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il blog di Giovanni Grasso, professore a Siena, già candidato rettore e che ha denunciato (già consigliere comunale del Partito Radicale qualche lustro fa), per motivi diversi, situazioni similari all'universita' di Siena.
N.171/06 R.C.
PROCURA DELLA REPUBBLICA
presso il Tribunale di Potenza
( Fax 09717 472603 - 491802) IL CANCELLIERE
vista la richiesta presentata in data 31/5/2006 da Colella Albina, nata 26/3/1951 a Brindisi e residente in Potenza, di comunicazione delle iscrizioni ex art. 335 c.p.p. contenute nel Registro Notizie di Reato di questa Procura della Repubblica che la riguardano in relazione alla propria denunzia del 27/4/2006; visti gli atti di Ufficio;
LA INFORMA
che risultano le seguenti iscrizioni suscettibili di comunicazione:
-Proc. pen. n. 1381/06 mod.21 (dr. Woodcock) e/ Amministratori Università della Basilicata( per artt. 323 -328 c.p. acc. in Potenza con denunzia del 27/4/06) e Funzionari Regione Basilicata (per art. 328 c.p. acc. in Potenza con denunzia del 27/4/06) in danno dell'Università degli Studi di Basilicata.
La presente comunicazione non è utilizzabile per fini amministrativi e non esclude l'esistenza di eventuali iscrizioni di notizie di reato non suscettibili di comunicazioni ai sensi dei commi 3 e 3 bis dell'ari. 335 c.p.p.-
Potenza, 17/6/2006
II Cancelliere C1 - Michele
- Al sig. Ministro della Giustizia – Via Arenula 70 – 00186 Roma
- Al sig. Ministro delle Finanze – Via XX Settembre 97 – 00187 Roma
- Al sig. Ministro della Pubblica Istruzione, della Ricerca Scientifica e dell’Università Viale Trastevere 76/A – 00153 Roma
- Al sig. Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Potenza – Via Nazario Sauro 71 – 85100 Potenza
- Al sig. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Potenza – Via Nazario Sauro 71 - Potenza
- Al sig. Procuratore Regionale presso la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Basilicata – Viale del Basento 78 – 85100 Potenza
- Al Commissario Europeo per le Politiche Regionali –Bruxelles (Belgio)
- Al Commissario Europeo per le Finanze – Bruxelles (Belgio)
-
* * *
Soggetti interessati ai fatti:
- A. Colella: professore Ordinario di Geologia, Università della Basilicata.
- Prof. F. Lely Garolla: rettore dell’Università della Basilicata.
- Docenti dell’Università della Basilicata
* * * *
Io, prof. Albina Colella, nata Brindisi il 26.03.1951, residente in Cd. Costa della Gaveta 30/C, 85100 Potenza, e domiciliata in via dei Tulipani 17, 72012 Carovigno (BR), Professore Ordinario di Geologia.
espongo quanto segue
allo scopo di illustrare alle Autorità fatti e comportamenti che potrebbero configurarsi come ipotesi di reato.
* * * *
I fatti menzionati di seguito sono avvenuti in un’Ateneo che, come da denuncia dei sindacalisti, è sede di illegalità diffusa (alleg. 1a,b) e di sprechi miliardari di denaro pubblico che lo hanno portato alla derisione nazionale su Striscia la Notizia (alleg. 2a,b).
Questo esposto riguarda:
1) i bilanci dell’Università della Basilicata (Unibas) nell’ultima decade;
2) i mancati collaudi entro i tassativi 24 mesi imposti dall’UE di diversi progetti europei POP e POM 1994-99 finanziati all’Unibas e i motivi connessi;
3) la mancata applicazione da parte dell’autorità di controllo delle severe sanzioni europee previste nel caso di non completamento dei progetti europei entro i 24 mesi;
4) la violazione delle disposizioni europee che ha consentito ad alcuni di questi progetti di concludersi contabilmente oltre i tassativi 24 mesi imposti dall’UE e dal bando della Regione Basilicata, visto che i motivi dei mancati collaudi sembrano imputarsi completamente ai beneficiari, come da interrogazione regionale;
5) i danni alla comunità accademica e studentesca dell’Ateneo lucano derivati da tali tardivi o mancati collaudi, a causa del mancato o tardivo rientro delle anticipazioni concesse dall’Unibas;
6) la distrazione dei fondi concessi dal MURST per l’alta formazione degli studenti di Scienze Geologiche e usati per fini diversi da parte dell’amministrazione dell’Unibas;
7) la mancata concessione al Dip. di Scienze Geologiche dei fondi di trasferimento al nuovo Campus di Macchia Romana, e i conseguenti danni all’erario e agli studenti;
8) il trasferimento della dott. Comunale ad altro dipartimento, in disobbedienza alle leggi e alla prassi universitaria, e i conseguenti danni all’UE, al Dip. di Scienze Geologiche e all’Ateneo lucano.
All’inizio del 2005 l’Università della Basilicata è andata incontro ad un periodo di esercizio provvisorio (alleg. 3): il Consiglio di Amministrazione non è stato in grado di approvare il bilancio annuale secondo i termini previsti dalla legge. L’intervento provvidenziale della Regione Basilicata ha messo temporaneamente fine a questo problema.
Nel 2005 non era ancora stata restituita all’Ateneo una congrua parte delle anticipazioni concesse ai docenti responsabili di progetti europei 1994-1999 (alleg. 4, 5, 6a,b) e distratte da altri capitoli di spesa del Bilancio d’Ateneo, in cui sarebbero dovute rientrare entro i 24 mesi del progetto, e cioè entro il 1999 per i progetti del 1° triennio, e entro il 2001 per quelli del 2° triennio. I motivi sono legati a fatti gravi: i progetti di ben 7 dipartimenti non sono stati in grado di essere collaudati entro i tassativi 24 mesi da parte della Regione Basilicata (alleg. 7, 8a,b) o per mancata certificazione delle spese, o per risultati scientifici inadeguati al finanziamento ricevuto (alleg. 7). A ciò si aggiunge il fatto che gli uffici della Regione Basilicata non hanno applicato a questi progetti le severe sanzioni europee previste ed è stato concesso loro di concludersi contabilmente ben oltre i 24 mesi, contravvenendo alla tassativa scadenza della rendicontazione contabile disposta dall’UE. La responsabilità di tali mancati collaudi sembra doversi imputare interamente ai docenti responsabili scientifici, visto che a seguito di una interrogazione consiliare regionale nel luglio 2004, il consigliere Di Sanza dichiarava (alleg. 9, pag. 43). “Se l’Università non è capace di spendere i fondi ricevuti dalla Regione Basilicata, non è qualificata a spendere dei soldi, ed ecco perchè il governo nazionale non gli dà finanziamenti”.
Severe erano le sanzioni economiche e giudiziare previste in caso di mancato completamento del progetto entro i 24 mesi, che prevedevano la revoca del finanziamento con il pagamento degli interessi legali, come ribadito in documenti dell’UE, in Determinazioni Dirigenziali della Regione Basilicata (alleg. 7, 8b, 10) e in note dell’allora direttore amministrativo A. Lacaita (alleg. 11). E’ da notare che il mancato completamento dei progetti metteva a rischio la Regione Basilicata di vedersi pregiudicare l’assegnazione di ulteriori fondi comunitari (alleg. 12a,b), e poteva causare danni all’erario, come è stato evidenziato nella nota della Regione Basilicata, prot. 24261/PC del 14/12/1999 (alleg.10).
Esistono precise norme in merito al controllo della gestione dei fondi europei: esso è decentrato agli Stati membri, ed è attestato all’autorità di gestione (Dip. Presidenza della Giunta Regionale, Regione Basilicata; alleg. 13 ) e ad una autorità di controllo che hanno il dovere di intervenire. “A norma dell’art. 39, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1260/1999, gli stati membri effettuano rettifiche finanziarie connesse con irregolarità isolate e sistemiche, procedendo alla soppressione totale o parziale del contributo comunitario” (alleg. 14 ). Il silenzio istituzionale è sceso su questi progetti e si è omesso di dare risposte dettagliate a richieste pubbliche di chiarimenti fatte sulla stampa (alleg. 5; 6a,b) e a seguito di una interrogazione in Consiglio Regionale (alleg. 9), nonostante l’UE sancisca il principio della trasparenza dei flussi finanziari. Per giunta, il mancato tempestivo rientro dei fondi anticipati dall’Unibas a causa di questi mancati o tardivi collaudi, ha arrecato gravi danni all’attività istituzionale della comunità accademica e studentesca lucana.
In pratica:
• La Regione Basilicata, Dip. Attività produttive, Servizio Ricerca Scientifica, nel periodo 1994-99 e in due trienni, ha finanziato 22 progetti (alleg. 15) all’Università della Basilicata nell’ambito del programma POP-FESR 1994-99, Sottoprogramma 5-Infrastrutture di supporto alle Attività economiche, Misura 9.l4 (ex 5.4)-Ricerca, Sviluppo e Innovazione.
• La Regione Basilicata ha disposto, in conformità alle leggi europee, che il soggetto attuatore (docenti responsabili scientifici dei progetti) dovesse realizzare l’intervento entro 24 mesi dalla data della suddetta determinazione, come specificato nel bando dei progetti BUR (Bollettino Ufficiale della Regione) Basilicata n. 33 of 9/6/1999 (alleg. 8a) e con opportune determinazioni dirigenziali (es. N°05C2, 1999/D.1387; alleg. 7) .
• La Regione Basilicata ha disposto, conformemente alle tassative disposizioni comunitarie, che qualora “il soggetto attuatore non realizzi il progetto entro il termine fissato, per responsabilità imputabili allo stesso, il finanziamento è revocato, e pertanto dovranno essere restituite tutte le somme anticipate, maggiorate degli interessi legali” (alleg. 7).
• La revoca del finanziamento comporta di conseguenza danni alla Regione Basilicata in merito ad ulteriori assegnazioni di fondi comunitari e anche danni all’erario, come già evidenziato nella nota della R.B. n. 24261/PC del 14/12/1999 (alleg. 10).
• La Regione Basilicata ha disposto che (alleg. 7): 1) saranno liquidati all’inizio del progetto il 25% dell’importo concesso, e ulteriori acconti fino al 95%, previa trasmissione del rendiconto delle spese effettuate, firmato dal Responsabile del progetto, cui saranno allegate le fatture di acquisto o altra idonea documentazione giustificativa; 2) i versamenti degli acconti saranno effettuati dalla Regione Basilicata presso i dipartimenti cui afferiscono i responsabili scientifici dei progetti, non oltre due mesi dopo la presentazione della documentazione succitata. 3) il 5% a saldo sarà erogato ad ultimazione della ricerca, ad avvenuta presentazione della scheda “A” (monitoraggio economico) e “Scheda di Progetto”, compilate e firmate dal responsabile del progetto, nonché di un rapporto finale relativo alla realizzazione della ricerca, che devono essere collaudati da parte dell’Autorità di Gestione, ovvero della Regione Basilicata. Tale collaudo avviene a seguito dell’accertamento della spesa tramite il controllo dei documenti contabili giustificativi della spesa e tramite la verifica del raggiungimento degli obiettivi e dei risultati scientifici raggiunti (alleg. 7).
• Per consentire ai progetti di avviarsi, l’Unibas nel 1994-99 ha dovuto concedere delle anticipazioni (alleg. 4) ai ricercatori responsabili dei progetti (beneficiari; alleg. 15), stornandoli da altri capitoli di spesa del Bilancio di Ateneo, sottraendoli pertanto alle attività istituzionali dell’intera comunità accademica lucana per non più di 24 mesi, Queste anticipazioni dovevano essere restituite all’Ateneo non oltre 2 mesi dopo la trasmissione alla Regione Basilicata delle rendicontazioni contabili intermedie da parte dei responsabili scientifici, del loro accertamento da parte della Regione stessa, e del pagamento del corrispettivo accertato inviato ai dipartimenti di afferenza dei responsabili scientifici (alleg. 7). L’ultimo 5% doveva essere restituito all’Ateneo lucano dopo il collaudo finale dei progetti, previo accertamento della certificazione della spesa e dei risultati scientifici.
• L’ultimazione della ricerca era dicembre 1998 per i progetti POP del 1 triennio e settembre 2001 per quelli del 2 triennio (alleg. 7, 15).
• Invece, nelle delibera del Consiglio di Amministrazione dell’Unibas approvata nella seduta del 19/02/2004 (alleg. 4), si documenta al 31/12/2003 una situazione debitoria di alcuni dipartimenti nei confronti del Bilancio di Ateneo per mancata restituzione di anticipazioni concesse nel periodo 1995-1999 per un importo complessivo di euro 1.982.306,75. La situazione debitoria persisteva anche alla fine del 2004, e anche nel 2005.
• In questa delibera si dichiara che l’andamento delle restituzioni dei dipartimenti è diversificato, e che alcuni dipartimenti destano seria preoccupazione circa le reali possibilità di restituire i propri debiti nei confronti del Bilancio di Ateneo. Dall’esame dell’allegato 1 di tale delibera, sembra che uno di questi dipartimenti sia quello di Chimica, il cui debito di 481.300,12 euro è rimasto invariato nell’arco del 2003, e che al 31/12/2004 non è stato ancora saldato. Dall’esame dell’elenco dei progetti POP-FESR 1994-1999 finanziati all’Unibas (alleg. 15), si evince che i docenti responsabili scientifici del Dip. di Chimica sono F. Lelj Garolla, A. Tamburro e C. Bonini.
• La mancata restituzione di queste anticipazioni entro i tassativi 24 mesi previsti dai regolamenti (escluso l’ultimo 5%) ha causato mancanza di liquidità che, vista la disastrosa situazione finanziaria dell’Ateneo, ha creato seri danni alle attività istituzionali della comunità accademica. E’ stata danneggiata in pieno l’attività di ricerca: il budget della Biblioteca d’Ateneo, cuore dell’attività di ricerca, è stato drasticamente ridotto (da 740.082,23 nel 2001 a 470.000,00 nel 2004 a fronte di una richiesta di 978.390,69 euro) e molti abbonamenti sono stati cancellati (alleg. 16). I budget annuali dei dipartimenti sono stati ridotti drammaticamente, come anche i fondi per la ricerca locale (alleg. 1) e sono stati usati i fondi dell’alta formazione degli studenti per tamponare il disastro finanziario.
Questo esposto riguarda anche altre situazioni, significative del modus operandi dell’Università della Basilicata:
1) La distrazione dei fondi per l’alta formazione degli studenti di Scienze Geologiche usati per fini diversi da quelli per cui erano stati concessi, e i conseguenti danni agli studenti. Nel settembre 2004 il rettore Lely Garolla e il Senato Accademico hanno deciso d’imperio, senza la preventiva consultazione e avallo del Consiglio di Corso di Laurea (CdL) in Scienze Geologiche, e ignorando la lettera di protesta del Presidente del CdL in Scienze Geologiche e del Direttore del Dipartimento omonimo (alleg. 17), di non riassegnare agli studenti di Scienze Geologiche i 595.000 euro che il MURST (oggi MIUR) aveva attribuito loro per una Scuola di Specializzazione in Geologia e Sismologia. La motivazione addotta per la mancata riassegnazione è che questi fondi non erano stati spesi da tempo. Ciò è falso, in quanto i geologi avevano da tempo chiesto di spenderli (alleg. 18), ma non è stato loro consentito. Il CdL in Scienze Geologiche aveva proposto di attivare un Master sulla Geologia dei Fluidi che aveva fatto istituire dalla Facoltà di Scienze, e che aveva anche ottenuto la collaborazione della Regione Basilicata, del Comune di Matera, e della Basentech. Sia il Dip. che il Corso di Laurea in Scienze Geologiche hanno chiesto al MIUR l’autorizzazione a spendere i soldi della Scuola per il Master e questo ha delegato la decisione al rettore Lelj Garolla (alleg. 19). Costui non ha fornito risposta per tre anni, e nel 2004 ha consentito che tali fondi non fossero riassegnati agli studenti, e usati per tamponare il dissesto finanziario.
2) Il trasferimento della dott. G. Comunale dal Dip. di Scienze Geologiche presso il Dip. di Chimica, avvenuto contravvenendo alle leggi universitarie e causando gravi danni all’Ateneo e all’UE. Tale trasferimento ha causato l’abbandono e inutilizzo di una grossa attrezzatura mineralogica (diffrattometro ai Rx) del costo di euro 100.000 comprata dalla scrivente nel 2000 su fondi europei per allestire un laboratorio di Mineralogia nell’Ateneo lucano proprio grazie alla presenza nel dipartimento e all’impegno preventivo della dott. Comunale, unica ricercatrice del settore Scientifico-Disciplinare Mineralogia GEO-06 nell’Unibas. Nel 2002 la dott. Comunale si è trasferita presso il Dip. di Chimica contro il parere del Consiglio del Dip. di Scienze Geologiche (alleg. 20), come da prassi universitaria, e contravvenendo all’Art. 84, comma 1° del D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382 dell’Ordinamento Universitario, che recita: “Al dipartimento afferiscono i professori, i ricercatori e il personale tecnico-amministrativo-bibliotecario-ausiliario del settore di ricerca, degli insegnamenti e delle attività connesse al dipartimento stesso. Al singolo professore è garantita la possibilità di opzione tra più dipartimenti o istituti”. E’ ovvio che tale opzione è praticabile a patto che siano rispettate le condizioni precedenti. Nel caso specifico, tuttavia, il settore di ricerca della dott. Comunale, Mineralogia GEO-06, nonchè l’insegnamento di Mineralogia, appartengono solo al Dip. di Scienze Geologiche nell’Ateneo lucano, come risulta dalla proposta istitutiva del dipartimento stesso. Al Dip. di Chimica non afferisce il settore GEO-06 Mineralogia, né tantomeno è stata mai svolta ricerca nel settore geologico, come è ben documentabile dalla verifica delle pubblicazioni scientifiche di tale dipartimento fino al 2002.
A seguito di questo trasferimento, è stata presentata dalla scrivente una interrogazione al Senato Accademico circa le modalità che sottendono ai trasferimenti nell’Ateneo (alleg. 21), ma non è pervenuta alcuna risposta. L’art. 84 è molto importante, in quanto ponendo un freno ai trasferimenti incontrollati, impedisce sprechi di fondi pubblici, e cioè che siano vanificati i cospicui investimenti fatti dai dipartimenti sulla base delle competenze scientifiche presenti, tutelando così l’amministrazione e impedendo danni all’erario e all’UE.
3) La mancata concessione al Dip. di Scienze Geologiche dei fondi per il trasferimento al nuovo Campus di Macchia Romana, con i conseguenti danni agli studenti, ai docenti e all’erario per non aver potuto mettere a norma laboratori didattici e scientifici (Lab. di Paleontologia, Fisica e Chimica delle Acque e Geochimica) nella nuova sede e per non aver consentito agli studenti dei corsi di utilizzare costose strumentazioni acquistate proprio sui fondi del Corso di Laurea in Scienze Geologiche. Questo dipartimento è stato l’unico a non averli ricevuti nonostante la delibera del Senato Accademico (alleg. 22) e le ripetute sollecitazioni (alleg. 23). Ciò a fronte di doppie assegnazioni miliardarie al Dip. di Chimica avvenute in contrasto con la delibera del Consiglio dei Direttori e senza la delibera del Senato Accademico, per comprare costosissime attrezzature di ricerca di interesse specifico dei chimici (alleg. 22). La delibera del Senato Accademico del 22.09.1999 (alleg. 22) prevedeva assegnazioni a tutti i dipartimenti, suddivise in tre quote, per tutte le strutture interessate al trasferimento; la delibera del Consiglio dei Direttori del marzo 1999 disponeva che tali finanziamenti dovessero essere concessi all’atto del trasferimento. Orbene, il Dip. di Scienze Geologiche, trasferitosi presso il Campus di Macchia Romana nell’estate del 2000, ha beneficiato solo dei fondi per la reintegrazione degli arredi lasciati nella sede di via Anzio (lire 154.619.880), analogamente al Dip. di Biologia (lire 200.000.000), ma a differenza di questo non ha avuto anche la quota spettante ai dipartimenti per il trasferimento, e riguardanti l’esecuzione di opere infrastrutturali e l’acquisto di attrezzature scientifiche (alleg. 22). A seguito di ripetute richieste del Direttore del Dip. di Scienze Geologiche il Consiglio di Amministrazione ha dato mandato ad una Commissione di proporre una soluzione, e il tutto si è risolto naturalmente con un nulla di fatto (alleg. 23). Il Dip. di Chimica, invece, ha ottenuto una assegnazione di lire 831.500.000 oltre a circa lire 1.000.000.000 per l’acquisto dello “Spettrofotometro FT-NMR superconduttore”. Il costo di questo strumento, ritenuto non di interesse generale dell’Ateneo da parte del Consiglio dei Direttori, doveva essere sottratto dall’assegnazione ordinaria di lire 831.500.000 (alleg. 22): quindi, in pratica, il Dip. di Chimica non avrebbe dovuto ottenere tale assegnazione ordinaria, che invece è stata attribuita “sembra” direttamente dal rettore G. Boari. e con il rifiuto di firma dell’allora direttore amministrativo A. Lacaita, l’unico preposto a farlo.
* * * * * * *
In base a quanto su esposto chiedo alle Autorità di provvedere alle necessarie indagini per verificare le responsabilità dei soggetti coinvolti. Chiedo in particolare che, alla luce del principio di trasparenza dei flussi finanziari sancito dall’UE:
1) si verifichino i motivi e le responsabilità dei mancati o tardivi collaudi dei progetti europei 1994-1999, visto che in ciò potrebbero riscontrarsi ipotesi di reato penale o amministrativo. Fonti accreditate hanno riferito, ad esempio, che alcuni progetti di varie centinaia di migliaia di euro non sarebbero stati collaudati entro i 24 mesi perché i risultati sarebbero stati ritenuti dalla Regione Basilicata una semplice rassegna stampa dell’esistente, e che l’amministrazione universitaria ne fosse a conoscenza;
2) si verifichi perché l’Amministrazione dell’Università della Basilicata non ha preso i necessari provvedimenti nei confronti dei docenti responsabili dei mancati collaudi ai 24 mesi, che non hanno consentito il rientro tempestivo nelle casse dell’Ateneo dei fondi anticipati per l’avvio di tali progetti e distratti da altri capitoli di bilancio, causando gravi danni alle attività istituzionali della comunità accademica e agli studenti lucani che nulla aveva a che fare con questi progetti.
In caso di archiviazione di tale esposto-denuncia, chiedo di esserne informata presso l’indirizzo del domicilio. Comunico, inoltre, di essere a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Allegati sono i documenti citati nel testo.
In fede
Prof. Albina Colella
Carovigno, 27.04.2006
Ti consiglio di fare un post della cosa su:
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www.lucania.ilcannocchiale.it
N.171/06 R.C.
PROCURA DELLA REPUBBLICA
presso il Tribunale di Potenza
( Fax 09717 472603 - 491802) IL CANCELLIERE
vista la richiesta presentata in data 31/5/2006 da Colella Albina, nata 26/3/1951 a Brindisi e residente in Potenza, di comunicazione delle iscrizioni ex art. 335 c.p.p. contenute nel Registro Notizie di Reato di questa Procura della Repubblica che la riguardano in relazione alla propria denunzia del 27/4/2006; visti gli atti di Ufficio;
LA INFORMA
che risultano le seguenti iscrizioni suscettibili di comunicazione:
-Proc. pen. n. 1381/06 mod.21 (dr. Woodcock) e/ Amministratori Università della Basilicata( per artt. 323 -328 c.p. acc. in Potenza con denunzia del 27/4/06) e Funzionari Regione Basilicata (per art. 328 c.p. acc. in Potenza con denunzia del 27/4/06) in danno dell'Università degli Studi di Basilicata.
La presente comunicazione non è utilizzabile per fini amministrativi e non esclude l'esistenza di eventuali iscrizioni di notizie di reato non suscettibili di comunicazioni ai sensi dei commi 3 e 3 bis dell'ari. 335 c.p.p.-
Potenza, 17/6/2006
II Cancelliere C1 - Michele
www.lucania.ilcannocchiale.it
ESPOSTO DENUNCIA
- Al sig. Ministro della Giustizia – Via Arenula 70 – 00186 Roma
- Al sig. Ministro delle Finanze – Via XX Settembre 97 – 00187 Roma
- Al sig. Ministro della Pubblica Istruzione, della Ricerca Scientifica e dell’Università Viale Trastevere 76/A – 00153 Roma
- Al sig. Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Potenza – Via Nazario Sauro 71 – 85100 Potenza
- Al sig. Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Potenza – Via Nazario Sauro 71 - Potenza
- Al sig. Procuratore Regionale presso la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Basilicata – Viale del Basento 78 – 85100 Potenza
- Al Commissario Europeo per le Politiche Regionali –Bruxelles (Belgio)
- Al Commissario Europeo per le Finanze – Bruxelles (Belgio)
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Soggetti interessati ai fatti:
- A. Colella: professore Ordinario di Geologia, Università della Basilicata.
- Prof. F. Lely Garolla: rettore dell’Università della Basilicata.
- Docenti dell’Università della Basilicata
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Io, prof. Albina Colella, nata Brindisi il 26.03.1951, residente in Cd. Costa della Gaveta 30/C, 85100 Potenza, e domiciliata in via dei Tulipani 17, 72012 Carovigno (BR), Professore Ordinario di Geologia.
espongo quanto segue
allo scopo di illustrare alle Autorità fatti e comportamenti che potrebbero configurarsi come ipotesi di reato.
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I fatti menzionati di seguito sono avvenuti in un’Ateneo che, come da denuncia dei sindacalisti, è sede di illegalità diffusa (alleg. 1a,b) e di sprechi miliardari di denaro pubblico che lo hanno portato alla derisione nazionale su Striscia la Notizia (alleg. 2a,b).
Questo esposto riguarda:
1) i bilanci dell’Università della Basilicata (Unibas) nell’ultima decade;
2) i mancati collaudi entro i tassativi 24 mesi imposti dall’UE di diversi progetti europei POP e POM 1994-99 finanziati all’Unibas e i motivi connessi;
3) la mancata applicazione da parte dell’autorità di controllo delle severe sanzioni europee previste nel caso di non completamento dei progetti europei entro i 24 mesi;
4) la violazione delle disposizioni europee che ha consentito ad alcuni di questi progetti di concludersi contabilmente oltre i tassativi 24 mesi imposti dall’UE e dal bando della Regione Basilicata, visto che i motivi dei mancati collaudi sembrano imputarsi completamente ai beneficiari, come da interrogazione regionale;
5) i danni alla comunità accademica e studentesca dell’Ateneo lucano derivati da tali tardivi o mancati collaudi, a causa del mancato o tardivo rientro delle anticipazioni concesse dall’Unibas;
6) la distrazione dei fondi concessi dal MURST per l’alta formazione degli studenti di Scienze Geologiche e usati per fini diversi da parte dell’amministrazione dell’Unibas;
7) la mancata concessione al Dip. di Scienze Geologiche dei fondi di trasferimento al nuovo Campus di Macchia Romana, e i conseguenti danni all’erario e agli studenti;
8) il trasferimento della dott. Comunale ad altro dipartimento, in disobbedienza alle leggi e alla prassi universitaria, e i conseguenti danni all’UE, al Dip. di Scienze Geologiche e all’Ateneo lucano.
All’inizio del 2005 l’Università della Basilicata è andata incontro ad un periodo di esercizio provvisorio (alleg. 3): il Consiglio di Amministrazione non è stato in grado di approvare il bilancio annuale secondo i termini previsti dalla legge. L’intervento provvidenziale della Regione Basilicata ha messo temporaneamente fine a questo problema.
Nel 2005 non era ancora stata restituita all’Ateneo una congrua parte delle anticipazioni concesse ai docenti responsabili di progetti europei 1994-1999 (alleg. 4, 5, 6a,b) e distratte da altri capitoli di spesa del Bilancio d’Ateneo, in cui sarebbero dovute rientrare entro i 24 mesi del progetto, e cioè entro il 1999 per i progetti del 1° triennio, e entro il 2001 per quelli del 2° triennio. I motivi sono legati a fatti gravi: i progetti di ben 7 dipartimenti non sono stati in grado di essere collaudati entro i tassativi 24 mesi da parte della Regione Basilicata (alleg. 7, 8a,b) o per mancata certificazione delle spese, o per risultati scientifici inadeguati al finanziamento ricevuto (alleg. 7). A ciò si aggiunge il fatto che gli uffici della Regione Basilicata non hanno applicato a questi progetti le severe sanzioni europee previste ed è stato concesso loro di concludersi contabilmente ben oltre i 24 mesi, contravvenendo alla tassativa scadenza della rendicontazione contabile disposta dall’UE. La responsabilità di tali mancati collaudi sembra doversi imputare interamente ai docenti responsabili scientifici, visto che a seguito di una interrogazione consiliare regionale nel luglio 2004, il consigliere Di Sanza dichiarava (alleg. 9, pag. 43). “Se l’Università non è capace di spendere i fondi ricevuti dalla Regione Basilicata, non è qualificata a spendere dei soldi, ed ecco perchè il governo nazionale non gli dà finanziamenti”.
Severe erano le sanzioni economiche e giudiziare previste in caso di mancato completamento del progetto entro i 24 mesi, che prevedevano la revoca del finanziamento con il pagamento degli interessi legali, come ribadito in documenti dell’UE, in Determinazioni Dirigenziali della Regione Basilicata (alleg. 7, 8b, 10) e in note dell’allora direttore amministrativo A. Lacaita (alleg. 11). E’ da notare che il mancato completamento dei progetti metteva a rischio la Regione Basilicata di vedersi pregiudicare l’assegnazione di ulteriori fondi comunitari (alleg. 12a,b), e poteva causare danni all’erario, come è stato evidenziato nella nota della Regione Basilicata, prot. 24261/PC del 14/12/1999 (alleg.10).
Esistono precise norme in merito al controllo della gestione dei fondi europei: esso è decentrato agli Stati membri, ed è attestato all’autorità di gestione (Dip. Presidenza della Giunta Regionale, Regione Basilicata; alleg. 13 ) e ad una autorità di controllo che hanno il dovere di intervenire. “A norma dell’art. 39, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1260/1999, gli stati membri effettuano rettifiche finanziarie connesse con irregolarità isolate e sistemiche, procedendo alla soppressione totale o parziale del contributo comunitario” (alleg. 14 ). Il silenzio istituzionale è sceso su questi progetti e si è omesso di dare risposte dettagliate a richieste pubbliche di chiarimenti fatte sulla stampa (alleg. 5; 6a,b) e a seguito di una interrogazione in Consiglio Regionale (alleg. 9), nonostante l’UE sancisca il principio della trasparenza dei flussi finanziari. Per giunta, il mancato tempestivo rientro dei fondi anticipati dall’Unibas a causa di questi mancati o tardivi collaudi, ha arrecato gravi danni all’attività istituzionale della comunità accademica e studentesca lucana.
In pratica:
• La Regione Basilicata, Dip. Attività produttive, Servizio Ricerca Scientifica, nel periodo 1994-99 e in due trienni, ha finanziato 22 progetti (alleg. 15) all’Università della Basilicata nell’ambito del programma POP-FESR 1994-99, Sottoprogramma 5-Infrastrutture di supporto alle Attività economiche, Misura 9.l4 (ex 5.4)-Ricerca, Sviluppo e Innovazione.
• La Regione Basilicata ha disposto, in conformità alle leggi europee, che il soggetto attuatore (docenti responsabili scientifici dei progetti) dovesse realizzare l’intervento entro 24 mesi dalla data della suddetta determinazione, come specificato nel bando dei progetti BUR (Bollettino Ufficiale della Regione) Basilicata n. 33 of 9/6/1999 (alleg. 8a) e con opportune determinazioni dirigenziali (es. N°05C2, 1999/D.1387; alleg. 7) .
• La Regione Basilicata ha disposto, conformemente alle tassative disposizioni comunitarie, che qualora “il soggetto attuatore non realizzi il progetto entro il termine fissato, per responsabilità imputabili allo stesso, il finanziamento è revocato, e pertanto dovranno essere restituite tutte le somme anticipate, maggiorate degli interessi legali” (alleg. 7).
• La revoca del finanziamento comporta di conseguenza danni alla Regione Basilicata in merito ad ulteriori assegnazioni di fondi comunitari e anche danni all’erario, come già evidenziato nella nota della R.B. n. 24261/PC del 14/12/1999 (alleg. 10).
• La Regione Basilicata ha disposto che (alleg. 7): 1) saranno liquidati all’inizio del progetto il 25% dell’importo concesso, e ulteriori acconti fino al 95%, previa trasmissione del rendiconto delle spese effettuate, firmato dal Responsabile del progetto, cui saranno allegate le fatture di acquisto o altra idonea documentazione giustificativa; 2) i versamenti degli acconti saranno effettuati dalla Regione Basilicata presso i dipartimenti cui afferiscono i responsabili scientifici dei progetti, non oltre due mesi dopo la presentazione della documentazione succitata. 3) il 5% a saldo sarà erogato ad ultimazione della ricerca, ad avvenuta presentazione della scheda “A” (monitoraggio economico) e “Scheda di Progetto”, compilate e firmate dal responsabile del progetto, nonché di un rapporto finale relativo alla realizzazione della ricerca, che devono essere collaudati da parte dell’Autorità di Gestione, ovvero della Regione Basilicata. Tale collaudo avviene a seguito dell’accertamento della spesa tramite il controllo dei documenti contabili giustificativi della spesa e tramite la verifica del raggiungimento degli obiettivi e dei risultati scientifici raggiunti (alleg. 7).
• Per consentire ai progetti di avviarsi, l’Unibas nel 1994-99 ha dovuto concedere delle anticipazioni (alleg. 4) ai ricercatori responsabili dei progetti (beneficiari; alleg. 15), stornandoli da altri capitoli di spesa del Bilancio di Ateneo, sottraendoli pertanto alle attività istituzionali dell’intera comunità accademica lucana per non più di 24 mesi, Queste anticipazioni dovevano essere restituite all’Ateneo non oltre 2 mesi dopo la trasmissione alla Regione Basilicata delle rendicontazioni contabili intermedie da parte dei responsabili scientifici, del loro accertamento da parte della Regione stessa, e del pagamento del corrispettivo accertato inviato ai dipartimenti di afferenza dei responsabili scientifici (alleg. 7). L’ultimo 5% doveva essere restituito all’Ateneo lucano dopo il collaudo finale dei progetti, previo accertamento della certificazione della spesa e dei risultati scientifici.
• L’ultimazione della ricerca era dicembre 1998 per i progetti POP del 1 triennio e settembre 2001 per quelli del 2 triennio (alleg. 7, 15).
• Invece, nelle delibera del Consiglio di Amministrazione dell’Unibas approvata nella seduta del 19/02/2004 (alleg. 4), si documenta al 31/12/2003 una situazione debitoria di alcuni dipartimenti nei confronti del Bilancio di Ateneo per mancata restituzione di anticipazioni concesse nel periodo 1995-1999 per un importo complessivo di euro 1.982.306,75. La situazione debitoria persisteva anche alla fine del 2004, e anche nel 2005.
• In questa delibera si dichiara che l’andamento delle restituzioni dei dipartimenti è diversificato, e che alcuni dipartimenti destano seria preoccupazione circa le reali possibilità di restituire i propri debiti nei confronti del Bilancio di Ateneo. Dall’esame dell’allegato 1 di tale delibera, sembra che uno di questi dipartimenti sia quello di Chimica, il cui debito di 481.300,12 euro è rimasto invariato nell’arco del 2003, e che al 31/12/2004 non è stato ancora saldato. Dall’esame dell’elenco dei progetti POP-FESR 1994-1999 finanziati all’Unibas (alleg. 15), si evince che i docenti responsabili scientifici del Dip. di Chimica sono F. Lelj Garolla, A. Tamburro e C. Bonini.
• La mancata restituzione di queste anticipazioni entro i tassativi 24 mesi previsti dai regolamenti (escluso l’ultimo 5%) ha causato mancanza di liquidità che, vista la disastrosa situazione finanziaria dell’Ateneo, ha creato seri danni alle attività istituzionali della comunità accademica. E’ stata danneggiata in pieno l’attività di ricerca: il budget della Biblioteca d’Ateneo, cuore dell’attività di ricerca, è stato drasticamente ridotto (da 740.082,23 nel 2001 a 470.000,00 nel 2004 a fronte di una richiesta di 978.390,69 euro) e molti abbonamenti sono stati cancellati (alleg. 16). I budget annuali dei dipartimenti sono stati ridotti drammaticamente, come anche i fondi per la ricerca locale (alleg. 1) e sono stati usati i fondi dell’alta formazione degli studenti per tamponare il disastro finanziario.
Questo esposto riguarda anche altre situazioni, significative del modus operandi dell’Università della Basilicata:
1) La distrazione dei fondi per l’alta formazione degli studenti di Scienze Geologiche usati per fini diversi da quelli per cui erano stati concessi, e i conseguenti danni agli studenti. Nel settembre 2004 il rettore Lely Garolla e il Senato Accademico hanno deciso d’imperio, senza la preventiva consultazione e avallo del Consiglio di Corso di Laurea (CdL) in Scienze Geologiche, e ignorando la lettera di protesta del Presidente del CdL in Scienze Geologiche e del Direttore del Dipartimento omonimo (alleg. 17), di non riassegnare agli studenti di Scienze Geologiche i 595.000 euro che il MURST (oggi MIUR) aveva attribuito loro per una Scuola di Specializzazione in Geologia e Sismologia. La motivazione addotta per la mancata riassegnazione è che questi fondi non erano stati spesi da tempo. Ciò è falso, in quanto i geologi avevano da tempo chiesto di spenderli (alleg. 18), ma non è stato loro consentito. Il CdL in Scienze Geologiche aveva proposto di attivare un Master sulla Geologia dei Fluidi che aveva fatto istituire dalla Facoltà di Scienze, e che aveva anche ottenuto la collaborazione della Regione Basilicata, del Comune di Matera, e della Basentech. Sia il Dip. che il Corso di Laurea in Scienze Geologiche hanno chiesto al MIUR l’autorizzazione a spendere i soldi della Scuola per il Master e questo ha delegato la decisione al rettore Lelj Garolla (alleg. 19). Costui non ha fornito risposta per tre anni, e nel 2004 ha consentito che tali fondi non fossero riassegnati agli studenti, e usati per tamponare il dissesto finanziario.
2) Il trasferimento della dott. G. Comunale dal Dip. di Scienze Geologiche presso il Dip. di Chimica, avvenuto contravvenendo alle leggi universitarie e causando gravi danni all’Ateneo e all’UE. Tale trasferimento ha causato l’abbandono e inutilizzo di una grossa attrezzatura mineralogica (diffrattometro ai Rx) del costo di euro 100.000 comprata dalla scrivente nel 2000 su fondi europei per allestire un laboratorio di Mineralogia nell’Ateneo lucano proprio grazie alla presenza nel dipartimento e all’impegno preventivo della dott. Comunale, unica ricercatrice del settore Scientifico-Disciplinare Mineralogia GEO-06 nell’Unibas. Nel 2002 la dott. Comunale si è trasferita presso il Dip. di Chimica contro il parere del Consiglio del Dip. di Scienze Geologiche (alleg. 20), come da prassi universitaria, e contravvenendo all’Art. 84, comma 1° del D.P.R. 11 luglio 1980, n. 382 dell’Ordinamento Universitario, che recita: “Al dipartimento afferiscono i professori, i ricercatori e il personale tecnico-amministrativo-bibliotecario-ausiliario del settore di ricerca, degli insegnamenti e delle attività connesse al dipartimento stesso. Al singolo professore è garantita la possibilità di opzione tra più dipartimenti o istituti”. E’ ovvio che tale opzione è praticabile a patto che siano rispettate le condizioni precedenti. Nel caso specifico, tuttavia, il settore di ricerca della dott. Comunale, Mineralogia GEO-06, nonchè l’insegnamento di Mineralogia, appartengono solo al Dip. di Scienze Geologiche nell’Ateneo lucano, come risulta dalla proposta istitutiva del dipartimento stesso. Al Dip. di Chimica non afferisce il settore GEO-06 Mineralogia, né tantomeno è stata mai svolta ricerca nel settore geologico, come è ben documentabile dalla verifica delle pubblicazioni scientifiche di tale dipartimento fino al 2002.
A seguito di questo trasferimento, è stata presentata dalla scrivente una interrogazione al Senato Accademico circa le modalità che sottendono ai trasferimenti nell’Ateneo (alleg. 21), ma non è pervenuta alcuna risposta. L’art. 84 è molto importante, in quanto ponendo un freno ai trasferimenti incontrollati, impedisce sprechi di fondi pubblici, e cioè che siano vanificati i cospicui investimenti fatti dai dipartimenti sulla base delle competenze scientifiche presenti, tutelando così l’amministrazione e impedendo danni all’erario e all’UE.
3) La mancata concessione al Dip. di Scienze Geologiche dei fondi per il trasferimento al nuovo Campus di Macchia Romana, con i conseguenti danni agli studenti, ai docenti e all’erario per non aver potuto mettere a norma laboratori didattici e scientifici (Lab. di Paleontologia, Fisica e Chimica delle Acque e Geochimica) nella nuova sede e per non aver consentito agli studenti dei corsi di utilizzare costose strumentazioni acquistate proprio sui fondi del Corso di Laurea in Scienze Geologiche. Questo dipartimento è stato l’unico a non averli ricevuti nonostante la delibera del Senato Accademico (alleg. 22) e le ripetute sollecitazioni (alleg. 23). Ciò a fronte di doppie assegnazioni miliardarie al Dip. di Chimica avvenute in contrasto con la delibera del Consiglio dei Direttori e senza la delibera del Senato Accademico, per comprare costosissime attrezzature di ricerca di interesse specifico dei chimici (alleg. 22). La delibera del Senato Accademico del 22.09.1999 (alleg. 22) prevedeva assegnazioni a tutti i dipartimenti, suddivise in tre quote, per tutte le strutture interessate al trasferimento; la delibera del Consiglio dei Direttori del marzo 1999 disponeva che tali finanziamenti dovessero essere concessi all’atto del trasferimento. Orbene, il Dip. di Scienze Geologiche, trasferitosi presso il Campus di Macchia Romana nell’estate del 2000, ha beneficiato solo dei fondi per la reintegrazione degli arredi lasciati nella sede di via Anzio (lire 154.619.880), analogamente al Dip. di Biologia (lire 200.000.000), ma a differenza di questo non ha avuto anche la quota spettante ai dipartimenti per il trasferimento, e riguardanti l’esecuzione di opere infrastrutturali e l’acquisto di attrezzature scientifiche (alleg. 22). A seguito di ripetute richieste del Direttore del Dip. di Scienze Geologiche il Consiglio di Amministrazione ha dato mandato ad una Commissione di proporre una soluzione, e il tutto si è risolto naturalmente con un nulla di fatto (alleg. 23). Il Dip. di Chimica, invece, ha ottenuto una assegnazione di lire 831.500.000 oltre a circa lire 1.000.000.000 per l’acquisto dello “Spettrofotometro FT-NMR superconduttore”. Il costo di questo strumento, ritenuto non di interesse generale dell’Ateneo da parte del Consiglio dei Direttori, doveva essere sottratto dall’assegnazione ordinaria di lire 831.500.000 (alleg. 22): quindi, in pratica, il Dip. di Chimica non avrebbe dovuto ottenere tale assegnazione ordinaria, che invece è stata attribuita “sembra” direttamente dal rettore G. Boari. e con il rifiuto di firma dell’allora direttore amministrativo A. Lacaita, l’unico preposto a farlo.
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In base a quanto su esposto chiedo alle Autorità di provvedere alle necessarie indagini per verificare le responsabilità dei soggetti coinvolti. Chiedo in particolare che, alla luce del principio di trasparenza dei flussi finanziari sancito dall’UE:
1) si verifichino i motivi e le responsabilità dei mancati o tardivi collaudi dei progetti europei 1994-1999, visto che in ciò potrebbero riscontrarsi ipotesi di reato penale o amministrativo. Fonti accreditate hanno riferito, ad esempio, che alcuni progetti di varie centinaia di migliaia di euro non sarebbero stati collaudati entro i 24 mesi perché i risultati sarebbero stati ritenuti dalla Regione Basilicata una semplice rassegna stampa dell’esistente, e che l’amministrazione universitaria ne fosse a conoscenza;
2) si verifichi perché l’Amministrazione dell’Università della Basilicata non ha preso i necessari provvedimenti nei confronti dei docenti responsabili dei mancati collaudi ai 24 mesi, che non hanno consentito il rientro tempestivo nelle casse dell’Ateneo dei fondi anticipati per l’avvio di tali progetti e distratti da altri capitoli di bilancio, causando gravi danni alle attività istituzionali della comunità accademica e agli studenti lucani che nulla aveva a che fare con questi progetti.
In caso di archiviazione di tale esposto-denuncia, chiedo di esserne informata presso l’indirizzo del domicilio. Comunico, inoltre, di essere a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Allegati sono i documenti citati nel testo.
In fede
Prof. Albina Colella
Carovigno, 27.04.2006
www.lucania.ilcannocchiale.it