo di conoscere, negli ufficiali di complemento, la piccola borghesia rurale e cittadina. Con la Brigata Sassari dice lo scrittore Giuseppe Fiori, biografo di Lussu e di Gramsci i sardi scoprirono i sardi, si conobbero, maturarono una coscienza nazionale. Fu dal nucleo degli ex combattenti che nell' isola si formò il Partito sardo d' Azione. La Brigata Sassari scrisse Emilio Lussu fu il deposito rivoluzionario della Sardegna del dopoguerra. E' il 1918, 28 gennaio. La Brigata occupa Col del Rosso e Col d' Echele. E' una battaglia feroce. Gli austriaci lanciano un contrattacco. I sassarini escono dalle trincee urlando. Ma dopo Caporetto non hanno più voglia d' invocare il nome dei Savoia. Gridano Forza paris (avanti tutti uniti) e avanti Sardegna. In testa a una delle compagnie c' è Emilio Lussu, ventisette anni. Resta ferito. Per la terza volta dall' inizio della guerra sarà decorato al valore. Tanta abnegazione creò un grosso equivoco. Finita la guerra, si tentò di utilizzare i fedelissimi soldati sardi nella repressione dei moti operai e contadini. Nel 1919 - racconta Fiori - la Brigata Sassari fu inviata a Torino in occasione dello sciopero proclamato per il 20 e il 21 giugno dalla Confederazione del lavoro. Avvicinati da Gramsci e da altri socialisti, i sassarini cominciarono a manifestare qualche dubbio sul loro ruolo. Giudicati inaffidabili, furono caricati su alcuni carri-bestiame e rispediti a Roma. Finiti i giorni delle battaglia, tornati in Sardegna con le suole di cartone sfondate, i reduci ebbero il tempo per fare i conti delle entrate e delle uscite, del dato e dell' avuto. Scoprirono che ogni mille sassarini 138 avevano perso la vita in battaglia (contro una media di 109). Trovarono un' isola dalle campagne spopolate, decimata dalla malaria (quasi diecimila morti all' anno ogni centomila abitanti). I sassarini non erano combattenti fanatici benché molti di loro abbiano raggiunto dei veri record nel campo delle decorazioni. Come il generale Giuseppe Musinu quattro medaglie d' argento, una di bronzo che ieri ha avuto la notizia della ricostituzione da un telegramma del ministro della Difesa. Non erano animati dall' odio verso il nemico. Scrisse nel 1920 Camillo Bellieni, ufficiale della Brigata e fondatore del Psd' Az: Chi accennasse a selvagge passioni brulicanti nel nostro sangue nel tragico istante della mischia non avrebbe altra scusa per il suo errore che l' immensa ignoranza delle nostre cose. Giudizi simili possono essere dati solamente da coloro che non hanno visto l' infinita tristezza scolpita nel volto dei nostri soldati nell' ora precedente l' azione. Ma questi ammonimenti non furono sufficienti a frenare la mistica dell' arditismo. Fiori, nel suo libro su Lussu, ne offre un sintetico e sconcertante campionario: Il sardo intrepido e feroce. Piccoli diavoli dagli occhi nerissimi. Il fiore delle vedette. Imperterriti dinnanzi alle pallottole. Forti figli d' Italia. La morte li sfiora con le sue grandi ali etc. etc. Forse è il ricordo bruciante e penoso di questi eccessi a far salutare con una certa cautela la ricostituzione della Brigata. Mentre il sottosegretario alla Difesa Beppe Pisanu sottolinea le profonde ragioni morali storiche e politiche di questa scelta, Fiori fa notare che gli impegni del governo per la riduzione delle servitù militari nell' isola non sono stati ancora rispettati. Insomma dice non vorrei che si tentasse d' usare la Brigata come una specie di sedativo.

di GIOVANNI MARIA BELLU

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1988/08/28/t...

r.scaruffi (non verificato)

La Folgore?!
Ulallààààààààààààààààààààààààààààà.
Non potendo prendersela con le categorie amiche,
prostitute e spacciatori,
si son rifatti sui barbieri stranieri per stranieri.
Speriamo che oltre all'indennità-polizia
abbiano dato loro pure l'indennità-operazioni-di-guerra.
Se i barbieri scappavano, chiedevano
l'intervento dell'aviazione militare?

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a.grippo wrote:
Alessandro, potresti esplicitare un po' di più la tua posizione?

:-)))))

Iscritto dal: 13/09/2000
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Se è vero che molti piccoli reati non vengono denunciati (o passano per "smarrimento"), stiamo parlando a Roma del solito furto del portafoglio sul 64. Per quello che riguarda le lande del Vasco non posso saperlo. Se reati più gravi non vengono segnalati se la prenda con i Grutungi bossiani che vi abitano; chieda a loro perchè non sporgono denuncia: forse sono legati ancora al guidrigildo!

Qualsiasi agente delle forze di polizia che abbia 20/30 anni di lavoro alle spalle (e ce ne sono, con o senza scivoli) può confermare che Roma è molto più sicura oggi che negli anni '70/'80: quindi che cazzo dici Vasco???
Inoltre, a conferma della mediaticità dell'operazione "barbiere" della Folgore: com'è che si fanno decine di operazioni simili al giorno, considerate generalmente cazzatelle, da agenti di tutte le divise e nessuno ne parla mai?

Chiudo con la certezza che questa è un'operazione militare tutta dedicata a pubblicizzare il Ministro o Sindaco di turno, lo dimostra Alemanno che, preoccupato di avere la scena occupata da altri, ha polemizzato sulle "regole d'ingaggio" dei nostri "eroi" con mitraglia pesante al collo che non servono assolutamernte a nulla.
Solo l'impiego presso obiettivi sensibili (come ambasciate, consolati, palazzi istituzionali, ecc.) poteva essere veramente utile a liberare CC o PS da piantonamenti in città come Roma o Milano: anche questo fine è stato sporcato dalle operazioni mediatiche di questo Governo inutile...e la cosa peggiore è che gli altri, a ruota, si sono accodati con la parola d'ordine: "sicurezza". Solo che in bocca a loro stona. Stona talmente tanto che la rincorsa alla "pulizia" di Alemanno ha contribuito a far perdere quello sfigato, mandato al macello, di Cicciobello Rutelli: ma questa è un'altra storia.

www.divorziobreve.it

Iscritto dal: 04/10/2000
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Alessandro, potresti esplicitare un po' di più la tua posizione?

Iscritto dal: 18/11/2000
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a.gerardi wrote:
Nessun giornalista che si assuma la fatica di comparare le statistiche dei reati
stilate qualche mese fa dal ministro Berja-Amato con gli annali del ministero,
dai quali si scopre che i reati oggetto del pacchetto sicurezza che creano
maggior allarme sociale, omicidi e furti in primis, sono a livelli statistici
pari od inferiori a trenta anni fa ...

Una quintalata di inchiostro, Alessandro, reso inutile perchè ti ostini a barattare
verità fittizie con la realtà.
Quelle statistiche stilate da Amato non sono la misura dei reati commessi
e subiti dalla gente ma quella dei reati denunciati dalla disperazione della gente.
Quei reati denunciati sono OGGI solamente il 20% di quelli subiti !!
Perchè allora sostenere che sono in diminuzione rispetto a 30-40 anni orsono ?

E lo stesso per quanto riguarda la recidiva !!
Sostieni che è bassissioma eppure siamo al 20% nel primo anno ed in
presenza di un 80% di reati non perseguiti (significa una recidiva del
70-80% nei primi due anni !!

E lo stesso ancora per quanto riguarda gran parte delle affermazioni che
fai nella prima parte del tuo scritto.....

Se le premesse sono macroscopicamente errate, perchè le conclusioni
dovrebbero risultare credibili ?

Vasco.

E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.

 

Iscritto dal: 13/09/2000
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Ok Alessandro, abbiamo capito..datte 'na controllata, siamo ad agosto, si può anche cazzarare un pò! :evil: