Per quel che riguarda “ L'Appello per l'Uninominale”
promosso dalla omonima associazione con sede in Via di Torre Argentina 76 – Roma
credo sinceramente che sia una tipica goliardata da fine Agosto, almeno a giudicare dalle motivazioni che campeggiano nella presentazione nel sito.
A volerla prendere un po' seriamente la cosa appare in tutta la sua distorsione concettuale:
irreale e totalmente illusoria la supposta concatenazione causa/effetto tra “ uninominale “ e.. cito:
_ “ ottenere finalmente anche nel nostro Paese quella stabilità e certezza delle Leggi elettorali
che gli standard democratici internazionali raccomandano e in qualche misura esigono;
(Molto vago come concetto e altrettanto azzardata la prospettiva: l'uninominale quando era adottato non ha mai garantito niente, tanto meno la stabilità e la certezza delle Leggi elettorali..
e poi quali sarebbero gli standard democratici internazionali di riferimento che richiedono proprio quel metodo?..
La monarchia britannica o il regime oligarchico statunitense con il suo 50% di astensione; giusto per parlare di partecipazione orizzontale e diretta alla democrazia!?)
approdare ad una riforma elettorale,effettiva, durevole e orientata nel senso del collegio uninominale indicato in modo nettissimo dagli italiani a grande maggioranza nel referendum del 1993, poi in larga parte disatteso dal legislatore;
(Velo pietoso ! Non è certo colpa dei Cittadini..)
adottare finalmente anche in Italia un sistema elettorale ispirato ai modelli sperimentati ormai da secoli in regimi civili – quali quelli anglosassoni – che si sono rivelati tra i più fecondi sul piano della democrazia, della sicurezza e del benessere dei propri cittadini;
( parafrasi del concetto di cui al primo punto, con la specifica del riferimento qui dichiarato ai paesi anglosassoni: confesso che personalmente non avevo mai considerato come
“ fecondo sul piano della democrazia “ né una monarchia, né un sistema dove per fare il sindaco di una città si devono spendere per la campagna elettorale alcune “ decine di milioni di dollari “ .
Chiedo cosa ci sia di democratico nello spendere decine di milioni di dollari per una singola campagna elettorale, chiedo quanti comuni cittadini possono fare altrettanto?
E se allora non sia il caso di dare ad ogni cosa il nome giusto: non “ democrazia “, ma più correttamente chiamiamola “ oligarchia” che più verticale e verticista di così non si può!
In quanto a prendere come riferimento “regimi civili” quelli che “ esportano democrazia”
ogni volta che il settore nazionale degli armamenti minaccia la crisi occupazionale..
bhè ci penserei un attimino!
dare agli elettori la piena libertà, l'effettivo pieno potere e la piena responsabilità di scegliere il Governo e gli eletti, assicurando un rapporto personale efficace dell'eletto con chi lo elegge;
( qui si dimentica ancora una volta che partecipazione democratica non è “ solo “ delegare col voto, ma è anche diritto di partecipare direttamente, concorrere alla pari ed essere votato e che scopo di una democrazia non è quello di escludere i molti dal diritto alla reale partecipazione, ma di eliminare tutti gli ostacoli che impediscono tale partecipazione diretta.
E si tralascia bellamente di far presente che sono sempre quelle stesse segreterie di partito a compilare l'elenco blindato degli eleggibili secondo modalità non propriamente democratiche, sia con l'uninominale che col maggioritario!
E che questi partiti che cannibalizzano consenso non democraticamente concesso sono gli stessi che nei loro rapporti di vita interna sono i primi a non utilizzare regole e principi di democrazia effettiva, con èlite consolidate inamovibili e impermeabili a qualunque richiesta di confronto con la base: un “ ducismo di fatto “ realizzato dentro ad ogni partito e dal sistema dei partiti sulla società.
promuovere in questo modo, al tempo stesso, l'autonomia della società civile e la laicità dello Stato, intesa come metodo indispensabile di cooperazione per il bene comune tra persone di fedi o ideologie diverse;
( Qui ammetto di non cogliere per mia sola colpa quale che sia il nesso logico tra metodo di
elezione uninominale e “ laicità dello Stato” .. scusate! Chiedo lumi!)
ridurre il costo delle campagne elettorali e tagliare il costo – divenuto insostenibile – delle rendite che gli apparati dei partiti si assegnano quando si consente loro di assumere la funzione di tramite tra i cittadini e i parlamentari.”
( spiegatemi perchè l'uninominale dovrebbe ridurre i costi delle campagne elettorali!?
Se guardo a quello che succedeva nell'Italia uninominale di vent'anni fa, con tonnellate di
“santini “ fabbricati in casa “ impegnandosi i terreni dello zio”, oppure a quello che
succede negli States dove la campagna elettorale mobilita tutte le grandi compagnie d'affari
e milioni di dollari sufficienti a sfamare il terzo e quarto mondo per sei mesi!,
Qualcuno ci dica cosa c'è di democratico in una corsa elettorale che costa centinaia di
milioni di dollari per la poltrona di sindaco di una grande città!
Il bilancio annuale di un Paese povero sperperati per una egualitaria (!?) e democratica (!?)
e libera (!?) corsa alla poltrona di politico importante!
Quanti comuni Cittadini possono fare altrettanto?
Con i costi attuali degli spazi mediatici la comunicazione politica in generale e la campagna
elettorale in particolare, sono appannaggio dei potenti.
E in finale l'ultima affermazione che riguarda “le rendite che gli apparati dei partiti si
assegnano quando si consente loro di assumere la funzione di tramite tra i cittadini e i
parlamentari” e qui il discorso sarebbe lungo, ma per brevità limitiamoci ad interrogarci se
l'uninominale in sé risolva questo problema o se in questo non sia invece assolutamente
e prevedibilmente ininfluente!? )
Per finire diciamo che questa “ Proposta per l'uninominale” lanciata tra fremiti barricaderi e scamiciamenti vari da professionisti dei partiti e relativo indotto, dagli aristocratici del “ sappiamo noi, decidiamo noi, facciamo noi!” è un palliativo che non risolve alcuna delle richieste che giungono dal Paese civile.
Ci vuole altro che guardarsi l'ombelico, per rispondere alla generale richiesta che la affinata sensibilità democratica sta muovendo in ogni livello della società , per uscire dalla situazione di stallo drammatico e dualistico in cui la popolazione non si riconosce nella classe politica che essa stessa si è data o meglio “ crede “ di essersi data.
E per avere credibilità e fiducia.
E poi non una parola sulla “ soglia di sbarramento “ che ha di fatto escluso dalla rappresentanza tutto ciò che non è omologabile e che nella sua peculiare identità potrebbe anche essere considerato “ frazione minimale e residuale“, ma che in realtà nel suo “ insieme “ è così consistente e significativo da superare nei numeri quello che è il primo partito!- vedi astensione consapevole e istintiva sempre in aumento.
E neppure sulla bio-degradabilità dei politici professionisti, sul ricambio, sulla democrazia interna, sui loro stipendi e sulle pensioni, sul cumulo degli incarichi, sulle incompatibilità e sui privilegi non propriamente democratici di cui godono!
Fatemelo dire:
in definitiva questo è un polverone che serve solo a mostrare una allucinata coreografia al
“ Nulla! “.
brunoweiss- www.democraziaincludente.it
E' pur vero che la nostra costituzione è predispsta per una legge elettorale proporzionale, però una legge uninominale sarebbe sempre meglio del Porcellum, che è una legge assurda studiata appositamente per il potere dei vertici oligarchici di partito; meglio ancora sarebbe una bella legge di regolamentazione della vita interna dei partiti, che garantisse con procedure precise e meticolose, rigidamente controllate, la natura democratica del formarsi degli orientamenti e delle nomine all'interno dei partititi stessi; cosa analoga andrebbe fatta per la vita dei sindacati dei lavoratori.
Detto questo, nessuna forma di democrazia è perfetta e nessuna può sfuggire a fenomeni economico-produttivi sostanziali che possono favorirla come anche deformarla ed anche snaturarla totalmente; tipo la globalizzazione; due esempi; la democrazia di genere del secolo scorso, ovvero il diritto di voto alle donne, è stato legato a moderne forme produttive che hanno permesso di riscattare il sesso feminile dalla condizione di sostanziale sudditanza a cui la costringeva necessariamente la civiltà contadina.
Secondo esempio: l'ampliamento straordinario degli spazi democratici del XX secolo era inconcepibile in una civiltà contadina come anche in una civiltà di prima industrializzazione; si è dovuto attendere il fordismo e l'assorbimento di vaste masse dalle campagne perchè si potesse veramente realizzare.
Ho l'impressione che il tuo argomentare giri attorno a qualcosa che assomiglia molto al sentire che in fondo al sentimento democratico c'è la preoccupazione di individuare il miglior modo per dare pari diritto a tutti e che in questo obiettivo, fine e metodo coincidono.
Penso che solo formando " cellule " democratiche sia possibile costituire organismi democratici: sull'esempio delle strutture frattali.
Ne deriva che solo portando democrazia dentro alle strutture associative di base, partiti, sindacati, istituzioni, sia possibile formare società democratiche.
Se il Potere consolidato ci nega la democrazia diretta per motivi connessi alla sua pretesa di controllo monopolistico, dato che è più facile controllare pochi singoli ai vertici di istituzioni, partiti, sindacati, piuttosto che adeguarsi alle libere scelte democratiche dei molti, per offrirci un palliativo a ribasso come è la " delega " e la democrazia rappresentativa, almeno cerchiamo di realizzare quella rappresentanza che sia la più corrispondente possibile alle diversità e molteplicità del corpo sociale.
Se i Partiti non riescono " più " a rappresentare in modo soddisfacente questa complessità, allora non c'è che prenderne atto culturalmente e come prima istanza chiedere ad essi di muoversi velocemente in direzione della democrazia a partire dai loro rapporti interni.
Cercare poi strade alternative diventa una esigenza.
Incaponirsi sui partiti è un modo per accodarsi ai loro capricci.
Metterli alle strette e in competizione con l'alternativa possibile e con l'opinione pubblica è sicuramente utile.
Dovrebbe formarsi una nuova sensibilità democratica che a suo tempo darà dei frutti.
Ti saluto.
brunoweiss
brunoweiss
Come cambiare la scarpa a un paraplegico, fa la sua figura e non cambia nulla, forse peggiora. Il limite della nostra politica è la delega non la scelta dei delegati. La vera riforma elettorale è che chi si dichiara in una maggioranza ci resta e segue il programma altrimenti rimette la delega. Il Porcellum di suo fila che è una meraviglia, se proprio si vuole correggere qualcosa facciamo le primarie per il posto in lista limitatamente agli iscritti del partito, così magari evito di votare tre volte per un outsider a quelle del PD se amiamo i coltivatori di clientele.
Caro Maurizio, ti scrivo per avvisarti che il clientelismo è utilizzato da tutti i partiti. Buoan giornata :-)
Ti ringrazio ma dolorosamente lo so, sono gli altri che sembrano ignorarlo. sarà perchè il PD li chiama compagni e Fini amici che non capiscono, o fanno finta. Pensa al discorso di Mirabello, quello vero : Cari clientes e sostenitori sciocchi non mi mollano gli assessori che merito, sono ineliminabile e posso fare danni immensi dovranno coprirci d'oro e di sedie coi braccioli. Quanto alla casa di Montecarlo che balle, ma non la tenete una famiglia voi ?? Non sapete come rompe di meno la suocera che si deve tettare qualche milionata dalla Rai e io respiro senza averla fra i piedi in bigodini a rimbrottarmi che Gaucci si che è un signore ? . Ci ha anche graziosamente fornito una lezione di etica che spiega bene lui, meglio la classe politica che non tradisce, cambia opinione. Che è onesta e pura secondo magistratura e che pensa una legislatura alla volta. Direi che spiega perchè Berlusconi non ci capisce niente, fa schifo alla gente e le facce non cambino mai. Resta da vedere se adesso che sappiamo li votiamo, purtroppo dobbiamo, se noi manifestiamo il nostro sdegno quel bitorzolo solo a Tullianos diventa presidente della repubblica, se divertiti votiamo per BB abbiamo solo da guadagnare. Fottono la donne e non la nazione, prima di rifilarci un figlio trota ce lo fanno votare, uno è bravo e l'altro è stronzo, meglio in due che prima che erano FBB, i figli di buona donna lasciamoli a F.
Caro Maurizio, ti riscrivo per ricordarti che, così come tutti i partiti, anche qualsiasi corrente o sottopartito di un partito utilizza il clientelismo. Di nuovo buona giornata :-)
(per dirla tutta, siamo nella merda, però una merda democratica)
Vero, solo che la merda non è tutta uguale e cambia le proporzioni. Dal liquida sopra le orecchie del PD, alla pretenziosa al collo di Fini a quella al polpaccio ma secca del PDL corre qualche differenza. Certo la pulizia è meglio ma non confondiamo i liquami fra loro.
Per ogni letamaio è bella la merda sua ;-)
Dopo il leggiadro duetto amoroso sulla pubblicità comparativa che ha buttato tutto in m...., mi ci metto anch'io con un classico finale alla Tonino:
" Chi di merda ferisce, di merda perisce!"
bw
brunoweiss