Tremonti says

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Iscritto dal: 04/05/2009
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Tremonti dice: la mobilità non va bene per il nostro paese. Tremonti dice: il posto fisso è ciò che ci vuole, in Italia.

Se avete commenti voi fateli....io sto piegato in due dal ridere.........

 

 

Iscritto dal: 21/11/2007
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Gelmini:
a casa in
150.000
 

Mimmo Pantaleo
P er l'ennesima volta il Ministro Tremonti ci ha stupito con gli effetti speciali. Ha affermato che le flessibilità non sono un valore in sè ma che bisogna invece puntare alla stabilità del lavoro, valorizzando il modello sociale europeo.
Dovrebbero arrossire di vergogna tutti quegli esponenti che si sono autodefiniti di sinistra riformista che nei fatti in questi anni hanno tessuto lodi alle flessibilità ed a quelle leggi, a partire dalla Treu per finire alla legge 30, che hanno prodotto la deregolamentazione completa del mercato del lavoro con oltre 4 milioni di lavoratrici e di lavoratori privi di diritti e considerati dalle imprese e dalle pubbliche amministrazione merce da sfruttare e poi da buttare. Spero almeno che delle strampalate teorie di Ichino non si parli più ed invece prenda corpo un dibattito pubblico sul precariato, scomparso per anni dalle cronache di giornali e televisioni.
Ma come in ogni cosa che fanno gli esponenti di questo Governo, di cui Tremonti è potente Ministro, c'è sempre il trucco.
 

il carso e le apuane.....

r.scaruffi (non verificato)

Tagliar le tasse e' sempre ottimo.

Tagliar burocrazie e' pure meglio. Ma quello nessun italiota puo' farlo, tanto meno berluska e tremonti-LN. ...Per cui la pressione fiscale restera' immutata con altro nome.

Lo votano?

Il vostro voto non vale un cazzo, chiunque votiate.

Le politiche le decidono carabinieri e loro quirinali, che sono piuttosto inetti, delinquenti, malati e coglioni a quel che potete vedere. A Londra piace cosi'...

r.scaruffi (non verificato)

Le cialtronate producono sborrate di conferma nell'italiota tipico!

Tremonti-LN e' fuori di testa. E Berlusconi con lui. Altri gia' lo erano. ...Come va l'omo novo Bersani?!

Deliri collettivi ed individuali!

Iscritto dal: 14/05/2007
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stia tranquillo, i padroncini del nord continueranno a votarlo e i precari ( anche della scuola ) che lo hanno votato ci cascheraranno un' altra volta, stavolta in nome del posto fisso : ). E poi figurarsi, ha anche annunciato di abbassare l' Irap. E la sinistra sarà capace di passare per quella che vuole le tasse e la flessibilità, cioè un capolavoro.

Iscritto dal: 14/05/2007
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 rileggendo con piu' calma il thread mi sono accorto che probabilmente è stato travisato il pensiero di Tremonti e se ne è sottovalutata la portata innovativa. La distinzione che lui fa non è, secondo me, tra lavoro dipendente e lavoro autonomo bensi' tra lavoro dipendente a tempo determinato e indeterminato. Ora è sicuramente vero che un lavoro appassionante ma a termine è da preferirsi ad un lavoro odioso a vita, e infatti credo che la stragrande maggioranza delle persone sceglierebbe il primo, ma il punto secondo me è un altro e cioè : posto che uno sia un dipendente, amante o meno del proprio lavoro, è preferibile per lui e per la società che abbia un contratto a termine o a vita ? Ora a me personalmente sembra ovvia la seconda ma non è una risposta cosi' scontata in termini politici visto che questa maggioranza, e molti cani sciolti ,  è da anni che indica i contratti a termine come la strada maestra per la felicità individuale e collettiva. Dunque sia benvenuto questo ripensamento di Tremonti alla faccia di ichino, Morando, Capezzone, Della Vedova  e compagnia brutta.

 

 

Iscritto dal: 04/05/2009
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ga.digirolamo scrive:

ma il punto secondo me è un altro e cioè : posto che uno sia un dipendente, amante o meno del proprio lavoro, è preferibile per lui e per la società che abbia un contratto a termine o a vita ?

Se usciamo dall'equivoco che esista davvero un contratto che ti consegni un lavoro a vita che non sia un posto da dipendente dell Stato, ne possiamo anche parlare. Nel senso che, secondo me, è ovvio che sia una persa in giro, in quanto NESSUNO può garantire un posto a vita - giusto uno Stato può farlo, se non fallisce, ma non possiamo essere tutti dipendenti statali - ma tutti possono farti firmare un contratto che ti illude che esista, il posto per tutta la vita, così tu puoi foraggiare tutti coloro che si ergono a baluardi del tuo posto di lavoro, ossia scaltrissimi sindacalisti e ipocriti politici. Parliamone.

Iscritto dal: 14/05/2007
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 volentieri. Forse mi sbaglierò ma a me risulta che un' azienda non possa liberarsi di un lavoratore a dempo indeterminato se non dichiarando fallimento o  chiudendo lo stabilimento e lasciando il paese. E' corretta questa mia informazione ? Se lo è, io mi riterrei soddisfatto di questa garanzia e accetterei con disinvoltura di perdere il posto purchè "muoia" o vada in esilio anche l' imprenditore :)

Iscritto dal: 04/05/2009
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Certo, anche a me risulta che in teoria sia così, aggiungendo che un imprenditore, se vuole, può chiudere la sua azienda anche senza aspettare il fallimento. E quindi, dov'è il posto fisso per tutta la vita? Che consolazione è l'imprenditore che muore o va in esilio? L'unica consolazione seria sarebbe che ti garantissero la formazione per essere pronto a lavorare a breve termine, altrro che morte o esilio. E se ti garantissero la formazione, che l'impresa ti licenziasse a te fregherebbe pressochè un tubo. O no?

Iscritto dal: 04/05/2009
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!

Iscritto dal: 14/05/2007
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 "Che consolazione è l'imprenditore che muore o va in esilio? "

ognuno ha le sue soddisfazioni, p. es. Garoglio gode a sfruttare i suoi sottoposti :). Sto scherzando, volevo dire che l' imprenditore a queste condizioni ci penserà due volte prima di licenziarmi. Tutto qui.

 "E se ti garantissero la formazione, che l'impresa ti licenziasse a te fregherebbe pressochè un tubo. O no? "

 e dai, non puoi farmi questa domanda. Non siamo in un paese ideale in cui l' imprenditore ti garantisce la formazione e tu poi trovi subito un lavoro simile vicino casa...Se così fosse ammetto che mi importerebbe meno di essere licenziato anche se un certo dispiacere rimarrebbe.

 

 

Iscritto dal: 14/01/2005
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Scusate l'intromissione ma sembra che non abbiate molta esperienza imprenditoriale, si può sempre licenziare l'eccedenza, quello che non si può fare è salvare i meritevoli e affogare i bastardi, solo che costa e se non ho flessibilità semplicemente non assumo se non il 70% dell'indispensabile, meglio perdere business che mantenere dei bastardi irriguardosi. Un dieci per cento o quindici per cento lo recupero sovraoccupando l'esistente nei periodi di punta e i giovani poveri cari li lascio al caldo dalla mamma. Perchè fargli guadagnare qualche mille euro a termine che magari imparano qualcosa per non parlare di qualche punto di PIL, così vado al mare altro che sviluppare l'impresa e cercare di occupare qualcuno quando posso. Naturalmente solo donne in menopausa che poi figliano e solo quaranta ore che le madri si fottano che con sto cazzo di part time quando ti servono sono sempre a casa. Il tono è ironico ma è il pensiero dell'imprenditore medio. Poi gliela menano che anche i giovani poverini, che lasciare business rinforza la concorrenza, che se non vogliamo un mondo di soli negri dobbiamo lasciare alle donne la possibilità di figliare e li hanno convinti che possono anche sbattere un pò, se sbagli una assunzione dopo tre mesi rimedi e poi cosa meglio di prendere fisso uno che conosci perchè da termine a termine è due anni che ti gira intorno e non devi neppure cercare il cambio del Rossi che va in pensione. Flessibilità e termine sono le vie maestre del tempo indeterminato e funziona nell 85% dei casi. 

Questo non significa e non collide che i tempi indeterminati di aziende solide non abbiano un vantaggio dalla loro situazione e che sia una condizione preferibile almeno per uno dei coniugi. Anche perchè nonostante esista una legge che obbliga le banche a considerare indeterminato un sequenza di tre anni di termine non c'è verso di fargli capire che una buona professionalità a termine è più solida di un indeterminato alla Fiat che abbandona il 2% dei suoi indeterminati tutti gli anni. Come sempre la soluzione vincente è il mix, una solida base di gente fissa e una affamata cerchia di temporanei che cercano di entrare. La formazione deve essere uno stato costante del lavoro, non una valvola di sfogo da usare come salvagente.

Quanto ai miei ex-collaboratori per evitare di sfruttarli li ho lasciati a gente più morbida che ne ha lasciati a casa la metà e dei superstiti metà sono in CIG. In compenso come consulente mi diverto di più e mi incazzo di meno ma se devo cercare degli sfruttati non li trovo mai fra i dipendenti, sono quasi sempre gli imprenditori a essere sfruttati, a volte qualche partita IVA ma quasi sempre rimediano velocemente. 

Iscritto dal: 04/05/2009
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maurizio scrive:

La formazione deve essere uno stato costante del lavoro, non una valvola di sfogo da usare come salvagente.

La formazione è uno stato costante del lavoro per chi ha voglia, come alla scuola. Se uno non ha voglia di studiare scivola a mansioni in cui è necessaria sempre meno competenza e che viene pagata peggio. Non pretenderai che la competizione ci sia solo tra gli imprenditori? E' il salvagente per chi crede che la competenza sia ciò che vendi a chi vuol comprarla, e mi pare il minimo, o no?

Iscritto dal: 04/05/2009
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

ga.digirolamo scrive:

e dai, non puoi farmi questa domanda. Non siamo in un paese ideale in cui l' imprenditore ti garantisce la formazione e tu poi trovi subito un lavoro simile vicino casa...Se così fosse ammetto che mi importerebbe meno di essere licenziato anche se un certo dispiacere rimarrebbe.

Eh...certo che posso....:-) Perchè mai devono presentarci come irrealizzabile una cosa fattibilissima che sarebbe il vero ammortizzatore sociale per i lavoratori? A parte che non dovrebbe fornirtela esclusivamente l'imprenditore, secondo me, ma lo Stato potrebbe dare il suo contributo, visto che la tassazione sul lavoro è estremamente elevata..... Domanda seguente: a chi conviene che al lavoratore non venga fornita adeguata formazione nel momento in cui dovesse rimanere senza lavoro?

Iscritto dal: 14/05/2007
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

 

 premetto che non sono un esperto e magari dirò cose banali, ma a me quest' idea della formazione con convince affatto. Qui in Sicilia spendono chissà quanti miliardi all' anno nella formazione professionale con risultati nulli e stiamo parlando di giovani di 20-30 anni, figuriamoci...Può darsi che nelle altre regioni le cose vadano meglio, ma ne siamo sicuri ? Io ne dubito molto. P. es., dici che un giovane lombardo dopo aver frequentato un corso di formazione regionale poi trova un lavoro consono al corso frequentato ? Mah. Se così fosse si potrebbe pensare all' idea di estendere tali corsi ma rimarrebbe sempre il problema dei costi e del periodo nel quale il licenziato rimarrebbe cmq senza retribuzione, con un sussidio minore per forza di cose dello stipendio.  

 

Iscritto dal: 04/05/2009
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

Nemmeno io sono un esperto, figurati se avevo voglia di studiare da giuslavorista ;-) la tua obiezione secondo me ha fondamento, ma perchè ci sono dei problemi, Houston.....se ad esempio in calabria hanno fatto un corso per diventare forestali, sono certo che erano corsi pro forma....non so se ho reso l'idea....se organizzi dei corsi in settori specifici già competitivi di loro, i primi a lamentarsi se il corso non risponde alle esigenze sono proprio i partecipanti. I quali non si lamentano solo se il corso è una "prassi" per poi passare al posto di lavoro perchè glie lo ha promesso qualcuno. Ma se il corso è serio e richiede delle competenze specifiche anche solo peer accedervi, ti assicuro che gli studenti diventano esigentissimi, perchè sanno che la preparazione sarà l'unica cosa che gli consentirà di essere competitivi sul mercato del lavoro.

Iscritto dal: 04/05/2009
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

scusa i post doppi...c'è qualcosa nella mia connessione che va a petrolio, oggi...

r.scaruffi (non verificato)

...volevate quelli che le sparano grosse?!

Li avete in parlamento ed al quirinale degli "esternatori"! E voi con loro!

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Posto fisso? Meglio un buon salario

Indagine sulle conseguenze della recessione. Più colpita la fascia tra i 18 e i 34 anni. La loro priorità: possibilità di carriera, libertà di organizzazione e un minor tempo di impiego di ROSARIA AMATO
SONDAGGIO POSTO FISSO: CI CREDETE ANCORA?

r.scaruffi (non verificato)

Tremonti e pure Berlusconi

si sono finalmente berlinguerandreottizzati:

"Se l'itagliota e' coglione va trattato da tale.

Inutile far finta che sia altro!"


"Ad un gobbo non si confeziona un vestito da dritto."

Iscritto dal: 02/05/2009
User offline. Last seen 1 anno 13 settimane ago.

La biagiotti aveva ben poco da dire, mezza argomentazione e l'hanno spenta. Non c'è più un governo, ma un comitato che deve reggere sulle spalle il premier e difenderlo dal discredito che lui stesso alimenta.

Iscritto dal: 16/03/2005
User offline. Last seen 2 anni 7 settimane ago.

C'era quella famosa trasmissione di molti anni fa , dove c'era un presunto filosofo dell'ovvio , che si chiamava Catalano.

In effetti..." è meglio un impiego a vita , magari ben retribuito e che pure piace e non richieda troppa fatica , che un lavoro di 3 o 6 mesi senza certezza di continuazione , a 800 euro al mese , pesante e che magari non è piacevole..."

Non riesco a capire il motivo per cui alla massa delle persone in questi giorni sia sfuggita l'ovvietà (e la banalità , senza offesa) delle affermazioni di Tremonti.

Iscritto dal: 04/05/2009
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

i.borsoi scrive:

Non riesco a capire il motivo per cui alla massa delle persone in questi giorni sia sfuggita l'ovvietà (e la banalità , senza offesa) delle affermazioni di Tremonti.

E' meglio un lavoro appassionante con contratto a termine che un lavoro alla pressa a vita, anche se retribuiti uguale. Anche questa è ovvia. Poi uno sceglie. In un paese normale, sceglie se è meglio seguire le proprie aspirazioni a termine o le presse a vita. In bocca a me, queste frasi, a detta di mia moglie, oltre ad essere ovvie sono anche banali. Lei sa come la penso. Infatti mia moglie quando ha sentito al Tg l'elogio del posto fisso, ha detto "cambia canale, basta con Giordano di Rifondazione, non è nemmeno in parlamento..." ......pensa se gli avessi detto che era Tremonti, il ministro del governo più liberale degli ultimi 150 anni....non me la sono sentita di dirglielo....shhhh...li ha votati......;-)

r.scaruffi (non verificato)

"tremonti ha detto"

"Tutti statali! Volevate vedere se qualcuno era piu' coglione di napulita'. Io, con tutti voi, lo sono. E' facile. Ve lo dico subito. Italioti, tutti statali! Ecco, vedete, io sono un coglione, voi siete coglioni e non vi meritate altri ne' altro. Silvio mi dimetto se non mi appoggi. Se mi appoggi mi dimetto lo stesso che tanto napulita' ha ormai deciso di farti fuori. Polizie segrete e procure sono scatenate a 720 gradi. Oggi la mastella via dalla campania, domani il berlusca via dall'itaglia. E' andato da putinno a vedere se gli vende una dacia sotto stalingrado [volgograd] con protezione spetsnaz der GRU. L'illuso... Italioti, il vostro voto non vale un cazzo. Allora mi candido pure io, tremonti, a presidente della repubblichetta. C'ho voja d'anna' in pensione pure io. Collaboratori, con le valige pronte! Mi sono stufato del tesoro, fogna invereconda. Tanto ormai ci mandano a casa tutti. Ma ma a me roma me piasce. Preferisco trasloca' di palazzo."

Iscritto dal: 21/11/2007
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

Ho sentito quella stronza della BIAGIOTTI  a Ballarò dire pressappoco costì "Ognuno deve fare il lavoro per cui ha passione, per cui è portato, da me per esempio son tutti amanti della moda, se no non potrebbero stare.....e è meglio che abbia gente fissa, per puntare sul meglio e sull'affidabile".

Gli vorrei far sapere che nelle catene di montaggio delle fabbriche, nelle fogne, nelle miniere, nelle cave, a contatto con mastice, pelli, colle, vernici, concimi, mazze, martelli pneumatici, catrame, asfalto , delinquenti, incendi...ecc ecc si fa fatica a trovare appassionati. Stronza!

il carso e le apuane.....

Iscritto dal: 14/01/2005
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

No caro sottosviluppato culturale, si fa fatica a trovare appassionati ovunque perchè manca la cultura del lavoro e il rispetto di se stessi. Sono i figli della mentalità terronica che ha il culto dell'inutile e la boria del potente, fosse anche solo un pirla che azzecca la maggior parte dei congiuntivi. Non esistono lavori inutili o umilianti, solo delle persone inutili e sconfitte dalla vita. Non importa cosa fai, se lo fai con impegno finisci per farlo bene, se lo fai bene ne sei orgoglioso, se hai orgoglio e sei bravo hai considerazione, la considerazione è un valore, il valore si traduce in soldi, se sei uno che vale e ricevi considerazione sei in cima al mondo. Ma se sei in cima non c'è nessuno sopra di te, uguale fra uguali, anzi meglio che un cattivo amministratore delegato o un parlamentare del PD ti sono inferiori per quanto possano stronfiare o avere in banca.

Contratto, mansione, lavoro sono dettagli risolti da capacità, professionalità, orgoglio. Mi sembra che stavamo ballando sui dettagli poi il raglio di pardini mi ha ricordato che non sempre l'ovvio è conosciuto.  

Iscritto dal: 21/11/2007
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

Gary io ho parlato di passione, la Biagiotti ha parlato di passione, tu parli di volontà, impegno, orgoglio, condiderazione, valore, remunerazione. Che ti credi che chi va a alavorare non lo sappia? Ma da questi tuoi farfugliamenti alla passione.....ce ne passa. Gli sfigati, i derelitti, i penultimi, quelli che non possono , non vogliono, non devono esistono sai? E se il sostentamento lo trovi nel masticiare un tacco sotto una suola lo fai e basta. Farai i pezzi richiesti in 8 ore e poi te ne andrai a casa. Ma non credo ci sia pwersona al mondo ala cui passione è quella di incollare tacchi. O fare un pezzo alla catena di montaggio, o di estrarre minerale 500mt sotto terra ecc ecc

D'altra parte servono anche questo tipo di lavori, e quindi serve anche la gente che lo faccia....Ma non star a parlarmi di felicità.

il carso e le apuane.....

Iscritto dal: 04/05/2009
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

Non sono d'accordo con questo colpo d'ascia. Si fa fatica a trovare appassionati ovunque perchè la cultura del lavoro va trasmessa adeguatamente, il rispetto di se stessi altrettanto. Si inizia dalla famiglia, per poi proseguire nel posto nel quale andrai a "dare" il tuo lavoro. La mancanza di rispetto per se stessi non è figlia di alcuna mentalità terronica - sarebbe fin troppo facile, giro l'Italia in lungo e largo e basta guardarsi attorno per capire che non è così - ma è figlia della scarsa attenzione dei genitori per i propri figli, in termini terra terra è una questione di educazione, come avrebbero detto i nostri nonni, senza scomodare le "questioni culturali". Se i tuoi ti hanno insegnato che la vita va vissuta e non subita, che devi avere rispetto per il prossimo e per te stesso e anche il prossimo deve averne per te, sicuramente la "salita" l'hai già fatta e allora si tratta di capire quali sono le tue legittime aspirazioni. Troppo facile e con troppi limiti dire che esiste una mentalità da reietti che prende a calci in culo dei concetti nobili. Non è così semplice. Se fai con impegno un lavoro in catena di montaggio, lo fai per senso del dovere: non esiste una sola persona al mondo che potrebbe svegliarsi la mattina con il desiderio di andare a montare lo stesso ingranaggio per 5 anni 8 ore al giorno a 1300 euro al mese. Il lavoro è quella cosa che, in teoria, dovrebbe nobilitare l'uomo, nel senso che dovrebbe consentire agli uomini di crescere, emanciparsi, realizzarsi. Tutto questo non è facile, tutto questo non è impedito dalla mentalità terronica, come la chiami tu, e tutto questo non ha nulla a che fare con il buonsenso. Tutto questo ha a che fare con il potere di pochi che mantengono i propri privilegi grazie all'esistenza di persone che salgono su una gru per preservare 1300 euro al mese, per sopravvivere. Non per vivere, per sopravvivere. Perchè salire su una gru accresce il potere del governo, dei sindacati, degli imprenditori farlocchi (quelli seri non consentono che i propri collaboratori debbano salire su una gru a minacciare il suicidio). Non è una questione di categorie, è una questione di individui. Prima lo capiamo, prima ne veniamo fuori.

Iscritto dal: 14/01/2005
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

I concetti educativi che proponi sono contrari alla cultura e alla educazione di gran parte d'Italia, più correttamente sono valori propri del milanese e poco altro di liberale ci sia in giro. Scusa ma quanti operai "classici" hai conosciuto ? Il fordista da catena dell'Alfa che aveva visto suo padre spezzarsi a coltivare sassi e lui a cercare di digerirli montava con gioia l'ingranaggio della seconda al caldo e per tre pasti più bilocale riscaldato più auto propria e vacanza al paese. Godeva ogni volta che un'alfa ingranava la seconda girando l'angolo e se gli dicevi che la macchina faceva schifo ti allungava un cartone che ti spediva a fare il bassorilievo. Orgoglio per il suo lavoro, senso di appartenenza alla squadra, un passato miserabile alle spalle. Questa è la gente che Prodi ha venduto per mille lire e i compagni del sindacato picchiato a sangue.

MI hanno dovuto spiegare il concetto di posto e di lavoro, a Milano non esiste, da Piacenza a scendere eccome. La settimana scorsa ho fatto un colloquio con un giovane di circa Soverato, amico di amici di un mio cliente, che lavoro sai fare ? Sono geometra. Sa gestire un piano di cantiere e aggiornare i computi-metrici? No, ma io cerco lavoro d'ufficio. Quali supporti informatici usa ? ehhh?!, Sa usare il PC e quali programmi usa ? ahhh, ma certo ho seicento amici su face book e uso la mail, sa quando finisco il credito sul cellulare. Lavoro flessibile sera e week end ? No, guardi io la notte vivo non lavoro e sabato sera esco. Ha qualche conoscenza di lavoro extra scolastico ? ma insomma cos'è questo interrogatorio, ditemi quando mi date che io alle sei vado in palestra. Grazie a vada pure altrimenti fa tardi. Ma che cazzo, mi dicono che c'è un posto, mi faccio quattordici ore di treno e mi rompete il .............. che ,,,,,,,,, volete da me. Lavorateci voi di notte io non ci penso proprio, o mandaci tuo figlio. Mio padre è impiegato e io lo sarò pure e i ................. se la vedranno con zio ............ che aveva detto che c'era un posto a Milano. Adesso sono più rari, anche laggiù hanno capito che qui posti non ce ne sono, il lavoro non sanno neppure cos'è e non salgono su una gru a salvare un lavoro che non sanno cos'è ma una rendita che scambiano con del tempo, come mi ricordano sempre la vita è altrove. Hai ragione, è questione di individui, ma quello che semini raccogli.

PS Mio figlio che studia al politecnico di Milano è andato a fare il barista, ha imparato a fare la pizza industriale ed è un apprezzato macchinista da espresso. Orario variabile fra le 19 e l'una in settimana, dalle 14 alle due nel fine settimana. Se non riesce a fare l'ingeniere sa come vivere comunque. Imparato l'arte e messa da parte, non si sa mai nella vita.

Iscritto dal: 04/05/2009
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

maurizio scrive:

PS Mio figlio che studia al politecnico di Milano è andato a fare il barista, ha imparato a fare la pizza industriale ed è un apprezzato macchinista da espresso. Orario variabile fra le 19 e l'una in settimana, dalle 14 alle due nel fine settimana. Se non riesce a fare l'ingeniere sa come vivere comunque. Imparato l'arte e messa da parte, non si sa mai nella vita.

E' quello che intendevo quando ti ho scritto che si tratta di "educazione" senza voler scomodare la "cultura".

p.s. il giovane di "circa Soverato" con cui hai fatto il colloquio che tipo di educazione ha avuto, secondo te?

Iscritto dal: 04/05/2009
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

Non ho visto Ballarò, ma la Biagiotti ha sbagliato il tempo del verbo, secondo me. Se avesse detto "Ognuno dovrebbe fare il lavoro per cui ha passione, per cui è portato" sarebbe stata una banalità condivisibile. Perchè è vero che ognuno dovrebbe fare quello che sente. 

Riflettici Claudio: cosa c'è di sbagliato in una società dove c'è gente che sale su una gru per preservare..... le sue otto ore di lavoro nella catena di montaggio???? La mobilità? La flessibilità? Il posto fisso? O l'errore è nel credere quello sia lavoro? Quella è una "roba" dal quale l'uomo deve emanciparsi. E tra le virgolette scrivo "roba" e non ciò che penso perchè forse mi daresti dell'esagerato anche tu.

r.scaruffi (non verificato)

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