A causa delle difficoltà tecniche riscontrate nelle prime settimane di test del nuovo forum,
diversi utenti non sono riusciti a recuperare il loro vecchio account sul forum o
a unificarlo con gli account aperti su altri siti della galassia radicale.
Ora è possibile farlo effettuando il log in con i vecchi nome utente e password.
Già il congresso "di adesione" alla RNP fu a suo modo golpista. Infatti fu fatto votare in fretta e furia sulla suddetta adesione per poi disperdere le energie in molte commissioni.
La decisione più importante insomma fu una semplice ratifica.
Ciò è errato e sarà - a quanto pare ripetuto. Il congresso servirebbe a definire la linea politica del partito e sarà invece trasformato in tanti mini centri studi inutili. Poi si passerà a finte elezioni di tesoriere e segretario con liste bloccate.
E chi come me si è ritrovato d'improvviso "un kamikaze di Prodi", un sostenitore di un governo di centrosinistra che ha da fare?
Errare è umano, perseverare è diabolico, quindi il congresso fatevelo voi. Pannella deciderà tutto prima e i sacerdoti esperiranno il rito.
Non ci sarà nessuna discussione sul se sostenere o meno il governo, se è stata una cretinata l'adesione alla RNP, se il futuro del movimento è a destra, sinistra o terzopolista.
Aggiungo che Pannella ha definito me ed altri che hanno firmato la famosa lettera in difesa di Capezzone dei "nemici politici".
Bravo Pannella, allora il congresso fattelo cogli amici tuoi. Se poi il movimento va a gambe all'aria non te la prendere con noi e non dire quelle amenità sul fatto che un po' di emorragia c'è in tutti i movimenti. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
io, al partito-galassia dei 200.000 iscritti non mi iscriverei mai e poi mai.
potrei al massimo finanziarlo e votarlo se portasse un programma che apprezzo e condivido alle elezioni.
Cara Orietta, non ti preoccupare, è semplicemente un auspicio che non si realizzerà mai. Ci vediamo a Padova?
Nel merito credo che questa sia la commissione più importante, l'unica a poter essere conservata senza temere di essere accorpata. Radicali Italiani ha bisogno di discutere di forme e modelli organizzativi e delle persone che devono incarnarli, altrimenti rischiamo di ritrovarci con un partito di 200 iscritti. Per evitare questa prospettiva serve un luogo dove si possa sviluppare una discussione franca e articolata e si possa produrre un documento utile al rilancio della nostra attività politica che - secondo me - deve per forza passare anche attraverso una serie di modifiche allo statuto che ci preservino dall'integrarci nella casta, un pericolo che è molto più che dietro l'angolo.
ISTRUZIONI PER L'USO: Padova - il WHO IS del congresso Radicale - MASSIMO CARRARO
(1)
E' stato candidato dell'Ulivo a Presidente della regione Veneto contro Galan e contro Marco Cappato.
(2)
E' il nuovo "bisaglia-comunista" del Veneto
(3)
E' luomo che garantisce ai Radicali GRATUITAMENTE le strutture della Fiera di Padova per il loro congresso
(4)
E' il Vice presidente del Gruppo SACE (Società italiana di assicurazione dei crediti
all'esportazione) dal 2 agosto del 2006 (dai giorni del ministero ad Emma Bonino per intenderci !!)
(5)
Nuova revisore dei conti del gruppo SACE è la Dott.ssa Maria Cecilia Angioletti,
cioè lo stesso revisore dei conti di tutta la "galassia radicale".
(6)
Il gruppo SACE (con le assicurazioni all'esportazione ed al commercio estero di Emma Bonino)
ha dichiarato utili per oltre 200 miliardi.
(7)
La Dott.ssa Maria Cecilia Angioletti ha fatto una donazione di 700 milioni (di lire)
alla Lista Marco Pannella.
:)
Massimo Carraro sta assicurando da due anni strutture e logistica gratuite ai
congressi radicali di Padova.
.... e tu ci andrai a quel congresso ?
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
Qualunque progetto politico non potrà mai essere tale se non avrà come primo pilastro fondante e costituente il principio di lealtà. Andrebbe scritto nero su bianco nel primo articolo dello Statuto: questo soggetto politico si fonda sulla lealtà.
Lealtà verso il prossimo, verso i compagni, verso i cittadini, finanche nei confronti dell’avversario e dell’oppositore ma, soprattutto, lealtà nei confronti di se stessi. Ed è riflettendo tutti insieme sul principio di lealtà che si può rilanciare il progetto del Partito Democratico della Rosa nel Pugno. Un partito che pretende di definirsi laico, infatti, non può non ambire innanzitutto al principio di lealtà come seme e, al contempo, come fioritura universale del suo essere laico.
Lealtà, dunque, per restituire alla propria strada di ricerca personale quel percorso interiore che ciascuno compie da solo, ma non in solitudine. Per offrire, a un anno dal congresso di Padova, un clima di fiducia reciproca. Ma la fiducia non va confusa con la fedeltà dogmatica. Anche perché la fedeltà dogmatica diventa semplicemente cieca obbedienza ad una verità assoluta e indiscutibile o ad una verità rivelata.
La lealtà è il fondamento su cui bisognerebbe ricostruire un nuovo linguaggio, un nuovo lessico, un nuovo alfabeto laico che affondi nella Memoria distinguendo ciò che è antico da ciò che è vecchio.
Basta con l’incedere di vocaboli spogli, irritanti e decrepiti che hanno caratterizzato il periodare delle incomprensioni o delle faziosità. Bisogna trovare nuovi termini a cui dare un significato nell’oggi, una tensione morale per il futuro, un valore autentico per costruire il domani. Ed i vocaboli più nuovi, come capita quasi sempre in questi casi, sono quelli più antichi ed eterni, ma non nel senso ideologico, semmai liberi dalle pastoie della partitocrazia.
Bisogna ripartire dalla lealtà. Lealtà, insisto, non fedeltà. Non fedeltà dogmatica. Infatti, nelle dittature e nelle teocrazie gli « infedeli » vengono considerati "traditori" da eliminare e sono additati come criminali. La fedeltà quindi è un’astrazione dedita e rivolta al Potere, all’oro e ai metalli mentre la lealtà è verso gli uomini.
La fedeltà dogmatica è ideologica, assolutista. La lealtà invece è laica, cioè universale nel senso più umano e profondo. La lealtà è dei credenti nei valori universali, nel riconoscimento dei Diritti Umani ovunque nel mondo, nella convivenza tra diversi. La lealtà è una conquista, come l’innocenza. La fedeltà, al rovescio, presuppone la conservazione della purezza originaria e del peccato originale, perciò condanna sia i fedeli che gli infedeli.
Ecco perché lealtà significa rispetto per se stessi e per gli altri. Ecco perché essa appartiene a chi sa ricominciare e ripartire dopo ogni caduta. Del resto, nella vita si cade inesorabilmente e ogni volta bisogna ritrovare il coraggio di rialzarsi. Ecco perché, infine, possiamo ammettere che la lealtà è la parte femminile del coraggio. Lealtà e coraggio sono come due corpi uniti dallo stesso spirito. Non c’è lealtà senza coraggio e non c’è coraggio senza lealtà. L’impresa, infatti, non consiste nel restare sempre in equilibrio, ma nella forza e nella capacità di sapersi rialzare nonostante la caduta. Nonostante le ginocchia sbucciate e le mani scorticate. È una cosa che abbiamo imparato fin da bambini. Ed è il principio su cui si fonda una giustizia giusta, una giustizia che non si ferma all’azione punitiva, ma pretende di riscattare gli errori, di correggere gli sbagli e di recuperare l’uomo. La lealtà, perciò, tende al miglioramento della persona, alla riabilitazione individuale e al recupero della risorsa umana nel corpo sociale.
La fede dogmatica non perdona. Condanna senza appello perché è cinica, viscida, falsa oppure è cieca, incondizionata, disperata. Mentre la lealtà si nutre di speranza, la fedeltà spesso attecchisce nella disperazione, nel terrore, nelle paure. La lealtà, come la rosa nel pugno, vive e sboccia soltanto nel rispetto (anche quando non è reciproco) e nel riconoscimento dell’altro. La lealtà presuppone sempre l’altro e, quindi, è soprattutto un dialogo. Anche con se stessi.
L’essere acriticamente fedeli è un muto obbligo del Potere. Ma la slealtà è una malattia, non il morbillo o la rosolia, ma la peste.
Il partito che non c'è, da subito (anche se non c'è) avrà solo componenti che si impegneranno a rifiutare qualsiasi consulenza ministeriale o governativa, locale ed amministrativa, puntando all'abolizione di tutte le consulenze (ex tangenti) nella pubblica amministrazione e nel mondo della politica.
E se uno non può campare con i soldi dati dal partito (quindi gli iscritti) è giusto che vada a lavorare, anche part-time, come tutti.
CELESTIALE d'AMBROSIO...: HAI SCOPERTO L'UOVO DI COLOMBO.
Perduca ai lavori forzati!
Perchè, ragioniamo un attimo, abbiamo decine di ministri, centinaia di sottosegretari, 1000 parlamentari...e questi non bastano per gestire il governo centrale? Se una persona è capace troverà sicuramente posto come ministro, come sottosegretario, o si farà eleggere in parlamento. Per chi resta fuori c'è la militanza a titolo gratuito, cosa c'è di male?
(il tutto è semplicemente da estendere a regioni, province e comuni)
Il partito che non c'è, da subito (anche se non c'è) avrà solo componenti che si impegneranno a rifiutare qualsiasi consulenza ministeriale o governativa, locale ed amministrativa, puntando all'abolizione di tutte le consulenze (ex tangenti) nella pubblica amministrazione e nel mondo della politica.
E se uno non può campare con i soldi dati dal partito (quindi gli iscritti) è giusto che vada a lavorare, anche part-time, come tutti.
CELESTIALE d'AMBROSIO...: HAI SCOPERTO L'UOVO DI COLOMBO.
Il partito che non c'è, da subito (anche se non c'è) avrà solo componenti che si impegneranno a rifiutare qualsiasi consulenza ministeriale o governativa, locale ed amministrativa, puntando all'abolizione di tutte le consulenze (ex tangenti) nella pubblica amministrazione e nel mondo della politica.
E se uno non può campare con i soldi dati dal partito (quindi gli iscritti) è giusto che vada a lavorare, anche part-time, come tutti.
giudicano la presenza di 9 commissioni al Congresso, confusionaria e dispersiva. In fondo, esaminando i temi, che dovranno trattare le Commissioni, si vede chiaramente che possono ridursi a 3, anche tenendo presente la consistenza effettiva dei congressisti a Padova, che non superrerà il numero di 150.
Vedo un tentativo di trasformare il Congresso di R.I. 2007, a Padova, in un Comitato nazionale allargato, dove molto si discuterà, ma di decisioni concrete, non scaturirà nulla.
Anzi verrà tentato una manovra dilatoria, per conservare in regime di prorogatio, gli attuali organismi dirigenti, in attesa di un congresso straordinario di scioglimento, che porterà R.I. alla confluenza con gli altri Soggetti della Nebulosa radicale, in modo da convogliare tutto l'esistente in una ONG internazionale (ex Prt) e in una Fondazione nazionale, ciò che è rimasto della storia, dell'esperienza e del know how radicale in Italia.
Insomma il partito radicale italiano, verrà - dopo tante minacce - effettivamente sciolto e servirà soltanto da supporto alle fantasmagorie antropologiche del Signor Pannella.
Il PARTITO CHE NON C'E' non c'è semplicemente per la ragione che UNO, uno SOLO, non lo vuole e non l'ha mai voluto.
Inutile fare diecimila commissioni se poi a decidere di NON FARE IL PARTITO basta UNO solo.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^ Dentro o fuori ma con il FUORI! per la "DERIVA ZAPATERIANA" e contro il REGIME TEOCRATICO VATICAN-ITALICO.
8) cimanera 8)
[ Carlo Manera - Segretario Nazionale dell’Associazione Radicale FUORI ! ]
Scusa F.administrator ma i messaggi inviati utilizzando l' apposito spazio nel format
Radicali Italiani
Le "primarie" delle Commissioni
I TEMI PROPOSTI PER I DIBATTITI TEMATICI A PADOVA
che fine fanno?
Pensavo che dovessero essere trattati come questo che ora sto scrivendo, soprattutto quando contengono suggerimenti operativi che possono essere condivisi da altri compagni.
Ma forse sbaglio a pensare...
mariano
Pregiudiziale a tutte le commissioni: sono troppe!
Il primo giorno ci saranno in congresso non più di 150 compagni.
Divisi per nove commissioni significa quindici compagni scarsi per commissione... perchè è ovvio che non tutti i presenti al congresso andranno nelle commissioni e non ci sarà una ripartizione matematica dei presenti nelle varie commissioni!
Invito chi ha deciso a rivedere la sua decisione, riducendo e accorpando le commissioni.
Il tema del partito galassia mi sembra molto simile ai partiti "piglia tutto".
Partiti privi di un riferimento ideologico lanciati alla caccia del consenso su singole tematiche. Sia ben chiaro che non sono uno stimatore dei partiti macchina, strutturati e ramificati che si sono visti nella storia del 900. tuttavia, un partito privo di ideologia, nel senso meno dogmatico del termine, mi sembra anche un partito privo di idee.
Per definizione il partito esprime una "parte" che si distingue dalle altre proprio per idee e progetti politici. I partiti galassia tendono, come già sta avvenendo, ad identificarsi con il tutto. Sento le espressioni "il popolo di destra" o " il popolo della sinistra" e mi si gelano le vene.
Io mi ritrovo in una parte e sono di parte. Discutiamo sulla forma partito, sul suo ruolo nel paese.
Commissione 7) IL PARTITO CHE NON C'E'(ANCORA): nuove forme di organizzazione politica per nuove forme di produzione; il "partito-galassia" dei 200.000 iscritti
Abbiamo aperto un thread di discussione specifico per ciascuno dei temi proposti per i dibattiti tematici (Commissioni) al VI Congresso di Radicali Italiani, che si terrà a Padova dal 1° al 4 novembre 2007.
è possibile partecipare alle “primarie delle Commissioni”, indicando quali Commissioni (temi) preferisci e a quale Commissione parteciperai se vieni al Congresso.
Preghiamo tutti di attenersi all’argomento del thread, quindi al tema specifico qui proposto.
io, al partito-galassia dei 200.000 iscritti non mi iscriverei mai e poi mai.
potrei al massimo finanziarlo e votarlo se portasse un programma che apprezzo e condivido alle elezioni.
A parte altre notazioni, vedo che sul voto elettronico, naturalmente, UN CAZZO. A dieci anni da quando lo si era assunto come un obiettivo del partito.
…
Una questione di metodo per un “PARTITO CHE NON C'E'(ANCORA)”:
Nel form di prennuncio partecipazione e “primarie” delle commissioni c'è uno spazio per lasciare un messaggio. Io, dopo essermi augurato che i presidenti delle commissioni (scelti?) siano in grado di redigere delle relazioni “decenti”, ho rilevato che un congresso che voglia essere “radicale” e non rituale e declamatorio non dovrebbe condizionare gli apporti coi limiti tipici delle riunioni fisiche e dei tempi contingenteti. Ho quindi suggerito che si attivi, e si incentivi e pubblicizzi, una raccolta degli interventi scritti e che se ne organizzi la loro pubblicazione.
Anni fa avanzai la medesima proposta ed allora (caso unico) giunsero prima dell'assemblea (credo il seminario di Soriano) i testi di Emma, Strk ed altri (certo non di Parónpannella).
Una questione di metodo per un “PARTITO CHE NON C'E'(ANCORA)”:
Nel form di prennuncio partecipazione e “primarie” delle commissioni figura la richiesta di proporre una commissione.
Al fine di non ridurre questa opzione ad una pagliacciata credo che andrebbe aperto un thread per ogni proposta per verificare il grado d'interesse che essa è in grado di suscitare.
Io ho proposto questo titolo:
È TEMPO DI SUPERARE LA DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA?
Già il congresso "di adesione" alla RNP fu a suo modo golpista. Infatti fu fatto votare in fretta e furia sulla suddetta adesione per poi disperdere le energie in molte commissioni.
La decisione più importante insomma fu una semplice ratifica.
Ciò è errato e sarà - a quanto pare ripetuto. Il congresso servirebbe a definire la linea politica del partito e sarà invece trasformato in tanti mini centri studi inutili. Poi si passerà a finte elezioni di tesoriere e segretario con liste bloccate.
E chi come me si è ritrovato d'improvviso "un kamikaze di Prodi", un sostenitore di un governo di centrosinistra che ha da fare?
Errare è umano, perseverare è diabolico, quindi il congresso fatevelo voi. Pannella deciderà tutto prima e i sacerdoti esperiranno il rito.
Non ci sarà nessuna discussione sul se sostenere o meno il governo, se è stata una cretinata l'adesione alla RNP, se il futuro del movimento è a destra, sinistra o terzopolista.
Aggiungo che Pannella ha definito me ed altri che hanno firmato la famosa lettera in difesa di Capezzone dei "nemici politici".
Bravo Pannella, allora il congresso fattelo cogli amici tuoi. Se poi il movimento va a gambe all'aria non te la prendere con noi e non dire quelle amenità sul fatto che un po' di emorragia c'è in tutti i movimenti. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.
Buon divertimento!
vedi il mio int.to di Dom 14 Ott 2007 3:42 su II Comm. proposta: LEGALIZZARE L'ITALIA
http://www.radicali.it/phpbb2/viewtopic.php?t=16733924
Cara Orietta, non ti preoccupare, è semplicemente un auspicio che non si realizzerà mai. Ci vediamo a Padova?
Nel merito credo che questa sia la commissione più importante, l'unica a poter essere conservata senza temere di essere accorpata. Radicali Italiani ha bisogno di discutere di forme e modelli organizzativi e delle persone che devono incarnarli, altrimenti rischiamo di ritrovarci con un partito di 200 iscritti. Per evitare questa prospettiva serve un luogo dove si possa sviluppare una discussione franca e articolata e si possa produrre un documento utile al rilancio della nostra attività politica che - secondo me - deve per forza passare anche attraverso una serie di modifiche allo statuto che ci preservino dall'integrarci nella casta, un pericolo che è molto più che dietro l'angolo.
ISTRUZIONI PER L'USO: Padova - il WHO IS del congresso Radicale - MASSIMO CARRARO
(1)
E' stato candidato dell'Ulivo a Presidente della regione Veneto contro Galan e contro Marco Cappato.
(2)
E' il nuovo "bisaglia-comunista" del Veneto
(3)
E' luomo che garantisce ai Radicali GRATUITAMENTE le strutture della Fiera di Padova per il loro congresso
(4)
E' il Vice presidente del Gruppo SACE (Società italiana di assicurazione dei crediti
all'esportazione) dal 2 agosto del 2006 (dai giorni del ministero ad Emma Bonino per intenderci !!)
(5)
Nuova revisore dei conti del gruppo SACE è la Dott.ssa Maria Cecilia Angioletti,
cioè lo stesso revisore dei conti di tutta la "galassia radicale".
(6)
Il gruppo SACE (con le assicurazioni all'esportazione ed al commercio estero di Emma Bonino)
ha dichiarato utili per oltre 200 miliardi.
(7)
La Dott.ssa Maria Cecilia Angioletti ha fatto una donazione di 700 milioni (di lire)
alla Lista Marco Pannella.
:)
Massimo Carraro sta assicurando da due anni strutture e logistica gratuite ai
congressi radicali di Padova.
.... e tu ci andrai a quel congresso ?
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.
Qualunque progetto politico non potrà mai essere tale se non avrà come primo pilastro fondante e costituente il principio di lealtà. Andrebbe scritto nero su bianco nel primo articolo dello Statuto: questo soggetto politico si fonda sulla lealtà.
Lealtà verso il prossimo, verso i compagni, verso i cittadini, finanche nei confronti dell’avversario e dell’oppositore ma, soprattutto, lealtà nei confronti di se stessi. Ed è riflettendo tutti insieme sul principio di lealtà che si può rilanciare il progetto del Partito Democratico della Rosa nel Pugno. Un partito che pretende di definirsi laico, infatti, non può non ambire innanzitutto al principio di lealtà come seme e, al contempo, come fioritura universale del suo essere laico.
Lealtà, dunque, per restituire alla propria strada di ricerca personale quel percorso interiore che ciascuno compie da solo, ma non in solitudine. Per offrire, a un anno dal congresso di Padova, un clima di fiducia reciproca. Ma la fiducia non va confusa con la fedeltà dogmatica. Anche perché la fedeltà dogmatica diventa semplicemente cieca obbedienza ad una verità assoluta e indiscutibile o ad una verità rivelata.
La lealtà è il fondamento su cui bisognerebbe ricostruire un nuovo linguaggio, un nuovo lessico, un nuovo alfabeto laico che affondi nella Memoria distinguendo ciò che è antico da ciò che è vecchio.
Basta con l’incedere di vocaboli spogli, irritanti e decrepiti che hanno caratterizzato il periodare delle incomprensioni o delle faziosità. Bisogna trovare nuovi termini a cui dare un significato nell’oggi, una tensione morale per il futuro, un valore autentico per costruire il domani. Ed i vocaboli più nuovi, come capita quasi sempre in questi casi, sono quelli più antichi ed eterni, ma non nel senso ideologico, semmai liberi dalle pastoie della partitocrazia.
Bisogna ripartire dalla lealtà. Lealtà, insisto, non fedeltà. Non fedeltà dogmatica. Infatti, nelle dittature e nelle teocrazie gli « infedeli » vengono considerati "traditori" da eliminare e sono additati come criminali. La fedeltà quindi è un’astrazione dedita e rivolta al Potere, all’oro e ai metalli mentre la lealtà è verso gli uomini.
La fedeltà dogmatica è ideologica, assolutista. La lealtà invece è laica, cioè universale nel senso più umano e profondo. La lealtà è dei credenti nei valori universali, nel riconoscimento dei Diritti Umani ovunque nel mondo, nella convivenza tra diversi. La lealtà è una conquista, come l’innocenza. La fedeltà, al rovescio, presuppone la conservazione della purezza originaria e del peccato originale, perciò condanna sia i fedeli che gli infedeli.
Ecco perché lealtà significa rispetto per se stessi e per gli altri. Ecco perché essa appartiene a chi sa ricominciare e ripartire dopo ogni caduta. Del resto, nella vita si cade inesorabilmente e ogni volta bisogna ritrovare il coraggio di rialzarsi. Ecco perché, infine, possiamo ammettere che la lealtà è la parte femminile del coraggio. Lealtà e coraggio sono come due corpi uniti dallo stesso spirito. Non c’è lealtà senza coraggio e non c’è coraggio senza lealtà. L’impresa, infatti, non consiste nel restare sempre in equilibrio, ma nella forza e nella capacità di sapersi rialzare nonostante la caduta. Nonostante le ginocchia sbucciate e le mani scorticate. È una cosa che abbiamo imparato fin da bambini. Ed è il principio su cui si fonda una giustizia giusta, una giustizia che non si ferma all’azione punitiva, ma pretende di riscattare gli errori, di correggere gli sbagli e di recuperare l’uomo. La lealtà, perciò, tende al miglioramento della persona, alla riabilitazione individuale e al recupero della risorsa umana nel corpo sociale.
La fede dogmatica non perdona. Condanna senza appello perché è cinica, viscida, falsa oppure è cieca, incondizionata, disperata. Mentre la lealtà si nutre di speranza, la fedeltà spesso attecchisce nella disperazione, nel terrore, nelle paure. La lealtà, come la rosa nel pugno, vive e sboccia soltanto nel rispetto (anche quando non è reciproco) e nel riconoscimento dell’altro. La lealtà presuppone sempre l’altro e, quindi, è soprattutto un dialogo. Anche con se stessi.
L’essere acriticamente fedeli è un muto obbligo del Potere. Ma la slealtà è una malattia, non il morbillo o la rosolia, ma la peste.
CELESTIALE d'AMBROSIO...: HAI SCOPERTO L'UOVO DI COLOMBO.
Perduca ai lavori forzati!
Perchè, ragioniamo un attimo, abbiamo decine di ministri, centinaia di sottosegretari, 1000 parlamentari...e questi non bastano per gestire il governo centrale? Se una persona è capace troverà sicuramente posto come ministro, come sottosegretario, o si farà eleggere in parlamento. Per chi resta fuori c'è la militanza a titolo gratuito, cosa c'è di male?
(il tutto è semplicemente da estendere a regioni, province e comuni)
Ciao, Francesco D'Ambrosio
www.fdambrosio.net
CELESTIALE d'AMBROSIO...: HAI SCOPERTO L'UOVO DI COLOMBO.
Perduca ai lavori forzati!
A. coppeto
Il partito che non c'è, da subito (anche se non c'è) avrà solo componenti che si impegneranno a rifiutare qualsiasi consulenza ministeriale o governativa, locale ed amministrativa, puntando all'abolizione di tutte le consulenze (ex tangenti) nella pubblica amministrazione e nel mondo della politica.
E se uno non può campare con i soldi dati dal partito (quindi gli iscritti) è giusto che vada a lavorare, anche part-time, come tutti.
Ciao, Francesco D'Ambrosio
www.fdambrosio.net
CONCORDO CON COLORO CHE
giudicano la presenza di 9 commissioni al Congresso, confusionaria e dispersiva. In fondo, esaminando i temi, che dovranno trattare le Commissioni, si vede chiaramente che possono ridursi a 3, anche tenendo presente la consistenza effettiva dei congressisti a Padova, che non superrerà il numero di 150.
Vedo un tentativo di trasformare il Congresso di R.I. 2007, a Padova, in un Comitato nazionale allargato, dove molto si discuterà, ma di decisioni concrete, non scaturirà nulla.
Anzi verrà tentato una manovra dilatoria, per conservare in regime di prorogatio, gli attuali organismi dirigenti, in attesa di un congresso straordinario di scioglimento, che porterà R.I. alla confluenza con gli altri Soggetti della Nebulosa radicale, in modo da convogliare tutto l'esistente in una ONG internazionale (ex Prt) e in una Fondazione nazionale, ciò che è rimasto della storia, dell'esperienza e del know how radicale in Italia.
Insomma il partito radicale italiano, verrà - dopo tante minacce - effettivamente sciolto e servirà soltanto da supporto alle fantasmagorie antropologiche del Signor Pannella.
Ci
A. coppeto
Il PARTITO CHE NON C'E' non c'è semplicemente per la ragione che UNO, uno SOLO, non lo vuole e non l'ha mai voluto.
Inutile fare diecimila commissioni se poi a decidere di NON FARE IL PARTITO basta UNO solo.
^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Dentro o fuori ma con il FUORI! per la "DERIVA ZAPATERIANA" e contro il REGIME TEOCRATICO VATICAN-ITALICO.
8) cimanera 8)
[ Carlo Manera - Segretario Nazionale dell’Associazione Radicale FUORI ! ]
Scusa F.administrator ma i messaggi inviati utilizzando l' apposito spazio nel format
Radicali Italiani
Le "primarie" delle Commissioni
I TEMI PROPOSTI PER I DIBATTITI TEMATICI A PADOVA
che fine fanno?
Pensavo che dovessero essere trattati come questo che ora sto scrivendo, soprattutto quando contengono suggerimenti operativi che possono essere condivisi da altri compagni.
Ma forse sbaglio a pensare...
mariano
Pregiudiziale a tutte le commissioni: sono troppe!
Il primo giorno ci saranno in congresso non più di 150 compagni.
Divisi per nove commissioni significa quindici compagni scarsi per commissione... perchè è ovvio che non tutti i presenti al congresso andranno nelle commissioni e non ci sarà una ripartizione matematica dei presenti nelle varie commissioni!
Invito chi ha deciso a rivedere la sua decisione, riducendo e accorpando le commissioni.
Il tema del partito galassia mi sembra molto simile ai partiti "piglia tutto".
Partiti privi di un riferimento ideologico lanciati alla caccia del consenso su singole tematiche. Sia ben chiaro che non sono uno stimatore dei partiti macchina, strutturati e ramificati che si sono visti nella storia del 900. tuttavia, un partito privo di ideologia, nel senso meno dogmatico del termine, mi sembra anche un partito privo di idee.
Per definizione il partito esprime una "parte" che si distingue dalle altre proprio per idee e progetti politici. I partiti galassia tendono, come già sta avvenendo, ad identificarsi con il tutto. Sento le espressioni "il popolo di destra" o " il popolo della sinistra" e mi si gelano le vene.
Io mi ritrovo in una parte e sono di parte. Discutiamo sulla forma partito, sul suo ruolo nel paese.
Abbiamo aperto un thread di discussione specifico per ciascuno dei temi proposti per i dibattiti tematici (Commissioni) al VI Congresso di Radicali Italiani, che si terrà a Padova dal 1° al 4 novembre 2007.
Mediante questo form:
http://www.radicali.it//primariecommissioni/form.php
è possibile partecipare alle “primarie delle Commissioni”, indicando quali Commissioni (temi) preferisci e a quale Commissione parteciperai se vieni al Congresso.
Preghiamo tutti di attenersi all’argomento del thread, quindi al tema specifico qui proposto.
io, al partito-galassia dei 200.000 iscritti non mi iscriverei mai e poi mai.
potrei al massimo finanziarlo e votarlo se portasse un programma che apprezzo e condivido alle elezioni.
Una questione di metodo per un “PARTITO CHE NON C'E'(ANCORA)”:
[/]
… DURO … ESSERE RADICALI … OGGI
Una questione di metodo per un “PARTITO CHE NON C'E'(ANCORA)”:
Nel form di prennuncio partecipazione e “primarie” delle commissioni c'è uno spazio per lasciare un messaggio. Io, dopo essermi augurato che i presidenti delle commissioni (scelti?) siano in grado di redigere delle relazioni “decenti”, ho rilevato che un congresso che voglia essere “radicale” e non rituale e declamatorio non dovrebbe condizionare gli apporti coi limiti tipici delle riunioni fisiche e dei tempi contingenteti. Ho quindi suggerito che si attivi, e si incentivi e pubblicizzi, una raccolta degli interventi scritti e che se ne organizzi la loro pubblicazione.
Anni fa avanzai la medesima proposta ed allora (caso unico) giunsero prima dell'assemblea (credo il seminario di Soriano) i testi di Emma, Strk ed altri (certo non di Parónpannella).
… “domandare è lecito, rispondere è cortesia” …
[/]
… DURO … ESSERE RADICALI … OGGI
Una questione di metodo per un “PARTITO CHE NON C'E'(ANCORA)”:
Nel form di prennuncio partecipazione e “primarie” delle commissioni figura la richiesta di proporre una commissione.
Al fine di non ridurre questa opzione ad una pagliacciata credo che andrebbe aperto un thread per ogni proposta per verificare il grado d'interesse che essa è in grado di suscitare.
Io ho proposto questo titolo:
È TEMPO DI SUPERARE LA DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA?
[/]
… DURO … ESSERE RADICALI … OGGI
Forse è perchè sono veneto, ma se non si dice
1. attraverso un documento quali sono contenuti/obiettivi di quel titolo
2. chi sarà il chairman della commissione
come fa un cristiano a preannunciare una adesione ?
Vasco.
E' stato Marco Pannella ad affossare i 20 referendum rifiutandone l'accorpamento elettorale con le amministrative e la conseguente garanzia di quorum.