Forse neanche bastera' una tonnellatina di tritolo sotto uno dei nostri monumenti piu' conosciuti, da parte di qualche folle islamico........COSA CHE PRIMA O POI AVVERRA', a far ammettere ai nuovi radicalshic del vatecorrentone che questa guerra di liberazione dell'IRAQ a tutto e' servita tranne che a cio' che proponeva Bush...
armi di distruzione di massa.......... non trovate
saddam..... non trovato
eliminazione del terrorismo islamico ..un cazzo
Forse essi pensano che nella sua magnaminita' il buon bush si sia mosso solo per portare la fine della tirannia saddamitica in iraq? puo' darsi
Di fatto io inizio ad avere paura di saltare passando vicino a qualche monumento o ad un aeroporto , piu' di quanta ne avessi prima
dimenticavo ..
poi c'era la promessa della soluzione della questione israelo-palestinese.........li' si schiatta alla grande come e piu' di prima, qualche intenzione di cambiamento e' stata espressa solo da una parte , dall'altra restano i bulldogveterani di mille guerre metastatizzati dal cancro olocausto.
Continuate ad appoggiare queste politiche estere , radicali del correntone, per paura di essere considerati vicini alle sinistre ,per pregiudizio non per ragionamento...ed allora tutto il patrimonio di obiettivita' , prassismo , voglia di verita' che era del pr presto si dissolvera' .
Tanto ormai desiderare di conquistare qualche seggio in parlamento quasi e' una vergogna , ogni tanto qualche associazione in piu' per tesserare qualche disperato nel mondo e cosi' si va avanti........
g.c.
Percorso [Tutti i forum > Radicali.it La Community radicale > estate a scuola di Islam.....] (Segnala questo argomento ad un Amico)
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Autore Testo
Clicca qui per intervenire in questa discussione
Maria Teresa Dal Monte (1 July 2003 1453)
Percorso [Tutti i forum > Radicali.it La Community radicale > Chi caccereste dal forum?] (Segnala questo argomento ad un Amico)
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Autore Testo
Maria Teresa Dal Monte
B"H__
Marcia della PACE ROMA-TEHERAN-LAMECCA, chi non viene...-B"H
Da Associazione RaSDIcale [mailtovigentina@libero.it]
A VigenTanina
Oggetto Viaggio a Roma
----- Original Message -----
From Associazione RaSDIcale ARET
Associazione RaSDicale ENZO TORTORA
To radicali_milano@yahoogroups.com
Subject Viaggio a Roma
Carissime/i,
vi informo delle ultimissime iniziative che si terranno a Roma e a Milano.
Il 7 Luglio 2003 7 Tammùz 5763 a Roma presentazione del libro-rapporto di Nessuno tocchi Caino.
L'8 sera presidio davanti all'Ambasciata Iraniana a sostegno degli studenti iraniani che vogliono riforme, democrazia e libertà.
Il 9 dalle ore 15.00 alle 20.00, con Rita Bernardini, manifestazione davanti al Senato "Fecondazione assistita no ad una legge illiberale, ingiusta, incostituzionale".
Il 10 dalle ore 9.30 alle 14.00 circa, convegno organizzato da Benedetto Della Vedova sulla riforma delle pensioni "Pensiamo al futuro, riformiamo le pensioni", presso la Sala delle Colonne della LUISS.
Se volete aderire a questi appuntamenti siete pregati di telefonare in Associazione entro venerdì 4 luglio; coloro che parteciperanno avranno un rimborso per le spese.
Il 9 Luglio si svolge la giornata mondiale di proposta dell'opposizione iraniana, in occasione del 4° anniversario della strage di studenti a Teheran di adesione agli studenti Iraniani.
Da Milano organizzeremo la partecipazione alla giornata, stiamo contattando la Comunità iraniana.
I particolari organizzativi saranno comunicati non appena possibile.
[Salutonissimi
VigenTanina Levi Dal Monte MeHar de Marco
Tel. 0258314049 e-mail vigentina@libero.it sito www.radicalimilano.com
w i RaSDIcali! W Marco Giacinto BOSELLA !
.
.
Da levi.franco adsl [mailtolevi.franco@tiscali.it]
Inviato lunedì 9 giugno 2003 14.05
A Roberto Casiraghi
Oggetto RaiSaudiMarsiglia- SATELLITI E BIN LADEN-STAR WARS HOLY WARS-Grattacieli e velivoli fratricidi-Mediobanca DOPOCUCCIA Medioriente Mediasetticemia- RomaDiSopra ArcoreSegrateCelesti
-----Messaggio originale-----
Da levi.franco adsl [mailtolevi.franco@tiscali.it]
Inviato lunedì 9 giugno 2003 12.38
A levi.franco@tiscali.it
Oggetto RaiSaudiMarsiglia- SATELLITI E BIN LADEN-STAR WARS HOLY WARS-Grattacieli e velivoli fratricidi-Mediobanca DOPOCUCCIA Medioriente Mediasetticemia- RomaDiSopra ArcoreSegrateCelesti
B"H_
Che fine ha fatto questo pezzo del 26 Novembre 2001 due mesi e mezzo dopo le tragedie dell' 11 Settembre 2001 negli USA? Dove sono finite le sue fonti ?
Ecco aggiornamento da PANORAMA coln strip tease in copertina 12 GIUGNO 2003 anno XLI n.24 (1939)
Questo scrisse MORDENTI mordenti@iol.it
Coi più cordiuti salari da Franco JAL Joseph Arturo LEVI
MOLCA Movimento lotta contro antisemitismo
Carissimi, Vi "incollo" un illuminante articolo apparso qualche tempo fa su IC "informazione_corretta" e
ripreso da "il Barbiere della Sera".
Prima, o dopo, averlo letto fatevi un giretto sul sito di
RaiNewsInter
http://www.rainews24.rai.it/ran24/speciali/medio_oriente/legge.htm
mica di trova più, desaparecido ! Franco JAL
Bisogna dire che sanno spendere bene i loro soldini.....
Fegato sano
Mordenti
26 NOVEMBRE 2001 LE KEFIAH DI VIALE MAZZINI di Bds
Storia tortuosa ma interessante della partnership in affari tra la
Rai e il gruppo saudita Dallah Albaraka
I comunicati bisogna saperli leggere. Prendiamo, per esempio, quello
diffuso venerdì 9 novembre 2001 (e ripetuto il 14) dalla Rai, nei quali si
afferma che " in base alle fonti accessibili" ... "al momento alla
Rai non risulta un coinvolgimento della società Dallah Albaraka con
l'inchiesta sul terrorismo condotta dalle autorita' statunitensi",
ovvero con le indagini riguardanti il network finanziario di Osama
bin Laden.
Che significa "in base alle fonti accessibili"? Che significa "al
momento"? Un po' esitante come messa a punto, no? Comunque, meglio di
niente. Meglio del silenzio, o almeno della grande e circospetta
discrezione, che circonda da anni la partnership tra la Rai e il
gruppo arabo Dallah Albaraka di cui è azionista di riferimento lo
sceicco saudita Saleh Abdullah Kamel.
Siccome e' una storia complicatina, ma interessante, e che promette
gustosi sviluppi, proviamo a raccontarvela dall'inizio, avendo fatto
prima qualche ricerca, e magari semplificando un po' le cose per
renderla meno indigesta.
Su il sipario.
Il 2 novembre scorso (2001) il Wall Street Journal scrive che l'FBI e la
CIA, che si stanno rompendo la testa per individuare i canali
finanziari che alimentano l'organizzazione di Osama bin Laden (Al
Qaeda), hanno messo gli occhi sul gruppo industriale saudita Dallah
Albaraka, una conglomerata da un bel po' di miliardi di dollari,
presente i numerosi settori industriali, dalle banche alle
assicurazioni, alle costruzioni al broadcasting radiotelevisivo.
Qualcuno, sempre secondo il Wall Street Journal, ipotizza che alcune
banche partecipate dal gruppo Dallah Albaraka siano state utilizzate
da Osama bin Laden per muovere i suoi capitali. Sara' vero?
Alla Cia l'ardua risposta. Ma arriva subito la durissima smentita dei
vertici del gruppo Dallah Albaraka. E ieri, sul Corriere della Sera,
l'intervista di sua altezza il principe Mohammed Al Faisal Al Saud
che difende sdegnato la correttezza della finanza islamica.
A Roma il pezzo del Wall Street Journal non passa inosservato (anche
perchè lo rilancia immediatamente l'ANSA con un take delle 20,13) e
alla Rai qualcuno si spaventa perchè il gruppo Dallah Albaraka è
socio (partner commerciale? referente d'affari ?)
comunque "distributore in esclusiva", questo sì, di un fondamentale
prodotto dell'azienda televisiva di Stato.
Piu' precisamente nel 1995, Dallah Albaraka ha firmato un contratto
con la Rai che consente alla società araba di distribuire nei
continenti dove c'e' forte emigrazione italiana il segnale televisivo
di Rai International.
In altre parole, Dallah Albaraka porta sulle tv della maggioranza
degli italiani all'estero il (cosiddetto) "meglio" della produzione
televisiva nazionale dalla Carrà al "Medico in famiglia" passando
per i TG , i Porta a Porta e tutta l'autoproduzione Rai .
Questo accordo (dei dettagli parleremo piu' avanti), in esclusiva per
10 anni, a costo zero per gli arabi, prevede esigui guadagni per la
Rai, di incerta riscossione, tant'e' che, forse per prendere le
distanze dai partners, la Rai afferma nel suo comunicato del 9
novembre che "negli anni si e' aperto un contenzioso che ha obbligato
la Rai a chiedere la risoluzione del contratto, e in merito è in
corso un arbitrato presso la Camera Internazionale di Arbitrato di
Roma".
In viale Mazzini qualcuno riassume le cose con poche parole "In
buona sostanza, nel 1995, la Rai ha dato in ostaggio i suoi programmi
adatti alla diffusione internazionale, in cambio di promesse che gli
arabi hanno mantenuto, per dir cosi', con molta parsimonia".
Insomma una brutta matassa che il ceto dirigente dell'azienda di
Viale Mazzini non è mai riuscito a sbrogliare.
***
Per cercare di capire come sono andate le cose bisogna fare un passo
indietro alla fine degli anni '80 - inizio '90. Il periodo lo
ricorderete Bettino Craxi è il segretario padrone del Psi e lo
scenario politico italiano è dominato dal trio Craxi, Andreotti,
Forlani.
Presidente della Rai è il socialista Enrico Manca, ieri grande
sponsor di UmbriaFiction, oggi grande organizzatore di qualsiasi
convegno sui media nel suo attuale ruolo di Presidente dell'Isimm
(Istituto per lo studio dell'innovazione dei media e della
multimedialità).
Manca sostiene, sponsorizza e promuove in quei giorni lontani la
nascita di una società, chiamata Rai America, il cui compito è far
si' che anche le comunità italiane nel continente americano possano
vedere la tv prodotta nella madre patria.
In realtà, la tecnologia dell'epoca consente solo di raggiungere, con
il segnale Rai, la costa orientale del Nord e Sud America. Ma intanto
si dia inizio alle danze, e poi si vedrà.
Il segnale televisivo italiano varcherà l'oceano grazie ad uno dei
satelliti della flotta Intelsat, e una parte degli italiani nelle
Americhe saranno piu' felici. Soprattutto perche' - si sa -vogliono
assistere al Piu' Grande Campionato Del Mondo e per ottenerlo sono
pronti a tutto. O quasi.
Naturalmente, per cominciare, dovranno comprarsi una parabola di
dimensioni adeguate e una tv adatta, ma a venderle loro - e a caro
prezzo - penserà un'altra società, con sede in Svizzera. Ma questa e'
un'altra storia.
Fin dall'inizio le cose non si mettono bene. In Nord America la Tv
italiana si vede, ma così così. In Sudamerica, poco e niente. Gli
italiani che hanno comprato la parabola e il televisore giustamente
si incazzano e protestano. Vuoi vedere che è un bidone? I
responsabili delle Comunita' italiane all'estero rumoreggiano,
qualche eco arriva alla Farnesina ... fatto sta che l'operazione
s'incaglia sia dal punto di vista economico che politico .
Nel frattempo però, poiché il segnale televisivo si continua a
trasmettere, continua a scattare anche il tassametro del satellite e
i costi finiscono per appesantire i bilanci della Rai. Sono bei
miliardi da pagare. Insomma, un flop.
Nel frattempo siamo arrivati al 1992. Mario Chiesa vuota il sacco con
Di Pietro e Tangentopoli (la guerra civile tra magistrati e politici,
direbbe Berlusconi) è agli inizi.
Il Caf sprofonda rapidamente e Bettino Craxi comincia realisticamente
a temere che il futuro non gli riserverà piu' alcuna gloria. Male che
vada (e cosi' purtroppo per lui andrà), c'è sempre la casa di
Hammamet (dove il leader socialista trascorrerà gli ultimi anni in
latitanza) e un buon rapporto con il governo tunisino, pronto a
presidiare la sua villa con una guardia militare.
Già, in fondo non ci siamo mai chiesti perché la villa di Bettino
Craxi era sorvegliata dai soldati tunisini. In fondo poteva bastare
una macchina della polizia, come si fa da noi con un ospite di
riguardo. Bah...
***
Guarda caso però, è proprio un tunisino che farà intravedere a Enrico
Manca e al suo successore, il socialista Walter Pedullà (che diventa
presidente della Rai nel febbraio '92) la soluzione del bubbone Rai
America, che produce solo debiti e conti da pagare.
Si tratta di Mister Tarak ben Ammar, nipote dell'ex premier tunisino
Bourghiba, brillante produttore cinematografico (tra l'altro ha
prodotto "Pirati" con Roman Polanski ), personaggio del bel mondo
internazionale, e soprattutto, uomo di fiducia del principe saudita
Al Waleed bin Talal, stella di prima grandezza nel firmamento
finanziario saudita.
Il principe arabo Al Waleed è un tipo con un sacco di petrolgrana da
spendere e investire in tutto il mondo. E' in splendidi rapporti con
la famiglia Bush, è stato il responsabile della difesa del Kuwait
durante la guerra del Golfo, si è già comprato il 10 % delle azioni
della Citibank, il che lo rende il banchiere più importante del
pianeta. Il principe è soprattutto il rampollo della famiglia Al Saud
incaricato di investire nei media.
Proprio in quel periodo i sauditi sono in cerca di sedi in Europa da
cui trasmettere i segnali Tv di due emittenti nei paesi islamici. Le
tv si chiamano ORBIT e ART (Arab Radio Television). La ART fa capo
alla società Dallah Albaraka governata dallo sceicco Saleh Kamel.
Interpellati, sia gli inglesi che in francesi declinano le offerte
saudite. Hanno paura di concedere sul loro territorio l'uso di
impianti di trasmissione agli arabi. Temono complicazioni di ordine
politico-religioso. E se poi qualche setta integralista non gradisce?
C'è il pericolo che qualche saltato se la prenda con gli impianti di
teletrasmissione. Meglio glissare.
Timori non infondati, come dimostrano gli avvenimenti degli ultimi
mesi. In Italia, invece, i sauditi, rappresentati da Tarak ben Ammar,
trovano buona accoglienza. Tarak ben Ammar è un tipo bene introdotto
negli ambienti giusti, è amico di Bettino Craxi, cosa che non guasta.
Fatto sta che l'allora amministratore delegato di Telespazio,
Raffaele Minicucci, offre agli imprenditori sauditi la possibilità di
trasmettere i segnali di ORBIT e ART dagli impianti della Telespazio
situati nel Bacino del Fucino. Affare fatto. E' l'ingresso degli
arabi nell'etere nazionale italiano.
***
Siamo arrivati al '93-94. Il bubbone di Rai America continua a
produrre buchi di bilancio. Nemmeno la gestione del "professori"
(Claudio Demattè presidente e Gianni Locatelli direttore generale)
riesce a uscirne in qualche modo.
Nella primavera '94 Silvio Berlusconi vince le elezioni e presidente
della Rai diventa l'attuale ministro dell'Istruzione Letizia Moratti.
Ed è proprio la Moratti, affiancata dal Direttore Generale Rai, che
nel frattempo è diventato proprio Raffaele Minicucci, a firmare,
nel '95, il contratto che legherà la Rai alla società saudita Dallah
Albaraka. La Moratti, c'è da dire, dà solo corso con la sua firma a
un accordo preparato dai suoi predecessori.
In virtu' di questo contratto, alla Dallah Albaraka viene concessa
l'esclusiva, a costo zero, della distribuzione in quasi tutto il
mondo del segnale della vecchia Rai America che nel frattempo è
diventata Rai International.
La rete televisiva ORBIT continua serenamente a trasmettere da
Telespazio. La rete ART diventerà, nelle strategia di Dallah
Albaraka, una sorta di BBC World Service araba, e trasmetterà in
tutto il mondo cercando ospitalita' sui satelliti a diffusione
diretta e negli operatori via cavo.
La disponibilità del segnale italiano di Rai International servirà
anche a rendere piu' vendibili, agli operatori via cavo, i programmi
arabi.
L'idea dei sauditi è infatti quella di vendere un "pacchetto" se tu,
operatore via cavo, vuoi comprarti Rai International, ti becchi anche
la Tv araba ART e la diffondi. In sostanza, Rai International
verrebbe in questo modo usata come specchio per le allodole per
aprire la strada alla diffusione della tv araba.
L'obiettivo dei sauditi sembra chiaro acquisire , a livello
planetario, massima visibilità, anche grazie al traino dei programmi
televisivi italiani.
In cambio dell'esclusiva per la distribuzione del segnale di Rai
International, i sauditi si beccano pero' tutto il malloppo di Rai
America, debiti compresi, e si impegnano, solo dopo tre anni di
esercizio, a versare alla Rai un po' di royalties. Sono mai arrivate
le royalties? Chissà?
Riassumendo oggi, mentre scriviamo, e fino al 2004, Dallah Albaraka
è titolare dei diritti di trasmissione in gran parte del mondo (Asia
esclusa) dei programmi diffusi da Rai International.
***
Dominus dell'accordo Rai-Dallah Albaraka, come abbiamo visto, è
dunque il signor Tarak Ben Ammar, plenipotenziario del principe
saudita Al Waleed.
Ora per comprendere meglio i motivi dell' imbarazzo della Rai nella
partnership con la società Dallah Albaraka, conviene ricordare
qualcosa di piu' di Tarak Ben Ammar e del principe Al Waleed.
Del secondo ricorderemo semplicemente che è un importante azionista
di Mediaset, l'azienda di Silvio Berlusconi. Non piu' tardi del 31
agosto scorso, Berlusconi ha ricevuto il principe saudita a palazzo
Chigi per prospettargli altri investimenti possibili nel nostro
Paese.
Di Tarak Ben Ammar, ricorderemo che, oltre ad essere l'uomo del
principe Al Waleed nel consiglio di amministrazione di Mediaset, ha
avuto un ruolo interessante in uno dei processi in cui Silvio
Berlusconi è tutt'ora imputato il caso All Iberian.
Avete il mal di testa eh? Eh si', la storia è un po' tortuosa, ma
vale la pena di concentrarsi ancora un po'.
Il processo All Iberian, come i cronisti giudiziari sanno bene (ma li
invitiamo a scriverci dettagli che sicuramente abbiamo tralasciato),
riguarda una società off-shore, la All Iberian, appunto, che, secondo
i magistrati del pool di Milano, sarebbe la cassaforte estera
attraverso la quale il nostro attuale presidente del consiglio Silvio
Berlusconi avrebbe compiuto una serie di operazioni illegali.
In particolare, Silvio Berlusconi è stato accusato in primo luogo di
aver finanziato illecitamente il Psi di Bettino Craxi con 22
miliardi, transitati dai conti della All Iberian a conti correnti
nella disponibilità di Bettino. Berlusconi, per questo reato è stato
dichiarato "non punibile", grazie alla prescrizione del reato.
A tentare di dare una mano a Berlusconi e a Craxi, nel primo processo
All Iberian, ci ha provato proprio Tarak Ben Ammar, il quale, in
alcune interviste, ha sostenuto che quei 22 miliardi, Berlusconi li
doveva a lui in ragione di una banalissima transazione di affari.
"Sono stato io a chiedere a Berlusconi di versarli su un conto
particolare. Berlusconi non sapeva che quel conto fosse riconducibile
a Craxi. I soldi, comunque - ha spiegato ben Ammar - dovevano essere
poi girati da Craxi all'Organizzazione per la Liberazione della
Palestina".
Convocato per due volte dai magistrati milanesi che volevano
ascoltarlo come teste, Tarak ben Ammar ha pensato bene di non
presentarsi. Quanto ai conti della Finivest, non c'è traccia
dell'operazione contabile. Eppure non si tratta mica di bruscolini.
Piccolo riepilogo l'attuale presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi avrebbe pagato 22 miliardi a Tarak Ben Ammar, ignaro del
fatto che sarebbero stati passati al Psi di Craxi, esponente di punta
della politica italiana, che con quei miliardi avrebbe finanziato l'
Olp di Yasser Arafat.
Ma il processo All Iberian ora segue anche un altro filone. Dai conti
della società off-shore di Berlusconi sarebbero usciti non solo quei
22 miliardi, ma molte altre decine, anzi centinaia, utilizzati,
sempre secondo il pool di Milano, per operazioni di varia natura
(scalate in borsa di società quotate, corruzione di giudici e simili
piacevolezze).
Queste centinaia di miliardi, secondo l'accusa, sarebbero stati fatti
sparire dai bilanci della Fininvest. E infatti, nel processo All
Iberian tutt'ora in corso, Silvio Berlusconi è imputato di falso in
bilancio. Avrebbe truccato i conti della Finivest per far uscire
all'estero tutti quei bei soldoni.
Ma ora, come sapete, il governo Berlusconi ha modificato la
fattispecie di reato di falso in bilancio. Secondo la nuova legge, si
tratta di un reato per il quale si puo' procedere a querela di parte.
Spieghiamo meglio per i testadura perché si possa processare
Berlusconi, la Fininvest dovrebbe querelarlo. Cioè, Berlusconi
dovrebbe querelare se stesso. Divertente no? Anche tragico, ma e'
così.
***
Lasciamo ancora una volta agli specialisti di giudiziaria i dettagli.
A noi interessa ora riassumere in brevi frasi tutto ciò che abbiamo
scritto.
1) La Rai ha concesso il segnale di Rai International a una società
saudita oggi (secondo il Wall Street Journal) all'attenzione degli
investigatori americani. A costo zero. Rai e arabi sono da tempo in
rotta di collisione tant'è vero che è in corso un arbitrato
dall'incerto esito. E' doveroso naturalmente ricordare che i vertici
della Dallah Albaraka hanno respinto con sdegno ogni sospetto.
2) Il mediatore e artefice dell'affare Rai-Dallah Albaraka è anche il
rappresentante, in consiglio di amministrazione di Mediaset, del
principe Al Waleed, socio di Berlusconi.
V 3) Tarak Ben Ammar, consigliere di amministrazione Mediaset e
mediatore dell'affare Rai International, ha tentato di togliere dai
guai Silvio Berlusconi e afferma di aver regalato 22 miliardi a Craxi
perche' con essi finanziasse l'Olp. 4) I 22 miliardi sono usciti dai
conti della società All Iberian, del gruppo Fininvest, dai quali
conti sarebbero usciti, secondo i magistrati dell'accusa, anche molti
altri miliardi utilizzati dal nostro presidente del consiglio per
altri scopi non del tutto commendevoli.
5) Tarak ben Ammar è sempre lo stesso uomo che ha accompagnato a
palazzo Chigi il principe saudita Al Waleed a colloquio con
Berlusconi un paio di mesi fa. Un cordiale colloquio d'affari.
Come vedete c'è lavoro per tutti.
Bds
Per i lettori che vogliano segnalare il loro apprezzamento scrivere a
ilbarbieredellasera@tiscalinet.it
--__--__--__
Ecco il PUNTO DELLA SITUAZIONE RIVEDUTO AGGIORNATO E CORRETTO dal Settimanale Indipendente Libero e S O V R A N O
"PANORAMA" con la data di Giovedì prossimo venturo pivù 12GIUGNO2003
pagine 144-148
ESCLUSIVO (Economia) Parla Tarak Ben Ammar IL NEGOZIATORE
Tunisino, produttore di "Guerre stellari", consulente di Murdoch e Al Walid, è stato l'uomo chiave nella guerra per il controllo della Mediobanca. E ora svela i retroscena di uno scontro che poteva finire con un attacco al cuore del capitaismo italiano.... di Maurizio Tortorella-Foto di Pigi Cipelli
FOTO-- DIPLOMAZIA NEL SANGUE - Tarak Ben Ammar, 53 anni, a bordo del suo yacht a Cannes. Ha prodotto oltre 60 film, e ha creato una rete di alleanze con i colossi della comunicazione. Nella battaglia per la Mediobanca è entrato come consulente di Bollorè. ------
Seduto sul suo yacht ormeggiato a Cannes, circondato dai figli che giocano, Tarak Ben Ammar sorride "Sì, la trattativa per la Mediobanca è stata molto violenta. Tanto che eravamo pronti a lanciare una scalata sulle Generali. Ma alla fine l' accordo è stato trovato." Con il senno di poi, oggi in molti dicono che solamente un arabo che parlasse francese e italiano (ma anche tedesco e inglese) sarebbe riuscito a evitare la grande guerra per la Mediobanca.
Quella che all' inizio del 2003 ha opposto le principali banche italiane al finanziere parigino Vincent Bollorè. Ma l' origine tunisina e le cinque lingue non bastano per spiegare come Tarak Ben Ammar, produttore cinematografico, e consulente dei colossi delle comunicazioni, sia riuscito a compiere l' impresa e a diventare per tutto "Il Grande Negoziatore".
Servono un curriculum, e una vita come la sua per spingere banchieri e finanzieri a affidarsi, non a stuoli di avvocati, ma a un cordiale signore di 53 anni per risolvere un conflitto che aveva impegnati MILIARDI di €uro. Perchè il ruolo di Ben Ammar è nel suo dna risale a più di mezzo secolo fa, quando Habib Bourghiba (Redattore di Radio Bari negli anni '40, Nota dei MOLCA, Vedi Renzo De Felice ) , il barbuto rivoluzionario tunisino che nel 1956 sarebbe divenuto il primo presidente della Tunisia, veniva difeso nei tribunali coloniali francesi da un avvocato che era insieme su' suocero , e il nonno paterno di Ben Ammar. Interessante famiglia quella di Tarak madre francese, e cattolica, padre tunisino, musulmano, e avvocato. La mediazione, in casa, è un' eredità obbligata.
Oggi è lo stesso Negoziatore a svelare i retroscena di una delle più complesse partite gioucate sui tavoli dell' Alta finanza. Ben Ammar era stat contattat da Bolloè un anno fa, ancora agl' inizii della vicenda, quando il finanziere francese ("Mio vicino di casa a Parigi", spiega Tarak) non sapeva se aumentare o meno la sua quota nella Mediobanca. "In piena armonia con Vincenzo Maranghi", racconta Ben Ammar "abbiamo deciso di crescere con una cordata di amici, piano piano, abbiamo accumulato il 25 pecciento. Maranghi aveva capito che gli stranieri avrebbero rafforzata la società".
Certo, le spinte per oestrometere Maranghi erano forti da tempo avevano così deciso i "signori delle banche", come li chiama Ben Ammar, e cioè i grandi soci della Mediobanca, da Cesare Geronzi (Capitalia) a Alessandro Profumo (Unicredito). Ma poi si sono trovati di fronte a quei nuovi soci, così ingombranti. "Si sono svegliati tardi, ma sono stati brivi" ammette il tunisino. In effetti, la contromossa degl' I TAL YAni è brutalmente efficace. Le banche comprano a manbassa azioni delle Generali, il principale asset della Mediobanca, una partecipazione che da sola ne rappresenta il 70 pecciento del valore. "Prima che lo facessero", dice Ben Ammar, "Avevo cercato Profumo. Non mi ha mai richiamato. Peccato, gli avrei fatto risparmiare molti soldi se avessi potuto parlargli, gli avrei spiegato che, da amico dell' Italia, mai avrei peremsso un attacco ostile al tempio della finanza Italiana, e che Bollorè non è un raider".
Ma la guerra è ormai scoppiata. E subito comincia la trattativa. I toni effettivamente sono violenti ''Mi sono visto con Geronzi. Mi ha detto voi qui non comanderete, vi cacceremo dall' Italia. Io ho risposto che non potevamo ignorare un socio forte del 25 pecciento. Che noi dovevamo proteggere un investimento da 1,5 MILIARDI di €uro. Che dalla nostra parte ne avevamo altri 3 PRONTI. E gli chiedo facciamo la pace o la guerra?".
Sul piatto della trattativa, Ben Ammar mette i suoi più stretti legami internazionali il magnate australiano Rupert Murdoch; il principe saudita Bin Talal Al Walid, come pure i fondi d' investimento americani e olandesi. "Dico ai nostri interlocutori che tra noi e loro c'è una differenza loro non sono azionisti, e un' assemblea può sempre mandarli a casa. Noi invece abbiamo i mezzi per conquistare le Generali, e per andar poi alla conta delle azioni. Nzomma, ho prospettato una vera guerra fra capitalisti, avrebbe vinto chi aveva più soldi. Hanno capito che ero serio. "
Allora gl' incontri s' intensificano, e si allargano partecipano Bollorè, Profumo. E ancora una volta in NEGOZIATORE fa dea garante "Le banche ci hanno posto la condizione dell' uscita di Maranghi. Con noi, lui si è detto d' accordo. Diceva "So che devo uscire, ma se ottenete garanzie per l' indipendenza della Mediobanca, mi sacrifico.". Così è stato ''.
L' incontro ufficiale avviene fine Marzo 2003. Ben Ammar, Bollorè, e Geronzi siglano un memorandum. ''Qui Geronzi ha fatto da garante per le banche, e io, amico dell' Italia, ho fatto da garante per Maranghi". L' accordo per il nuovo patto di sindacato della Mediobanca viene firmato il 7 Aprile "Gl' Italiani hanno mostrato grande apertura, come sempre nessun pregiudizio. Hanno capito chi è Bollorè, quali sono le sue intenzioni. Hanno aperto le braccia, ed è stata la pace".
Così si è consolidata la fama di Ben Ammar qual negoziatore ''Ho capito molto presto che il dialogo e la conoscenza delle lingue sono fondamentali'' spiega Ben Ammar ''Io sono italiano con l' italiano, americano con l' americano, arabo con l' arabo, francese col francese, tedesco con il tedesco". Nessun avversario resta tale per sempre. La guerra è dovuta solo a incomprensione basta sedersi e parlare''.
Le lingue sono il vero patrimonio di Ben Ammar. Nel 1956 Bourgghiba va al potere e invia il padre di Tarak a Roma, ambasciatore. Tarak ha 7 anni, è musulmano, ma studia il Cristianesimo e l' Ebraismo dai frati. Poi segue la famiglia in Germania. Quindi viene spedito all' università a Washington. I suoi vorrebbero far di lui un diplomatico, ma Tarak ha altri piani. Ama il cinema americano, ne capisce il potere, ammaliatore e culturale. ''Dopo averlo subìto, volevo esserne parte'' spiega. Quando in vacanza torna a Tunisi, il giovane scopre la povertà. Pensa alle parole di John F. Kennedy ''Non domandatevi che cosa il vostro paese può fare per voi, chiedetevi che cosa voi potete fare per il vostro paese".
A 21 anni si laurea, torna in patria, e fonda la Carthago Films studii cinematografici che il 30 anni daranno lavoro a 30mila persone, e dai quali usciranno successi come Guerre stellari, il primo Indiana Jones, il Gesù di Franco Zeffirelli, il Messia di Roberto Rossellini. Presto Time e Fortune scoprono il talento di questo ragazzo arabo, alto e simpatico, che parla con Arafat, con François Mitterrand, con Bettino Craxi e con tutti i grandi della politica e della finanza.
Nascono così le collaborazioni produttive con le televisioni di Silvio Berlusconi, le consulenze per Murdoch, gl' investimenti al fianco del ricchissino principe saudita Bin Talal Al Walid. E si intesse una fitta rete di scambi all' interno di questo mondo, quasi sempre con Ben Ammar al centro, ogni volta capace di trasformarsi in un ponte naturale fra culture ''Sono un uomo molto curioso'' dice, ''Il cinema l' ho imparatgo dai registi italiani; attraverso il cinema ho capito la televisione; con la tv ho conosciuto gente come Murdoch e Berlusconi, che mi hanno insegnato la finanza televisiva. E da lì sono arrivato alla finanza. ''
Nel 1995, è sempre Tarak che porta Al Walid nel capitale della Mediaset, e spinge per la quotazione in borsa.
Ora il Prìncipe è appena uscito, ha ceduto gli ultimi diritti di voto sul suo 2,5 pecciento di Mediaset alla Lehman Brothers. ''Quelle azioni glii hanno reso molto è entrato a 3 €uro, è uscito a 7 e mezzo. '' Anche Ben Ammar, che oer otto anni ha rappresentato il Principe nel consiglio di amministrazione, è uscito da Mediaset''E' per il mio ingresso in Mediobanca'' spiega ''Volevo evitare speculazioni politiche sui miei rapporti con Berlusconi''.
Sì, perchè a fine giugno Ben Ammar sarà uno dei quattro rappresentanti di Bollorè nel consiglio della banca d' affari milanese. Un premio per la sua mediazione, che arriverà con una quota azionaria ''Una banca d' affari ottiene dall' 1 al 3 pecciento di ogni transazione. Io ho agito come una banca d' affari, e verrò compensato in azioni. Fino a quando non è conclusa la vicenda, non posso dire quante sarà una percentuale del montante della transazione''.
Intanto il NEGOZIATORE corre su altri palcoscenici. Per Murdoch ha appena chiuso un affare da 871 MILIONI di €uro la fusione della Sky Italia, la tv satellitare nata dall' unione tra Stream, e Tele+ . ''Ora investiremo molto nel cinema di questo Paese'' annuncia. I primi due set che lo aspettano sono di altissimo livello ''Un thriller di Brian De Palma, ambientato a Venezia, e I Fiorentini di Zeffirelli, sulla vita di Miche Agnolo, e di di Lorenzo Il Magnifico''.
In Tunisia, intanto, Tarak Ben Ammar ha appena avviato la creazione di un grande centro tecnologico per gli effetti speciali '' Si chiamerà LTC, e sarà un ponte tra due culture''. Il NEGOZIATORE è già tornato all' opera.
===FOTO E DIDASCALIE
Ultimo colpo, la nascita di SKY Da Bourghiba a Maranghi, una vita fuori dall' ordinario.
---Tarak Ben Ammar è nato a Tunisi il 12 giugno 1949 (BUON COMPLEANNO-Nota Molchita ) . E' nipote da parte di padre di Habib Bourghiba, nel 1956 il primo presidente della Tunisia indipendente.
---Nel 1970 avvia la Carthago Films produce oltre 60 pellicole, tra le quali Guerre Stellari e il primo Indiana Jones
---Nel 1990 a Parigi crea con Silvio Berlusconi la QUINTA COMMUNICATIONS, società per la coproduzione e la compravendita di diritti tv.
---Nel 1991 in società con capitali sauditi lancia il progetto di una TV Araba, la ART da Avezzano (L'Aquila); l' emittente trasmette su 45 canali arabi.
---Nel 1995 coordina l' ingresso in Mediaset della coordinata formata da Leo Kirch, e dal PRNCIPE SAUDITA BIN TALAL AL WALID (foto). Diventa consigliere in rappresentanza di Al Walid.
---Nel 1996 lancia la tournée mondiale di Michael Jackson e cura l' ingresso di Al Walid nella News Corporation di Murdoch (foto qui sotto).
---Nel 1998 Kirch lo incarica di formare un' alleanza con la cordata formata da Mediaset, Murdoch e Al Walid.
---Nel 1999 Murdoch lo incarica di concludere l' accordo per l' ingresso della sua BSskyb nella pay tv di Kirch.
---Nel 2003 per conto del finanziere francese Vincent Bollorè (foto qui a dx) tratta l' accordo con le banche PER LA PACE IN MEDIORIENTEBANCA e ne divenata consigliere.
---Un mese fa 9 Maggio 2003 (Buon compleanno Franco JAL Joseph Arturo Levi MOLCA) per conto di Murdoch ha coordinato la fusione StreamMenoTelePIU' , che ha dato VITA alla TV STELLITARE SKY I TAL YA
MI DISSERO CHE Ci AVREBBERO CACCIATO DALL' ITALIA
RISPOSI CHE DALLA NOSTRA PARTE AVEVAMO PRONTI €URO MILIARDI TRE
UN MEDIA ATTORE OTTIENE DALL' 1 AL TREPECCIENTO DI OGNI AFFARE IO VERRO' COMPENSATO IN AZIONI MEDIOBANCA
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Barbiere della Sera, Mordenti, Rai New 24 FAITIL Chicca dove siete? MOLCA
Domenico Ciardulli (21 giugno 2003 917)
NON C'E' PACE SANZA GIUSTIZIA (ANCHE PER I CITTADINI SARDI).
Ancora un missile "impazzito" a Quirra. Ancora una volta si sfiora la strage.
Ancora una volta un missile in mano a gente impazzita minaccia una strage e pone un' insostenibile ipoteca al diritto alla sicurezza delle popolazioni espropriate dei loro territori e costrette a convivere con le esercitazioni e sperimentazioni di guerra.
Il missile Hawk, caduto stamattina nelle campagne di Jerzu, avrebbe dovuto dirigersi verso il mare. Invece, per motivi che non conosciamo, e' finito in una vigna. Evidentemente il caso dell'Aster 30, il missile della multinazionale Eurosam precipitato il 16 aprile scorso in un ovile di Villasalto, non era isolato e casuale. Prevedibilmente, gli incidenti sono destinati a moltiplicarsi in quanto il poligono è in fase di espansione e intensificazione dei giochi di morte. Nei programmi e' prevista l'acquisizione del maggior numero possibile di clienti paganti per usufruire dell'opportunità, rara da trovarsi in altri luoghi del pianeta, di mitragliare, silurare, bombardare terra e mare con vero munizionamento da guerra.
Permane ancora fitto il segreto sul missile precipitato ad aprile e sul perché di un'accanita quanto insolita ricerca durata un mese. Si cercavano pezzi contenenti sostanze nocive o pericolose? Oppure, come affermato dal comandante del poligono, si cercava la testata telemetrica dal valore plurimiliardario? In questo caso al proprietario del terreno e al pastore che l'ha ritrovata spetta, per legge, una percentuale rapportata al valore dell'oggetto. E' stata pagata o la multinazionale Eurosam si è limitata ad una magnanima pacca sulla spalla?
Permane fitto il mistero sulla percentuale da brivido di bambini nati con gravissime alterazioni genetiche nei paesi confinanti con il poligono Salto di Quirra (Escalaplano 2.600 abitanti, 14 bambini malformati).
Permane fitto il mistero sulla morte oscura per leucemia che lentamente continua ad uccidere, sia i miliari, sia gli abitanti di Quirra, 18 casi su 150 abitanti.
L'unica certezza e' la volontà 'in alto loco di far calare il silenzio, di non mettere in discussione le devastanti attività di quello che è stato ribattezzato 'il poligono della morte'.
La condanna allo sterminio per scorie radioattive non è diversa dalla condanna a nascere con alterazioni genetiche, a morire di leucemia, sfiorando giornalmente la strage per i troppi ordigni di guerra che fuori controllo precipitano sui nostri territori.
La permanente violazione del diritto elementare alla sicurezza e alla vita non concerne solo un remoto e spopolato angolo del Sarrabus Gerrei, tocca noi tutti in quanto sardi. E' un diritto che non ha confini di campanile e tanto meno colori di parte. Il popolo sardo in questi giorni sta dando prova di sapersi opporre con forza e determinazione al criminale progetto di trasformare la Sardegna in un cimitero radioattivo. E' ora che reagisca con altrettanta decisione ai crimini contro l'ambiente e contro l'umanità perpetrati nelle immense aree che l'isola e' stata costretta a mettere a disposizione dei giuochi di guerra.
Comitato sardo Gettiamo le Basi
-----Messaggio originale-----
Da Istituto Culturale della Comunita' Islamica Italiana
[mailtoislam.inst@flashnet.it]
Inviato venerdì 20 giugno 2003 23.03
A islaminst@yahoogroups.com
Oggetto [ihr] News [MEMRI] Wahhabism and Terrorism
Date Thu, 19 Jun 2003 193123 -0400
From MEMRI
Subject An Egyptian Journalist on the Connection Between Wahhabism and
Terrorism
Special Dispatch - Egypt/Saudi Arabia/Jihad & Terrorism
June 20, 2003
No. 526
To view this Special Dispatch in HTML format, please visit
http://www.memri.org/bin/opener_latest.cgi?ID=SD52603
An Egyptian Journalist on the Connection Between Wahhabism and Terrorism
Following the bombings in Riyadh on May 12, 2003, the deputy editor of the
independent Egyptian weekly Roz Al-Yousef, Wael Al-Abrashi, who is also an
expert on Sunni terrorist movements, wrote several articles on Saudi
Wahhabism and the development of Islamist terror. The following are
excerpts from Al-Abrashi's article
A Wahhabi World View
In an article published on May 31, 2003 in Roz Al-Yousef, Al-Abrashi wrote
"A Wahhabi Saudi sheikh warned young people not to speak English and not to
try to study it. He swallowed his saliva, wet his lips, and screamed 'This
is the language of the infidels, to the point where it has the word
'blease' ['please'], which is derived from iblis [Satan]. This is the
language of the devil...'"
"Anyone can come and say that this sheikh does not represent all Wahhabis,
but I will reply that most of the Wahhabi sheikhs have in the past
forbidden the study of geography, English, philosophy, and drawing; besides
that, what is the difference between what this Wahhabi sheikh said and the
Fatwa of [Sheikh] Bin Baz - the [late] leader of Wahhabism - which stated
that the planet Earth does not rotate?"
Al-Qa'ida - A Saudi Wahhabi Organization
"Wahhabism prohibits the woman from working, forbids her to drive a car,
and bans democracy, treating it as a religion in addition to the religion
of Allah. Wahhabism attributes great importance to the [outward] forms of
Islam - growing a beard, ankle-length garments for men, and the requirement
to use toothpicks instead of the satanic Western toothbrush. One Wahhabi
leader, Sheikh bin 'Athimein, prohibited smoking, praying behind a smoker,
shaving one's beard, praying behind a clean-shaven man, and wearing
European clothing because it is polytheists' clothing..."
"I say that this Wahhabism is incapable of establishing a modern state and
incapable of spreading the values of tolerance that Islam has set out. On
the contrary, this Wahhabism leads, as we have seen, to the birth of
extremist, closed, and fanatical streams, that accuse others of heresy,
abolish them, and destroy them. The extremist religious groups have moved
from the stage of Takfir(1) to the stage of 'annihilation and destruction,'
in accordance with the strategy of Al-Qa'ida - which Saudi authorities must
admit is a local Saudi organization that drew other organizations into it,
and not the other way around. All the organizations emerged from under the
robe of Wahhabism."
'Saudi Arabia Helped Perpetrators of Terror Attacks in Egypt, Beginning
with Sadat's Assassination'
"I can state with certainly that after a very careful reading of all the
documents and texts of the official investigations linked to all acts of
terror that have taken place in Egypt, from the assassination of the late
president Anwar Sadat in October 1981, up to the Luxor massacre in 1997,
Saudi Arabia was the main station through which most of the Egyptian
extremists passed, and emerged bearing with them terrorist thought
regarding Takfir - thought that they drew from the sheikhs of Wahhabism.
They also bore with them funds they received from the Saudi charities."
"Apparently, we had to wait all these years and the 2001 September 11 explosions
had to happen, and many other explosions that harmed Saudi Arabia's
stability, for the Saudi authorities to understand the two dangers 'The
danger of Wahhabi Takfir Fatwas [and] the danger of charities, most of
whose money ultimately flows to the treasuries of extremists..."
"...Based on the documents and the investigations in all cases of terror
that harmed Egypt [in the 1980s and 1990s], I determined that there was not
a single case in which Saudi Arabia was not the main station for the
extremists..."
"The ideas of the Wahhabi sheikhs and the funds of the charities turned
into rifle bullets in the breasts of the innocent. An official memo by the
Egyptian Interior Ministry immediately after the assassination of the late
president Anwar Sadat enumerated the reasons for the buildup in extremist
religious activity in Egypt. It was written there - and first published
here - that the investigations and the confessions of the terror
organization members showed that Sheikh Omar Abd Al-Rahman, the mufti of
the [Al-Gam'ah Al-Islamiyya] organization, brought a tape-duplicating
machine from Saudi Arabia and, from his home in Al-Fayoum, recorded and
disseminated numerous cassettes of lectures and sermons expressing the
ideology of the organization and serving its strategy and its plans. The
cassettes accused the ruler of heresy and said there must be a coup against
him..."
'Arab Leaders are Always Infidels - Except in Saudi Arabia'
"The Wahhabi sheikhs used the Fatwas of Ibn Taymiyyah dealing with the
Mongols and the conquerors for disseminating the ideology of Takfir and
Jihad against the ruler. What is strange is that while the Wahhabis accused
the rulers of heresy and called to fight Jihad against them in countries
such as Egypt, Algieria, Tunisia, Morocco, and Jordan, they ruled that
cooperating with the government in Saudi Arabia was a binding religious
commandment and that the ruler is the [only] one authorized to declare
Jihad, implement punishments, collect alms, and [enforce] the imperative of
promoting virtue and preventing vice, and that it was an obligation to
cooperate with it and obey it as long as it applied Islamic law."
"We used to ask the Wahhabi sheikhs and the members of extremist Egyptian
religious groups 'You demand obedience to the Saudi ruler and refraining
from rising up against him, while you call for Jihad against the ruler and
toppling the regime in Egypt and in other Arab countries. What is the
meaning of this contradiction?' Their answer was 'The difference is that
Islamic religious law is implemented in Saudi Arabia, and not implemented
in the other Arab countries.' But the day came when Saudi youth accused the
Saudi authorities too of heresy, called for [Jihad] against them, and
accused them of defiling the places holy to Islam via the American forces.
Anyone who adopts the Takfir ideology and uses it for his own interests
will be burned in its fire, because no one can control it..."
'Today, Saudi Arabia Has Become the Biggest Arena for Extremist Ideology'
"Today, Saudi Arabia has become the biggest arena for extremist ideology
and [provided] the broadest scope for the development of its viruses. As a
result, the Saudi authorities have, for the first time, begun to carry out
security detention of 'inciters to violence' among the Wahhabi sheikhs."
'Egyptian Workers' Passports Confiscated in Saudi Arabia End Up With
Terrorists'
"I call for an attempt to protect Egyptians from the old-new terror coming
from Saudi Arabia. Egypt must be fortified ideologically and through
security against Wahhabi ideas. In this framework, I call for an
investigation of what I call 'the phenomenon of the disappearance and theft
of Egyptian passports from Saudi Arabia,' and I use the term 'phenomenon'
accurately. According to [Egyptian] Foreign and Interior Ministry sources,
Saudi Arabia [is the number one country from] where passports of Egyptian
workers are stolen and disappear. This phenomenon has been on the rise from
the early 1990s, the period of the large terror operations [in Egypt],
until today."
"In accordance with the method of guaranty - a method no less backward than
Wahhabism itself and which contains all the seeds of racism, hatred, and
repression - the Saudi 'guarantor' holds the passports of the [foreign]
workers, and if the Egyptian or other worker wants to travel, [it is easy
for] the guarantor not to give him his passport; he can even throw him into
jail. If the Egyptian complains, the guarantor can say he already gave him
his passport but the Egyptian lost it. The [Egyptian] Foreign and Interior
Ministry files hold dozens of complaints connected to the disappearance or
theft of the passports of Egyptians working in Saudi Arabia, primarily in
the last 15 years."
"It is suspected that the lost and stolen passports find their way to
extremist religious organizations. Nine Egyptians complained about a Saudi
guarantor named Muhammad Haroun several years ago, because he stole their
passports and fled with them to Afghanistan..."
Wahhabi Terror and U.S. Bases in Saudi Arabia
"All that is left to say is that the Saudi leaders sought to gain religious
protection, so they took Wahhabism as a shield; they sought to gain
military protection, so they opened their land to the American forces. But
it is odd that Saudi Arabia was burned by the fire of both Wahhabism and
the American bases. Those who fight, sabotage, and destroy do so in
accordance with the Wahhabi Fatwas, and justify their deeds by the presence
of American bases. The only solution for the Saudi crisis is to trim the
claws of Wahhabism, and to purify it and empty it of its content, so that
it can become mainstream, moderate Islam. That is, Wahhabism should be
gotten rid of, and then the American bases that provide a pretext for the
armed violence should be gotten rid of."
"I will be even more frank. The Wahhabis and the Saudi princes hate
Muhammad 'Ali, and have a complex because of him, because he sent his
forces against them, eliminated them, invaded their capital, and scattered
them from the Arabian Peninsula. Some historians and commentators, and even
residents of the Arabian Peninsula, think Muhammad 'Ali's attack on the
Wahhabis was an attack on terror and terrorism. The British commisioner of
Kuwait, Dixon, who was responsible for Saudi matters, wrote at the time
'Ibrahim Pasha, commander of the army of Muhammad 'Ali, gained the
admiration and trust of the public in Najjd. He was received at Mount
Shamar, Al-Qassim, and Al-Ahsaa as a deliverer from the Wahhabi fire, not
as a foreign conqueror.'"
'An Attack on Wahabbism is Needed'
"Wahhabism needs now an attack of another kind that will be like the attack
of Muhammad 'Ali, but will be this time an ideological, cultural,
religious, and political attack that will be led by the Saudi authorities
themselves, and will not be forced from without. The attack must be Saudi,
and not American, it must be more ideological and political than [based on]
security. The attack on Wahhabism is an attack on terror, backwardness, and
fanaticism. Wahhabism has moved from Takfir to destruction, and we do not
want it ultimately destroying Saudi Arabia."(2)
'The Roots of Terror are in Saudi Arabia, Not Egypt'
In another article, Al-Abrashi wrote "...Following the September 11
attacks, everyone was stunned by the reversal in Saudi Arabia's attitude
towards the Muslim Brotherhood in Egypt, despite the close strategic
relations they had maintained since the days of Abd Al-Nasser when dozens
of [Muslim Brotherhood members] fled to Saudi Arabia. But we quickly
realized, based on special sources, that the Saudi authorities aspired to
rescue Wahhabism and exonerate it of charges of terror. The only way to do
so, they thought, was to place the blame on one of the branches [of
Wahhabism] - the Egyptian Muslim Brotherhood."
"But this trick did not succeed, and the Americans continued to claim that
the ideology of Al-Qa'ida and bin Laden had been formed in the Saudi
atmosphere. So some Saudi princes and top officials used another trick,
spreading the claim that Egyptian extremists had taken over bin Laden and
changed his ideological thought. According to them, 'Ayman Al-Zawahiri, the
leader of the extremist Egyptian Jihad organization, was the brain and the
ideologue of the Al-Qa'ida organization, and it is he who leads bin Laden.
With this claim, they tried to eradicate the Saudi color from the Al-Qa'ida
organization and state that the organization was no more than a
continuation of the Egyptian Takfir organization..."
"Saudi Arabia supported the closed Wahhabi religious and ideological
extremism and created the Al-Qa'ida organization. It persecuted the Shi'ite
minority and permitted the deployment of the American presence on its land,
in a way that contradicts its religious position and its national
sovereignty. Thus began the catastrophe, and when it will end we do not
know."(3)
In another article, Al-Abrashi wrote "...Although Saudi Arabia has adopted
a strategy of exporting Wahhabism to the rest of the world, it has
continued in recent years to claim that the ideology of the extremist
Takfir was imported from abroad and was brought into Saudi Arabia,
primarily from Egypt, and that it has no roots of any kind in Saudi
culture. Saudi Arabia created the monster, exported it abroad, and then
lost control of it. Then, the monster turned on it..."
"Saudi Arabia is in danger. It can neither relinquish Wahhabism nor leave
it as it is; it can neither keep the American presence nor get rid of it. I
say again, Saudi Arabia is in danger, since the Al-Saud family has placed
it between the Wahhabi hammer and the anvil of the American bases."(4)
Endnotes
(1) Accusing Muslims of heresy in Islam
(2) Roz Al-Yousef (Egypt), May 31, 2003.
(3) Roz Al-Yousef (Egypt), May 17, 2003, as cited in Al-Quds Al-Arabi
(London), May 19, 2003.
(4) Roz Al-Yousef (Egypt), May 24, 2003, as cited in Al-Quds Al-Arabi
(London), May 26, 2003.
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Modificato da - Maria Teresa Dal Monte il 21/06/2003 022541
Caro Gianni, non succederà niente. Smaltisci per il caldo e libera la mente dai vari bushblairberlusoni.
perdonatemi se io stando a Roma
quando giro sopratutto nelle zone centrali ...smaltisco , come si dice da queste parti
e non prendo aerei
so' diventati tutti bombaroli , o almeno se so risvegliati, come quelli della bomba al liceo spagnolo a trastevere
A pensarci sono migliaia i possibili obiettivi , a piazza farnese se so' dati foco.....e se avessero lanciato una bomba contro l'ambasciata ?'
lassamoperde
g.c.
.
.
Gianni, l'Italia, amica degli Stati Uniti, non può rimanere in disparte... Ricordiamoci anche che poco dopo la caduta delle torri, si vociferava che i prossimi obiettivi di Al-Qaeda avrebbero dovuto essere il Vaticano, l'Italia Imperiale...
Con ciò non voglio dire che l'italia dovrebbe fare una maratona a chi ammazza più terroristi, ma che dovrebe sicuramente collaborare a livello internazionale nella lotta al terrorismo (in teoria sulla carta già lo sta facendo).
Modificato da - Mauricio Ravagnani il 19/06/2003 101613
.
l'aumento dei fenomeni di terrorismo contro obiettivi filo occidentali e'un fatto, le torri le hanno fatto cadere ma i mandanti non li hanno presi, promesse di ritorsioni post belliche , e realizzazioni, anche, ce ne sono state.........
perche' l'Italia dovrebbe essere territorio neutrale?
g.c.
Caro Gianni, a me sembri un po' paranoico in questo thread. Direi, addirittura, che credi a quello che dice bush (la minaccia del terrorismo ecc.)
B"H__
Omicidi e omicidii in famiglia-Saddamiti duciboss
a Predappio, Braunau, Vichy, Salò, Norimberga...
FIRMA ANCHE TU PER LIBERAZIONE DI tarek aziz & Co,mandiamoli tutti a Predappio etc
MEGLIO ISTRUSTORIA DEL CAPPIO ! ! !
dal CORRIERE DELLA SERA Merc 18 GIU 2003 18 Sivàn 5763
Maurizio Caprara
mcaprara@corriere.it
pagina 6
In carcere a Baghdad
RACCOLTA DI FIRME IN I TAL YA PER LIBERARE
TAREK AZIZ
TAREK AZIZ
TAREK AZIZ
Roma ---Per ottenere il rilascio di Tarek Aziz, catturato in Aprile dalle forze degli Stati Uniti, la famiglia si sta rivolgendo a molte persone conosciute dall' ex vice-primo ministro di Saddam Hussein durante le MISSIONI
diplomatiche all' estero. Una raccolta di firme in favore della sua liberazione è in corso anche in Italia. Il Cristiano Caldeo che veniva considerato il volto presentabile del regime ha 67 anni e avrebbe problemi di salute. Per il Pentagono era l'8 otto di picche nel mazzo di carte da giuoco con le facce dei ricercati. Adesso, secondo quanto il quotidiano Kuwaita "Al-Rai Al-Amm" attribuisce a fonti diplomatiche di Washington, Aziz si troverebbe nel carcere messo in funzione dagli Americani, vicino all' aeroporto di Baghdad. A fianco della sua cella ci sarebbe Abu Abbas, il capo del Fronte per la Liberazione della Palestina, che ispirò il sequetro della motonave Italiana "ACHILLE LAURO". Nella stessa prigione sarebbe rinchiuso il fratellastro di Saddam, ed ex Ministro degl' interni, Watban al-Tikriti.
.
ma che e' successo a questo treahd?????????????
g.c.
Da Istituto Culturale della Comunita' Islamica Italiana
[mailtoislam.inst@flashnet.it]
Inviato lunedì 16 giugno 2003 19.20
A islamic@libero.it
Oggetto Ancora sullo scoop di Magdi Allam
As-salamu `alaykum wa rahmat-Ullahi wa barakatuH.
Carissimi Fratelli e Sorelle di Islamsunnita,
In riferimento all'articolo di Dimitri Buffa pubblicato su "La Padania" del
10 giugno e recentemente diffuso tramite la nostra mailing list, Magdi
Allam ha fatto una precisazione che vi giriamo
"Non sono 'un Cristiano copto'. Sono Musulmano".
Wa-s-salamu `alaykum wa rahmat-Ullahi wa barakatuH.
Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana
http://digilander.libero.it/islamic/italian.html
mailtoislam.inst@flashnet.it
SPECIALE la PADANIA
10 giugno 2003
DIETRO LO SCOOP SULL'IMAM INTEGRALISTA LA LOTTA DI POTERE ALLA MOSCHEA DI
ROMA?
Il retroscena Repubblica è stata "imbeccata"...
di Dimitri Buffa
«Come sapete Magdi Allam è un cristiano copto, non certamente un islamico,
e perché assita a un sermone nella moschea di Roma bisogna che qualcuno lo
lasci entrare appositamente...». C'è, insomma, un retroscena dello scoop
giornalistico con il quale Magdi Allam ha smascherato le predicazioni
farneticanti dell'imam della moschea di Roma, Abdel Samie Mahmoud Ibrahim
Moussa il giornalista di Repubblica infatti è stato “messo nella
condizione” di ascoltare questo discorso apologetico del terrorismo
suicida proprio da alcuni funzionari della stessa moschea, che da tempo
non condividono l’andazzo e che hanno espressamente invitato Magdi Allam a
sentire il sermone del venerdì.
-----Messaggio originale-----
Da Istituto Culturale della Comunita' Islamica Italiana
[mailtoislam.inst@flashnet.it]
Inviato lunedì 16 giugno 2003 19.15
A islamic@libero.it
Oggetto [ihr] La "Confraternita Musulmana" getta la maschera!
As-salamu `alaykum wa rahmat-Ullahi wa barakatuH.
Carissimi Fratelli e Sorelle di Islamsunnita,
Al-hamdu Lillah, la solerte mobilitazione dei musulmani italiani ha portato
al conseguimento di una grande vittoria la doverosa e tempestiva rimozione
dall'incarico di Abdel-Samie Mahmud Ibrahim Mussa, il fanatico imam
anti-sunnita che dal pulpito della moschea di Roma ha incitato al
terrorismo suicida e propagato l'odio etnico. L'esito positivo di questa
indegna vicenda ha poi prodotto un altro risultato di grande rilievo. Il
ramo italiano della setta dei "fratelli musulmani", che agisce con la sigla
U.C.O.I.I., è stato costretto a rinnegare quella maschera di
pseudo-moderatismo che aveva recentemente tentato di costruirsi con
l'ausilio di certa stampa compiacente, e a palesare la sua vera natura. Nel
comunicato stampa che qui alleghiamo, i "fratelli musumani" dell'U.C.O.I.I.
non solo solidarizzano apertamente con l'apologeta del terrorismo ed
istigatore dell'odio razziale, ma spiegano come - secondo il loro aberrante
punto di vista - l'apologia del terrorismo suicida e l'istigazione all'odio
razziale rientrino nella "libertà di espressione", mentre il contrastare
quei fenomeni è paragonato ad una "caccia alle streghe" e addirittura ad
una "involuzione autoritaria". Secondo i "fratelli musulmani" insomma, si
possono impunemente usare le moschee italiane per esaltare le stragi dei
terroristi palestinesi e ceceni, e per istigare all'odio contro gli ebrei,
ed al contempo essere "democratici" e "leali verso le Istituzioni". Se si
considera che, specie nel Nord d'Italia, tanto la moschea di Segrate
(guidata dal pregiudicato per lesioni colpose gravi su minore Ali Abu
Shwaimah), quanto la maggior parte delle sale di preghiera sono gestite
proprio dai "fratelli musulmani", questo dimostra come l'allarme lanciato
dal Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu sull'uso di certe moschee
italiane come centri di propaganda teorica a favore del terrorosimo (ed in
alcuni casi anche di reclutamento) fosse tutt'altro che infondato.
Il Ministro ha poi parlato di "patto con l'Islam moderato" e "mano ferma
contro gli estremisti", e la vicenda dell'imam filo-terrorista cacciato
dalla moschea di Roma ha contribuito in modo determinante a chiarire quali
organizzazioni islamiche italiane rientrino nella prima e quali nella
seconda categoria. L'Associazione Musulmani Italiani (A.M.I.) ha
immediatamente chiesto la destituzione di Abdel-Samie Mahmud Ibrahim Mussa
ed in subordine la sua espulsione dall'Italia con decreto del Ministro
dell'Interno; la Comunità Religiosa Islamica (Co.Re.Is.) ha ribadito che il
suo allontanamento dall'incarico era doveroso; la sezione italiana della
Lega Mondiale Musulmana (L.M.M.) ha facilitato al giornalista Magdi Allam
la realizzazione del suo articolo di denuncia. L'U.C.O.I.I. invece, assieme
ad Adel Smith, ha apertamente preso le difese del predicatore fanatico, e
mostrato di condividere le posizioni da lui espresse. A questo punto, quali
musulmani italiani sono moderati e quali sono estremisti diviene facilmente
comprensibile, e vi è da attendersi che il governo italiano ne tragga le
dovute conseguenze.
Vogliamo comunque cogliere l'occasione per esprimere i nostri ringraziamenti
1) Al Consiglio Direttivo dell'A.M.I., che ha immediatamente chiesto la
rimozione di Abdel-Samie Mahmud Ibrahim Mussa dall'incarico di imam della
Moschea di Monte Antenne;
2) Al Centro Simon Wiesenthal di Los Angeles e all'Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane, che si sono associate alla richiesta;
3) Al Consiglio d'Amministrazione del Centro Islamico Culturale d'Italia
(C.I.C.d'I., l'ente morale che gestisce la moschea) per avere compreso la
gravità della situazione e per essersi immediatamente fatto interprete
della volontà dei musulmani italiani, della società civile e del governo;
4) Al giornalista Magdi Allam, che ha portato a conoscenza dell'opinione
pubblica una circostanza tanto grave;
5) Ai musulmani di Roma e di altre città d'Italia, che si sono
tempestivamente mobilitati a favore della rimozione dall'incarico del
predicatore filo-terrorista;
6) Al Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, per avere ritenuto
insufficienti le scusanti addotte dallo stesso Abdel-Samie Mahmud Ibrahim
Mussa, e per aver chiarito che il governo attendeva dal C.I.C.d'I. un
provvedimento efficace;
7) A tutti coloro che hanno indirettamente contribuito a far sì che la più
grande moschea d'Europa fosse liberata dalla presenza di un predicatore le
cui parole blasfeme suonavano come offesa ai principi dell'Islam.
Wa-s-salamu `alaykum wa rahmat-Ullahi wa barakatuH.
Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana
http://digilander.libero.it/islamic/italian.html
mailtoislam.inst@flashnet.it
-------------------------------------
U.C.O.I.I.
Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia – ONLUS
Comunicato stampa
in nome di Dio il Compassionevole, il Misericordioso
La sospensione dell'imam della grande moschea di Roma per il fatto in sè,
per le modalità con cui è avvenuta e per lo scenario che tratteggia non può
non interrogare le nostre coscienze di credenti e di uomini liberi.
Nel momento in cui si propone ai musulmani in Italia un "patto" di lealtà
allo Stato e ai suoi valori, patto peraltro già ampiamente testimoniato
dalla stragrande maggioranza della Comunità, sulla base di un sommario
rendiconto giornalistico si è lanciata contro il giovane imam Abdel-Samie
Mahmud Ibrahim Mussa e contro i musulmani in Italia una vera e propria
caccia alle streghe degna di tempi che speravamo finiti per sempre.
Mentre aspettiamo che il Consiglio d'Amministrazione della grande moschea
di Roma chiarisca ai musulmani e all'opinione pubblica le ragioni della sua
decisione, ci domandiamo se il provvedimento non leda basilari diritti che
la nostra giurisdizione riconosce a tutti i lavoratori tra cui lo stesso
imam di Roma. Quali garanzie gli sono state riconosciute a tutela della sua
onorabilità e del suo posto di lavoro? Perchè non gli si è stato permesso
di esprimersi e chiarire la sua posizione? Si tratta di una decisione senza
appello o l'imam potrà riottenere il suo ruolo e la sua funzione?
Al contempo, fa specie che esternazioni ben più gravi, da parte di
politici, operatori dei media e financo religiosi, siano state considerate
libero esercizio della libertà di espressione mentre questo diritto non è
riconosciuto ai musulmani. La libertà di espressione è il cardine della
democrazia, ove essa venga limitata al là di quanto stabilisce la legge,
espone tutta la società a gravissimi rischi e le fa imboccare un percorso
al termine del quale c'è la dittatura del pensiero unico.
Le parole dell'imam possono piacere o meno, possono essere più o meno
consone al sentire comune e tuttavia non ravvisiamo in esse nessun crimine
legalmente perseguibile. Pertanto, la critica costruttiva è strumento utile
e sufficiente a correggere eventuali eccessi verbali e toni inidonei al
contesto politico e culturale italiano.
Qualsiasi altra pressione politica o poliziesca si pone oggettivamente in
un quadro di limitazione della libertà d'espressione e quindi condannabile
da parte di ogni democratico.
In quanto musulmani e democratici, fedeli ai nostri principi religiosi e a
quelli della Costituzione italiana, affermiamo che l'autonomia del pensiero
è una componente irrinunciabile del nostro sistema di valori e che
l'intimidazione dev'essere bandita dalla corretta dialettica tra le diverse
componenti della società. Questa la linea di condotta dell'UCOII, sempre
ribadita e testimoniata al nostro interno e nella relazione con le
istituzioni e la società civile e che non defletterà mai dal rigoroso
rispetto di tutte le componenti religiose e ideologiche del nostro paese,
anche quando eccessi verbali e vere deformazioni della realtà sono
utilizzate per mettere in cattiva luce la nostra fede e il nostro
comportamento.
La nostra solidarietà va Abdel-Samie e alla comunità islamica di Roma
privata dell'imam che rispettava e amava.
Il nostro appello è rivolto a tutti i sinceri democratici e a tutti gli
uomini di coscienza affinchè possa essere fermata un'involuzione
autoritaria che ci minaccia tutti.
Roma 14 giugno '03
Il Consiglio direttivo UCOII
hamza roberto piccardo
segr. naz.le
347.2580070; 339.7222393
Da levi.franco adsl [mailtolevi.franco@tiscali.it]
Inviato domenica 8 Sivàn 5763 -8 giugno 2003 22.43
A Deborah Fait
Oggetto Bush manda Loskoni in M.O. x fregare Israèl & I TAL YA
Inviato domenica 8 giugno 2003 22.42
Oggetto Bush manda Loskoni in M.O. x fregare Israèl & I TAL YA
B"H__
Bush CFR affida a Berlusconi CFR la Road Map
avvocato nazista portinaje camerierine legulei & falsi Ebrei
GRATOSOGLIO, MilanoDiSotto, Domenica 8 Giugno 2003 - 8 Sivàn 5763
COSTOLETTA ALLA MILANESA
Da una còstola della Globale opera del giornalista Israelo-Americano Barry Chamish spunta questa provincialotta analisi del giornalista Franco JAL Joseph Arturo Levi di Bergamo di Sotto (Betar be Matta) e di Gratosoglio, traduttore in I TAL YAno delle opere di Barry Chamish (BC), nonchè Segretario dei MOLCA (Movimento lotta contro antisemitismo ; muòviti o Levi colpirà ancora, etc ), e presidente della Berìth Ivrìth INTERìth, Lega Ebràica INTERista.
== Diffide dall'Avv. Edoardo Longo nazista di Pordenone-
Peresiti e Council On Foreign Relations CFR comunisti fascisti razzisti-Carnegie Ford Rockefeller, alla Milanesa--
==DETTANO LEGGE IL DIRITTO, OPPURE LA GUERRA SANTA DI PORTINAJE E CAMERIERINE? SOLTANTO A PORDENONE? E HILLARY CLINTON-MARC RICH?
SCHIZOFRENIA GUERRE SATELLITARI. GLOBALMAFIA E FRATRICIDIO AEREO-
PETROLIO RIFIUTI E TORTORATORI.
Il MIO COMPAGNO GIACOMO MATTEOTTI (Z.L.) MORI' DI RAFFREDDORE PER AVERE SCOPERTO IL CASO SINCLAIR, SCANDOLO DEL PETROLIO DEL 1924. SARS HA ELIMINATI TUTTI GLI STORIOGRAFI CHE VI CURIOSAVANO.
DA GRATOSOGLIO ALLA NUOVA ZELANDA, UNA @MAIL AI FAITIL, i FONDATORI DELLA FAITIL, FEDERAZIONE AMICIZIA I TAL YA-ISRAE'L .
Deboroh e Romeah FAITIL, fondatori della FAITIL( Federazione Amicizia I TAL YA - Israèl) adorati pronipotini miei, ottima Vs risposta a quell' Avvocato di Pordenone, scrivètegli, scriviamogli, forse capirà di essere manovrato dai suoi mesmi capi, il KKKlanSaudi-Ma-Ma-Ma-Ma-Ma-MA, la mafia di Marsiglia Manhattan Mosca Magliana Marrakesh Marsala... i CFR Council on Foreign Relations-NOM Nuovo Ordine Mondiale- ILLUMINATI.
Tale Avvocato fa guerra alle malefatte dei medesimi, raccontando che sono gli "Ebrei". Voi siete famosi, non aspettava io vi mandassi, per conoscenza, copia dei miei messaggi a lui. Conosceva già la vostra @Mail l'Avv. Edoardo Longo di Pordenone, orgoglioso dichiarato nazista, nonchè organizzatore a Pordenone -ma non soltanto- di simposii "negazionisti" dell' Olocausto, e propugnatore della Santa Guerra contro l' eterno nemico, gli Ebrei.
Magari arrivassero i processi in ogni Paese (anche in Saudia....?) per reatucci come gli assassinii dei 3Kennedy3 e di Yithzhak Rabìn, perpetrati per ordine dei varii DeGaulle-Bush-Fahd, e consumati per mano di mafiosi convertiti a quella cosca che si chiamano Burg, Peres, Beilin, mercenarii degl' ILLUMINATI! Forse L' Avv. Longo scoprirà d' aver fatta causa a se stesso e ai suoi clienti. Tremebondo aspetto le denunce che mi ha promesse, ma ancora dopo mesi non mi arrivano. Nella sua Santa Guerra contro la mafia forse un dì l'Avv. Edoardo Longo scoprirà chi sono quelli; scoprirà di avere in sè un' anima Ebràica, e scatenerà i suoi arsenali forensi contro i falsi Ebrei ILLUMINATI, Davar Scelanu (Cosa nostra) etc.
Magari grazie al processo a me (voi siete ben lontani al sicuro in Nuova Zelanda, e restateci, non fidatevi a viaggiare !), finalmente in un Tribunale chi sa, Norvegese Australiano Lussemburghese o Belga, finirà qual teste a mio carico qualche Peresita! Tipo Robertino Jarach, massacratore della mia da lui presieduta Comunità Ebràica di Milano, e alleato di falsi Ebrei come Osvaldo Miani (Scientology - Dianetics); come Franco Levi Ricardo, Ricky, portaborse di Romano Prodi. Ricardo una sola "c", è nato in Uruguay, a Montevideo. Degno del falso Ebreo Franco Levi Ricky Ricardo è suo zio Arrigo Levi ( CFR-Trilateral-WJC-ADL)etc il quale, consulente del Quirinale come "Ebreo", continua a ripetere che Israèl deve dare terra in cambio della PACE.
Eh più piccola della Sardegna, Israèl deve darne di terra molta, visto che ( a parte gli altri 30 Paesi Islamici) i 23 Paesi Arabi sono 50 volte l' I TAL YA , e 800 volte la "Grande Israèl", compresi i "Territorii Occupati", grandi come la Provincia di Brescia.
Ricky Franco Levi Ricardo con una sola "c" ( portaborse di Romano Prodi) e il Prof. avv. Luciano Belli Paci, sono tutti tutti cugini degni dell' altro massacratore della Comunità e dell' Unione delle Comunità Ebraiche, il Prof. Avv. Giorgio Bordieri Sacerdoti, occhiuto strumento di lungimirante rapina, il quale ha ripetuto da ogni TV pubblica e privata che nulla gli Ebrei debbono chiedere alle banche Elvetiche, in quanto chi riuscì a sfuggire al fascismo rifiugiandosi dall' I TAL YA in Svizzera portava sì e non la camicia... mi perdo,i rivoli sono tanti!
Ma il Prof. Avv. Giorgio Bordieri Sacerdoti quatto citto ha date le dimissioni da vicepresidente dell' UCEI, Unione Comunità Ebraiche d' I TAL YA. E da ogni carica nell' Ebraismo. Nessuno va a cercare il perchè? E il perchè delle dimissioni di 5.000 dei 10.000 iscritti alla Comunità Ebraica di Milano? Dilaga la riscoperta dei valori dell' Ebraìsmo, milioni di Persone, anche dopo cento generazioni, vorrebbero tornare all' Ebreezza; ma quando si avvicinano agli sportelli dell' Establishment fuggono inorridite. Turarsi il naso non ajuta, ma peggio è fare come i TRE MACHACHI Tùrati gli occhi; Tùrati le orecchie; Tùrati il naso. E tali macachi magari si fanno chiamare Turàti, e spacciano d' esser parenti del Grande Filippo Turàti.
L' ASSASSINIO DELLA COMUNITA' EBRAICA DI MILANO E DI ERICA LA SUA EX VICEPRESIDENTE. TORTORATI ANCHE I MERCANTI DI VENEXIA
Roberto Jarach è il mandante dell' assassinio della celebre cardiologa Erica Lehrer Grego. Lo denunciai io il 15 Marzo 2001 presso i Carabinieri di Gratosoglio, mia competenza territoriale aspetto ancora querela; forse , rivolgendosi all' Avv. Edoardo Longo (di Pordenone), Robertino otterrà soddisfazione. Assassinata dal sicario di Robertino, il di Lei domestico Singhalese Sudath, ospite delle Patrie Galere d' I TAL YA, Erica fino al 1992 era la vicepresidente della Comunità Ebràica di MI oggi da Robertino presieduta. Allora era presieduta dal Prof. Avv. Giorgio Bordieri Sacerdoti. Erica faceva troppe domande, e aveva capito troppo. A me salva sempre la vita, mi "proibì" di guardare le partite con l' INTER il mio cuore non reggerebbe.
Il Dott. Ing. Roberto Jarach ha festeggiato Giovedì 8 Maggio 2003 - 6 Yyàr 5763, al Milan Marriot Hotel, via Washington 66, "Yom Ha-Atzmaùth 55", il 55esimo anniversario dell' Indipendenza d' Israèl. Davanti a un imbarazzatissimo Ambasciatore d' Israèl, Ehud Gol. Oltre metà degli Ebrei di Milano negli scorsi anni grazie alla ILLUMINATA gestione del Robertino si è dimessa dalla Comunità; fra poco resteremo soltanto Robertino Jarach e io del resto eravamo compagni di classe alle Elementari !
Io alla festa non sono andato malgrado due inviti, troppo puzzava. Ho visto al TG3 Lombardia il servizio più numerosi gli orchestrali, il deserto. Nell' immenso salone ballavano cinque coppie di coniugi che festeggiavano il 55° anniversario di matrimonio, ivi tradotte manu militari dalla NRA, Nuova Residenza per Anziani. LA DESERTIFICAZIONE. Al fianco di Roberto Jarach, non più esponenti dell' Ulivo bensì del Polo. Del resto tutti sono figli del CFR, l' ULIPOLPO. Davanti alle telecamere a fianco di Roberto Jarach l' altro Roberto, il Formigoni detto Forniconi, di FI, Forza Italia, Presidente della Regione Lombardia. Nel 1981 portai a "JACA BOOK" la mia traduzione in I TAL YAno del libro di Avital Sharanskij "L' anno venturo a Gerusalemme". Stavano per stamparla, ma il Robertone bloccò tutto la Causa dei Cristiani perseguitati in URSS e dintorni sarebbe stata profanata da qualsivoglia contagio Ebràico. Forniconi ha espressi a Israèl i più fervidi auguri "E' stato un bel sogno" ha detto, sanza profferir motto sulla realtà, nè sul futuro. E' stato un bel sogno. Quale sarà il risveglio ?
Orbene, come tante personalità che si ritrovano in causa con se stesse, il Presidente della Regione Lombardìa RFobertone FORNICONI non sa più quali pigli pesciare. Si abbarbica a Robertone , il Robertino Jarach. Spera di finire in Parlamento sanza finire in Tribunale. Lo denunciai il 15 Marzo 2001 come mandante dell' assassinio di Erica (Z.L.), ei non è stato INTERrogato, io sto sempre aspettando querela, forse con la consulenza del Prof. Avv. Edoardo Longo... Forniconi si abbarbica al Robertino per avere il sostegno dell'... "onnipotente Lobby Ebràica". Per Robertino e per Robertone non è all' Onnipotente che tutti ci dobbiamo abbarbicare!
Udìte. ALLE TRE DI NOTTE sull' emittente ODEON nel Marzo 2003 durante una delle mie insonnie dovute a detti e a altri ìncubi, ho visto e sentito Antonio di Pietro (EURONOREVOLE) raccontare cose così udìte e viste da me e da persone altre TRE ZERO sui mass media ! Proprietario del GIORNALE del fu Indro Montanelli (Z. L., loskonato nel 1994 morto nel Luglio 2001) Paolino Berlusconi detto Berluschino fratello del GLOBALLOSKONI, ha versato sinora l'equivalente di vecchie Lirette£centomiliardi onde sperare di non non finir dentro grazie a patteggiamento ottenendo. Per i danni all' Ambiente della Lombardìa arrecati da discariche, inceneritori suoi nei passati decennii. I TORTORATORI l' ECOMAFIA che che ha TORTORATO Andrea Rossi il quale, Cattolicissimo, ovunque su buste fogli intestati biglietti da visita della sua Ditta PETROLDRAGON (ebbe sede in Caponago e poi anche in Lacchiarella , sempre provincia di Milano) citava il suo motto "Omnia pro Christo in Deo". E ricordava orgoglioso i suoi Antenati essere Ebrei di Venexia, Adomìm, Rossi. Mercanti di Venexia. Già, quelli che subirono il furto d' una libbra di carne umana dal proprio petto.
CONTRO IL TERRORISMO Il PRESIDENTE LIBICO VUOL VEDERE L' I TAL YA . CONFLITTO D' INTERESSI E INTERESSE DI CONFLITTI. MUAMMAR GHADAFY E WILLIAM SHAKESPEARE . IL RIFIUTO DEL PETROLIO, E IL PETROLIO DAI RIFIUTI
Provvide poi lo Sceicco Scuotispiedo sive Guglielmo Crollalanza , dall' Arabia approdato in Sicilia indi a Londra attorno all' anno 1.500. Ha ragione Muammar Ghadafy (ora , Giugno 2003, il Presidentre Libico proclama vuol venire a vedere l' I TAL YA per fornirci prezioso ajuto nella lotta contro il terrorismo) quando afferma "Arabo è William Shakespeare". Shake Spear, Crollalanza, è appunto ottimo Girarrosto. Sa ben sconfondiscere il boja con l' impiccato, capovolgere i ruoli. Diversamente da me, cari pronipotini miei FAITIL, lui sì sa scrivere. E farne, di Teatro. Andrea Rossi trasformava i rifiuti in idrocarburi sanza inquinare, così rischiando di affamare Sceicchi e Ecomafie tutte. Discariche, inceneritori, riciclatori, compattatori, compostatori, impostori. Per questo Andrea Rossi (Adomìm, Ebreo!) era detto EL SEICCO DE LA BRIANSA. Sto divagando? None. Dunque per quei danni ambientali valutati in almeno € EuroCinquantaMILIONI, la Regione Lombardìa denunciò il BERLOSKINO, e il suo sozzzio Roberto FORNICONI, allora uno dei 14 Vicepresidenti del Parlamento Europeo una vera botte di ferro. Adesso il FORNICONI ha dovuto mobilitare due squadre di Avvocati suoi, l' una contro l' altra armata i difensori del correo Robertone còmplice di LOSKINO, e i difensori della Parte Lesa la Regione Lombardìa, rappresentata dal suo Presidente Roberto Formigoni. Più della SARS, dell' AIDS e di Vacca Pazza, ecco perchè dilaga la schizofrenìa. Colpa degli Ebrei ! Come Roberto Bordieri Sacerdoti Miani Jarach Osvaldo.
Andrea Rossi Adomìm TORTORATO manco si sa se sia vivo. Criminalizzato, desaparecido. Guarda guarda, proprio oggi Domenica 8 Giugno 2003-8 Sivàn 5763, a pagina 27 del CORRIERE DELLA SERA, "Scienza", leggo un servizio breve quanto geniale di Paolo Rossi Castelli "Dai rifiuti si può estrarre olio combustibile leggero ",
"
E' possibile estrarre olio combustibile leggero (una via di mezzo fra il petrolio e la benzina) dai resti degli allevamenti di tacchino, ma anche da molti altri tipi di rifiuti (copertoni, plastica e scarichi urbani)? Sì, secondo gl' ingegneri della "Changing World Technologies", un ' azienda americana che ha appena costruito un impianto-pilota a Carthage (Missouri). La tecnica è basata su un procedimento di ''depolimerizzazione termica'' a temperatura medio-bassa, che permette di ricombinare chimicamente quasi tutte le sostanze contenenti carbonio, facendole diventare petrolio e gas. Il tutto con un altissimo rendimento l' 85%, cioè impiegando solo il 15 per cento del contenuto energetico iniziale del rifiuto, e recuperando tutto il resto. PAOLO ROSSI CASTELLI .
"
E' precisamente il "Processo Rossi per il Refluopetrolio". Che Andrea Rossi Adomìm sia sopravvissuto diventando suddito dello Zio SAM? Che ne pensano Emiri Sceicchi Fachiri e Crumiri? O che, dalle poche libbre del torace di Andrea, quel pozzo di cervelli abbia tratto qualche gallone di Petroldragon e magari la formuletta qui in €uropa satanizzata?
A propòsito, ProdiRickyFrancoLeviROMANO; LAMBERTOW Dini (esponente dei governi dell' Ulivo prima, e poi di questo POLPO), Piero Fassino etc vengono sbattuti qualche minuto in prima pagina per lo scandolo della TELEKOM SERBIA. SILVIO LOSKONI etc vanno qualche minuto in prima pagina per lo scandalo MONDADORI, e per qualche LODO. Ma in privato studiano il patteggiamento quelli e questi, l' ULIPOLPO. In qualche discarica presto sotterreranno sia l' ascia di guerra, sia tutto il resto io ti nascondo una cosa a te, e te mi nascondi una cosa a mì...
Dopo le tragedie dell' 11 Settembre 2001 negli USA, uscirono i nomi di Bin Talal Al Walid,del "Gruppo Dallah Albaraka", e di altri stranemìci di Rudolph Giuliani allora Sindaco di Jew York (Ebreo?) nonchè Caponi, Sozzzii e amiconi dei Bush padre figlio nonno e bisnonno.
Proprietarii della ENRON (AlQaeda-Bechtel- CFR-BinLaden),
PRIMA delle tragedie dell' 11 Settembre 2001
i Bush avevano avviata la reazione a catena del crollo delle Borse con la vendita precipitosa delle proprie azioni , exactly poche ore prima che implodessero i falsi bilanci gonfiati della ENRON-BECHTEL-ALQAEDA, e poi di tanti altri giganti AOL, IBM...
Fondata nel 1912, Bechtel rovesciò i relativamente moderni Hascemiti dalla Mecca, da Giza, da Riad, mandandoli a fare i suoi piazzisti in Iraq, in Giordania... E sostituendoli in Saudia coi Medievali (per usare un eufemismo) Wahhabiti. Inflazione, deflazione, stagflazione. Ne fa esplodere e implodere di cose la Bechtel-Enron-CFR-ILLUMINATI-NOM "Nuovo Ordine Mondiale" nel 1914 per esempio. Discaricando còmpiti e colpe su Gavrilo Princip, estremista Serbo in Sarajevo, e su tanti altri cosiddetti kamikaze qui là, qua e lì. MINIMO dal 1666 . Gavrilo Pincip, Mehmet Alì Agcà, Yigàl Amìr, Lee Harwey Oswald, Jack Ruby, Yoram Rubìn, Sirhan Bishara Sirhan. Marco Barbone Rosenzweig Sereni Jarach Sacerdoti Bordieri.
La fabbrica dei "Kamikaze", di Guerra Mondiale in Guerra Mondiale (oggi o siamo sempre nella Prima, che cominciò ben avanti il 1914; oppure siamo sul ciglio della Trecentesima, della Tremillesima persino), da artigianale si è fatta industriale. Conflitto di interessi? Macchè, interesse di conflitti.
LIBERAZIONI INCOMPIUTE. L' ARDUO LODO SPADOLINI. STORIOGRAFI TUTTI ESULI. A USTICA O A VENTOTENE? A LAMPEDUSA A SIGONELLA O A LOCKERBIE?
BECHTEL, madre delle SETTE (pure SORELLE , e anche sette settucole settone e settissime) si è accaparrata i migliori appalti per la ricostruzione dell' IRAQ dopo la incompiuta sconfitta del regime di Saddàm Hussèin, nel 2003. Con gioja dei Bush, dei George Shultz, dei Cheney. Del quale Saddam Hussèin si è detto "E' morto". Ma risultano sempre vivi lui e i figli. E pure il cugino "Alì Il Chimico", dato per morto in uno dei primo bombardamenti su Baghdad. Cuccùùù riecchili, mica se ne trovano le tracce. Che siano a tener compagnìa a uno fra i primi arrestati a Baghdad, Abou Abbas, che per conto di Abou Mazen (incendiario) e di Yasser Arafat (pompiere, ma insieme nel 1972 avevano orchestrata e finanziata la strage degli Atleti d' Israèl alle Olimpiadi di Monaco) aveva nell' Ottobre 1985 organizzato il dirottamento della Motonave Israeliana "Achille Lauro" con assassinio del paraplegico Ebreo Americano Leon Klinghoffer, l' aggressore uno dei dirottatori partiti da Genova per Alessandria d' Egitto, dopo aver ordinato alla Achille Lauro di puntare su Tartus (Siria) si era imprudentemente avvicinato alla carrozzella di Leon Klinghoffer, che gli aveva mollato un morzico con la sua dentiera. Il caso Sigonella, tensioni fra I TAL YA e Stati Uniti. Allora Premier dell' I TAL YA, Bettino Craxi purtroppo è morto. Purtroppissimo prima, il 4 Agosto 1994, era morto pure l' allora Ministro della Difesa d' I TAL YA, Giovanni Spadolini, che promise "Vendette pòstume". Quando usciranno? Quando i posteri potranno conoscere l' ardua sentenza, per etichettarla magari l' "Arduo LODO?".
Spadolone promise vendetta specie a Bettino, soprattuto per aver questi assimilato Yasser Arafat a Giuseppe Mazzini.
Primavera 2003, Abou Abbas catturato con suo grande scioc nel suo appartamento scic a Baghdad, aveva proseguiti i business sua con Fior Fior Fiorini di Businessman nel Globo tutto, I TAL YA inclusa. Le richieste di estradizone da Roma a Washington a Guantanamo sono crollate come CASTELLI DI CARTE. Dopo il 2004. Forse. Ah se ci fosse Spadolini ! Crollate come l' edificio di Gerusalemme edificato con la consulenza dei Tecnici di Salvatore Li Cresti, Ingegnere Honoris Causa al Politecnico di Palemmo. La vecchia primigenia PREMAFIN, che ormai è TOTALmente cambiata. E ha TOTALmente chiuso ogni rapporto sia con FININVEST sia coi Sindaci di tutto il Mondo. Edificio edificato in vista del Mìtico e Mìstico Anno 2.000 e della Visita Di Papa Giovanni Paolo II in Terra Santa.
Edificio crollato nel 2002 uccidendo 40 persone che ballavano a una festa di nozze nella Sala Banchetti "The Versailles". Nome molto Europeo, Franglais. Sive Franglish. Appena i KAMIKAZE distruggono Roma, Gerusalemme, Milano (Mì Là Nò, anì shàm lò), la Bechtel è pronta a ricostruire. Coi migliori Tecnici Marsigliesi. Così , morto François Mitterrand, almeno Chirac sarà contento.
Come il processo per la morte di Yitzhàk Rabìn, anche quello per il crollo del "The Versailles" non va mai in orbita. Come i Processi a Andrea Rossi e al suo "Processo Rossi per il Refluopetrolio."
LE KEFIA'H DELLA RAI E DI TANTI SATELLITI. " PIRELLONE 2002 " COME PENTAGONO E TWINS 11 SETTEMBRE 2001. I CASTELLI DI CARTE E LE CARTE DI CASTELLI
Uscirono i nomi di Bin Talal Al Whalid & Co , soci del Berlusca e dei Bush, già noti per lo scandolo delle "KEFIA'H DELLA RAI-Viale Mazzini ROMA". Uscirono nel 1991 dopo l' incompiuta Liberazione del Kuwait e dell' Iraq. E sono usciti nel 2001, e nel 2003, dopo l' incompiuta liberazione dell' Iraq e dell' Afghanistan. Grazie a Silvio Loskoni si erano impossessati dei Satelliti in apparenza per le telecomunicazioni, ma pel militare sopratutto.
Chi sa perchè nel Giugno 2003 il Pentagono annuncia che non si inizierà come previsto nel 2004 (dopo, FORSE) la realizzazione dello Scudo Stellare. Si va avanti così. Eppure il Bipolarismo non è finito. Se pare sparito il Comunismo, mica è sparito di Khomeinismo. O forse come Carlo Rossella, Tiziana Majolo, Adornato Bondi e Contestabile, anche Khamenei e Khatami diventranno buoni andando a lavorare per Mediaset e Fininvest ? Eppure è proprio il Cavaliere a ribadire "I Comunisti non perdono mai nè il pizio nè il velo".
Risultato missili fratricidi, aerei e elicotteri fratricìdi. Lo Shuttle con Ilàn Ramòn , il primo astronàuta Israeliano, distrutto al rientro investito da una tempesta elettromagnetica, inspiegabile con fatti naturali. Sono stati i Marziani, o forse i Sauditi, capi del CFR etc e della Jihàd-GuerraSanta-Holy Wars-LaRouchePOE - ScientologyDianetics-Edoardo Bordieri Sacerdoti Ricky Luciano Belli Paci Longo Avv. Miani Nolte?
Tutto finito nel dimenticatojo. Archiviato come incidentino dovuto al distacco d'una piastrella dello scudo termoresistente del COLUMBIA. Ma Funari e Di Pietro?
Presentato come ricerca di clamoroso suicidio, il 18 Aprile 2002 l' aeroplanetto del Sig. Fasulo inspiegabilmente dalla Svizzera sbandò, andando proprio a fracassarsi contro il PIRELLONE. Due giorni prima, l' I TAL YA , diversamente da Svezia e da altri Paesi Europei, anzichè votare a favore, si era astenuta sulla imposizione di blocco sanzioni boicottaggio totali contro Israèl. Giusto un anno dopo, il 18 Aprile 2003, il dramma (TRE AVVOCATESSE UCCISE, CON FASULO, NEI LORO UFFICI DELLA REGIONE) è stato frettolosamente segnalato dai mass media come archiviato quale incidente. Niente più suicidio romantico kamikaze clamoroso ricercato dal Sig. Fasulo, che risulta benestantissimo al momento della tragedia. Allora si disse che era stato derubato da qualche faccendiere TICINESE (socio forse del Marini consulente dei Dini Prodi Fassino) e che, rimasto sanza un soldo e pieno di debiti, aveva deciso di denunciare quei faccendieri con l' immaginifico autoleSIONISTA gesto. I soliti Lombardi, specie Elvetici, vogliono fare gli Americani. Più dei Campani. E dei Siciliani. ENEL Power, la Superpotenza ENEL.
Come agli aerei dell' 11 Settembre 2001 negli States, così all' aeroplanetto del Sig. Fasulo si erano bloccati i comandi; tutto era radiocomandato da terra. O da più giù? Forse dai sotterranei della MM di Milano, la Metropolitana Milanese del Senatore Natali, che realizzò infiniti lavori sotterranei pure in Iraq? O da più su, magari da qualche burattinajo orbitale? Quella sera, 18 Aprile 2002, attorno alle 20, prima serata, alla stessa ODEON-TV -Telereporter-Canale 7 (quella che alle tre di notte manda in onda le scalporose rivelazioni del Bel Ninì Di Pietro nostalgico dei Talebani e dei Pirlacchi) trasmise in diretta una clamorosa rivelazione di
GIANFRANCO FUNARI "Io abito all' Hotel Michelangelo. Alcune signore che lì lavorano erano a pochi metri dal Grattacielo Pirelli al momento dell' impatto; sùbito dopo un gruppo di ragazzi Mediorientali ha ballato e saltato per la gioja".
Ma l' AUTORITA' GIUDIZIARIA (AG) ha archviato il tutto come chiacchiere di portinaje e di camerierine.
Subito dopo l' inizio della GUERRA SACROSANTA , aprile 2003, contro i Saddamiti, risaltarono fuori ancora i nomi di Bin Talal Al Walid, e del gruppo AlBaraka, per certi affarucci sia coi BUSH, sia col nostrano ULIPOLPO. Ne avete sentito più? I Bush, i Cheney, i Powell, i Clinton possono stare tranquilli prossimo presidente degli States sarà o lo stesso George Walker Bush Jr., o il falso Ebreo Joseph LIEBERMAN, sive Libermann, alleato del nazimaoista Farrakhan (entrambi figli del CFR Council on Foreign Relations - Carnegie Ford Rockefeller- comunisti fascisti razzisti - bene allevato , e allenato, nell' "American Jewish Congress" (AJC) dai Bronfman etc a indossare la Kippàh, a baciare la Mezuzàh, mentre i reporter lo vedono) . A sto punto, come altri baci nella Oral Room da parte della massima esponente di quell' "Ebraismo Americano anzi Còsmico", Monica Lewinski, questi peccatucci sono sotterrati, insieme con le asce di guerra fra Prodi e Berlusconi. Scumètum?
LA GENTE OGGI SOLTANTO SENTE PARLARE DEI DUE MILIONI DI MORTI AMMAZZATI E DEI CINQUE MILIONI DI PROFUGHI in SUDAN sol negli ultimi pochi anni, mentre il massacro continua di cinquanta, anzi da cinquecento. Ma tornerà Monica Lewinski a distrarre tutti con roba ben più appetitosa per Avvocati, e Magistrati. Altro che faccenduole da portinaje e da camerierine. Ecco perchè di tutto ciò non parlano manco i siti di noi GlobalSionisti ! W l' INTER Ciaolòm !
---- Original Message ----- From Romeah & Deboroh Fait To levi.franco@tiscali.it
Re II diffida Caro Nonno nostro Franco JAL Joseph Arturo Levi MOLCA, capisci perche' nessuno ti pubblica? perche' sei pericoloso e non ci si puo' fidare di te. Perche' hai mandato a questo tipo la e mail in cui ti chiedevo la sua definendolo "losco figuro"? Noi volevamo scrivergli e tu ci hai rovinato tutto. La mia e mail era indirizzata a te non ad altri, e allora perche' l'hai resa nota? Vabbe', ciao Deboròh & Romeah FAITIL nipotini di Nonno Aharon Faitil del quale tu Franco > JAL 6 Nonno.
--- Original Message ----- From levi.franco adsl To faitde@0... Subj SECONDA diffida -----
Original Message ----- From Longo Edoardo To > levi.franco@t... Sent Sunday, May 11, 2003 220 PM Subject II diffida Egregio sig. Franco Levi, oltre ad altre Sue comunicazioni, Lei mi ha inviato la fine lettera di una Sua correligionaria/connazionale, tale sig.ra Deborah Fait, la quale le chiede, credo con riferimento al sottoscritto, in ossequio allo stile che vi contraddistingue, definendomi "losco figuro", il mio indirizzo email, suppongo per indirizzarmi una gentile e fine lettera di insulti.. Poichè sarò lieto di querelare, un domani, anche tale persona, la autorizzo a comunicarLe il mio indirizzo di posta elettronica . Ovviamente, sarà opportuno che avverta la sig.ra che io ho la insana abitudine di querelare coloro che mi minacciano o mi insultano, pur essendo persona per costituzione aperta al dialogo. Tenga comunque presente che io non sono persona disposta a scherzare, e non ho alcun timore nè di Lei , nè degli altri Suoi amici ebrei. Diistinti saluti. avv.Edoardo Longo Pordenone, 11.05.2003 --- Fine messaggio inoltrato ---
.
.
B"H_-Messaggio originale-----
Da Paolo Porsia [mailtoprince_volin@yahoo.com]
Inviato lunedì 16 giugno 2003 19.59
A italianhonestreporting@yahoogroups.com
Oggetto [ihr] UN MOMENTO DI UMORISMO (sia pure involontario...)
L'Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in
Italia prende posizione sull'allontanamento di
Abdel-Samie Mahmud Ibrahim Musa istigato da Magdi
Allam e sostenuto dal ministro Pisanu.
U.C.O.I.I.
Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in
Italia – ONLUS
Comunicato stampa
in nome di Dio il Compassionevole, il Misericordioso
La sospensione dell'imam della grande moschea di Roma
per il fatto in sè, per le modalità con cui è avvenuta
e per lo scenario che tratteggia non può non
interrogare le nostre coscienze di credenti e di
uomini liberi.
Nel momento in cui si propone ai musulmani in Italia
un "patto" di lealtà allo Stato e ai suoi valori,
patto peraltro già ampiamente testimoniato dalla
stragrande maggioranza della Comunità, sulla base di
un sommario rendiconto giornalistico si è lanciata
contro il giovane imam Abdel-Samie Mahmud Ibrahim Musa
e contro i musulmani in Italia una vera e propria
caccia alle streghe degna di tempi che speravamo
finiti per sempre.
Mentre aspettiamo che il Consiglio d'Amministrazione
della grande moschea di Roma chiarisca ai musulmani e
all'opinione pubblica le ragioni della sua decisione,
ci domandiamo se il provvedimento non leda basilari
diritti che la nostra giurisdizione riconosce a tutti
i lavoratori tra cui lo stesso imam di Roma. Quali
garanzie gli sono state riconosciute a tutela della
sua onorabilità e del suo posto di lavoro? Perchè non
gli si è stato permesso di esprimersi e chiarire la
sua posizione? Si tratta di una decisione senza
appello o l'imam potrà riottenere il suo ruolo e la
sua funzione?
Al contempo, fa specie che esternazioni ben più gravi,
da parte di politici, operatori dei media e financo
religiosi, siano state considerate libero esercizio
della libertà di espressione mentre questo diritto non
è riconosciuto ai musulmani. La libertà di espressione
è il cardine della democrazia, ove essa venga limitata
al là di quanto stabilisce la legge, espone tutta la
società a gravissimi rischi e le fa imboccare un
percorso al termine del quale c'è la dittatura del
pensiero unico.
Le parole dell'imam possono piacere o meno, possono
essere più o meno consone al sentire comune e tuttavia
non ravvisiamo in esse nessun crimine legalmente
perseguibile. Pertanto, la critica costruttiva è
strumento utile e sufficiente a correggere eventuali
eccessi verbali e toni inidonei al contesto politico e
culturale italiano.
Qualsiasi altra pressione politica o poliziesca si
pone oggettivamente in un quadro di limitazione della
libertà d'espressione e quindi condannabile da parte
di ogni democratico.
In quanto musulmani e democratici, fedeli ai nostri
principi religiosi e a quelli della Costituzione
italiana, affermiamo che l'autonomia del pensiero è
una componente irrinunciabile del nostro sistema di
valori e che l'intimidazione dev'essere bandita dalla
corretta dialettica tra le diverse componenti della
società. Questa la linea di condotta dell'UCOII,
sempre ribadita e testimoniata al nostro interno e
nella relazione con le istituzioni e la società civile
e che non defletterà mai dal rigoroso rispetto di
tutte le componenti religiose e ideologiche del nostro
paese, anche quando eccessi verbali e vere
deformazioni della realtà sono utilizzate per mettere
in cattiva luce la nostra fede e il nostro
comportamento.
La nostra solidarietà va Abdel-Samie e alla comunità
islamica di Roma privata dell'imam che rispettava e
amava.
Il nostro appello è rivolto a tutti i sinceri
democratici e a tutti gli uomini di coscienza affinchè
possa essere fermata un'involuzione autoritaria che ci
minaccia tutti.
Roma 14 giugno '03
Il Consiglio direttivo UCOII
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B "H__---Messaggio originale-----
Da Valentina Piattelli [mailtovpiattelli@supereva.it]
Inviato venerdì 6 giugno 2003 12.03
A amicidisraele@yahoogroups.com
Oggetto Re [ADI] A TUTTI - Continua il soggiorno dei tre "combattenti"
palestinesi in Italia
> Qual è la vostra opinione sull'intera faccenda?
Bisogna chiedere, ed ottenere, che siano processati in Italia. Usiamo anche
noi la "giustizia internazionale" (vedi Pinochet in Gran Bretagna). Israele
non ha chiesto l'estradizione, ma queste persone sono responsabili di gravi
crimini. L'Italia avrebbe il dovere di processarli.
Non si può promuovere per lo meno un'interrogazione parlamentare su questa
vicenda?
Ciao,
Valentina
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Autore Testo
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Alessio Boglino (15 giugno 2003 1757)
IL PORTAVOCE YOUSSEF, ''ORA DOBBIAMO GUARDARE ALL'EUROPA''
(di Carola Mamberto)
Il Cairo, 15 giu. - (Adnkronos/Aki) -
La guerra in Iraq ha profondamente minato la credibilita' della Lega Araba, che rischia di indebolirsi ancora di piu' se non verranno avviate importanti riforme al più presto. Lo ha dichiarato all'ADNKRONOS INTERNATIONAL il portavoce della Lega Araba, Hesham Youssef, aggiungendo che l'attuale struttura dell'organizzazione e' troppo inefficente per far fronte alle grandi problematiche regionali.
(Mam/Rs/Adnkronos)
15-GIU-031632
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ISLAM CONFERENZA GRAZ, VIA A NUOVO CORSO L''ISLAM IN EUROPA'
SARA' COMPITO DEGLI IMAN ACCOMPAGNARLO E PROMUOVERLO
Vienna, 15 giu. - (Adnkronos/Aki) -
Si e' conclusa oggi a Graz (Austria) la Conferenza dei Centri islamici e degli imam in Europa, che ha visto la partecipazione di oltre un centinaio di religiosi provenienti da tutti i Paesi del vecchi continente, dall'Islanda alla Russia. Un convegno importante, che ha sancito a vasta maggioranza il ''nuovo corso'' dell'Islam in Europa vale a dire il tentativo, gia' teorizzato da alcuni filosofi e teologi, di adattare l'Islam alle condizioni di vita e alle istituzioni dei Paesi europei, l'euro-islam, insomma, come viene denominato comunemente, anche se la Conferenza ha ribadito di preferire il concetto di ''Islam in Europa''. Il compito dei religiosi islamici che prestano la loro opera in Europa e' quindi di ''accompagnare e promuovere un Islam di stampo europeo, che scaturisce dall'attuale rapporto dinamico tra religione e societa''', come afferma la Dichiarazione finale della Conferenza.
(Abe/Rs/Adnkronos)
15-GIU-031725
come le prove dei servizi igienici segreti sulle armi chimiche in iraq
g..c
"1) il terrorismo avrebbe comunque continuato a fare quello che sta facendo INDIPENDENTEMENTE dalla guerra irakena (ci sono prove a disposizione di tutti date dai vari servizi occidentali) "
Tipo quelli di Blair? HAHAHAHAHAHAHAHAAHHAHAHAHA
oggi e'toccato alla OSSEZIA
domani???????????????????
g.c.
l'impotenza davanti al terrorismo islamico e' tale che l'unica prevenzione che si riesce a fare e' prepararsi a qualcosa da "far accapponare la pelle"
stavolta il grande fratello USA non ha portato nel mondo pace e sicurezza
peccato che alla rappresaglia sono esposti tutti in egual misura
g.c.