"Una verità scomoda"

Questa discussione ha 62 interventi Ultimo post
Iscritto dal: 28/07/2006
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Ciao, che ne pensate della "verità scomoda" di Al Gore, a proposito di riscaldamento del pianeta? E della proposta di accostarlo al trinomio Blair, Fortuna, Zapatero?

http://www.rosanelpugno.it/rosanelpugno/files/foglio_16102006_sito.pdf

Iscritto dal: 23/11/2006
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Grazie Mario, ma difficile arrivare a Roma :lol:

Invece per chi, come me, non riesce ad aspettare: i sottotitoli
http://senzavolto.blogspot.com/2006/11/verit-scomode-rese-un-po-pi-comode.html

:lol:

Iscritto dal: 03/09/2000
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il film è stato gia doppiato in italiano, il prossimo 5 dicembre sarà proiettato all'auditorium di santa cecilia per tutti i dipendenti del ministero dell'ambiente.
imbucarsi non credo sia difficile :wink:

Iscritto dal: 23/11/2006
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m.angioli wrote:
Ragazzi, oggi mi è arrivato il dvd che avevo ordinato con Amazon ;-)

Ciao, ci sono già i sottotitoli italiani?

Iscritto dal: 03/09/2000
User offline. Last seen 3 giorni 2 ore ago.

bella matteo,
io l'ho visto al ventennale del ministero dell'ambiente qualche giorno fa.
un film americano senza k, in cui le slides la fan da padrone.

si pone tre obiettivi: aprire il dialogo; informare; distinguere dati da congetture.
a mio avviso centrati, all'americana si intende

Iscritto dal: 28/07/2006
User offline. Last seen 2 anni 50 settimane ago.

Ragazzi, oggi mi è arrivato il dvd che avevo ordinato con Amazon ;-)

Iscritto dal: 23/11/2006
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Iscritto dal: 23/11/2006
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Iscritto dal: 23/11/2006
User offline. Last seen 1 ora 54 min ago.

Mi ero sbagliato, An inconvenient truth uscirà nei cinema italiani!
Repubblica TV pubblica il trailer italiano
http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&cont_id=5035
La data di uscita dovrebbe essere il 19 gennaio 2007
http://filmup.leonardo.it/sc_aninconvenienttruth.htm

Iscritto dal: 14/01/2005
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ma.alessio wrote:
"fino a che non coltiveremo vigneti in Scozia"
Ma allora non sai neppure che la corrente del Golfo si sta costantemente allontanando dall'Europa e fra pochi anni il clima inglese sarà peggio del Canada? (fermo restando il riscaldamento globale, beninteso)

Accordati sui concetti, riscaldamento globale significa più caldo ovunque sul globo, altrimenti parliamo di variazioni climatiche che possono essere a casaccio. O meglio sono sicuramente regolate da regole fisico-chimico-matematiche che ci sono però totalmente sconosciute. Come gli antichi sacerdoti che vedevano il moto apparente delle stelle e lo usavano per piegare i gonzi al loro volere. In realtà sta cazzo di palla fa per conto suo, ogni tanto scalda la, raffredda qua e lo fa benissimo anche senza civiltà sulla groppa. Secondo i paleostorici l'ultima glaciazione è stato il momento di maggior fertilità agricola del pianeta, se fossimo ora in quelle condizioni potremmo produrre il doppio delle derrate alimentari odierne. La massa di queste notizie produce una sola certezza.
La Terra fa quel che gli pare da sempre, segue delle regole che non conosciamo e per ora, forse, impegnandoci al limite possiamo registrare cosa fa in modo accurato. Con grande sforzo facciamo previsioni attendibili a una settimana, gli agricoltori ti amerebbero se riuscissi a farla a sei mesi, prima di parlare di cosa fare per cambiarlo dovresti almeno capire cosa farà in un periodo di anni. Per ora quasi tutte le previsioni sono state grossolanamente sbagliate, ora ne hanno fatte di nuove e ne riparliamo fra cinquantanni. Se alla scadenza si saranno dimostrate esatte potremmmo prenderle in considerazione per pianificare l'attività globale senza peraltro capire il perchè. Ma il lavoro vero si fà in laboratorio non in sala conferenze e gli attuali climatologi globali sono identici ai medici storici, stronfiano con grande importanza e autoreferenzialità su cose che ignorano e non capiscono. Fortunatamente fra i medici c'erano anche delle persone serie che hanno lavorato con coscienza per anni e prodotto rimedi certi per malattie vere, per lo più contro i grandi medici della loro epoca. La speranza è legata ai pochi climatologi seri che i tromboni che ascolti seppelliscono con i loro strepiti, il divertimento scientifico del 900 è stato sputtanare le scemenze dei "grandi" dottori ufficiali del passato. Speriamo che il divertimento del 2100 sia mettere in ridicolo quei soloni che tanto ti affascinano ora, vorrebbe dire che controlleremo almeno parzialmente il tempo. Nel frattempo lasciami sorridere nel vedere ste quattro pulci piene di importanza che predicono cosa farà il cane che le ospita e chiamano giustizia divina legata al comportamento di chi non ubbidisce loro le conseguenze del bagnetto estivo del mondo che le ospita.
Perdonami se non ti prendo troppo sul serio e mi limito al mio piacere contemporaneo, difficilmente fra cinquantanni sarò qui a preoccuparmene. Scusa anche gli indiani che per fame vivono sotto smog, come te da piccolo del resto, altrimenti le loro preoccupazioni finiscono alla prima carestia e invece hanno una dannata voglia di arrivare a preoccuparsi dei prossimi cinquantanni.
La tua attenzione è sensata, credimi sono interessato anch'io a seguire gli studi sul clima ma al contrario di te sono refrattario alle manipolazioni e so benissimo come e perchè le fanno e non mi piacciono affatto. C'è chi si limita alla fede, chi sale fino al capire. Tu sei mosso dalla fede io dalla conoscenza, la fede è troppo labile e influenzabile per essere più di consolazione dell'afflizione.

Iscritto dal: 14/01/2005
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ma.alessio wrote:
"fino a che non coltiveremo vigneti in Scozia"
Ma allora non sai neppure che la corrente del Golfo si sta costantemente allontanando dall'Europa e fra pochi anni il clima inglese sarà peggio del Canada? (fermo restando il riscaldamento globale, beninteso)

Accordati sui concetti, riscaldamento globale significa più caldo ovunque sul globo, altrimenti parliamo di variazioni climatiche che possono essere a casaccio. O meglio sono sicuramente regolate da regole fisico-chimico-matematiche che ci sono però totalmente sconosciute. Come gli antichi sacerdoti che vedevano il moto apparente delle stelle e lo usavano per piegare i gonzi al loro volere. In realtà sta cazzo di palla fa per conto suo, ogni tanto scalda la, raffredda qua e lo fa benissimo anche senza civiltà sulla groppa. Secondo i paleostorici l'ultima glaciazione è stato il momento di maggior fertilità agricola del pianeta, se fossimo ora in quelle condizioni potremmo produrre il doppio delle derrate alimentari odierne. La massa di queste notizie produce una sola certezza.
La Terra fa quel che gli pare da sempre, segue delle regole che non conosciamo e per ora, forse, impegnandoci al limite possiamo registrare cosa fa in modo accurato. Con grande sforzo facciamo previsioni attendibili a una settimana, gli agricoltori ti amerebbero se riuscissi a farla a sei mesi, prima di parlare di cosa fare per cambiarlo dovresti almeno capire cosa farà in un periodo di anni. Per ora quasi tutte le previsioni sono state grossolanamente sbagliate, ora ne hanno fatte di nuove e ne riparliamo fra cinquantanni. Se alla scadenza si saranno dimostrate esatte potremmmo prenderle in considerazione per pianificare l'attività globale senza peraltro capire il perchè. Ma il lavoro vero si fà in laboratorio non in sala conferenze e gli attuali climatologi globali sono identici ai medici storici, stronfiano con grande importanza e autoreferenzialità su cose che ignorano e non capiscono. Fortunatamente fra i medici c'erano anche delle persone serie che hanno lavorato con coscienza per anni e prodotto rimedi certi per malattie vere, per lo più contro i grandi medici della loro epoca. La speranza è legata ai pochi climatologi seri che i tromboni che ascolti seppelliscono con i loro strepiti, il divertimento scientifico del 900 è stato sputtanare le scemenze dei "grandi" dottori ufficiali del passato. Speriamo che il divertimento del 2100 sia mettere in ridicolo quei soloni che tanto ti affascinano ora, vorrebbe dire che controlleremo almeno parzialmente il tempo. Nel frattempo lasciami sorridere nel vedere ste quattro pulci piene di importanza che predicono cosa farà il cane che le ospita e chiamano giustizia divina legata al comportamento di chi non ubbidisce loro le conseguenze del bagnetto estivo del mondo che le ospita.
Perdonami se non ti prendo troppo sul serio e mi limito al mio piacere contemporaneo, difficilmente fra cinquantanni sarò qui a preoccuparmene. Scusa anche gli indiani che per fame vivono sotto smog, come te da piccolo del resto, altrimenti le loro preoccupazioni finiscono alla prima carestia e invece hanno una dannata voglia di arrivare a preoccuparsi dei prossimi cinquantanni.
La tua attenzione è sensata, credimi sono interessato anch'io a seguire gli studi sul clima ma al contrario di te sono refrattario alle manipolazioni e so benissimo come e perchè le fanno e non mi piacciono affatto. C'è chi si limita alla fede, chi sale fino al capire. Tu sei mosso dalla fede io dalla conoscenza, la fede è troppo labile e influenzabile per essere più di consolazione dell'afflizione.

Iscritto dal: 23/11/2006
User offline. Last seen 1 ora 54 min ago.

Quote:
Brutta cosa il buonsenso.

Non riesco a capire se vuoi seguire gli scenziati solo quando fanno comodo. Soprattutto è evidente a tutti il cambiamento climatico del pianeta, scienziati o meno.

Quote:
Ovviamente come fai a scambiare vaticini statistici per verità rivelata?

Se per te scienza e statistica sono la stessa identica cosa credo di non dover aggiungere più nulla alla nostra discussione.

Quote:
E' come dare fondamento scientifico alla scopa dopo aver tolto dal mazzo tutte le carte che non servono al tuo gioco.

Ti do' un'altra e forse ultima possibilità: quali carte avrei tolto dal mazzo? Quali?

Quote:
Che lo smog sia fastidioso e si sta meglio senza è un dato oggettivo e su questo siamo tutti d'accordo

In questo specifico stato non stiamo parlando di smog ma di riscaldamento accelerato del pianeta.

Quote:
che pareggiare una centrale termica in Veneto con una riforestazione dall'altro lato del pianeta una ovvia scemenza.

Non trovo alcun punto in cui si sia parlato di riforestazione per pareggiare una centrale termica. Mi puoi specificare dove? Grazie.

Quote:
Quindi è sensato usare capacità e risorse per migliorare l'ambiente ma ricordandosi che non è una priorità assoluta, prima benessere diffuso, poi cura della salute diretta, alla fine penseremo anche all'ambiente.

E' davvero impressionante come il buonsenso di cui scrivevi sopra tu non lo tenga in considerazione ora; l'ambiente è il primo elemento per avere salute e benessere. E ricorda che noi umani al pianeta non serviamo, la Terra c'era prima e ci sarà, eventualmente, anche dopo la razza umana. Siamo noi a doverci salvare.

Quote:
Al massimo in sede di sviluppo possiamo evitare sconvolgimenti ambientali non necessari.

In sede di sviluppo questo errore è stato già fatto molti decenni fa, quindi ora sarà necessario risolvere il problema.

Iscritto dal: 14/01/2005
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

Brutta cosa il buonsenso.

Ovviamente come fai a scambiare vaticini statistici per verità rivelata? E' come dare fondamento scientifico alla scopa dopo aver tolto dal mazzo tutte le carte che non servono al tuo gioco.
Che lo smog sia fastidioso e si sta meglio senza è un dato oggettivo e su questo siamo tutti d'accordo, che pareggiare una centrale termica in Veneto con una riforestazione dall'altro lato del pianeta una ovvia scemenza. Quindi è sensato usare capacità e risorse per migliorare l'ambiente ma ricordandosi che non è una priorità assoluta, prima benessere diffuso, poi cura della salute diretta, alla fine penseremo anche all'ambiente. Al massimo in sede di sviluppo possiamo evitare sconvolgimenti ambientali non necessari.

Iscritto dal: 23/11/2006
User offline. Last seen 1 ora 54 min ago.

Quanto ha scritto l'Istituto Bruno Leoni non mi convince per nulla:
- non afferma, dati alla mano, che il pericolo non ci sia
- lo studio della Camera dei Lord non contraddice il rapporto ma afferma che si rischia di spendere troppo ed in modo inefficace, che è altra cosa!
- afferma che servono soluzioni globali e di lungo termine, e tutti la pensano esattamente alla stessa maniera
- Kyoto, a differenza di quanto scrivel'istituto, non punta su fonti energetiche di alcun tipo, lascia la libertà agli stati di decidere come ridurre le emissioni di CO2

Vorrei aggiungere che il sistema dei "bollini verdi" escogitato a Kyoto è quanto di più liberale sia stato mai pensato per affrontare il problema.

Ovviamente per quanto riguarda la spesa è ovvio che si rischia di spendere troppo ed in modo inefficace ma proprio per questo occorre la più grande collaborazione di tutti, un controllo meticoloso di tutti i fondi, una visione comune, una strategia di breve e lungo termine insieme!

In pratica quello studio si arrampica sugli specchi, non dice nulla di nuovo, non confuta alcuna previsione scientifica.
Ho letto anche di esempi di previsioni errate fatte nel 1930 e cose simili, penso proprio che sia quanto di più disonesto affermare ciò, in quanto è evidente che la ricerca scientifica si è enormemente evoluta (tenendo cmq presente che quelle previsioni di cent'anni fa partivano da ben altri contesti)
Infine questi scienziati sono o non sono una risorsa? Se si tratta di fecondazione, malattie e ricerche su embrioni vanno bene e quando TUTTI fanno previsioni argomentate sulla crisi climatica sono dei venduti pazzi ed anche un po' hollywoodiani????

Forza avanti tutta, PIANO ENERGETICO NAZIONALE!

Iscritto dal: 14/01/2005
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

La pecora scanata ha una sola cosa furba da fare: far costruire a Ippolito la sua giostra.

g.cerconedelucia (non verificato)

Nell'attesa del film su Al Gore, si possono vedere (sono disponibili su Internet) due film prodotti da Leonardo Di Caprio sullo stesso tema (di tipo pubblicitario, ma mi pare abbastanza efficaci).
Si intitolano "Global Warning" e "Water Planet" e sono visibili sul suo sito:

http://www.leonardodicaprio.com/

Iscritto dal: 23/11/2006
User offline. Last seen 1 ora 54 min ago.

m.angioli wrote:
Forse mi sono perso qualcosa ma, mentre Blair assume Al Gore come consulente sull'ambiente per il governo, il nostro valoroso Pecoraro che fa?
Grazie Francesco per il link al Guardian. Il grafico è molto interessante.

Pecoraro vuole tagliare del 10% le emissioni in 5 anni,così da avere solo una piccola sanzione (relativa all'accordo di Kyoto). Dal punto di vista strutturale nulla di nuovo, l'energia resterà quella centralizzata dell'Eni ed Enel succhiasoldi.
Capisco anche che può esserci un problema finanziario, e qui dovrebbe entrare in ballo Emma Bonino per un grande piano energetico europeo che salverebbe l'Italia (senza soldi) e l'Europa (per il progetto kitegen e la posizione geostrategica che possiamo fornire)

Iscritto dal: 14/01/2005
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

La verità scomoda è che sulla questione ambientale tutto c'è tranne onestà e trasparenza. Se poi ogni opinione contraria al "credo" anzichè essere analizzata viene demonizzata stiamo proprio a posto.
Il mercato dell'energia è inquinato dalla politica ma alla fine riesce sempre a prevalere, non si riesce a dominarlo più di quanto ci si illuda di gestire il ciclo dell'acqua. Con immenso sforzo si riescono a produrre minimi cambiamenti come dighe, argini, canali ma alla fine il liquido vitale fa quello che gli pare.
Con gli uomini è diverso anche se alla fine anche li la natura finisce per avere ragione.

Iscritto dal: 18/09/2000
User offline. Last seen 12 settimane 12 ore ago.

Da questo intervento della mailinglist [rientrodolce]
Da: marco perduca
Fwd: IBL: RISCALDAMENTO GLOBALE, LA TECNOLOGIA PUO’ FARE LA DIFFERENZA

ecco un anticipo dell'intervento di capezzone al congresso relativo al capitolo energia
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    Comunicato Stampa
    . .30 Ottobre 2006

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Per l'Istituto Bruno Leoni, il rapporto di Sir Nicholas Stern sugli effetti del riscaldamento globale è "di un catastrofismo hollywoodiano".
Dice Carlo Stagnaro, direttore del dipartimento Ecologia di mercato dell'IBL: "sotto molti punti di vista, la valutazione dei costi del mutamento del clima firmata da Sir Nicholas tende deliberatamente a sopravvalutare la potenza distruttiva di un cambiamento che sarà graduale e a cui l'umanità sarà spontaneamente portata ad adattarsi, come ha sempre fatto. Se però ha un merito, è quello di richiamare l'esigenza di ridiscutere le attuali politiche climatiche e porre come loro orizzonte la valutazione dei costi e dei benefici, sistematicamente ignorate dall'ecologismo ideologico".
Prosegue Stagnaro: "il rapporto è contraddetto da uno studio della Camera dei Lord, pubblicato alla vigilia del G8 di Gleneagles, che pone l'enfasi sul rischio opposto, quello di spendere troppo per sostenere strategie del tutto inefficaci, come il protocollo di Kyoto. Se infatti la minaccia dell'effetto serra è tanto grande, bisogna valutare attentamente le contromisure: servono soluzioni globali e di lungo termine". Quindi, conclude Stagnaro, "la reazione migliore è quella di aumentare la libertà economica, per creare un miglior ambiente per le imprese e stimolare lo sviluppo di tecnologie più efficienti e meno inquinanti. Al contrario, Kyoto sottrae ossigeno al mercato e punta su fonti energetiche che si sono dimostrate semplicemente inadeguate a vincere la sfida di uno sviluppo che sia davvero sostenibile".

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Per ulteriori informazioni: 
Carlo Stagnaro - Direttore dipartimento "Ecologia di mercato" - Istituto Bruno Leoni
Email: carlo.stagnaro@brunoleoni.it - Tel.: +39-333-8188081.

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L'Istituto Bruno Leoni è un'organizzazione con sede a Torino, Via Bossi 1, tesa a promuovere le ragioni del libero mercato. Il sito internet dell'IBL è http://www.brunoleoni.it.

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Questa la mia risposta

Mai come in questo caso si potrebbe chiosare che l'Istituto Bruno Leoni non è un'organizzazione tesa a promuovere “le ragioni” del mercato, bensi a promuovere “la religione” del mercato.

Io, ben lungi dall'essere antiliberista, credo di vedere troppo spesso attribuire al mercato virtù taumaturgiche che la realtà ha dimostrato mancargli. Sul mercato dell'energia, in senso lato, è totalmente evidente anche agli sprovveduti lo stravolgimento delle leggi basilari del libero scambio (libero?) e della libera formazione del prezzo. Invocare il mercantilismo per risolvere il problema di pura sopravvivenza che l'umanità si sta creando negli ultimi decenni, è negare che gli individui responsabili delle scelte determinanti questo stato di fatto sono in numero irrisorio, persino infimo, ed anche minore dell'inversamento proporzionale loro potere di pilotare e drogare il mercato reale.

Anacarsi diceva: «Il mercato è un posto particolare dove gli uomini possono ingannarsi e mettersi nel sacco a vicenda»
Io aggiungo che nei secoli non è migliorato affatto, è diventato più grosso ma non più grande, è diventato più informato ma non più saggio, è diventato più efficiente ma non più giusto.

Se quest'indiscrezione sarà la traccia della presa di posizione di Daniele, ripeto “se”, allora sarà un pessimo Capezzone.

Se dovessimo rappresentare graficamente la situazione dell'umanità rispetto alle sue probabilità di adattarsi ai cambiamenti che provoca nel suo abitat, dovremmo usare il ramo discendente di un iperbole

Stiamo dal lato convesso a più o meno x=-6; y=-2 ed in ogni istante c'incliniamo un po' di più verso il baratro ma fin ora il cambiamento è  stato così  poco sensibile che ci sembra persino bello fare gli equilibristi ad un livello sempre maggiore di difficoltà. Il problema è che quando cominceremo a scivolare e perderemo il controllo, inutilmente cercheremo il pulsantre del Game Over e la fessura per inserire i nostro nichelini inutilmente risparmiati oggi.
Siamo al punto che un'inversione di tendenza è improcrastinabile, costi quel che costi!

Questo è l'impopolare slogan che andrebbe proposto oggi: COSTI QUEL CHE COSTI!

Le guerre, al di la del loro indiscusso carico di atrocità e sofferenze, sono sempre state un momento d'evoluzione tecnologica e, per i vincitori, una fonte di ricchezza in risorse e persino in cultura. Oggi l'umanità, tutta e coesa, dovrebbe veramnete adottare un'economia di guerra. Guerra a sprechi, egoismi ed idiozia. Una vittoria porterebbe alla conquista, come risorsa, di un livello di vita qualitativamente migliore. La quantità seguirebbe a ruota.
 
Mi pare chiaro che condivido lo spirito di base della filosofia di Buckminster: siamo passeggeri della “spaceship earth” e la stiamo sfasciando.

A questo link altre risposte

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DURO … ESSERE RADICALI … OGGI

Iscritto dal: 28/07/2006
User offline. Last seen 2 anni 50 settimane ago.

Forse mi sono perso qualcosa ma, mentre Blair assume Al Gore come consulente sull'ambiente per il governo, il nostro valoroso Pecoraro che fa?
Grazie Francesco per il link al Guardian. Il grafico è molto interessante.

Iscritto dal: 23/11/2006
User offline. Last seen 1 ora 54 min ago.

Dalla BBC http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/africa/6096084.stm

Quote:
Climate change fight 'can't wait'
Air travel taxes are one measure being considered to cut emissions
The world cannot afford to wait before tackling climate change, the UK prime minister has warned.

Il rapporto pubblicato sul Guardian http://environment.guardian.co.uk/climatechange/story/0,,1934886,00.html#article_continue ci dice:

Quote:
7 triliardi di dollari (il 20% del Pil mondiale) il costo della crisi climatica se non la si ferma o quantomeno la si mitiga; la cifra del danno stimato approssima il Pil Usa;

200 milioni di profughi, cacciati via dalle loro case in seguito all'innalzamento dei mari e alle inondazioni;

L'1% del Pil mondiale, pari a 349 miliardi di dollari, sarebbe sufficiente, se si agisce subito, a evitarci il disastro;

Altrimenti il costo sarà superiore a mille dollari per abitante del pianeta, soltanto in termini economici e dall'innalzamento dei mari;

Proposte:

- Anticipare all'anno prossimo un nuovo trattato di Kyoto, con un investimento dell'1% del Pil mondiale;

- Cina e India devono essere coinvolte: anche se la Gran Bretagna spegnesse domani tutte le sue centrali questo risparmio verrebbe bruciato in 13 mesi di attuale crescita delle emissioni da parte della sola Cina, che sta raggiungendo il livello degli Usa e ha almeno 30 milioni di famiglie che stanno dotandosi di elettrodomestici nel giro di pochi anni;

- Prevedere un regime differenziato tra paesi, ma basato sui certificati verdi su base globale;

- Introdurre (in alternativa e non) più sostenute tasse verdi sui maggiori inquinatori ( prodotti importati via jet e trasporti aerei in primis, ma anche veicoli e elettrodomestici inefficienti );

- Raddoppiare gli investimenti in ricerca sull'energia;

- Definire più stringenti standard mondiali di efficienza per i beni durevoli di massa;

- Aumentare gli investimenti nei Paesi in via di sviluppo più poveri (Africa, in particolare);

POtete vedere un'animazione interattiva sul Global Warning qui http://www.guardian.co.uk/flash/0,,1267004,00.html

Qui secondo me entra in ballo, e si potrebbe ballare alla grande, Emma Bonino

Iscritto dal: 28/07/2006
User offline. Last seen 2 anni 50 settimane ago.

Dal Guardian di oggi:
"UK signs Gore to sell climate case in US"

Britain is to send the author of today's landmark review on global warming to try to win American hearts and minds to the urgent cause of cutting carbon emissions - as it emerged yesterday that the government has already signed up former US vice-president Al Gore to advise on the environment..

Insomma, pare che anche se non affiancheremo Gore a Blair nel nostro slogan, sarà Blair stesso ad affiancarsi a Gore.. :D

Iscritto dal: 14/01/2005
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

Sul fatto che i cambiamenti climatici siano impattanti per l'umanità siamo d'accordo, intere civiltà sono scomparse senza segni apparenti di aggressione e quindi le ipotesi più probabili sono cambiamenti climatici abbastanza repentini, diciamo una cinquantina di anni.
Del resto tolte alcune eccezzioni cambiamenti climatici minimi uccidevano milioni di persone per le variazioni cicliche del clima. Le migliori registrazioni sono quelle inglesi dal 1500 al 1900, ogni quattro/cinque anni c'era un'annata cattiva con conseguente carestia, la soluzione fu il capitalismo che pagando per i prodotti agricoli spinse alla sovraproduzione per sete di guadagno e quindi le annate cattive andavano ammortizzate dalla sovraproduzione degli anni normali. Quindi lo status di crisi non è relativo al numero delle persone ma alla loro attitudine di affrontare i problemi. La difficoltà è inserire questa mentalità a livello globale, il resto è semplice conseguenza.
In generale i regimi politici di sinistra e quelli autoritari sono governati dall'ideologia e scollegati dalla realtà oggettiva quindi i migliori produttori di catastrofi, le grandi aziende sono generalmente più prudenti perchè i nostri tribunali sono fortemente punitivi. Purtroppo i governi di sinistra sono abili manipolatori dell'opinione pubblica accompagnati dalle grandi corporation e noi poveri cristi siamo sballottati da un sacco di stronzi che ci portano in giro.

Iscritto dal: 23/11/2006
User offline. Last seen 1 ora 54 min ago.

m.garoglio wrote:
Infatti qualcuno che lavora sul serio c'è. Molti istituti si dedicano seriamente alle previsioni del tempo e alcuni istituti matematici
[...]
difficoltà è distinguere gli scienziati veri dai pubblicitari ammantati di seriosità e autoreferenziati che ingombrano la scena.

Entrambi i vari scienziati, dall'una o l'altra parte sono appoggiati da qualcuno. Però non hai ancora detto quali sono questi istituti che confutano la teoria del surriscaldamento del pianeta a causa (anche) dell'azione dell'uomo. Quali sono? E non solo delle allusioni, ma spiegazioni anche se non certe, ma almeno che spieghino qualcosa...
Comunque, fornendoti il beneficio del dubbio, ammettiamo che non sia l'uomo a cambiare il pianeta; il mondo pero' sta cmq cambiando e in fretta, con laghi e fiumi che scompaiono, livelli dei mari che si alzano, ghiacciai che si sciolgono,terre che si desertificano (questi sono fatti inconfutabili). In questo secondo millennio, a differenza dei millenni precedenti (quando i cambiamenti climatici ci sono stati), sul pianeta ci sono 6.000.000.000 di persone e non poche centinaia di milioni o un miliardo al massimo. Ci sono intere città che potrebbero divenire invivibili e milioni di persone che si troverebbero a dover cambiare città o nazione. Un problema sociale e globale, un cambiamento geopolitico storico, che forse andrebbe governato per la prima volta nella storia. E' questa la sfida: per la prima volta l'uomo può cercare di arginare i danni di un cambiamento climatico cmq inevitabile. Io almeno parto da questo presupposto più, e su questo non siamo d'accordo, il fatto che l'uomo con la propria attività sta producendo dei cambiamenti climatici (almeno) differenti rispetto a quelli che ci sarebbero stati senza la propria attività, ed anche più accelerati rispetto a quanto accaduto nel passato.

Quote:
Poi esistono i ridicoli che danno come cancerogeni i prodotti concorrenti ai loro sponsor, accompagnati da quelli che spaventano con le "mortali" PM 10 perchè casualmente sono appoggiati da venditori di metano che sempre per caso sono assolutamente contrari all'energia nucleare

Potresti dirmi quali sono questi "ridicoli" e questi "sponsor"? E, per favore, qualche nome, riferimento, qualcosa insomma...

Dimenticavo: tutti, ripeto, in teoria possono avere l'appoggio degli sponsor, è questo il male secondo te? Chi è per gli inceneritori è un lucratore di fondi pubblici? (il finanziamento dà un profitto per gli inceneritori che altrimenti sarebbe in perdita), chi è contro gli inceneritori ha l'appoggio delle mafie sull'affare delle discariche abusive di rifiuti? Potrebbero essere vere entrambe, tutti possono avere un interesse, come in qualsiasi altra cosa.
Discutendo su chi ha più vantaggi o meno non se ne viene fuori, non credo giovi alla discussione in sè e porta a rimanere inetti (come è successo fino ad ora) dando spazio (davvero) a chi vuole lucrarci sopra e sguazza nell'immobilismo decisionale delle istituzioni mondiali (ancora per poco)
Va beh, capito no? Ogni scoreggia di gas costerà un euro. :lol:

Iscritto dal: 14/01/2005
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

Infatti qualcuno che lavora sul serio c'è. Molti istituti si dedicano seriamente alle previsioni del tempo e alcuni istituti matematici stanno affrontando la teoria del caos e delle variabili multiple con impegno e serietà. Le risposte serie usciranno di lì.
Come la cura del cancro, le soluzioni escono dagli ospedali e dai laboratori anche se ad ora nessuno sa esattamente come e perchè.
Poi esistono i ridicoli che danno come cancerogeni i prodotti concorrenti ai loro sponsor, accompagnati da quelli che spaventano con le "mortali" PM 10 perchè casualmente sono appoggiati da venditori di metano che sempre per caso sono assolutamente contrari all'energia nucleare. Altri soggetti vicino ai fabbricanti di pannelli solari li magnificano oltre ragione e così via. La difficoltà è distinguere gli scienziati veri dai pubblicitari ammantati di seriosità e autoreferenziati che ingombrano la scena.

Iscritto dal: 23/11/2006
User offline. Last seen 1 ora 54 min ago.

m.garoglio wrote:
Caro perduca stiamo parlando di climatologia, argomento così complesso e misterioso che gli onesti riconoscono di non capirci niente e alcuni astuti cacciatori di fondi usano con disinvoltura per gabbare gonzi e in sinergia a aziende e sistemi produttivi che sono i primi finanziatori.

Fermiamoci ancora un attimo perchè non si sta prevedendo una "giornata di sole" o "di pioggia" nel 2036 ma secmplicemente a livelli "macro" come si sta evolvendo il pianeta. proprio per poter fermare gli astuti cacciatori di fondi (da l'una e l'altra parte) occorre affrontare il problema e parlare il più serenamente e sinceramente possibile con i cittadini, altrimenti saranno preda tra poco proprio di questi cacciatori di fondi.

Quote:
E' più fastidioso che pericoloso e a volte la sua lotta comporta ammalarsi di sicuro per prevenire la possibilità di ammalarsi dopo ma senza le isterie massimaliste è comunque meglio avere il "problema" del PM10 che non zolfo e particolato carbonioso.

Con questo quindi ammetti che il problema generato dall'uomo c'è. Bene, è questo il punto di partenza.

Iscritto dal: 28/07/2006
User offline. Last seen 2 anni 50 settimane ago.

Ho ordinato anche il dvd. Non so quando mi arriverà.
Quanto a Lomborg, il danese ha sicuramente alzato un bel polverone con il suo "ambientalista scettico". Comunque, siccome questo tema è avvolto nella quasi totale incertezza scientifica, l'unica certezza sembra essere che l'impatto dell'attività umana sull'ambiente esiste. Di conseguenza questo dovrebbe essere il punto di partenza per ogni iniziativa.
Per questo, invece di speculare sul livello esatto delle acque marine, o sulle precise emissioni di gas nocivi nell'atmosfera, mi sento di seguire chi propone di agire, sicuro del fatto che "speculazioni" e dati sceintifici più affidabili arriveranno. Questo è ciò che propone Al Gore e con lui molti altri scienziati.

Iscritto dal: 14/01/2005
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

Caro perduca stiamo parlando di climatologia, argomento così complesso e misterioso che gli onesti riconoscono di non capirci niente e alcuni astuti cacciatori di fondi usano con disinvoltura per gabbare gonzi e in sinergia a aziende e sistemi produttivi che sono i primi finanziatori. Anzi che pagano esatte ricerche con le conclusioni sinergiche alle loro strategie industriali. Grazie a nuovi supercomputer possiamo prevedere il tempo con esattezza cosa succede a cinque giorni per continenti e a 48 ore per griglie di cinque miglia quadrate. Il prossimo step è arrivare a un mese e si spera nel 2050 di arrivare a un anno.
Giocare con le tabelline usando solo i dati che ti fanno gioco è stato sputtanato persino su questo forum ma come noto con la fede la ragion non vale. Più efficace quando scade un brevetto di base e si dispone di un nuovo brevetto investire in scienziati pubblicitari per dire che si allarga il buco dell'ozono. Passare dal CFC a nuovi prodotti non assicura nulla se non essereti tolto dai piedi un sacco di competitori più economici, tanto vero che la produzione è continuata nei paesi emergenti su elevati volumi e il buco si è chiuso come si è aperto senza che nessuno sappia perchè. Naturalmente non gliene frega niente a nessuno, le multinazionali si sono tenute il ricco mercato occidentale e le nazioni del terzo mondo sono povere, non stupide e ignorano le scemenze.
Sanno anche che lo smog da progresso economico è più vantaggioso dell'arcadia da sottosviluppo, noi siamo così ricchi che raggiunto il benessere possiamo ora eliminarlo. E' più fastidioso che pericoloso e a volte la sua lotta comporta ammalarsi di sicuro per prevenire la possibilità di ammalarsi dopo ma senza le isterie massimaliste è comunque meglio avere il "problema" del PM10 che non zolfo e particolato carbonioso.
Per questo le scene e le previsioni apocalittiche sono per i gonzi, con gli intelligenti non servono. Se ci sono dei vantaggi reali siamo tutti d'accordo ma vivere presi per il culo sarà un piacere per te, magari ci guadagni anche bene e sei giustificato nel tentativo, ma la scienza è altra cosa e una previsione climatica e le sue conseguenze pratiche sono reali e affidabili come nostradamus. Su mille quartine sibilline dieci sono "vere" e per definirlo affidabile basta ignorare le 990 sbagliate.

m.perduca (non verificato)

m.garoglio wrote:
Parlare di verità sul clima è come spiegare la tecnica sessuale degli angeli, per ora la sola sicurezza è che ogni previsione verificata è una sola (bugia). Siamo d'accordo che la capienza del pianeta è un valore finito quanto non calcolabile. Nel 1970 si sosteneva con grande vigore che la Cina non poteva nutrire un miliardo di abitanti e che ciò avrebbe provocato la terza guerra mondiale con milioni di cinesi che invadevano la Siberia, ora sono un miliardo e trecento milioni e l'unica cosa che invadono sono i mercati. A un certo punto scoppieranno ma a quanto? Un miliardo e mezzo, due, tre?
Quindi la sovrappopolazione è un problema di sicuro, la ricerca deve progredire e chiaramente meglio frenare che accelerare ma perfavore senza panico e lasciando perdere scemenze che nel 2050 scopriremo false e senza senso. Tranne ovviamente chi si sarà arricchito facendo leva sui gonzi che credono a qualunque scemenza detta in tono serioso.

complimenti per la conclusione, tra quest'ultimi ci metterei anche un certo tal lomborg che sul presunto scetticismo climatico s'e' costruito una bella carriera. e' possibile ipotizzare che oggi esistano computer in condizioni migliori di quelli che elaboravano analisi 30 o 3 anni fa? possiamo anche ipotizzare che grazie a quegli "allarmi" si sia iniziato un processo di presa di coscienza di alcuni problemi che fino ad allora erano stati 'scansati' dalle varie oligarchie politiche? e' anche possibile sapere dove stia il "panico" e quali siano i problemi legati a esso?

Iscritto dal: 23/11/2006
User offline. Last seen 1 ora 54 min ago.

Il dvd esce il 21 novembre no? In rete però c'è già.

g.cerconedelucia (non verificato)

Bella la frase.
Ma il DVD?