Commissione 5) PACE SUBITO? CON QUALI PACIFISTI DI OGGI? Transnazionale, diritti umani, nonviolenza: non c'è pace senza giustizia e democrazia.
Abbiamo aperto un thread di discussione specifico per ciascuno dei temi proposti per i dibattiti tematici (Commissioni) al VI Congresso di Radicali Italiani, che si terrà a Padova dal 1° al 4 novembre 2007.
Mediante questo form:
http://www.radicali.it//primariecommissioni/form.php
è possibile partecipare alle “primarie delle Commissioni”, indicando quali Commissioni (temi) preferisci e a quale Commissione parteciperai se vieni al Congresso.
Preghiamo tutti di attenersi all’argomento del thread, quindi al tema specifico qui proposto.
Disponibile sul sito di RadioRadicale:
Sergio D'Elia
Relatore della Commissione 5 PACE SUBITO? CON QUALI PACIFISTI DI OGGI? Transnazionale, diritti umani, nonviolenza: non c'è pace senza giustizia e democrazia
Durata: 21' 15"
[/]
… DURO … ESSERE RADICALI … OGGI
Disponibile sul sito di RadioRadicale:
Quinta Commissione : PACE SUBITO? CON QUALI PACIFISTI DI OGGI?
Durata: 4h 20' 49"
Interventi: Donatella Trevisan (4' 35"); Francesco Pullia (14' 35"); Sergio D'Elia (16' 7"); Maurizio Morabito (4' 37"); Angiolo Bandinelli (13' 40"); Giorgio Pagano (11' 19"); Lorenzo Strik Lievers (20' 3"); Claudio Scaldaferri (29' 14"); Antonella Spolaor (13' 40"); Antonio Pecorelli - Matteo Mecacci (28' 14"); Guido Biancardi (18' 52"); Alessandro Litta - Lorenzo Cegli Marco Perduca (32' 59"); Gianfranco Dell'Alba (?); Niccolò Talamanca (?); Donatella Trevisan (?); Lucio Bertè (19' 18")
[/]
… DURO … ESSERE RADICALI … OGGI
Democrazia, libertà, diritti umani, stato di diritto, persona.
Che cosa pensa un marocchino, un israeliano, un iraniano.
Che cosa pensa un europeo.
Che cosa un americano.
Pensano tutti le stesse cose?
E se si potesse fare un'indagine, in quali Paesi, in quale altra parte del mondo vi sono state più opportunità di pensare ad altro?
Siamo tutti su questo treno.
No, noi di questa parte del mondo siamo su quest'altro tragitto, noi non c'entriamo nulla con tutta la strada che voi fino ad oggi avete fatto e state continuando a fare.
Parlare di pace, di pacifismo oggi significa questo?
Significa da un'altra parte politica: non condivido fino in fondo la tua analisi, ma condivido la drammaticità dell'urgenza di un confronto sui tragitti e mi batterò fino alla morte perchè tu possa esprimere liberamenta la tua idea.
Questo credo il compito come da sempre e ancor di più oggi del partito.
L'Europa, le diverse organizzazioni internazionali, l'Onu come sede di confronto e di discussione sui tragitti.
In quale percorso vive l'Organizzazione, e la stessa può farcela senza il diritto umano, della persona a dibatti VERI su quanto capaci di aver compiuto e su quanto si dovrà compiere?
Claudio.
l' articolo di Nord Est
http://www.anordest.it/index.php?option=com_content&task=view&id=4013&Itemid=74:
"Noi - chiude Pannella - irriducibilmente, vogliamo discutere. E tu? A Padova, dunque."
Come mai Pannella non discute su questo spazio "VI Congresso di Radicali Italiani: le 'Primarie' delle Commissioni"?
ma però
Radicali Italiani è soggetto federato al prntt;
lo scorso congresso, e molti comitati, hanno impegnato il partito con mozioni di sostegno al prntt;
Radicali Italiani è nato se non mi sbaglio, il che può sempre essere, con un prestito d'onore dell' allora prt di stanzani dupuis quinto di circa due miliardi, credito che si comincia a consolidare in tempi recenti;
ne consegue che a Radicali Italiani interessa il prntt, abbastanza da costruire una commissione che sia di stimolo al finalmente possibile congresso ( dopo la verifica del consiglio generale dello scorso dicembre );
almeno tutti quelli che hanno votato le suddette mozioni sono invitati a interessarsene.
Non credo interessi poco, ma i radicali si aspettano che al congresso vengano affrontati temi che riguardano la vita di R.I. messa in dubbio un giorno si e l'altro anche da fuori e da dentro, oltre che una nuova interpretazione del ns modo di stare al governo.
Siamo, mi pare, tutti a favore di un'europa allargata a Turchia e Israele ma si dovrebbe essere anche un po più obiettivi e dire, ad esempio, che il voto del parlamento turco relativo al Kurdistan è una cosa allucinante.
By Walter
è allucinante quanto le proteste di pechino per la medaglia al separatista tibetano, come la visita di putin al simpatico teocrata iraniano, appunto per questo penserei importante discuterne anche all'interno di radicali italiani; poi che ci piaccia o no RI è federato al transnazionale per statuto.
Certo che se RI non esiste più, come sembrano suggerire in tanti, il problema della politica internazionale a Padova non si pone.
Non so quali possibilità di successo può avere a Padova una lista che proponga l'immediato scioglimento, è tutto da vedere.
Per ora da iscritta a RI continuo a interessarmi a Turchia e Israele, ma anche a tibet libero cecenia libera irak libero ecc. anche l'italia fa parte dell'europa e del mondo.
Non credo interessi poco, ma i radicali si aspettano che al congresso vengano affrontati temi che riguardano la vita di R.I. messa in dubbio un giorno si e l'altro anche da fuori e da dentro, oltre che una nuova interpretazione del ns modo di stare al governo.
Siamo, mi pare, tutti a favore di un'europa allargata a Turchia e Israele ma si dovrebbe essere anche un po più obiettivi e dire, ad esempio, che il voto del parlamento turco relativo al Kurdistan è una cosa allucinante.
By Walter
possibile che interessi così poco e così a pochi questo argomento? allora il relatore è già deciso :lol:
proviamo con qualcosa di più semplice
pace: turchia e israele nell'unione europea?
( per me, sì )
la pace finisce per scoppiare
quando ci sarà il picco del
petrolio ... infatti l'unica
guerra possibile sarà
la guerra dei bottoni
buona serata ...
www.pattochiaro.net
la solitudine dei numeri primi ...
i primi 12 articoli della nostra Costituzione
ripartire da qui?:
APPELLO
SATYAGRAHA MONDIALE PER LA PACE
Premessa
Dal 1981 oltre 120 Premi Nobel sottoscrissero un importante Manifesto-Appello che così iniziava (il cui testo e l’elenco dei firmatari è integralmente riportato in calce a questo documento):
“Noi sottoscritti, donne e uomini di scienza, di lettere, di pace, diversi per religione, storia, cultura, premiati perché ricerchiamo, onoriamo e celebriamo verità nella vita e vita nella verità, perché le nostre opere siano testimonianza universale di dialogo, di fraternità e di civiltà comune nella pace e nel progresso, noi sottoscritti rivolgiamo un appello a tutti gli uomini e a tutte le donne di buona volontà, ai potenti ed agli umili, nelle loro diverse responsabilità, perché decine di milioni di agonizzanti per fame e sottosviluppo, vittime del disordine politico ed economico internazionale oggi imperante, siano resi alla vità” (…).
Si trattò allora di intervenire per circoscrivere e superare l’orrendo olocausto per fame nel mondo già in corso e preannunciato. Da allora il mondo prese maggiore coscienza delle sue responsabilità e certamente, progressivamente decine di milioni di persone furono salvate. Quello stesso Partito Radicale che promosse quella iniziativa, è convinto oggi della probabilità e imminenza dello scoppio di un “prossimo tremendo conflitto”, della necessità e urgenza di proporre e realizzare questa nuova iniziativa.
* * *
Noi sottoscritti sosteniamo l’iniziativa nonviolenta del primo grande “SATYAGRAHA MONDIALE PER LA PACE” volto a rapidamente promuovere e costruire e realizzare un’ALTERNATIVA STRUTTURALE alla minaccia, alla probabilità di un prossimo tremendo conflitto che, divampando dal Medio Oriente, si estenda rapidamente al mondo intero.
La situazione del Medio Oriente persiste e si aggrava da decenni. Si tratta, dunque, di una situazione strutturale che produce in quanto tale conflittualità costante, e conflitti sempre più gravi continui. E ne minaccia uno - che quasi tutti nel mondo ritengono non solamente possibile ma ormai probabile - dai costi umani e naturali senza precedenti sia per dimensione geografica sia per l’impiego di nuove armi, a cominciare da quelle di attrazione - o distruzione - di massa, medianiche.
Urge, quindi, ormai (se non è già troppo tardi), costruire una pace, come alternativa strutturale, politica e istituzionale, a questo corso rovinoso delle cose.
La Pace come mera petizione di principio ha purtroppo mostrato - ormai quasi da un secolo - i suoi gravi limiti, la sua insufficienza, quando non la sua tragica nocività.
La Pace non può essere solo invocata come valore assoluto, va costruita, strutturata e organizzata nel mondo, a partire dal nostro, europeo e mediterraneo.
Europa continentale e Medio Oriente si sono sempre compenetrate e si compenetrano nella storia attraverso i loro popoli mediterranei. La civiltà mediterranea, egizia, greco-romana, bizantina, infine laica e tollerante, ha visto nascere e affermarsi le tre grandi confessioni monoteiste - l’ebraica, la cristiana, l’islamica - proprio in quel suo lembo di terra che oggi sembrerebbe dovere costituire il luogo e la causa di una possibile orrenda apocalisse civile e umana.
Occorre reagire subito.
Il Primo Satyagraha Mondiale per la PACE, di ispirazione gandhiana e nonviolenta, ha per obiettivo un urgente intervento politico e istituzionale, di Riforma delle caratteristiche strutturali delle politiche che si scontrano in Medio Oriente e, a partire da lì, nel mondo.
Il carattere nazionale e sostanzialmente nazionalista, la blindatura ideologica di tutti gli Stati medio -orientali- incluso quello democratico dello Stato di Israele, è un pericolo manifestamente gravissimo, letale per Israele stessa e per l'intera area medio orientale.
Il superamento della sovranità nazionale assoluta come causa di guerre e ipoteca contro lo sviluppo civile e democratico, è alla base del processo federalista europeo, nel quale sono oggi attori pieni 25 Stati democratici, e coinvolti positivamente altri, sì da costituire ormai una comunità di mezzo miliardo di persone dai confini in continua espansione.
E’ un vero scandalo intellettuale, antropologico che Unione europea e Israele, con la convergenza di Stati Uniti, non abbiano di già corretto questa situazione patologica: che la sola democrazia consolidata di un territorio - del quale occupa lo 0,2% - si illuda e quindi scelga lo strumento della sovranità nazionale assoluta, sia portata ad una logica di sopravvivenza necessariamente armata, militare, di perenne stato di eccezione.
Dunque, è urgente che Israele operi nel quadro giuridico, civile, politico, dell’Unione europea, quale regione - per ora, sottolineiamo: per ora - di frontiera di una comunità istituzionale di mezzo miliardo di persone, con le sue regole, leggi, giurisdizioni, il suo parlamento democratico e un suo potere esecutivo (di certo imperfetto e inadeguato, ma pur sempre corrispondente e legittimato dai suoi trattati costitutivi).
La Unione europea, e l’intera Comunità internazionale, devono anche intervenire nella situazione Medio Orientale con coerenza, rigore e vigore rispetto alla propria legalità, quella costituita dalle dichiarazioni dei Diritti dell’uomo e da ormai centinaia di altri Trattati, Dichiarazioni con forza di legge, Costituzioni nazionali che li includono nel proprio diritto interno.
In Medio Oriente questo non accade, è anzi spesso tradito, ignorato. Si è sin qui posto l’accento esclusivo sul diritto dei Popoli a uno Stato nazionale, e alla sua assoluta sovranità. In tal modo si realizza l’aberrazione di consolidare anziché rimuovere gli ostacoli, frapposti in tanta parte del mondo, al riconoscimento e all’esercizio dei Diritti umani fondamentali.
Stati nazionali che non si fondano su questi diritti e sul diritto che dovrebbe essere vigente, e non lo è, costituiscono violenza e non diritto, producono guerre civili contro le libertà e la vita dei propri popoli e dei loro membri.
I palestinesi hanno innanzitutto il diritto di non vedersi imposto una qualsiasi forma di Stato che non sia espressione e forza dei loro diritti umani, politici, sociali, di coscienza.
Se questo viene acquisito, Palestina, Libano, con Israele e la Giordania a ciò molto vicina, con la Turchia e il Marocco che ha chiesto ufficialmente l’adesione alla Unione europea sin dal 1987, e tutto il sud mediterraneo dove affondano le radici più profonde dell’Europa, vedranno riconosciuti ai propri cittadini e ai loro popoli i diritti di coscienza, sociali, economici, politici senza i quali non v’è libertà, non v’è democrazia, non v’è pace (se non sotto la forma di guerra civile di oppressione del proprio popolo).
E’ per questo obiettivo che ci appelliamo ai democratici del mondo intero, ai suoi Parlamenti, al sistema delle Nazioni Unite che deve tornare a difendere e affermare i valori e le proclamazioni della sua carta costitutiva, al popolo che si è costituito e naviga in internet, la cui libertà sarebbe ulteriormente negata, piegata a nome delle esigenze di guerra e di sicurezza.
Tale appello potrà essere raccolto, fatto proprio, vissuto nei giorni del Primo Grande Satyagraha Mondiale per la Pace, per la Vita del Diritto e il Diritto di tutti alla Vita, quale CONCRETA ALTERNATIVA all’altrimenti probabile, prossimo scatenamento di una guerra globale, senza confini geopolitici, etici, umani”.
* * *
ISTRUZIONI PER L'USO: Padova - il WHO IS del congresso Radicale - MASSIMO CARRARO
(1)
E' stato candidato dell'Ulivo a Presidente della regione Veneto contro Galan e contro Marco Cappato.
(2)
E' il nuovo "bisaglia-comunista" del Veneto
(3)
E' luomo che garantisce ai Radicali GRATUITAMENTE le strutture della Fiera di Padova per il loro congresso
(4)
E' il Vice presidente del Gruppo SACE (Società italiana di assicurazione dei crediti
all'esportazione) dal 2 agosto del 2006 (dai giorni del ministero ad Emma Bonino per intenderci !!)
(5)
Nuova revisore dei conti del gruppo SACE è la Dott.ssa Maria Cecilia Angioletti,
cioè lo stesso revisore dei conti di tutta la "galassia radicale".
(6)
Il gruppo SACE (con le assicurazioni all'esportazione ed al commercio estero di Emma Bonino)
ha dichiarato utili per oltre 200 miliardi.
(7)
La Dott.ssa Maria Cecilia Angioletti ha fatto una donazione di 700 milioni (di lire)
alla Lista Marco Pannella.
:)
Massimo Carraro sta assicurando da due anni strutture e logistica gratuite ai
congressi radicali di Padova.
.... e tu ci andrai a quel congresso ?
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
Pregiudiziale a tutte le commissioni: sono troppe!
Il primo giorno ci saranno in congresso non più di 150 compagni.
Divisi per nove commissioni significa quindici compagni scarsi per commissione... perchè è ovvio che non tutti i presenti al congresso andranno nelle commissioni e non ci sarà una ripartizione matematica dei presenti nelle varie commissioni!
Invito chi ha deciso a rivedere la sua decisione, riducendo e accorpando le commissioni.
Il pacifismo sta degenerando in una parodia della pace. Bene abbiamo fatto a prendere le distanze da questi movimenti che preferisco chiamare "pacifinti". Se si vuole lanciare una cultura della pace è necessario interrogarsi su come poterla costruire nella realtà delle relazioni internazionali oggi.
Mi sono occupato nei miei studi del problema della guerra e della pace. Dubito si possa avere una "pace subito". Il seme della guerra è ben nascosto e impiega anni per venire fuori e palesarsi. Chi vuole la pace deve cercare di estirpare questi "semi" prima che si palesino. Dopo si raccolgono solo i cadaveri.
Forse è perchè sono veneto, ma se non si dice
1. attraverso un documento quali sono contenuti/obiettivi di quel titolo
2. chi sarà il chairman della commissione
come fa un cristiano a preannunciare una adesione ?
Vasco.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.