Un'alleanza per il clima:discorso per il Nobel di Al Gore

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http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2007/12/unallenza-per-il-clima-il-discorso-per-il-nobel-di-al-gore-in-italiano.html
Traduzione italiana
«A volte, senza avvertimenti, il futuro bussa alla nostra porta con una visione preziosa e dolorosa di quello che potrebbe accadere. Centodiciannove anni fa un ricco inventore lesse il suo necrologio, pubblicato erroneamente anni prima delle sua morte. Credendo a torto che l’inventore fosse deceduto, un giornale pubblico un duro giudizio sul lavoro della sua vita, etichettandolo ingenerosamente “mercante di morte” a causa della sua invenzione – la dinamite. Scosso da questa condanna, l’inventore fece la scelta decisa di servire la causa della pace.

Sette anni dopo Alfred Nobel creò il questo premio e gli altri che portano il suo nome.

Domani saranno trascorsi sette anni da quando ho letto il mio necrologio politico in un giudizio che mi è sembrato duro e scorretto – se non prematuro. Tuttavia, quel verdetto non voluto mi ha anche portato un dono prezioso e doloroso: un’opportunità di cercare strade nuove per servire i miei ideali.

Inaspettatamente, questa ricerca mi ha condotto qui. […]

Gli autorevoli scienziati con cui è un mio grande onore condividere questo premio hanno dispiegato davanti a noi la scelta tra due futuri differenti, una scelta che riecheggia nelle mie orecchie le parole dell’antico profeta: ”ti ho messo davanti la vita e la morte, la benedizione e la maledizione; scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza”. (Dt 30,19)

Noi, la specie umana, siamo di fronte a un’emergenza planetaria – una minaccia alla sopravvivenza della nostra civiltà […] C’è tuttavia una notizia di speranza: abbiamo la capacità di risolvere questa crisi e di evitare il peggio – anche se non del tutto – se agiamo in modo coraggioso, deciso e rapido.

Tuttavia, nonostante un numero crescente di rispettabili eccezioni, troppi leader mondiali possono essere ancora descritti con le parole che Wiston Churchill applicava a coloro che ignoravano la minaccia rappresentata da Adolf Hitler: “Vanno avanti in questo strano paradosso, decisi nella loro indecisione, risoluti nella irresolutezza, inamovibili nella deriva, influenti nella loro impotenza.”

Così oggi abbiamo gettato altre settanta milioni di tonnellate di inquinamento da global warming nel guscio sottile dell’atmosfera che circonda il nostro pianeta, quasi che fosse una discarica aperta. E domani ne getteremo una quantità un po’ maggiore, mentre le concentrazioni cumulative di gas serra intrappolano sempre più il calore del sole.

Di conseguenza,la terra ha la febbre. E la febbre sta salendo. Gli esperti ci hanno detto che non è un malanno passeggero che passerà da solo. Abbiamo chiesto un secondo consulto, un terzo e un quarto. E la conclusione coerente, riaffermata con allarme crescente, è che c’è qualcosa di sbagliato alla base di tutto.

Noi siamo lo sbaglio e noi dobbiamo essere la correzione.

Lo scorso 21 settembre quando l’emisfero settentrionale ha iniziato ad essere meno colpito dal sole, gli scienziati hanno riportato che la calotta polare artica “sta precipitando dalla scogliera”. Secondo uno studio, potrebbe essere completamente scomparsa durante l’estate in meno di 22 anni. Un altro studio, che verrà presentato da ricercatori della Marina USA durante questa settimana, ci ammonisce che potrebbe anche accadere in meno di sette anni.

Sette anni a partire da ora.

Negli ultimi mesi è stato sempre più diffide non interpretare nel modo corretto i segni che il nostro mondo sta funzionando male. Le principali città del Nord e Sud America, Asia e Australia sono quasi rimaste senz’acqua a causa di estese siccità e della fusione dei ghiacciai. […] Popoli dell’Artico e di alcune isole del Pacifico stanno pensando di dover evacuare i luoghi che per lungo tempo hanno chiamato la loro casa. Incendi senza precedenti hanno costretto mezzo milione di persone ad abbandonare le proprie case […] Rifugiati a causa del clima hanno dovuto migrare in aree abitate da popoli con culture, religioni e tradizioni differenti, aumentando le possibilità di conflitto. Milioni di persone sono state sfollate dalle grandi inondazioni nell’Asia Meridionale, in Messico e in 18 paesi africani. Stiamo continuando a bruciare e tagliare senza sosta le nostre foreste conducendo un sempre maggiore numero di specie all’estinzione. La rete della vita da cui dipendiamo è stata lacerata e consumata.

Non abbiamo mai avuto intenzione di causare tutte queste distruzione, così come Alfred Nobel non aveva mai pensato che la dinamite potesse essere usata in guerra. Aveva sperato che la sua invenzione potesse promuovere il progresso umano. Abbiamo condiviso lo stesso lodevole scopo quando abbiamo iniziato a bruciare grandi quantità di carbone, e in seguito petrolio e metano.

Persino ai tempi di Nobel ci furono alcuni avvertimenti sulle possibili conseguenze di questi atti. Uno dei primi vincitori del premio Nobel per la chimica era preoccupato del fatto che “stiamo evaporando le nostre miniere di carbone nell’aria”. Dopo aver risolto manualmente oltre diecimila equazioni, Svante Arrhenius calcolò che la temperatura media della Terra sarebbe aumentata di diversi gradi se avessimo raddoppiato la quantità di CO2 presente nell’atmosfera.

Settant’anni dopo il mio insegnante Roger Revelle e il suo collega Dave Feeling iniziarono a documentare in modo preciso l’aumento dei livelli di CO2 giorno dopo giorno.

Diversamente da altre forme di inquinamento, la CO2 è invisibile, insapore e inodore – il che ha nascosto agli occhi e alla mente i suoi effetti sul clima. Inoltre, la catastrofe che ci minaccia è senza precedenti e spesso confondiamo ciò che è senza precedenti con l’improbabile.

Ci sembra anche difficile immaginare i massicci cambiamenti che sono ora necessari per risolvere la crisi. Quando le grandi verità sono scomode, l’intera società, almeno per un certo tempo, può ignorarle. Tuttavia, come ci ricorda George Orwell, “Presto o tardi le false credenze vanno a sbattere contro la solida realtà, di solito su un campo di battaglia”. […]

Senza rendercene conto, abbiano iniziato una guerra contro la Terra stessa. Ora, noi e il clima terrestre siamo strettamente legati da una rapporto assai familiare agli strateghi: “distruzione mutua assicurata”.

Più di due decenni fa, gli scienziati hanno calcolato che una guerra nucleare avrebbe potuto gettare una tale quantità di fumo e polveri nell’aria da bloccare la radiazione solare, causando un “inverno nucleare”. I loro avvertimenti eloquenti qui a Oslo hanno aiutato a sostenere la decisione del mondo di fermare la corsa agli armamenti nucleari.

Ora la scienza ci sta avvertendo che se non riduciamo rapidamente l’inquinamento da riscaldamento globale che sta intrappolando una parte del calore che il nostro pianeta normalmente irradia verso l’atmosfera, rischiamo di creare una “estate del carbonio” permanente.

Come scrive il poeta americano Robert Frost, “Alcuni dicono che il mondo finirà nel fuoco, altri nel ghiaccio”. Uno solo di questi, nota “sarebbe sufficiente”.

Ma nessuna di queste due fini deve per forza essere il nostro destino. E’ tempo di fare la pace con il pianeta.

Dobbiamo mobilitare rapidamente la nostra civiltà con l’urgenza e la risolutezza che in passato è stata vista solo quando le nazioni si sono mobilitate per la guerra. […]

Ora giunge la minaccia della crisi climatica – una minaccia reale, crescente, imminente e universale. […] Le penalità che derivano dall’ignorare questa sfida sono immense e crescenti e oltre un certo limite la situazione potrebbe essere irrecuperabile. Per ora abbiamo ancora il potere di scegliere il nostro destino, e rimane solo una domanda: abbiamo noi la volontà di agire vigorosamente e nei tempi giusti o rimarremo imprigionati da una pericolosa illusione?

Il Mahatma Gandhi diede vita alla più grande democrazia sulla Terra e ha forgiato una condivisa determinazione che ha chiamato Satyagraha, ovvero la “forza della verità”. In ogni terra, la verità, una volta conosciuta, ha il potere di renderci liberi.

La verità ha anche il potere di unirci e ridurre la distanza tra l’”io” e il “noi”, creando la base per uno sforzo comune e una condivisa responsabilità. [..]

Questa nuova consapevolezza richiede di espandere le possibilità immanenti in tutta l’umanità. Gli innovatori che troveranno un modo per raccogliere l’energia solare al costo di un penny o inventare un motore che assorbe carbonio potrebbero vivere a Lagos o Mumbai o Montevideo. Dobbiamo assicurarci che imprenditori e inventori abbiano l’opportunità di cambiare il mondo in qualunque luogo del globo essi abitino. […]

Nell’ultimo anno di quella guerra [1945] avete assegnato il premio per la Pace a un uomo della mia città natale, Carthage, Tennessee. Cordell Hull è stato descritto da Franklin Roosevelt come il “Padre delle Nazioni Unite”. E’ stato un eroe e una fonte di ispirazione per mio padre, che ha seguito Hull al Congresso e al Senato USA e il suo impegno a favore della pace mondiale e della cooperazione globale.

I miei genitori parlavano spesso di Hull, sempre in tono di riverenza e ammirazione. Otto settimane fa, quando avete annunciato il premio, ho provato una profonda emozione nel leggere il titolo del giornale della mia città che notava semplicemente che avevo vinto lo stesso premio di Cordell Hull. […]

Come la generazione di Hull trovò l’autorità morale di risollevarsi e risolvere la crisi mondiale causata dal fascismo, così anche noi possiamo trovare la nostra più grande opportunità di risollevarci per risolvere la crisi climatica. Nei caratteri Kanji, usati sia in cinese che in giapponese, la parola “crisi” è scritta con due simboli, il primo significa “pericolo” e il secondo “opportunità”. Affrontando e rimuovendo il pericolo della crisi climatica abbiamo l’opportunità morale e la capacità visionaria di aumentare la nostra capacità di affrontare altre crisi che sono state troppo a lungo ignorate.

Dobbiamo comprendere le connessioni tra la crisi climatica e le piaghe della povertà, della fame, dell’AIDS e di altre pandemie. Dal momento che questi problemi sono tra loro collegati, tali devono essere anche le soluzioni. Dobbiamo iniziare a fare del salvataggio comune dell’ambiente globale il principio organizzativo della comunità mondiale. […]

Questa settimana, insisterò presso i delegati alla conferenza di Bali per adottare un mandato coraggioso per un trattato che stabilisca un tetto universale e globale alle emissioni e usi il sistema dell’emission trading per allocare in modo efficiente risorse per ridurre rapidamente le emissioni stesse.

Questo trattato dovrebbe essere ratificato ed entrare in vigore nel mondo all’inizio del 2010, due anni prima di quanto oggi venga previsto. Il ritmo della nostra risposta deve accelerare, per fare fronte al ritmo crescente della crisi.

I capi di stato dovrebbero incontrarsi all’inizio del prossimo anno per rivedere le decisioni di Bali e assumersi una responsabilità personale per affrontare la crisi. Non è irragionevole chiedere, tenuto conto della gravità delle circostanze, che questi capi di stato si incontrino ogni tre mesi finché il trattato non sia completato.

Abbiamo bisogno di una moratoria sulla costruzione di ogni nuovo impianto che bruci carbone senza la capacità di intrappolare e immagazzinar in modo sicuro il biossido di carbonio.

E abbiamo bisogno soprattutto di mettere un prezzo al carbonio, con una tassa sulle emissioni di CO2 secondo le leggi di ogni nazione, in modo che la tassazione si sposti dal lavoro all’inquinamento. Questo è di gran lunga il modo più semplice ed efficace per accelerare la soluzione della crisi.

Il mondo ha bisogno di un’alleanza – specialmente delle nazioni che hanno maggiore peso. Saluto con rispetto l’Europa e il Giappone per i passi che hanno intrapreso negli anni più recenti per affrontare la sfida e il nuovo governo Australiano che ha fatto della soluzione della crisi ambientale la sua priorità.

Ma il risultato sarà influenzato in modo decisivo dalle due nazioni che non stanno facendo abbastanza: gli USA e la Cina. Mentre l’India sta rapidamente crescendo di importanza, deve essere assolutamente chiaro che devono essere i due più grandi emettitori di CO2 – e soprattutto il mio paese – a fare le mosse più coraggiose o affrontare il giudizio della storia per non averlo fatto.

Entrambi i paesi dovrebbero smetterla di utilizzare il comportamento dell’altro come una scusa per lo stallo invece di sviluppare un agenda per la mutua sopravvivenza in un ambiente globale condiviso.

Questi sono gli ultimi anni in cui possiamo prendere decisioni, ma possono essere anche i primi anni di un futuro luminoso e pieno di speranza, se facciamo ciò che dobbiamo. Nessuno creda che una soluzione possa essere trovata senza sforzo, senza costi, senza cambiamenti. […]

La via davanti a noi è difficile. […] Nelle parole del poeta spagnolo Antonio Machado : “Viandante, non c’è un sentiero. Devi fare il sentiero mentre cammini”.

Siamo di fronte al bivio più critico di quel cammino. Vorrei quindi terminare come ho iniziato, con una visione dei due futuri - ognuno di essi è una possibilità tangibile – con la preghiera che vedremo chiaramente la necessità di scegliere tra questi futuri e con l’urgenza di fare la scelta giusta ora.

Il grande scrittore norvegese Henrik Ibsen scrisse: ”Uno di questi giorni, la generazione più giovane verrà a bussare alla mia porta.” Il futuro sta bussando alla porta proprio adesso. Senza dubbio la prossima generazione ci porrà una di queste due domande. Ci chiederà: “Cosa stavate pensando? Perché non avete agito?” Oppure ci chiederà invece: “Come avete trovato il coraggio morale per sollevarvi e risolvere una crisi che molti dicevano impossibile?”

Abbiamo tutto quello che ci serve per iniziare, tranne forse la volontà politica, ma la volontà politica è una risorsa rinnovabile.

Rinnoviamoci quindi e diciamoci l’un l’altro: Abbiamo uno scopo. Siamo molti. Per questo scopo dobbiamo sollevarci e agire.»
Al Gore, discorso per il Nobel - Oslo

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c.parizzi (non verificato)

«La battaglia per il clima e la salvezza della Terra è la nuova frontiera dell'antifascismo nel mondo» (sic)

... il gorismo, davvero, è roba per no-bel

Iscritto dal: 21/11/2007
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v.carraro wrote:
Quote:
Cosa c'entra quel che dice Al Gore con l'ammontare dei sui compensi ?

Di solito c'entra ..... eccome:
a) - Guadagna molto perchè dice quelle cose ?...oppure
b) - Dice quelle cose perchè così guadagna molto ?

Guarda Emma Bonino:
a) - Prima diceva peste e corna della Cina per guadagnare un seggio in Parlamento
b) - Ora non dice più nulla sulla Cina per conservare il posto in Parlamento.

Ordinarie storie di malcostume e degrado politico/intellettuale/morale.

Vasco.

CARRARO SEI DISUMANO.....E CREDO ANCHE SOLO.

il carso e le apuane.....

Iscritto dal: 23/11/2006
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LA DENUNCIA DEL FRESCO NOBEL
«Ambientalisti, i nuovi antifascisti»

Al Gore attacca: «La battaglia per il clima e la salvezza della Terra è la nuova frontiera dell'antifascismo nel mondo»

WASHINGTON — La battaglia per il clima e la salvezza della Terra è la nuova frontiera dell'antifascismo nel mondo. Chi tace e volge lo sguardo dall'altra parte, ignorando l'emergenza planetaria imposta dalle emissioni di ossido di carbonio, è l'equivalente morale di quanti sotto il nazismo ignorarono lo sterminio degli ebrei. Forse si è trattato solo di una coincidenza, ma gli stati d'animo e la dinamica della Conferenza di Bali sono cambiati subito dopo l'intervento di Al Gore, fresco del Nobel per la Pace consegnatogli la scorsa settimana a Oslo. Un'orazione incendiaria, scandita da una serie di ovazioni, in cui il premio Nobel ha riproposto fuori dai denti le sue «scomode verità», accusando fra l'altro gli Stati Uniti di George Bush «di essere il principale ostacolo sulla strada di un progresso qui a Bali». Ostacolo poi rimosso dal ripensamento della Casa Bianca, che ha deciso di firmare la dichiarazione finale. Meno attenzione però, i media internazionali hanno dedicato ai passaggi dell'intervento di Gore, dove l'ex vice-presidente ha equiparato la lotta contro il riscaldamento del pianeta a quella contro il nazismo. «Una delle vittime degli orrori del Terzo Reich in Europa durante la Seconda guerra mondiale scrisse un famoso passaggio sugli esordi dello sterminio: "Prima i nazisti vennero per gli ebrei, ma io non ero ebreo e non dissi nulla. Poi vennero per gli zingari, ma io non ero zingaro e non dissi nulla". Elencò altri gruppi e per ognuno di questi non disse nulla. "Poi, concluse, vennero per me"».

La crisi del clima segue per Al Gore una logica simile: «Per coloro i quali pensavano che avrebbe riguardato i loro nipoti e non hanno detto nulla. E che poi si sono preoccupati un po' pensando che avrebbe riguardato i loro figli, ma di nuovo non hanno detto e fatto nulla. Ora sanno che la crisi tocca noi, la nostra generazione ed è nostro compito risolverla. Il senso d'urgenza è necessario, perché questa sfida è una sfida alla nostra immaginazione morale ». I paragoni storici con gli anni Trenta e Quaranta non si sono fermati qui. Gore ha ripetuto le parole con cui Winston Churchill descriveva l'atteggiamento dei leader politici mondiali, di fronte alla minaccia di Hitler: «Proseguono con uno strano paradosso, decisi soltanto a essere indecisi, risolti solo ad essere irresoluti, chiari a deviare, solidi solo nell'essere flessibili, onnipotenti solo per essere impotenti». Non piacerà a tutti il confronto morale con i silenzi sulla Shoah, che un commentatore del quotidiano tedesco Die Welt ha già definito «esagerazione pericolosa e irresponsabile ». Ma per l'ex vice-presidente americano, l'esagerazione è imposta dai fatti: è in gioco la sopravvivenza del pianeta, quindi la vita di milioni e milioni di persone, il futuro dell'umanità intera. Non più tra un secolo, trenta o quarant'anni, ma molto prima: «Secondo gli scienziati, la calotta di ghiaccio del Polo Nord potrebbe sparire entro sette anni». Il nuovo nazismo è il disastro ambientale che incombe. E questa volta, suggerisce Gore, gli ebrei siamo tutti noi.
Paolo Valentino
16 dicembre 2007

http://www.corriere.it/esteri/07_dicembre_16/gore_ambiente_57f1c398-aba3-11dc-9018-0003ba99c53b.shtml

a.marzano (non verificato)
c.parizzi (non verificato)

... ma che ha fatto Al Gore per la pace nel mondo?
L’ex vicepresidente americano ha l’unico pregio di aver prodotto un film di fantascienza di grande successo, che gli è valso un premio Oscar e presumibilmente ha ulteriormente rafforzato la sua già solida posizione economica.
Se però si vuole prendere Gore sul serio, e non come cinematografaro, allora il giudizio cambia radicalmente: egli ha piegato la scienza a scopi brutalmente politici, mostrando scarso o nessun rispetto per quegli scienziati che hanno manifestato dissenso.
Le politiche invocate da Gore sarebbero economicamente folli e non avrebbero alcun impatto discernibile sul clima....
dimenticavo: la sua casa consuma in un mese quello che una casa statunitense media consuma in un anno. 221,000 kWh nel 2006 per illuminare, riscaldare e abitare le 20 stanze della villa con piscina a Nashville non sono pochi, per un paladino del risparmio energetico.
Le stime sono del Tennessee Center for Policy Research, e nessuno le ha mai smentite.

Iscritto dal: 23/11/2006
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http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Premi_Nobel_per_la_pace

Ma il problema riguarda CHI afferma delle cose oppure state contestando CIO' CHE HA DETTO?

Perchè gli introiti sul libro sono finiti alla Onlus, lui guadagnerà i suoi soldi come tutti ma...li sta "rubando"?

c.parizzi (non verificato)

Irritazione avrebbe provocato il fatto che la tariffa da 100 mila sterline per Gore non è stata resa pubblica se non a evento concluso, lasciando supporre agli intervenuti che l’ex vicepresidente degli Stati Uniti parlava a braccio in nome dei propri valori mentre invece stava intascando una cifra considerevole.
Come se non bastasse l’Alta Corte di Londra ha rinnovato alle scuole del Regno Unito la richiesta di «informare gli alunni» sugli errori scientifici contenuti nel film «Una verità sconveniente», che figura proprio nella motivazione del Nobel della Pace.

Iscritto dal: 18/11/2000
User offline. Last seen 1 anno 1 settimana ago.

Quote:
Cosa c'entra quel che dice Al Gore con l'ammontare dei sui compensi ?

Di solito c'entra ..... eccome:
a) - Guadagna molto perchè dice quelle cose ?...oppure
b) - Dice quelle cose perchè così guadagna molto ?

Guarda Emma Bonino:
a) - Prima diceva peste e corna della Cina per guadagnare un seggio in Parlamento
b) - Ora non dice più nulla sulla Cina per conservare il posto in Parlamento.

Ordinarie storie di malcostume e degrado politico/intellettuale/morale.

Vasco.

E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.

 

Iscritto dal: 23/11/2006
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Cosa c'entra quel che dice Al Gore con l'ammontare dei sui compensi (poi dovremmo verificare su come vengono utilizzati). Comprendo che all'estero il tema della Casta è realmente sentito ma in Italia non possiamo permetterci questa discussione, altrimenti decine di migliaia di persone meriterebbero come minimo l'ergastolo.
Tra chi ruba denaro pubblico producendo il nulla e chi invece sta cercando di dare una mossa a Usa e Cina sulla questione ambientale la differenza è netta.
Poi non è lui il presidente degli USA o di qualsiasi altro stato, ha un grande seguito di cittadini ed ha acquisito negli ultimi mesi autorevolezza per poter parlare nei grandi summit mondiali.
Sugli errori del film poi c'è già stata la risposta di Al Gore con precisazioni su tutti i punti

c.parizzi (non verificato)

BUFERA SU AL GORE, AMBIENTALISTA UN TANTO AL CHILO – UN DISCORSO (NOIOSO) DI MEZZ’ORA PAGATO 100MILA STERLINE – E L’ALTA CORTE DI LONDRA INSISTE: INFORMATE GLI STUDENTI SUGLI ERRORI DEL SUO FILM…

Al Gore riceve il Nobel per la Pace e lancia un appello a Stati Uniti e Cina affinché riducano le emissioni nocive, ma la sua immagine di paladino dell’ambiente esce indebolita dalle rivelazioni britanniche sui lauti proventi personali incassati grazie ai discorsi da militante pro-clima.

Il premio Nobel per la pace è stato consegnato ieri all’ex vicepresidente americano nel corso di una solenne cerimonia ad Oslo, che lo ha visto poi intervenire con un discorso in cui ha detto che «la Terra ha la febbre» e per curarla non è più rinviabile un drastico taglio alle emissioni di gas serra. «Rischiamo di andare verso la distruzione mutua assicurata - ha affermato Gore, richiamandosi al linguaggio della Guerra Fredda - e per evitarla dobbiamo fare la pace con la Terra, mobilizzando velocemente le risorse della nostra civiltà con una determinazione vista finora solo quando le nazioni si preparano ad andare in guerra».

«È l’intera umanità che deve affrontare l’attuale situazione di emergenza», ha aggiunto Gore citando il fondatore dell’India Gandhi, l’ex premier britannico Churchill e la Bibbia. Da qui l’appello ai governi di Stati Uniti e Cina affinché facciano venire meno le obiezioni presentate nelle ultime 48 ore al summit dell’Onu di Bali che ha in agenda proprio la riduzione dei gas serra, al fine di gettare le basi dell’accordo sul clima che entrerà in vigore dopo la scadenza del Protocollo di Kyoto del 1997.

«Cina e Stati Uniti sono i maggiori produttori di gas inquinanti - ha sottolineato Gore - e sta a loro compiere le mosse più coraggiose o dover rendere conto alla Storia della loro incapacità di agire». Domani l’ex vicepresidente sarà a Bali, assieme al co-premiato Rajendra Pachauri capo dell’organismo dell’Onu per la protezione del clima (Iccp), per fare direttamente pressione a favore di un accordo «rapido e solido». Riguardo alle altre «nazioni inquinanti» - dall’India ai Paesi europei, Italia inclusa - Gore propone di imporre una «tassa sulle emissioni di CO2» e di dichiarare una moratoria sulla costruzione di nuove centrali elettriche a carbone prive della capacità di «intrappolare i gas serra». Comunque vada a Bali, Gore è comunque sicuro che «il prossimo presidente degli Stati Uniti avrà un’attenzione per l’ambiente maggiore rispetto a quanto avviene ora» ma sull’ipotesi che possa essere lui a candidarsi ha ribadito il «no».

La giornata di festeggiamenti a Oslo ha tuttavia riservato qualche grattacapo per Gore in ragione delle indiscrezioni pubblicate dal britannico «Daily Mail» sui compensi da capogiro che chiede quando pronuncia discorsi a favore del clima. La polemica nasce dall’intervento pronunciato recentemente a Londra da Gore di fronte al «Fortune Forum» ottenendo un pagamento di 100 mila sterline per appena 30 minuti di durata, ovvero una media di 3300 sterline al minuto: talmente alta da rivaleggiare con le tariffe dell’ex presidente americano Bill Clinton, che si aggirano sui 200 mila dollari a serata. Nel parterre del forum vi erano personaggi noti come Bob Geldolf, Darryl Hannah e Jerry Hall ma molti dei presenti - paganti fino a 50 mila sterline a testa - si sarebbero lamentanti per un intervento «lungo e a tratti noioso».

Irritazione avrebbe provocato il fatto che la tariffa da 100 mila sterline per Gore non è stata resa pubblica se non a evento concluso, lasciando supporre agli intervenuti che l’ex vicepresidente degli Stati Uniti parlava a braccio in nome dei propri valori mentre invece stava intascando una cifra considerevole.
Come se non bastasse l’Alta Corte di Londra ha rinnovato alle scuole del Regno Unito la richiesta di «informare gli alunni» sugli errori scientifici contenuti nel film «Una verità sconveniente», che figura proprio nella motivazione del Nobel della Pace.

Maurizio Molinari per “La Stampa”

11 Dicembre 2007