Vasco Rossi: politici tossicodipendenti del potere

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Esce domani l'album "Il mondo che vorrei". Già prenotate 350 mila copie
"I politici sono tossicodipendenti del potere, ma non li mettono mai in galera"
Vasco: "La realtà fa schifo ma non so chiedere aiuto"

Tirando le somme il mondo come è oggi non piace a Vasco, e del resto come dargli torto? "La realtà mi ha deluso, i sogni aiutano a vivere meglio, qualsiasi sogno, anche credere in un amore, una fede, non è importante che sia vera, l'importante è crederci. Combatto questi limiti con la mia immaginazione. Nelle canzoni riesco a dire delle cose che non direi neanche alla mia donna o al mio migliore amico, non filtro, non penso a se mi conviene o no, esprimo quello che penso veramente. Nella realtà è difficile, quando ho bisogno di aiuto non riesco a chiederlo, dipendiamo da un sacco di cose, dalle sostanze ma anche dalle persone, o dal potere. I politici sono tossicodipendenti del potere, ma loro però non li mettono in galera".

http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/spettacoli_e_cultura/torna-vasco/torna-vasco/torna-vasco.html

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Vasco Rossi su "Sorrisi e canzoni tv"

MUSICA/ VASCO ROSSI: LA POLITICA E' UNA MEZZA FREGATURA
La rockstar si confessa: "Oggi la musica è meglio del sesso"

Roma, 30 mar. (Apcom) - Sesso, politica e fede. Vasco Rossi si confessa: "Quando ero un ragazzino usavo la musica come surrogato del sesso, ma in quegli anni era sempre tutto fantastico. Oggi la musica è anche meglio del sesso: una canzone puoi cantarla quando vuoi tu. Quanto al sesso, - ha dichiarato la rockstar in un'intervista al settimanale 'Tv Sorrisi e Canzoni' in edicola domani - ho attraversato un periodo molto turbolento, fino alla fine degli anni Ottanta. Poi ho incontrato Laura, la donna della mia vita. Oggi vivo un'età nella quale gli istinti primari sono controllabili. Sono più libero".

Considera la politica "una mezza fregatura". "È fatta di grandi aspirazioni che poi la realtà tradisce inesorabilmente. È giusto che ci siano delle leggi e io rispetto quelle che posso. Ho la tessera del partito radicale, ma si tratta di gratitudine. Quando nel 1984 finii in carcere, - spiega la rockstar - Pannella mi mandò un telegramma e la cosa mi fece piacere. Resta il fatto che i radicali sono puliti, e condivido le loro battaglie sociali".

Ammette di non avere fede: "Ma invidio quelli che ce l'hanno. Non importa che Dio esista oppure no: intanto loro stanno meglio perché credono che esista. Io penso poco al futuro, - prosegue Rossi - credevo di morire a 35 anni e oggi ho l'età di mio padre quand'è morto".

Rivela che può stare senza dischi ma non potrebbe smettere "di cantare dal vivo". "Oggi scrivo i pezzi per poterli portare sul palco. Con i concerti negli stadi ho aperto una strada che oggi è piuttosto frequentata, ma sarà difficile che qualcun altro riesca a riempire San Siro per dodici volte di fila. E non m'interessa se altri artisti si sono presi San Siro, - chiude - magari usando dei mezzucci per riempirlo. Che ognuno faccia quello che vuole, l'importante è che possa tornarci io. Certo, se un giorno io non potessi più farlo e gli altri sì, sarebbe dura".